Al via alla quarta edizione del Festival Dominio Pubblico_la città agli under 25: Ecco il programma completo

Si dà il via alla quarta edizione del Festival Dominio Pubblico_la città agli under 25 dal 30 Maggio al 4 Giugno 2017, presso gli spazi interni ed esterni del Teatro India (Lungotevere V. Gassman, 1). Un vero e proprio festival della creatività Under 25 che da quest’anno registra un notevole incremento nelle reti di partenariato nazionale: dalla collaborazione con il progetto MigrArti, al riconoscimento del bando Siae/SiIllumina, al patrocinio del V Municipio di Roma, permettendo il coinvolgimento di artisti di rilievo del panorama artistico italiano e l’attivazione di progetti interculturali nelle periferie urbane di Roma attraversando luoghi come MONK, Teatro Quarticciolo e Cinema Aquila al Pigneto. Tra le novità di quest’anno il Festival Dominio Pubblico ospiterà anche un’importante iniziativa promossa dall’ Istituto Mutualistico Artisti Interpreti ed Esecutori che dedicherà a tutti i giovani artisti coinvolti un premio destinato alla valorizzazione dei Talenti Emergenti Under 25. Il premio sarà assegnato da una giuria popolare e da una giuria tecnica composta dai redattori di alcune importanti riviste di settore negli ambiti cinema, musica e spettacolo dal vivo. La serata della premiazione si svolgerà presso il Teatro di Ostia Antica nell’ambito del Festival IL MITO E IL SOGNO – giugno-luglio 2017.

Ospiti d’eccezione di questa quarta edizione saranno il gruppo musicale elettropop bolognese Lo Stato Sociale che con Kepler-452 e Festival 20 30 presenta il 30 maggio alle ore 21.15, in area esterna, lo spettacolo teatrale unione di più esperienze artistiche La rivoluzione è facile se sai come farla: È possibile oggi, qui, per noi, immaginare una rivoluzione? Se sì, quale? Si tratta del moto di un corpo intorno al suo centro di gravitazione o della sovversione violenta dei rapporti di forza? Tra gli ospiti internazionali Dominio Pubblico ospita Takoua Ben Mohamed, fumettista e graphic journalist tunisina ideatrice del “fumetto intercultura” che dal 2 al 4 giugno negli spazi interni del Teatro India presterà la sua esperienza in un vero e proprio laboratorio live, a ingresso libero, di graphic journalism, avviando il pubblico alle tecniche di comunicazione tramite il fumetto, raccontando storie realmente accadute. Il 2 giugno in concerto il giovane gruppo Inna Cantina Sound, band romana che negli ultimi anni si è imposta come cuore e anima della scena reggae e raggamuffin italiana che in occasione del festival Dominio Pubblico presenta al pubblico romano il nuovo EP Mango Papaya.

All’interno della manifestazione sono in programma circa 50 eventi tra spettacoli teatrali e di danza, audiovisivi, arti visive e concerti dislocati prettamente negli spazi interni ed esterni del Teatro India con alcuni eventi programmati in spazi più periferici come Cinema Aquila e al Teatro Quarticciolo di Roma.

Il Festival, giunto alla sua quarta edizione, è il compimento dell’intero progetto di formazione Dominio Pubblico rivolto a ragazzi/e under 25 che vogliono sperimentarsi in un percorso da spettatori attivi finalizzato alla produzione, promozione e organizzazione di un festival multidisciplinare. Nato nel 2014 dall’incontro delle direzioni artistiche di Teatro Argot Studio e Teatro dell’Orologio viene riconosciuto come realtà promozionale dal MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

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ARTI VISIVE

TEATRO INDIA | Ingresso gratuito

 Martedì 30 maggio ore 18.30 | Foyer A

Incontro con gli artisti selezionati e presentazione delle opere in esposizione.

Ingresso gratuito

EPPURE C’È STATA UN’ ETÀ DELL’ORO

olio su tela di Eleonora Nanu

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

La ricerca pittorica di Eleonora Nanu nasce da questo assioma: è esistita un’epoca in cui il rapporto tra uomo e natura era perfetto e completamente armonico. Non vi erano bisogni o necessità, la natura provvedeva generosamente a tutto e l’uomo ne era parte integrante. Un’utopia forse, ma la sensibilità pittorica può aiutarci a risvegliare quelle emozioni, rivelando un rapporto nuovo e al contempo antico con la natura.

WEDERGEBOORTE (Rinascita)

stampe fotografiche di Flavia Pollastrini

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

L’artista riprende quadri famosi, rivisitandoli in chiave critico-moderna, rendendoli totalmente decontestualizzati e a tratti parodici. Ricostruisce opere fondamentali dell’immaginario contemporaneo donando all’osservatore un punto di vista sempre nuovo con accostamenti irriverenti e ironici.

ALBA

illustrazioni su carta di Ludovica Cefalo

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

Illustrazioni su carta liberamente ispirate dal linguaggio della poesia. Su questi elementi si concentra il lavoro artistico di Ludovica Cefalo. I tratti leggeri della pennellata, ma al contempo decisi, rievocano la condizione fragile della poesia e i colori pastello rendono labili i confini delle solide figure.

STROMBOLI

stampe fotografiche di Cesare D’Arco

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

A Nord-Est della Sicilia, come un faro nel Mediterraneo, si erge Stromboli. Quando sono arrivato per la prima volta sull’isola, nel 2016, l’incomparabile varietà e ricchezza dei paesaggi, la cenere, le lave, la roccia vulcanica mi hanno travolto. L’isola preserva le vestigia del passato e le restituisce perfettamente conservate. I suoi 400 abitanti, come sospesi nel tempo, sono dediti alla pesca, all’agricoltura e abitano i caratteristici borghi presenti sull’isola. Come quello di Ginostra dove si arriva solo con il mulo e sembra di tornare indietro nella storia, in un posto dove il tempo si è fermato e si vive ancora come nell’antichità. Gli Strombolani si sono battuti per preservare le strade dall’illuminazione artificiale e così le stellate a Stromboli sono indimenticabili e luminose al punto da poter camminare senza l’ausilio delle lampadine tascabili.

INNER WORLDS

disegno digitale di Stefania Sgreva

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

Illustrazioni a tema teatrale in cui l’attore camaleonticamente spazia tra generi, culture e momenti storici del teatro, a cui si sommano opere di carattere più intimo, in un linguaggio artistico innovativo e profondamente personale. Questi disegni sono tratti da una vasta raccolta personale di “Inner Worlds” (Mondi Interiori) una galleria artistica dei temi stilistici che ricorrono frequentemente nei lavori di Stefania Sgreva come ad esempio: il Giappone, universi paralleli interconnessi, una fascinazione estetica per l’anatomia e il cuore umano, la dimensione onirica.

SPAZI ALTRI

stampe fotografiche di Simone Galli e Federico Cianciaruso

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer B

Spazi altri è un progetto fotografico che nasce da due ricerche individuali, che si scoprono affini per le influenze e poi per i risultati. Da un punto di vista compositivo sono forti le influenze estetiche di fotografi come Luigi Ghirri, Stephen Shore e Joel Meyerowitz e degli scritti di Michel Foucault. Il testo “Utopie Eterotopie” costituisce un punto fermo di questa ricerca visiva.

La direzione del Festival “Dominio Pubblico_la città agli under 25” in collaborazione con Officina b5, scuola di illustrazione situata nel cuore del Rione Trastevere, ha indetto un contest cui gli studenti hanno preso parte.

Ecco i vincitori:

NUVOLE

di Francesca Longo

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

L’illustrazione evoca con semplicità i caratteri di mutevolezza e fuggevolezza propri del teatro e dell’arte, che come tante nuvole ogni giorno vanno e vengono, cambiando continuamente forma. L’apparenza e la finzione si celano dietro le maschere, che, una volta calate, lasciano il posto a volti comuni. Proprio come un quadratino di carta che, ripiegato su se stesso, può fingersi farfalla.

MÉLANGE

di Simona Randazzo

Dal 30 Maggio al 4 Giugno | Foyer A

L’illustrazione realizzata è una sintesi grafica di ciò di cui si occupa Dominio Pubblico. Si tratta di un insieme di persone che si trovano simultaneamente nello stesso spazio e nello stesso tempo, accomunate dalla passione per l’arte. Se osservi con occhio attento, troverai all’interno dell’illustrazione vari riferimenti al panorama culturale passato e presente.

PERFORMANCE | INSTALLAZIONI

TEATRO INDIA | Ingresso gratuito

HOOP-237

performance audiovisiva di Enrico Piraino

Mercoledì 31 maggio ore 19.00 | India In

Hoop-237 è una rappresentazione audiovisiva, in chiave moderna, della teoria della “Musica delle sfere”. Interamente sviluppato su Max/Msp, si tratta di un lavoro di sintesi su di un effetto particellare aleatorio e di un’elaborazione di campioni provenienti, principalmente, dal canale Soundcloud della Nasa. Hoop-237 vuole essere un paesaggio sonoro e visivo del nostro universo e delle sue armonia.

