Dominio Pubblico: MILLENNIALS A(r)T WORK, 20 e 21 dicembre al Teatro India

DOMINIO PUBBLICO è un progetto che ogni anno si occupa di coinvolgere e formare un pubblico di spettatori attivi sotto i 25 anni e di potenziali futuri operatori culturali, affidando loro la direzione artistica di un festival dedicato interamente alla creatività di artisti loro coetanei.

Main Partner del progetto è il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, sotto la direzione di Antonio Calbi, che accoglie all’interno del Teatro India il Festival Dominio Pubblico_La Città agli Under 25, sin dalla seconda edizione. Proprio nel tentativo di valorizzare questo spazio, il percorso di formazione dei ragazzi under 25 è stato arricchito da una nuova iniziativa: DOMINIO PUBBLICO: MILLENNIALS A(r)T WORK, un progetto che è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2017, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.

Prima di essere il centro del contemporaneo della città di Roma, il Teatro India è stato la fabbrica Mira Lanza, simbolo della prima Roma industrializzata. La sua storia verrà raccontata attraverso una raccolta di materiali inerenti alle evoluzioni e alle trasformazioni di un quartiere che ha ospitato uno dei più importanti poli dell’industria privata della storia romana e che negli anni è stato poi riconvertito in un territorio da restituire alla società aprendosi al tessuto urbano e sociale: la Centrale Montemartini, il Gazometro, l’area dei Magazzini Generali, l’ex-Porto Fluviale, la Stazione Trastevere, in ogni luogo si respira arte e desiderio di futuro.
I giovani under 25 di Dominio Pubblico, con la direzione artistica di Benedetta Carpi De Resmini, si sono messi all’opera per la creazione di un’esposizione permanente al Teatro India. Il teamwork si è diviso in gruppi di lavoro: curatela, progettazione, grafica e allestimento, comunicazione e marketing, amministrazione e budgeting; ha poi iniziato un processo di documentazione e lavoro sul campo, raccogliendo materiali e interviste.

La realizzazione dell’opera dal titolo Metropolitan Indians, è stata affidata all’artista visivo e video maker Marco Raparelli, che lavora principalmente con il disegno e il video. Questo museo urbano dedicato alla memoria dell’ex-fabbrica Mira Lanza e del quartiere Portuense, resterà aperto in forma permanente fino all’estate 2018 e sarà visitabile gratuitamente dagli spettatori del Teatro di Roma.

L’evento di apertura è previsto il 20 e il 21 dicembre, una due-giorni carica di appuntamenti che rappresenta allo stesso tempo il momento climatico del progetto di MA(r)T e il calcio di inizio della quinta edizione del festival Dominio Pubblico_La Città agli Under 25, con la presentazione del nuovo bando rivolto a giovani artisti.

INFO SUL PROGRAMMA > www.dominiopubblicoteatro.it

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#TheatronConsiglia: Notturno di donna con ospiti, dal 4 al 6 dicembre al Teatro India

Prende il via una nuova importante collaborazione del Teatro di Roma con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico per costruire un percorso formativo e produttivo comune che si avvia accogliendo al Teatro India due spettacoli interpretati e diretti da allievi neodiplomati della Compagnia dell’Accademia: dal 29 novembre all’1 dicembre, Un ricordo d’inverno scritto e diretto da Lorenzo Collalti; e dal 4 al 6 dicembre, Notturno di donna con ospiti, studio sulla versione del 1982 di Annibale Ruccello, per la regia di Mario Scandale che dirige Arturo Cirillo. Completa la collaborazione l’opera di Heiner Müller, Hamletmachine nella versione diretta da Robert Wilson – rimontata a distanza di trentuno anni con i giovani interpreti della Compagnia dell’Accademia la scorsa estate al Festival di Spoleto dopo la prima edizione del 1986 – ora in programma allAuditorium Parco della Musica dal 12 al 17 dicembre al Teatro Studio Borgna.

NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI:

Al Teatro India dal 4 al 6 dicembre andrà in scena Notturno di donna con ospiti di Annibale Ruccello, studio sulla versione del 1982, del giovane regista Mario Scandale, con Arturo Cirillo interprete nel ruolo della protagonista. La genesi dell’opera è particolarmente tormentata e complessa: una prima stesura del testo fu registrata alla SIAE il 3 marzo 1982 con il titolo “Una tranquilla notte d’estate”; l’edizione definitiva fu depositata il 9 luglio 1983, ma esistono numerose altre versioni dell’opera cui l’autore si dedicò per quasi tre anni tra il 1981 e il 1983. La revisione continua e la parziale riscrittura dei copioni era una modalità tipica del modo di lavorare di Ruccello, che spesso si protraeva anche oltre la prima messinscena. Lo studio di Mario Scandale, esaminate tutte le varianti a disposizione, si è concentrato sulla seconda versione, come quella che meglio definisce il nucleo tematico della festa, dando compattezza all’azione drammatica e disegnando il gioco al massacro della protagonista come un’ambigua, ma preordinata celebrazione.

Annibale Ruccello sosteneva che “il segno dei travestiti è alla base stessa del teatro popolare campano. Il travestimento più frequente è quello dell’uomo vestito da donna. Le motivazioni alla base sono molteplici […] il travestitismo corrisponde all’esigenza di far emergere nel momento del rituale tutto il represso quotidiano e quindi l’ermafroditismo.” Da questo pensiero si sviluppa l’ipotesi di messa in scena, in cui l’Adriana di “Notturno di donna con ospiti” diviene la proiezione del desiderio inespresso di un uomo. Adriana, la donna che l’uomo sogna e desidera essere, è fragile, com’è fragile il sogno di essere qualcosa di diverso da sé. L’irrazionale che affiora dalle pieghe della mente e dalla psiche si palesa nel “suonno” di una tranquilla notte d’estate. Data la violenza dell’operazione e l’ardire della proposta e del tema trattato, avevo bisogno di un grande interprete a sostenere con me la sfida. Arturo Cirillo mi ha prestato la sua intelligenza e passione d’attore, oltre che il suo amore e la sua conoscenza dell’opera di Ruccello. ( Mario Scandale )

 

Notturno di donna con ospiti
di Annibale Ruccello
regia Mario Scandale
con Arturo Cirillo, Luca Carbone, Giulia Trippetta, Luca Tanganelli, Giulia Gallone, Simone Borrelli
voce padre Giovanni Ludeno
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Pasquale Mari

 

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Atelier dei 200: duecento cittadini coinvolti sul palcoscenico del Teatro India per un’inedita esperienza collettiva fuori misura.

Domenica 9 luglio (a partire dalle ore 10.30) la Città è chiamata in Teatro a partecipare all’Atelier dei 200, un’intera giornata di laboratorio con una performance finale (alle ore 19) che coinvolgerà 200 cittadini sul palcoscenico del Teatro India per un’inedita esperienza collettiva fuori misura.

Atelier dei 200 è la terza fase che conclude il percorso a tappe ENEA IN VIAGGIO, progetto MigrArti del MiBACT con il Teatro di Roma capofila dell’iniziativa realizzata in partenariato con l’Associazione Liberi Nantes e Amref Health Africa – Italia.

Dopo la prima fase, che tra maggio e giugno ha programmato laboratori con migranti e attori negli spazi del Teatro Argentina e del Teatro India; e la seconda fase con camion-palcoscenico e le sue storie migranti, che hanno portato gli attori della Scuola del Teatro di Roma e 13 migranti nelle piazze delle tre periferie cittadine, Tor Bella Monaca, Pietralata, Quarticciolo, per disegnare i confini di una nuova comunità; ecco la terza fase che chiede alla Città di venire in Teatro, invitata a parlare, suonare e fermarsi in una giornata di laboratorio al Teatro India. Infatti, Atelier dei 200 è aperta a tutta la cittadinanza coinvolta mediante una call in cui gli si propone di collaborare alla giornata/laboratorio per condividere un palcoscenico in 200: cambiare ruolo; lasciare il posto; salire sul palco (info 06.684.000.346; prenotazione obbligatoria atelieristi@teatrodiroma.net).

«Siamo partiti organizzando incontri tra cittadini e giovani migranti per un viaggio nel Mediterraneo verso la fondazione di una nuova città. La leggenda si è intrecciata con la nostra storia. Il confronto con il mito di Enea è diventato strumento per cogliere i temi essenziali del nostro vivere. Adesso vi chiediamo di portate a teatro i vostri talenti e i vostri desideri, proveremo a rifondare insieme Roma, come se fosse una città multietnica – esorta Emanuela Giordano curatrice del progetto – Ci siamo chiesti: se potessimo fondare una nuova città che cosa ci vorremmo dentro? E in che modo ognuno di noi vorrebbe e potrebbe contribuire? Domenica 9 luglio saremo i fondatori di questa nuova città, ognuno darà il suo contributo portando in regalo un proprio talento e un proprio desiderio. Cosa intendiamo per talento: quello che vi piace e sapete fare. Sapete cantare? portate una canzone. Siete ottimi giardinieri? Portateci una pianta che avete cresciuto. Sapete cucinare? portateci qualcosa che vi riesce bene. Ma questi sono solo esempi… Cosa intendiamo per desideri: quello che sentite che manca in questa città e che vi piacerebbe avere nella nuova… Vi chiediamo di condensare il vostro desiderio in una frase e scriverla su un foglietto. I vostri desideri diventeranno la nostra scenografia.»

 Enea in viaggio è il progetto vincitore del Bando MigrArti 2017 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), realizzato in partenariato con l’Associazione Liberi Nantes e Amref Health Africa – Italia, e in collaborazione con Fondazione Erri De Luca, Ass. K_Alma, Ass. Parsec, Ass. TiPiAttIVi, Comitato Collina di Pietralata, Italia che cambia, Coop Soc Eureka I e Coop CivicoZero. Enea in viaggio si propone come esperimento di intervento artistico e culturale in territori dove risulta complesso il rapporto fra popolazione residente e migranti. L’intento è quello di indagare il tema del viaggio ripercorrendo e contestualizzando il mito di Enea attraverso un percorso di teatro integrato. Un incontro di forte prossimità tra artisti, migranti e cittadini, che utilizza il linguaggio teatrale per favorire processi di integrazione e per incoraggiare una nuova e reciproca conoscenza.

