Bandi Siae per la creatività under 35: quasi 28 milioni di euro per 927 progetti

La Società italiana autori editori (Siae) ha pubblicato sul proprio sito web uno studio (scarica a questo link) curato dall’Istituto italiano per l’Industria Culturale che propone una prima valutazione di impatto dei bandi per la creatività giovanile under 35 affidati dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo alla Siae nel triennio 2017-2019.

Lo studio è stato diretto da Angelo Zaccone Teodosi, presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale. “Senza dubbio – osserva quest’ultimo – i bandi Siae-Mibact hanno contribuito a mettere in moto migliaia e migliaia di progettualità, soprattutto giovanili, che probabilmente non avrebbero avuto chance di svilupparsi, a fronte della nota rigidità dello strumento storico di intervento dello Stato nel settore, il Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Basti osservare che il Fus sostiene circa 2 mila iniziative l’anno, e che il fondo Siae per la creatività giovanile sostiene circa 330 progetti l’anno”.

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Siae ha assegnato nell’arco di 3 anni circa 28 milioni di euro a 927 progetti vincitori, a fronte di ben 5.250 progetti concorrenti. Sono stati coinvolti 8 mila giovani artisti e 27 mila studenti. Il perimetro degli interventi Siae è stato ampio: arti visive, performative e multimediali, cinema, musica, teatro, danza, libro e lettura. Sono state finanziate tutte le fasi della filiera e tutti i settori: libri, opere cinematografiche, dischi e concerti, performance teatrali e di danza, festival, traduzioni, interventi di rigenerazione culturale territoriale. I bandi, denominati Sillumina nelle prime due edizioni e Per Chi Crea nella terza, hanno registrato un impressionante flusso di proposte progettuali: nell’arco dei tre anni ben 5.250 progetti, corrispondenti a 1.750 proposte l’anno, ovvero una media teorica di 5 progetti al giorno. È risultato vincitore il 18 per cento dei progetti presentati. Il contributo medio assegnato da Siae ai 927 vincitori è stato di 29mila euro a progetto.

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Estate Romana 2018: gli appuntamenti dal 29 giugno al 5 luglio

Prende il via una nuova settimana di Estate Romana 2018, la manifestazione culturale promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori) e il supporto nelle attività di comunicazione di Zètema Progetto Cultura.

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Le novità della settimana: un’altra arena estiva si aggiunge alla già ricca proposta cinematografica mentre gli eventi musicali si arricchiscono della presenza di manifestazioni ormai storiche. E ancora spettacoli musicali e teatrali itineranti, laboratori per bambini e un concorso dedicato ai giovani creativi amanti del cinema.

In partenza questa settimana la rassegna cinematografica ARENA GARBATELLA a cura di Olivud srl. Fino al 9 settembre tutte le sere alle 21.15, in Piazza Benedetto Brin, proiezioni dei più rappresentativi film degli anni 2017 e 2018, con particolare attenzione alla commedia italiana e alle opere segnalate al David di Donatello. Uno sguardo attento sarà riservato anche alle opere vincitrici di premi cinematografici internazionali e ai lavori dei giovani registi emergenti. Senza dimenticare gli incontri con registi, attori tecnici dello spettacolo. Il programma di questa settimana prevede: La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi (venerdì 29 giugno), Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani (sabato 30 giugno), Sconnessi di Cristian Marazziti (domenica 1 luglio), Una festa esagerata di Vincenzo Salemme (lunedì 2 luglio), Il tuttofare di Valerio Attanasio (martedì 3 luglio), Fortunata di Sergio Castellitto (mercoledì 4 luglio) e Chi m’ha visto di Alessandro Pondi (giovedì 5 luglio).

Altra storica rassegna cinematografica al via è NOTTI DI CINEMA E…A PIAZZA VITTORIO. Due schermi e proiezioni che fino al 2 settembre accompagneranno le serate degli appassionati con i film dell’ultima stagione cinematografica e tanti ospiti illustri. Primo tra questi a incontrare il pubblico nell’ambito della rassegna Cineasti di parole è il regista Pupi Avati, presente martedì 3 luglio alle ore 20.45 nella Sala Bucci. Tra i film più importanti della settimana segnaliamo: Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson (Sabato 30 giugno ore 21.15 – Sala A), L’inganno di Sofia Coppola (Sabato 30 giugno ore 21.30 – Sala Bucci), Thor – Ragnarok di Taika Waititi (Domenica 1 luglio ore 21.15 – Sala A), La ruota delle meraviglie di Woody Allen (Domenica 1 luglio ore 21.30 – Sala Bucci), Borg McEnroe di Janus Metz (Lunedì 2 luglio ore 21.30 – Sala Bucci) e L’ora più buia di Joe Wright (Martedì 3 luglio ore 21.15 – Sala A). Giovedì 5 luglio per Ciak! Si gira Pagina da segnalare l’incontro con Giovanni Ricciardi, autore del libro Le indagini del commissario Ponzetti (ore 20.45 Sala Bucci)

