Teatro Biblioteca Quarticciolo: al via la nuova gestione con direzione condivisa e coordinamento scientifico

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma in merito alla nuova gestione.

La programmazione artistica e culturale e dei servizi connessi agli spazi del Teatro Biblioteca Quarticciolo del circuito Teatri in Comune di Roma Capitale, per il triennio 2020-22, è stata affidata, tramite bando indetto dal Teatro di Roma, all’RTI costituito da E.D.A. e Spell Bound, con la direzione di Giorgio Andriani, Antonino Pirillo, Valentina Marini e con il coordinamento scientifico di Valentina Valentini. Entrambe le strutture vantano una lunga esperienza nella produzione culturale romana, nazionale e internazionale, e coinvolgono operatrici e operatori culturali che hanno ricoperto ruoli centrali nelle due ultime gestioni del Teatro Biblioteca Quarticciolo (2016-2017 e 2018-2019).

Per la prima volta è stato presentato un modello di direzione condivisa perché “elaborare, realizzare e verificare degli strumenti di co-abitazione alla base di un programma culturale comporta decostruire il ruolo della direzione artistica, intesa come competenza di una singola figura, per aprirla a visioni diversificate che operano in sinergia, assumendo una metodologia che abbia delle fondamenta scientifiche, nel senso di un metodo sperimentale per prova ed errore.” 

“Quindi di conseguenza il coordinamento scientifico è volto a garantire la coerenza del progetto rispetto ai parametri di natura estetica che lo strutturano; a guidare i processi operativi, dalla fase di elaborazione del progetto alla verifica in itinere dei risultati; a operare affinché l’intreccio di competenze settoriali arrivi ai fruitori sotto forma di una proposta organica; a estendere l’incidenza della programmazione di ‘Teatro’ nelle sue articolazioni e implicazioni culturali.”

Il blocco dei teatri, causa emergenza Covid-19, impone uno stop dell’attività di spettacolo dal vivo e un doveroso ripensamento di una differente fruizione della proposta culturale. Questa condizione emergenziale impone ancora di più la necessità di ricreare un centro per la discussione artistica affinché il TBQ diventi un punto di riferimento culturale della capitale, un luogo dove si rifletta e discuta su questioni del presente. In quest’ottica si intende promuovere la vocazione di un teatro attento alle differenti sperimentazioni drammaturgiche, del corpo, del suono, della vocalità, dei dispositivi tecnologici e letterari, con una programmazione che guardi alla città e alla produzione nazionale e internazionale, attraverso non solo spettacoli ma incontri, dibattiti, laboratori in pieno ascolto degli spettatori con i quali ricostruire il senso del fare teatro.

Continuo sarà il dialogo con le Associazioni del territorio e con le Istituzioni di Roma e nazionali come Teatro di Roma e Teatri in Comune, Biblioteche di Roma, Romaeuropa Festival, ATCL, Accademia di Spagna, Fabbrica Europa, In-box. Grazie alla collaudata sinergia con il Municipio V, il Teatro con le sue esperienze attraverserà altri luoghi del quartiere e del municipio come la piazza, le case, il mercato, la metro, il parco, il bar, la Biblioteca, la bocciofila, il centro anziani, i lotti.

A realizzare il progetto una consolidata squadra di lavoro che vede la programmazione Teatro curata da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani, la programmazione Danza da Valentina Marini, la sezione Teatro ragazzi e il rapporto con le scuole da Federica Migliotti; le Relazioni esterne, Organizzazione e Promozione da Dalila D’Amico; l’Organizzazione da Dario Alberti; il reparto tecnico da Raffaella Vitiello e Antonio Belardi. A questa si integra la funzione di coordinatrice scientifica di Valentina Valentini.

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Via libera a Estate Romana ed Eureka dalla cessata emergenza a fine 2020

Via libera dalla Giunta comunale di Roma per Eureka ed Estate Romana dal momento della cessata emergenza fino a fine 2020. 

Con l’approvazione della delibera presentata dall’Assessorato alla Crescita culturale, viene garantita la possibilità di svolgere i progetti che risulteranno vincitori fino al 31 dicembre 2020. Si assicura inoltre il diritto a svolgere regolarmente i progetti nel 2021 e 2022, anche agli aggiudicatari le cui proposte non potranno essere rimodulate in base alle condizioni di sicurezza che verranno stabilite nei prossimi giorni a livello governativo.

