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Ballet X Beyond: la piattaforma americana che distribuisce film di danza a pagamento

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L’assunto iniziale è ovvio: le arti dello spettacolo dal vivo sono state colpite duramente e drammaticamente a livello mondiale. Qualcuno muore, qualcuno sopravvive, qualcuno si inventa e reinventa. BalletX è una compagnia di danza di Philadelphia, la più grande città della Pennsylvania e la sesta più grande degli Stati Uniti, che sta re-inventando la propria arte con la piattaforma streaming BalletX Beyond.

Oltreoceano, come un po’ ovunque, le compagnie di danza e di teatro hanno organizzato nelle maniere più diverse le proprie stagioni virtuali. Colossi come l’American Ballet Theatre, il New York City Ballet o l’Alvin Ailey American Dance Theater hanno offerto, e continuano a offrire, eventi gratuiti.

Forti di  ingenti risorse economiche e di una notorietà mondiale, questi organismi pur continuando a garantire una continuità e una qualità duplice ― sia del lavoro coreografico esecutivo e creativo, sia del lavoro di messa in video ― sembrano non preoccuparsi (ancora) della sostenibilità produttiva con cui, pandemia o no, bisognerà fare i conti.

BalletX è una compagnia di danza contemporanea nota per lo più per coreografie sperimentali, ma fortemente fisiche e tecnicamente virtuose. Con l’avanzare della pandemia, la direttrice artistica ed esecutiva, Christine Cox, ha sentito da subito la necessità di trovare un modo per creare dei contenuti di livello, che fossero fruibili a pagamento. Per questo è stata lanciata BalletX Beyond, una piattaforma di streaming mediante la quale vengono distribuiti film di danza  originali, ciascuno di diversa durata e accessibili con un abbonamento a partire da 15 dollari (12,25 euro) al mese. 

La fondatrice di BalletX ha condotto un’intera carriera nel segno della lungimiranza. Come danzatrice con il Pennsylvania Ballet ha danzato coreografie di Paul Taylor, Alvin Ailey, George Balanchine, Margo Sappington, Agnes DeMille, Jerome Robbins, ha lavorato con il BalletMet (Columbus, OH) e come artista ospite di Ballet Hispanico (New York, NY) e dell’American Repertory Ballet (Princeton, NJ).

Con BalletX ha dato vita a progetti come The X-Process, un programma di coinvolgimento che invita il pubblico a partecipare a conversazioni pre-spettacolo con i coreografi, una serie di lezioni interattive sul balletto contemporaneo e prove aperte. Tale operazione è proseguita nel programma educativo Dance eXchange, mediante il quale si è avviata una collaborazione con le scuole elementari del Philadelphia School District per sostenere il valore della danza come mezzo per acquisire  fiducia in se stessi.

Come funziona la piattaforma BalletX Beyond? 

Ogni due mesi viene pubblicata una serie di tre film, coreografati da un artista di fama mondiale. Tra le uscite di novembre 2020 ― mese di lancio della piattaforma ― vi sono Saudade, un intrigante duetto coreografico di Mariana Oliveira, fondatrice della Union Project Dance Company; New Heights, un brano energico di Amy Hall Garner,  insegnante dell’American Ballet Theatre e della Joffrey Ballet School; The Cycle, un’ode alla natura di Robert Fairchild, già principal dancer per il New York City Ballet, che ha interpretato Munkustrap nel film Cats del 2019, e ha vestito i panni del protagonista del musical An American in Paris, nominato ai Tony Award, un premio annuale che celebra i successi raggiunti, nel Broadway Theatre, da opere teatrali o musical.

Tutti i film sono girati a Philadelphia, con una grande quantità di riprese in esterna, sia in ragione delle limitazioni dovute alla pandemia sia per un forte desiderio di apertura, di visioni ampie e libere da spazi circoscritti. In generale, la cinematografia proposta è squisitamente “american style”, fresca e collaudata. La creazione artistica è funzionale a un coinvolgimento filmico e coreografico e il video non finisce per ingombrare la coreografia.

Le ispirazioni, sono tutte in qualche modo riconducibili al tema del dialogo tra l’essere umano e la natura. Robert Fairchild, in particolare, nel suo The Cycle celebra la natura e ne riscopre la sua importanza in termini di utilità quanto per la sua semplice e pura bellezza. 

Fairchild, del resto, ha dimostrato la propria sensibilità al tema anche quest’estate quando ha lanciato un sito di e-commerce che mette a disposizione composizioni floreali personalizzabili realizzate da artisti dello spettacolo dal vivo, che possono essere consegnate a mano a New York o spedite in tutto il mondo. 

Il progetto nasce con l’intento di creare attenzione, oltre che introiti, per quegli artisti momentaneamente senza lavoro che possono così connettersi con un cliente-spettatore per il quale realizzare una composizione floreale. La creatività può sostenere alcune possibilità inedite per il settore.

BalletX Beyond al momento conta su un modello che, seppur non totalmente innovativo, rappresenta un’alternativa economicamente sostenibile ed eticamente virtuosa per dare seguito al discorso della distribuzione virtuale di contenuti che hanno a che fare con la performance, qui registrata e pensata appositamente per la fruizione in video. 
In uscita il prossimo 20 gennaio, tre nuovi film di BalletX, coreografati da Francesca Harper, Tsai Hsi Hung e Manuel Vignoulle

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