Bando di drammaturgia Futuro Passato ricordare la memoria

Bando di drammaturgia Futuro Passato ricordare la memoria

Associazione Culturale Tinaos, con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, indice il bando teatrale Futuro Passato ricordare la memoria, un progetto che coniuga formazione, creazione e produzione e che declina il tema della memoria in ogni suo aspetto. Ne sono partner: Comune di Udine, Comune di Cervignano, Comune di Buttrio, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Athena città della psicologia, ANTEAS FVG, Associazione Culturale RicercArti, Mimetòs, Bottega Errante edizioni. Il bando è rivolto a drammaturghi/e o autori/autrici teatrali senza limiti di età e mira a sostenere la creazione di nuovi testi di drammaturgia contemporanea sul tema della memoria. Affrontare il tema della memoria nasce dall’esigenza di chiarire e analizzare in profondità lo spazio e il tempo in cui siamo immersi e travolti e rimettere al centro la componente relazionale. Quale miglior strumento del linguaggio teatrale, mezzo di comunicazione che vive ancora principalmente del ricordo e delle emozioni del pubblico nel qui e ora del suo manifestarsi, che fa porre domande e stimola risposte. L’indagine si svilupperà attraverso laboratori che metteranno insieme professionisti teatrali, della danza, psicologi e operatori socio sanitari, così da far interagire l’azione culturale con il ruolo dei servizi sociali territoriali. Ai drammaturghi/e sarà chiesto di scrivere un testo inedito a partire dai materiali raccolti durante la fase di ricerca sul campo. I 4 testi saranno successivamente pubblicati dalla casa editrice Bottega Errante di Udine.

Tutor del progetto sarà Federico Bellini,drammaturgo, autore e traduttore dall’esperienza internazionale che dal 2017 al 2020 è stato drammaturgo e assistente alla direzione artistica della Biennale Teatro di Venezia. Accompagnerà i drammaturghi/e selezionati/e dallo studio del tema scelto fino alla composizione del nuovo testo. I testi realizzati saranno raccolti in un unico volume, pubblicati e promossi presso pubblico, operatori e critici e saranno disponibili anche in formato digitale all’interno della piattaforma Sonar, che permetterà di far interloquire i drammaturghi con una comunità digitale così da alimentare i contenuti e lavorare su come si percepisce oggi la memoria. Si darà vita così ad un luogo di condivisione, di testimonianze e riflessioni generando un’opera digitale partecipata della memoria stessa.

Il bando prevede la selezione di max 4 drammaturghi/e. Uno dei testi prodotti vincerà il premio di produzione. Agli altri tre sarà garantita la presentazione al pubblico e agli operatori del settore in forma di lettura scenica.
Termine ultimo per compilare la domanda: 15 gennaio 2022.

Punto 1. Bando

Prevede due tappe. Prima tappa: Si chiede ai candidati di inviare per la prova selettiva (attraverso la piattaforma Sonar; www.ilsonar.it): CV, un testo di massimo 5 cartelle formato A4 (può trattarsi di un testo già scritto o pubblicato o di un inedito senza indicazioni sul tema), lettera motivazionale che riguardi il tema della memoria nell’accezione riguardante il concetto di “memoria” scelta dal drammaturgo/a o autore/ice e una dichiarazione di impegno. È prevista una giuria composta dai promotori del progetto e dal tutor, che concluderà questa prima tappa con la proclamazione di 10 semifinalisti. Seconda Tappa: ai 10 semifinalisti/e sarà richiesto di inviare un testo completo già scritto o pubblicato o un inedito, sempre senza indicazioni sul tema. Al termine di questa seconda fase la giuria proclamerà i 4 drammaturghi/e o autori/ ici che parteciperanno al progetto.

Punto 2. Tutoraggio e Indagine sul campo

I 4 drammaturghi/e selezionati lavoreranno in un unico contesto territoriale nel periodo di aprile fino agli inizi di maggio avvalendosi di un continuo confronto con enti e istituzioni che si occupano anche a livello clinico della memoria (ad esempio malati di Alzheimer). Parteciperanno in maniera attiva ai laboratori sulla memoria affiancati da esperti del settore che vedranno coinvolti soggetti di differenti fasce d’età. I drammaturghi seguiti dal tutor in tutte le fasi del lavoro avranno anche la possibilità di interagire con una comunità virtuale per mezzo della piattaforma Sonar. Al termine di questo periodo il lavoro di scrittura continuerà sotto la supervisione del tutor per via telematica.

