Appia nel Mito: echi di voci e suoni dal passato per raccontare il presente

Appia nel Mito: echi di voci e suoni dal passato per raccontare il presente

Una moderna epicità, una riscoperta dei classici che rivelano una dirompente contemporaneità, che ci parlano di oggi e ci spiegano il presente, un coro di echi, voci e suoni dal passato per raccontare il presente lungo il percorso della celebre via Appia: questo è il senso della prima edizione di “Appia nel Mito”, rassegna che dal 18 giugno al 30 luglio abiterà e popolerà la Chiesa di S.Nicola a Roma e Villa Sciarra e Villa Torlonia a Frascati con 13 spettacoli, di cui 5 debutti assoluti, e circa 30 artisti, tra danza e teatro. Il progetto nato dall’idea di Alessandro Machìa Fabrizio Federici della compagnia teatrale Zerkalo, con il contributo della Regione Lazio, si pone l’obiettivo di riconnettere teatro e pubblico, artisti e comunità, dopo questo periodo di isolamento. Un incontro che è un prendersi cura, delle persone e dei luoghi, che rimette al centro i luoghi simbolo della via Appia, li abita, li riattiva, li pensa ma come soggetti vivi, frammenti di una narrazione mitica che continua potente fino ai nostri giorni.

«Abbiamo voluto intitolare questa prima stagione “RICORDARE IL PRESENTE”- annota il direttore artistico Alessandro Machìa. “ Questo ossimoro che contiene apparentemente un’impossibilità, una contraddizione, ci è sembrato risolvesse in sé non soltanto quella propria del mito, della tragedia antica e della nostra realtà – come capisce Shakespeare quando fa dire alle streghe del Macbeth “Il bello è il brutto e il brutto è il bello”; ovvero l’ambiguità, la duplicità della verità che il mito racconta, che è e non è. “RICORDARE IL PRESENTE” significa anche far emergere quella linea invisibile che connette il mito al nostro presente: al di sotto dei nostri progetti di razionalità, delle “magnifiche sorti e progressive”, agisce ancora potente il mito. E ci parla. Ci parla oggi. E dunque ricordare il presente è ricordare il mito nel presente, interrogarlo come facevano Omero e Esiodo, che chiedevano la parola alle Muse per comprendere il proprio tempo e l’enigma che siamo. In questi nostri tempi bui, in cui il pensiero sembra aver ceduto il passo al tifo e alla falsa contrapposizione delle opinioni dove tutto si annulla, abbiamo bisogno di parole autentiche, di parole che vengono da lontano, dal Mito. E di ascoltarle insieme, come comunità. Queste parole le chiediamo agli artisti presenti in questa prima edizione: se l’uomo, come dice Heidegger, è il parlante e il mortale perché ha la facoltà del linguaggio e fa esperienza personale della morte, l’artista è doppiamente mortale e parlante perché può giocare la morte, nel teatro nella danza, reinventa la parola, ce la restituisce. E la parola dell’artista è sempre parola autentica.

Dedichiamo, inoltre, la prima edizione di APPIA NEL MITO alla memoria di un attore straordinario scomparso da poco, uno dei più grandi che abbiamo avuto e forse non sufficientemente omaggiato; col quale ho avuto l’onore di lavorare, di percorrere un piccolo tratto di strada al suo fianco: PAOLO GRAZIOSI. Paolo era un attore immenso, asciutto, modernissimo, generoso, che da attore straordinario conosceva bene quella ambiguità della parola che il mito ci porta ancora oggi. Vogliamo dunque dedicare questo festival a lui».

Seguendo il fil rouge “RICORDARE IL PRESENTE”, la rassegna si snoda in un percorso di spettacoli site-specific che hanno al centro il Mito: una via nel mito che dal passato giunge fino a noi, attraverso il nostro di rappresentarci nel tempo e nella storia. Una anàbasi, una risalita da due anni drammatici che parte dall’origine della nostra civiltà: il mito, la classicità, il tragico; per come ci parlano oggi, nella nostra società complessa, attraverso le riscritture e le diverse modalità di rielaborazione nel teatro e nella danza. APPIA NEL MITO è anche un ritorno all’origine della nostra civiltà con un nuovo modo di guardare all’antico e alla tragedia per come ci parlano oggi, attraverso le diverse modalità di rielaborazione del teatro e della danza.