Con questo atto mettiamo delle risorse a disposizione del lavoro degli operatori culturali, e del contributo essenziale che danno a Roma e al suo sviluppo, in vista di una Fase 2 che si annuncia molto difficile. Sottolineo che la conferma dei fondi sul triennio, misura a suo tempo concepita per consentire a chi fa cultura di programmare e migliorare cosi la qualità dell’offerta, le reti di collaborazioni, l’efficienza gestionale e le condizioni per chi lavora, è oggi anche il primo atto concreto che parla della volontà di costruire da subito un nuovo domani.” Queste le parole di Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla crescita culturale di Roma.

Lavoriamo insieme ai colleghi delle grandi città, perché le misure disposte da Governo e Regioni, direttamente o attraverso i Comuni, siano adeguate a fare fronte alla profonda crisi che colpisce imprese, organizzazioni e lavoratori della cultura. La cultura è la dinamo e l’anima di Roma come del nostro Paese e l’Italia ha bisogno della cultura per risollevarsi. Lavoriamo ad altri interventi, per i quali servirà un piano nazionale. Siamo legati l’uno all’altro, non ci sono soluzioni parziali: o sono di sistema o non funzioneranno.

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Teatro dell’Opera di Roma, ogni giorno uno spettacolo in streaming fino al 26 aprile

Il Teatro dell’Opera di Roma proporrà ogni giorno, senza soluzione di continuità fino al 26 aprile un nuovo appuntamento digitale: una ampia e varia selezione, a titolo gratuito, degli spettacoli applauditi nelle ultime stagioni

Si riparte con Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi. Grazie alla collaborazione con Rai Play sarà possibile vedere il grand opéra verdiano, nell’edizione originale in lingua francese, titolo che ha inaugurato la stagione 2019-20 lo scorso dicembre con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Valentina Carrasco. Per chi ha voglia di approfondire, sul sito operaroma.it, è disponibile il podcast della “Lezione di Opera” con Giovanni Bietti.

Giorni di programmazione: martedì 14 e venerdì 17 aprile.

Segue il balletto più classico del repertorio romantico, La bella addormentata che, grazie alla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, non smette mai di far sognare il pubblico di grandi e piccoli. La versione è quella di Jean-Guillaume Bart, andata in scena nel settembre 2018, con Marianela Nuñez, principal dancer al Royal Ballet di Londra, per la prima volta al Teatro dell’Opera, e Vladislav Lantratov, con le magnifiche scene e i preziosi costumi di Aldo Buti.

Giorni di programmazione: mercoledì 15 e sabato 18 aprile.

Completa la settimana un titolo raro ma di grande interesse nel teatro musicale del Novecento, L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev, andato scena nel maggio 2019 in una nuova produzione affidata a due fuoriclasse: il direttore Alejo Pérez e la regista Emma Dante, che spiega, “un’opera esoterica, magica, che mi permetterà di esplorare il mondo parallelo dei sogni, il mondo oscuro della mente infestato dai fantasmi”. Mercoledì 15 sarà possibile approfondire l’opera con il podcast della “Lezione di Opera”.

Giorni di programmazione: giovedì 16 e domenica 19 aprile.

Nella settimana prossima sarà possibile lasciarsi incantare dal capolavoro di Vincenzo BelliniLa sonnambula andato in scena nel febbraio 2018, in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari, e che ha segnato il ritorno di tre grandi protagonisti delle ultime stagioni al Costanzi: sul podio Speranza Scappucci, alla regia Giorgio Barberio Corsetti e in scena una regina di questo repertorio, Jessica Pratt.

Giorni di programmazione: martedì 21 e venerdì 24 aprile.

Per gli amanti della danza un titolo che è da subito diventato un’icona della nuova danza di fine ottocento, Le Parc che Angelin Preljocaj – coreografo francese d’origine albanese appartenente alla seconda generazione della “nouvelle danse” – ha creato per i ballerini dell’Opéra di Parigi. Al Costanzi è andato in scena nel maggio 2016 con Eleonora Abbagnato e Stéphane Bullion protagonisti dei raffinati e delicati giochi nei sentieri dell’amore.

Giorni di programmazione: mercoledì 22 e sabato 25 aprile.

In chiusura Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (Ascesa e caduta della città di Mahagonny) di Kurt Weill, libretto di Bertolt Brecht, andato in scena nell’ottobre 2015 con nuovo allestimento firmato da Graham Vick, regista tra i più inventivi nel panorama odierno. Alla direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro John Axelrod. Nel ruolo dei tre fuggiaschi fondatori di Mahagonny, la città dell’oro dove tutto è possibile, Iris Vermillion (Leokadja Begbick), Dietmar Kerschbaum (Fatty, der “Prokurist”) e Willard White (Dreienigkeitsmoses). Measha Brueggergosman è Jenny Hill, una delle ragazze chiamate ad allietare la vita della nuova città.