FABBRICA Ø

a cura del Collettivo “NAVA” nell’ambito della Business School Sole 24 ORE con la direzione artistica di Benedetta Carpi De Resmini e la collaborazione degli studenti dell’undicesimo master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali.

Mercoledì 31 Maggio

Tavola Rotonda sul tema del lavoro ore 17.00 | Foyer A

Spettacolo-performance ore 21.00 | Sala B

Un evento sul lavoro concepito per un solo giorno. Performance, opere video e installazioni nell’ex stabilimento industriale rinato come luogo di produzione di idee e cultura: il Teatro India per una sera diventa il centro di una riflessione sulla formazione e sul lavoro, sulla condivisione di idee e progetti, ma anche sulla frattura e sulla crisi, sulla forza della cultura come elemento di analisi del passato, rilettura del presente ed anticipazione del futuro.

fabbrica Ø si apre con un talk sul tema del lavoro e a seguire gli spettatori partecipano ad uno spettacolo costellato delle opere degli artisti Valerio Rocco Orlando, Filippo Riniolo, Elena Bellantoni e Mariana Ferratto, Elena Mazzi e Giulia Fiume, che ci interrogano e coinvolgono in prima persona sulle tematiche precedentemente dibattute.

 

MUSICA

TEATRO INDIA | NUOVO CINEMA AQUILA

SANFJ

Martedì 30 Maggio ore 19.00 | Foyer A

Ingresso gratuito

Sanfj (Alessandro Sanfilippo) è un pianista compositore già al secondo anno di collaborazione con il festival. La sua formazione classica attraverso la sperimentazione approda a sonorità elettroniche. I brani sono realizzati con l’uso del pianoforte acustico suonato e registrato, accompagnato da uno sfondo elettronico mutevole, al passo con i tempi. Lo scenario che si propone è un mix di elettronica, ambient e classic contemporary.

CORO INTERCULTURALE dell’Associazione “Se…sta voce”

Mercoledì 31 Maggio ore 15.30 | Nuovo Cinema Aquila

grazie alla collaborazione con il progetto MigrArti

Ingresso gratuito

L’ Associazione di volontariato “Se…sta voce” nasce da un’ esperienza didattica che mira a favorire l’integrazione di alunni migranti nelle classi. I risultati positivi e la eco suscitata nel quartiere Villa De Santis spinse gli amministratori del VI Municipio (ora V), la scuola Iqbal Masih (126° C. D.) i C.E.M.E.A. del Mezzogiorno a rendersi soggetti attivi e di supporto alla creazione di un coro stabile nel territorio che prese il nome di “Se…sta voce” per riconoscenza all’impegno del VI Municipio e in onore alla tradizione del bel canto napoletano. Da allora (2002) numerose sono state le esibizioni in tutta la città e in altre regioni. Ricordiamo la straordinaria esperienza con la cantante Noa al Glocal Forum di Quincy Jones e Walter Veltroni nel 2003, la partecipazione alla presentazione alla stampa del DVD “Iqbal” di Cinzia Th Torrini in Campidoglio nel 2005, la partecipazione a numerose rassegne canore (Bracciano, Palombara Sabina, Arezzo, Torino, Isernia, Roma), a diverse edizioni di Intermundia. Il repertorio del coro Se…sta voce è tratto dalla tradizione popolare italiana e internazionale, legata ai temi delle migrazioni, numerose canzoni sono state create ad hoc su eventi espressi dai coristi stessi, altre sono state scritte in collaborazione con alcune classi elementari. L’organico del coro è composto da oltre una ventina di bambini di diversa provenienza, sono rappresentati oggi , le Filippine, la Romania, il Kenia, il Senegal, la Cina, il Bangladesh oltre all’Italia. Direttori del coro sono Attilio Di Sanza (fondatore), Marielle Rosales Patente e Roxana Ene (ex coriste ora socie dell’associazione culturale “Se…sta voce”).

FILIPPO LA MARCA

Venerdì 2 Giugno ore 18.30 | Foyer A

Ingresso gratuito

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna con il Maestro Mario Ruffini. Filippo La Marca propone uno studio personale sulla composizione in ambito cinematografico, ispirato dalle relazioni sinestetiche tra musica e immagini. La sua esperienza come arrangiatore e compositore inizia per il teatro nel 2011 con Auretta Sterrantino, per la quale ha composto e arrangiato le musiche degli spettacoli “Le Muse e l’InCanto” (2011) e “ProTesto”, eseguendole dal vivo. Da allora la sua collaborazione con QA è costante e diventa parte attiva della compagnia.

FRESCHI LAZZI E SPILLI

Venerdì 2 Giugno ore 21.30 | Arena esterna

(Alessandro Freschi, Luca Vincenzo Cappelli, Federico Falasca, Gianmarco Giosa, Andrea Pergola)

I Freschi Lazzi e Spilli nascono nel lontano 2010 nella piccola cittadina di Potenza, con una di quelle storie che accadono alle band famose. In una serata condivisa, il buon Freschi (Voce e Autore dei brani della band) conosce il resto del gruppo, che allora si dilettava in cover dei Bon Jovi, e nacque l’idillio. Scelto il nome della Band (Lazzi e spilli è una contrada propinqua al capoluogo lucano che conta 112 abitanti, dei quali 60 maschi e 52 femmine, 50 celibi/nubili, 54 coniugati, 2 separati legalmente, 0 divorziati e 6 vedovi) i ragazzi decidono di intraprendere questo percorso insieme scrivendo canzoni semplici e divertenti, che raccontano storie, quadretti reali e inventati, sempre con toni mai troppo seri, ironici, a volte demenziali, con musiche allo stesso tempo grintose e spiritose, che spaziano dal pop/rock, al country/blues

INNACANTINA SOUND

Venerdì 2 giugno ore 22.30 | Arena esterna

(Gianmarco “Jimmy” Amatucci, Riccardo “Ientu” Venturini, Paolo Zou, Stefano Rossi, Francesco “Tak” Sprovieri, Viola Rossi, Benjamin Ventura)

Dopo un’attesa di quasi due anni, il 2 Giugno uscirà “Mango Papaya​”, il nuovo EP del giovane gruppo Inna Cantina Sound​, la band romana che negli

ultimi anni si è imposta come cuore e anima della scena reggae e raggamuffin italiana. Mare​ è il titolo del singolo estratto dal nuovo EP, che verrà presentato al Teatro India. Con Mango Papaya, che arriva dopo due album e un ep, gli Inna Cantina sono riusciti a dimostrare che è possibile rimanere fedeli a sé stessi e al proprio stile originale, ma al tempo stesso continuare a crescere: l’identità che li ha caratterizzati fin dal primo album è qui sempre forte, ma la crescita artistica del gruppo è lampante. L’invito a suonare al Rototom Sunsplash​ di Benicassim la scorsa estate ne è stato solo una delle tante dimostrazioni. E la crescita è stata notata da tutti: proprio quest’anno è arrivata la collaborazione con VEVO e un tour di 20 date in Italia, Grecia e Croazia per l’estate 2017. Quest’estate arriva anche un nuovo invito a partecipare ad uno dei più importanti festival europei: l’All Outlook di Pula, in Croazia. Questo sarà il quinto tour estivo degli Inna Cantina Sound con oltre 20 date: ogni data, ogni concerto, registra sempre un plauso crescente, grazie anche alla capacità dei due cantanti Jimmy e Ventu di trascinare il pubblico in un’esperienza sempre nuova e coinvolgente. Ogni concerto è un’affermazione del valore e delle capacità di tutti e sette i ragazzi. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione da oramai due anni con Tommaso Zanello ​e la sua etichetta “​La Grande Onda​”, che porta avanti con grande impegno il lavoro di produttore della giovane band romana. Un successo quello degli Inna Cantina Sound nato nelle assemblee di istituto a scuola e mai più placato.

LORENZO LEPORE & BAND

Sabato 3 giugno ore 19.00 | Arena esterna

(Lorenzo Lepore, Lorenzo Taddei, Alessandro Restante, Alessandro Accatino)

Il giovane cantautore diciannovenne Lorenzo Lepore nasce a Roma il 22 dicembre del 1997. All’età di 13 anni, dopo che gli viene regalata dal padre la sua prima chitarra acustica comincia a suonare e scrivere le sue prime canzoni. Quattro anni dopo, contemporaneamente agli studi liceali viene a contatto con le diverse realtà romane di musica dal vivo, come il noto open mic Spaghetti Unplugged, dove tra le tante serate viene ascoltato ed apprezzato dall’etichetta discografica “Kate Creative Studio”, con cui mesi dopo pubblica la sessione acustica del suo primo singolo: “Notti”. Il giovanissimo Lorenzo ha bisogno solo di sei corde in acustico e della sua voce per raccontare tanto. c

Canta le sue canzoni che raccontano in modo del tutto originale parti della sua vita, con una visione del mondo adolescenziale e spensierata da una parte, ma profonda ed esistenziale dall’altra, facendo esplodere dentro e fuori di sé qualcosa di profondamente vero che da vita alla sua più grande passione. Vivo perché sogno di cantare, sulla terra e in fondo al mare e me ne frego di essere stabile se poi voglio volare!

