Bando AiR – Artisti in residenza. Call per coreografi, coreografe e compagnie di danza

Bando AiR – Artisti in residenza. Call per coreografi, coreografe e compagnie di danza

È online il bando AiR – Artisti in residenza 2021, per selezionare due progetti creativi per una residenza alla Lavanderia a Vapore di Collegno.

La call ha carattere nazionale e si rivolge a coreografi, coreografe e compagnie di danza residenti sul territorio nazionale (con sede legale e operativa sul territorio nazionale), senza limiti di età. I progetti che saranno selezionati dalla RTO della Lavanderia a Vapore avranno a disposizione una residenza creativa di 15 giorni anche non consecutivi nella casa della danza di Collegno nel corso del 2021. Invio candidature entro il 12 novembre 2020 h.12

Info https://www.lavanderiaavapore.eu/2020/10/03/bando-air-artisti-in-residenza-2021/

Inoltre in collaborazione con Zerogrammi viene lanciata la call per Permutazioni 2021, coworking coreografico, un osservatorio sulla produzione coreografica che mette in dialogo artisti operanti nell’ambito dei linguaggi coreutici, uno spazio ospitale per sviluppare la propria idea creativa dedicato alla ricerca, al perfezionamento e alla produzione artistica, mettendo in relazione esperienze, competenze e buone pratiche.

Anche per questo bando, a carattere nazionale, non ci sono limitazioni di età ma è richiesta una presenza costante presso lo spazio Casa LUFT di Torino per prendere parte alle iniziative del coworking e dei suoi partner. La commissione selezionerà un progetto che risiederà a Casa Luft nel periodo indicativo tra febbraio e dicembre 2021. Invio candidature entro 12 novembre 2020 h. 12.

Info https://www.lavanderiaavapore.eu/2020/10/03/bando-permutazioni-2021/

Focus Giovani 2020 a cura di TWAIN_Centro Produzione Danza, Vera Stasi e ATCL

Focus Giovani 2020 a cura di TWAIN_Centro Produzione Danza, Vera Stasi e ATCL

Superare l’ostacolo, ricominciare, guardare oltre. Incontrare il pubblico, lavorando a fianco degli artisti, alla ricerca di una nuova normalità. Danza, teatro e performance abiteranno il Supercinema di Tuscania (VT) dal 2 al 4 ottobre, con l’appuntamento annuale del Focus Giovani, tre giorni dedicati alla nuova autorialità in cui verranno presentati presso il Supercinema di Tuscania, a cura di TWAIN_Centro Produzione Danza, Vera Stasi_Progetti per la Scena e ATCL_Circuito Teatrale del Lazio, i lavori di sei giovani realtà artistiche under 35 e del coreografo Manfredi Perego, ospite d’eccezione riconosciuto e apprezzato in Italia e all’estero.

Focus Giovani 2020: 2 ottobre

Il weekend di danza si aprirà venerdì 2 ottobre con gli artisti presentati da TWAIN_Centro Produzione Danza:  Sara Lupoli che presenterà Off-Cells, opera crossmediale che invita gli osservatori ad attivare la propria capacità cinestetica e percettiva attraverso un esperimento che investe i neuroni legati alla vista, una produzione Art Garage; Paglialunga/Mattogno con lo spettacolo Shape of moving waves, un dialogo tra danza e musica ispirato alla fisica del suono e alla sua propagazione molecolare nell’aria; Antonio Formisano con DependEsports primo studio, prodotto da Borderline Danza che si colloca al confine tra benessere e malessere derivanti dall’uso dei videogames. La performance racconta la fascinazione oscura per la relazione con il computer da gioco, in un’immersione totale nella dipendenza dalla realtà virtuale.