Grandi artisti e giovani compagnie si alterneranno per un mese e mezzo di programmazione, dal 18 giugno al 30 luglio, in diverse location immerse nella Storia e nel verde, tra Roma ( Chiesa S. Nicola) e Frascati (Villa Torlonia), con spettacoli di teatro e danza, reading, laboratori gratuiti di teatro, danza e giocoleria. Tra gli artisti presenti: Massimo Popolizio, Vinicio Marchioni, Daniele Salvo, Viola Graziosi, Andrea Tidona, Melania Giglio e Roberta Caronia.

Si inizia il 18 giugno alla Chiesa di San Nicola con CLITENNESTRA di Luciano Violante interpretata da Viola Graziosi, la quale intesse un viaggio dal mito alla contemporaneità sorretta da un fraseggio tragico che scolpisce le parole sulla declinazione di una storia di un esilio perpetuo post mortem, e con IFIGENIA IN CARDIFF (19 giugno) di Gary Owen con Roberta Caronia e la regia di Valter Malosti, un delirio monologante denso di lucidità che si rivela a poco a poco, ribaltando gli equilibri del senso comune e scardinando moralismi e perbenismi vari. 

Si continua il 24 giugno con EDIPO… SEH! con Andrea Tidona e la regia di Carla Cassola, uno scherzo intelligente e raffinato per “raccontare” con leggerezza una delle più grandi tragedie della storia del teatro, e il 29 giugno con la danza di Aurelio Gatti, che traspone una sua versione del mito di DAPHNE. 

Seguirà il 30 giugno CIRCE. Le origini con Alessandra Fallucchi e la regia di Manuela Favilla a delineare il ritratto di una figura ambivalente: crudele ma anche pietosa, ostile ma anche amica. Circe è Donna, Ninfa, Maga, Amante ma anche Moglie, racchiude le molte potenzialità del femminile, mentre il 1 luglio Melania Giglio e Daniele Salvo indagano la figura di Saffo, una delle poetesse più famose del mondo antico, con INNO AD AFRODITE- Serata per Saffo, in prima nazionale. 

Grande attesa per Vinicio Marchioni e il suo IN VINO VERITAS, il 2 luglio a Villa Torlonia (Frascati), un meraviglioso itinerario nella letteratura, nella musica e nell’umanità che si è sviluppata intorno al culto del vino e a tutto quello che il vino rappresenta: incontro, amicizia, andare oltre i limiti del concesso, creazione, disperazione e gioia di vivere; da Dioniso a Charles Bukowski, passando da Hemingway all’opera lirica, da Omero ad Alda Merini; mentre Giuseppe Pestillo il 10 luglio darà corpo e voce a ONISIO FURIOSO, diretto da Luca Mazzone, il quale affronta il tema della modernità del mito e lo fa costruendo un personaggio che si muove a un ritmo sul crinale tra la poesia e l’epopea, tra la parola tragica e la quotidianità. 

Venerdì 15 luglio (Frascati) sarà la volta della nuovissima produzione PASOLINI. UNA STORIA ROMANA di e con Massimo Popolizio che intreccia il racconto biografico di Pasolini, dal suo arrivo nella città eterna nei primi anni cinquanta fino alla sua tragica morte nel 1975, con i più celebri testi dell’autore, accompagnato dalle melodie eseguite dal vivo di Giovanna Famulari. 

A seguire sabato 23 luglio appuntamento con LE DONNE DI SAMO di Menandro, rito teatrale in maschera che conserva tutto il suo fascino, diretto da Roberto Zorzut, e il 24 luglio con MOSTELLARIA, una delle commedie più divertenti e significative di Plauto, con la regia di Vincenzo Zingaro. 

Il 26 luglio Ludovic Party tratteggia le coreografie di PROMETHEUS, uno spettacolo tra danza e video mapping. Il mito di Prometeo da sempre ha affascinato donne uomini, pensatori ed artisti di ogni secolo e di ogni disciplina, e questo probabilmente perché ha simboleggiato nel tempo la lotta delle forze amiche del progresso umano, e delle civiltà contro ogni forma di potere.