La terrazza del Gianicolo è anche quest’anno scenario della II° Edizione della Rassegna Festival GIANICOLO IN MUSICA 2018 a cura dell’Associazione Culturale Roma Musica e Cultura. Fino al 30 settembre incontri musicali, serate danzanti e tanti appuntamenti con la musica jazz internazionale sono al centro delle serate della terrazza più esclusiva e famosa della Capitale. In programma durante la settimana le composizioni originali per chitarra del duo Fiorentino/Zeppetella (domenica 1 luglio), l’omaggio alla American Black Music con The St Louis Funk Headquarters (martedì 3 luglio), serata jazz con David Hazeltine 4tet Quartet (mercoledì 4 luglio). I concerti iniziano alle 21.30

L’OPERA CAMION continua il suo viaggio e approda lunedì 2 luglio alla Biblioteca Renato Nicolini (zona Corviale). Alle ore 21 il carro del Teatro dell’Opera di Roma torna ad animarsi per una nuova rappresentazione del Rigoletto, l’opera lirica di Giuseppe Verdi messa in scena da Fabio Cherstich con giovani interpreti e l’accompagnamento musicale della Youth Orchestra del Teatro dell’Opera.

A Centocelle due manifestazioni: continua la rilettura di testi classici con allestimenti contemporanei che coinvolgono attivamente il pubblico in una insolita modalità itinerante de LA CITTÀ IDEALE curata dalla Compagnia del Teatro dell’Orologio. L’appuntamento questa settimana è al Mercato rionale Insieme di Viale della Primavera dove, dal 29 giugno al 1 luglio alle ore 21, va in scena lo spettacolo teatrale di William Shakespeare Il mercante di Venezia. La quinta edizione della SBANDATA ROMANA, la grande festa popolare organizzata da Titubanda e dedicata alla musica delle Bande di Strada, si snoda quest’anno per le vie del quartiere. Venerdì 29 e sabato 30 giugno dalle 11 alle 24, sarà festa per tutti con 21 Fanfare e Bande di Strada italiane e internazionali che vedranno protagonisti oltre 500 musicisti.

Dal 5 al 15 luglio a Largo Nicolò Cannella, zona Spinaceto, arriva OFFICINA ESTATE, il festival di teatro, letteratura, musica e cinema a cura di Officina delle Culture. Attraverso lo spettacolo dal vivo e l’interazione tra le arti, la manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, si pone l’obiettivo di coinvolgere diversi tipi di pubblico e portarli al confronto. Primo evento in programma giovedì 5 luglio alle ore 21 con la proiezione del film di Yasemin Samdereli Almanya. La mia famiglia va in Germania, storia di una famiglia turca emigrata in Germania negli anni sessanta.

Torna la storica manifestazione I CONCERTI NEL PARCO, il festival multidisciplinare che dal 2 luglio al 1 agosto festeggia la sua XXVIII edizione con spettacoli di musica, danza, teatro e cabaret all’interno del parco della Casa del Jazz. Tredici eventi e una programmazione di grande prestigio che ospita grandi nomi del parterre nazionale ed internazionale e giovani talenti italiani e stranieri. Si inizia lunedì 2 luglio con la leggenda del rock Graham Nash e il suo An Intimate Evening of Songs and Stories. Martedì 3 luglio è la volta del giovane pianista indonesiano Joey Alexander che presenta Eclipse. Mercoledì 4  luglio spettacolo A Piedi Il Mondo con il poeta cantante Gio Evan. Tutti i concerti iniziano alle ore 21.15.

FUORI POSTO, a cura dell’Associazione Culturale Fuori Contesto, è in programma fino all’8 luglio nella Biblioteca Casa del Parco nel Parco del Pineto. Il festival multidisciplinare si pone l’obiettivo di coinvolgere la comunità territoriale in un lavoro di creazione teatrale e non solo. Al tema sociale delle passate edizioni, la manifestazione affianca quest’anno il tema ambientale con spettacoli interattivi, site specific e itineranti che sottolineano l’esigenza di salvaguardare il valore della città e della periferia. I bambini sono i protagonisti delle attività di questa settimana: da lunedì 2 a venerdì 6 luglio dalle 9 alle 11 sono in programma il laboratorio Natura creativa per bambini di 8-11 anni e dalle 11 alle 13 il laboratorio di narrazione e disegno Le parole di bambini fanno cultura rivolto a bambini di 3-7 anni.