Punto 3. Scrittura e Pubblicazione

I testi realizzati saranno sottoposti a giudizio insindacabile della giuria che assegnerà un premio di produzione a uno di essi. Gli altri testi saranno presentati in forma di lettura scenica.

Punto 4. Produzione

Il testo scelto dalla giuria per il premio di produzione tra i 4 testi prodotti in fase di tutoraggio potrà essere depositato per la tutela del diritto d’autore al minimo d’uso e non potrà avere vincoli tali da vietarne la produzione e la circuitazione. Qualora sia impossibile effettuarne la produzione, l’autore viene automaticamente escluso dal progetto e la giuria potrà decretare un nuovo vincitore tra i tre restanti. La produzione si occuperà di definire il cast artistico e tecnico per la realizzazione dell’opera vincitrice. Tali scelte saranno insindacabili. Il drammaturgo/a di tal testo sarà invitato dalla produzione ad assistere a parte delle prove e a collaborare alla sua realizzazione.

TEMPI E MODALITÀ DI SELEZIONE

A. 15/01/2022 > chiusura bando.
B. entro il 15/02/2022 > pubblicazione dei nomi dei 10 drammaturghi semifinalisti selezionati su Sonar (fa fede unicamente il sito internet).
C. 01/03/2022
> pubblicazione dei nomi dei 4 drammaturghi/e vincitori selezionati su Sonar (fa fede unicamente il sito internet).
D. 1 aprile – 4 maggio 2022*
1 aprile – arrivo drammaturghi/e.
2 aprile_3 maggio – attività.
4 maggio – partenza drammaturghi/e.
Il progetto si svilupperà nei Comuni di Udine, Cervignano e Buttrio.
Sede principale delle attività sarà la Sala Anton Cechov del Teatro San Giorgio di Udine.
E. settembre 2022 > proclamazione del testo vincitore.
F. ottobre 2022 > inizio fase produzione.

La presenza dei 4 drammaturghi/e selezionati è OBBLIGATORIA nel periodo di inizio attività (vedi punto D). I 4 drammaturghi/e selezionati che parteciperanno alla fase 2 del progetto saranno scritturati per 34 giorni consecutivi dal soggetto capofila. Per ognuno è prevista una paga lorda giornaliera di 73 euro per un totale lordo di 2.482 euro e l’alloggio in camera doppia in appartamento con uso cucina.Le spese di viaggio e vitto saranno a carico dei partecipanti.

Gli spostamenti nei vari comuni per le attività d’indagine sul campo/laboratoriali saranno organizzati dall’ente capofila. Le scelte della giuria sono insindacabili garantendo la massima tutela di tutti i partecipanti.

*L’organizzatore si riserva la possibilità di eventuali slittamenti temporali.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Per partecipare alla selezione è necessario compilare il form, entro e non oltre le ore 12.00 del 15 gennaio 2022.
I drammaturghi/e interessati/e devono completare la procedura di iscrizione online su SONAR il digitale al servizio del teatro contemporaneo (www.ilsonar.it) e inserire i materiali necessari alla partecipazione (i materiali vanno inviati unicamente in formato digitale PDF) con le modalità di seguito riportate:

A) creazione del profilo “artista singolo” inserendo i dati richiesti;
B) cliccare sul logo “Futuro Passato” presente nella home del profilo per avviare la procedura guidata d’iscrizione inserendo i materiali di seguito indicati:

dichiarazione di impegno in caso di ammissione a frequentare il percorso di indagine sul territorio per la sua intera durata e a rispettare le date di consegna degli elaborati; • Curriculum Vitae dettagliato attinente all’attività teatrale anche in formato non europeo;
estratto di un proprio testo d’autore max 5 cartelle formato A4 che non sia l’adattamento o la riduzione di un’opera esistente;
lettera motivazionale che dedichi particolare attenzione al proprio interesse sull’indagine riguardante la memoria;

Una volta completata correttamente la procedura, la piattaforma invierà una email di conferma.

Dopo la prima fase di selezione la giuria individua i drammaturghi/e semifinalisti/e che accedono alla seconda fase di selezione.

