A cura di Alessandra D’Anna
Si conclude la seconda edizione di Caracalla Danza con le opere di Diego Tortelli, Philippe Kratz e Johan Inger. Il festival, che ha visto la collaborazione della Soprintendenza Speciale di Roma e del Centro Coreografico Nazionale Aterballetto, è un’iniziativa site specific che, dal 26 giugno al 5 luglio 2026, ha arricchito il parco archeologico con vitalità ed emozioni.
Preludio (2021) è la seconda opera di Diego Tortelli inserita nel programma di Caracalla Danza 2026. L’ipnotica coreografia, danzata da cinque interpreti con costumi rosa e guanti neri, si inserisce perfettamente nella cornice romana. È una danza sensuale ed elegante che si dipana in una dimensione orizzontale, attraverso passi strisciati e continui dai quali emergono la raffinatissima tecnica dei danzatori e la sapiente costruzione coreografica di Tortelli. La sua scrittura alterna sofisticati spostamenti del peso sui talloni a sequenze danzate di sorprendente intensità.
I brani del cantautore australiano Nick Cave invitano lo spettatore a interrogarsi, facendo della domanda uno strumento di indagine interiore e di arricchimento. Il tema che emerge con maggiore forza è l’importanza del credo personale. Tortelli concepisce Preludio come una preghiera profana, colma d’amore per il corpo.
Le sequenze in cui prevale un lavoro di disarticolazione dialogano con quelle in cui si ripresenta il motivo principale, al quale il gruppo torna più volte per ritrovarsi all’unisono e riaffermare il proprio credo. Gli attraversamenti da una parte all’altra dello spazio sono enfatizzati dal continuo scorrere dell’acqua, che rende l’intera costruzione drammaturgica ancora più dinamica e affascinante.
Sullo specchio d’acqua, le figure riflesse possono evocare fenicotteri rosa che dialogano con la ricca fauna del sito, restituendo il senso di una preghiera laica in cui i corpi, la natura e le musiche di Cave trovano un equilibrio delicato e passionale.
La risonanza con il movimento dello specchio d’acqua si rafforza in An Echo, a Wave (2025), di Philippe Kratz, una coreografia in cui l’acqua è l’elemento emblematico.
In un continuo avvicinarsi e allontanarsi di due corpi, l’opera invita a riflettere sul mare, luogo di meraviglie e desideri, di tragedie e speranze. I due danzatori, attraverso un sapiente uso del peso e del flusso continuo del movimento, incarnano evanescenti onde che si prolungano idealmente fino a quelle dello specchio d’acqua, sulla cui superficie si riflettono le elaborate architetture coreografiche e quelle più antiche del sito.
Il poetico fluire ininterrotto della coreografia dialoga con la creazione sonora del sound designer Tommaso Michelini. Si percepiscono suoni naturali e artificiali, che si fondono con i versi dal vivo dei gabbiani; infine, il suono del pianoforte richiama con forza l’immagine dell’oceano. Il mare diventa una presenza fisica e i significati metaforici emergono proprio dall’interazione tra diverse modalità espressive, nelle quali affiorano non solo il fascino dell’acqua, ma anche i pericoli del mare, inteso come luogo di tragedie umane.
Nella composizione di Kratz momenti di delicatissima sospensione si trasformano in sequenze in cui l’eco di speranze di diversa natura abitano lo spazio d’azione. L’immensità del mare, sempre uguale a se stesso nel continuo cambiamento, si contrappone alla condizione umana, effimera e finita. Come è profondo il mare è suggerito dai due interpreti attraverso un fluire continuo, ora separandosi, ora ritrovandosi, come onde che continuano a conservare l’eco delle loro storie.
Preludio di Diego Tortelli e An Echo, a Wave di Philippe Kratz sono due coreografie ormai note del repertorio di Aterballetto, che trovano nel parco romano una nuova luce e una rinnovata forza espressiva. A chiudere Caracalla Danza 2026 è Bliss (2016) di Johan Inger, storico cavallo di battaglia della compagnia e opera che celebra il decimo anniversario con un cast completamente nuovo. Sulle note di The Köln Concert del pianista Keith Jarrett, Bliss si sviluppa attraverso un gioco di sguardi, incontri e connessioni, in cui sorrisi, slanci e salti generano e alimentano le relazioni tra i personaggi che abitano la scena.
L’ingresso degli interpreti avviene gradualmente; le camminate e le corse si presentano come dispositivi scenici da cui prende avvio la danza. Le diverse sequenze si costruiscono sotto lo sguardo degli stessi danzatori che attendono e intervengono dai margini dello spazio, creando una continua trama di interazioni. Al centro della scena si susseguono momenti di grande energia e virtuosismo tecnico, animati da una gioiosa naturalezza del movimento.
Sul capolavoro di Jarrett, un brulichio di figure dà vita a un concatenarsi di storie diverse, unite dal piacere di danzare. Questa irresistibile energia emerge dalla fluidità delle frasi coreografiche e dai sorrisi, che risaltano soprattutto negli iconici salti, divenendo espressione di libertà e leggerezza. Bliss consente di assaporare il piacere di danzare, attraverso un continuo alternarsi di passi a due, gruppi di diverse dimensioni e momenti solistici. La coreografia si presenta come un intreccio di relazioni che trasmettono una contagiosa sensazione di vitalità. Bliss è un invito alla danza.
Nel finale tutti i danzatori sono in scena, coinvolti in una travolgente ed energica sequenza, in cui, attraverso salti sul posto, Inger costruisce un momento corale di grande impatto. Successivamente, il ritorno alla dimensione individuale conclude il senso ironico e giocoso dello spettacolo: un danzatore interrompe i propri salti con un sorriso, riaffermando ancora una volta il carattere leggero, spontaneo e ironico di Bliss.
Le tre opere, già accolte con grande entusiasmo in altri contesti, immerse nella straordinaria cornice delle Terme di Caracalla, acquistano una nuova dimensione percettiva: il confronto con lo spazio storico e monumentale ne amplifica suggestioni e significati. L’incontro tra il contesto archeologico, la fauna e la vegetazione del sito, i linguaggi coreutici e le diverse trame musicali arricchisce le note coreografie di Aterballetto di nuove risonanze simboliche ed emotive.

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