Focus Giovani 2020: 3 ottobre

La serata del 3 ottobre, organizzata da VERA STASI_Progetti per la Scena in collaborazione con Network Anticorpi XL, vedrà esibirsi la coreografa e danzatrice Barbara Berti con la creazione Bau#2, dalla serie BAU – Coreografia del pensare, in cui viene sviluppato un metodo di lavoro incentrato sull’esplorazione delle connessioni invisibili fra corpo e mente, tra subconscio e percezione cosciente del reale, una pratica in cui movimento e parola vengono creati in tempo reale durante la performance, traducendo le informazioni e i processi che intercorrono tra pubblico e performer.

La stessa sera il trio Zanni/Feltre/Cisternino, autore di DOYOUWANNAJUDGEME, presenterà una performance, prodotta da Company Blu, che concretizza i “frammenti coreografici” derivati da un’analisi visiva e puramente personale dell’affresco Giudizio universale di Michelangelo Buonarroti. Partendo da una serie di sperimentazioni suggerite dalla varietà di forme e dettagli che caratterizzano l’opera pittorica, il lavoro si sviluppa attraverso la costruzione di una partitura coreografica suddivisa in ‘frames’.​

Focus Giovani 2020: 4 ottobre

Domenica 4 ottobre, Manfredi Perego e Paolo Rosini riscalderanno il pubblico di Tuscania con il loro estro creativo. Perego con Primitiva, produzione TIR Danza, coproduzione Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, proporrà al pubblico una ricerca sugli elementi primari che abitano la corporeità, un viaggio mnemonico all’interno della più antica percezione di sé, quella animalesca e al contempo impulsiva e fragile. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con ATCL_Circuito Teatrale del Lazio. Mentre Rosini (vincitore Premio TenDance 2019) porterà in scena la performance Oriri, una meditazione sul fluire mutevole della vita e sulla sua inafferrabilità; un luogo dove l’abbandono allo scorrere degli eventi, diventa nuovo punto di partenza per un’esistenza apparentemente priva di sostegno, quasi abbandonata a se stessa. 

Per info e programma completo: http://bit.ly/FocusGiovani20

Nasce BrancaccioDanza: formazione dai 4 ai 24 anni al centro di Roma

Nasce BrancaccioDanza: formazione dai 4 ai 24 anni al centro di Roma

Un’oasi della formazione al centro di Roma per studiare e apprendere i diversi linguaggi della danza, destinata ad accogliere bambini/e e ragazze/i dai 4 ai 24 anni con una scuola e un triennio professionale dove incontrare coreografi e danzatori di fama internazionale. Un centro specializzato, creato per coltivare e trasmettere l’amore per la danza e l’arte performativa: BrancaccioDanza nasce dalla volontà di Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, di promuovere la danza non solo in forma didattica ma favorendo l’accesso al lavoro. 

Un’oasi della danza che prenderà vita in uno spazio culturale davvero speciale: si tratta del Teatro Brancaccio e dei suoi meravigliosi giardini adiacenti al Brancaccino che includono una serie di aree adibite a studio danza, luogo perfetto per valorizzare il benessere degli allievi. Il Teatro Brancaccino sarà una luminosa sala polifunzionale aperta agli appassionati e agli aspiranti professionisti per intraprendere un’esperienza formativa completa. BrancaccioDanza, ben collegato e facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici, unirà architettura sostenibile, pratica artistica ed esperienze immersive nella natura, in un luogo incantevole.

La doppia direzione artistica affidata ad Alessia Gatta, coreografa della [RITMI SOTTERRANEI] contemporary dance company nonché docente internazionale, e ad Alessandro Rende, docente di danza classica e danzatore del teatro dell’Opera di Roma, connota la qualità della proposta. Formare un danzatore completo, colto, versatile, che sappia muoversi in un panorama variegato di linguaggi differenziati e che, seppur specializzato nel classico o nel contemporaneo, venga fin dalla scuola abituato a studiare e a confrontarsi  con diversi stili e forme di comunicazione, avendo cura del suo benessere psicofisico.

