L'attore autore

L’attore autore, laboratorio online di scrittura con Simone Perinelli

L’Accademia d’Arte Drammatica Cassiopea organizza un laboratorio di scrittura rivolto alla figura dell’attore/autore che attraverso un lavoro di creazione a partire dai progetti in cantiere dei partecipanti, siano essi in forma di idee o progetti già in stato avanzato, accompagna il lavoro nelle fasi di ideazione e di scrittura verso la progettazione che precede la messa in prova nello spazio scenico. La partecipazione è libera; per coloro che non abbiano seguito il primo step del corso è richiesto come unico requisito di portare un’idea di progetto di scrittura da sviluppare.

INCONTRO GRATUITO DI PRESENTAZIONE: 15 febbraio, ore 18.00 

Il percorso didattico/formativo

Il laboratorio avrà quindi come oggetto l’incontro con la scrittura teatrale come mezzo per affrontare il lavoro attoriale e quello registico, e l’obiettivo di consolidare l’aspetto drammaturgico della propria opera in cantiere.

Ogni partecipante lavorerà creativamente e in maniera attiva a tutti i progetti con la possibilità di esplorare i diversi processi creativi messi in gioco facendo esperienza del lavoro di gruppo nella ricerca di un metodo che consenta di trasformare l’idea in opera.

Scopo del laboratorio sarà quello di arrivare a testi teatrali finiti accompagnati dai relativi progetti di regia.

Al termine del percorso, su richiesta, sarà rilasciato un Attestato di frequenza.

Per maggiori informazioni e per iscriversi consultare il sito https://cassiopeateatro.org/content/lattore-autore