KEET & MORE

Sabato 3 giugno ore 22.15 | Arena esterna

(Lorenzo Spinato, Mario Rea, Luca Del Rosso)

“Keet & More” nasce a Roma nel Gennaio 2016, uniti dalla passione per il country americano e lo skiffle inglese. Dall’incontro di chitarre acustiche, armonica e grancassa nascono i primi brani che portano la band a muoversi sul territorio nazionale. Scopo del progetto consiste nel portare in strada i propri brani inediti che si contraddistinguono per l’ironia e il loro sarcasmo dirompente. K&M entrano a gennaio 2017 nel roster di Aloha Booking & Management. Keet & (STRA) More è il primo EP pubblicato dalla band a marzo 2017.

JULIA TRASER

Domenica 4 giugno ore 19.15 | Foyer A

Ingresso gratuito

3 ottobre. È il giorno in cui Julia Traser (Giulia Pedrana) è partita per Brighton da Livigno, il suo piccolo paese d’origine. Si trasferisce lì per inseguire quel sogno assurdo di diventare musicista, per cercare nuove ispirazioni e per conoscere da vicino l’Inghilterra che fin da piccola l’ha affascinata. la sua musica è la prima nota di un viaggio appena cominciato.

 

 

AUDIOVISIVI

TEATRO INDIA | NUOVO CINEMA AQUILA
Ingresso gratuito

 

MINGONG (52’)

regia di Davide Crudetti

Mercoledì 31 maggio ore 11.30 | Cinema Aquila

Cosa vuol dire andarsene? Lasciare gli amici, i figli appena nati, le montagne in cui sei cresciuto? Salire su un autobus, verso la grande città. Vivere in cinque in una stanza, uguale a migliaia di altre stanze. Cosa vuol dire tornare? Vedere un villaggio di anziani che invecchia correre dietro a un futuro che non lascia spazi. Sostituire la tua casa con una uguale ma di cemento. Ritrovare tutto ma non riconoscere niente.

NATALIE (17’)

regia di Michele Greco

Giovedì 1 giugno ore 17.00 | India In

Natalie è una ragazza metodica e ordinata fino all’ossessione. La sua routine quotidiana, organizzata fino al minimo dettaglio, viene però messa in discussione da un piccolo e insignificante imprevisto che innesca un effetto a catena e che stravolge completamente la sua giornata. Una storia strutturata in 3 giorni che segue il modello di tesi, antitesi e sintesi, applicato al modello di vita di Natalie e alla sua percezione del cambiamento.

SALIFORNIA (17’)

regia di Andrea Beluto

Venerdì 2 giugno ore 17.00 | India In

Ciacianiello, pescivendolo del Sud Italia, si impegna a far chiudere il negozio di dischi adiacente alla sua pescheria, punto di ritrovo dei ragazzi del quartiere. Frizzy, gestore del negozio, e Fravaglio, fratello minore di Ciacianiello ma dalla mentalità più aperta, provano a farlo rinsavire.

ADELE (15’)

regia di Giuseppe Maione

Sabato 3 giugno ore 17.00 | India In

“Adele” racconta di un padre ed una figlia che affrontano il lutto dopo la scomparsa della madre. Con il padre annientato dalla perdita e incapace di prendersi cura di lei, la piccola Adele si trova completamente sola. Inizia allora a rifugiarsi in un “baule magico”, capace di riportarla alla vita e alla madre che ha perduto.

 

Grazie alla collaborazione con il Sapienza Short Film Fest:

PROOF (4’)

regia di Holly Rowlands Hempel

Giovedì 1 giugno ore 17.00 | India In

Cosa saresti disposto a fare per proteggere qualcuno che ami? Will, ancora minorenne, è accusato di aver guidato e provocato un incidente in stato di ebbrezza; sua madre è posta di fronte a una difficile scelta: mentire e proteggere il figlio o costringerlo ad assumersi le sue responsabilità? In questo short film, girato a Brighton nell’estate 2016 come progetto finale di un corso di cinema, si analizza il rapporto tra una madre e un figlio e le ricadute che un evento tragico può comportare su di esso.

UNA MODERNA FAVOLA JAZZ (10’)

regia di Giulia Schiavon

Venerdì 2 giugno ore 17.00 | India In

Una ragazza goffa e cinica da poco iscritta all’università racconta la sua vita, attraverso una favola dettata da note jazz. Uno strano intreccio di eventi la porta a mettere in discussione le sue convinzioni, lasciando finalmente spazio al destino.

IUNIVÈRSITI (4’)

regia di Lorenzo Maugeri e Giacomo Sisca

Sabato 3 ore 17.00 | India In

“Iunivèrsiti” è una web serie prodotta da ElephanTea, inerente l’esperienza universitaria di tre ragazzi al loro primo anno. Gli episodi analizzano, in chiave ironica, diverse situazioni riscontrabili anche in ambito reale, con un accenno di critica ad alcuni atteggiamenti superficiali tipici dello studente di oggi. Nella puntata 2 “Lo studio sociale” viene, in particolare, esposto il problema di come i social network siano troppo spesso fonte di distrazione dallo studio e di come alcune persone considerino più importante l’apparenza della sostanza.

La Sapienza Università di Roma e il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo presentano la prima edizione di Sapienza Short Film Fest (SSFF) nel 2016, un’iniziativa pensata per tutti gli studenti che si cimentano con il videomaking e che sperimentano la propria creatività esercitandosi nella realizzazione di short film, web series e varie forme di remix e video-essay (dall’analisi del film alla critica d’arte). La rassegna vuole essere un veicolo attraverso cui favorire lo scambio di creatività e saperi tra studenti di ambiti disciplinari diversi e allo stesso tempo offrire un’importante occasione di visibilità ai prodotti realizzati.

 

DANZA

TEATRO INDIA

NON RICORDO (10’)

di Simone Zambelli

Giovedì 1 giugno ore 18.00 | Sala B

Non ricordo, dal latino: re- indietro cor- cuore. Richiamare in cuore, riportare al cuore, vera sede della conoscenza profonda per gli antichi. Il ricordo richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più qui o non è più adesso. Non nella sua forma originale. E che però, per il solo tornare in cuore, rivive – non sogno fatuo o fantasticheria, ma sentimento concreto, esperienza diretta. Non è molto chiaro se si tratti di qualcosa che ci appartiene o di qualcosa che è svanito. Quanto ha di reale?

BLU OTTOBRE (15’)

di Maria Stella Pitarresi

Giovedì 1 giugno ore 18.00 | Sala B

“Il mio Ottobre è blu, la mia solitudine è blu. Ma Ottobre è il mese del cambiamento (perché?). Quei cambiamenti che hanno alterato il colore della mia anima. Ho una strada dritta da seguire , la conosco e la percorro senza esitare. I sonagli sono il tempo che suona e mi comunica che è l’ora che io vada e mi lasci andare, perché so cosa voglio ed è il tempo che me lo prenda. Accade che sono, che inizio e che continuo.”

DEJAVU (30’)

di Uscite di emergenza di e con Arianna Rinaldi, Davide Romeo, Marco Cappa Spina
Giovedì 1 giugno ore 18.00 | Sala B

L’obiettivo della performance è creare una realtà parallela e congelata nel tempo, un’altra dimensione. Impossibile non essere travolti da questo spettacolo, interattivo, una sospensione, dove tutto è regolare e vive di assenze. Uno spazio diverso, stretto e congelato dal tempo nel quale tre danzatori rivedono relazioni e regole.

PREMIO TWAIN_direzioniAltre 2017 (20’)

Giovedì 1 giugno ore 19.30 | Sala A

Ingresso gratuito
La Direzione artistica di Dominio Pubblico, grazie alla partnership stretta con TWAIN, Centro di produzione danza Regione Lazio e Residenza di spettacolo dal vivo, diretto da Loredana Parrella, ha preso parte come giuria alla finale della prima edizione di TWAIN_direzioniAltre 2017 del giorno 20 Maggio con il proposito di selezionare uno spettacolo di danza da inserire in cartellone. Dominio Pubblico condivide a pieno il progetto Twain volto a sostenere concretamente le compagnie, aiutandole nella realizzazione di nuovi progetto artistici.

A DOMANI (60’)

di Lost Movement di Nicolò Abattista con Samuele Arisci, Mirta Boschetti, Eleonora Mongitore, Martina Zanardi, Susanna Pieri, Christian Pellino
Giovedì 1 giugno ore 20.00 | Sala A

Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico, forte e puro: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo; la vita di lui è ridisegnata dal tempo immobile della malattia. Si tratta di antiche situazioni che fanno emergere il conflitto eterno tra passato e presente, da cui viene fuori l’essere umano, colui che cercherà di dare senso all’aspetto più inaccettabile della condizione umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

TEATRO

TEATRO INDIA

IT’S APP TO YOU o del solipsismo (55’)

Compagnia Bahamut di Leonardo Manzan con Leonardo Manzan, Andrea Delfino, Paola Giannini

Martedì 30 maggio ore 20.00 | Sala B

Tu, Uomo-Profilo! Tu che pensi di poter scegliere in autonomia se venire o meno a teatro. Ti sei mai chiesto chi prende le decisioni per te? Qual è l’algoritmo che controlla ogni tua azione, ogni tuo pensiero? Quando affermi “io sono libero” questa cazzata chi l’ha detta al posto tuo? Quella era davvero la tua voce? It’s App to You è il primo videogioco a Teatro! Una realtà virtuale immersiva a 360°! Una semplice applicazione da scaricare sul cellulare per muovere e governare il personaggio virtuale. Ma qual è il confine tra la finzione e la realtà? Se la virtualità si rivelasse più reale di quanto credi? Se fosse il gioco a controllare te?

