Il Cirque du Soleil ha annunciato la bancarotta assistita

Purtroppo il Coronavirus non fa sconti: il Cirque du Soleil si sarebbe dovuto esibire in Cina all’inizio del 2020, ma a quel tempo la Repubblica Popolare stava già fronteggiando l’epidemia e così la compagnia si è dovuta fermare. A marzo, la situazione è peggiorata con la diffusione del Covid-19 in tutto il mondo: il che ha significato non potersi esibire, ma anche trovarsi costretti a gestire il rientro dei tanti dipendenti (quasi duemila) in vari Paesi e quello delle attrezzature che dovevano tornare in Canada. Come ha ben esplicitato l’amministratore delegato Daniel Lamarre“Il nostro mondo è cambiato in una notte”. A fronte di tutto il Cirque du Soleil ha fatto ricorso alla bancarotta assistita puntando a ristrutturare il proprio debito.

“Negli ultimi 36 anni – afferma Daniel Lamarre – il Cirque du Soleil è stata un’organizzazione di grande successo. Con i ricavi zero legati alla forzata chiusura di tutti gli spettacoli per il Covid-19, il management ha deciso di agire in modo deciso per tutelare il futuro della società”.

Il circo si è affacciato alla pandemia già appesantito da un forte debito accumulato negli ultimi anni per finanziare una serie di acquisizioni decise per diversificare la sua offerta. Nel 2017 ha infatti acquistato Blue Man Production, nel 2018 la società di intrattenimento per bambini VStar Entertainment Group. Nel 2019 ha aggiunto al suo portafoglio Works Enetrtainment e la sua troupe di prestigiatori chiamata Illusionists. Quando la pandemia è scoppiata il Cirque du Soleil aveva solo sulla Strip di Las Vegas, per la quale è un’istituzione da anni, sei spettacoli su 44 a livello globale.

Nato sul successo di diversi artisti di strada del Quebec, il Cirque du Soleil – controllato dal fondo di private equity TPG Capital – ha presentato la sua richiesta di bancarotta in Canada. La richiesta di fallimento sarà esaminata oggi, martedì 30 giugno, dalla Corte superiore del Quebec. I maggiori azionisti, in base all’accordo proposto, inietteranno 300 milioni di dollari di liquidità nel Cirque du Soleil ristrutturato per facilitare la sua ripartenza, aiutare i dipendenti e farsi carico di alcuni degli oneri della società, fra i quali il rimborso dei biglietti per gli spettacoli cancellati.

Condividi:

Un concerto per sole piante al Gran Teatre Liceu di Barcellona

Lunedì 22 giugno il quartetto d’archi Uceli è salito sul palco del Gran Teatre Liceu di Barcellona per suonare, davanti a migliaia di piante, l’elegia “I Crisantemi” dell’italiano Giacomo Puccini.

Con questa iniziativa, intitolata Concerto per il biocene, il teatro dell’opera catalano ha deciso di ripartire dedicando il primo concerto post lockdown al regno vegetale. Oltre duemila piante di specie differenti sono state sistemate in sala per ascoltare le struggenti note dell’elegia. Sono state le uniche spettatrici dal vivo. Online, invece, gli umani hanno avuto comunque la possibilità di seguire il concerto in streaming.

Successivamente all’iniziativa le oltre duemila piante troveranno una nuova casa: come forma di ringraziamento saranno infatti donate a 2.292 operatori sanitari impegnati negli ultimi mesi nella durissima battaglia contro il Covid-19.

Eugenio Ampudia che ha preparato l’evento non ha dubbi: il concerto è stato originale e unico, ma soprattutto ha lanciato un forte messaggio sociale. Il quartetto d’archi del Gran Teatre Liceu di Barcellona ha eseguito non a caso per un pubblico vegetale costituito dei vivai della zona I Crisantemi di Puccini proprio pochi giorni dopo la fine del lockdown, che anche in Spagna è stato particolarmente duro.