Biografia Leviedelfool

LEVIEDELFOOL è una compagnia teatrale fondata nel 2010 a Roma che vive del lavoro di e dei progetti artistici di Isabella Rotolo e di Simone Perinelli e della collaborazione con diversi artisti che lavorano alle singole produzioni della compagnia.
Leviedelfool rappresenta i propri spettacoli in Italia e all’estero lavorando su drammaturgie originali e focalizzando il proprio percorso sui possibili nuovi linguaggi del teatro contemporaneo.
Sede della compagnia è il Teatro Comunale di Calcata dove la compagnia ha creato nel 2012 il CALCATA TEATRO LAB, laboratorio permanente per le arti sceniche, e dove organizza incontri e workshop. Oltre al progetto di formazione, la compagnia si occupa di creare occasioni formative e creative attraverso workshop attoriali, di drammaturgia e incontri con il pubblico, al fine di proporre un nuovo tipo di rapporto tra pubblico e artista che permetta di abbattere le distanze e i ruoli e che non riduca l’espressione artistica teatrale alla mera rappresentazione di uno spettacolo, creando occasioni di dialogo aperto e scambio di competenze, esperienze e conoscenze. Nel 2010 la compagnia inizia un percorso di ricerca sul tema “Esistenza”, nato da una riflessione sull’opera e il pensiero di Albert Camus, che ha portato alla creazione della Trilogia dell’Essere, composta dai tre monologhi REQUIEM FOR PINOCCHIO (Premio Anteprima 2012, Premio Bianco e Nero della Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe 2012 e sostenuto da Concentrica), MACARON (Finalista Intransito 2013) e LUNA PARK (Finalista In-Box 2016 e Premio della Giuria popolare under 30 della selezione ‘In-Box Millennials’), presenti in molti teatri e festival di teatro contemporaneo in Italia (tra i più importanti ERA Festival, Teatri di Vetro, Trasparenze, Collinarea, Terreni Creativi) e all’estero a Oradea in Romania al Gala Trafcantului de Cultura International.
Nel 2012 la compagnia viene chiamata a far parte del progetto biennale “Scendere da cavallo” indetto dalla Fondazione Pontedera Teatro, il quale si è concluso a giugno 2014 con lo spettacolo collettivo “Era delle Cadute”, presentato all’interno del festival Fabbrica Europa 2014.
Dal 2013 la compagnia organizza a Calcata ITINERARIA FESTIVAL – Arti Sceniche in Transito, festival itinerante che, partendo da Calcata, trova durante l’anno altre tappe nel Comune di Modugno (BA) e nel Comune di Sarzana.
Nel 2014 la compagnia è stata coinvolta nel progetto InArea, organizzato all’interno del Festival Collinarea. Progetto formativo con esito finale che ha visto coinvolte più compagnie con lo scopo di creare nell’arco di cinque giorni un evento spettacolare di chiusura del festival con i partecipanti al laboratorio. Il progetto formativo è stato poi declinato nel progetto RITO con la stessa formula e replicato all’interno dei festival Trasparenze, Collinarea e Itineraria nel 2015.
Nel 2014 la compagnia ha partecipato al progetto della compagnia Biancofango ROMEO E GIULIETTA – Ovvero la perdita dei padri. prove di drammaturgia dello sport con gli adolescenti al Teatro di Roma con, percorso formativo della durata di un anno che ha portato alla messa in scena di uno spettacolo che ha debuttato al Teatro India e ha coinvolto 13 adolescenti (17/20 anni).
Nel 2014 la compagnia ha lavorato a MADE IN CHINA – Postcards from Van Gogh, spettacolo prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana, che ha debuttato nell’autunno 2015 al Teatro ERA ed è stato rappresentato tra l’altro a Roma al Teatro Vascello all’interno del festival Teatri di Vetro 9, a Modena al Teatro dei Segni per Trasparenze, a Firenze al Cantiere Florida e al Teatro della Pergola. Nel 2015 la compagnia viene selezionata tra le 100 eccellenze creative del Lazio e inserita nella sezione Teatro della pubblicazione LAZIO CREATIVO -100 storie di creatività curata da Giorgio Nisini e Graziano Graziani.
Dal 2015 la compagnia tiene laboratori intensivi di drammaturgia della scena in tutt’Italia.
Nel 2016 la compagnia lavora al progetto HERETICO – Dopo questo apparente nulla, prodotto da Gli Scarti, in coproduzione con Armunia, Fabbrica Europa e Triangolo Scaleno Teatro / Teatri di Vetro, e con il sostegno di PimOFF, Teatro Era – CSRT, Straligut Teatro, NTC Nuovo Teatro delle Commedie, e che ha debuttato nell’autunno del 2017 ed è stato presentato in molti festival e teatri di spicco tra cui il Festival Città delle 100 scale, FabbricaEuropa, Teatri di Vetro, Armunia, al Teatro India di Roma, al Teatro Era di Pontedera e al Teatro della Tosse di Genova. HERETICO viene poi rappresentato al Kilowatt Festival di Sansepolcro dove ha vinto il bando Italia dei Visionari 2018 e al Festival Mirabilia di Fossano dove vince il premio miglior spettacolo dell’edizione 2019.
Nel 2018 la compagnia lavora a YORICK – Un Amleto dal sottosuolo, coprodotto da Leviedelfool con la Fondazione Teatro della Toscana. Lo spettacolo ha debuttato il 13 ottobre al Teatro Era di Pontedera ed è stato poi presentato al Teatro Studio di Scandicci, al Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno e Roma al Teatro India per Teatri di Vetro per poi essere presentato nella sua versione definitiva YORICK [reloaded] al Festival Inequilibrio a Castiglioncello, al Teatro del Giglio di Lucca e al Kilowatt Festival di Sansepolcro dove ha vinto il bando Italia dei Visionari 2019.

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#ProgettoBackstage Restart, dietro le quinte del teatro

Progetto Backstage è la proposta formativa dell’organizzazione Falesia Attiva. Quest’anno riparte con una formula diversa dalle precedenti e più in linea con le modalità di fruizione del periodo che stiamo vivendo. Non più singoli workshop intensivi su ciascun aspetto o mestiere del dietro le quinte, ma un percorso organico e nel tempo da seguire online che si concentrerà sulle condizioni che rendono possibile l’esistenza di un progetto di spettacolo o di una compagnia teatrale.

Produrre, organizzare, promuovere, comunicare, progettare teatro sono attività a cui corrispondono mestieri differenti eppure legati fra loro dall’obiettivo comune di far crescere una compagnia teatrale e di far vivere un progetto di spettacolo dal vivo.

Per questo avere presente le specificità di ciascun mestiere all’interno di realtà più strutturate, o anche solamente le caratteristiche metodologiche e pratiche di ogni fase del lavoro, può chiarire come muoversi al meglio all’interno di un ambito dove l’identità professionale è spesso “ibrida” e una stessa persona si ritrova a coprire più ruoli.