LA RIVOLUZIONE È FACILE SE SAI COME FARLA (1h 30’)

Uno spettacolo di Kepler-452 e Festival 20 30

di Nicola Borghesi con Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodo Guenzi

Musiche Lo Stato Sociale

Martedì 30 maggio ore 21.15 | Arena esterna

È possibile oggi, qui, per noi, immaginare una rivoluzione? Se sì, quale? Si tratta del moto di un corpo intorno al suo centro di gravitazione o della sovversione violenta dei rapporti di forza? Fino a che punto è disposta a spingersi una generazione che non entra in scena, per entrarci? È necessariamente infelice la vita, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico? Due venti/trenta, con il loro carico di speranza, birrette, frustrazione, cercano di cambiare radicalmente la propria vita. In una piazza circondata da platani e tavolini del bar abbandonati, vediamo avvicinarsi la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune alle piccole rivoluzioni dei due protagonisti e a tutte le altre.

“La rivoluzione è facile se sai come farla” nasce dalla volontà di Kepler-452 di far convergere nello stretto perimetro di uno spettacolo teatrale esperienze provenienti da diversi contesti artistici: Daniele Rielli, meglio noto come Quit The Doner, giovane giornalista e scrittore (collabora con Repubblica e Internazionale, il suo primo romanzo, “Lascia stare la gallina” è edito da Bompiani), ha scritto il testo. Lo Stato Sociale, la band indie-rock che ha collezionato più sold-out negli ultimi anni, ha curato le musiche e prestato il suo cantante, Lodo Guenzi, alle scene (un ritorno, più che un prestito). Il collettivo artistico Calori&Maillard, recentemente premio New York, si è occupato delle scene. Nicola Borghesi ha riunito tutte queste esperienze in una regia e le ha fatte debuttare al Festival 20 30, di cui cura la direzione artistica.

S.P.E.M. (60’)

di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta con Cristina Pelliccia, Giulia Trippetta, Elena Crucianelli, Bianca Friscelli, Stefano Guerrieri

Mercoledì 31 maggio ore 19.30 | Sala A

Donna! Stanca di vivere in un mondo che non ti appartiene? E tu, esemplare maschile, sei stanco di essere una femmina mancata? S.P.E.M. è la Soluzione. S.P.E.M. per un mondo più pulito! S.P.E.M. per la pace nel mondo!

E’ tempo di fare spazio ad un nuovo genere al comando. A partire da prove scientifiche certificate dal nostro avanguardistico centro ultrascientifico, passando per profonde analisi socio-culturali, ambientali, aritmetiche, ecologiche, filosofiche e molto altro ancora, S.P.E.M. ha scavato nel lerciume della società, si è sporcato le mani ed è riemerso con un Grande Progetto.

Attraverso questa conferenza-show S.P.E.M., liberamente ispirato a “SCUM MANIFESTO” di Valerie Solanas, vi mostrerà che una vita migliore è possibile e a quel punto non resterà che arruolarsi a S.P.E.M.!

FRATELLI (50’)

di Pier Lorenzo Pisano con Fabrizio Colica, Claudio Colica

Giovedì 1 giugno ore 21.15 | Sala B

Due fratelli si raccontano attraverso monologhi e dialoghi che esplorano l’ironia, la leggerezza e l’incomprensione. Le parole tracciano i contorni della vita passata e futura e si sovrappongono per ricostruire la loro relazione, il rapporto con il mondo esterno e con la madre. Il modo più veloce per creare un legame emotivo è condividere un’esperienza forte. Dalle montagne russe ad un incidente stradale, va bene tutto; ogni piccola cosa produce i fili invisibili che attorcigliano le persone che si vogliono bene. In famiglia si possono condividere la stanza, i vestiti, la scuola, la sabbia sotto le scarpe nelle gite al mare e i genitori. Insomma, ci sono tutte le basi per creare un legame profondissimo. Nonostante questo, si vuole meno bene alle persone che si amano. Non perché quel sentimento sia dato per scontato, al contrario, più intenso è il legame, più va messo alla prova, stressato da continui test, in attesa del giorno in cui, rassicurati su quell’amore bombardato e bucherellato, saremo finalmente pronti a dimostrare il nostro. E, spesso, quel giorno è troppo tardi.

IRENE MADRE (15’)

di Jacopo Neri con Francesco Guglielmi, Eleonora Lausdei

Venerdì 2 giugno ore 18.00 | Sala B

Un uomo e una donna sono soli in un luogo buio e immobile: sono due gemelli nel ventre materno in attesa di nascere. Lei è attenta a tutto quello che avviene all’esterno, Lui no: non ascolta niente e nessuno che non sia la sorella. Così i mesi passano tra le domande di Lui, le risposte di Lei incontro a un male oscuro, che li attende alle porte della vita.

FALLISCI FACILE (55’)

di Alessia Giovanna Matrisciano con Alessia Giovanna Matrisciano, Valentina Fornaro, Giacomo De Rose, Chiara De Concilio

Venerdì 2 giugno ore 19.00 | Sala A

Un uomo e una donna. E un’altra donna. Non si toccano, non si ascoltano, non si piacciono. C’è una ragazza nicotinomane che vorrebbe trasformarsi in una dea del fitness; c’è un ragazzo cicciottello con una dipendenza dagli zuccheri trasformati e dal potere sulle donne; c’è una mina vagante con il pancione che non sa se vuole più essere mamma o mandare a quel paese la propria, di mamma. Potete immaginare una forma d’amore tra questi soggetti?

  1. BUTTERFLIES (60’)

compagnia Nogu Teatro di Ilaria Manocchio e Damiana Guerra con Aleksandros Memetaj, Agnese Lorenzini, Valerio Riondino

Venerdì 2 giugno ore 20.15 | Sala B

  1. Butterflies è una partita di scacchi giunta ormai alla fine. Uno spettacolo in bianco e nero. Unici sopravvissuti il re nero e la regina bianca. Un rapporto fatto di contrasti di odio e amore, di malattia e vita, di realtà e speranza. Due ragazzi che abitano un luogo surreale a tratti macabro. Lui sta per morire e si rifugia tra i numeri. Lei cerca di farsi scudo con l’amore. Lui sarà cenere ma lei sarà eterna. Una farfalla mummificata, messa sotto teca. Eternamente bella, eternamente integra.

AUDIZIONE (55’)

di Francesco Toto con Francesco Toto, Chiara Arrigoni, Massimo Leone, Andrea Ferrara

Sabato 3 giugno ore 18.00 | Sala B

In uno squallido scantinato si sta svolgendo un’audizione per un misterioso incarico che può fruttare, in una sola sera, centomila euro. Tra i due candidati, Sarah e Miguel, solo il più motivato – o il più disperato? – riuscirà a conquistare il posto e a dimostrare all’esaminatore, il Signor T., di essere in grado di superare ogni senso di colpa.

ROMEOeGIULIO (60’)

compagnia Bologninicosta di Sofia Bolognini con Sofia Bolognini, Cesare D’Arco, Mauro De Maio, Riccardo Avveriamo, Nicole Petruzza, Gabriele Olivi, Aurora Di Gioia

Sabato 3 giugno ore 20.00 | Sala A

ROMEOeGIULIO è un terreno ostile in cui convivono intemperanza politica e ostinazione teatrale. È un’architettura indecente, un ordigno scenico osceno, furibondo e compatto, che prende posizione netta all’interno del dibattito pubblico sull’omofobia. ROMEOeGIULIO è uno studio sull’omofobia e sull’amore contrastato. Uno scandaloso viaggio teatrale che indaga il bisogno di amare ed essere amati. Attraverso una satira spietata che disintegra autorità politiche e religiose e si scaglia contro la “Normale” famiglia italiana, ROMEOeGIULIO esegue una meticolosa e insostenibile autopsia del conflitto identitario, sessuale, di appartenenza civile. ROMEOeGIULIO non è soltanto uno studio sull’omofobia. È prima di tutto un testo sulla questione di genere in quanto tale. Vincitore dei premi Miglior Regia e Miglior Spettacolo al Festival Internazionale di Skopje (Macedonia), è uno spettacolo che riflette in maniera critica sul senso dell’amore nell’epoca contemporanea, sulla difficoltà di amarsi e di amare.

QUESTA È CASA MIA (55’)

di e con Alessandro Blasioli

Sabato 3 giugno ore 21.15 | Sala B

Questa è casa mia: è il racconto della sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana, i Solfanelli, in seguito al terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo il 6 Aprile 2009; è la storia di un’amicizia, quella tra Paolo, figlio unico della famiglia Solfanelli, e il suo inseparabile compagno Marco, travolta anch’essa dalla potenza della natura e dall’iniquità dell’uomo.