E infine per i giovani talenti c’è tempo fino al 12 luglio per iscriversi al concorso per cortometraggi LA 72ESIMA ORA, evento organizzato da Le Bestevem rivolto agli under 30 e completamente dedicato al mondo del cinema. Gli aspiranti filmmakers, singolarmente o in squadra, avranno 72 ore di tempo (dalle ore 19 del 13 luglio alle 19 del 16 luglio) per esprimere la propria creatività, realizzando un cortometraggio di 7 minuti (con una camera o con un semplice Smartphone). I cortometraggi verranno proiettati nei giorni 18 e 19 luglio nell’Auditorium Due Pini e il 26 luglio saranno decretati i vincitori. Per iscrizioni e informazioni www.facebook.com/la72esimaora/ 

IL TEATRO :

Al via dal 4 al 29 luglio la II edizione del MARCONI TEATRO FESTIVAL, manifestazione con diversi appuntamenti di prosa, musica, danza. Si comincia mercoledì 4 luglio alle 17.30 (in replica 5, 6, 7, 8 luglio alle 21.15) con lo spettacolo Forza venite gente (Frate Francesco), regia di Michele Paulicelli (Palco Interno). E’ la storia di San Francesco d’Assisi raccontata in musica e in prosa, con particolare riguardo ai suoi aspetti più giovani e più lieti: la speranza l’amore per la vita, l’amore per la natura. Nella stessa sera spettacolo Oggi sposo di e con Matteo Cirillo (Palco Esterno ore 21). Un monologo brillante e ironico sull’amore perfetto che non esiste. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e a volte surreali, lo sposo racconta la sua storia d’amore, il suo amore per la ragazza che l’ha lasciato, ma che lui comunque continua ad amare. Giovedì 5 luglio è di scena Molto sudore per nulla (Palco Esterno ore 21) di e con Ketty Roselli e al piano Antonio Nasca. Monologhi comici dedicati al mondo delle donne, per ironizzare sulle loro dinamiche, isterie, insicurezze, passioni, parlando di amore, sesso, lavoro, voglia di riscatto e molto altro.

Prosegue il festival LA CITTÀ IDEALE che porta il teatro in alcune aree urbane del Municipio V promuovendo la rilettura di testi classici con allestimenti contemporanei realizzati dalla Compagnia del Teatro dell’Orologio. Dopo le stazioni della Metro C, tocca al Mercato rionale Insieme di Viale della Primavera fungere da palcoscenico, dal 29 giugno al 1° luglio, per la messa in scena dello spettacolo teatrale Il mercante di Venezia. Tutte le sere dalle ore 21.

Prosegue alla Città dell’Altra Economia a Testaccio la rassegna L’ALTRO VILLAGE che propone venerdì 29 giugno alle 21.30 lo spettacolo Dopodiché stasera mi butto, del regista e co-autore Piccardo Pippa e con gli attori milanesi under 35 Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Andrea Panigatti e Luca Mammoli. Sul palco i quattro profeti del Disagio-Pensiero addestrano il pubblico alla loro dottrina: arrendersi al Disagio, accettarlo e coltivarlo. Come? Attraverso la rappresentazione di una sorta di gioco dell’oca dove un laureando, un precario e uno stagista si sfidano per vedere chi riesce ad accumulare più sfighe e perciò più disagio.

Continuano gli appuntamenti di TEATRO A RIGHE, tra cui il Workshop Interno giorno e la mostra fotografica Le Righe rivolti ai detenuti del Carcere di Regina Coeli.

