Volpi e Poggi

«Samu… Ho trovato Volpi.» Samu è andato via dalla valle. È uno che ce l’ha fatta: figlio di operai immigrati, è riuscito a costruirsi una carriera di successo giù in pianura. Ha una moglie, una bambina, casa di proprietà, una bella macchina. Mico invece è rimasto: nella casa materna piena di cianfrusaglie, su, al paese, incassato in una valle secondaria senza nome di quelle che, dal Friuli al Piemonte, sono le zone isolate della corona prealpina, da dove i turisti tutt’al più passano, alla ricerca di ben altre Dolomiti. Da bambini Samu e Mico erano migliori amici. Sempre insieme, per difendersi dalle angherie dei bulli della scuola. Ma poi, come accade, si sono persi di vista. Fino alla telefonata, fino alla sera in cui quattro parole hanno infranto ventisei anni di silenzio: «Samu… ho trovato Volpi». Una delle due figurine più introvabili e più ambite, quella di Sergio Volpi, centrocampista, stampata in pochissime copie insieme a quella di Paolo Poggi, attaccante. Volpi e Poggi, ispirato a una vicenda della cronaca del 1998, è la storia di un ritorno: una storia notturna, improbabile e dura come è duro lo scontro tra due mondi, tra la pianura che non si ferma mai e le tristi montagne, tra un attacco insidioso e una disperata difesa a catenaccio. Due vecchi amici – legati da una stagione passata alla caccia degli introvabili Volpi e Poggi – si ritrovano faccia a faccia: vecchie ferite si riaprono, e nostalgie e traumi, collezionati e poi dimenticati come le figurine di un album, dentro un cassetto del passato. Volpi e Poggi si interroga su cosa significhi partire, restare, inseguire i propri sogni o rimanervi intrappolati, in un mondo che corre senza tregua, senza guardarsi indietro.

Anno di stesura: 2025

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Numero pagine: 41

Numero personaggi: 2

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Testo già rappresentato: NO

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