Tic on line: programma di iniziative digitali dei Teatri in Comune

Prende il via TIC ON LINE, un progetto di iniziative digitali condiviso dai Teatri in Comune – Teatro Biblioteca QuarticcioloTeatro Tor Bella MonacaTeatro Lido di Ostia e Teatro Villa Pamphilj – l’articolata rete di spazi per lo spettacolo parte del Sistema di Teatro Pubblico Plurale, coordinato dal Teatro di Roma e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale.

L’incertezza del tempo presente ha bisogno di un rinnovato slancio in grado di sperimentare creatività differenti, affinché il distanziamento fisico non diventi anche culturale. Mutare, reinventarsi, rinnovare linguaggi, formati e modalità sono tratti distintivi del fare teatro. Su questa linea si è articolata la programmazione on line dei TiC, che ha come obiettivo il consolidamento di percorsi di inclusione sociale e culturale che puntano alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici per immaginare un futuro insieme alle comunità di riferimento.

Letture, interviste, musica dal vivo, progetti inediti per il web, interventi teatrali, tutorial, video, attività per piccoli e ragazzi, e tanti appuntamenti live compongono questo cartellone di proposte virtuali, tutti fruibili attraverso i canali social dei quattro Teatri (Facebook, Instagram e siti web), e inseriti nella programmazione digital #TdROnline del Teatro di Roma, aderendo alla campagna #iorestoacasa e al programma #laculturaincasa di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale.

Un percorso necessario a tenere viva l’attenzione di artiste/i, operatrici/ori, maestranze; ma soprattutto una ripartenza rivolta ai propri spettatori e aperta a nuove fasce di possibili utenti.

Di seguito riportiamo la presentazione delle iniziative attraverso le parole dei direttori artistici.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO

In un momento storico importante, in cui l’assenza, la distanza e l’immateriale sono la sostanza del tempo che trascorriamo, la sfida che si vuole lanciare è quella di sperimentare e offrire creazioni multimediali. TBQvoices, online dal 5 maggio 2020, nasce da un’idea di Valentina Valentini come trimestrale del Teatro Biblioteca Quarticciolo e prevede due edizioni, sul web – in italiano e in inglese – e stampato su carta, solo in italiano. Uno strumento per riflettere su questioni che ci “pungono” al presente, un presente che incrocia e intercetta la distanza del passato attraverso le voci di artiste/i, performer, curatrici/ori, studiose/i.  Sotto la spinta dell’emergenza Covid-19 la webzine è stata ampliata per ospitare il palinsesto del TBQ che affiancherà anche in futuro le sue attività live. Si tratta di un dispositivo di comunicazione capace di creare spazi di immaginazione e relazione, non riempitivi dello “stare in casa” del fruitore, né compensativi di altre esperienze, ma pensati ad hoc per il web. Siamo convinti che la fruizione online delle diverse forme artistiche non possa sostituire la diretta esperienza della fruizione teatrale; che gli spettatori del TBQ non coincidano né siano interscambiabili con i fruitori del palinsesto TBQvoices, ma al contempo che si possano attrarre nuovi fruitori, soprattutto giovani che hanno una frequentazione abituale con le piattaforme web. Resta centrale la vocazione del TBQ alla creazione di comunità, all’ascolto del territorio che lo ospita accanto all’attenzione per i linguaggi del contemporaneo. In questo senso il palinsesto TBQvoices coniuga formati sperimentali e pluridisciplinari. Gli appuntamenti, con programmazione settimanale, prevedono rubriche di teatro; documentari; progetti storici di videodanza accanto a produzioni recenti, nate e concepite per il digitale, accompagnate da approfondimenti critici; una rassegna sui video d’autore dedicati ad artisti video commentati da studiosi (tre a Bill Viola, due a Giacomo Verde, uno a Studio Azzurro e uno a Mario Martone); TBQlab, progetto di ricerca e sperimentazione di creazioni rivolto a giovani artisti; una rassegna letteraria che apre lo sguardo a romanzi sulle periferie delle città in dialogo con gli autori; Vocali in orbitaVoci in podcast di una scuola a distanza a cura di Luca Lotano, un progetto radio che mette in connessione diverse realtà di accoglienza nel Lazio realizzato tramite gli smartphone per tenere viva la lingua italiana dei rifugiati e richiedenti asilo. Particolare cura è riservata alla programmazione di Teatro ragazzi che nasce da testimonianze, desideri e suggerimenti degli insegnanti e dei genitori del Municipio V: video didattici sugli spettacoli delle ultime stagioni del TBQ, con interventi di studiosi di Teatro Ragazzi e interviste al cast; La scatola dei ricordiuna sorta di “scatola virtuale” che bimbi e ragazzi delle scuole possano riempire di “pensieri e desideri”; Tutti in carrozza! Storie e filastrocche per viaggiare con la fantasia, per raccontare la magia delle storie e della poesia per i più piccoli; Letture teatrali in lingua inglese a sostegno della didattica a distanza.  