 

 

ENEA IN VIAGGIO

vincitore del Bando MigrArti 2017 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
regia Emanuela Giordano

con Bakary Dansoko, Idrissa Diallo, Ibrahima Diarouma, Karamba Grassi,

Bazoumana Kone, Aziz Koussube Abdel, Nasir Mohammed, Victor Nosakhare,

Charles Osaro, Lamfia Sidibe’, Alhassane Soumah, Lamin Touray, Rongchao Wang,

con gli attori della Scuola di Perfezionamento del Teatro di Roma Angela Ciaburri, Luisa Casasanta,

Gianluca Pantosti,  Valerio Puppo, Martina Querini, Gabriele Zecchiaroli

e con Tania Garribba e Valentina Minzoni

assistente alla regia Tania Ciletti

coordinamento partner Noemi Caputo

Teatro di Roma in collaborazione con Associazione Liberi Nantes e Amref Health Africa – Italia

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Appuntamento al Teatro India con ALLEZENFANTS!

Al Teatro India di Roma è in corso ALLEZENFANTS! festa/festival che prevede due giorni di workshop con danzatori/attori/registi, incontri con operatori e artisti dedicati ai ragazzi di cinque istituti e licei del territorio di Roma Capitale.  Un progetto di confronto e di crescita comune di notevole valore culturale che è riuscito a coinvolgere un gran numero di studentesse e di studenti romani, i quali hanno risposto con entusiasmo a queste due giornate di interazione e di approfondimento teatrale che li porteranno fino alla messa in scena dei propri percorsi laboratoriali nelle sale del Teatro di Roma; infatti, dopo il successo registrato nella serata di ieri con i primi tre spettacoli in programmazione – E TU SPLENDI INVECE! del Liceo Classico Anco Marzio di Ostia condotti da Tamara Bartolini,  IL CODICE DI PERELA’ del Liceo Classico Aristofane condotto da Gabriele Linari e ANTIGONE O CREONTE del Liceo Classico Virgilio condotto da Andrea De Magistri / Dynamis – questa sera presso il Teatro India il Laboratorio Teatrale ISS Niccolò Machiavelli presenterà l’esito spettacolare del progetto WILD(E) MIRROR condotto da Marta Gilmore per Isola Teatro alle ore 20 in sala A mentre il Laboratorio Teatrale Morgagni andrà in scena con CESARE alle ore 21.00 in sala B condotto da Francesco Montagna per Carrozzerie_n.o.t.
EVENTI A INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
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Al via alla quarta edizione del Festival Dominio Pubblico_la città agli under 25: Ecco il programma completo

Si dà il via alla quarta edizione del Festival Dominio Pubblico_la città agli under 25 dal 30 Maggio al 4 Giugno 2017, presso gli spazi interni ed esterni del Teatro India (Lungotevere V. Gassman, 1). Un vero e proprio festival della creatività Under 25 che da quest’anno registra un notevole incremento nelle reti di partenariato nazionale: dalla collaborazione con il progetto MigrArti, al riconoscimento del bando Siae/SiIllumina, al patrocinio del V Municipio di Roma, permettendo il coinvolgimento di artisti di rilievo del panorama artistico italiano e l’attivazione di progetti interculturali nelle periferie urbane di Roma attraversando luoghi come MONK, Teatro Quarticciolo e Cinema Aquila al Pigneto. Tra le novità di quest’anno il Festival Dominio Pubblico ospiterà anche un’importante iniziativa promossa dall’ Istituto Mutualistico Artisti Interpreti ed Esecutori che dedicherà a tutti i giovani artisti coinvolti un premio destinato alla valorizzazione dei Talenti Emergenti Under 25. Il premio sarà assegnato da una giuria popolare e da una giuria tecnica composta dai redattori di alcune importanti riviste di settore negli ambiti cinema, musica e spettacolo dal vivo. La serata della premiazione si svolgerà presso il Teatro di Ostia Antica nell’ambito del Festival IL MITO E IL SOGNO – giugno-luglio 2017.

Ospiti d’eccezione di questa quarta edizione saranno il gruppo musicale elettropop bolognese Lo Stato Sociale che con Kepler-452 e Festival 20 30 presenta il 30 maggio alle ore 21.15, in area esterna, lo spettacolo teatrale unione di più esperienze artistiche La rivoluzione è facile se sai come farla: È possibile oggi, qui, per noi, immaginare una rivoluzione? Se sì, quale? Si tratta del moto di un corpo intorno al suo centro di gravitazione o della sovversione violenta dei rapporti di forza? Tra gli ospiti internazionali Dominio Pubblico ospita Takoua Ben Mohamed, fumettista e graphic journalist tunisina ideatrice del “fumetto intercultura” che dal 2 al 4 giugno negli spazi interni del Teatro India presterà la sua esperienza in un vero e proprio laboratorio live, a ingresso libero, di graphic journalism, avviando il pubblico alle tecniche di comunicazione tramite il fumetto, raccontando storie realmente accadute. Il 2 giugno in concerto il giovane gruppo Inna Cantina Sound, band romana che negli ultimi anni si è imposta come cuore e anima della scena reggae e raggamuffin italiana che in occasione del festival Dominio Pubblico presenta al pubblico romano il nuovo EP Mango Papaya.

All’interno della manifestazione sono in programma circa 50 eventi tra spettacoli teatrali e di danza, audiovisivi, arti visive e concerti dislocati prettamente negli spazi interni ed esterni del Teatro India con alcuni eventi programmati in spazi più periferici come Cinema Aquila e al Teatro Quarticciolo di Roma.

Il Festival, giunto alla sua quarta edizione, è il compimento dell’intero progetto di formazione Dominio Pubblico rivolto a ragazzi/e under 25 che vogliono sperimentarsi in un percorso da spettatori attivi finalizzato alla produzione, promozione e organizzazione di un festival multidisciplinare. Nato nel 2014 dall’incontro delle direzioni artistiche di Teatro Argot Studio e Teatro dell’Orologio viene riconosciuto come realtà promozionale dal MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

LEGGI ANCHE : #Incontri: intervista a Luca Ricci e Tiziano Panici ideatori di Dominio Pubblico

 

 

ARTI VISIVE

TEATRO INDIA | Ingresso gratuito

 Martedì 30 maggio ore 18.30 | Foyer A

Incontro con gli artisti selezionati e presentazione delle opere in esposizione.

Ingresso gratuito

EPPURE C’È STATA UN’ ETÀ DELL’ORO

olio su tela di Eleonora Nanu

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

La ricerca pittorica di Eleonora Nanu nasce da questo assioma: è esistita un’epoca in cui il rapporto tra uomo e natura era perfetto e completamente armonico. Non vi erano bisogni o necessità, la natura provvedeva generosamente a tutto e l’uomo ne era parte integrante. Un’utopia forse, ma la sensibilità pittorica può aiutarci a risvegliare quelle emozioni, rivelando un rapporto nuovo e al contempo antico con la natura.

WEDERGEBOORTE (Rinascita)

stampe fotografiche di Flavia Pollastrini

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

L’artista riprende quadri famosi, rivisitandoli in chiave critico-moderna, rendendoli totalmente decontestualizzati e a tratti parodici. Ricostruisce opere fondamentali dell’immaginario contemporaneo donando all’osservatore un punto di vista sempre nuovo con accostamenti irriverenti e ironici.

ALBA

illustrazioni su carta di Ludovica Cefalo

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

Illustrazioni su carta liberamente ispirate dal linguaggio della poesia. Su questi elementi si concentra il lavoro artistico di Ludovica Cefalo. I tratti leggeri della pennellata, ma al contempo decisi, rievocano la condizione fragile della poesia e i colori pastello rendono labili i confini delle solide figure.

STROMBOLI

stampe fotografiche di Cesare D’Arco

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

A Nord-Est della Sicilia, come un faro nel Mediterraneo, si erge Stromboli. Quando sono arrivato per la prima volta sull’isola, nel 2016, l’incomparabile varietà e ricchezza dei paesaggi, la cenere, le lave, la roccia vulcanica mi hanno travolto. L’isola preserva le vestigia del passato e le restituisce perfettamente conservate. I suoi 400 abitanti, come sospesi nel tempo, sono dediti alla pesca, all’agricoltura e abitano i caratteristici borghi presenti sull’isola. Come quello di Ginostra dove si arriva solo con il mulo e sembra di tornare indietro nella storia, in un posto dove il tempo si è fermato e si vive ancora come nell’antichità. Gli Strombolani si sono battuti per preservare le strade dall’illuminazione artificiale e così le stellate a Stromboli sono indimenticabili e luminose al punto da poter camminare senza l’ausilio delle lampadine tascabili.

INNER WORLDS

disegno digitale di Stefania Sgreva

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

Illustrazioni a tema teatrale in cui l’attore camaleonticamente spazia tra generi, culture e momenti storici del teatro, a cui si sommano opere di carattere più intimo, in un linguaggio artistico innovativo e profondamente personale. Questi disegni sono tratti da una vasta raccolta personale di “Inner Worlds” (Mondi Interiori) una galleria artistica dei temi stilistici che ricorrono frequentemente nei lavori di Stefania Sgreva come ad esempio: il Giappone, universi paralleli interconnessi, una fascinazione estetica per l’anatomia e il cuore umano, la dimensione onirica.

SPAZI ALTRI

stampe fotografiche di Simone Galli e Federico Cianciaruso

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

Spazi altri è un progetto fotografico che nasce da due ricerche individuali, che si scoprono affini per le influenze e poi per i risultati. Da un punto di vista compositivo sono forti le influenze estetiche di fotografi come Luigi Ghirri, Stephen Shore e Joel Meyerowitz e degli scritti di Michel Foucault. Il testo “Utopie Eterotopie” costituisce un punto fermo di questa ricerca visiva.

La direzione del Festival “Dominio Pubblico_la città agli under 25” in collaborazione con Officina b5, scuola di illustrazione situata nel cuore del Rione Trastevere, ha indetto un contest cui gli studenti hanno preso parte.