BANCHI

a cura di Mauro Santopietro grazie alla collaborazione con il progetto MigrArti

Domenica 4 giugno ore 16.00 | Sala B

Ingresso gratuito

Il progetto “Banchi” si sviluppa in cinque mesi e ha come cuore un laboratorio creativo che, partendo dal testo di Nigel Williams, Class Enemy, approda alla riscrittura di una versione nuova e adattata e all’allestimento dello spettacolo per il festival. All’interno del laboratorio creativo cui hanno preso parte migranti di seconda e terza generazione di diverse provenienze, condotto da Mauro Santopietro e monitorato da Cristiana Russo e Ejaz Ahmad, i partecipanti hanno seguito differenti mansioni: attori, assistenti alla regia, collaboratori di scenografi e costumisti e assistenti di light designer. Un viaggio all’interno della dimensione produttiva e creativa teatrale complementato da un percorso di visione coordinato dallo staff di E45, che ha curato l’intero progetto, e da Mauro Santopietro.

REPARTO AMLETO (45’)

compagnia L’uomo di fumo di Lorenzo Collalti con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto

Domenica 4 giugno ore 18.00 | Sala A

Ultim’ora. Amleto, principe di Danimarca: per lo meno è così che il giovane si è presentato, al suo arrivo in pronto soccorso quando, in preda ad un attacco isterico, vaneggiava sostenendo di aver visto il fantasma del padre. Ciò ha provocato non pochi disordini all’interno della struttura dove un importante equipe di esperti sta lavorando in queste ore per riportare la calma. Dopo una pesante dose di antidepressivi la situazione è stata normalizzata. “The Tragedy of Hamlet” è forse l’opera più rappresentata, rivista e interpretata della storia. Lo è a tal punto da scoraggiare chiunque nella sua messa in scena. E’ proprio da questa riflessione che parte l’idea del testo. Se il personaggio di Amleto fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali sono i suoi obiettivi? Non risulterebbe forse più umano e vicino a noi? Questo è l’esperimento del testo: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare. Un Amleto talmente sfinito da farsi internare. Cos’è Amleto se non un ragazzino troppo piccolo per essere re, abbastanza grande da piangere la morte di un padre e con un compito più grande di lui da portare a termine? Il colossale, epico e inarrivabile mostro sacro del teatro, nella pièce viene presentato come un adolescente in preda ad infinite paure, debolezze che non si sente pronto per affrontare una sfida da uomo.

CATERINA (45’)

di Gabriele Cicirello e Manuel Mannino con Gabriele Cicirello e Irene Ciani

Domenica 4 giugno ore 20.00 | Sala A

“Caterina” è un testo teatrale scritto da Gabriele Cicirello e Manuel Mannino che nasce dallo spunto creativo di Paride Cicirello, attore diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Caterina è la storia di un uomo che racconta un impedimento artistico e allo stesso tempo di vita causati dalla folle gelosia nei confronti di una donna di nome Caterina, rappresentata scenicamente tramite un’ombra. Caterina è quel muro invalicabile che il protagonista trova davanti a sé ogni qual volta cerchi di sfuggire al suo amore per lei.

THE WASTE LAND (60’)

compagnia “Esercitazioni Invisibili” di Simone Giustinelli con Giulia Adami, Cesare D’Arco, Noemi Francesca, Dacia D’Acunto

Domenica 4 giugno ore 21.00 | Sala B

Anteprima

L’idea di partenza – di questa compagnia in nuce – è quella di coniugare tre differenti percorsi e specifiche artistiche in un unico prodotto teatrale che le comprenda e le valorizzi insieme. Per questo, provando a tracciare le linee guida di una poetica tutta in divenire, l’obiettivo è quello di fondere sulla scena i linguaggi differenti del teatro, della performance e del cinema, cercando una coincidenza con la lingua e le esigenze del presente.

WORKSHOP

INDIA IN

LA RIVOLUZIONE È FACILE SE SAI CON CHI FARLA

a cura di Nicola Borghesi
26 Maggio-1 Giugno | India In

Il laboratorio è aperto a un massimo di dodici partecipanti

per iscriversi allegare il proprio CV a: info@dominiopubblicoteatro.it
Partecipazione gratuita

La rivoluzione è facile se sai con chi farla è un format teatrale nato nel 2015 a Festival 20 30, organizzato da Kepler-452, e che è presto diventato esportabile. Nei diversi luoghi in cui ci troviamo tentiamo di individuare e portare in scena, secondo meccanismi di reclutamento variabili, i rivoluzionari locali. Coloro che creano punti di rottura, faglie nella realtà che vivono. Li intervistiamo, passiamo pomeriggi, a volte intere giornate, con loro. Ci piace dire che tentiamo di magnificare l’identità delle persone indagandola e portandola in scena, proviamo a strapparle al quotidiano, restituendole al luogo al quale ci pare appartengono: quello della meraviglia. Esploriamo gli angoli della città in cui ci sembra possa annidarsi la potenzialità di cambiamento e tentiamo di restituirli in scena attraverso reportage teatrali. Creiamo cori di giovani rivoluzionari.
Il processo che porta alla creazione di ogni singolo episodio del format “La rivoluzione è facile se sai con chi farla” è difficilmente teorizzabile, in quanto diverso ogni volta. Abbiamo però appreso qualche trucco, qualche tecnica artigianale atta a magnificare le identità che ci sentiamo di condividere con chi abbia voglia di farlo. Pare che incontrare la realtà e portarla in scena metta molto di buon umore gli artisti.

WORKSHOP DI GRAPHIC JOURNALISM de “Il fumetto Intercultura”

a cura di Takoua Ben Mohamed

2-4 Giugno| India In

Venerdì e sabato dalle 15:00 alle 18:00 e Domenica dalle 10:00 alle 13:00

Il laboratorio è aperto a un massimo di venti partecipanti. Per iscriversi allegare il proprio CV a: info@dominiopubblicoteatro.it
Partecipazione gratuita

Il Laboratorio di graphic journalism de “Il fumetto intercultura” consiste nell’insegnamento delle tecniche di comunicazione tramite il fumetto su temi sociali, raccontando storie realmente accadute. Si inizia con l’apprendere le tecniche del fumetto. Poi si passa alla sceneggiatura e alla ricerca dell’ambientazione in cui si svolge la storia, periodo storico-politico, usanze culturali e tradizioni, al character design alla semplificazione grafica del racconto una delle qualità fondamentali del graphic journalism. I partecipanti si divideranno in gruppi di tre o quattro persone e realizzeranno un progetto in condivisione.

 

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Intervista a Luca Ricci e Tiziano Panici ideatori di Dominio Pubblico

Martedì 30 maggio inaugura la quarta edizione di Dominio Pubblico_la città agli Under 25. ( > Scopri il programma della prima giornata ). Quest’anno il Festival multidisciplinare ha incrementato notevolmente la propria rete di partnership anche a livello nazionale, dalla collaborazione con il progetto Migrarti, al riconoscimento del bando Siae/SiIllumina, al patrocinio del V Municipio di Roma, permettendo il coinvolgimento di artisti di rilievo del panorama artistico italiano e l’attivazione di progetti interculturali nelle periferie urbane di Roma attraversando luoghi come MONK, Teatro Quarticciolo e Cinema Aquila al Pigneto.

Giulia Caroletti ha intervistato Luca Ricci e Tiziano Panici, curatori del progetto.

 

Intervista a Luca Ricci. La mente da cui e nata l’idea:

Cos’è Dominio Pubblico e come è nata l’idea del progetto under 25?

Il progetto è nato da una sfida, a dire la verità. Ero stato chiamato dal teatro di Tiziano, l’Argot, a fare un mio spettacolo, ma c’era un fisso da pagare per poter portare in scena lo spettacolo. Mi arrabbiai con Tiziano, pensai che fosse davvero assurdo, una cosa folle. Tiziano mi spiegò che un teatro di cosi piccole dimensioni, che ha 3.000 euro al mese di affitto da pagare non è una cosa facile da gestire ed io, allora, gli dissi che il problema stava nel fatto che, molto probabilmente, ancora non si erano trovati i progetti giusti su cui investire. Cosi, parlando con Tiziano, mi venne in mente l’idea di un progetto sui giovanissimi, una fascia su cui nessuno investe. L’idea, dunque, è nata cosi, da una sfida. Nello stesso periodo, inoltre, ho avuto modo di conoscere anche Fabio Morgan che aveva da poco preso la direzione dell’Orologio e aveva bisogno di dare un’identità nuova a quel luogo, dopo che l’aveva completamente persa diventando una sorta di affitta camere. Anche Morgan era alla ricerca di un’idea e allora pensai di proporgli di lavorare sul progetto, già esposto a Tiziano, che comportava fare un investimento su una generazione completamente sconosciuta.