TEATRO TOR BELLA MONACA

Il Teatro Tor Bella Monaca dopo l’iniziativa Caro Teatro ti scrivo, una rubrica sui social dedicata ai commenti e alle segnalazioni degli spettatori, presenta il Diario di un non intubabile di Alessandro Benvenuti che dal primo giorno del lockdown ha iniziato a scrivere, con la sua abituale ironia le sue riflessioni sulla forzata “quarantena” a causa del coronavirus. “All’inizio dell’emergenza che ha travolto le nostre vite – spiega Alessandro Benvenuti, Direttore artistico del Teatro Tor Bella Monaca – ho pensato ad un modo di comunicare affettuoso con i frequentatori del mio fan club su facebook e con tutti coloro che, da nord a sud, mi vengono a trovare in teatro per dirgli che l’uomo resiste, che continua a pensare e non si fa abbattere dalle avversità. Non Intubabile perché appartengo alla fascia di età che, in presenza di malati gravi in eccesso e posti letto in difetto, verrà lasciata fuori dai reparti di terapia intensiva. Un modo assai radicale per dire ‘Largo ai giovani’. Il Diario di un non intubabile sarà trasmesso tutte le domeniche alle 18 in diretta sulla pagina Facebook del Teatro e sugli account instragram e twitter; i video saranno disponibili, successivamente, sul sito e sul canale youtube.  Tanti i progetti in cantiere al Teatro Tor Bella Monaca alla luce del rinnovo triennale dell’affidamento che, adesso, hanno subito uno stop forzato a causa dell’emergenza. “Abbiamo intenzione, non appena sarà possibile – conclude Benvenuti – di aprire sempre di più il teatro agli artisti e alla città. Sono tanti i gruppi teatrali che ci guardano come un riferimento grazie alla possibilità di avere un rapporto franco e sincero. Da noi non ci sono burocratismi e attese lunghissime. Ormai il Tor Bella Monaca è considerato sempre più un punto di riferimento, uno spazio attrattore. Molte compagnie giovani si rivolgono a noi con nuove proposte, grazie anche alla possibilità di avere un accesso molto celere. Questi tre anni ci permetteranno di esaudire anche un sogno, che era poi di Filippo d’Alessio, quello di costituire una compagnia stabile del Teatro con attori professionisti. Era previsto il debutto in primavera con un mio testo Certi di esistere che avrebbe rappresentato la prima lunga tenitura in questo teatro. Adesso è tutto rimandato ma speriamo di poter archiviare presto questo difficile periodo, che sta mettendo a dura prova le nostre vite e il nostro comparto, e di poter riprendere la nostra attività con il debutto della compagnia stabile e la nostra ricca programmazione”.  

