Visibilità e radicamento. Giulia Delli Santi racconta Puglia Showcase

Lug 1, 2026

L’istituzione di Puglia Culture ha determinato un ampliamento delle funzioni facenti precedentemente capo al Circuito Teatrale Pugliese che riflette le trasformazioni del rapporto tra istituzioni, territori e politiche culturali. In una regione come la Puglia, attraversata da una forte crescita turistica e mediatica, la proposta culturale si misura con le possibilità offerte da una maggiore visibilità e contestualmente con il rischio che la cultura venga assorbita dentro logiche di attrazione e consumo.
In questo scenario si colloca Puglia Showcase progetto ideato per far convergere un’attenzione nazionale e internazionale sulla scena teatrale e coreutica pugliese. La nuova edizione si sta svolgendo a Fasano e proseguirà fino al 4 luglio.
Con Giulia Delli Santi, dirigente Responsabile delle Attività Teatrali, Coordinatrice di Area e Responsabile Progetti Regionali Settore Teatro per Puglia Culture, abbiamo discusso del senso e del ruolo che può assumere una piattaforma come Puglia Showcase dentro e oltre i processi di sviluppo territoriale.

Nel passaggio dal Circuito teatrale pugliese a Puglia Culture si è costituito un soggetto che opera con la Regione per la realizzazione di attività culturali a tutto tondo.
La Puglia è una regione che negli ultimi anni ha affrontato una trasformazione profonda sospinta dai crescenti flussi turistici, un fenomeno che ha avuto risvolti ambivalenti, positivi e negativi. Questo tipo di attenzione informa necessariamente la proposta culturale del territorio.
In un simile contesto, quale ruolo ma soprattutto che responsabilità ha un ente culturale regionale nel porsi come osservatorio dei bisogni della comunità artistica e del pubblico e come fautore di una visione culturale di lungo periodo?

La trasformazione da Circuito Teatrale Pugliese a Puglia Culture non è stata semplicemente un cambio di denominazione, ma il riconoscimento di un’evoluzione del nostro ruolo. Oggi siamo chiamati a costruire politiche culturali che mettano in relazione produzione, distribuzione, formazione dei pubblici, internazionalizzazione e sviluppo dei territori.
In una regione che sta vivendo una crescita importante anche dal punto di vista turistico, la cultura non può limitarsi ad accompagnare questo processo, ma deve contribuire a orientarlo. Il nostro compito è evitare che l’offerta culturale venga schiacciata su una logica di consumo o di attrattività immediata. La cultura deve continuare a essere innanzitutto uno spazio di cittadinanza, di confronto e di costruzione di comunità. Essere un osservatorio significa ascoltare costantemente i bisogni degli artisti, delle compagnie, degli operatori dei pubblici e dei nostri Comuni soci, ma significa anche saper leggere i cambiamenti sociali e trasformarli in opportunità.

Puglia Showcase si presenta come una piattaforma di visibilità per il teatro e la danza pugliesi, convocando operatori, programmatori, istituzioni, giornalisti italiani e internazionali. Come nasce questa esigenza e in che modo avete pensato la selezione e la struttura del progetto affinché la visibilità non resti un’occasione episodica? 

Puglia Showcase nasce nel 2012 da un’esigenza molto concreta: creare uno spazio in cui le compagnie pugliesi potessero incontrare direttamente chi programma, osserva e costruisce le reti della scena contemporanea e dunque andare oltre confine regionale. La qualità della produzione regionale era già molto alta, ma mancava uno strumento stabile capace di favorire relazioni e opportunità di circuitazione.
Negli anni abbiamo lavorato perché Showcase non fosse soltanto una vetrina, ma un dispositivo permanente di connessione. La selezione avviene attraverso un avviso pubblico ed è affidata a una commissione di esperti internazionali, proprio per garantire uno sguardo aperto e autorevole.
Ma la selezione è solo il punto di partenza. Il vero lavoro consiste nel costruire relazioni che continuano ben oltre i quattro giorni della manifestazione. Ne è un esempio Puglia en scène à Paris: molti degli spettacoli che arrivano oggi nella capitale francese sono il risultato di un percorso di conoscenza avviato proprio durante le precedenti edizioni di Puglia Showcase. Allo stesso modo, i protocolli di cooperazione con la Francia, la Corea del Sud e il Cile testimoniano che l’obiettivo non è organizzare un evento, ma costruire reti internazionali stabili, occasioni di mobilità e nuovi mercati culturali per le compagnie pugliesi.