Nel giardino della Casa Internazionale delle Donne, venerdì 29 giugno alle 17 Riccardo Vannuccini presenta il suo Workshop Esterno notte, mentre sabato 30 alle 19 si può assistere al site specific Sui Tetti a cura di Maram Al Jaburi, a cui segue alle 21 il Teatrodanza Damascus Play con Refugee Theatre Company. Domenica 1 luglio alle 21 spettacolo di danza Antigone della Compagnia Cimitero delle Bottiglie, mentre alle 22 spettacolo teatrale Femmina della Compagnia Rodez. Alla Libreria Odradek, lunedì 2 luglio alle 18 in programma Reading+aperitivo Il cielo sopra Berlino da Wenders con Lars Rohm (Tedesco/Italiano) e la Compagnia Cane Pezzato. Mercoledì 4 luglio, nel giardino della Casa Internazionale delle Donne, alle 16.30 animazione per bambini con la Compagnia King Kong Teatro e alle 17 Lezioni di Danza con Eva Grieco e la Compagnia Cimitero delle Bottiglie. Giovedì 5 luglio alle 18.30 a Porta Settimiana, è in programma la Visita teatrale guidata con la compagnia Le Scarpe di Van Gogh. Ingresso sempre gratuito, per partecipare ai workshop prenotazione obbligatoria a info.artestudio@libero.it

E’ possibile scoprire tutto il programma completo di Estate Romana 2018 sul nuovo account Cultura Roma su Facebook, Twitter e Instagram. Per il programma aggiornato si può consultare il sito www.estateromana.comune.roma.it o contattare il numero 060608 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

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Fotografia di Guido Mencari | www.gmencari.com

Intervista alla coreografa Floor Robert per Influenza di InQuanto Teatro

Nel prestigioso ambito di Romaeuropa Festival, il 3 Novembre 2017, andrà in scena presso il MACRO Testaccio – La Pelanda in Roma, INFLUENZA, opera prima della coreografa olandese Floor Robert per il collettivo fiorentino InQuanto Teatro. Finalista al concorso DNA – Appunti coreografici 2015 del Festival Romaeuropa e vincitore del bando SIAE – Sillumina, dedicato alle compagnie under 35, il progetto ha già ottenuto il sostegno di grandi realtà teatrali italiane. Concepita dall’estro di Floor Robert, INFLUENZA è una fuga indietro nel tempo, nella memoria e nella fantasia in cui le suggestioni del passato si materializzano sulla scena inseguendo le immagini che ci legano al mondo dei sogni, linguaggio universale – come la danza – di cui gli interpreti Francesco Michele Laterza e Giacomo Bogani sono l’espressione più vivida. Abbiamo parlato con Floor per approfondire il lavoro e la storia passata del collettivo inQuanto Teatro e per cogliere gli aspetti più intimi di questa nuova produzione.

Fotografia di Guido Mencari | www.gmencari.com

Come e con quali ambizioni è nato inQuanto Teatro?

inQuanto teatro nasce dal desiderio comune, mio, di Andrea Falcone e di Giacomo Bogani, di fare teatro. Si, eravamo presi semplicemente dalla stessa passione. Amavamo il teatro, nella sua forma più ampia, dalla rappresentazione spettacolare sul palco, alla sua funzione più sociale. Avevamo questa esigenza di comunicare ad un pubblico, per capire meglio il mondo che ci circondava e abbiamo messo alla prova la nostra amicizia diventando un collettivo. Pur essendo affascinati dai grandi classici del passato siamo partiti con quella sana presunzione di fare un teatro contemporaneo, mai visto, ma pieno di riferimenti storici.

Con un fortissimo bisogno di fare ci siamo buttati e nel 2010 è nato ufficialmente inQuanto teatro in occasione dell’edizione di Premio Scenario Infanzia in cui il nostro spettacolo Il gioco di Adamo è risultato finalista, mentre l’anno successivo abbiamo partecipato a Premio Scenario con il progetto Nil Admirari che ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria. Fin dal inizio abbiamo cercato di unire linguaggi molto differenti, soprattutto perché venivamo tutti e tre da percorsi completamente diversi e per abbracciare queste diversità la nostra mentalità doveva rimanere aperta. Negli anni abbiamo sempre cercato di collaborare con artisti esterni e ci siamo spesso anche allontanati dalla scatola nera.

Le nostre ambizioni nel tempo sono molto cambiate. C’è chi di noi ha intrapreso un percorso di studio autonomo più articolato allontanandosi per un po’, per poi tornare ad arricchire la compagnia. Da vari anni insegniamo in diversi ambiti, nelle scuole pubbliche e in laboratori privati. Realizziamo progetti che prevedono la partecipazione degli abitanti della nostra città, e ci siamo trovati di fronte a persone di tutte le età fortificando il nostro rapporto sul territorio.

Quali sono stati i momenti fondamentali della vostra sperimentazione artistica?

