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Premio Fersen alla regia e alla drammaturgia 2021

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Il Premio Fersen alla regia e alla drammaturgia italiana, ideato e diretto da Ombretta De Biase, nasce nel 2003 come atto d’amore per il teatro e grazie alla collaborazione di un gruppo di amici, fra cui Ugo Ronfani, con il duplice intento di rendere omaggio alla memoria di Alessandro Fersen, Maestro di teatro, e di dare visibilità alla drammaturgia italiana vivente, scritta o rappresentata.

La XVI edizione del Premio si articola in:
  • Premio Fersen alla Drammaturgia per autori di testi teatrali
  • Premio Fersen alla Regia per registi/compagnie teatrali che abbiano allestito uno spettacolo tratto da un testo scritto da un autore italiano vivente.

Il materiale va inviato entro e non oltre il 20 febbraio 2021.

La Cerimonia di Premiazione avverrà, se le condizioni della pandemia lo consentiranno, nel mese di settembre 2021 presso il chiostro ‘Nina Vinchi’ del Piccolo Teatro in via Rovello 2, Milano.
Il Premio consiste nella lettura scenica, durante la serata di Premiazione, di parti dei testi premiati e, per la sezione regia, nella proiezione di parti degli spettacoli premiati. Il Teatro di Documenti di Roma dedicherà ai vincitori la Serata Fersen nel mese di maggio 2022.

Regolamento

SEZ. 1- Il Premio Fersen alla drammaturgia

Art 1 – Il testo, opera drammaturgica o monologo, dovrà essere inviato, entro e non oltre il 20 febbraio 2021, in n. 3 (tre) copie chiaramente dattiloscritte in corpo 12, di max. 30 pagine, solo pinzate e numerate, a: Premio Fersen – via Cesare da Sesto 22 – 20123 Milano. Ogni copia dovrà contenere nome, indirizzo, recapito telefonico, mail dell’autore, una breve nota biografica (max 10 righe), una sintetica sinossi del testo (max. 10 righe) e la dichiarazione di accettazione del regolamento firmata dall’autore. Non sono ammessi rimaneggiamenti di testi preesistenti, teatrali o letterari. Si può partecipare con uno o al max 2 copioni.

SEZ. 2 – Il Premio Fersen alla regia

Art. 2 -Alla sezione possono partecipare: registi/compagnie teatrali che abbiano allestito uno spettacolo della durata max di 60/90 minuti su un testo scritto da un autore italiano. Ogni regista/compagnia può partecipare con uno o al max. due spettacoli.

Art. 3– Si partecipa inviando in un plico 2 (due) DVD dello spettacolo completo entro e non oltre il 20 febbraio 2021 con acclusi: locandina, alcune foto dello spettacolo, sinossi dell’opera allestita, i recapiti dei legali responsabili dell’allestimento, compreso quelli dell’autore del testo, cast artistico, il consenso alla rappresentazione firmato dall’autore del testo o da chi ne possiede legalmente i diritti e la dichiarazione di accettazione del regolamento firmata dal responsabile della Compagnia. Lo spettacolo non verrà valutato per la qualità della ripresa ma dovrà essere aderente alla rappresentazione, senza sovrastrutture e tagli cinematografici. Si può partecipare con uno o al max 2 spettacoli.

Art. 4 -Per ambedue le sezioni, la giuria si riserva il diritto di non assegnare il Premio qualora il materiale pervenuto non sia ritenuto soddisfacente. Il materiale pervenuto non sarà restituito.

Art. 5 – A parziale copertura delle spese di segreteria e allestimento, è previsto, per ciascuna sezione e per ciascuna opera inviata un contributo di € 50,00 (cinquanta) da inviare, tramite bonifico bancario, a: Raffaella De Biase IBAN IT04D0558401607000000025704 con la causale: a parziale rimborso spese segreteria del Premio. La copia della ricevuta andrà acclusa al materiale cartaceo inviato. Oppure con assegno bancario non trasferibile intestato a Raffaella De Biase.
La segreteria declina ogni responsabilità per disguidi o smarrimenti.

Art.6 – Ogni vincitore dovrà assicurare la propria presenza alla Cerimonia di Premiazione che avverrà, se le condizioni della pandemia lo consentiranno, nel mese di settembre 2021 presso il Piccolo Teatro, chiostro ‘Nina Vinchi’, via Rovello 2, Milano. Per ulteriori informazioni scrivere a:
omb.deb@libero.it

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DRAMMATURGIA: “Goghgauguin” di Biancanives Togliani

Premio Fersen alla drammaturgia 2015, in GOGHGAUGUIN Biancanives Togliani – come afferma la Giuria del Premio – “mette in scena con ottimo ritmo teatrale il complesso sentimento di profonda amicizia che lega Vincent Van Gogh e Paul Gauguin, inficiato tuttavia dall’insopprimibile gelosia di Paul verso Vincent, che egli è costretto a riconoscere superiore a lui. In un dialogo immaginario a posteriori, i due raccontano e confrontano il ricordo di quel burrascoso periodo di vita in comune a cui dà il suo contributo, da saggia moderatrice, anche Sien, la prostituta amante e modella di Van Gogh”.