#PROGETTOBACKSTAGE RESTART prevede:

  • 21 lezioni in cui entrare nel vivo delle competenze di ciascuna figura professionale all’interno del contesto del teatro italiano, ma con uno sguardo rivolto anche al panorama internazionale e alle prospettive future;
  • 4 lezioni focus con uno spazio di esercitazione su project work e un incontro con un/una professionista ospite;
  • 3 docenti che si alternano offrendo strumenti di base che vanno dal management alla progettazione culturale, dall’amministrazione di una compagnia teatrale alla distribuzione di uno spettacolo dal vivo, dall’organizzazione di un evento o di una tournée all’audience development e alla comunicazione digitale;
  • 4 professionisti/e, uno/a per ciascuna lezione focus, che portano la loro testimonianza ed esperienza professionale sul campo;
  • lezioni con una parte teorica accompagnata da slide a cura del/della docente, una parte di analisi di case studies  ed una di simulazione pratica delle conoscenze acquisite;
  • esercitazioni pratiche su un project work dal punto di vista dell’organizzazione, della progettazione e della comunicazione.

#PROGETTOBACKSTAGE RESTART  è un corso di formazione in 25 incontri, da dicembre 2020 a giugno 2021, per acquisire a 360° le competenze di base necessarie al lavoro di organizzazione, progettazione e comunicazione nel settore dello spettacolo dal vivo. 

DESTINATARI: compagnie professionali di piccole e medie dimensioni che vogliono ri-programmarsi scoprendo come migliorare le proprie criticità organizzative; organizzatrici e organizzatori alle prime armi che vogliono scoprire una visione più ampia delle diverse competenze da poter sviluppare all’interno del proprio ambito professionale; chi, dopo un percorso di studi sullo spettacolo dal vivo e alcune esperienze lavorative nel settore, vuole avere una panoramica dei diversi ambiti in cui potersi specializzare.

DOCENTI

CARLOTTA GARLANDA è cultural manager e progettista per le performing arts. Durante la sua carriera ha coordinato e gestito progetti internazionali per organizzazioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. E’ autrice e project manager di diversi progetti finanziati da Creative Europe, ed inoltre è docente di progettazione europea. E’ general manager per la compagnia di danza contemporanea MK e consulente per organizzazioni italiane e straniere. E’ fra i soci fondatori di Liv.in.g.  Live Internationalization Gateway, srl impresa sociale che si occupa di accompagnare le organizzazioni culturali nello sviluppo di strategie di internazionalizzazione.

SIMONE PACINI si occupa come consulente free lance di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono stati realizzati in 18 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per la cultura, in collaborazione con università e imprese culturali. È docente a contratto per IED e Università La Sapienza di Roma. Nel 2018 è uscito il suo primo libro “Il teatro sulla Francigena”

LIA ZINNO è attrice, organizzatrice e distributrice teatrale. E’ stata produttore esecutivo e distributore per Teatro Segreto s.r.l., sotto la direzione artistica di Ruggero Cappuccio e poi per La Pirandelliana s.r.l., sotto la direzione artistica di Maurizio Costanzo. Ha lavorato in qualità di amministratrice di compagnia e direttrice di produzione in numerosi spettacoli teatrali in tournée in tutta Italia e alla realizzazione di alcuni festival. Si è inoltre è occupata del coordinamento di tirocini e stage interni del Progetto di Formazione per i mestieri dello spettacolo FormArt lavoro, progetto a cura del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Attualmente lavora, in qualità di Assistant Extras Coordinator, per serie televisive e film e si occupa di distribuzione teatrale come freelance

DATE E ORARIO: dal 5 dicembre 2020 al 19 giugno 2021, ogni
Sabato mattina dalle ore 10.30 alle ore 13 (esclusi festivi).

DOVE: piattaforma online Zoom

PARTECIPANTI: il corso sarà attivato al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti (min 10) entro il 3 dicembre 2020 oppure fino ad esaurimento posti disponibili (max 20).

PER MAGGIORI INFO SU PROGRAMMA E QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
Scrivi a falesiattiva@gmail.com
È richiesto cv vitae in linea con i destinatari del corso. 

Articolo pubblicitario realizzato sulla base di una sponsorship con Falesia Attiva. Per maggiori informazioni ☛ https://bit.ly/2Jh3cI8 
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Percorso formativo gratuito con il Teatro dei Venti per attori e attrici under 25

Il Teatro dei Venti apre la chiamata per l’avvio di un percorso formativo gratuito, rivolto ad attori e attrici under 25, domiciliati in Emilia Romagna, nel periodo dicembre 2020-maggio 2021. Richiesta disponibilità totale per tutto il periodo. Il percorso si apre con un incontro preliminare nelle giornate del 21 e 22 novembre, dopo le quali saranno selezionati i partecipanti definitivi.