Giorni di programmazione: giovedì 23 e domenica 26 aprile.

Oltre alle interviste-video ai protagonisti, da non perdere la nuova rubrica “Opera in pillole”, due appuntamenti settimanali con Giovanni Bietti. Dieci minuti per approfondire il meraviglioso mondo dell’Opera: mercoledì 15 “La melodia di Puccini” e sabato 18 “Il crescendo rossiniano”.

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Nasce Radio India, stazione radiofonica ideata dalle compagnie di Oceano Indiano

Prende vita, da venerdì 3 aprile, Radio India, stazione radiofonica giornaliera, ideata dalle cinque compagnie di Oceano Indiano residenti al Teatro India – DOM-, Fabio Condemi, Industria Indipendente, mk, Muta Imago, alle quali si aggiunge per l’occasione la collaborazione di Daria Deflorian. Una striscia radiofonica live, con un palinsesto quotidiano, tutti i giorni dalle ore 17 alle ore 20, in diretta streaming su www.spreaker.it e fruibile anche in podcast su www.spreaker.com, spotify e sui canali online del Teatro di Roma.

Un’esplorazione sperimentale nata da Oceano Indiano, il progetto di residenza e di produzione del Teatro di Roma che, cogliendo l’occasione di questi giorni di distanza e silenzio nei teatri, ripensa nuove forme creative per riconvertire la ricerca artistica e avviare opportunità alternative di lavoro. Radio India emerge dalla tessitura di pensiero e di azioni già prevista nella progettazione delle attività di Oceano Indiano; questo tempo emergenziale ne accelera l’attivazione e la portata creativa, intercettando diverse correnti di immaginazione, ipotesi di lavoro e modalità di incontro con il pubblico. Un ‘atteggiamento’ radiofonico che viene ereditato come patrimonio artistico e sarà rimodellato per adattarsi alla complessità della prossima stagione.

Radio India trasmette tutti i pomeriggi con formati intimi o più aperti, declinati attraverso rubriche quotidiane, invitando anche voci e figure che hanno attraversato il cartellone del Teatro India, nel desiderio di accendere un tempo di condivisione in cui ampliare il commento e l’approfondimento dei giorni presenti con l’immaginazione di mondi possibili.

Si inizia tutti i giorni (dalle 17 alle 17.10) con Muta Imago e la rubrica 4:33, che propone a un gruppo di persone la registrazione audio del brano di John Cage (titolo del programma); ogni ascolto è introdotto da un frammento di Silenzio di Cage; con Sparizioni, ogni venerdì (dalle 18.30 alle 19.10), si indagano concetti di sparizione e di evasione, a partire dalle registrazioni in hi-fi di ambienti dove l’essere umano non può vivere.

Michele Di Stefano con Vancouver, ogni lunedì (dalle 17.10 alle 18.10), offre una playlist tematica (itinerari di viaggio, musiche per la scena) affiancata da testi e divagazioni; con Record, ogni giovedì (dalle 17.10 alle 17.40), interviste ad artisti su ipotetici nuovi dischi, di cui raccontano creazione, copertina, brani.

Industria Indipendente ci porta Dentro la Kamera speculativa, ogni giovedì (dalle 18 alle 20), con contributi artistici, paesaggi sonori e testi in musica-live; con Superorganismo, ogni sabato (dalle 18 alle 21), due ore di musica per danzare-non danzare sfrenatamente, voci d’archivio, appunti sparsi; ogni mercoledì (dalle 18.30 alle 19), in collaborazione con lacasadargilla, va in onda Gruppo 2020, in cui la fantascienza rielabora la fantascienza attraverso le parole d’invenzione di un gruppo di giovani ragazzi.

DOM- e Arianna Lodeserto con Nausicaä. Vivere tra le rovine, ogni mercoledì (dalle 17 alle 18), regalano approfondimenti, set musicali, audiopaesaggi, conversazioni con scienziati e ricercatori, per parlare di ecologia, micologia, botanica, politica e assemblaggi tra arti, scienza e attivismi.

Fabio Condemi con Specie di spazi, ogni martedì (dalle 17.10 alle 18.10), offre testi, lezioni, suoni, interviste, incontri per interrogarsi su cosa siano gli spazi.