Direi che dal momento che abbiamo deciso di radicarci nella nostra città, il lavoro è diventato quotidiano, molto vivace. Un lavoro che cerca di rispondere alla realtà circostante e alle esigenze del momento. I nostri progetti, i nostri laboratori registrano una grande adesione, tante persone sentono il bisogno e hanno voglia di “fare teatro” o come piace dire a me “imparare a sapersi esprimere”. A ben guardare questa spinta diventa un’azione politica, perché la comunità ne ha così tanto bisogno. Come d’altronde è sempre stato, siamo tutti fruitori attivi e partecipi dell’avvenire.

E abbiamo tutti bisogno di dare una forma a qualcosa e di far sentire la propria voce. Questa libertà d’espressione individuale sta diventando sempre più rara, e complessa. Ci sono sempre più fattori esterni che disturbano questo richiamo primordiale che appartiene all’essere umano e bisogna insistere, per pretendere un posto.

Un altro momento fondamentale è stato quando ci siamo allontanati dall’idea della regia collettiva ed ognuno di noi ha capito meglio il proprio ruolo. All’inizio tutti facevano tutto! Dalla regia al montaggio delle luci. E tante energie si sprecavano. Ci abbiamo messo un po’ a capire dove ognuno di noi poteva dare il meglio, e tutt’oggi continuiamo ad aggiustare la nostra modalità di lavoro così che ognuno possa dare il meglio di sé.

Arte nella sfera pubblica: dal 2014 il gruppo è impegnato nell’opera di ricerca sulla memoria condivisa. Come avete concepito e realizzato lavori basati sull’interazione e il dialogo con la cittadinanza?

Per questi progetti siamo letteralmente scesi in strada con i nostri blok notes, i nostri microfoni e videocamere e abbiamo iniziato a fare domande. Domande preparate, domande giocose, domande a cui chiunque poteva rispondere se ne aveva voglia. Siamo entrati in punta di piedi nelle vite degli altri, e questo ovviamente ha arricchito il nostro lavoro e abbiamo imparato molto anche da un punto di vista umano. Abbiamo fatto un grande patchwork con tutto il materiale raccolto, dalle registrazioni audio a quelle visive.

Le performance e gli incontri finali che ne sono nati erano molto di più di una semplice restituzione del progetto; a volte erano delle installazioni visive, a volte degli spettacoli itineranti, altre volte erano salotti urbani dove parlare insieme, delle feste, dei ritrovi dove lavorare e passare del tempo con gli altri, disegnando, e scrivendo liberamente commenti, aneddoti e memorie sulla città. Con MAPS, per esempio, un progetto realizzato nel 2015 per Estate Fiorentina, la rassegna di eventi culturali e di spettacoli del Comune di Firenze, le suggestioni, le immagini e le parole raccolte sono diventate parte di un testo originale che ha accompagnato una performance urbana.

Nei vostri lavori tornano spesso idee legate alla storia, ai ricordi, alla memoria. In che modo il tema del passato si inserisce nella ricerca estetica e poetica del collettivo?

La storia, i ricordi, la memoria sono temi che ci hanno sempre affascinato sin da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. Credo che chiunque che si presenti sulla scena si interroghi sull’epoca storica in cui vive, perché stare nella rappresentazione, essere interprete e al servizio dell’opera stessa è una condizione che ti fa vivere fuori dal tempo.
La dimensione “tempo” è stato uno degli elementi centrali dei nostri spettacoli da sempre. In alcuni di essi abbiamo fatto dei veri e propri viaggi nel passato, in altri ci siamo divertiti a proiettarci nel futuro.

Ci interessa tutto quello che non ci faceva stare nel presente. Proprio per dare un senso diverso, a questo presente, che è sfuggente. Il presente non ci appare chiaro, è pieno di imbrogli, difficile da afferrare. Così ci prendiamo la libertà di sognare e evadere, proponendo lavori che sono intrecci di storie, trame e brandelli di un altro tempo. Le immagini che proponiamo in scena provengono dal passato, soprattutto dalla storia dell’arte poiché è una materia che fa parte di noi, che abbiamo studiato a lungo.

Io personalmente sono molto legata al passato. Vengo da una famiglia di artisti, non vivo più nel mio paese natale da più di 15 anni. E sento di portare con me tanti valori che provengono dai miei nonni e bisnonni.

Influenza è una fuga indietro nel tempo, nella memoria e nella fantasia per scandagliare i ricordi dell’infanzia: quali prospettive di indagine vengono privilegiate in questa opera?