Il direttore del Liceu, Víctor Garcia de Gomar, ha spiegato come questo concerto “green” sia un messaggio per riflettere sulle condizioni umane attuali. In pratica, bisogna capire che la natura si è ripresa i suoi spazi mentre eravamo rinchiusi in casa, seguendo un ritmo ben preciso e il proprio ciclo biologico. Altri teatri d’opera potrebbero replicare questa sorta di esperimento, in fondo non esiste un pubblico più silenzioso e rispettoso di quello delle piante.

Condividi:

GoDot, un protocollo per lo spettacolo dal vivo nella Fase 2

Dal 15 giugno potranno ripartire le attività di spettacolo dal vivo, rimane però l’incertezza su come coniugare concretamente le esigenze dello spettacolo con le norme anti contagio, soprattutto in merito alle gestione dei flussi di pubblico. Una proposta arriva dal festival Urbino Teatro Urbano: si chiama GoDot ed è il primo protocollo pensato e sviluppato ad hoc per lo spettacolo dal vivo in fase 2, un progetto che vuole concretizzare le recenti norme in materia sanitaria, favorendo la fruibilità dell’evento performativo.

GoDot è ideato dal CTU Cesare Questa – Centro Teatrale dell’Università di Urbino e dallo staff del festival UTU – Urbino Teatro Urbano con la collaborazione dei Dipartimenti di Scienze Pure e Applicate, e di Economia, Società, Politica dell’Università di Urbino, di ISIA Urbino (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) e di DIGIT srl e con il sostegno di Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Comune di Urbino, Provincia Pesaro-Urbino, Regione Marche, AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali), Consorzio Marche Spettacolo e imprese del territorio. 

Cos’è GoDot?

GoDot è un insieme di strumenti integrati ma modulabili, finalizzati a condividere pratiche virtuose per l’accesso ai momenti performativi dal vivo e a valorizzare il luogo che ospita l’evento, stimolandone il tessuto urbano, sociale, economico.

All’attuale stato di progettazione, il protocollo GoDot si compone dei seguenti elementi: 

A) Un kit originale di SEGNALETICA ORIZZONTALE E VERTICALE, disegnata ad hoc da ISIA in chiave teatrale e ludica, trasformando cioè un limite in un’opportunità poetica e drammaturgica. La segnaletica permette al pubblico e agli artisti di partecipare all’evento dal vivo mantenendo le distanze di sicurezza e rispettando le altre norme sanitarie, sia fornendo le informazioni necessarie, sia proponendo delle azioni ludiche per vivere l’esperienza in modo partecipato. La segnaletica di GoDotè studiata per incontrare le necessità di eventi e spazi diversi, essendo ampiamente personalizzabile, modulabile e integrata funzionalmente ai seguenti strumenti digitali.

B) Un sistema digitale basato su strumenti già ampiamenti diffusi (come Eventbrite) ai quali si potrà scegliere di affiancare altri strumenti digitali innovativi ideati da DIGIT srl, al momento in fase di sperimentazione, ma già censiti nell’ambito della strategia per la Sostenibilità e l’Innovazione Sociale (CAPSSI) della Commissione Europea: Digital Arianna (diAry) è un progetto del Dipartimento di Scienze Pure e Applicate di Urbino e sviluppato da DIGIT srl, Spin-off dell’Università di Urbino. diAry è un’applicazione mobile che consente di tenere traccia, sul proprio dispositivo, degli spostamenti e delle circostanze rilevanti ai fini del contenimento del contagio da COVID-19. Per fronteggiare la diffusione del virus è infatti essenziale risalire ai luoghi e alle persone frequentati durante il periodo di incubazione. I dati sono conservati esclusivamente sul dispositivo personale dell’utente, che può decidere liberamente di consultarli, esportarli ed eventualmente incrociarli con informazioni di pubblica utilità. L’app è già disponibile in versione beta tester gratuitamente sui principali store on line.