Cosi è nato Dominio Pubblico. Questo, nel suo esordio, era costituito da due parti: da un lato, c’era la programmazione, dall’altro lato, il progetto sugli under 25. L’idea di fare una programmazione venne allo scopo di permettere ai ragazzi di vedere degli artisti contemporanei che a Roma non circuitavano più moltissimo. Tra l’altro, quattro anni fa, era anche chiuso l’India e la città viveva una fase particolare della sua esistenza che, senza dubbio, giocò a nostro favore. Con l’idea, incentrata sugli under 25, invece, si voleva mettere i ragazzi nella condizione di sperimentarsi su una cosa che veniva messa effettivamente nelle loro mani.

Come in molti già sanno, a San Sepolcro, con I Visionari, lavoro già ad un progetto che vede un gruppo di spettatori scegliere un pezzo della programmazione del festival. Facendo una cosa del genere con degli under 25 ho pensato che ci si potesse spingere anche oltre. Cosi ho pensato che, invece di limitarsi a far scegliere loro gli spettacoli, sarebbe stato interessante dare ai ragazzi tutte le chiavi della macchina, di tutto il processo che porta alla creazione di un evento. Questo era Dominio Pubblico nella sua prima formula. Ricordo che, il primo anno, con la programmazione di durata annuale a cavallo tra i due spazi, abbiamo portato a Roma soggetti che non venivano da cinque o sei anni. Adesso sono convinto del fatto che, sia a causa della nuova direzione del Teatro di Roma sia per la nascita di nuovi spazi e sia per il fatto che l’Argot e l’Orologio si sono presi la funzione che originariamente era della programmazione, di quel pezzo del progetto non ci sia più bisogno in realtà.

La formazione e lo sviluppo del pubblico è oggi al centro delle politiche culturali europee. Cosa distingue il festival under 25 di Dominio Pubblico dalle tante iniziative basate sul concetto di spettatore attivo?

Non credo che bisogna fare eccessiva retorica su questo tema del ruolo attivo dello spettatore. Riconosco sia strano che a dirlo sia proprio io, tra i primi a portare nel nostro Paese questo tema, ad immaginare la possibilità di un ribaltamento di prospettiva che si verifica quando si pensa un progetto dai suoi destinatari prima ancora che dalle esigenze dell’organizzazione o degli artisti.

Io credo fortemente nell’idea che il teatro sia una costruzione sociale. Occorre, dunque, che recuperi questo ruolo. Può essere fatto molto di più affinché il teatro incida nella vita sociale del nostro tempo più di quanto non accada adesso. Penso che il teatro possa recuperare la sua funzione sociale solo attraverso dei processi in cui il pubblico non è considerato come un vaso da riempire, ma come un soggetto pensante, sensibile, capace di avere una visione delle cose, un proprio punto di vista. Questo processo che porta al rafforzamento della fiducia e delle competenze del pubblico, tra l’altro, non deve avvenire in maniere cattedratica, ma grazie ad uno sporcarsi le mani insieme. È questo elemento dello sporcarsi le mani che riconosco come la caratteristica più specifica dei progetti che mi interessano, di cui anche Dominio Pubblico è un esempio.

Inizialmente, Dominio Pubblico era il progetto principale e il festival l’iniziativa secondaria. È cambiato qualcosa nel tempo?

Si, lo schema al momento è totalmente invertito. Comunque, a dire la verità, non sono del tutto convinto che fosse secondario il progetto del festival. Diciamo che, al momento della sua nascita, non avevamo ancora fotografato alla perfezione il potenziale di quell’evento finale realizzato dai ragazzi. È vero, senz’altro, che il progetto è nato con una forte enfasi sulla parte della programmazione per varie motivazioni: la questione dell’identità dell’Orologio da ridefinire, la sfida nata con Tiziano, la quale intendeva provare il fatto che se si fosse lavorato su una programmazione forte si sarebbe potuto intercettare sia spettatori paganti che potessero, quindi, costituire una piccola economia sia finanziamenti pubblici che potessero comprendere il valore di quello che si stava facendo. Tuttavia, devo ammettere, che non avrei mai dedicato energie al progetto se non ci fosse stata la parte degli under 25. Per me è sempre stato chiarissimo, come per tutti noi, che quel pezzo li era il potenziale più originale del progetto. Avevamo bisogno, semplicemente, di tempo per capirlo, testarlo. Non sapevamo che tipo di risposta ci sarebbe stata o che tipo di materiale sarebbe arrivato dai giovani artisti, di che qualità questo fosse stato.

Con la prima edizione del festival abbiamo capito, ad esempio, che occorreva cambiare strategia per il lancio del bando, allo scopo di aumentare la qualità del materiale e dare ai ragazzi la possibilità di selezionare all’interno di un corpus di materiali più interessanti le opere da programmare. Sono stati necessari questi esperimenti per capire il reale potenziale del progetto. Quello che si è andato a verificare non è un ribaltamento, ma semmai un consolidamento. Quel pezzo del progetto, destinato agli under 25, ha trovato col tempo la propria pienezza. Ritengo, inoltre, che il concept sia molto netto, chiaro, leggibile e che abbia dei margini di crescita ancora molto forti. Con qualche economia in più per potenziare il risultato può solo crescere. Riguardo l’altra parte del progetto, quella della programmazione, penso invece che, al momento della sua nascita, questa provasse a rispondere ad un’esigenza dei luoghi che oggi appare superata e tentasse di risolvere una necessità della città che, passata la difficile fase storica che ha attraversato, ora può dirsi finalmente passata.

Come è evoluta la risposta delle istituzioni al festival?

Il contesto romano e laziale è davvero un contesto delirante, partiamo da questo assunto. Conosco molto bene il contesto toscano per il fatto che ho un progetto li, quello umbro e molti altri a causa del fatto che, all’interno di C.Re.S.Co, mi sono occupato per tre anni di coordinare il tavolo dei finanziamenti. Dunque, qualche idea a proposito ho avuto modo di farmela. Devo dire che la situazione del Lazio è una delle più folli d’Italia. È folle perché i tempi di pagamento sono stati per anni in super ritardo e se adesso hanno leggermente recuperato, si è comunque molto indietro. I tempi di deliberazione, cioè quando tu sai quando il contributo ti viene concesso e in che entità, sono ancora più imbarazzanti. Nello stato attuale delle cose si è ben lontani dal permettere a chi lavora in questo settore di essere nelle condizioni di fare realmente una programmazione. Non si può fare una programmazione con dei risultati che escono ad ottobre. Un altro esempio della follia del sistema viene dal bando del Comune di Roma che, quest’anno, prevede di finanziare tutti gli eventi dopo il 30 giugno e quindi escludere chiunque faccia un’attività di festival prima del 29 giugno. Questo che senso ha? Si crea, cosi, una conseguente stupidissima inflazione dell’offerta nella seconda parte dell’anno, tanto è vero che a settembre si accavalleranno decide e decine di festival tutti insieme. Anche tanti festival storicamente collocati ad aprile o maggio saranno spostati verso la fine dell’anno. Dominio Pubblico, il festival finale dei ragazzi, ha subito proprio questa cosa. Non abbiamo avuto il contributo del Comune di Roma perché l’evento ha luogo prima della fine di giugno. Non abbiamo neanche presentato la domanda, non aveva alcun senso.

Un’altra cosa folle è che non si finanzia nulla che non sia un evento, non vengono concessi contributi a qualcosa come la strutturazione durante l’anno di un progetto. Non esiste più la programmazione di Dominio Pubblico perché, oltre al fatto che, come ho già spiegato, di quella parte del progetto non c’è più bisogno, il Comune e la Regione finanziano solo l’eventismo dei festival e difficilmente una programmazione distribuita durante tutto l’anno. Nonostante tutto ciò premesso, occorre riconoscere il fatto che Dominio Pubblico, per essere un progetto abbastanza giovane, ha subito ottenuto un’attenzione positiva da parte degli enti pubblici di una città affollata di proposte come Roma. Sicuramente abbiamo fatto un buon lavoro nel raccontare le specificità del progetto e, senza alcun dubbio, c’è stata una disponibilità da parte degli enti pubblici nel voler capire cosa effettivamente si stata muovendo.

Quali crede che siano i punti di forza e gli argomenti del progetto sui quali maggiormente investire per coinvolgere partner, istituzioni e per fare in modo che il festival diventi una realtà ancora più grande?

Secondo me, sono i temi dell’accessibilità. Dominio Pubblico è un progetto che favorisce l’abbattimento della percezione del non è per me perché questa cosa io non la so fare, non la posso capire, non so come si fa. L’altro tema è quello della partecipazione, una tematica molto forte nel dibattito sociale di questi tempi, non solo nell’ambito delle performing arts e della cultura, ma in senso generale. Si pensi alle esperienze politiche di partecipazione democratica per cui i cittadini possono scegliere, ad esempio, come fare la statua di un giardino oppure, in ambito agricolo, agli orti solidali. Il terzo tema è difficile da condensare in una sola parola, ha a che fare con il rispetto dei ruoli. Credo che il punto forte del progetto stia nel fatto che ci sia un lavoro vero, e soprattutto non episodico, che viene richiesto a delle persone e in particolare a degli under 25. Siamo in un’epoca in cui tutti possono mettersi a fare i giudici di qualcosa. Occorre, invece, recuperare il rispetto per chi ha fatto un atto artistico e, quindi, dobbiamo imparare a metterci di fronte a quell’atto artistico con il tempo e il rispetto che quel lavoro richiede. I ragazzi si guadagnano il proprio ruolo facendo un lavoro concreto, vero, di attenzione, di sensibilità e di sguardo aperto verso tutto ciò che gli artisti propongono. Non mi interessa il potere agli spettatori per il potere. Cosa vuol dire questo? Che tutti possono improvvisarsi a far qualcosa senza competenze. Io credo nel lavoro, nel fatto che le persone si prendano un impegno e lo portino a termine con la serietà che merita. L’impianto del progetto under 25 è tale per cui i ragazzi, in maniera responsabile, abbiano la possibilità di capire di stare a prendersi un impegno serio. A me interessa formare persone che riescano a comprendere che dietro l’atto artistico ci sia tutto un processo che occorre rispettare. È dal rispetto che nasce l’amore per le cose.