• Ai semifinalisti/e sarà chiesto di caricare sulla piattaforma Sonar un testo già scritto o pubblicato o un inedito senza indicazioni sul tema corredato di breve sinossi.
Al termine di questa seconda fase la giuria selezionerà i quattro vincitori i cui nomi saranno pubblicati entro il 1 marzo 2022 sulla piattaforma Sonar.

I drammaturghi/e partecipando al bando danno automaticamente il consenso:
– alla pubblicazione online dei testi inviati alla piattaforma Sonar, per accedere alla fase finale della selezione e alla loro lettura da parte degli iscritti alla piattaforma;
– alle riprese audio video previste nelle diverse tappe del progetto, tali riprese avranno come fine la promozione e diffusione del progetto nonché la realizzazione di un documentario attinente;
– alla pubblicazione dei nuovi testi.
E accettano:
– di rispettare tutte le regole di partecipazione del suddetto bando;
– le tempistiche indicate dall’associazione capofila per la messa in scena del testo vincitore;
– di rispettare i protocolli di sicurezza relativi all’emergenza sanitaria da Covid-19.

INFO:

info@tinaos.com

#News: La Drammaturgia di Franco Scaldati a Roma 29 e 30 Novembre

#News: La Drammaturgia di Franco Scaldati a Roma 29 e 30 Novembre

Il teatro è un giardino incantato dove non si muore mai
La drammaturgia di Franco Scaldati 

Un mondo meridiano e notturno, lirico e carnale vive nei testi teatrali di Franco Scaldati. Una Palermo fatta di voci di venditori, di serenate all’amata, di richiami di bambini all’imbrunire, di violenze improvvise e apparentemente immotivate, di giochi, dialoghi fra figure erranti che sognano piatti di tennerumi, creature eteree o al contrario estremamente radicate ai bisogni terreni. Alla sua morte avvenuta nel 2013, Franco Scaldati, drammaturgo, poeta, attore e regista, lascia un ampio fondo di opere teatrali, la maggior parte delle quali inedite, e una consistente mole di varianti redatte anche a distanza di anni: tredici testi pubblicati e trentasei inediti, e a questi sono da aggiungere undici riscritture tratte dalla letteratura teatrale nazionale e internazionale. Il progetto ha come obiettivo quello di far conoscere la produzione per il teatro di un grande scrittore che, in quarant’anni di attività, ha operato essenzialmente a Palermo, una città che né in vita né dopo, ha saputo valorizzare la sua figura di artista, il suo magistero di formazione nei confronti dei giovani che hanno partecipato alle attività che lo scrittore-attore ha portato avanti, per lo più in sedi precarie e disagiate.

Il 29 e 30 novembre 2017 presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma, due giornate di studio dedicate alla drammaturgia di Franco Scaldati con storici del teatro e della letteratura, linguisti e critici, per analizzare il mondo, la scrittura e il linguaggio dell’autore-attore nel contesto della storia del teatro e della letteratura del Novecento, italiana (Pirandello, De Filippo, Testori, Pasolini) ed europea. Gli interventi di studiosi  (Lucia Amara, Stefano Casi, Valeria Merola, Cristina Grazioli, Matteo Martelli, Donatella Orecchia, Antonella Ottai, Marco Palladini, Viviana Raciti, Stefania Rimini, Andrea Scappa, don Cosimo Scordato, Carlo Serafini, Valentina Valentini) e  di artisti di teatro (Antonella Di Salvo, Melino Imparato, Carlo Quartucci, Stefano Randisi, Carla Tatò, Enzo Vetrano), indagano la dimensione orale, raccontano le figure femminili, i tonti che popolano il suo mondo, le tenebre e la luce in cui sono immersi. Insieme alle analisi e alle discussioni che ne scaturiranno, si inseriscono proiezioni e ascolti di Franco Scaldati e di Mimmo Cuticchio, entrambi sulla figura di Lucio, di Edoardo De Filippo, Roberto Latini e Melino Imparato su tre diverse versioni linguistiche de La Tempesta shakespeariana. Di Federico Tiezzi si proietta il finale de I Giganti della Montagna di Pirandello riscritto su sua richiesta da Scaldati, Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno vita alla coppia di Totò e Vicé erranti nelle vie di Palermo in un recentissimo film di Marco Battaglia e Umberto De Paola. L’ipotesi che sottende la composizione delle due giornate di studi è quella di far circolare la produzione di questo scrittore insulare, soave e violento, nella trama dei testi per il teatro degli scrittori italiani ed europei del Novecento, cosa che fino a oggi non è avvenuta.