Gli artisti di Oceano Indiano con Guernica, ogni lunedì (dalle 18.10 alle 18.20), riproducono una pillola audio di 10 minuti su quanto trasmesso durante la settimana precedente; mentre Dedica, ogni venerdì (dalle 19 alle 19.30), diventa un tempo in cui dedicare canzoni.

Daria Deflorian con Persone, ogni venerdì (dalle 17.10 alle 17.50), intervista una persona conosciuta, amica, compagna di lavoro o altro che sarà possibile conoscere meglio attraverso una lunga chiacchierata.

Matteo Angius e Riccardo Festa con Tutt* nell* Stess* Cas*, ogni sabato (dalle 17.20 alle 18), propongono conversazioni in forma di radiodrammi, musica, pagine lette, per raccontare la situazione attuale, immaginandola come condizione quotidiana.

Pescheria ci immerge in Bagni di suono ogni domenica (dalle 17.10 alle 20), una palestra libera della musica in un ciclo di ascolti sonori e collettivi.

Inoltre, il palinsesto giornaliero si arricchisce con contenuti Extra, ogni martedì (alle 18.30), un’ora condotta da persone sempre diverse, e da selezioni musicali a cura di Oceano Indiano.

Maggiori info > http://www.teatrodiroma.net/doc/6852/radio-india

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In viaggio con Luca. Un docufilm in omaggio a Luca Ronconi

Il Teatro di Roma omaggia, a cinque anni dalla scomparsa, Luca Ronconi, maestro di generazioni di attori e artefice di un teatro senza limiti, con la proiezione del docufilm In viaggio con Luca di Gianfranco Capitta e Simone Marcelli, che ne firma anche la regia, in una serata-evento programmata lunedì 2 marzo (ore 20.30) al Teatro Argentina. Un documentario sul lavoro e la personalità del grande regista e geniale innovatore dei linguaggi della scena, che diresse il Teatro di Roma dal 1994 al 1998, ed è qui che creò alcuni dei suoi capolavori, fra i quali Quer pasticciaccio brutto de via Merulana da Gadda, lasciando un’impronta indelebile nella storia culturale della città e dell’intero Paese. Ingresso gratuito con prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili.

In viaggio con Luca racconta, col fascino divulgativo di immagini sorprendenti, la storia di Ronconi, partendo dal luogo esotico in cui quasi casualmente è nato (Susa in Tunisia), ai posti dove è cresciuto e si è formato, prima come attore e poi come regista. Gli spazi che ha ‘inventato’: dalla piazza di Orlando Furioso (poi trasformato in kolossal cinematografico per la Rai tra Cinecittà e Palazzo Farnese di Caprarola), al lago di Zurigo, al Laboratorio di Prato scandito con Gae Aulenti. Laboratorio che si muove tra un teatro trasformato in arena, un misterico orfanotrofio abbandonato, fino alla trasformazione in spazio teatrale di una grande azienda tessile dismessa, il Fabbricone poi imitato in tutta Europa. La sua Utopia ai cantieri navali della Giudecca veneziana, mixando 5 testi di Aristofane su una strada di 60 metri, dove scorrevano cinque automobili, un camion, 25 lettini su rotelle e un aeroplanino Piper. E ancora i paradossi della scienza alla Bovisa, ma anche i trionfi operistici alla Scala, le scritture nei più importanti teatri di Vienna, Parigi, Zurigo, Salisburgo.

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Un’esperienza densa e unica, che ha sempre coniugato la visione spaziale con il peso della parola e la specificità dei suoi attori. Nel film sono fondamentali le interviste agli interpreti di quegli spettacoli, testimoni preziosi, generazioni diverse che sono state da lui formate e sono oggi i protagonisti del nostro teatro, come Massimo PopolizioMassimo De FrancovichFranca Nuti o Umberto OrsiniAnna BonaiutoOttavia Piccolo; ma anche star di cinema e televisione, tra i tanti intervistati: Luca ZingarettiPierfrancesco FavinoFabrizio GifuniAntonello Fassari; e prestigiosi musicisti (il direttore della Scala Chailly) cantanti e personaggi che hanno segnato un’epoca (Raina KabaivanskaEnrico Lucherini, il premio Oscar per la fotografia Vittorio Storaro).