Nel programma è inserito anche l’incontro “Visioni dal Sud: Cultura, Comunità e Connessioni”, dedicato alle strategie per rafforzare il sistema culturale meridionale, dal welfare culturale all’internazionalizzazione. Che cosa significa, oggi, immaginare Puglia Showcase non solo come vetrina pugliese, ma come possibile modello o snodo per una politica culturale del Mezzogiorno? 

Crediamo che oggi il Mezzogiorno abbia l’opportunità di superare una logica frammentata e di costruire una progettazione condivisa. “Visioni dal Sud” nasce proprio con questo spirito: mettere attorno allo stesso tavolo le Regioni meridionali, il Ministero della Cultura e gli operatori per ragionare insieme su strumenti, politiche e prospettive comuni.
Puglia Showcase può diventare uno snodo perché negli anni ha maturato un’esperienza concreta nella costruzione di reti tra istituzioni, artisti e operatori internazionali. Non proponiamo un modello da replicare, ma un metodo fondato sulla cooperazione, sulla condivisione delle competenze e sulla capacità di mettere in relazione le diverse esperienze del Sud. Oggi parlare di welfare culturale significa anche riconoscere la cultura come “cura” della società, capace di incidere sulla qualità della vita delle persone e sulla crescita dei territori. L’internazionalizzazione, allo stesso tempo, non è un obiettivo separato, ma uno strumento per rafforzare il sistema produttivo locale, offrendo nuove prospettive agli artisti senza perdere il legame con le comunità di appartenenza.

Puglia Showcase guarda agli operatori nazionali e internazionali, ma si svolge anche dentro una città e un territorio. In che modo un progetto di questo tipo può intervenire sul pubblico locale, rafforzando la percezione della scena pugliese non solo come patrimonio da esportare, ma come presenza culturale da riconoscere e sostenere?

Abbiamo scelto di realizzare Puglia Showcase a Fasano perché crediamo che un progetto di questo tipo debba produrre un impatto non solo sugli operatori nazionali e internazionali, ma anche sul territorio che lo ospita. La crescita culturale di una comunità passa infatti dalla possibilità di creare occasioni di incontro, confronto e partecipazione. Per questo abbiamo attivato un osservatorio dedicato alla guida alla visione, coinvolgendo gli studenti in un percorso di educazione allo spettacolo dal vivo. Non si tratta semplicemente di assistere agli spettacoli, ma di acquisire strumenti per interpretarli, discuterli e sviluppare uno sguardo critico. Formare il pubblico di oggi significa costruire quello di domani, rendendo i cittadini più consapevoli del valore della produzione artistica del proprio territorio.
Accanto a questo, gli spettacoli, gli incontri pubblici, il confronto di “Visioni dal Sud” e gli spazi informali del Villaggio Puglia favoriscono il dialogo tra artisti, operatori e comunità, contribuendo a rendere la scena pugliese una presenza culturale riconoscibile e condivisa.
Il nostro obiettivo è che le compagnie pugliesi siano apprezzate non soltanto quando vengono ospitate nei grandi festival internazionali, ma anche nelle città in cui operano ogni giorno. Una scena culturale si consolida quando il pubblico locale la riconosce come parte della propria identità collettiva e sceglie di sostenerla. Il riconoscimento internazionale, come dimostrano le relazioni avviate con Parigi, Busan e Santiago del Cile, acquista così un significato ancora più forte: non è il punto di partenza, ma il risultato di una comunità che ha imparato a riconoscere il valore della propria cultura.

Segui Theatron 2.0

Pubblicità

Bandi  e opportunità

Ultimi articoli