La formazione, motore pulsante di tutta l’attività, è articolata su più livelli e diversificata nei programmi e negli intenti. La scuola, fino ai 18 anni, offre programmi e corsi distinti per disciplina e intensità: danza baby, propedeutica, modern e break dance per adolescenti, fino ad arrivare a un ciclo di studi di otto anni, indirizzo classico e contemporaneo, in grado di fornire ai giovani una formazione adeguata per inserirsi in ambito lavorativo o per proseguire gli studi nel triennio professionale. 

Rebecca Bianchi Étoile internazionale e prima ballerina del teatro dell’opera di Roma. ©Viola Pantano

Il corso triennale W.O.M. – where opposites meet (dove gli opposti si incontrano) è riservato a danzatori dai 18 ai 24 anni, ed è volto ad assicurare un’adeguata padronanza di metodi e tecniche in ambito coreutico, nonché l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali, lavorando sulla ricerca, la sperimentazione, l’intersezione e lo scambio di differenti linguaggi. Un corso professionale, dove danzatori classici e contemporanei condivideranno lo studio delle discipline fondamentali e delle materie teoriche, per poi continuare a formarsi ciascuno nel proprio ambito. 

Un luogo unico nel suo genere con programmi di formazione innovativi e trasversali, docenti altamente qualificati e un respiro internazionale che guideranno lo studente a scoprire una propria identità artistica che sia riconoscibile e matura, anche attraverso workshop e masterclass. Al termine del progetto formativo, BrancaccioDanza si prenderà cura dei propri allievi, tutelando l’inserimento nelle produzioni di spettacoli e performance, attivando network professionali e favorendo esperienze formative con artisti e organizzazioni affermate nel panorama nazionale e internazionale. 

Audizioni corsi pre-professionali: 10 e 19 settembre al Teatro Brancaccio

Audizioni triennio professionale W.O.M: 20 settembre al Teatro Brancaccio

La scuola comincerà il 23 settembre, il corso professionale avrà invece inizio il 12 ottobre. 

Programma, costi e convenzioni su www.brancacciodanza.com; per maggiori informazioni chiamare 377 5515549 o scrivere a info@brancacciodanza.com.

Panopticon, 12 danze sorvegliate speciali. Il nuovo progetto

Panopticon, 12 danze sorvegliate speciali. Il nuovo progetto

«Alla luce del disastro umano, sociale ed economico che abbiamo vissuto nell’ultimo periodo, gli effetti negativi sugli eventi artistici non si sono fatti attendere, presto tutti ci siamo accorti che anche il mondo delle arti performative avrebbe subito pesanti conseguenze. Il compito dell’arte quando ci riesce continua ad essere quello di individuare prima degli altri alcuni passaggi dell’attualità, anticipandone i rimedi. Anche noi costretti a rimediare ad alcuni meccanismi ad oggi insostenibili per la nostra struttura Scenario Pubblico Centro Nazionale di Produzione della Danza a Catania, abbiamo deciso di riformulare la proposta culturale che avevamo già pianificato per il 2020/21, e la stessa spostarla al 2021/2022». Queste le parole del direttore artistico Roberto Zappalà, con cui viene presentato il progetto Panopticon NanoFestival, 12 danze sorvegliate speciali.

Una stagione “diversa per necessità ma anche per resistenza sociale”. Roberto Zappalà, da molti considerato “filosofo” della coreografia italiana, affonda a piene mani nel compito più profondo dell’arte dall’antichità: essere “rimedio” per l’attualità. 

La Stagione 2020/21 di Scenario Pubblico, nell’idea del coreografo catanese, pensata e realizzata insieme al visual designer Maurizio Leonardi, è una miscela di esperienze agite, arte concettuale e fisica e necessità del presente. Il meccanismo scenico Panopticon NanoFestival, 12 danze sorvegliate speciali vuole ribaltare la percezione della “solitudine, del controllo, della protezione dell’individuo”.