Ecco i vincitori:

NUVOLE

di Francesca Longo

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

L’illustrazione evoca con semplicità i caratteri di mutevolezza e fuggevolezza propri del teatro e dell’arte, che come tante nuvole ogni giorno vanno e vengono, cambiando continuamente forma. L’apparenza e la finzione si celano dietro le maschere, che, una volta calate, lasciano il posto a volti comuni. Proprio come un quadratino di carta che, ripiegato su se stesso, può fingersi farfalla.

MÉLANGE

di Simona Randazzo

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

L’illustrazione realizzata è una sintesi grafica di ciò di cui si occupa Dominio Pubblico. Si tratta di un insieme di persone che si trovano simultaneamente nello stesso spazio e nello stesso tempo, accomunate dalla passione per l’arte. Se osservi con occhio attento, troverai all’interno dell’illustrazione vari riferimenti al panorama culturale passato e presente.

PERFORMANCE | INSTALLAZIONI

TEATRO INDIA | Ingresso gratuito

HOOP-237

performance audiovisiva di Enrico Piraino

Mercoledì 31 maggio ore 19.00 | India In

Hoop-237 è una rappresentazione audiovisiva, in chiave moderna, della teoria della “Musica delle sfere”. Interamente sviluppato su Max/Msp, si tratta di un lavoro di sintesi su di un effetto particellare aleatorio e di un’elaborazione di campioni provenienti, principalmente, dal canale Soundcloud della Nasa. Hoop-237 vuole essere un paesaggio sonoro e visivo del nostro universo e delle sue armonia.

FABBRICA Ø

a cura del Collettivo “NAVA” nell’ambito della Business School Sole 24 ORE con la direzione artistica di Benedetta Carpi De Resmini e la collaborazione degli studenti dell’undicesimo master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali.

Mercoledì 31 Maggio

Tavola Rotonda sul tema del lavoro ore 17.00 | Foyer A

Spettacolo-performance ore 21.00 | Sala B

Un evento sul lavoro concepito per un solo giorno. Performance, opere video e installazioni nell’ex stabilimento industriale rinato come luogo di produzione di idee e cultura: il Teatro India per una sera diventa il centro di una riflessione sulla formazione e sul lavoro, sulla condivisione di idee e progetti, ma anche sulla frattura e sulla crisi, sulla forza della cultura come elemento di analisi del passato, rilettura del presente ed anticipazione del futuro.

fabbrica Ø si apre con un talk sul tema del lavoro e a seguire gli spettatori partecipano ad uno spettacolo costellato delle opere degli artisti Valerio Rocco Orlando, Filippo Riniolo, Elena Bellantoni e Mariana Ferratto, Elena Mazzi e Giulia Fiume, che ci interrogano e coinvolgono in prima persona sulle tematiche precedentemente dibattute.

 

MUSICA

TEATRO INDIA | NUOVO CINEMA AQUILA

SANFJ

Martedì 30 Maggio ore 19.00 | Foyer A

Ingresso gratuito

Sanfj (Alessandro Sanfilippo) è un pianista compositore già al secondo anno di collaborazione con il festival. La sua formazione classica attraverso la sperimentazione approda a sonorità elettroniche. I brani sono realizzati con l’uso del pianoforte acustico suonato e registrato, accompagnato da uno sfondo elettronico mutevole, al passo con i tempi. Lo scenario che si propone è un mix di elettronica, ambient e classic contemporary.

CORO INTERCULTURALE dell’Associazione “Se…sta voce”

Mercoledì 31 Maggio ore 15.30 | Nuovo Cinema Aquila

grazie alla collaborazione con il progetto MigrArti

Ingresso gratuito

L’ Associazione di volontariato “Se…sta voce” nasce da un’ esperienza didattica che mira a favorire l’integrazione di alunni migranti nelle classi. I risultati positivi e la eco suscitata nel quartiere Villa De Santis spinse gli amministratori del VI Municipio (ora V), la scuola Iqbal Masih (126° C. D.) i C.E.M.E.A. del Mezzogiorno a rendersi soggetti attivi e di supporto alla creazione di un coro stabile nel territorio che prese il nome di “Se…sta voce” per riconoscenza all’impegno del VI Municipio e in onore alla tradizione del bel canto napoletano. Da allora (2002) numerose sono state le esibizioni in tutta la città e in altre regioni. Ricordiamo la straordinaria esperienza con la cantante Noa al Glocal Forum di Quincy Jones e Walter Veltroni nel 2003, la partecipazione alla presentazione alla stampa del DVD “Iqbal” di Cinzia Th Torrini in Campidoglio nel 2005, la partecipazione a numerose rassegne canore (Bracciano, Palombara Sabina, Arezzo, Torino, Isernia, Roma), a diverse edizioni di Intermundia. Il repertorio del coro Se…sta voce è tratto dalla tradizione popolare italiana e internazionale, legata ai temi delle migrazioni, numerose canzoni sono state create ad hoc su eventi espressi dai coristi stessi, altre sono state scritte in collaborazione con alcune classi elementari. L’organico del coro è composto da oltre una ventina di bambini di diversa provenienza, sono rappresentati oggi , le Filippine, la Romania, il Kenia, il Senegal, la Cina, il Bangladesh oltre all’Italia. Direttori del coro sono Attilio Di Sanza (fondatore), Marielle Rosales Patente e Roxana Ene (ex coriste ora socie dell’associazione culturale “Se…sta voce”).

FILIPPO LA MARCA

Venerdì 2 Giugno ore 18.30 | Foyer A

Ingresso gratuito

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna con il Maestro Mario Ruffini. Filippo La Marca propone uno studio personale sulla composizione in ambito cinematografico, ispirato dalle relazioni sinestetiche tra musica e immagini. La sua esperienza come arrangiatore e compositore inizia per il teatro nel 2011 con Auretta Sterrantino, per la quale ha composto e arrangiato le musiche degli spettacoli “Le Muse e l’InCanto” (2011) e “ProTesto”, eseguendole dal vivo. Da allora la sua collaborazione con QA è costante e diventa parte attiva della compagnia.

FRESCHI LAZZI E SPILLI

Venerdì 2 Giugno ore 21.30 | Arena esterna

(Alessandro Freschi, Luca Vincenzo Cappelli, Federico Falasca, Gianmarco Giosa, Andrea Pergola)

I Freschi Lazzi e Spilli nascono nel lontano 2010 nella piccola cittadina di Potenza, con una di quelle storie che accadono alle band famose. In una serata condivisa, il buon Freschi (Voce e Autore dei brani della band) conosce il resto del gruppo, che allora si dilettava in cover dei Bon Jovi, e nacque l’idillio. Scelto il nome della Band (Lazzi e spilli è una contrada propinqua al capoluogo lucano che conta 112 abitanti, dei quali 60 maschi e 52 femmine, 50 celibi/nubili, 54 coniugati, 2 separati legalmente, 0 divorziati e 6 vedovi) i ragazzi decidono di intraprendere questo percorso insieme scrivendo canzoni semplici e divertenti, che raccontano storie, quadretti reali e inventati, sempre con toni mai troppo seri, ironici, a volte demenziali, con musiche allo stesso tempo grintose e spiritose, che spaziano dal pop/rock, al country/blues

INNACANTINA SOUND

Venerdì 2 giugno ore 22.30 | Arena esterna

(Gianmarco “Jimmy” Amatucci, Riccardo “Ientu” Venturini, Paolo Zou, Stefano Rossi, Francesco “Tak” Sprovieri, Viola Rossi, Benjamin Ventura)

Dopo un’attesa di quasi due anni, il 2 Giugno uscirà “Mango Papaya​”, il nuovo EP del giovane gruppo Inna Cantina Sound​, la band romana che negli

ultimi anni si è imposta come cuore e anima della scena reggae e raggamuffin italiana. Mare​ è il titolo del singolo estratto dal nuovo EP, che verrà presentato al Teatro India. Con Mango Papaya, che arriva dopo due album e un ep, gli Inna Cantina sono riusciti a dimostrare che è possibile rimanere fedeli a sé stessi e al proprio stile originale, ma al tempo stesso continuare a crescere: l’identità che li ha caratterizzati fin dal primo album è qui sempre forte, ma la crescita artistica del gruppo è lampante. L’invito a suonare al Rototom Sunsplash​ di Benicassim la scorsa estate ne è stato solo una delle tante dimostrazioni. E la crescita è stata notata da tutti: proprio quest’anno è arrivata la collaborazione con VEVO e un tour di 20 date in Italia, Grecia e Croazia per l’estate 2017. Quest’estate arriva anche un nuovo invito a partecipare ad uno dei più importanti festival europei: l’All Outlook di Pula, in Croazia. Questo sarà il quinto tour estivo degli Inna Cantina Sound con oltre 20 date: ogni data, ogni concerto, registra sempre un plauso crescente, grazie anche alla capacità dei due cantanti Jimmy e Ventu di trascinare il pubblico in un’esperienza sempre nuova e coinvolgente. Ogni concerto è un’affermazione del valore e delle capacità di tutti e sette i ragazzi. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione da oramai due anni con Tommaso Zanello ​e la sua etichetta “​La Grande Onda​”, che porta avanti con grande impegno il lavoro di produttore della giovane band romana. Un successo quello degli Inna Cantina Sound nato nelle assemblee di istituto a scuola e mai più placato.

LORENZO LEPORE & BAND

Sabato 3 giugno ore 19.00 | Arena esterna

(Lorenzo Lepore, Lorenzo Taddei, Alessandro Restante, Alessandro Accatino)

Il giovane cantautore diciannovenne Lorenzo Lepore nasce a Roma il 22 dicembre del 1997. All’età di 13 anni, dopo che gli viene regalata dal padre la sua prima chitarra acustica comincia a suonare e scrivere le sue prime canzoni. Quattro anni dopo, contemporaneamente agli studi liceali viene a contatto con le diverse realtà romane di musica dal vivo, come il noto open mic Spaghetti Unplugged, dove tra le tante serate viene ascoltato ed apprezzato dall’etichetta discografica “Kate Creative Studio”, con cui mesi dopo pubblica la sessione acustica del suo primo singolo: “Notti”. Il giovanissimo Lorenzo ha bisogno solo di sei corde in acustico e della sua voce per raccontare tanto. c

Canta le sue canzoni che raccontano in modo del tutto originale parti della sua vita, con una visione del mondo adolescenziale e spensierata da una parte, ma profonda ed esistenziale dall’altra, facendo esplodere dentro e fuori di sé qualcosa di profondamente vero che da vita alla sua più grande passione. Vivo perché sogno di cantare, sulla terra e in fondo al mare e me ne frego di essere stabile se poi voglio volare!