Chiude la rassegna il 30 luglio (Villa Torlonia), IFIGENIA IN AULIDE con Andrea Tidona tra i protagonisti e la regia di Alessandro Machìa, che offre una visione del tutto nuova dell’ultima tragedia di Euripide trasfigurandola in dramma borghese. 

Parallelamente agli spettacoli prenderanno vita una serie di laboratori come quello di giocoleria a cura di Leonardo Angelini il 18 e 19 giugno, uno dei responsabili del settore circo e clowneria in Italia, che presenterà e racconterà la giocoleria come una tecnica a disposizione di tutti, per giocare e per migliorare il proprio benessere psicofisico, e quello su “La pedagogia dell’espressione per tutti” condotto da Gilberto Scaramuzzo il 29 e 30 giugno. Il lavoro prevede la presentazione teorica e la sperimentazione pratica degli elementi fondamentali della Pedagogia dell’Espressione e una applicazione di questi principi nell’ambito della relazione educativa, in qualunque contesto questa si trovi a essere sviluppata. 

Una introduzione al Teatro della relazione e al Metodo Mimico di Orazio Costa Giovangigli, così come sono stati sviluppati dall’attività di ricerca del MimesisLab – il Laboratorio di Pedagogia dell’Espressione del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Roma Tre.Le attività della classe sono strutturate in maniera tale da poter essere fruite da ciascuno dei partecipanti in maniera organica al proprio livello di preparazione.

> Tutto il porgramma

Theatertelling – Futuro Festival. Laboratorio di storytelling per creativi

Theatertelling – Futuro Festival. Laboratorio di storytelling per creativi

In occasione della seconda edizione di Futuro Festival, che avrà luogo al Teatro Brancaccio di Roma nel mese di luglio, l’impresa culturale Theatron 2.0 propone Theatertelling – Futuro Festival, percorso di formazione professionale che coniuga Brand journalism, tecniche di Storytelling, cronaca culturale, Digital Strategies.

Futuro Festival nasce nel 2021, accoglie danzatori, coreografi, docenti, studenti, artisti, operatori e appassionati della danza da tutto il mondo per incontrarsi e potersi ispirare attraverso lo scambio di idee e di ricerca, trasformando l’Estate Romana in un epicentro per la danza contemporanea. 

Un polo d’attrazione, un’agorà, dove respirare insieme l’arte della danza: studiosi, appassionati e operatori giunti per dialogare, apprendere e promuovere nuove iniziative. Futuro Festival promuove l’esperienza culturale sul territorio italiano con l’organizzazione di attività che siano in grado di veicolare l’arte della danza come linguaggio universale, per l’espressione e le narrazioni di sentimenti mediante il movimento corporeo. 

Obiettivi del percorso 

Il percorso di formazione Theatertelling – Futuro Festival è mirato a fornire conoscenze pratiche e teoriche sulla comunicazione in ambito culturale. 

Una narrazione strategica consente il coinvolgimento di diversi target e l’avvicinamento di nuovo pubblico per sviluppare progetti di branded content funzionali a comunicare valori, filosofia e concept catturando l’audience su tutti i media, tra entertainment e informazione.

Come funziona?

Sarà costituito un team creativo, guidato da Ornella Rosato, Direttrice Editoriale della testata giornalistica Theatron 2.0, che documenterà tutte le attività di Futuro Festival.
Data la natura internazionale, la volontà di scoperta e di contaminazione tra stili, linguaggi e culture che caratterizzano la mission del Festival, la narrazione, curata dal team, avrà una natura trasversale: saranno realizzati approfondimenti, interviste, illustrazioni, foto racconti, reels, attraversamenti urbani, contenuti transmediali di informazione culturale, veicolati attraverso i social network.
Attraverso brainstorming collettivi sarà individuata la strategia di narrazione che meglio si adatta alle inclinazioni e alle specificità del team creativo. 

Chi può partecipare?