TEATRO DEL LIDO DI OSTIA

Dal 6 marzo 2020, anche il Teatro del Lido ha dovuto chiudere i propri cancelli al pubblico, agli artisti, ai tecnici, agli operatori, privando temporaneamente il territorio di un punto di riferimento socio-culturale importantissimo. Successivamente alla chiusura e al generale momento di smarrimento, è iniziata ad avanzare la necessità di proporre delle attività che potessero rendere reale, anche in questa particolare situazione, lo slogan scelto per la stagione 2020: Un ponte per i tuoi sogni. Sono stati immaginati una serie di eventi digitali che possano servire ‘da ponte’. Un raccordo che porti tutti verso un sogno più grande: rianimare la sala di via delle Sirene, nella convinzione che il teatro trovi la sua ragione più profonda nell’essere luogo fisico di ritrovo e condivisione per la comunità. Il web e i suoi strumenti saranno i ponti ‘informatici’ per colmare le attuali distanze tra il teatro e il suo pubblico e assieme per rimanere al fianco delle compagnie e degli artisti, che il Teatro del Lido avrebbe dovuto accogliere e che hanno visto svanire i propri impegni e con essi le proprie risorse economiche. Non lasciare indietro nessuno è il principio guida, per evitare il rischio che la spina dorsale dell’arte performativa si spenga, perché tornare indietro sarebbe molto difficile. Il programma e il calendario degli eventi non sono ancora definiti nel dettaglio, è possibile però anticipare tra le varie attività online: laboratori destinati all’infanzia e all’adolescenza; incontri con le associazioni del territorio, tavoli partecipati 2.0 attraverso la condivisione di esperienze, riflessioni e idee per affrontare insieme le nuove sfide all’orizzonte; mostre virtuali, che permettano di esplorare gli spazi espositivi del teatro con l’ausilio delle tecnologie digitali; appuntamenti legati al cinema, per riproporre via web il seguitissimo appuntamento con il cineforum a cura di Donato Di Stasi, organizzato dall’Associazione L’Occhio Estraneo; didattica a distanza per adulti/e, proseguendo online i cicli formativi iniziati negli spazi del teatro; una rassegna di pillole teatrali, con interviste veicolate attraverso dirette radio o podcast, realizzate in collaborazione con una webradio del territorio nata proprio a ridosso di questo periodo di emergenza. Convinti oggi più che mai che – come ci diceva il Maestro Andrea Camilleri -: “Il Teatro è il pronto soccorso dell’anima”. 