Più che scandagliare i ricordi dell’infanzia, che possono essere così personali e segreti, in questo lavoro chiedo semplicemente allo spettatore di abbandonare lo sguardo e di farsi trasportare dalle emozioni. Di non cercare significati, preconcetti o altre narrazioni, se non la propria interpretazione. Per me il lavoro proviene dall’infanzia, mi interessa una capacità di stare sulla scena priva di tecniche, trasparente e leggera. Senza sovrastrutture, esercizi di stile, maniera o bravure. È come inseguire qualche ricordo dell’infanzia, si. Ma non è così fondamentale che anche lo spettatore faccia questo viaggio indietro nel tempo. A me interessa di più che possa apprezzare qualcosa che assomiglia ad un sogno, un sogno dolce, collettivo, surreale e a tratti inquietante. Che possa sorprendersi e alleggerire il cuore.

A partire dalla tua capacità di immaginare e disegnare la danza, le figure in movimento, l’uomo in azione, quali sono stati i tempi e le modalità di produzione di INFLUENZA?

Per fare Influenza ci ho messo un po’. È un lavoro nato nel tempo perso, fuori dai tempi di produzione. Prima di tutto è stata necessaria una lunga ricerca personale, dove testavo come muovermi sulla scena e come incarnare e dare forma a quella sensazione che volevo dare. Ho cercato una dolcezza e una posatezza dentro di me che corrispondeva al primo impulso che avevo avuto. Da questa è nata un’immagine, una visione, e per capirla meglio, l’ho portata sulla carta. Successivamente ho pensato come realizzarla, quali materiali fossero adatti e sono arrivati i palloncini.

Ovviamente di quella prima immagine è rimasto poco, solo l’essenza.Anche se disegnare la danza e farla sono due cose completamente diverse, mi piace unirle. Spesso si dice che il danzatore si muove come un pennello sulla tela, e per me è così. Si compattano anima e corpo, interiore e esteriore si sfidano. Linee si muovono, qualcosa prende forma.

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#AnticipAzione: Programma e percorsi del Festival Labirinto

Dopo l’importante successo della prima edizione del festival Labirinto, il Gruppo della Creta ha deciso di imbarcarsi nell’organizzazione della seconda edizione. Le novità saranno tantissime. Come nella prima edizione lo spettatore potrà orientarsi tra diverse forme artistiche: dal teatro alla video arte. Le novità di quest’anno saranno la drammaturgia, la musica, i workshop ed una performance che sfrutti l’ambiente urbano circostante al teatro.

Inoltre, quest’anno Labirinto è sostenuto da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, patrocinato dal Municipio V del Comune di Roma e partecipa al calendario di eventi per celebrare i 90 anni di Torpignattara, grazie al Comitato di quartiere di Torpignattara. La seconda edizione del festival Labirinto si svolgerà presso il Teatro Studio Uno di Roma, in via Carlo della Rocca 6, dal 15 al 28 maggio 2017.

PERCORSI

 > ICARO – Bando di teatro:

Il rito teatrale è inteso come quel luogo fisico in cui può avvenire la commistione artistica perfetta: ecco il perché della creazione del bando Icaro, il cui intento è quello di trovare spettacoli affini alla tematica del festival. Icaro è figlio di Dedalo, l’architetto che ha costruito il celebre labirinto di Creta per ordine del re Minosse, il quale li rinchiuse insieme nello stesso. Dedalo per salvare se stesso e il figlio costruisce delle ali di cera. Mentre i due fuggono verso la libertà, Icaro, per bramosia di arrivare al sole, cade in mare a causa del calore che scioglie la cera delle ali. Il bando è finalizzato alla ricerca di spettacoli “che mirino al sole”, ma che abbiano l’intelligenza di non far sciogliere le proprie ali. Nella programmazione generale del festival saranno presentati quattro spettacoli: Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (vincitore Bando MID 2017 – sezione Icaro); Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (vincitore Bando MID 2017 – sezione Icaro); Icaro – regia di Massimiliano Aceti (vincitore Bando MID 2017 – sezione Icaro); o’ Princepino – regia di Cristiano Demurtas (nuova produzione del Gruppo della Creta).

La giuria del concorso è composta dagli attori del Gruppo della Creta: Jacopo Cinque, Cristiano Demurtas, Alessandro Di Murro, Alessio Esposito, Pamela Massi, Giulia Modica, Laura Pannia, Lida Ricci, Bruna Sdao.