Theatertelling – Futuro Festival è rivolto a studenti, scrittori, artisti, danzatori, creativi digitali, fotografi, illustratori, youtubers, tiktokers, instagrammers, appassionati allo spettacolo dal vivo, senza limiti di età, per un massimo di 10 partecipanti.

In dialogo con gli artisti e le artiste ospiti del Festival, andremo alla scoperta della loro poetica, indagando lo stato della Danza Contemporanea italiana ed estera e le dinamiche professionali del settore.

Modalità di partecipazione

Theatertelling – Futuro Festival si terrà lungo tutta la durata del festival.

L’iscrizione al percorso formativo ha un costo di 70 euro e comprende il percorso formativo e l’accesso a tutti gli spettacoli in programma. Inoltre, in via straordinaria sarà possibile prendere parte alle prove aperte delle compagnie ospiti che saranno seguite da momenti di dibattito.

Per partecipare invia il tuo curriculum o una breve biografia entro il 20 giugno 2022, scrivendo alla mail theatron2.0@gmail.com

Per maggiori informazioni scrivi a: info@theatronduepuntozero.it

Per scoprire il programma: www.futurofestival.it

Calendario degli incontri

Mercoledì 29 giugno – ore 17:00 (Incontro online)

Sabato 2 luglio – ore 17:00

Domenica 3 luglio – ore 18:30

Giovedì 7 luglio – ore 18:30

Sabato 9 luglio – ore 16:30 

Lunedì 11 luglio – ore 18:00

Giovedì 14 luglio – ore 18:00

Domenica 17 luglio – ore 18:00

* Gli incontri si terranno presso il Teatro Brancaccio, Via Merulana 244, Roma.

Theatron 2.0 è un’impresa culturale costituita da creativi e professionisti specializzati in diversi settori dello spettacolo dal vivo. Opera in molteplici ambiti delle performing arts sviluppando progetti orientati a promuovere la cultura teatrale con una particolare attenzione alle nuove tecnologie.

Ornella Rosato nasce a Napoli nel 1993. Nel 2017 consegue la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo con una tesi in Antropologia Teatrale. Ha lavorato come redattrice per Biblioteca Teatrale – Rivista di Studi e Ricerche sullo Spettacolo edita da Bulzoni Editore. Nel 2019 prende parte al progetto di archiviazione di materiali museali presso SIAE – Società Italiana Autori Editori. Dal 2020 dirige la webzine di Theatron 2.0, portando avanti progetti di formazione e promozione della cultura teatrale, in collaborazione con numerose realtà.

FUTURO FESTIVAL è un melting pot di culture, un crocevia di sguardi, un collettore di stili eterogenei, un luogo di contaminazioni fra diversi linguaggi, tra passato e presente con uno sguardo al futuro. Un festival, come la sua etimologia ci ricorda, che è pensato come una festa, dedicata a chi vive di danza, ma che per natura è inclusiva, con attività collaterali, come mostre, opere partecipate, dibattiti, conferenze, dj set, musica live oltre agli spettacoli, ai workshops e stages per educare le nuove generazioni di danzatori e per sensibilizzare l’intera cittadinanza alla riscoperta della cultura.

Attraversamenti Multipli 2018: festival crossdisciplinare in Roma

Attraversamenti Multipli 2018: festival crossdisciplinare in Roma

Attraversamenti Multipli 2018

Dal 15 al 29 settembre, presso l’isola pedonale di Largo Spartaco nel quartiere romano del Quadraro, si svolge la 18° edizione del festival crossdisciplinare Attraversamenti Multipli, ideato e organizzato dalla compagnia teatrale Margine Operativo, con la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani.

Il festival è parte del programma dell’Estate Romana, promossa da ROMA CAPITALE Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con SIAE ed è realizzato con il contributo della REGIONE LAZIO. La manifestazione indaga la relazione tra le arti performative contemporanee e il presente attraverso la presentazione di spettacoli e performance site specific in luoghi urbani e non convenzionali. Questa edizione si inserisce all’ interno di una progettualità triennale che prosegue il percorso artistico che da sempre contraddistingue il festival: l’attenzione per la scena artistica contemporanea, le location inconsuete, la crossdisciplinarietà. L’edizione 2018 si svolge a Roma e in due paesi della provincia di Viterbo: Calcata e Faleria.