PER CHI?
La chiamata è riservata ad attori e attrici di età compresa tra i 18 e i 25 anni e domiciliati stabilmente in Emilia-Romagna, e interessati a un percorso formativo gratuito nel periodo dicembre 2020-maggio 2021, con possibilità di avviare una collaborazione artistica con il Teatro dei Venti.

LA SELEZIONE
Per inviare la propria domanda di partecipazione all’incontro formativo del 21 e 22 novembre occorre compilare il modulo al seguente link: https://forms.gle/mmcj3pWAAy7qukTt7

Nel modulo si richiede una sintesi del curriculum artistico e formativo + una lettera motivazionale.

Scadenza invio domande: martedì 17 novembre.
Comunicazione esito prima selezione: mercoledì 18 novembre.

INCONTRO FORMATIVO DEL 21 E 22 NOVEMBRE
L’incontro formativo sarà guidato dal regista Stefano Tè e dagli attori del Teatro dei Venti e si svolgerà nel rispetto dei protocolli per il contenimento della diffusione del virus Covid-19.

COSTO 
La partecipazione è gratuita, previa selezione.

DOVE
Da remoto o presso la sede del Teatro dei Venti, in Via San Giovanni Bosco, 150 – Modena.

INFO E CONTATTI
Tel: 059 7114312 – 389 7993351
Mail: formazione@teatrodeiventi.it

SULLA COMPAGNIA 
Il Teatro dei Venti nasce a Modena nel 2005 e svolge la sua attività in quattro ambiti diversi, ma correlati: produzione di spettacoli, progettazione in ambito socio-culturale, formazione e organizzazione di festival e rassegne. Ha sviluppato una propria ricerca artistica con una particolare attenzione al Teatro negli spazi urbani, approfondendo l’utilizzo di trampoli e di scenografie mobili di grande impatto. Con i suoi spettacoli ha realizzato tournée in Italia e all’estero, in Francia, Inghilterra, Spagna, Polonia, Serbia, Croazia,  Romania, Lituania, Germania, Montenegro, Taiwan, India, Argentina. 

Membro del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, conduce percorsi formativi permanenti presso la Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e la Casa Circondariale di Modena. Sempre in ambito sociale promuove progetti di Cooperazione Internazionale (Mozambico, Serbia, Senegal) e nel campo della Salute Mentale in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Modena. Dal 2012 organizza Trasparenze > Festival e Residenze Teatrali per la promozione della scena teatrale contemporanea. Dal 2015  al 2017 ha portato avanti il progetto “Urban Theatre Experience” con il sostegno di Funder 35 – fondo per l’impresa culturale giovanile. Nel biennio 2017-2018 ha condotto un laboratorio con i richiedenti asilo del progetto “Mare Nostrum” in collaborazione con la Cooperativa Caleidos, con il quale ha vinto il bando MigrArti 2018. Nel 2019 ha debuttato con “Moby Dick”, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Melville, spettacolo che prosegue la ricerca sviluppata nell’ambito del teatro negli spazi urbani e a contatto con le comunità, con tournée in Italia, Lituania, Germania, Gran Bretagna. Con lo spettacolo “Moby Dick” ha vinto il Premio Ubu 2019 per l’allestimento scenico, il Premio Rete Critica 2019 per la progettualità/organizzazione, il LastSeen2019, spettacolo dell’anno per la rivista Krapp’s Last Post. Sempre nel 2019 ha avviato il progetto “Free Man Walking”, sostenuto da Creative Europe e basato sulla produzione artistica e la formazione teatrale in Carcere, con partner provenienti da diversi paesi. All’interno di questo progetto è in corso di produzione lo spettacolo Odissea, con debutto previsto nel maggio 2021.

www.teatrodeiventi.it

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Il Metodo delle azioni fisiche. Intervista a Carlos Maria Alsina

«Questo è quanto facciamo ora: oggi leggiamo un nuovo dramma e domani lo stiamo già recitando. Cosa possiamo recitare? Nel testo si dice il signor X entra e trova la signora Y… Sai come si entra in una stanza? Allora fallo. Nel dramma, poniamo, si incontrano due vecchi amici. Sai come si incontrano i vecchi amici? […] Cogli il succo dei loro discorsi? Allora di’ questo succo. Conosci le parole? Non importa, usa le tue. […] Entriamo nel dramma in questa maniera perché è più facile controllare e dirigere il corpo rispetto alla mente, che è più capricciosa. […] la linea fisica del corpo evoca simultaneamente la linea interiore del personaggio. Questo metodo distrae l’attenzione dell’attore dai sentimenti, li lascia al subconscio, che è il solo a poterli controllare e dirigere nella maniera giusta»