TEATRO VILLA PAMPHILJ

Prosegue la programmazione di Teatro Villa Pamphilj per i prossimi tre anni, e questa è una bellissima notizia. Il nostro pensiero artistico per il triennio 2020-2022 di programmazione è Prendersi Curadelle parole, del linguaggio, del pensiero. Ma anche delle persone, dei luoghi, dell’ambiente. E dei diritti, della Costituzione, della bellezza. Crediamo che “prendersi cura” sia la necessità prioritaria del tempo che stiamo vivendo: salvaguardare, proteggere, se necessario difendere le conquiste, i diritti umani e civili, la pace, il progresso sostenibile, la coscienza, il pianeta, il valore della cultura, la vita. Prendersi cura del Teatro, del pubblico, perché il Teatro è uno strumento fortissimo e irrinunciabile di conoscenza, aggregazione, coesione e poesia. Il periodo anomalo e sospeso che stiamo vivendo non ci permette l’incontro dal vivo, indispensabile per vivere l’esperienza teatrale e per non perderci, in attesa di poter stare di nuovo insieme, abbiamo ideato un programma settimanale on line (sui nostri canali social) di Teatro, Musica, Poesia, Arte varia, per tutte le età. Per i più piccoli due appuntamenti, il martedì alle ore 18 (dal 12 maggio) con A ME GLI OCCHI (E LE ORECCHIE) Favole e storie tra parole e immagini e SING-A-LONG, inglese e musica per piccolissimi, un progetto rivolto alla fascia 0-48 mesi e ai genitori con Diego di Vella e Livia Adinolfi. Due gli appuntamenti settimanali anche per la drammaturgia contemporanea, con le CONVERSAZIONI DI SCENA a cura di Giancarlo Sammartano e lL PALCOSCENICO DELLA LEGALITA’ – storie 2.0 un racconto in pillole dello spettacolo Dieci storie proprio così – Terzo Atto per non abbassare la guardia sulle atrocità compiute dalla criminalità organizzata e per non dimenticare le tantissime storie di riscatto (con Emanuela Giordano e CO2). Per la musica, il giovedì alle 18.30 con DIALOGHI MEDITERRANEI, incontri a distanza tra Stefano Saletti e gli artisti del Festival Popolare Italiano: Lucilla Galeazzi, Riccardo Tesi, Gabriele Coen, Gabriella Aiello, Jamal Ouassini e Luigi Cinque. La rassegna si concluderà il 4 giugno con l’intervista di Francesco Saverio Galtieri, Direttore della SPM Donna Olimpia a Stefano Saletti. Francesco Galtieri dialogherà inoltre sul metodo e la bellezza della musica (sotto tutti i punti di vista e a tutte le età) anche attraverso le Conversazioni Musicali (date da definirsi). Tra gli ospiti: Paolo Pecorelli, Fabrizio Cardosa, Linea Ensemble, Giusi Cataldo, Ada Montellanico, Annibale Rebaudengo, Giovanni Piazza, Patrizio Fariselli, Forum Nazionale per l’Educazione Musicale, Piccola Orchestra Torpignattara, Baraonna, Brag Trio di Alberto GIraldi, Enrico Strobino e con i musicisti dei corsi di alta formazione Orff-Schulwerk. Il venerdì alle ore 15, #JAZZHOME Il jazz non sarà messo in quarantenail diario di un musicista jazz nei giorni di isolamento in Italia a cura della batterista Cecilia Sanchietti, in collaborazione Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. Per la didattica musicale, dal 15 maggioogni venerdì alle 18 DIDATTICA, che spettacolo!” un ciclo di incontri sul metodo “Musica in Culla” per la prima infanzia, con Paola Anselmi Beth Bolton, in collaborazione con il Festival di Amalfi. Ogni domenica alle ore 12, verrà pubblicata LA VIGNETTA di Fabio Magnasciutti: una vignetta dedicata all’arte, alla cultura, in questo periodo sospeso, per riflettere e sorridere con profonda leggerezza realizzata da uno dei più apprezzati disegnatori contemporanei. Questi sono alcuni dei protagonisti della stagione che, a modo loro, si racconteranno fornendo una guida all’ascolto e alla visione di quello che sarà lo spettacolo dal vivo, il concerto, la Rassegna, il Festival, la mostra, per il momento solo rimandato!

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Sul processo creativo. Una riflessione su TVATT di Luigi Morra

Il 9 e il 10 marzo, presso il Teatro del Lido di Ostia è andato in scena TVATT – Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali, uno spettacolo ideato da Luigi Morra, liberamente ispirato a “East” e “West” di Steven Berkhoff, con Luigi Morra, Pasquale Passaretti, Eduardo Ricciardelli, con le musiche dal vivo dei Camera, luci e video a cura di Domenico Catano ed elementi scenici di Stefano Zecchini: lo spettacolo è stato prodotto da Etérnit e Teatraltro in collaborazione di Lunarte, con il supporto di TeatroForte e MArteLabel. Dall’incontro con il regista Luigi Morra nasce questa riflessione sui processi creativi.