KEET & MORE

Sabato 3 giugno ore 22.15 | Arena esterna

(Lorenzo Spinato, Mario Rea, Luca Del Rosso)

“Keet & More” nasce a Roma nel Gennaio 2016, uniti dalla passione per il country americano e lo skiffle inglese. Dall’incontro di chitarre acustiche, armonica e grancassa nascono i primi brani che portano la band a muoversi sul territorio nazionale. Scopo del progetto consiste nel portare in strada i propri brani inediti che si contraddistinguono per l’ironia e il loro sarcasmo dirompente. K&M entrano a gennaio 2017 nel roster di Aloha Booking & Management. Keet & (STRA) More è il primo EP pubblicato dalla band a marzo 2017.

JULIA TRASER

Domenica 4 giugno ore 19.15 | Foyer A

Ingresso gratuito

3 ottobre. È il giorno in cui Julia Traser (Giulia Pedrana) è partita per Brighton da Livigno, il suo piccolo paese d’origine. Si trasferisce lì per inseguire quel sogno assurdo di diventare musicista, per cercare nuove ispirazioni e per conoscere da vicino l’Inghilterra che fin da piccola l’ha affascinata. la sua musica è la prima nota di un viaggio appena cominciato.

 

 

AUDIOVISIVI

TEATRO INDIA | NUOVO CINEMA AQUILA
Ingresso gratuito

 

MINGONG (52’)

regia di Davide Crudetti

Mercoledì 31 maggio ore 11.30 | Cinema Aquila

Cosa vuol dire andarsene? Lasciare gli amici, i figli appena nati, le montagne in cui sei cresciuto? Salire su un autobus, verso la grande città. Vivere in cinque in una stanza, uguale a migliaia di altre stanze. Cosa vuol dire tornare? Vedere un villaggio di anziani che invecchia correre dietro a un futuro che non lascia spazi. Sostituire la tua casa con una uguale ma di cemento. Ritrovare tutto ma non riconoscere niente.

NATALIE (17’)

regia di Michele Greco

Giovedì 1 giugno ore 17.00 | India In

Natalie è una ragazza metodica e ordinata fino all’ossessione. La sua routine quotidiana, organizzata fino al minimo dettaglio, viene però messa in discussione da un piccolo e insignificante imprevisto che innesca un effetto a catena e che stravolge completamente la sua giornata. Una storia strutturata in 3 giorni che segue il modello di tesi, antitesi e sintesi, applicato al modello di vita di Natalie e alla sua percezione del cambiamento.

SALIFORNIA (17’)

regia di Andrea Beluto

Venerdì 2 giugno ore 17.00 | India In

Ciacianiello, pescivendolo del Sud Italia, si impegna a far chiudere il negozio di dischi adiacente alla sua pescheria, punto di ritrovo dei ragazzi del quartiere. Frizzy, gestore del negozio, e Fravaglio, fratello minore di Ciacianiello ma dalla mentalità più aperta, provano a farlo rinsavire.

ADELE (15’)

regia di Giuseppe Maione

Sabato 3 giugno ore 17.00 | India In

“Adele” racconta di un padre ed una figlia che affrontano il lutto dopo la scomparsa della madre. Con il padre annientato dalla perdita e incapace di prendersi cura di lei, la piccola Adele si trova completamente sola. Inizia allora a rifugiarsi in un “baule magico”, capace di riportarla alla vita e alla madre che ha perduto.

 

Grazie alla collaborazione con il Sapienza Short Film Fest:

PROOF (4’)

regia di Holly Rowlands Hempel

Giovedì 1 giugno ore 17.00 | India In

Cosa saresti disposto a fare per proteggere qualcuno che ami? Will, ancora minorenne, è accusato di aver guidato e provocato un incidente in stato di ebbrezza; sua madre è posta di fronte a una difficile scelta: mentire e proteggere il figlio o costringerlo ad assumersi le sue responsabilità? In questo short film, girato a Brighton nell’estate 2016 come progetto finale di un corso di cinema, si analizza il rapporto tra una madre e un figlio e le ricadute che un evento tragico può comportare su di esso.

UNA MODERNA FAVOLA JAZZ (10’)

regia di Giulia Schiavon

Venerdì 2 giugno ore 17.00 | India In

Una ragazza goffa e cinica da poco iscritta all’università racconta la sua vita, attraverso una favola dettata da note jazz. Uno strano intreccio di eventi la porta a mettere in discussione le sue convinzioni, lasciando finalmente spazio al destino.

IUNIVÈRSITI (4’)

regia di Lorenzo Maugeri e Giacomo Sisca

Sabato 3 ore 17.00 | India In

“Iunivèrsiti” è una web serie prodotta da ElephanTea, inerente l’esperienza universitaria di tre ragazzi al loro primo anno. Gli episodi analizzano, in chiave ironica, diverse situazioni riscontrabili anche in ambito reale, con un accenno di critica ad alcuni atteggiamenti superficiali tipici dello studente di oggi. Nella puntata 2 “Lo studio sociale” viene, in particolare, esposto il problema di come i social network siano troppo spesso fonte di distrazione dallo studio e di come alcune persone considerino più importante l’apparenza della sostanza.

La Sapienza Università di Roma e il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo presentano la prima edizione di Sapienza Short Film Fest (SSFF) nel 2016, un’iniziativa pensata per tutti gli studenti che si cimentano con il videomaking e che sperimentano la propria creatività esercitandosi nella realizzazione di short film, web series e varie forme di remix e video-essay (dall’analisi del film alla critica d’arte). La rassegna vuole essere un veicolo attraverso cui favorire lo scambio di creatività e saperi tra studenti di ambiti disciplinari diversi e allo stesso tempo offrire un’importante occasione di visibilità ai prodotti realizzati.

 

DANZA

TEATRO INDIA

NON RICORDO (10’)

di Simone Zambelli

Giovedì 1 giugno ore 18.00 | Sala B

Non ricordo, dal latino: re- indietro cor- cuore. Richiamare in cuore, riportare al cuore, vera sede della conoscenza profonda per gli antichi. Il ricordo richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più qui o non è più adesso. Non nella sua forma originale. E che però, per il solo tornare in cuore, rivive – non sogno fatuo o fantasticheria, ma sentimento concreto, esperienza diretta. Non è molto chiaro se si tratti di qualcosa che ci appartiene o di qualcosa che è svanito. Quanto ha di reale?

BLU OTTOBRE (15’)

di Maria Stella Pitarresi

Giovedì 1 giugno ore 18.00 | Sala B

“Il mio Ottobre è blu, la mia solitudine è blu. Ma Ottobre è il mese del cambiamento (perché?). Quei cambiamenti che hanno alterato il colore della mia anima. Ho una strada dritta da seguire , la conosco e la percorro senza esitare. I sonagli sono il tempo che suona e mi comunica che è l’ora che io vada e mi lasci andare, perché so cosa voglio ed è il tempo che me lo prenda. Accade che sono, che inizio e che continuo.”

DEJAVU (30’)

di Uscite di emergenza di e con Arianna Rinaldi, Davide Romeo, Marco Cappa Spina
Giovedì 1 giugno ore 18.00 | Sala B

L’obiettivo della performance è creare una realtà parallela e congelata nel tempo, un’altra dimensione. Impossibile non essere travolti da questo spettacolo, interattivo, una sospensione, dove tutto è regolare e vive di assenze. Uno spazio diverso, stretto e congelato dal tempo nel quale tre danzatori rivedono relazioni e regole.

PREMIO TWAIN_direzioniAltre 2017 (20’)

Giovedì 1 giugno ore 19.30 | Sala A

Ingresso gratuito
La Direzione artistica di Dominio Pubblico, grazie alla partnership stretta con TWAIN, Centro di produzione danza Regione Lazio e Residenza di spettacolo dal vivo, diretto da Loredana Parrella, ha preso parte come giuria alla finale della prima edizione di TWAIN_direzioniAltre 2017 del giorno 20 Maggio con il proposito di selezionare uno spettacolo di danza da inserire in cartellone. Dominio Pubblico condivide a pieno il progetto Twain volto a sostenere concretamente le compagnie, aiutandole nella realizzazione di nuovi progetto artistici.

A DOMANI (60’)

di Lost Movement di Nicolò Abattista con Samuele Arisci, Mirta Boschetti, Eleonora Mongitore, Martina Zanardi, Susanna Pieri, Christian Pellino
Giovedì 1 giugno ore 20.00 | Sala A

Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico, forte e puro: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo; la vita di lui è ridisegnata dal tempo immobile della malattia. Si tratta di antiche situazioni che fanno emergere il conflitto eterno tra passato e presente, da cui viene fuori l’essere umano, colui che cercherà di dare senso all’aspetto più inaccettabile della condizione umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

TEATRO

TEATRO INDIA

IT’S APP TO YOU o del solipsismo (55’)

Compagnia Bahamut di Leonardo Manzan con Leonardo Manzan, Andrea Delfino, Paola Giannini

Martedì 30 maggio ore 20.00 | Sala B

Tu, Uomo-Profilo! Tu che pensi di poter scegliere in autonomia se venire o meno a teatro. Ti sei mai chiesto chi prende le decisioni per te? Qual è l’algoritmo che controlla ogni tua azione, ogni tuo pensiero? Quando affermi “io sono libero” questa cazzata chi l’ha detta al posto tuo? Quella era davvero la tua voce? It’s App to You è il primo videogioco a Teatro! Una realtà virtuale immersiva a 360°! Una semplice applicazione da scaricare sul cellulare per muovere e governare il personaggio virtuale. Ma qual è il confine tra la finzione e la realtà? Se la virtualità si rivelasse più reale di quanto credi? Se fosse il gioco a controllare te?