> DEDALO – Bando drammaturgia: 

Una delle novità della seconda edizione è il bando di drammaturgia Dedalo. Dedalo è l’architetto che ha costruito il celebre labirinto di Creta per ordine del re Minosse, che lo rinchiuse all’interno con il figlio Icaro. Ci affascina pensare al drammaturgo come colui che costruisce un labirinto, ci si perde, riesce a fuggire e vede davanti ai suoi occhi la caduta del figlio. Il bando Dedalo, finalizzato alla ricerca di drammaturghi che possano proporre la loro visione della realtà attraverso la scrittura scenica, ha premiato il testo Achemenide – È Soltanto Un poema Epico Minore di LiberaImago con una residenza creativa nello stesso Teatro Studio Uno nella stagione 2017/2018 ed una pubblicazione del testo nella collana Scena Muta, grazie alla collaborazione con Editori Progetto Cultura. La giuria del concorso è composta da: Silvio Bambagiotti, Arnaldo Colasanti, Brunilde Di Giovanni, Alessandro Di Somma.

> VIDEO ARTE:

Nella prima edizione di Labirinto, il videomaker Mattia Mura (Fabrica) ha esposto tre video installazioni, indagando il tema del festival. Quest’anno, grazie alla collaborazione con Nicolas Vamvouklis (Fabrica) e K-Gold Temporary Gallery, presenteremo una selezione di opere di giovani videoartisti internazionali. Il progetto Brave New World, tratto dal romanzo dello scrittore inglese Aldous Huxley Il Mondo Nuovo, è curato da Nicolas Vamvouklis ed è stato presentato da K-Gold Temporary Gallery dall’8 al 28 agosto 2016 nell’isola di Lesbo, in Grecia, con il supporto di NEON – Organization for Culture and Development.

“Diversi eppure così simili, gli individui vivono in un circolo vizioso in cui nuove necessità e nuovi desideri sono sempre in attesa di essere esauditi”.

Il programma di screening include un nucleo estremamente eterogeneo di lavori che mettono in questione la relazione tra corpo umano e natura, evoluzione ed ambiente, città e circolazione dell’informazione, memoria e storia, identità e sviluppo tecnologico, religione ed ambiente domestico.

> WORKSHOP:

Due workshop, uno di recitazione, condotto da Max Mazzotta (dal 15 al 19 maggio), ed uno di drammaturgia, condotto da Giampiero Rappa (dal 22 al 25 maggio), caratterizzano l’aspetto pedagogico del festival. Grazie al pretesto offerto dal tema di Labirinto II, “Noi giovani del futuro”, servendosi della loro sensibilità artistica e del loro metodo di lavoro, i due artisti accompagnano i partecipanti in una full immersion altamente stimolante. ( LEGGI L’APPROFONDIMENTO DI THEATRON SUI WORKSHOP )

> MUSICA:

Non manca la musica a comporre una suggestiva colonna sonora per chiunque voglia addentrarsi nel Labirinto. Gli ospiti di questa edizione sono Sten & the Groovemates Duo (chitarra: Stefano Gaspei, basso: Andrea Sabatino), The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto) e Trieste meolo roncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi).

> ORIENTHEATRE:

Prendendo spunto dalla disciplina dell’orienteering, o orientamento, che consiste nell’effettuare un percorso caratterizzato da punti di controllo chiamati “lanterne” e con l’aiuto esclusivo di una cartina topografica, gli attori del Gruppo della Creta hanno ideato l’evento urbano Orientheatre. Sostituendo le “lanterne” con attori, gli spettatori sono invitati ad orientarsi nel quartiere di Torpignattara, come dentro ad una drammaturgia spaziale.

Seguendo le più moderne correnti di “riappropriazione territoriale”, che consistono nella valorizzazione delle zone depresse urbane ed extraurbane, messe in moto in più parti del mondo dai più svariati gruppi di ricerca teatrale e artistica, il Gruppo propone una possibilità esperienziale di spettacolarizzazione dell’impianto urbanistico, che diventa scenografia e set delle narrazioni degli attori disseminati nella zona.

 

PROGRAMMAZIONE

 

Mercoledì 10 maggio 2017

  • Ore 11,30 à Conferenza Stampa presso il Teatro Studio Uno

Lunedì 15 maggio 2017

  • Ore 10 – 16 à workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13
  • Ore 19 à inaugurazione festival con Sten & the Groovemates Duo (chitarra: Stefano Gasperi, basso: Andrea Sabatino) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno

 Martedì 16 e mercoledì 17 maggio 2017

  • Ore 10 – 16 à workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13

Giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017

  • Ore 10 – 16 à workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso ArtemDance, via Natale Palli 11/13
  • Ore 19 à installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 à spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro)
  • Ore 21 à spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi)

