Verbale: agg. [dal lat. tardo verbalis, der. di verbum, «che riguarda la parola, il verbo»]. Poi certo, anche sostantivo.

Futuro arcaico: ossimoro. Possiamo immaginarlo alla fine della storia dell’umanità, un mondo ridotto ai minimi termini, senza memoria.  

Tempo, divisione del – : le ore dell’estate che spreme fino al nocciolo il frutto offerto dall’albero della vita, la notte della testimonianza che coglie il frutto caduto dall’albero della conoscenza. Tra i due tempi, del sangue è stato versato.

Vangelo di Giuda: un vangelo apocrifo che riporta alcune conversazioni tra Gesù e l’apostolo Giuda Iscariota, trascritte non da Giuda stesso, ma da cristiani gnostici seguaci di Gesù. […] questi insegnamenti, comprensivi della descrizione della cosmologia gnostica, non furono impartiti a tutti gli apostoli, ma rivelati privatamente da Gesù al solo Giuda, ritenuto più degno degli altri apostoli. (da Wikipedia)

Sirio: stella principale della costellazione del Cane Maggiore (α Canis Maioris), la più brillante del cielo, di magnitudine −1,5, classe spettrale A0, distanza 8,7 anni-luce. È una stella doppia, con compagna (Sirio B) di magnitudine 8,4 che orbita intorno alla stella principale. (da Enciclopedia Treccani)

Niente: etimo incerto [nec entem | ne inde | nec gentem]. Non-ente. Non essente. Ciò che non è. Non c’è. Letteralmente: niente.

(Dario Postiglione)

Anno di stesura: 2020

i

Numero pagine: 53

Numero personaggi: 9 (di cui 3 possono essere interpretati da un* stesso attore/attrice)

R

Testo già rappresentato: NO

Premio Nuove Sensibilità 2.0 Ed. 2020 del Teatro Pubblico Campano

SINOSSI

In un futuro arcaico. Una spiaggia nei pressi di un piccolo paese. Il mondo noto è poco più che questo. È governato dai vecchi. I giovani si stanno estinguendo.

L’ultima notte d’estate un Procuratore interroga quattro ragazzini, gli unici testimoni di un delitto. Le loro parole dividono il tempo e riportano in vita gli eventi. Verbale del niente è il racconto di un’estate che non tornerà. Di una fiera di giostrai che arriva ai confini del paese e di Anguél, che ha visto il deserto del mondo e conosce il discorso del cielo. Di un uomo chiuso nella caverna della sua mente e di cani che latrano tutta la notte. Come ogni vangelo, è una favola di morte.

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