Attraversamenti Multipli si pone in stretta connessione con il contesto in cui agisce, valorizza attraverso le sue azioni artistiche spazi urbani riqualificati e luoghi protagonisti di processi di auto recupero, relazionandosi con il tessuto della comunità che l’accoglie. Ospita nel suo programma 20 compagnie di artisti che intrecciano e espandono i linguaggi delle arti sceniche contemporanee creando opere innovative che forzano i generi, superano i confini ed esplorano nuovi territori. Rilancia la sua natura multi sfaccettata e meticcia in cui hanno cittadinanza e dialogano tra loro diverse pratiche delle arti contemporanee.

Produce, attraverso delle residenze artistiche dinamiche, delle performance site specific create ad hoc per i luoghi che le ospitano. Presenta spettacoli e performance con formati particolari, sia temporali che spaziali, che si interrogano sulle relazioni e i confini tra azione artistica, spettatori e luoghi. Spazio anche alla formazione con due workshop gratuiti rivolti a performer, danzatori, artisti: uno condotto dal coreografo Salvo Lombardo / Chiasma e uno dall’ artista visivo e coreografo Alessandro Carboni. Ogni workshop è finalizzato alla creazione di una performance site specific che verrà presentata durante il festival. Quest’anno il festival verrà raccontato in diretta da una redazione formata da migranti e richiedenti asilo del progetto Spettatori migranti/Attori sociali, nato da un’idea di Teatro e Critica, web magazine di teatro e danza.

Gli artisti presenti a Attraversamenti Multipli 2018:

ASCANIO CELESTINI | ROBERTO LATINI / FORTEBRACCIO | TEATRO BALLETTO CIVILE | MK | COLLETTIVO CINETICO | DANIELE NINARELLO C&C COMPANY | VALERIO SIRNA / DOM | GISELDA RANIERI /ALDES ALESSANDRO CARBONI | COLLETTIVO D.A.B. – Dance Across Border SALVO LOMBARDO / CHIASMA | FILIPPO PORRO e SIMONE ZAMBELLI FRANCESCO CAPUANO e NICOLA PICARDI | NANI ROSSI BOOMERANG PRODUCTION | MARGINE OPERATIVO KENTO & DJ FUZZTEN | VEEBLEFETZER

“Il viaggio di Attraversamenti Multipli 2018 propone di attraversare i confini: i confini tra culture diverse, i confini tra generi artistici, i confini tra spettatore e azione artistica.Il “confine” (fisico / virtuale/ simbolico ) non è solo un segno che separa e divide, ma anche una linea in comune attraverso cui i diversi si toccano e le culture comunicano, e lo SCONFINARE è un processo costituente di incontro e di confronto, grazie al quale le diversità si relativizzano e possono avere origine nuovi percorsi. La parola d’ordine / slogan / tema intorno a cui ruota questa edizione è sconfinamenti . Noi esseri umani ci spostiamo da sempre: le migrazioni, gli sconfinamenti, il superare i confini, la libertà di movimento delle persone / delle idee / delle culture / delle arti sono i pilastri del passato del genere umano, del nostro presente e del nostro futuro.”

Alessandra Ferraro e Pako Graziani / Margine Operativo

Per scoprire tutto il programma di Attraversamenti Multipli 2018:
www.attraversamentimultipli.it
facebook: attraversamenti multipli
info: info@attraversamentimultipli.it

TESI DI LAUREA: Il teatro e la radio. Storia di una comunicazione possibile

TESI DI LAUREA: Il teatro e la radio. Storia di una comunicazione possibile

TITOLO TESI > Il teatro e la radio. Storia e prospettiva di una comunicazione possibile
ISTITUTO >  Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico – Master di I livello in Critica Giornalistica
AUTRICE > Laura Rondinella

Radio

INTRODUZIONE DELL’AUTRICE

Il seguente studio intende raccontare il rapporto che intercorre fra radio e teatro, due modalità espressive dotate di compiutezza e organicità. Sin dalle origini del mezzo radiofonico, contaminazioni e influenze reciproche contraddistinguono tale sinergia e attraverso un’analisi contestuale sarà possibile comprendere le successive evoluzioni di un legame intenso e accurato. La radio e il teatro si incontrano nella bellezza della parola, fonte di conoscenza e connessioni stupefacenti, e nella semplicità dell’incastro si manifesta la profondità dell’ascolto: ciò che non è visibile si affida alle sfumature della voce e l’immaginazione entra in scena sicura e consapevole. Per comprendere le caratteristiche del teatro radiofonico saranno analizzate le origini del radiodramma, approfondendo le molteplici evoluzioni di un genere peculiare e ben strutturato che può ancora esprimersi nella contemporaneità.