 

Intervista a Tiziano Panici. Il direttore artistico:

Si sono già concluse tre edizioni del festival. Dal primo anno all’ultimo è stata riscontrata una crescita in termini di partecipazione da parte del pubblico all’iniziativa?

Il terzo anno, indubbiamente, è stato l’anno più forte a proposito, nel quale è stata registrata una notevole crescita di pubblico in percentuale. Sono stati programmati trenta eventi in quattro spazi: l’Orologio ha investito una sala di cento posti, l’Argot una sala da sessanta posti e l’India una in grado di contenere fino a duecento posti. Tre giorni sono stati programmati all’India e due giorni tra l’Orologio e l’Argot. Quasi tutte le serata sono state sold out, quindi facendo una media sommaria siamo arrivati a coinvolgere più di duemila spettatori. Anche il secondo anno ha goduto di una buona partecipazione. É stato il primo anno quello più debole da questo punto di vista, anche se c’erano i musei di mezzo, spazi molto attraversati e per di più ad accesso gratuito, per cui è difficile fare calcoli veramente precisi.

Va considerato, inoltre, anche l’audience development, secondo me fondamentale, che passa attraverso la formazione dei ragazzi come spettatori. Ogni anno, la call pubblica ha raccolto almeno cinquanta ragazzi, questo vuol dire che, in tre anni, siamo arrivati a parlare con una comunità di centocinquanta, duecento ragazzi all’incirca. Quasi tutti hanno seguito la parte legata alla visione degli spettacoli e dopo aver vissuto l’esperienza del festival molti sono rimasti anche spettatori fedeli. Si è andata, dunque, a creare una piccola comunità di spettatori che parlano lo stesso linguaggio e che sanno a che tipo di programmazione voglio assistere e vanno a ricercarla all’interno di Roma. Se prima di Dominio Pubblico non conoscevano alcuni spazi teatrali come Carrozzerie n.o.t. o eventi come il Romaeuropa Festival, ora seguono con molto interesse anche tutte le varie attività culturali del territorio, consapevoli di poter sfruttare la loro giovane età per accedere a prezzi vantaggiosi. Sommando questa comunità di nuovi giovani spettatori a tutte le persone che sono state coinvolte nel progetto di Dominio Pubblico, anche indirettamente, arriviamo a contare un totale di quasi trecento nuovi spettatori.

In queste tre edizioni, quanti progetti artistici hanno avuto la possibilità di entrare a far parte dell’offerta artistica del festival?

Abbiamo avuto sempre una media di un centinaio di proposte l’anno, divise tra le varie discipline artistiche: musica, teatro, arti visive, danza. Quest’ultima disciplina, a cui teniamo molto, risulta sempre essere la più debole. È per questo che nel progetto regionale abbiamo anche inserito una formazione di danza contemporanea come Cie Twain, la quale collaborerà con Dominio Pubblico per incrementare la ricerca di spettacoli, della fascia d’età richiesta, che possano essere interessanti.

Al festival, poi, arrivano una media di trenta progetti artistici, programmati ogni anno tra le varie discipline. Il terzo anno sono stati scelti sette spettacoli di teatro sui quaranta circa che ne erano arrivati, cinque opere d’arte visiva sulle venti che erano state mandate, uno spettacolo di danza su sette, sette spettacoli musicali su venti e altri sette audiovisivi sulle venticinque proposte dei giovani registi che avevano risposto al bando.

Alla direzione artistica under 25 spetta il compito di selezionare i giovani artisti che rappresenteranno, con le loro opere e performance, l’offerta artistica complessiva del festival. Quali linee di indirizzo consiglia ai ragazzi di seguire per guidarli nella selezione?

Il compito della selezione degli artisti è la prima grande responsabilità di fronte la quale si trova il gruppo. I ragazzi arrivano a questo momento dopo un percorso di visione che è fondamentale per il fatto che riuscire a formare un senso dell’estetica, acquisire un certo linguaggio e un certo tipo di sensibilità non è facile, ma è una cosa necessaria. Il percorso di visione è funzionale proprio a questo, a sviluppare quella sensibilità. È un’attività che accompagna i ragazzi e non deve essere abbandonata se è loro l’intenzione fare questo lavoro. Il teatro va visto e va vissuto. Di solito, durante la selezione, va tutto molto bene, ma credo sia anche molto importante che ci si pongano determinate difficoltà, che si consideri, ad esempio, il fatto che il gusto non corrisponda sempre al gusto personale. Vanno considerate, inoltre, tutte le questioni che derivano dalla necessità di programmare in più spazi. Un conto è programmare all’interno dell’Argot o dell’Orologio, spazi off che hanno determinate caratteristiche, un contro è programmare in una sala come quella dell’India, con esigenze e caratteristiche completamente diverse. È importante, quindi, saper discernere i vari livelli di spettacolo e, entrando nel merito delle cose, arrivare ad una scelta sia considerando le qualità artistiche del progetto sia la natura produttiva di quest’ultimo, altrettanto fondamentale.

Il festival rappresenta un trampolino di lancio per molti giovani artisti under 25. A quanti ragazzi la partecipazione a Dominio Pubblico ha aperto le porte di altre opportunità?

Il festiva ha avuto un adesione artistica molto forte già dal primo anno. Sono stati programmati molti spettacoli interessanti. Alcuni artisti della prima edizione, dopo l’esperienza di Dominio Pubblico, hanno continuato a collaborare con noi, anche al di fuori del festival, come Giovanni di Giandomenico, pianista e compositore giovanissimo che poi ha prodotto alcuni lavori con l’Argot, ha partecipato al Kilowatt Festival ed altre manifestazioni suonando spesso in contesti di piazza, comunque molto aperti. Ha, inoltre, composto le musiche per uno spettacolo di Luca Ricci e iniziato a lavorare con me ad un progetto su Le città invisibili di Calvino. Tra gli spettacoli teatrali che hanno ottenuto un maggior successo dopo l’esperienza di Dominio Pubblico possiamo poi parlare di Diario di una casalinga serba di Ksenija Martinovic che è volato a New York ed è stato preso in produzione dallo stabile CSS di Udine, un’istituzione molto importante, e Albania casa mia di Aleksandros Memetaj, uno spettacolo che, dopo il festival, è esploso, iniziando ad essere selezionato in grandi programmazione, come quella del Franco Parenti di Milano, e vincendo il bando 20 30 e il Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria 2016.

Il festival under 25 comporta, ogni anno, la gestione di un gruppo composito di giovani e giovanissimi. Che tipo di sfida rappresenta per lei la gestione di un progetto con questo genere di caratteristiche in termini di fattore umano?

Sicuramente non è una cosa facile. È difficile stare dietro ad un gruppo soprattutto molto esteso di persone. Ti insegna che non si può lavorare da soli. In quanto responsabile di un gruppo sono responsabile di tante cose, anche del fatto, per esempio, di non essere sempre amato. Ho un ruolo difficile, quello di dire cosa non va e cosa va fatto in un altro modo. Non sono un genitore, una figura paterna nei confronti dei ragazzi e neanche un maestro, sono solo una persona che già vive di questo mestiere quindi le mie indicazioni devono aiutare e servire a rendere più funzionali e precisi gli strumenti dei ragazzi. Come direttore artistico del progetto, invece, devo saper mantenere una visione orizzontale e aperta su tutto il processo, se mi focalizzassi solo sulla comunicazione o solo sulla promozione non sarei di alcun aiuto. Tuttavia, aldilà della difficoltà, è anche molto stimolante lavorare al progetto. È un’esperienza che ha accresciuto le nostre, le mie capacità personali. In questi anni mi ha dato la possibilità di imparare ad usare diversi linguaggi e di imparare a modificare il mio linguaggio a seconda delle occasioni. Se parlassi con i ragazzi come un vecchio professore probabilmente non riuscirei a raggiungere risultati. Il nostro è un lavoro che, alla base, si compone di rapporti. Questa è una caratteristica propria del lavoro a teatro, il quale si costruisce attraverso l’incontro e il dialogo. Se questo non c’è non si può avere la possibilità di arrivare a costruire qualcosa insieme.

“Dominio Pubblico – la città agli under 25” è un modello unico in Italia?