 

 

PROGRAMMA:

29 novembre | ore 14:30
Biblioteca nazionale centrale di Roma (via Casto Pretorio, 105)
Saluti dal direttore Andrea De Pasquale
Presiede: Valentina Valentini

30 novembre | ore 9:30
Biblioteca nazionale centrale di Roma (via Casto Pretorio, 105)
Presiede: Donatella Orecchia (Università di Roma Tor Vergata)

30 novembre | ore 14:30
Biblioteca nazionale centrale di Roma (via Casto Pretorio, 105)
Presiede: Vito di Bernardi (Sapienza, Università di Roma)

Notturno Scaldati | ore 21:00 
Teatro Argentina (Largo di Torre Argentina, 52)
ingresso libero

coordinamento di Antonio Calbi e Roberto Giambrone
letture e intermezzi coreografici di Aldes, Marco Cavalcoli, Elio De Capitani, Marion D’Amburgo, Antonella Di Salvo, Melino Imparato, Roberto Latini, Saverio La Ruina, Luigi Lo Cascio, Opera, Carlo Quartucci, Stefano Randisi, Carla Tatò, Enzo Vetrano

È possibile parlare la lingua di Scaldati? È possibile comprenderla? In effetti è come se fosse una lingua straniera, anche per chi è nato a Palermo trenta/quaranta anni fa. L’attore Scaldati comunicava con la sua voce, con il ritmo dei suoi gesti e con i movimenti del suo corpo a platee che non conoscevano il teatro né comprendevano la sua lingua. Cosa succede, ci chiediamo, quando un suo testo viene restituito da un attore che non conosce la sua lingua, destinata a diventare come un geroglifico quando non ci saranno più quei pochi attori che la parlano e la comprendono? L’esperimento messo in opera con Notturno Scaldati è quello di testare come si manifesta il mondo-teatro scaldatiano attraverso figure di attori e attrici differenti per generazione, per pratiche vocali, linguistiche, sonore e performative, per esperienza diretta di lavoro con Scaldati o completa ignoranza del suo mondo. Ovvero verificare se e come sia possibile far vivere il teatro di Scaldati senza Scaldati, sulla scena, sulla pagina e per radio.

Progetto di Valentina Valentini con la collaborazione di Viviana Raciti

Con il sostegno di: Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata, Teatro di Roma, Biblioteca nazionale centrale di Roma (MIBACT), Associazione Ubu per Franco Quadri, Dipartimento Cultura Roma Capitale, Rai Radio3, Move in Sicily, Associazione Lumpen e ILa Palma, PAV, Sciami.com

DRAMMATURGIA: Teatro nel diluvio di Simone Amendola

DRAMMATURGIA: Teatro nel diluvio di Simone Amendola

Teatro nel diluvio di Simone Amendola

Teatro nel diluvio di Simone Amendola

 

Il 29 Marzo alle ore 18.30, al foyer del Teatro Valle di Roma, avverrà la presentazione di Teatro nel diluvio, il libro che raccoglie i testi teatrali di Simone Amendola.

Cinque testi, tutti precedentemente premiati. Quattro testi scritti appositamente per il teatro, di cui i più lontani nel tempo Eravamo e Porta Furba già pubblicati singolarmente, e i più recenti, L’uomo nel diluvio e Nessuno può tenere Baby in un angolo, portati in scena con successo dallo stesso autore con Valerio Malorni. Chiude la raccolta un racconto, Piccoli pregi, che del teatro ha l’impeto del monologo. Si spazia dagli esterni agli interni della periferia, dalla condizione identitaria dell’essere migranti alla chimera Europa, dall’amore alla violenza sulle donne, con una domanda di fondo che attraversa tutti i lavori ‘come stiamo al mondo?.

Pubblicato nella collana Percorsi dalla casa editrice Editoria&Spettacolo – che dal 2000 ad oggi ha pubblicato una fetta importante del teatro italiano e internazionale, presente e passato – il volume è una raccolta di lavori scritti tra il ’98 ed il 2018.

Il libro è in distribuzione nei tradizionali canali online (amazon, ibs, etc.), nelle numerose librerie affiliate alla Casa Editrice e ordinabile in qualsiasi Feltrinelli.