Era il 1933 e Stanislavskij scriveva così cinque anni prima di morire. Era il nuovo metodo, il punto di arrivo del suo Sistema. Partendo dall’approccio finale di Stanislavskij, ma anche dalle intuizioni dell’ultimo Brecht, Carlos María Alsina indica un percorso di formazione dell’attore basato sul metodo delle azioni fisiche. Un percorso costruito attraverso un’elaborazione concettuale profonda, che si esprime però in modo diretto ed empatico attraverso il racconto di esempi pratici e concreti tratti dalle lezioni e dalle prove teatrali realizzate dall’autore.

Carlos Maria Alsina, argentino, autore, regista, attore teatrale e didatta. Quali sono stati gli incontri determinati per il suo percorso artistico?

È bene che io faccia una premessa: è necessario separare con precisione l’esperienza personale artistica dall’esperienza pedagogica, dal momento che si tratta di due campi differenti. Io potrei essere un insegnante eccellente e un pessimo regista, o al contrario. Sono convinto che nessuno può insegnare a creare. E questa considerazione è molto importante nel campo che ci riguarda, ossia quello della pedagogia, perché quello che è importante è la capacità di dimostrare l’applicazione di un procedimento tecnico, descrivendo i suoi passaggi successivi nel modo più obbiettivo possibile. Non si tratta dunque di trasmettere un’esperienza di vita artistica personale. Questo è accessorio nella pedagogia teatrale, anche se può aiutare. Si tratta invece di trasmettere una tecnica verificabile che faciliti l’apertura di ”porte creative” negli studenti. Nessuno crea con la volontà. Il momento creativo si incontra e appare improvvisamente. La questione è chiedersi (e dimostrare) quali sono gli elementi tecnici necessari da mettere in gioco affinchè questa creatività abbia possibilità di apparire. La tecnica, o un metodo nell’arte, sono sempre mezzi, strumenti perchè la creazione, a seconda del talento di ognuno, possa arrivare oppure no. Io posso insegnare a fondere il bronzo ma non posso insegnare ad un altro a fare una bella statua. Quello che deve avere questa statua è la solidità necessaria per non cadere e questo lo può offrire il “come” la si costruisce. Dal punto di vista pedagogico la mia formazione si è sviluppata attraverso la profonda investigazione dell’ultimo periodo stanislavskijano, e il metodo delle azioni fisiche (1928- 1938), che provocano un ribaltamento copernicano nella teoria della recitazione di Stanislavskij. Durante i miei studi poi al Berliner Ensemble tra il 1988 ed il 1989, sono riuscito ad incontrare i punti di contatto tra il Metodo delle Azioni fisiche e le osservazioni sul lavoro dell’attore, realizzate da Brecht alla fine della sua vita e che si riflettono nella messa in scena de “il cerchio di gesso del Caucaso”. Dal punto di vista artistico sono molte le influenze ricevute. Quelle fondamentali arrivano da Checov e da Shakespeare. Sono due autori, che in qualche modo, strutturano il teatro occidentale.

Partendo dall’approccio finale di Stanislavskij, ma anche dalle intuizioni dell’ultimo Brecht, hai esplorato un percorso di formazione dell’attore basato sul metodo delle azioni fisiche. Ci parleresti di questo metodo e delle sue implicazioni?

Il Metodo delle Azioni fisiche provoca una rivoluzione nella storia della tecnica attorale, dal momento che ci permette di comprendere quale sia la specificità del lavoro dell’attore che in questo modo può lavorare rispettando la sua condizione di essere umano che ha la più assoluta libertà di esprimersi. Lo chiamiamo attore perché sa eseguire delle azioni. E’ per questo che non si chiama oratore, o avvocato o ballerino. È necessario definire, dunque che cosa si intende per azione e che differenza c’è tra l’azione ed il movimento. Il Metodo delle Azioni fisiche fa sì che l’attore, in relazione con gli altri, con l’ambiente che lo circonda o con i conflitti interni del suo personaggio, sia un creatore di totalità, per meglio dire costruisca fatti che prima non esistevano. E inoltre, che questi fatti posseggano determinati elementi tecnici relazionati dialetticamente tra di loro. In questo modo l’attore riuscirà ad oggettivarsi liberamente nella situazione teatrale, essendo il suo creatore e non soltanto un interprete della volontà di un regista. L’importanza di chi si oppone agli obbiettivi di un personaggio, diventa fondamentale, perché da quella lotta si troverà la sintesi. La filosofia che sta alla base de il Metodo delle Azioni fisiche è la logica dialettica. Da lì nasce l’interesse di Brecht per questo modo di lavorare dell’attore pensata da Stanislavskij nell’ultimo periodo della sua vita, perché sintetizzava quello che lui stesso (Brecht) pensava dovesse essere il lavoro dell’attore che abbandonava la concezione essenziale e formale del primo periodo di Stanislavskij (il metodo più diffuso) e che potremmo chiamare come metodo della memoria emotiva