Sabato 20 maggio 2017

  • Ore 19 à aperitivo musicale con The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 à spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro)
  • Ore 21 à spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi)
  • Ore 23 à concerto di The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto)

Domenica 21 maggio 2017

  • Ore 17 à performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 17 à installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno

Lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 maggio 2017

  • Ore 11 – 16 à workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno

Giovedì 25 maggio 2017

  • Ore 11 – 16 à workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 19 à installazione di video-arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 à spettacolo ’o Princepino – regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta] (Sala Teatro)
  • Ore 21 à spettacolo Icaro – regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi)

Venerdì 26 maggio 2017

  • Ore 19 à installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 à spettacolo ’o Princepino – regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta] (Sala Teatro)
  • Ore 21 à spettacolo Icaro – regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi)

Sabato 27 maggio 2017

  • Ore 19 à aperitivo musicale con Trieste meolo roncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 à spettacolo ’o Princepino – regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta](Sala Teatro)
  • Ore 21 à spettacolo Icaro – regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi)
  • Ore 23 à concerto di Trieste meolo roncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi)

Domenica 28 maggio 2017

  • Ore 17 à performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 17 à installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno

 

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DIETRO LE QUINTE #6 – Uno sguardo sul Nuovo IMAIE, l’ente italiano che tutela gli interpreti

L’Istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori (IMAIE) nasce nel 1977 per iniziativa dei tre maggiori sindacati. Liquidato nel 2009, l’ente è poi rinato un anno dopo come Nuovo IMAIE (legge n. 100/2010), anche se dal 2012 non è più in posizione di monopolio a causa della liberalizzazione del mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore.

Lo scopo dell’ente è quello di attuare le disposizioni di legge che garantiscono un ritorno economico agli interpreti dello spettacolo ogni qual volta le opere da loro interpretate vengono diffuse o riprodotte. In sintesi, l’IMAIE è l’equivalente della SIAE (che tutela i diritti di autori ed editori) per i soggetti che dell’opera sono in diverso modo “interpreti”: cantanti, attori, doppiatori, musicisti, ballerini, direttori di orchestra e di coro, complessi orchestrali o corali.

Cantanti e musicisti hanno diritto all’equo compenso quando una registrazione musicale viene trasmessa via radio o TV, diffusa o comunicata nei pubblici locali o comunque riutilizzata. Per gli attori e doppiatori, invece, l’equo compenso si genera in relazione a qualsiasi forma di utilizzo e diffusione delle opere cinematografiche o assimilate attraverso qualsiasi mezzo e modo: TV, web, proiezione pubblica, commercializzazione dei supporti fisici o digitali.

Il compito dell’IMAIE, dunque, è di incassare dai produttori l’equo compenso artistico e distribuirlo poi agli interpreti. In termini pratici, l’Istituto tratta con i produttori discografici, con gli emittenti, con i distributori DVD, con i siti WEB e con la SIAE al fine di ricevere i compensi da ridistribuire.

Il diritto degli artisti al compenso si estingue dopo 50 anni dall’interpretazione dell’opera (estesi a 70 per il settore musicale). Non tutti gli artisti, però, hanno diritto ai proventi da riproduzione: a poter partecipare alla distribuzione, infatti, sono solo colore che abbiano interpretato una parte di notevole importanza artistica (“ruolo da primario o comprimario”) all’interno del film, fiction, trasmissione TV etc. Inoltre, si specifica che il compenso è dovuto agli artisti “indipendentemente da quanto eventualmente da essi percepito per la realizzazione delle riprese”. I compensi vengono ripartiti quattro volte l’anno (due per il settore musicale e due per quello audiovisivo).

Oltre ai compiti suddetti, il Nuovo IMAIE svolge anche attività di consulenza in favore degli artisti e li assiste nella procedura dell’AGCOM volta ad ottenere la rimozione da internet di opere digitali diffuse o utilizzate in violazione dei diritti d’autore. Seppur, come detto, il Nuovo IMAIE non è più in posizione di monopolio, rimane la struttura italiana più efficiente e organizzata per la tutela degli interpreti e del loro diritto al compenso. Gli artisti che intendano partecipare al collecting dei diritti devono iscriversi all’Istituto seguendo la procedura riportata sul sito ufficiale. L’iscrizione è gratuita, ma l’ente trattine una percentuale dei proventi artistici (attualmente il 15%) per le spese di gestione.

Si riporta di seguito il link per iscriversi al Nuovo IMAIE:

http://www.nuovoimaie.it/iscriviti/

 

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