 

Leggi l’incipit di

Nessuno può tenere Baby in un angolo di Simone Amendola

 

Teatro nel diluvio di Simone Amendola

Teatro nel diluvio di Simone Amendola

 

Biografia dell’Autore

Simone Amendola è cineasta e drammaturgo da sempre focalizzato nel racconto delle marginalità. Ha presentato i suoi lavori in alcuni tra i più importanti festival di settore, nel 2016 la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premio Ilaria Alpi (2010) per il documentario narrativo, Premio Solinas (2014) per la sceneggiatura, Premio In-Box (2014) per la nuova drammaturgia.

Flat 401 al Nuovo Teatro Sanità – Intervista al drammaturgo Giovanni De Luise

Flat 401 al Nuovo Teatro Sanità – Intervista al drammaturgo Giovanni De Luise

Debutta venerdì 25 maggio, ore 21.00, presso il Nuovo Teatro Sanità, FLAT 401, spettacolo vincitore della seconda edizione di On stage h24, progetto a cura di Carlo Caracciolo e Fabiana Fazio. Il gioco teatrale, a cui hanno partecipato attori, registi, drammaturghi lo scorso gennaio sul palco di piazzetta San Vincenzo, s’ispira al Kino Kabaret, evento che appartiene al mondo del cinema, durante il quale filmakers da tutto il mondo s’incontrano in un luogo e girano cortometraggi in tempi brevissimi.

FLAT 401 di Giovanni De Luise, secondo classificato al Premio letterario “Anna Castelli” 2018, per la sezione Teatro, è messo in scena con la regia di Filippo Stasi. Gli attori Chiara Barassi, Manuel Severino, Santa Verde e Federica Pirone interpretano i protagonisti della vicenda, la storia di Alice, il suo cambiamento di vita, improvviso, generato da un’ingiustizia subita che non trova una logica spiegazione se non nella prepotenza del potere a cui, talvolta, bisogna sottostare.

Siamo in un appartamento al piano terra del grattacielo Cuore. Alice, la protagonista della storia, si accorge che in casa c’è un intruso, Armando, il quale la informa che a breve verrà a farle visita la proprietaria del grattacielo, la Signora Cuore, per sfrattarla dall’ appartamento in cui è in affitto. Il mondo di Alice crolla, non riesce a trovare una spiegazione a quello che le sta accadendo; non c’è alcun motivo logico, nessuna ragione o colpa per cui lei debba esser mandata via dalla casa. Nel dialogo tra i due, interviene Bianca, la segretaria dell’amministratrice, che però non riesce a trovare una soluzione a quella situazione così assurda e surreale. Ormai, ad Alice, non resta che aspettare la temibile Signora Cuore per conoscere il proprio destino.La vicenda mette in risalto la prepotenza del potere e l’impossibilità dell’ uomo di potervi tenere testa, perché spesso preso in inganno. Il testo cerca di far riflettere sulle ingiustizie quotidiane subite da tutti noi, da atti che possono definirsi criminali contro chi fa parte di una società civile, come quella del condominio Cuore.

 

> LEGGI UN ESTRATTO DEL TESTO

 

Intervista a Giovanni De Luise

Come nasce “Flat 401”?

Giovanni De Luise

Giovanni De Luise

Questo testo nasce durante On stage h24, progetto a cura di Carlo Caracciolo e Fabiana Fazio dove c’era anche il regista attuale Filippo Stasi che aveva l’ambizione di trattare in uno spettacolo teatrale il tema della Camorra. Ci siamo confrontati con lui e gli dissi: “Oggi parlano tutti di camorra però noi possiamo parlare di questo tema anche in maniera diversa rispetto agli altri; individuando la Camorra in alcuni semplici gesti delle persone”. Noi tutti nell’immaginario pensiamo all’equazione “Camorra=Gomorra” ma la Camorra può essere anche una persona che all’improvviso si sveglia e decide di cacciare un condomino dal suo grattacielo di 101 piani, come nel caso del testo che ho scritto.Il problema è che tutti i condomini pagano un affitto, tutti sono regolari, in quel momento la padrona di casa fa il bello e il cattivo tempo come fa la Camorra, in un circolo di violenza e di prepotenza. I camorristi lavorano sulla psicologia dei deboli e degli ultimi.