Attualmente svolge la sua attività nel Teatro Indipendente El Pulmón in Argentina, continuando a lavorare anche in Europa e in particolar modo in Italia. Com’è nato il legame con il nostro Paese?

È nata attraverso Dario Fo, che ho conosciuto durante la mia permanenza di studio al Berlin Ensamble. Dario era venuto a Berlino a vedere la prima di una sua opera e li ci siamo conosciuti. Mi aveva interessato il suo teatro e alcuni mesi dopo, gli chiesi se potevo assistere ad alcune sue prove, per studiare la relazione tra i personaggi delle sue opere e la commedia dell’arte. Lui molto generosamente accettò la mia proposta e così mi sono trasferito a Milano. Dopo aver dato alcuni seminari con il metodo che insegnavo ed insegno, il mio lavoro ha iniziato a svilupparsi anche in Italia. Sono arrivato in Italia la prima volta nel 1990. Da allora ho sempre lavorato in Italia continuando però anche a lavorare in Argentina, in America Latina ed in Europa.

Da ottobre 2018 a maggio 2019 ripartiranno anche quest’anno i tuoi laboratori a Milano. Qual è il percorso didattico proposto e quali sono gli obiettivi del laboratorio?

Il percorso didattico è il seguente: 1) descrizione teorica e applicazione pratica dei fondamenti del Metodo delle Azioni fisiche. Elementi della situazione teatrale, definizione e classificazione delle stesse relazioni tra gli elementi e incorporazione del testo 2) il teatro di Tennessee Williams, dal momento che affrontare questo autore mi permette dimostrare come sia possibile costruire un’emozione scenica “senza” partire dall’esperienza personale o memoria emotiva 3) Autori del 900 con i quali si può spiegare l’applicazione dell’azione fisica, come creatrice/costruttrice di diversi generi teatrali e non solo del realismo. 4) il teatro di Anton Cechov che ci fa comprendere più precisamente, la specificità del lavoro dell’attore dal momento che in Cechov i personaggi “non dicono” facilmente quello che desiderano 5) il teatro di William Shakespeare perché ci mette di fronte alla sfida di lavorare con la parola poetica ma in un modo per nulla retorico o impostato. Semmai tutto il contrario, la sfida è quella di dare a quella parola, corpo e passione 6) il teatro di Bertolt Brecht, perché rappresenta un momento di passaggio che cerca di rompere con la concezione aristotelica del teatro, e mette l’attore di fronte a nuove sfide, che consistono nel rifiutare il comportamento considerato abitualmente normale dalla cultura borghese e per il teatro realista del dramma borghese. Si tratta di spiegare un nuovo tipo di realismo, che possiamo definire realismo dialettico. L’obbiettivo generale di questo percorso, è dare all’attore tecniche che, a seconda della condizioni imposte dalla costruzione di differenti generi o stili teatrali, gli permetta di esprimersi sempre con libertà e come proprietario della totalità del suo atto creativo.

A chi si rivolgono i suoi seminari e cosa sente di consigliare a chi ha intrapreso da poco questo percorso?

I miei seminari sono diretti a quelle persone che desiderano comprendere, in modo concreto e con il minor livello di generalizzazione e astrazione possibile, quali sono gli strumenti necessari per esercitare l’arte dell’attore in modo libero e cosciente. A questo cammino possono partecipare persone che si avvicinano per la prima volta alla recitazione, così come persone che hanno già esperienze e che hanno studiato altre tecniche teatrali.

MAGGIORI INFO SUI SEMINARI > https://www.facebook.com/events/711157195944012/
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#THEATRONCONSIGLIA: Fuori Tempo Utile – Seminari residenziali con Adriana Borriello e Marco Sgrosso

FUORI TEMPO UTILE dal 17 al 23 Luglio 2017, una settimana di seminari intensivi, eventi e incontri sulle arti performative nell’estremo meridione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Alla ricerca di un agire artistico semplice e necessario, fondato sulla relazione, per il tempo di un respiro profondo, sulla sospensione dei ritmi folli dell’economia, sulla necessità di soffermarsi un istante in ascolto. In collina, immerso nel verde del Parco Nazionale e a pochi minuti dal mare incontaminato del Golfo di Policastro, Tortorella è il luogo ideale dove potersi dedicare con calma allo studio e all’approfondimento.