Dopo un rapido accenno sulle modalità tradizionali dedicate alla narrazione teatrale, verranno descritte le sfaccettature del mondo digitale, contenitore astratto di fruizione che condiziona l’andamento della comunicazione e ne determina la funzionalità; web radio e realtà online raccontano il teatro attraverso altri linguaggi e nuove tipologie di pubblico restano in ascolto. Il mondo dell’audio viene stravolto dal contesto pandemico e numerose realtà teatrali manifestano la loro presenza attraverso produzioni artistiche collaterali; saranno dunque approfondite le sperimentazioni radiofoniche e le iniziative teatrali nate durante i lockdown. Le dinamiche del presente condensano ascoltatori e spettatori nell’intimità della fruizione e accelerano processi articolati e ben pensati in grado di mantenere un contatto nell’assenza dei corpi.

La lettura dell’elaborato sarà inoltre accompagnata da Voce alla Radio, cinque brevi podcast segnalati da appositi QR Code; la radio diventa un personaggio ed esprime la propria opinione sulle tematiche trattate: si rivolge agli ascoltatori, li invita a sintonizzarsi (Accendimi!) e racconta il suo rapporto con il buon vecchio teatro (Un’ottima compagnia), dalle origini del radiodramma all’era digitale. Descrive l’assenza di confini, essendo attratta dal mondo del web (Solo amici), disapprova la funzione sostitutiva attribuitale durante la pandemia (Una certa frequenza) e crede fermamente che le parole possano ancora avere un forte significato (Il cielo in una stanza). Si tratta di piccole pillole da ascoltare alla fine di ogni capitolo, realizzate non solo per dimostrare la vitalità di un mezzo straordinario, ma per descrivere in modo ironico e piacevole il rapporto con la dimensione teatrale, espressione necessaria dei meccanismi dell’intelletto.

LEGGI LA TESI DI LAUREA > IL TEATRO E LA RADIO. STORIA E PROSPETTIVA DI UNA COMUNICAZIONE POSSIBILE

ASCOLTA IL PODCAST

Laura Rondinella nasce a Catania nel 1991. Si diploma alla Musical Theatre Academy, collabora con varie compagnie teatrali e inizia il suo percorso radiofonico a Radio Zammù, la radio dell’Università di Catania. Conduce una trasmissione dedicata al teatro e alla letteratura e nel 2017 vince il premio come miglior voce universitaria d’Italia (FRU 2017). Nel 2019 consegue la laurea magistrale in Filologia Moderna e frequenta il master in Critica Giornalistica all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Attualmente lavora nel mondo della comunicazione culturale come giornalista e conduttrice radiofonica.

TESI DI LAUREA: Per una nuova semiotica del teatro

TESI DI LAUREA: Per una nuova semiotica del teatro

TITOLO TESI > Per una nuova semiotica del teatro – Approcci del passato e nuovi orizzonti
ISTITUTO > Università degli Studi di Torino – Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
AUTRICE > Carlotta Lando

INTRODUZIONE DELL’AUTRICE

“Per una nuova semiotica del teatro – Approcci del passato e nuovi orizzonti” è una tesi semiotica che cerca di unire passato e presente al fine di delineare un possibile futuro sviluppo della semiologia teatrale.
Questa idea trova le sue radici in Umberto Eco, il quale sosteneva che la semiosi non potesse mai nascere dal nulla, ma avesse sempre bisogno degli apporti di studio precedenti. Si è reso, inoltre, necessario parlare di futuro, dato che la semiotica teatrale a livello di ricerca ha subito un brusco arresto verso la fine degli anni 80 del 900.