Panoptes, gigante della mitologia greca, che possedeva un centinaio di occhi e ritenuto quindi un guardiano perfetto, dà il nome al carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham. Non solo dunque un modo per ovviare alle restrizioni imposte dalle norme di sicurezza Covid19. Panopticon di Roberto Zappalà è già opera ancora prima che vi entri la danza e rappresenta, in un certo senso, la sofferenza delle arti performative, in quanto è esso stesso una forzatura scenica. 

Panopticon NanoFestival, 12 danze sorvegliate speciali

In un drammatico momento storico nel quale gli individui si sono distanziati, separati e isolati Panopticon assolve ad una funzione sociale di riavvicinamento perché il pubblico entra ed è parte dell’opera d’arte. Una forma di riavvicinamento “a piccoli passi”. La struttura è un poligono con numero variabile di lati, realizzato con materiale in parte trasparente. Gli spettacoli andranno in scena dal 6 al 22 novembre per 3 fine settimana, sono previsti più turni a serata e un numero limitato di spettatori con sanificazione della struttura nell’intervallo tra i vari turni e rispetto delle distanze di sicurezza. Un’introduzione al progetto sarà curata da  diversi intellettuali che si alterneranno nelle serate.

Un format che da un lato vuole tutelare Scenario Pubblico dando continuità all’attività sul territorio che lo ha identificato come luogo della danza nei suoi 20 anni di attività e, dall’altro, permettere di presentare alla città una proposta che coniuga l’esigenza della presenza con l’urgenza della ricerca creativa e anche concettuale.

«Il progetto – prosegue Zappalà nelle note artistiche – parte dalla volontà di replicare ed emancipare il concept che curiamo da 5 anni a ScenarioFarm, all’interno del celebre Favara Cultural Park a Favara, città nell’agrigentino, che prende il nome appunto di NanoFestival. Lo riproponiamo in questo caso sulla scena con alcuni accorgimenti non solo di carattere relazionale – a Favara era realizzato con impostazione one by one, artista/spettatore – ma anche storico-comportamentale. Vuole essere una riflessione non obbligatoriamente pensata in funzione del Covid-19 ma che ne prende spunto per una più profonda analisi sulla condizione dell’individuo messo a dura prova e sempre morbosamente controllato.

L’accostamento con il Panopticon di Jeremy Bentham è molto semplice: il nostro progetto esalta la dimensione della segregazione/prigione così come del distanziamento/isolamento sociale oltre che del voyeurismo. Un atteggiamento che oggi è fin troppo comune non solo come condotta verso le pratiche sessuali, ma è anche troppo facilmente sdoganato in semplici situazioni sociali dove la morbosità dello sguardo nascosto è diventata una pratica fin troppo abituale. 

Nel nostro proposito l’osservatore non controlla chi lo circonda come nel caso del progetto originale di Bentham, dove la progettazione delle carceri prevedeva che un unico sorvegliante controllasse tutti i soggetti di un’istituzione carceraria senza che gli stessi ne fossero consapevoli.  Saranno gli spettatori stessi che controlleranno il performer, isolati sia da lui che l’uno dall’altro, alludendo in tal modo anche all’ “Anopticon” di Umberto Eco che in quanto opposto del Panopticon, deresponsabilizza il sorvegliante ponendo la domanda: chi sorveglia i sorveglianti?

Il nostro obiettivo punta a creare un corto circuito tra sorveglianti e sorvegliati ma vuole anche rendere l’architettura scenica autonoma e protagonista di tutte le 12 danze che verranno presentate durante il festival». 

Gli spettacoli già programmati per la stagione 20/21 sono rimandati alla prossima 2021/22 e, protagonisti di Panopticon NanoFestival, 12 danze sorvegliate speciali, saranno alcuni dei danzatori delle compagnie già coinvolte ma con progetti pensati appositamente per lo spazio di Panopticon. Assoli e duetti con danzatori provenienti da: Balletto Civile, Spellbound Dance Company, CCNR/Yuval Pick (fr), Petranura Danza, Abbondanza/Bertoni, steptext dance project (de), Moritz Ostruschnjak/Daniela Bendini (de/i), Samir Calixto (br/nl), T.H.E Dance Company (SGP).  Compagnia Zappalà Danza sarà presente con alcuni dei suoi danzatori.