In viaggio con Luca vuol essere il tentativo di ricostruzione di una biografia artistica fondamentale per il nostro spettacolo, il suo linguaggio, i suoi interpreti. Ma è anche il viaggio nella memoria di Gianfranco Capitta, critico teatrale, scrittore e docente accademico, ma soprattutto amico e grande estimatore di Ronconi, i cui molti ricordi personali dipingono l’uomo e l’artista, con uno sguardo intimo ed esperto. Gianfranco Capitta ha seguito da sempre il lavoro di Ronconi in teatro, infatti nel 2012 firma con lo stesso regista un libro (edito da Laterza) sui principi e gli elementi di quel Teatro della conoscenza: l’importanza del testo, il lavoro con gli attori, la reinvenzione dello spazio. Nel filmato è lui a guidare lo spettatore nei luoghi dove Ronconi è nato, vissuto e soprattutto dove ha realizzato i suoi capolavori. Di Gianfranco Capitta è anche la voce conduttrice del racconto.

In viaggio con Luca sarà presentato il 21 febbraio al Piccolo Teatro di Milanoil 25 febbraio al Cinema Massimo di Torino, il 27 febbraio al Teatro Cucinelli di Solomeo (Pg). Il documentario è stato prodotto grazie a un contributo finanziario della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, con il sostegno di Cariplo, e realizzato sotto la sigla produttiva indipendente di “Catrina Producciones” (associazione culturale senza scopo di lucro). Diversi teatri e istituzioni culturali hanno collaborato mettendo a disposizione i loro materiali d’archivio. A realizzarlo una equipe tecnica di operatori con direttore di fotografia e responsabili di montaggio, suono e postproduzione video e color grading.

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La grande arte del ridere. Il teatro degli Scarpetta in mostra al Valle

Poesie, pensieri, foto, locandine, pagine dal diario di Eduardo Scarpetta, e brevi cenni biografici dedicati a lui e a Vincenzino, tratteggiano un itinerario delle maggiori opere presentate al Teatro Valle. Le edizioni televisive di Miseria e nobiltà e Tre calzoni fortunati realizzate da Eduardo De Filippo, sono state scelte come modelli di rappresentazione visive della comicità scarpettiana anche se nella elaborazione di De Filippo. Esempi del filo che ha legato e lega tutti gli artisti di questa grande famiglia Scarpetta-De Filippo che fa unica la nostra tradizione, la nostra Cultura. Sono proposti infine anche i due film di Vincenzo Scarpetta: Tutto per mio fratello (1911) e Il gallo nel pollaio regia di Enrico Guazzoni (1916), rari documenti dei lavori cinematografici di Eduardo e Vincenzo Scarpetta, per sottolineare il loro ruolo non secondario di pionieri del cinema.

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La mostra vuole essere un piccolo omaggio, un’occasione speciale per scoprire o riscoprire uno dei maestri del nostro teatro, Eduardo Scarpetta, che diventa tra fine Ottocento e i primi anni del Novecento uno degli attori e drammaturghi più seguiti e amati in Italia, innovatore della scena teatrale nel momento dell’ascesa della nuova classe borghese nel nascente stato unitario. Riempie i teatri a tal punto che a Roma, il proprietario del Teatro Valle gli offre un contratto di 19 anni che lui però non accetta. È il Valle infatti che accoglie la “Comica compagnia del cav. Eduardo Scarpetta” quando arriva a Roma, dopo i successi napoletani al Teatro del Fondo e al Fiorentini. E con lui recita anche il figlio Vincenzino prima che questi scelga poi il Manzoni per le sue rappresentazioni nella capitale.

In questo omaggio al Teatro Valle affiora anche il desiderio di ricordare Mario Scarpetta con le parole di Luca De Filippo: «Lo ricordo con grande amore e con grande gioia, è stato un attore magnifico scomparso troppo presto ma che avrebbe detto la sua… è stato un bel compagno di lavoro e di vita…».

Un ringraziamento particolare va soprattutto agli eredi Scarpetta che hanno messo a disposizione i loro archivi: Maria Vittoria Scarpetta, Maria Basile Scarpetta, Maria Beatrice Cozzi Scarpetta. Si ringrazia anche il CSC Centro Sperimentale di cinematografia per aver concesso la possibilità di proiettare i due film di Vincenzino Scarpetta. 

INFO E ORARI
Ingresso libero

giovedì venerdì e sabato dalle ore 17 alle ore 20
domenica dalle ore 11 alle ore 18
info 06.684000314 – community@teatrodiroma.net

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Oceano Indiano, un progetto produttivo e abitativo per il Teatro India

Al via dal 23 febbraio il progetto produttivo e abitativo per il Teatro India, Oceano Indiano, un unicum nel panorama nazionale che rivoluziona il senso e la funzione pubblica del teatro attraverso inedite modalità performative e nuovi formati produttivi, in dialogo con il tessuto cittadino e il paesaggio artistico.