LA RIVOLUZIONE È FACILE SE SAI COME FARLA (1h 30’)

Uno spettacolo di Kepler-452 e Festival 20 30

di Nicola Borghesi con Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodo Guenzi

Musiche Lo Stato Sociale

Martedì 30 maggio ore 21.15 | Arena esterna

È possibile oggi, qui, per noi, immaginare una rivoluzione? Se sì, quale? Si tratta del moto di un corpo intorno al suo centro di gravitazione o della sovversione violenta dei rapporti di forza? Fino a che punto è disposta a spingersi una generazione che non entra in scena, per entrarci? È necessariamente infelice la vita, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico? Due venti/trenta, con il loro carico di speranza, birrette, frustrazione, cercano di cambiare radicalmente la propria vita. In una piazza circondata da platani e tavolini del bar abbandonati, vediamo avvicinarsi la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune alle piccole rivoluzioni dei due protagonisti e a tutte le altre.

“La rivoluzione è facile se sai come farla” nasce dalla volontà di Kepler-452 di far convergere nello stretto perimetro di uno spettacolo teatrale esperienze provenienti da diversi contesti artistici: Daniele Rielli, meglio noto come Quit The Doner, giovane giornalista e scrittore (collabora con Repubblica e Internazionale, il suo primo romanzo, “Lascia stare la gallina” è edito da Bompiani), ha scritto il testo. Lo Stato Sociale, la band indie-rock che ha collezionato più sold-out negli ultimi anni, ha curato le musiche e prestato il suo cantante, Lodo Guenzi, alle scene (un ritorno, più che un prestito). Il collettivo artistico Calori&Maillard, recentemente premio New York, si è occupato delle scene. Nicola Borghesi ha riunito tutte queste esperienze in una regia e le ha fatte debuttare al Festival 20 30, di cui cura la direzione artistica.

S.P.E.M. (60’)

di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta con Cristina Pelliccia, Giulia Trippetta, Elena Crucianelli, Bianca Friscelli, Stefano Guerrieri

Mercoledì 31 maggio ore 19.30 | Sala A

Donna! Stanca di vivere in un mondo che non ti appartiene? E tu, esemplare maschile, sei stanco di essere una femmina mancata? S.P.E.M. è la Soluzione. S.P.E.M. per un mondo più pulito! S.P.E.M. per la pace nel mondo!

E’ tempo di fare spazio ad un nuovo genere al comando. A partire da prove scientifiche certificate dal nostro avanguardistico centro ultrascientifico, passando per profonde analisi socio-culturali, ambientali, aritmetiche, ecologiche, filosofiche e molto altro ancora, S.P.E.M. ha scavato nel lerciume della società, si è sporcato le mani ed è riemerso con un Grande Progetto.

Attraverso questa conferenza-show S.P.E.M., liberamente ispirato a “SCUM MANIFESTO” di Valerie Solanas, vi mostrerà che una vita migliore è possibile e a quel punto non resterà che arruolarsi a S.P.E.M.!

FRATELLI (50’)

di Pier Lorenzo Pisano con Fabrizio Colica, Claudio Colica

Giovedì 1 giugno ore 21.15 | Sala B

Due fratelli si raccontano attraverso monologhi e dialoghi che esplorano l’ironia, la leggerezza e l’incomprensione. Le parole tracciano i contorni della vita passata e futura e si sovrappongono per ricostruire la loro relazione, il rapporto con il mondo esterno e con la madre. Il modo più veloce per creare un legame emotivo è condividere un’esperienza forte. Dalle montagne russe ad un incidente stradale, va bene tutto; ogni piccola cosa produce i fili invisibili che attorcigliano le persone che si vogliono bene. In famiglia si possono condividere la stanza, i vestiti, la scuola, la sabbia sotto le scarpe nelle gite al mare e i genitori. Insomma, ci sono tutte le basi per creare un legame profondissimo. Nonostante questo, si vuole meno bene alle persone che si amano. Non perché quel sentimento sia dato per scontato, al contrario, più intenso è il legame, più va messo alla prova, stressato da continui test, in attesa del giorno in cui, rassicurati su quell’amore bombardato e bucherellato, saremo finalmente pronti a dimostrare il nostro. E, spesso, quel giorno è troppo tardi.

IRENE MADRE (15’)

di Jacopo Neri con Francesco Guglielmi, Eleonora Lausdei

Venerdì 2 giugno ore 18.00 | Sala B

Un uomo e una donna sono soli in un luogo buio e immobile: sono due gemelli nel ventre materno in attesa di nascere. Lei è attenta a tutto quello che avviene all’esterno, Lui no: non ascolta niente e nessuno che non sia la sorella. Così i mesi passano tra le domande di Lui, le risposte di Lei incontro a un male oscuro, che li attende alle porte della vita.

FALLISCI FACILE (55’)

di Alessia Giovanna Matrisciano con Alessia Giovanna Matrisciano, Valentina Fornaro, Giacomo De Rose, Chiara De Concilio

Venerdì 2 giugno ore 19.00 | Sala A

Un uomo e una donna. E un’altra donna. Non si toccano, non si ascoltano, non si piacciono. C’è una ragazza nicotinomane che vorrebbe trasformarsi in una dea del fitness; c’è un ragazzo cicciottello con una dipendenza dagli zuccheri trasformati e dal potere sulle donne; c’è una mina vagante con il pancione che non sa se vuole più essere mamma o mandare a quel paese la propria, di mamma. Potete immaginare una forma d’amore tra questi soggetti?

  1. BUTTERFLIES (60’)

compagnia Nogu Teatro di Ilaria Manocchio e Damiana Guerra con Aleksandros Memetaj, Agnese Lorenzini, Valerio Riondino

Venerdì 2 giugno ore 20.15 | Sala B

  1. Butterflies è una partita di scacchi giunta ormai alla fine. Uno spettacolo in bianco e nero. Unici sopravvissuti il re nero e la regina bianca. Un rapporto fatto di contrasti di odio e amore, di malattia e vita, di realtà e speranza. Due ragazzi che abitano un luogo surreale a tratti macabro. Lui sta per morire e si rifugia tra i numeri. Lei cerca di farsi scudo con l’amore. Lui sarà cenere ma lei sarà eterna. Una farfalla mummificata, messa sotto teca. Eternamente bella, eternamente integra.

AUDIZIONE (55’)

di Francesco Toto con Francesco Toto, Chiara Arrigoni, Massimo Leone, Andrea Ferrara

Sabato 3 giugno ore 18.00 | Sala B

In uno squallido scantinato si sta svolgendo un’audizione per un misterioso incarico che può fruttare, in una sola sera, centomila euro. Tra i due candidati, Sarah e Miguel, solo il più motivato – o il più disperato? – riuscirà a conquistare il posto e a dimostrare all’esaminatore, il Signor T., di essere in grado di superare ogni senso di colpa.

ROMEOeGIULIO (60’)

compagnia Bologninicosta di Sofia Bolognini con Sofia Bolognini, Cesare D’Arco, Mauro De Maio, Riccardo Avveriamo, Nicole Petruzza, Gabriele Olivi, Aurora Di Gioia

Sabato 3 giugno ore 20.00 | Sala A

ROMEOeGIULIO è un terreno ostile in cui convivono intemperanza politica e ostinazione teatrale. È un’architettura indecente, un ordigno scenico osceno, furibondo e compatto, che prende posizione netta all’interno del dibattito pubblico sull’omofobia. ROMEOeGIULIO è uno studio sull’omofobia e sull’amore contrastato. Uno scandaloso viaggio teatrale che indaga il bisogno di amare ed essere amati. Attraverso una satira spietata che disintegra autorità politiche e religiose e si scaglia contro la “Normale” famiglia italiana, ROMEOeGIULIO esegue una meticolosa e insostenibile autopsia del conflitto identitario, sessuale, di appartenenza civile. ROMEOeGIULIO non è soltanto uno studio sull’omofobia. È prima di tutto un testo sulla questione di genere in quanto tale. Vincitore dei premi Miglior Regia e Miglior Spettacolo al Festival Internazionale di Skopje (Macedonia), è uno spettacolo che riflette in maniera critica sul senso dell’amore nell’epoca contemporanea, sulla difficoltà di amarsi e di amare.

QUESTA È CASA MIA (55’)

di e con Alessandro Blasioli

Sabato 3 giugno ore 21.15 | Sala B

Questa è casa mia: è il racconto della sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana, i Solfanelli, in seguito al terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo il 6 Aprile 2009; è la storia di un’amicizia, quella tra Paolo, figlio unico della famiglia Solfanelli, e il suo inseparabile compagno Marco, travolta anch’essa dalla potenza della natura e dall’iniquità dell’uomo.

BANCHI

a cura di Mauro Santopietro grazie alla collaborazione con il progetto MigrArti

Domenica 4 giugno ore 16.00 | Sala B

Ingresso gratuito

Il progetto “Banchi” si sviluppa in cinque mesi e ha come cuore un laboratorio creativo che, partendo dal testo di Nigel Williams, Class Enemy, approda alla riscrittura di una versione nuova e adattata e all’allestimento dello spettacolo per il festival. All’interno del laboratorio creativo cui hanno preso parte migranti di seconda e terza generazione di diverse provenienze, condotto da Mauro Santopietro e monitorato da Cristiana Russo e Ejaz Ahmad, i partecipanti hanno seguito differenti mansioni: attori, assistenti alla regia, collaboratori di scenografi e costumisti e assistenti di light designer. Un viaggio all’interno della dimensione produttiva e creativa teatrale complementato da un percorso di visione coordinato dallo staff di E45, che ha curato l’intero progetto, e da Mauro Santopietro.