Il testo nasce fra una chiacchierata e un’altra. Nella mia testa c’era il desiderio di voler parlare della prepotenza del Potere nei confronti del più debole e mi venne in mente questa idea di utilizzare un codice condominiale che sebbene esista presenta anche delle pagine bianche. Un codice di leggi in vigore che nella realtà non viene rispettato. Faccio un esempio in maniera esponenziale molto grande: pensiamo alla guerra. Tutti noi ripugniamo la guerra e pensiamo che l’Italia non stia conducendo guerre così come sancisce la nostra Costituzione ma in realtà non è così.

Il problema è che la ragazza protagonista verrà cacciata ma non saprà mai per quale motivo, e questo è molto kafkiano. C’è una condanna a una persona che fino alla fine non saprà mai qual è il suo capo d’imputazione fino ad autoconvincersi che molto probabilmente è lei, il problema di sé stessa, che l’ha condotta allo sfratto. Questo è ciò che accade in scena come nella vita a danno dei più deboli.

Flat 401 e la metafora del condominio, luogo e specchio del nostro mondo malato. Qual è stato il percorso di ideazione e di stesura del testo?

Sin da piccolo ho sempre pensato di voler mettere in scena Alice nel paese della Meraviglie. Ho sempre avuto la passione per questo cartone animato e in generale per l’autore Lewis Carroll, uno fra i più grandi scrittori della letteratura mondiale. Ho tratto ispirazione dai luoghi letterari, a partire dal codice condominiale che è un omaggio al libro della regina di cuori – anche quel libro era composto da poche pagine bianche. Anche i protagonisti di Flat 401 come quelli di Alice nel paese della Meraviglie sono strani, nei modi di fare e di parlare.

La struttura del testo si è definita attraverso il mio confronto creativo con letture precedenti ed esperienze personali riguardanti le ingiustizie che vengono fatte e trattate sia nella letteratura si nella vita quotidiana; tematiche che vanno ad arricchire sempre di più il racconto. Il personaggio di Alice di Flat 401 è una tipa un po’ svampita, come l’Alice di Carroll; il condominio cuore prende il nome dalla regina di cuori che vuole tagliare la testa a chiunque muova un passo sbagliato o dica una parola di troppo. I personaggi sono stati ispirati da quelli del romanzo di Carroll ma non sono proprio identici.

Rispetto alla resa scenica del testo, quali sono le tue impressioni sul lavoro registico di Filippo Stasi?

Filippo, pur essendo giovane, è un ragazzo molto determinato, ha delle idee molto brillanti e innovative. Il suo è un teatro contemporaneo che si avvicina alla mia idea di teatro che ha bisogno di energia e di forza e di ritmi serrati. Anche in questo spettacolo si possono notare queste caratteristiche umane e artistiche.

Dal primo giorno in cui ho incontrato Filippo Stasi c’è stato subito un feeling anche perché sia io sia lui abbiamo studiato al Teatro Elicantropo con Carlo Cerciello però dopo abbiamo scelto due strade diverse, lui si occupa prettamente solo di regia mentre io ho deciso di avvicinarmi alla drammaturgia. Ci tengo a sottolineare che sono molto fortunato ad essere stato l’allievo Manlio Santanelli che ha puntato su di me e io ho avuto questa fortuna che in pochi possono avere, dal momento che ho ricevuto tutte le sue attenzioni quindi evidentemente ha visto qualcosa in me che altri non avevano visto.

che tipo di emozioni suscita in te vedere Flat 401 in scena al Nuovo Teatro Sanità?

Il Nuovo Teatro Sanità si avvicina a un ambiente teatrale che io definirei “nobile” o “teatro puro”. Il direttore artistico Mario Gelardi è molto vicino ai giovani, molto vicino alla drammaturgia contemporanea. Gelardi ha fatto tanto per i ragazzi del Rione Sanità e li ha avviati a una attività difficile ma piena di passione e di speranza. Molti di questi giovani oggi lavorano come attori. Anche tutte le altre persone che lavorano nel ntS’ sono di grande valore come le responsabili dell’ufficio stampa Antonella D’Arco e Milena Cozzolino. Gelardi è riuscito a unire tutte queste persone di differenti età, strati sociali e capacità professionali, e anno dopo anno, ha presentato in cartellone spettacoli sempre più di qualità facendo passi da gigante. Sono onorato di lavorare al Nuovo Teatro Sanità: era uno dei miei sogni, così come quello di andare in scena con Federica Aiello all’interno del format Teatro Cerca Casa, una realtà di teatro fatto in casa. Mi manca un terzo teatro dove andare in scena – il mio terzo sogno – che però tengo per me in quanto scaramantico…