Dietro ogni prodotto artistico, c’è sempre un processo creativo: l’insieme delle contaminazioni, degli incontri, del lavoro, delle idee, delle ispirazioni e delle aspirazioni, della necessità di esorcizzare una tematica, di creare un momento di catarsi individuale e collettiva, fino alla creazione dell’opera d’arte in sé. In una forma d’arte come il teatro, che non produce oggetti e monili da esposizione, ma solo momenti performativi consecutivi, la questione del processo creativo diventa essenziale per poter comprendere fino in fondo la genesi di uno spettacolo e il suo relativo orizzonte d’azione: è il primo passo per capire l’ambizione originale dell’artista che si scontra con i tempi produttivi, con il contesto, con il pubblico, in maniera tale da creare uno sguardo oggettivo sullo spettacolo, senza distinzione o pregiudizio di genere e di gusto. Il campo di interazione che si crea tra processo produttivo e il suo prodotto finale è uno dei problemi annosi dell’estetica teatrale: appena si cristallizzano le forme, subito il processo si arresta, lo spettacolo diventa museo e perde la vitalità legata alla scoperta, alla caducità del tempo presente che si rinnova in constante fermento.

Ma che succede quando il processo creativo non sta dietro lo spettacolo, ma è lo spettacolo stesso? Si rimane straniti, attratti da questa tensione generata dal rischio, dall’eventualità, da atmosfere che si rompono in continuazione, dal disagio di vedere davanti a sé la negazione stessa delle convenzioni, nella distruzione di ogni aspettativa. Tutto questo è successo in TVATT di Luigi Morra. Il regista-attore ci mostra una via possibile all’esigenza di mantenere in costante movimento il processo creativo: partito da una performance individuale ispirata al testo “East” e “West” di Steven Berkhoff nel 2014, Morra ha creato negli anni un contenitore multiforme che si è imbevuto delle contaminazioni di altri artisti come Eduardo Ricciardelli, Pasquale Passaretti, i Camera, Domenico Catano. Questo dispositivo ha dato la possibilità a TVATT di crescere in varie direzioni, grazie ai nuovi punti di vista e al nuovo materiale organico proposto, con l’obiettivo di indagare l’estetica della violenza nei suoi svariati significati, attraverso la riproduzione del pericolo nel momento in cui la violenza si esprime traslata nello spettacolo con la creazione di una tensione performativa generata dal rischio delle “mazzate” dell’eventualità, del caso, dell’improvviso, del “vediamo che succede a mettere questo”.

Avvolta in un manto clownesco di ironia tragicomica, dove tutto viene filtrato dal sorriso beffardo del giocoliere che minaccia giocando e gioca minacciando il suo pubblico, l’estetica teatrale di Morra non è la base preimpostata del suo lavoro, ma è il suo risultato finale, sempre messo in discussione, scoperta tramite l’accettazione del rischio, del crollo sempre imminente, delle “mazzate” del pubblico, con la possibilità di cambiare e di rinnovarsi, di aprirsi ad altri contenuti, di mischiare costantemente le carte in tavola in un gioco dove la regola principale è l’assenza delle regole stesse.

TVATT è un modello di ispirazione per chi sente l’esigenza di dover mantenere vivi i processi creativi; ma dietro questo dispositivo, si annida il rischio di procrastinare troppo a lungo le scelte, e la volontà di mantenere delle strutture aperte in continua evoluzione si scontra con l’esigenza di chiudere il cerchio in un contesto di autoproduzione dove il medesimo campo di interazione tra urgenza e necessità, che è all’origine della genesi embrionale di un qualsiasi spettacolo, collassa su se stesso. Al di là delle soluzioni che temporaneamente si possono prendere, e di cui ci si può pentire in futuro, non bisogna mai perdere la bussola della ricerca, della sperimentazione, della capacità di aprirsi al mondo esterno e alle sue contaminazioni, e di non restar chiusi nelle proprie torri immaginarie in cui si cerca di interagire con gli altri con la presunzione di imporre la propria visione anche ai nostri interlocutori, ma di incontrarsi e scontrarsi, e di lasciare che l’evento avvenga da sé.

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