Un teatro-oceano dal respiro triennale, che nasce con cinque compagini artistiche in residenza: Fabio Condemi, DOM- (Leonardo Delogu e Valerio Sirna), Industria Indipendente (Erika Z. Galli e Martina Ruggeri), mk e Muta Imago (Riccardo Fazi e Claudia Sorace), una pluralità di visioni e creatività, provenienti da generazioni e discipline diverse, insieme per offrire non solo spettacoli, ma ibridazioni ed esperienze non convenzionali. Oltre a produrre i propri lavori e sviluppare la loro ricerca, il quintetto di compagnie romane abiterà e co-immaginerà il Teatro India, e le diverse possibilità di incontro e conversazione con il pubblico, attraverso un programma di attività e aperture pubbliche (in questa prima parte calendarizzate fino al 31 maggio). Una trama di opere site-specific, performance, laboratori, concerti, camminate, trasmissioni radiofoniche clandestine, giardini, camere delle meraviglie, conversazioni, letture e proiezioni: dispositivi ibridi e formati innovativi che saranno una sponda alla Stagione del Teatro di Roma, facendone risuonare i temi della programmazione attraverso gli universi poetici e le opere performative degli artisti residenti.

In autunno approderanno al Teatro India le creazioni compiute di alcuni degli artisti di Oceano Indiano, tutte produzioni o coproduzioni del Teatro di Roma che arrivano in cartellone dopo importanti debutti estivi. Inoltre, inaugura la Sala Oceano Indiano, terzo spazio di cui si dota il Teatro India (ex foyer della Sala A): una vera e propria sala teatrale duttile, polifunzionale, trasformabile e adatta alle forme più anomale di rappresentazione.

Con Oceano Indiano il Teatro di Roma modifica la rotta dell’istituzione pubblica e immagina un teatro del futuro insieme agli artisti – inventando altri modi di accompagnamento e di produzione artistica – e con gli spettatori – moltiplicando le possibilità di incontro con il pubblico – tenendo sempre viva la relazione con le varie temperature della stagione del teatro e della città.

Oceano Indiano apre il 23 febbraio (ore 21) con il giovane Fabio Condemi, menzione speciale alla Biennale di Venezia 2017, che porta in scena Oratorio virtuale, un concerto elettroacustico per un’esperienza immersiva sinestetica, che fonde musica elettronica, voce lirica e visione, un rework A/V dell’oratorio San Giovanni Battista (opera musicale sacra composta nel 1675 da Alessandro Stradella). Due musicisti, un tavolo console e un video 3D proiettato alle loro spalle: Elena Rivoltini canta le arie dal vivo, in stile lirico barocco; la sua voce viene integrata da Alberto Barberis in un universo sonoro elettroacustico e noise. Fabio Condemi lavorerà sullo spettacolo La filosofia nel boudoir di De Sade, sua nuova creazione che nasce dal laboratorio Dobbiamo bruciare Sade? (a partire dal 25 aprile) per una riflessione sul rapporto tra letteratura, teatro e rappresentazione.

I DOM- (Leonardo Delogu e Valerio Sirna) abiteranno letteralmente gli spazi di India proponendo un progetto di studio e ricerca dal titolo CAMP / FARE CAMPO: il dispositivo sarà quello di un accampamento (tra dimensione abitativa e di condivisione) per una riflessione sullo spazio pubblico, sul fare cittadinanza, sull’esperienza di un teatro di paesaggio. Tre le tappe di questo percorso che avrà una durata biennale: Nascita di un giardino, un laboratorio di co-progettazione aperto al quartiere e alla città per la creazione di un giardino in un campo incolto adiacente all’India (dal 15 marzo al 30 maggio con festa di apertura e inaugurazione del giardino); Metamorfosi di specie, un ciclo di incontri, conversazioni, camminate pubbliche con studiosi, artisti, scrittori, architetti e paesaggisti per discutere di fossili e post-umano, teatro e botanica, arti figurative, spazio pubblico e illegalità, pratiche femministe, città e divinazione (tutti gli incontri comporranno un archivio audio consultabile online e dal vivo); Wild Facts/Fatti feroci, laboratorio di sperimentazione dedicato ad artisti e artiste della scena che vogliano entrare in dialogo con il lavoro del collettivo e approfondire il tema di un teatro di paesaggio (dal 25 febbraio al 23 maggio).