L’elaborato è suddiviso principalmente in due parti. Nella prima, dedicata agli approcci del passato, vengono analizzati gli autori Barthes, De Marinis, Segre, Elam e Volli, descrivendone i principali apporti teorici alla disciplina in questione. Nel dettaglio, ogni capitolo dedicato a ciascuno di loro si suddivide in tre momenti: un breve accenno biografico per collocarli storicamente, un resoconto sui concetti chiave da essi elaborati e una breve riflessione su questi ultimi. Nella seconda parte, invece, dedicata ai nuovi orizzonti, vengono analizzate tre recenti correnti della semiotica contemporanea (semiotica delle passioni, tensiva e semiotica della cultura) al fine di comprendere se e quanto esse possano aggiungere elementi nuovi sulla scena semiologica teatrale. In particolare, sono stati analizzati i semiologi Greimas, Pezzini, Fontanille, Lotman e Lorusso attraverso alcune loro opere cardine.

A questo, sono stati aggiunti due paragrafi in cui rispettivamente vengono approfonditi alcuni concetti delineati dagli autori, ritenuti utili per un’applicazione teorica al teatro, e un caso concreto, in cui sia possibile mostrare la validità tangibile dei metodi di approccio semiotici. Per quest’ultima parte è risultata molto utile la mia esperienza in prima persona, in veste di operatrice dello spettacolo.

Nella sezione delle conclusioni, è presente un breve excursus storico sugli autori più importanti che dagli anni 70 agli anni 90 del 900 si sono occupati di semiotica del teatro, per cercare di fornire un quadro generale sullo sviluppo della disciplina, dalla nascita alla sua presunta saturazione. La vera e propria conclusione a cui si giunge ammette il fatto che le passioni di Greimas, le pratiche e il corpo di Fontanille e i “filtri di traduzione” di Lotman possano effettivamente concedere alla semiotica del teatro una nuova, seconda vita. Questo proprio perché, come aveva affermato Camilleri, “il teatro è come la società: è sempre in crisi, perciò non potrà morire mai”. È, quindi, necessario parlarne, ancora e una strada in questo senso si è iniziato a percorrerla nel 2009, quando semiotici e critici teatrali si sono ritrovati per tentare di capire i problemi di un’analisi semiotica della rappresentazione scenica.
Nulla di concreto è ancora stato prodotto, ma, il teatro avrà l’ultima parola, comunque.

LEGGI LA TESI DI LAUREA > Per una nuova semiotica del teatro - Approcci del passato e nuovi orizzonti

Carlotta Lando, classe ’95. Diplomata al Liceo Classico “Maurilio Fossati” di Rivoli (TO), conseguo la laurea triennale in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Torino. Attualmente sono laureanda al corso di laurea magistrale in Comunicazione e Culture dei Media, sempre a Torino, con una tesi di ricerca incentrata sullo sviluppo della rappresentazione della morte in teatro tra XIX e XXI secolo, in un’ottica di semiotica della cultura.
Parallelamente alla mia formazione, da quando ho dieci anni, incontro il mondo della recitazione, formandomi tra Torino e provincia, sotto l’egida di grandi insegnanti, quali Eugenio Allegri, Ester Ruggiero e Stefania Rosso. Attraverso la Scuola di Teatro Sergio Tofano di Torino, diretta da Mario Brusa, ho la fortuna di fare della recitazione un vero e proprio lavoro, soprattutto grazie al regista Oliviero Corbetta, il quale mi permette di esibirmi al fianco di grandi personalità del panorama teatrale italiano, quali Giuliana Lojodice, Angela Brusa, Francesca Vettori e molti altri.
Durante il percorso universitario, frequento un stage di alta formazione all’Associazione Tedacá di Torino, diretta da Simone Schinocca, grazie a cui, con gli insegnamenti di Francesca Montanino, scopro il mondo dell’organizzazione e della distribuzione teatrale. A partire da quest’esperienza, decido di dedicare le mie energie al dietro le quinte. Ad oggi, rivesto il ruolo di responsabile organizzazione e distribuzione e assistente di produzione per la Compagnia teatrale Contrasto di Torino.