Nuovo Teatro Sanità
presenta
venerdì 25 e sabato 26 maggio 2018, ore 21.00
domenica 27 maggio 2018, ore 18.00
Nuovo Teatro Sanità
Piazzetta S. Vincenzo 1, Napoli
FLAT 401
drammaturgia Giovanni De Luise
con
Alice – Chiara Barassi
Armando – Manuel Severino
Bianca – Santa Verde
Signora Cuore – Federica Pirone
scene Vincenzo Fiorillo, Rosita Vallefuoco
costumi Sara Oropallo
musiche originali Mario Autore
assistenza alla regia Chiara Barassi
aiuto regia Mario Autore
regia Filippo Stasi
Lo spettacolo replica sabato 26 maggio alle ore 21.00 e domenica 27 maggio alle ore 18.00. Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all’indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 12,00 euro.
DRAMMATURGIA: “Se un albero cade” di Sonia Di Guida

DRAMMATURGIA: “Se un albero cade” di Sonia Di Guida

“Se un albero cade” di Sonia di Guida 

Scritto durante la formazione drammaturgica “Locus Solus” nel 2017 ad Albinea da febbraio a luglio 2017 seguito dalla regia, “Se un albero cade” è stato presentato per “Albinea in scena” all’interno del Festival del Jazz. La costruzione del testo e la realizzazione della regia – scrive l’autrice Sonia di Guida – ha attraversato tre fasi di studio, lavoro e soprattutto ricerca, quindi un procedimento a me consanguineo. La fase dell’ispirazione ossia di apprendimento, osservazione, esercizio, bozzetto, progettazione mi ha lasciato parecchio materiale per poter lavorare e che nei tempi di scrittura, è stato naturalmente falciato e delineato nella sua forma e sostanza più prossima. Tutto questo succedeva negli incontri presso la struttura, in cucina, in giardino, sulle scale, sul letto, in bagno, sul treno in un continuum fino a casa propria, poi di nuovo sul treno.

La fase della messiscena è stata la più interessante, ho cercato un’attrice e insieme abbiamo sublimato definitivamente il testo e con due musicisti che hanno suonato live con più strumenti. Tutto il lavoro si è compiuto anche grazie allo scambio continuo con altri compagni di viaggio che avevano provenienze diverse dalla mia e anche grazie al docente e all’assistente.

Questo testo mi ha sottoposto triliardi di domande e quadriliardi di dubbi, senza lasciarmi mai una sola risposta. La protagonista vive questo, involontaria di quello che sta sta per accaderle, si fa una semplice domanda, poi ne arriva un’altra, un’altra ancora, e ancora…e quel punto si mette in moto l’inconscio portandola direttamente di fronte a tutte le porte chiuse dei suoi dimenticati ricordi addentrandosi totalmente nella sua – ricerca del tempo perduto. Durante la messinscena mi accorgevo che la struttura letteraria assumeva man mano una forma sempre più frammentata rispetto a come l’avevo immaginata inizialmente, così oggi ho preferito non inserire nessuna nota di regia, per non ostacolare la fantasia del lettore.

> Leggi “Se un albero cade” di Sonia Di Guida

Biografia dell’Autrice

Nasco a Bologna e cresco a Casalecchio di Reno. Da quando ho 16 anni scrivo parole più o meno conosciute una di fila all’altra per sfogarmi della bruta società e delle persone che ignorano in generale. Ascolto musica, dipingo, guardo film, vado a mostre, faccio foto, vado in bici, prendo foglie, sassi, fiori, conchiglie, scontrini, so che devo ricordare, leggo, studio poesia, teatro. Oggi ho smesso di fare alcune di queste cose forse perché le persone che ignorano le cose fondamentali e non necessarie le prendo e le de – scrivo in scene teatrali. Poi sono decisamente attratta da quella bruta società che un tempo mi ha fatto penare moltissimo, ammetto che anche oggi mi fa soffrire, però almeno provo a scovarne gli altarini, le bugie, i manini così la derido, la rivolto, la paleso, la trasfiguro ma non le mento mai anche perché quello che mi circonda sembra tutto vero e poi alla fine la realtà supera la fantasia.