Nasce a Napoli un nuovo collettivo teatrale con base al Théâtre De Poche, luogo di pratica, ricerca e creazione condivisa.
Il progetto si fonda sull’esigenza di costruire uno spazio di lavoro stabile, che si sviluppi nel tempo e che metta al centro il processo creativo, il training e la relazione tra scena e spettatore.
Sentiamo la necessità di rallentare e tornare a un teatro che sia esperienza reale, fisica, necessaria e che interroghi il presente e costruisca relazione.
PERCHÉ QUESTA CALL?
Ispirati da teorie sulla produzione artistica collaborative, abbiamo creato un laboratorio teatrale in cui la produzione artistica è diventata un sistema di ruoli, convenzioni e interazioni condivise. Lo spettacolo che ne è nato (Rummage, esercizi attorno al vuoto) ci ha confermato quanto sia potente un processo creativo basato sulla collaborazione, sul corpo e sul rapporto con lo spazio scenico. Vogliamo continuare a esplorare questa pratica perché crediamo che l’opera nasca dall’incontro attivo tra attori, regista e dramaturg. Sentiamo l’urgenza di allenarci a creare opere collettive. Non solo come pratica teatrale, ma come esercizio umano: un modo per restare critici, consapevoli e connessi in tempi complessi. Un percorso autonomo, incentrato sul processo creativo, sul corpo e sull’immaginario condiviso, dove lo spazio vuoto diventa strumento attivo di creazione scenica. Invitiamo artisti e professionisti a unirsi a un percorso che valorizza la partecipazione attiva e la collaborazione, offrendo uno spazio dove ciascuno possa esplorare il proprio linguaggio e contribuire a un’opera collettiva capace di stimolare riflessioni profonde.
COSA CERCHIAMO
Cerchiamo artistə e professionistə, non necessariamente solo attorə, ma persone con un percorso già avviato nel campo delle arti performative e culturali.
In particolare:
- Attorə e performer
- Danzatorə
- Musicistə
- Creatorə e artistə visivə
- Organizzatorə, progettistə, figure legate alla distribuzione e produzione
Sono benvenute competenze trasversali e ibride.
LINEE DI RICERCA
Il lavoro si sviluppa attorno a
- Centralità del corpo e della presenza scenica
- Costruzione di una drammaturgia fisica e visiva
- Relazione attiva con lo spettatore
- Creazione collettiva e scrittura scenica
- Integrazione tra parola, gesto, immagine e suono
Il collettivo lavorerà su un linguaggio che tenga insieme dimensione poetica e tensione critica, attraversando il contemporaneo senza semplificarlo.
STRUTTURA DEL COLLETTIVO
Il processo di creazione sarà di tipo collettivo e curato dalla guida registica di Davide Raffaello Lauro e da quella drammaturgica di Sharon Amato
DA DOVE COMINCIARE?
Tre giorni di lavoro in Teatro per incontrarci, conoscersi e osservare il lavoro.
Riteniamo questo il modo più autentico per conoscersi e capire se esistono le condizioni per costruire un percorso comune.
Théâtre De Poche sarà la casa del collettivo e ospiterà i tre giorni di lavoro gratuitamente.
I giorni dedicati e i tempi saranno decisi insieme ai partecipanti, compatibilmente con le disponibilità dello spazio.
COME CANDIDARSI
Inviare a ddr.lauro@gmail.com
- CV artistico
- 1 foto
- Breve lettera motivazionale dove puoi raccontarci perché vuoi far parte di questo percorso creativo
Davide Raffaello Lauro
Attore, regista e pedagogo teatrale, nato a Napoli e attivo in ambito nazionale. Diplomato presso l’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa (INDA), ha approfondito la propria formazione con maestri internazionali tra cui Florian Borchmeyer, Odin Teatret, Familie Flöz, Cèsar Brie, Compagnia Scimone-Sframeli, Vetrano- Randisi. Approfondisce la pedagogia teatrale con un Master all’Università Suor Orsola Benincasa, con AEFT e Javier Galito Cava. Ha lavorato come attore in produzioni per il Teatro Greco di Siracusa ed Epidauro, Festival Internazionale di Volterra, Arena di Verona, Accademia Chigiana di Siena. Ha partecipato a progetti di teatro fisico e danza contemporanea come Waterpeace con Moni Ovadia. Ha collaborato come aiuto regia con Peppe Miale e Luciano Melchionna e firmato regie come I sette giorni di Simon Labrosse e Rummage. È co-ideatore di Ortyx Drama Festival e della rassegna “Effetto Farfalla”. Attivo politicamente con il collettivo Dieci Teatranti e con progetti Erasmus plus sulla formazione giovanile. Dal 2021 è docente di drammaturgia dell’attore presso il Théâtre de Poche di Napoli. La sua ricerca integra corpo, parola, gesto e rito, ponendo il teatro come strumento di trasformazione individuale e collettiva.
Sharon Amato
Laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo con una tesi dedicata al progetto _Arrevuoto – Scampia Napoli_ . Nel 2015 si diploma come attrice alla Scuola di Teatro del Teatro Nazionale di Napoli e approfondisce la drammaturgia con maestri come Massimo Maraviglia, Enzo Moscato, Linda Dalisi, e a Milano con Letizia Russo e Serena Sinigallia presso ATIR, Teatro Ringhiera. I suoi testi sono premiati da realtà off-teatro e nel 2020 riceve il Premio Drammaturgia Nuove Sensibilità 2.0 per Minoranze – l’impasto della domenica, riconosciuto per il “forte senso poetico, musicale, di giustizia e speranza”. Nel 2021 entra nella Scuola di Drammaturgia SCRITTURE, diretta da Lucia Calamaro, e perfeziona la pedagogia teatrale con un master presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Collabora come drammaturga e aiuto regista con: Mario Martone, Claudio Di Palma, Marcello Cotugno, Maurizio Braucci, Pino Carbone, Lello Serao, Fabio Pisano,Michelangelo Dalisi, Ettore Nigro, Mario Autore, Domenico Ingenito, Davide Raffaello Lauro. Insegna pedagogia teatrale nelle scuole e negli istituti di riabilitazione psichiatrica dell’ASL Napoli, è regista del progetto Arrevuoto e lavora come drammaturga e pedagoga presso l’I.P.M. di Nisida con Putèca Celidonia.

La webzine di Theatron 2.0 è registrata al Tribunale di Roma. Dal 2017, anno della sua fondazione, si è specializzata nella produzione di contenuti editoriali relativi alle arti performative. Proponendo percorsi di inchiesta e di ricerca rivolti a fenomeni, realtà e contesti artistici del contemporaneo, la webzine si pone come un organismo di analisi che intende offrire nuove chiavi di decodifica e plurimi punti di osservazione dell’arte scenica e dei suoi protagonisti.
