Industria Indipendente (Erika Z. Galli e Martina Ruggeri) lavora sul nuovo spettacolo Klub Taiga, nutrendo la creazione con il progetto Kamera speculativa, un evento-perfomance abitativo (8 marzo, 11 aprile e 22 maggio). Uno spazio pensato per India come ambiente performativo aperto e mutevole dove diversi performer indagano un tema insieme ad altri artisti, studiosi e figure di diversa tipologia, aprendo la “kamera” al pubblico per condividere riflessioni, pensieri, relazioni, significati, attraverso l’utilizzo di diverse forme di espressione e pratiche artistiche. Tra i residenti: Federica Santoro, Annamaria Ajmone, Iva Stanisic, Jonida Prifti, Maziar Firouzi, Lorenza Accardo, Luca Brinchi, Paola Granato.

Mk con Michele Di Stefano propone una serie di aperture coreografiche con Pezzi anatomici (dal 26 al 29 marzo), una performance che è al tempo stesso anche luogo di incontro/sala prove tra spettacolo e creazione in diretta, dove pubblico e performer condividono la scena su modello del “gabinetto anatomico” rinascimentale, in cui le informazioni scientifiche venivano corroborate dall’esposizione dei corpi. Così in questa performance la forza visionaria della coreografia è accompagnata da esperimenti in tempo reale, dissertazioni e inviti al pubblico a testare in diretta i processi lavorativi e di ricerca coreografica. Inoltre, Michele di Stefano insieme alla coreografa Silvia Rampelli propongono Prima_Piscina mirabilis (tutti i lunedì di marzo e aprile), uno spazio aperto di ricerca per performer, dove sperimentare il proprio corpo in un ambiente immersivo, ogni volta temperato da selezioni musicali d’artista.

I Muta Imago lavorano sul loro nuovo spettacolo, Sonora Desert, declinano il loro progetto sul tema guida del “tempo” e delle sue possibilità esperienziali, proponendo quattro percorsi: le serate domenicali Zarathustra! ovvero: tutti i libri che hai sempre voluto leggere e non hai mai letto insieme al collettivo Jennifer Beals, dedicate alla lettura collettiva per riscoprire le parole dei classici su cui si fonda il pensiero contemporaneo (29 marzo e 3 maggio); gli ascolti radiofonici e happening istantanei di The Indian Transmissions. Un progetto radiofonico e di happening istantanei con Chiara Colli, stazione radiofonica e ospiti musicali per microset live accompagnati da talk, concerti e incontri (29 marzo con Alessandra Novaga, 3 maggio con Salò); Verso le Cliniques Dramaturgiques, insieme a a Jessie Mill e Elise Simonet, progetto di “sharing drammaturgico” a cui professionisti del settore saranno invitati a partecipare (20 aprile e 18 maggio).

>PROGRAMMA COMPLETO

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Per un teatro necessario. L’attore tra teatro, cinema e new media

Se è vero che il teatro è una lente d’ingrandimento con cui osservare la società, non può che passare dalle tavole di un palcoscenico anche la potenza innovatrice della tecnologia che investe la vita quotidiana, penetrando insistentemente anche nel dibattito artistico. 

Quello del contatto tra teatro e new media è un tema che ha dato vita a particolari forme di ibridazione, energizzando la creatività artistica e stimolando la nascita di importanti studi di settore. Mutati metodi di recitazione e particolari modalità di interazione con il pubblico, sono il fulcro dell’approfondimento che la facoltà di Spettacolo del Dipartimento SARAS dell’Università La Sapienza di Roma promuove attraverso il ciclo di incontri «L’attore tra teatro, cinema e new media». L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto didattico Per un teatro necessario, rivolto ai giovani delle scuole superiori, dell’università e a tutti coloro che sono interessati alle forme del teatro, e si propone di riunire i saperi pratici con quelli teorici e di attivare un processo di “coscientizzazione”, attraverso il quale «vedere» e «fare» tornino a essere i poli di una rinnovata cultura teatrale.

Ogni mese, studenti, docenti, operatori e pubblico dialogheranno con alcuni protagonisti della scena per meglio comprendere il lavoro dell’attore e le sue trasformazioni nei diversi contesti in cui si applica. Il ciclo è stato inaugurato da Elio Germano e Omar Rashid, ideatori de La mia battaglia-Segnale d’allarme VR, interessante esperimento di spettacolo teatrale fruito in Virtual Reality.

Lunedì 17 febbraio 2020, alle ore 16.00, in Aula Levi, presso le Ex Vetrerie Sciarra (Via dei Volsci 122) sarà la volta di Michele Riondino. Attore formatosi presso l’Accademia d’arte drammatica «Silvio d’Amico», interprete e regista teatrale, che ha preso parte a numerosi progetti cinematografici e televisivi, Riondino presenzierà al secondo appuntamento di «L’attore tra teatro, cinema e new media» coordinato dai docenti Guido Di Palma e Marco Andreoli.