Un tempo sospeso, altro, lontano dalla inciviltà dei grandi numeri, del teatro svenduto come superfluo prodotto da supermercato, degli slogan più o meno efficaci, dall’incessante rumore di fondo delle strambe rendicontazioni e dell’esserci a tutti i costi. In somma: un tempo in-utile, liberato, silenzioso, immerso nella natura e nello studio.

ADRIANA BORRIELLO : La Processione – studi sul tempo > Info Seminario

MARCO SGROSSO : Voci lontane sempre presenti > Info Seminario

Abbiamo incontrato Carlo Roselli e Serena Bergamasco, direttori artistici di “Fuori Tempo Utile”:

-Ciao Carlo e Serena, parlateci in breve della vostra esigenza di dar vita a Fuori Tempo Utile e perché la scelta di questo nome?

Ciao a voi!Ogni nostro progetto nasce da una esigenza, una necessità a volte prorompente di realizzare delle piccole utopie temporanee, condivisibili quanto più possibile. Infatti, già nella prima edizione (che ha dato vita a una prima residenza di studio) i partner coinvolti da tutta la penisola sono stati numerosi, fra i tantissimi ricordiamo teatrAzione che è sempre vicina alle nostre proposte. Quest’anno condividiamo il progetto con ArteDanza, compagnia e validissima scuola di danza che lavora egregiamente da venti anni, diretta Tiziana Petrone e godiamo del sostegno di partner da sempre presenti nella vita di teatrisospesi come DuoDanza, Teatro Ygramul e del Festival di Commedia dell’Arte “Come d’Arte”. 

Il nome “Fuori Tempo Utile” nasce quasi per scherzo ma in effetti cercavamo un termine che indicasse la necessità (non solo nostra) di prendersi del tempo distante da una concezione “utilitaristica”, praticamente  imperante, della vita quotidiana e non solo nell’arte. Così con Fuori Tempo Utile rivendichiamo l’inutilità di quello che facciamo e della nostra vita che, appunto, non produce utili ma è tutta tesa a liberare il tempo dall’idea che niente possa esistere al di fuori del Consumo.

-In che maniera si articolerà l’intero progetto e quali saranno le tappe fondamentali di questo viaggio e in che maniera il territorio e gli abitanti entreranno in rapporto con Fuori Tempo Utile?

Si arriva il 17 Luglio e si continua fino al 23 con circa sei ore di lavoro quotidiano tra la Casa del Marchese (dimora storica recentemente restaurata) e la Sala Consiliare del Comune, posta sul belvedere ma con anche la possibilità di lavorare all’aperto. Non mancano bei posti. L’idea è quella di creare una possibilità di dialogo tra le diverse aree artistiche coinvolte e con il territorio che ospita il progetto. Ci si potrà incontrare in diverse occasioni durante la giornata: si inizia con il tai chi mattutino guidato da Adriana e aperto a tutti, non solo ai partecipanti ai seminari. Ci saranno diverse occasioni di convivialità tra tavolate in piazza, tuffi in piscina o al mare non molto lontano, passeggiate tra boschi e sentieri del Parco Nazionale del Cilento, l’Oasi del Capello… al termine di tutto questo Tempo Inutile, se sarà possibile, si farà una prova aperta al pubblico.

Vorremmo indagare il rapporto che lega il Cilento a questo progetto artistico e perché proprio Tortorella?

Siamo legati affettivamente al Cilento. Parte delle nostre famiglie sono originarie di questi luoghi. Tortorella è il paese di origine di una parte della famiglia di Serena. Qui si respira un tempo realmente diverso, più lento, sospeso se vuoi. Impagabile non dover quasi prendere appuntamento con gli amici dell’amministrazione comunale perché è più facile incontrarli per un caffè al bar del belvedere. In un primo momento, abituati ad altri ritmi e modi, la cosa ci ha sorpreso un po’ ma, in effetti, Fuori Tempo Utile non poteva nascere in un posto diverso. Siamo davvero immersi in un tempo e un luogo privilegiato.

– La danza di Adriana Borriello e il teatro di Marco Sgrosso. Come si svilupperanno le due proposte altamente formative?