Attualmente si. In questo momento, visto che chiaramente sia l’Europa sia l’Italia ci chiedono di investire sui giovani, stanno nascendo in diversi Paesi europei e italiani dei progetti che hanno sicuramente delle forti analogie con Dominio. Alcuni esempi in Italia sono la Consulta under 25 del festival Trasparenze di Modena, la giuria under 30 del Teatro Sociale Gualtieri, i festival di cittadinanza coinvolta non necessariamente under 25 e il festival 20 30 di Bologna. In nessuno di questi casi vediamo un festival interamente gestito e organizzato da ragazzi di questa età, quindi si, Dominio Pubblico è il primo, l’unico in Italia.

 

Intervista di Giulia Caroletti

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#AnticipAzione: Evento di apertura del festival “Dominio Pubblico_la città agli Under 25”

Inaugura sabato 6 maggio, con un concerto-evento, al MONK di Via Giuseppe Mirri, 35 a Roma, il festival multidisciplinare Dominio Pubblico_la città agli Under 25, ideato e promosso da Teatro Argot Studio, Teatro Orologio e con la collaborazione di Teatro di Roma che si svolgerà dal 30 Maggio al 4 Giugno, negli spazi del Teatro India.

La serata di apertura, Dominio Pubblico & Pan Del Diavolo, è finalizzata alla promozione del progetto Dominio Pubblico, avrà inizio dalle ore 20.00 con la presentazione del festival e degli artisti in cartellone, a seguire la musica dell’ artista romano Niccolò Francisci e infine l’esibizione live di Giulia Villari cantautrice e chitarrista romana che aprirà il concerto del gruppo folk rock palermitano Pan Del Diavolo che proprio in questa occasione presenterà al pubblico romano il suo ultimo album Supereroi che vede, tra gli altri, la partecipazione di importanti personalità della scena rock italiana come Piero Pelù, Tre allegri ragazzi morti, Vincenzo Vasi e Umberto Maria Giardini.

ANTICIPAZIONI FESTIVAL 2017:

Dominio Pubblico_la città agli Under 25 vincitore del Bando SIAE/SILLUMINA con il patrocinio V Municipio in collaborazione con il progetto BANCHI promosso dal bando MIGRARTi. Quest’anno Dominio Pubblico_la città agli Under 25 ha incrementato notevolmente la propria rete di partnership anche a livello nazionale, dalla collaborazione con il progetto Migrarti, al riconoscimento del bando Siae/SiIllumina, al patrocinio del V Municipio di Roma, permettendo il coinvolgimento di artisti di rilievo del panorama artistico italiano e l’attivazione di progetti interculturali nelle periferie urbane di Roma attraversando luoghi come MONK, Teatro Quarticciolo e Cinema Aquila al Pigneto.

Ospiti d’eccezione di questa quarta edizione saranno il gruppo musicale elettropop bolognese Lo Stato Sociale e Takoua Ben Mohamed, fumettista e graphic journalist tunisina ideatrice del “fumetto interlcutura”. All’interno della manifestazione sono in programma circa 50 eventi tra spettacoli teatrali e di danza, audiovisivi, arti visive e concerti dislocati prettamente negli spazi interni e esterni del Teatro India con alcuni eventi di avvicinamento al festival programmati al Cinema Aquila e al Teatro Quarticciolo di Roma.

Il Festival è il compimento dell’intero progetto di formazione Dominio Pubblico rivolto a ragazzi/e under 25 che vogliono sperimentarsi in un percorso da spettatori attivi finalizzato alla produzione, promozione e organizzazione di un festival multidisciplinare.

Giunto alla sua IV edizione, nasce nel 2014 dall’incontro delle direzioni artistiche di Teatro Argot Studio e Teatro dell’Orologio, durante lo stesso anno, inoltre, viene riconosciuto come realtà promozionale dal MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

PROGRAMMA 6 MAGGIO 2017 > DOMINIO PUBBLICO & PAN DEL DIAVOLO:

  • ore 20:00 aperitivo d’apertura con playlist di canzoni a tema blu e presentazione degli artisti selezionati per il Festival.
  • ore 21:30 la musica diventa protagonista della serata con il live di Niccolò Francisci, artista romano divertente e provocatorio. 
  • ore 23.00 evento centrale della serata Dominio Pubblico_la città agli under 25 ospita Il Pan del Diavolo con il lancio dell’ultimo album Supereroi uscito il 17 Febbraio e l’opening di Giulia Villari. Il nuovo album Pan del Diavolo vede la la partecipazione di importanti personalità della scena rock italiana, come Piero Pelù che ha co-prodotto una buona parte del disco, Tre allegri ragazzi morti, Vincenzo Vasi e Umberto Maria Giardini.

L’ingresso è riservato ai soci tesserati Arci 2017. Per ottenere la tessera è possibile registrarsi online tramite il form (https://www.monkroma.it/registrazione/) e ritirare la tessera all’ingresso, il giorno della festa versando il contributo annuale di 5 euro. Tra registrazione e ritiro devono intercorrere circa 24 ore. Il costo della serata è di 5 euro.

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TESI DI LAUREA: La gestione di un evento culturale e il Project Management

TITOLO TESI : La gestione di un evento culturale e il project management: il caso “Dominio Pubblico – la città agli Under 25”
UNIVERSITÀ: Sapienza, Università di Roma – Facoltà di Lettere e Filosofia – Corso di laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo
AUTRICE : Giulia Caroletti

Introduzione dell’autrice:

Lo scopo di questa tesi di laurea è di presentare l’analisi di un progetto innovativo che anima da tre anni la vita culturale romana: Dominio Pubblico – la città agli Under 25, nato da un’idea del regista e drammaturgo Luca Ricci.
È un festival, evento spettacolare che, in generale, può essere inscritto nella tipologia di progetto di spettacolo, cosi come indica Lucio Argano in La gestione dei progetti di spettacolo (1996). Volendo offrire definizioni più dettagliate del fenomeno in questione si potrebbe citare Mimma Gallina, la quale in Ri-Organizzare Teatro (2014) spiega che un festival è un progetto culturale a cui si richiede principalmente di instaurare «una precisa relazione con un determinato luogo». Questo perché le manifestazioni di cui si parla hanno sempre bisogno di uno spazio dove manifestarsi, da cui ricavare stimoli o magari da valorizzare, qualora quest’ultimo aspetto rientra nella missione dichiarata dell’evento.
È degli studiosi appena citati e della preziosa collaborazione degli stessi responsabili del festival under 25, che mi sono avvalsa per condurre un’analisi più esaustiva possibile dell’evento spettacolare oggetto di studio.
Partorito nel difficile contesto culturale romano, Dominio Pubblico non si propone di produrre spettacoli, vocazione che appartiene a molte altre tipologie di festival, ma di produrre novità, formazione, confronto e di infondere nuova vitalità alla vita culturale romana, aprendo le porte del teatro alle generazioni under 25. Collocato all’interno di Dominio Pubblico, il primo esperimento di stagione congiunta tra il Teatro Argot Studio e il Teatro Orologio di Roma, il festival under 25, la cui direzione artistica è affidata a Tiziano Panici, è all’alba della sua quarta edizione. L’obiettivo del progetto, analizzato nel dettaglio nell’estratto allegato a questo articolo, è essenzialmente quello di riuscire a coinvolgere un gruppo di giovani sotto i 25 anni nell’ideare e organizzare, in completa autonomia di scelte, la programmazione di un festival con la caratteristica di ospitare solo e soltanto artisti under 25. Nella complessa gamma di attività che costituisce l’offerta del festival sono inclusi spettacoli di teatro e danza, esposizioni di arti visive, proiezioni di corti cinematografici e musica dal vivo. Ad ospitare l’evento sono gli spazi teatrali romani promotori dell’iniziativa: il Teatro Argot Studio, diretto da Tiziano Panici e Francesco Frangipane, il Teatro Orologio, diretto da Fabio Morgan e, a partire dalla seconda edizione del festival, il Teatro di Roma, il cui direttore artistico è Antonio Calbi.

Nell’ estratto qui di seguito ho analizzato i compiti che i ragazzi sono chiamati ad assolvere nelle varie fasi progettuali, funzionali ed esecutive del Festival, dando un’idea dell’impegno e del livello di coinvolgimento che viene richiesto ai giovani project manager all’interno del percorso di formazione che intraprendono aderendo all’iniziativa.

LEGGI L’ESTRATTO DALLA TESI  >  La gestione di un evento culturale

Giulia Caroletti nasce a Colleferro il 21 giugno 1994. Dopo cinque anni di Liceo Scientifico, convinta che la matematica non sarebbe mai stata il suo mestiere, decide di seguire la propria passione per il cinema e si iscrive al corso di studi in Arti e Scienze dello Spettacolo della facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza. Esame dopo l’altro, scopre il teatro e se ne innamora. Nel dicembre 2015 conosce Dominio Pubblico e partecipa alla terza edizione come under 25. A ridosso del Natale 2016, consegue la laurea con una tesi sul festival under 25 che le è valsa un prezioso, quanto sudato, 110 e lode.Oggi, convinta che il progetto sia una bellissima realtà non solo da vivere, ma anche da raccontare, continua a farne parte e non vede l’ora di tornare sui libri per completare i suoi studi.

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