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Milleproroghe: bocciati i fondi al Teatro Eliseo

Le commissioni congiunte Affari Costituzionali e Bilancio hanno bocciato gli emendamenti al Milleproroghe con cui sarebbero stati stanziati 12 milioni di euro per il triennio 2020-2022 in favore del Teatro Eliseo di Roma.

Il governo ha dato parere negativo. Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha comunque annunciato la “disponibilita’ del ministro della cultura ad aprire immediatamente un tavolo, su un problema molto sentito dal governo e dai parlamentari”. Gli emendamenti erano firmati da esponenti dell’opposizione, che hanno parlato di “decisione politica”.

“Per il teatro i soldi sono pochi, ma quello che vogliamo è che non vadano ai vecchi amici dei politici. Il Movimento 5 Stelle sta dalla parte del teatro, ma specialmente dei piccoli teatri, delle piccole compagnie che, nonostante le briciole che ricevono, riescono a mettere in piedi spettacoli eccezionali. Per troppo tempo i milioni sono arrivati ai “vecchi elefanti dei teatri”, per questo abbiamo ascoltato la voce dei piccoli teatri, e non abbiamo consentito questo provvedimento che hanno giudicato ad personam, raccogliendo anche sottoscrizioni attraverso una petizione. Basta marchette agli amici dei politici”.Così ha detto Davide Zanichelli del M5S.

“C’e’ stato un accanimento – ha detto Stefania Prestigiacomo (FI) – di cui faranno le spese i lavoratori e l’indotto dell’Eliseo, che rischia la chiusura”.

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Dimmi Tiresia. Al Teatro Basilica dall’11 al 16 febbraio

Sarà in scena al Teatro Basilica dall’11 al 16 di febbraio – nell’ambito della programmazione danza – Dimmi Tiresia scritto e diretto da Luisa Stagni, coreografia Luca Piomponi, con Lucrezia SerafiniLuca Piomponi e Luisa Stagni. Supervisione artistica Aurelio Gatti.

Il vecchio Tiresia ci narra dei miti dai quali nasce il suo bizzarro, tragico destino; di quando fu donna e di quando fu uomo, e dell’incontro con gli dei e dell’eterna, ingiusta, punizione: sette generazioni da viver sulla terra e la Veggenza a lui concessa dagli dei, è un grande peso, una insostenibile condizione umana, un conflitto reso eterno. Destino e punizione: vedere e sapere ciò che accadrà e non desiderarlo; Lui, il cieco, non può evitare di “vedere” l’umano destino. Quel sapere sconforta e opprime il suo impotente essere. Il suo dire, le sue parole prendono corpo, come fiammelle danzanti, evocate dal suo narrare, esse son coro, son donna e giovane uomo, son desiderio e son il kronos destinato a fermarsi. Sono passato e futuro, son madre e figlio, son voce del refrattario veggente, alter ego ribelle. Tiresia attraversa numerosi stati, passa da un piano di conoscenza a un altro: la notte scende sui suoi occhi perché folgorati da una visione insopportabile, in cui oltrepassa il limite rigidamente fissato per l’essere umano.

Le sue capacità profetiche non sono una compensazione per la perdita subita, ma il superamento di una conoscenza empirica a favore di un “modo altro” di sapere le cose e di comprendere la realtà, conoscere lo spazio-tempo. Una grande suggestione per una ricerca sull’elaborazione cognitiva dello spazio. Infatti, in assenza della vista, i due sistemi percettivi, udito e tatto, prendono in carico la conoscenza dello spazio, utilizzando strategie differenti, perché udito e tatto dipendono dalla successione sequenziale, mentre la visione ha il dominio della simultaneità. Ricerca possibile anche grazie al contributo di Luisa Stagni, drammaturga e interprete non vedente.

“Dimmi Tiresia” partecipa come testo nel 2017 a “Opra Prima”, rassegna curata da Alma Daddario, dedicata alla presentazione di scritture teatrali inedite (Villa di Livia a Roma). Nel 2018 il progetto viene accolto da MDA Produzioni: dopo una serie di attività laboratoriali e seminariali sulla percezione sensoriale condotti da Luisa Stagni, viene realizzato il primo studio, presentato all’Antiquarium di Malborghetto ( Teatri di Pietra), all’Acropoli di Selinunte (Le Forme di Telesis) e al Museo Guarnacci di Volterra (Festival Intern.Teatro Romano Volterra).

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