Come detto in precedenza,  la giornata comincerà per tutti con gli incontri di Tai Chi di Adriana. D’altronde il suo lavoro ne è senza altro meravigliosamente impregnato. Di seguito inizieranno i laboratori veri e propri.

Il lavoro proposto da Marco “Voci lontane sempre presenti”, sarà incentrato sulla riscoperta della memoria come mezzo per lacostruzione di “Miti” personali (e non) che potranno mutarsi in “racconti” o “personaggi”. Dalla presentazione: “Questo richiamo a un passato dal quale sentiamo di provenire genererà un immaginario collettivo comune, sul quale innestare il linguaggio dell’invenzione e della creazione, permettendoci, forse, di trovare risposte inaspettate ad alcune domande del presente”. Il lavoro e il training proposto è assolutamente “fisico”, coinvolge e nasce dal corpo – è bene specificarlo.  Tra parentesi il suo seminario si svolgerà poco dopo il laboratorio che Elena Bucci terrà a Salerno nell’ambito del Napoli teatro festival. Forse la memoria ci inganna, ma ci sembra sia la prima volta che  Marco ed Elena si trovino in Campania nello stesso periodo per dei percorsi laboratoriali. Certamente un’ occasione unica per incontrare il lavoro di questa straordinaria compagnia che è “Le Belle Bandiere”.

“La processione – studi sul tempo” è un progetto coreografico che Adriana porta avanti dal ‘97 e che avuto diverse fasi di elaborazione.  Oggi è una indagine sulla natura del tempo. Si tratta di un’esperienza sinestetica dove il movimento è musica che si incorpora e si offre alla visione. “La danza diventa tempo organizzato che si materializza nello spazio del corpo e da esso promana, tocca gli altri corpi, li trasforma, crea distanze, produce risonanze, si dilata e si contrae…” Sarebbe bello avere la possibilità di incrociare i due percorsi, chissà…

-Come immaginate il futuro di questo vostro dialogare con un territorio ricco di arte e di storia, ma povero di iniziative culturali?

Se ti riferisci alla Campania, pensiamo che questo sia un buon momento di fermento culturale e artistico. Le realtà attive sono davvero tante e non sono pochi a fare un buon lavoro. Molto si muove attraverso canali sotterranei, indipendenti e trasversali a diverse discipline e urgenze artistiche, culturali, sociopolitiche, con tratti di forte autonomia che porta, a volte, a  un certo isolamento o alla difficoltà pratica a trovare collaborazioni e dialoghi duraturi, ma pensiamo che tanti, come noi, sentano forte l’esigenza di “mettersi in rete” e rompere questo isolamento. Se parli del Cilento il discorso è diverso. Qui le contraddizioni che viviamo nelle nostre città, nella super affollata provincia di Napoli ad esempio, non hanno spazio e supporre di replicarvi gli stessi schemi di produzione culturale è fallimentare in partenza. C’è poco, è vero, ma proprio per questo le tracce di un passato storico importante sono assolutamente visibili, nelle persone, nei piccoli paesi che costellano questa terra e si accompagnano, vive, con una natura spesso incontaminata la cui bellezza aspra richiede un atteggiamento rispettoso e umile. Ecco perché pensiamo al Cilento come luogo di residenza, come terreno fertile per un fare artistico fondato sulla relazione tra persone e ambiente. Il nostro dialogo con questi luoghi seguirà su queste tracce.

-teatrisospesi è attivo sul territorio campano, e non, dal 2013. Quali le progettualità future?

Hai una domanda di riserva? No, scherziamo! In realtà ci piacerebbe riprendere il discorso interrotto, per questa stagione, iniziato quattro anni fa, ovvero lineeperiferiche: una esperienza nata per ospitare gruppi e compagnie di danza contemporanea, teatro e musica qui a Salerno, provenienti da un po’ tutta Italia e dal Sud America, con i quali è stato importante incrociarsi confrontandosi sui reciproci percorsi. Finora portato avanti in modo indipendente e col sostegno delle numerose compagnie coinvolte. Continuiamo con la produzione di spettacoli, tre nuovi progetti di teatrodanza e commedia dell’arte (come l’ultimo dedicato a I. Calvino), l’elaborazione in forma audio di un progetto dedicato a Poe nato l’anno scorso in collaborazione con l’Università di Salerno, una videoinstallazione sulla Tempesta di W. Shakespeare, ancora laboratori e progetti formativi poi tantissima musica… sempre con i nostri tempi, però!

Maggiori info:  TEATRI SOSPESI  

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