REPARTO AMLETO (45’)

compagnia L’uomo di fumo di Lorenzo Collalti con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto

Domenica 4 giugno ore 18.00 | Sala A

Ultim’ora. Amleto, principe di Danimarca: per lo meno è così che il giovane si è presentato, al suo arrivo in pronto soccorso quando, in preda ad un attacco isterico, vaneggiava sostenendo di aver visto il fantasma del padre. Ciò ha provocato non pochi disordini all’interno della struttura dove un importante equipe di esperti sta lavorando in queste ore per riportare la calma. Dopo una pesante dose di antidepressivi la situazione è stata normalizzata. “The Tragedy of Hamlet” è forse l’opera più rappresentata, rivista e interpretata della storia. Lo è a tal punto da scoraggiare chiunque nella sua messa in scena. E’ proprio da questa riflessione che parte l’idea del testo. Se il personaggio di Amleto fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali sono i suoi obiettivi? Non risulterebbe forse più umano e vicino a noi? Questo è l’esperimento del testo: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare. Un Amleto talmente sfinito da farsi internare. Cos’è Amleto se non un ragazzino troppo piccolo per essere re, abbastanza grande da piangere la morte di un padre e con un compito più grande di lui da portare a termine? Il colossale, epico e inarrivabile mostro sacro del teatro, nella pièce viene presentato come un adolescente in preda ad infinite paure, debolezze che non si sente pronto per affrontare una sfida da uomo.

CATERINA (45’)

di Gabriele Cicirello e Manuel Mannino con Gabriele Cicirello e Irene Ciani

Domenica 4 giugno ore 20.00 | Sala A

“Caterina” è un testo teatrale scritto da Gabriele Cicirello e Manuel Mannino che nasce dallo spunto creativo di Paride Cicirello, attore diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Caterina è la storia di un uomo che racconta un impedimento artistico e allo stesso tempo di vita causati dalla folle gelosia nei confronti di una donna di nome Caterina, rappresentata scenicamente tramite un’ombra. Caterina è quel muro invalicabile che il protagonista trova davanti a sé ogni qual volta cerchi di sfuggire al suo amore per lei.

THE WASTE LAND (60’)

compagnia “Esercitazioni Invisibili” di Simone Giustinelli con Giulia Adami, Cesare D’Arco, Noemi Francesca, Dacia D’Acunto

Domenica 4 giugno ore 21.00 | Sala B

Anteprima

L’idea di partenza – di questa compagnia in nuce – è quella di coniugare tre differenti percorsi e specifiche artistiche in un unico prodotto teatrale che le comprenda e le valorizzi insieme. Per questo, provando a tracciare le linee guida di una poetica tutta in divenire, l’obiettivo è quello di fondere sulla scena i linguaggi differenti del teatro, della performance e del cinema, cercando una coincidenza con la lingua e le esigenze del presente.

WORKSHOP

INDIA IN

LA RIVOLUZIONE È FACILE SE SAI CON CHI FARLA

a cura di Nicola Borghesi
26 Maggio-1 Giugno | India In

Il laboratorio è aperto a un massimo di dodici partecipanti

per iscriversi allegare il proprio CV a: info@dominiopubblicoteatro.it
Partecipazione gratuita

La rivoluzione è facile se sai con chi farla è un format teatrale nato nel 2015 a Festival 20 30, organizzato da Kepler-452, e che è presto diventato esportabile. Nei diversi luoghi in cui ci troviamo tentiamo di individuare e portare in scena, secondo meccanismi di reclutamento variabili, i rivoluzionari locali. Coloro che creano punti di rottura, faglie nella realtà che vivono. Li intervistiamo, passiamo pomeriggi, a volte intere giornate, con loro. Ci piace dire che tentiamo di magnificare l’identità delle persone indagandola e portandola in scena, proviamo a strapparle al quotidiano, restituendole al luogo al quale ci pare appartengono: quello della meraviglia. Esploriamo gli angoli della città in cui ci sembra possa annidarsi la potenzialità di cambiamento e tentiamo di restituirli in scena attraverso reportage teatrali. Creiamo cori di giovani rivoluzionari.
Il processo che porta alla creazione di ogni singolo episodio del format “La rivoluzione è facile se sai con chi farla” è difficilmente teorizzabile, in quanto diverso ogni volta. Abbiamo però appreso qualche trucco, qualche tecnica artigianale atta a magnificare le identità che ci sentiamo di condividere con chi abbia voglia di farlo. Pare che incontrare la realtà e portarla in scena metta molto di buon umore gli artisti.

WORKSHOP DI GRAPHIC JOURNALISM de “Il fumetto Intercultura”

a cura di Takoua Ben Mohamed

2-4 Giugno| India In

Venerdì e sabato dalle 15:00 alle 18:00 e Domenica dalle 10:00 alle 13:00

Il laboratorio è aperto a un massimo di venti partecipanti. Per iscriversi allegare il proprio CV a: info@dominiopubblicoteatro.it
Partecipazione gratuita

Il Laboratorio di graphic journalism de “Il fumetto intercultura” consiste nell’insegnamento delle tecniche di comunicazione tramite il fumetto su temi sociali, raccontando storie realmente accadute. Si inizia con l’apprendere le tecniche del fumetto. Poi si passa alla sceneggiatura e alla ricerca dell’ambientazione in cui si svolge la storia, periodo storico-politico, usanze culturali e tradizioni, al character design alla semplificazione grafica del racconto una delle qualità fondamentali del graphic journalism. I partecipanti si divideranno in gruppi di tre o quattro persone e realizzeranno un progetto in condivisione.

 

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#AnticipAzione: Evento di apertura del festival “Dominio Pubblico_la città agli Under 25”

Inaugura sabato 6 maggio, con un concerto-evento, al MONK di Via Giuseppe Mirri, 35 a Roma, il festival multidisciplinare Dominio Pubblico_la città agli Under 25, ideato e promosso da Teatro Argot Studio, Teatro Orologio e con la collaborazione di Teatro di Roma che si svolgerà dal 30 Maggio al 4 Giugno, negli spazi del Teatro India.

La serata di apertura, Dominio Pubblico & Pan Del Diavolo, è finalizzata alla promozione del progetto Dominio Pubblico, avrà inizio dalle ore 20.00 con la presentazione del festival e degli artisti in cartellone, a seguire la musica dell’ artista romano Niccolò Francisci e infine l’esibizione live di Giulia Villari cantautrice e chitarrista romana che aprirà il concerto del gruppo folk rock palermitano Pan Del Diavolo che proprio in questa occasione presenterà al pubblico romano il suo ultimo album Supereroi che vede, tra gli altri, la partecipazione di importanti personalità della scena rock italiana come Piero Pelù, Tre allegri ragazzi morti, Vincenzo Vasi e Umberto Maria Giardini.

ANTICIPAZIONI FESTIVAL 2017:

Dominio Pubblico_la città agli Under 25 vincitore del Bando SIAE/SILLUMINA con il patrocinio V Municipio in collaborazione con il progetto BANCHI promosso dal bando MIGRARTi. Quest’anno Dominio Pubblico_la città agli Under 25 ha incrementato notevolmente la propria rete di partnership anche a livello nazionale, dalla collaborazione con il progetto Migrarti, al riconoscimento del bando Siae/SiIllumina, al patrocinio del V Municipio di Roma, permettendo il coinvolgimento di artisti di rilievo del panorama artistico italiano e l’attivazione di progetti interculturali nelle periferie urbane di Roma attraversando luoghi come MONK, Teatro Quarticciolo e Cinema Aquila al Pigneto.

Ospiti d’eccezione di questa quarta edizione saranno il gruppo musicale elettropop bolognese Lo Stato Sociale e Takoua Ben Mohamed, fumettista e graphic journalist tunisina ideatrice del “fumetto interlcutura”. All’interno della manifestazione sono in programma circa 50 eventi tra spettacoli teatrali e di danza, audiovisivi, arti visive e concerti dislocati prettamente negli spazi interni e esterni del Teatro India con alcuni eventi di avvicinamento al festival programmati al Cinema Aquila e al Teatro Quarticciolo di Roma.

Il Festival è il compimento dell’intero progetto di formazione Dominio Pubblico rivolto a ragazzi/e under 25 che vogliono sperimentarsi in un percorso da spettatori attivi finalizzato alla produzione, promozione e organizzazione di un festival multidisciplinare.

Giunto alla sua IV edizione, nasce nel 2014 dall’incontro delle direzioni artistiche di Teatro Argot Studio e Teatro dell’Orologio, durante lo stesso anno, inoltre, viene riconosciuto come realtà promozionale dal MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

PROGRAMMA 6 MAGGIO 2017 > DOMINIO PUBBLICO & PAN DEL DIAVOLO:

  • ore 20:00 aperitivo d’apertura con playlist di canzoni a tema blu e presentazione degli artisti selezionati per il Festival.
  • ore 21:30 la musica diventa protagonista della serata con il live di Niccolò Francisci, artista romano divertente e provocatorio. 
  • ore 23.00 evento centrale della serata Dominio Pubblico_la città agli under 25 ospita Il Pan del Diavolo con il lancio dell’ultimo album Supereroi uscito il 17 Febbraio e l’opening di Giulia Villari. Il nuovo album Pan del Diavolo vede la la partecipazione di importanti personalità della scena rock italiana, come Piero Pelù che ha co-prodotto una buona parte del disco, Tre allegri ragazzi morti, Vincenzo Vasi e Umberto Maria Giardini.

L’ingresso è riservato ai soci tesserati Arci 2017. Per ottenere la tessera è possibile registrarsi online tramite il form (https://www.monkroma.it/registrazione/) e ritirare la tessera all’ingresso, il giorno della festa versando il contributo annuale di 5 euro. Tra registrazione e ritiro devono intercorrere circa 24 ore. Il costo della serata è di 5 euro.