La Stagione di Scenario Pubblico prevede inoltre alcune residenze, tra le quali quella di Chiara Frigo e di Samir Calixto, quest’ultimo per la realizzazione della sua nuova creazione dal titolo SEEKERSOLO in coproduzione con la struttura olandese Korzo. Inoltre viene riprogrammato il festival FIC saltato questa primavera a maggio 2021. 

The Other Side. Un nuovo progetto di videodanza di Aterballetto

The Other Side. Un nuovo progetto di videodanza di Aterballetto

The Other Side – Trailer

Quattro linguaggi si incontrano, e offrono il proprio contributo ad una creazione “time & site specific”, nata al tempo dell’isolamento, ma diventata via via un cantiere di ricerca articolato e complesso. Una storia (di Simone Giorgi) di solitudini che si rincorrono da una parte all’altra delle pareti, sul filo di grandi brani di repertorio (Ludwig van Beethoven) o di musiche scritte per l’occasione (da Fabio Massimo Capogrosso).

Ecco lo spunto per la ricerca coreografica di Saul Daniele Ardillo intorno al corpo di danzatori, che sono isolati da un’epidemia nella primavera del 2020, ma potrebbero esserlo in qualsiasi primavera della loro (e nostra) vita. The Other Side andrà in onda il 25 giugno ore 21,15 su Rai5. Sotto lo sguardo e al ritmo del montaggio di Valeria Civardi, con le suggestioni di un’opera pittorica di Luisa Rabbia, evocativa e materica al tempo stesso.

La Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto di Reggio Emilia e La Toscanini di Parma lavorano insieme nei mesi di maggio e giugno per una “(video)creazione musicale e coreografica” con i danzatori della compagnia e i musicisti della Filarmonica Arturo Toscanini. Questa nuova “creazione a distanza” parte dall’esperienza di ‘1 meter Closer’, prodotta in aprile e presentata da Rai 5 nella Giornata mondiale della danza, il 29 aprile.

“Quello con la Toscanini è un dialogo già iniziato, che ci interessa particolarmente – spiega Gigi Cristoforetti, direttore della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto – In questo periodo non stiamo facendo quasi nulla di ciò che avevamo previsto. Un disastro dal quale non ci facciamo piegare, e ne approfittiamo per approfondire dimensioni artistiche alle quali teniamo moltissimo, per le quali non c’era mai tempo. La videodanza, in particolare – aggiunge- ci permette di rapportarci con nuovi pubblici, e il dialogo interdisciplinare è una delle scommesse più importanti della contemporaneità”

“Per questo sono particolarmente felice che Ravenna Festival, nostro partner stabile – spiega ancora- ci accompagni nel momento in cui dobbiamo rimandare la prima del ‘Don Juan’ (che era prevista in giugno al Teatro Alighieri di Ravenna), e che anche la Collezione Maramotti sia nostro complice, aggiungendo un linguaggio e un’artista al progetto”, conclude Cristoforetti.

“L’occasione di collaborare con la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto infatti è capitata in un momento particolare, anche se l’idea di farlo, a lungo raggio, era già stata avviata mesi prima – ribadisce Alberto Triola, sovrintendente e direttore artistico de La Toscanini – Il progetto mette in gioco energie creative in senso stretto. Insieme alla compagnia di danza partecipano tre nostri musicisti e oltre l’omaggio a Beethoven, presenta anche la musica di Fabio Massimo Capogrosso (nostro compositore in residenza per questa Stagione) con un’opera appositamente pensata”.

“In tempo di isolamento, la nuova creazione accoglie per poi sprigionare una forte tensione che si trasforma nella tensione armonica di un’anima chiamata a trovare e a trovarsi con tutte le altre voci coinvolte, musicisti, danzatori e pubblico”, conclude Triola.