Il dramma di Biancanives Togliani racconta di quando i destini di Vincent Van Gogh, Paul Gauguin e Sien Hoornik (la prostituta amante di Van Gogh) si incrociarono nel periodo della Casa Gialla ad Arles dando vita ad un ménage à trois.

“Alla realtà storica dell’incontro tra i due artisti – afferma l’autrice e regista Biancanives Togliani – ho inserito il personaggio di Sien. Vincent aveva realmente vissuto una storia con lei a Parigi e le aveva dedicato alcuni disegni, il più celebre intitolato “Sorrow”, ma nella realtà non è mai stata con loro ad Arles. Nella mia visione Sien, dopo anni da quella notte che se ne andò da casa di Vincent sparendo nella pioggia tra i vicoli di Montmartre, va a cercarlo ad Arles proprio mentre Paul è suo ospite nello “Studio del sud”. Alchimia e tensioni di una grande amicizia tra i due famosi pittori alla presenza di una donna che si muove nelle loro esistenze, in un periodo indimenticabile dopo il quale non si sarebbero più rivisti e che ha segnato la loro vita. Paul invidia a Vincent di essere il vero genio tra i due, ammettendo che sarà lui “quello ricordato dalla storia” e insidia Sien, non per amore, ma per estorcerle informazioni sul lavoro artistico dell’amico. Vincent sacrifica il suo sentimento per Sien e accetta che lei si dia a Paul, perché lo adora. Sien incarna la funzione dello storyteller, colei che osserva e che racconta. I tre personaggi -prosegue Biancanives Togliani – sono sempre in scena e si muovono in un luogo che rappresenta sia il “vissuto”, sia il mondo del ricordo, rimandando allo spettatore la percezione del dubbio: questi momenti li stanno vivendo adesso, o li stanno solo ricordando? Sia quando le loro strade si sono divise, sia quando non si sono ancora incontrate, i personaggi sono “già” o “ancora” in scena a osservare i nodi del loro rapporto che si forma, si sviscera o finisce? L’assenza di cronologia serve a sfumare il confine tra l’ ‘agìto’ e ‘il ricordo’. L’opera è divisa in capitoli che scandiscono i temi piuttosto che il tempo. Le ambientazioni sono risolte come fossero la materializzazione dei bozzetti disegnati di getto da un pittore, mantenendo la scarsità di informazioni di uno schizzo a matita. Sedie, quadri, valigie, un letto, un baule entrano ed esconodi scenamentre la luce riveste un ruolo importante nei cambi di spazio e degli stati d’animo, per mantenere fluido il senso cui è affidato l’aggancio tra un dialogo e l’altro.”

> LEGGI IL TESTO

BIANCANIVES TOGLIANI:

A 21 anni si laurea in regia alla facoltà di Scienze dei Beni Culturali con Marco Sciaccaluga con la tesi: Tre Sorelle- un’ ipotesi di regia e successivamente accompagna il regista come assistente in due produzioni al Teatro Stabile di Genova (Misura per Misura, La Moscheta). Durante gli studi lavora come assistente anche di Maria Pia Paglierecci, Antonio Sixty, Margò Volo, Corrado d’Elia e Loredana Butti, frequenta la Scuola di Teatro Arsenale e un corso di regia in Paolo Grassi. Nel 2012, durante il programma Erasmus del corso di laurea Magistrale segue corsi di teatro e cinema all’ Università di Łódź in Polonia e l’anno successivo cura la regia di La Doleur di Marguerite Duras con Regula contra Regulam Teatro al Grotowski Instiute di Wrocław. Nel 2015 si diploma alla Mountview Academy of Theatre Arts di Londra in un Master in Theatre Directing presentando una regia di The Dumb Waiter di Pinter dove recita nel ruolo di Gus. Tornata a Milano fonda con architetti, musicisti e teatranti il collettivo autogestito Locus che si occupa della riqualificazione e valorizzazione dello spazio urbano mediante l’auto-costruzione, il dialogo col quartiere e performance site-specific che lei progetta e realizza. Nel 2015 vince il Premio Fersen alla drammaturgia con Goghgauguin e nel 2016 consegue la Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo con la tesi Arte e vita: il contagio.

Portfolio > http://biancanives.wixsite.com/portfolio

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