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La dialettica scenica di Frosini/Timpano attraverso la storia di Italia

Abbiamo il piacere di ospitare in un’intervista esclusiva su Theatron 2.0 gli spunti e le riflessioni personali di Daniele Timpano ed Elvira Frosini protagonisti della retrospettiva “Ritratto d’Artista” recentemente conclusasi al Teatro India dove i due performer sono andati in scena con quattro degli spettacoli con cui sono saliti alla ribalta della scena romana e nazionale. A partire dall’ultima fatica Acqua di Colonia – già al debutto col botto nel novembre scorso presso il Teatro Quarticciolo per Roma Europa Festival – si sono poi succeduti in rapida sequenza ottenendo tutti sold-out: Aldo Morto, di e con Daniele Timpano, vincitore del Premio Rete Critica 2012 e del Premio Nico Garrone 2013 per il progetto Aldo morto 54 (54 giorni di repliche dello spettacolo e di auto-reclusione di Daniele Timpano in streaming in una cella ricostruita appositamente) Digerseltz, di e con Elvira Frosini e infine Zombitudine. Martedì 14 marzo ore 20.30 la Compagnia Frosini/Timpano sarà all’Institute Culturel Italien de Paris | Istituto italiano di cultura di Parigi con ZIBALDINO AFRICANO, la prima parte di  Acqua di Colonia, all’interno di una serata con Carlo Lucarelli e Giulia Caminito tutta dedicata a “L’Africa degli italiani”, una partecipazione speciale allo spettacolo di Shelina Scaravelli.

Il 6 febbraio avete presentato presso la sala Squarzina del Teatro Argentina il libro tratto dallo spettacolo “Acqua di Colonia” edito da Cue Press. Come è nata l’idea di lavorare sul tema del colonialismo?

L’idea di lavorare sul colonialismo italiano nasce dal nostro interesse per il presente che viviamo ed il suo rapporto con la storia, o meglio i rimossi della storia e le sue stratificazioni. Come tutte le cose nasce anche da incontri, letture, discorsi, pensieri. In questo caso l’incontro con la scrittrice Igiaba Scego è stato importante: dopo aver letto il suo libro “Roma negata”, realizzato con Rino Bianchi. Da lì, da questa lettura, è venuto alla luce, diciamo che è emerso pienamente alla coscienza, il desiderio di scavare nelle tracce che il colonialismo ha lasciato nelle nostre città, nei nostri pensieri, nel nostro linguaggio. Ci siamo resi conto che eravamo tutti un prodotto del pensiero coloniale. E soprattutto ci siamo resi conto che tutto ciò, alla coscienza nostra, e di tutti, era nascosto, occultato, rimosso e mascherato.

Come si è strutturato il lavoro di costruzione drammaturgica fra materiale testuale e quello storiografico?

La costruzione drammaturgica è sempre un lavoro di raccolta, sovrapposizione, decantazione. Abbiamo studiato per due anni e raccolto appunti sui materiali più disparati. Materiale storiografico, canzoni, fumetti, immagini, pubblicità, letteratura, notizie, e non solo del periodo coloniale ma anche del dopoguerra e fino ad oggi. Da lì sono nati vari testi e ipotesi di strutture, sui quali poi abbiamo cominciato a ragionare, a scegliere, e poi a scrivere.

Nei vostri spettacoli è cruciale l’attenzione per la questione della memoria collettiva o per meglio dire, del rimosso storico. Quanto è presente l’eredità coloniale e razzista nel nostro retaggio culturale? Quali sono state le risposte che avete ricevuto dal pubblico durante questo periodo di rappresentazione in giro per l’Italia?

Beh, come dicevamo prima il pensiero coloniale e razzista è presente in noi sotto forma di qualcosa di scontato, di naturale. Quando apriamo la Settimana Enigmistica e troviamo le vignette con il selvaggio con l’anello al naso e l’osso tra i capelli lo troviamo naturale, lo stesso film campione di incassi di Checco Zalone, Quo vado, del 2016, si apre in un villaggio africano tra i selvaggi con tanto di lance e abiti tradizionali, mentre la pubblicità dei Biscotti Cà Cao della Divella ha per soggetto l’amore tra il padrone della piantagione, un bianco col cappello alla Indiana Jones circondato da sacchi di cacao, ed una schiavetta nera con tanto di fazzoletto in testa. Ma basta pensare alle semplici confezioni del Caffè. Non sono in molti a farci caso ma, da questo punto di vista, siamo costantemente circondati. Gli stessi classici della nostra letteratura, italiana ed europea, molti dei quali sono nati durante il periodo di massimo apice del dominio europeo sul 90 % del resto del mondo, sono impregnati di un atteggiamento paternalistico di superiorità, dove l’altro esiste comunque in funzione nostra, come forza lavoro o come merce, come ribelle da reprimere o come fedele vassallo da premiare, se non addirittura pensato come antropologicamente inferiore. E questo molto prima che uscisse il primo numera della rivista “La difesa della razza” nel 1938. Da piccoli, quando leggevamo per esempio Robinson Crusoe, nessuno di noi trovava niente di particolare o di esecrando nel fatto che il protagonista avesse una piantagione in Brasile e naufragasse per finire sulla famosa isola deserta proprio mentre stava trasportando un carico “di negri” da “vendere” a basso costo ai suo colleghi possidenti. Quando leggiamo “Mansfield park” di Jane Austen e ci appassioniamo a questo grande romanzo, anche d’amore, ambientato nell’Inghilterrra vittoriana, a stento registriamo il fatto che se uno dei personaggi del romanzo non fosse per tre quarti del romanzo assente, impegnato nelle sue piantagioni d’oltremare ad Antigua, il mondo stesso in cui abitano i personaggi, i loro piccoli problemi, gli abiti che indossano e la grande casa dove abitano non esisterebbero. Quando leggiamo i romanzi di Sandokan parteggiamo naturalmente per i pirati della Malesia contro i cattivi inglesi ma raramente pensiamo che in Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia ci siamo comportati in maniera non dissimile dal Rajah bianco di Sarawak. Le reazioni degli spettatori finora sono state anche molto diverse. Spesso di sorpresa, per fatti e personaggi che non conoscevano, soprattutto per la scoperta di tutta una serie di cose che non mettevano in relazione con l’Africa e il colonialismo, a volte di fastidio, sempre di curiosità e di interesse. C’è anche qualche aneddoto commovente. Ne raccontiamo uno: quando abbiamo presentato il primissimo studio del lavoro, al Festival delle Colline Torinesi, una signora ci ha avvicinato dopo lo spettacolo e ci ha raccontato di avere riconosciuto una canzone di cui accenniamo il motivo nello spettacolo, Banane gialle (Carlo Buti, 1934), che non conosceva, ma che aveva sentito cantare dalla mamma molto molto anziana, scomparsa pochi mesi prima. Ci ha ringraziato molto perché grazie a noi è riuscita a collocare in un contesto un suo ricordo personale.

A partire da Sì, l’ammore no, primo spettacolo che vi vede insieme sul palco, passando per Zombitudine fino ad Acqua di Colonia. Quali sono i segni di continuità, rispetto sia alle tematiche sia alle modalità artistiche, che caratterizzano questo percorso di ricerca condivisa? Com’è cambiato il modus operandi nella creazione degli spettacoli teatrali da quando collaborate?

È stato un percorso di continuo affinamento. Abbiamo fortunatamente capito che interessi, tematiche e modalità artistiche erano vicine, ma abbiamo dato spazio anche alle nostre diverse peculiarità. Già in Sì l’ammore no, pur essendo il primo lavoro insieme, crediamo si rintraccino tematiche e modalità di approccio e di linguaggio che poi ritroviamo in seguito: uno sguardo sulla coscienza e l’immaginario collettivi, sui rapporti di potere che ci governano, sul nostro pensiero come prodotto di una costruzione culturale intesa in senso ampio, dalla cultura alta al pop, la necessità per noi di far collidere le certezze o ciò che diamo per scontato o naturale, o far riemergere i fantasmi e i rimossi. In Zombitudine, passando però per i fondamentali Aldo morto e Digerseltz nei quali continuiamo questa ricerca anche se in ambiti tematici diversi, il nostro sguardo è affondato nel presente e nella disperata mancanza di coscienza collettiva e di uno sguardo politico, nell’esautorazione individuale e collettiva di cui siamo tutti protagonisti. In tutti questi lavori per noi c’è in ogni caso uno scavare nel nostro rapporto con il mondo e con l’altro: nel caso di Sì l’ammore no è l’altro genere ed il rapporto di potere, costruito e rimosso, dato per scontato e imprigionato in cliché, tra uomo e donna; in Zombitudine l’altro è chiunque non sia tu, in una confusa e disperata ricerca e paura di un nemico, ma emerge chiaro che l’altro, lo Zombi, il subalterno di origine coloniale, siamo noi. La testolina nera di bimbo che appare in Zombitudine è già un presagio ed una introduzione ad Acqua di colonia, come anche in Sì l’ammore no vediamo, nel finale, un collegamento tematico e di linguaggio con Acqua di colonia. Il suo finale, infatti, è una marmellata di immaginario canzonettistico italiano, una serie di canzoni italiane famose e impiantate nel nostro immaginario montate sul basso continuo di “Faccetta nera” che le sintetizzava e riassumeva tutte. “Faccetta nera” lì rappresentava la persistenza di un immaginario maschio-centrico e un po’ reazionario che pure fa parte dell’immaginario italiano. Acqua di colonia prosegue e amplifica il discorso.

Il Teatro India ha di recente ospitato una retrospettiva dedicata alla vostra carriera. È un grande traguardo per la vostra carriera. Cosa provate in merito? Era questa una delle possibili destinazioni che immaginavate quando avete iniziato a fare teatro?

Ne siamo molto felici, naturalmente. Non sappiamo bene cosa avevamo in testa quando abbiamo cominciato a fare teatro, sicuramente il desiderio di farlo, al meglio possibile. Avere una retrospettiva nel teatro più prestigioso della tua città è senz’altro una soddisfazione, soprattutto in un momento così difficile per Roma. Soprattutto in un Teatro come il Teatro India, che ha significato e significa molto nella biografia teatrale della nostra compagnia, come di quella di tutta la nostra generazione teatrale. In questo spazio donato alla città da Mario Martone nella sua breve direzione artistica del Teatro di Roma nel 1999, batte forte il nostro cuore artistico, qui è nato un Festival come Short theatre, qui abbiamo visto per la prima volta gli spettacoli di Danio Manfredini e di moltissimi artisti della scena contemporanea nazionale, qui sono passati parecchi nostri lavori, è il caso di “Dux in scatola” nel 2006 e dello stesso “Aldo morto”, presentato per la primissima volta in anteprima a Short theatre nel 2011, ma anche del nostro “Zombitudine”, sul quale abbiamo cominciato a lavorare durante quella grande (e contradditoria) esperienza di residenza collettiva, durata alcuni mesi, che è stata il progetto “Perdutamente”, vero e proprio cantiere di lavoro, fortemente voluto dall’allora direttore Gabriele Lavia, che ha coinvolto 18 compagnie della scena indipendente romana nell’autunno del 2012. Molti dei lavori abbozzati al Teatro India in quei pochi mesi sono diventati poi lavori compiuti. Così è stato anche per noi: continuammo a lavorare a Zombitudine per debuttare l’autunno successivo al Teatro della Tosse di Genova, nel frattempo diventato coproduttore del lavoro. Siamo molto felici che alcuni dei nostri lavori, grazie ad Antonio Calbi, possano ora tornare nel posto dove sono nati.

Come nasce e quali sono stati gli sviluppi dello spazio Kataklisma in Roma?

Nasce nel 2002 ed all’inizio era gestito dalla sola Elvira, poi dopo il nostro incontro lo gestiamo insieme ed è per noi un atelier di creazione, uno spazio di incontro in cui incrociare esperienze, un luogo di formazione. È uno spazio di lavoro, di prove, di laboratorio. Negli anni ha realizzato incontri fra artisti, rassegne, eventi come: Generatore X, dal 2004 al 2006, piccola rassegna di spettacoli; Uovo, dal 2005 al 2007, spazio libero di incontro fra artisti e pubblico in cui si mostravano e discutevano insieme lavori in nascita, studi, prove aperte; Novo critico, dal 2008 al 2011, incontri tra artisti, critici e pubblico che ha avuto molto successo; Ecce performer, dal 2010 al 2012, progetto di formazione per attori e drammaturghi realizzato in collaborazione con Attilio Scarpellini. In questo spazio teniamo anche la nostra scuola annuale di teatro ed i nostri workshop, ma ha ospitato e ospita anche laboratori e master classes di altri artisti.

Come vi approcciate alla dimensione didattica e pedagogica dell’arte teatrale nei KataLab, i corsi di formazione e workshop per attori/performer che annualmente organizzate?

La formazione per noi è stimolante. In sostanza il laboratorio è un momento importante di scambio, uno spazio ed un luogo in cui mettiamo in campo e condividiamo il nostro percorso e la nostra ricerca. Più che una classica scuola si tratta di un atelier di compagnia in cui ci si forma anche ad una idea di teatro e, fondamentalmente, ad avere una propria idea del teatro. Molti temi dei nostri lavori attraversano il nostro corso di formazione che diventa una fucina creativa e di scambio. Da tre anni abbiamo innestato nella scuola annuale il workshop intensivo di drammaturgia Corpo scritto, in collaborazione con Attilio Scarpellini, in cui i drammaturghi lavorano a stretto contatto con la scena e con gli attori, ed è un progetto che funziona molto bene e che offre anche uno spazio di confronto ai giovani drammaturghi.

Una piccola anteprima di un vostro prossimo progetto?

Ancora troppo presto per annunciare i futuri progetti. Abbiamo faldoni di appunti top secret, in parte confluiti in alcuni file di progetti top secret. Abbiamo appena debuttato con Acqua di colonia e ci prendiamo il giusto tempo per decidere i prossimi lavori. Possiamo dire che ci sentiamo in un momento molto positivo, che è sia di rilancio che di stabilizzazione, in cui molte direzioni ci sembrano possibili. Di sicuro vorremmo riprendere il progetto “Pirandello ha rotto il cazzo – I classici siamo noi”, che è un progetto di committenza, in cui chiediamo ad altri autori contemporanei viventi di scrivere dei testi per noi, che ha prodotto quest’anno lo spettacolo “Carne”, con drammaturgia di Fabio Massimo Franceschelli e regia ed interpretazione nostra. Sempre quest’anno abbiamo fatto anche la regia di un testo di Fabio Fassio con produzione Teatro degli Acerbi, “Wild West Show”, in cui eravamo solo registi, che sta andando molto bene e ci sta dando qualche soddisfazione. Vorremmo esplorare anche questa direzione, diciamo così, più “registica”. Siamo aperti un po’ a tutto, e curiosi. Sarebbe bellissimo se qualche Ente lirico ci commissionasse la regia di un’opera. Insomma, un bel Verdi, o meglio ancora uno Jacopo Peri ed un Monteverdi (adoriamo i primi melodrammi del ‘600!) o direttamente una Teatralogia dell’anello di Wagner (adoriamo anche Wagner!) sarebbero per noi un bel campo di battaglia. Per quanto riguarda invece la nostra nuova produzione, la nostra futura nuova drammaturgia, come dicevamo prima, dobbiamo ancora ragionarci molto bene. Rimanere sul filone più “storico”, legato all’identità nazionale del nostro paese, oppure approndire il filone più semplicemente “drammaturgico” della nostra produzione, scrivendo un bel testo su quello che ci pare, senza doverci sentire costretti dentro l’etichetta dei “provocatori delle coscienze” (che tanto lo saremmo comunque!) con cui molta critica italiana pare volerci chiudere in una tomba anticipata, sia pure con stima e con amore.

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#SaveTheDate: Lunedì 6 marzo 2017, ore 19.00 Teatro India – Assenza, presenza, trasparenza

L’Associazione Tuttoteatro.com, in collaborazione con il Teatro di Roma, lunedì 6 marzo alle 19.00 al Teatro India, presenta Assenza, presenza, trasparenza, evento unico con elaborazioni sonore di Antonia Gozzi e Martux_M, e con Marcello Sambati autore dello spazio scenico, un’opera nata dalla chiamata di artisti per denunciare l’impossibilità di dare vita all’edizione 2016 del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”.

Sono 30 i contributi vocali che gli artisti hanno deciso di donare a questo progetto: Athopos, Bartolini/Baronio, Fiora Blasi, Gigi Borruso, Carrozzerie Orfeo, Francesca Cola, Roberto Corradino, Antonello Cossia, Romina De Novellis, Alessandra Di Lernia, Daria Deflorian, Pietro Faiella, Mirko Feliziani, Frosini/Timpano, Salvo Lombardo, Lucilla Lupaioli, Adriano Mainolfi, Mario Mantilli, Rosario Mastrota, Pierpaolo Palladino, Marilù Prati, Gianluca Riggi, Maurizio Rippa, Roberto Rustioni, Federica Santoro, Giulio Stasi, Sabine Uitz, Teatro Dallarmadio, Elena Vanni e Teatro Forsennato, a cui si aggiungono registrazioni delle voci di Renato Nicolini e Dante Cappelletti.

L’opera, che prende il titolo dal convegno che concluse nel 2004 la prima edizione del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti, nasce dalla convinzione di non poter accettare di sospendere l’attività e cancellare un prezioso osservatorio sulle arti sceniche (della giuria hanno fatto parte Aggeo Savioli, Renato Nicolini, Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Massimo Marino, Laura Novelli, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello) che tanta visibilità ha dato a progetti di spettacolo di artisti e compagnie sparsi in tutta Italia. Negli ultimi due anni, il disinteresse, le alternanze politiche e i vuoti istituzionali, in particolare, romani ci hanno costretti a rimescolare i tempi di svolgimento e la consueta cadenza del Premio. «Vogliamo sganciarci da questa deriva – dichiara Surianello, ideatrice e direttrice del Concorso – e, insieme alle donne e agli uomini che dell’arte scenica hanno fatto una pratica quotidiana, incidere nel presente col segno del nostro operare». Abbiamo chiesto in questo atto di resistenza e non pentimento (“Non ho mai voglia di pentirmi” si è chiamata la campagna di crowdfunding lanciata sul sito Tuttoteatro.com) due differenti elaborazioni sonore di musicisti raffinati come Antonia Gozzi, compositrice, pianista, performer che ha composto ed eseguito pezzi per il teatro approfondendo il rapporto parola-suono (D. Dimitriadis, L. Gozzi, O. Py, J. Pommerat, A. Demattè, ecc.), lavorando con compagnie teatrali e produzioni in Italia e all’estero (T.N.E., Arena del Sole, Théâtre de l’Odéon, Scène National D’Orleans, Compagnie des Orties, ecc.), e Martux_M (Maurizio Martusciello) compositore, produttore, sound designer e percussionista italiano che lavora con i più grandi musicisti in tutto il mondo. Sua la composizione delle musiche della performance XXYY & Martha@20 che viene presentata in questi giorni al New York Live Arts da Richard Move, in omaggio a Martha Graham. Ha collaborato con Giorgio Battistelli, Arto Lindsay, Danilo Rea, Markus Stockhausen e moltissimi altri. E’ stato direttore artistico per tre anni di Sensoralia, rassegna di arte elettronica audiovisiva del Romaeuropa Festival, e ha partecipato alla Biennale Musica di Venezia con il progetto X-Scape.

Firma lo spazio scenico di questo Assenza, presenza, trasparenza, offrendo al pubblico una rara occasione di partecipazione e responsabilità, il maestro della scena da oltre 40 anni Marcello Sambati, artista eclettico e sensibilissimo poeta, regista, coreografo, animatore di laboratori e fondatore di teatri. A Roma, dagli anni 70, ha presentato più di 30 spettacoli con una coerenza artistica e poetica invariata dalle prime installazioni fino alla Trilogia delle Tenebre e al Natura Requiem, da Dark Camera al Campo Barbarico, dal Teatro Furio Camillo a Tuscania, fino agli odierni laboratori e alla Scuola Oscena di Catania.

Qui propone un’installazione che celebra il teatro e la sua caducità. Tutti sono invitati a coltivare il fiore del teatro, in un giardino aperto e senza recinzioni.

Non c’è spazio per il pentimento in questo incontro che vuole solo far brillare e celebrare il teatro e l’ostinata presenza dell’agire artistico.

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