Il protocollo GoDot suggerisce di “premiare” la partecipazione all’evento dal vivo con delle agevolazioni (promozioni, sconti eccetera) offerte da esercenti e istituzioni che vogliono sostenere l’iniziativa come ristoranti, musei, librerie, negozi. Per poter usufruire di queste agevolazioni, sullo smartphone di ogni partecipante all’evento potranno essere assegnati dei “punti” chiamati   WOM (Worth One Minute) ossia dei voucher elettronici concepiti da DIGIT srl per riconoscere un valore alle azioni di partecipazione. Grazie ai WOM è possibile aggiungere un’ulteriore connotazione ludica alla partecipazione e  innescare una collaborazione fra gli organizzatori dell’evento e i servizi del territorio. Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali (o non possiede un cellulare abbastanza smart) è prevista la possibilità di sostituire i WOM digitali con dei talloncini cartacei.

GoDot, inoltre, fornisce le indicazioni per la realizzazione di una web app che consenta un’interfaccia utente ottimale per la fruizione di informazioni riguardanti l’evento tramite smartphone; inoltre GoDot prevede la possibilità di rendere attiva la segnaletica grafica attraverso una serie di funzionalità legate alla lettura dei QR Code.

Quando arriva GoDot?

Il progetto viene presentato a partire dal 18 maggio alle Istituzioni e soggetti privati che ne faranno richiesta, la versione beta verrà rilasciata a chi vorrà partecipare allo sviluppo del protocollo dal 10 giugno, in vista della riapertura dei teatri, GoDot verrà poi realizzato nella sua interezza dal 10 al 17 luglio a Urbino per il Festival UTU – Urbino Teatro Urbano. Dal 20 luglio verrà poi rilasciata GoDot 2.0 una versione aggiornata del protocollo che integrerà i risultati delle varie sperimentazioni sul campo.

GoDot è pensato come una risorsa di tipo partecipativo, destinata a migliorarsi continuamente in virtù dei feedback dei suoi utilizzatori. Proprio per questo motivo GoDot viene proposto gratuitamente attraverso una licenza di tipo Creative Commons ai festival, organizzatori, compagnie, associazioni, enti istituzionali e teatri che ne faranno richiesta.

GoDot è un sistema libero e gratuito, molto vicino ad un’idea di tipo Open Source: sarà quindi disponibile, scaricabile e personalizzabile gratuitamente da tutti i teatri, associazioni, amministrazioni interessate. GoDot avrà una struttura modulare e personalizzabile che consentirà il suo utilizzo nelle più diverse manifestazioni dal vivo (festival, concerti, fiere…).

Condividi:

Agis incontra il ministro Franceschini su possibile riapertura. Il comunicato stampa

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dall’Agis a seguito dell’incontro di questa mattina tra il Ministro Franceschini, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, Bonaccini e Gibelli, dell’Anci, De Caro e Nardella ed il Presidente dell’Agis, Carlo Fontana, di Federvivo, Filippo Fonsatti e dell’Anfols, Francesco Giambrone. Al centro del confronto la ripartenza del settore dello Spettacolo dal Vivo.

COMUNICATO STAMPA

L’Agis, ha presentato una memoria (leggi la memoria), nel quale viene espresso apprezzamento per una possibile ripresa, segnalando alcune specificità, insieme a possibili criticità.

Ha ricordato, innanzitutto, come prima ancora di rendere possibili le riaperture al pubblico delle attività, sia prioritario poter consentire la riattivazione dei servizi generali e tecnici dei teatri ed immediatamente dopo garantire l’attività produttiva – prove, allestimento, classi di danza – necessaria all’esecuzione. Rimandando a quanto scritto nel documento “Lo Spettacolo in Italia nella Fase 2 – Proposte per la ripartenza delle attività e per la riapertura al pubblico”, presentato alla stampa lo scorso 29 aprile, si conferma quindi l’esigenza di un dettagliato cronoprogramma di riaperture, con una priorità in favore delle attività con il pubblico per gli spettacoli outdoor.

Il documento Agis segnala, inoltre, come la paventata limitazione a 200 persone per le attività indoor, (che, tra l’altro non sembra tener conto delle diverse cubature e caratteristiche strutturali delle differenti realtà) sia di complessa realizzazione, oltre che non sostenibile sotto il profilo economico. Basti pensare alle Fondazioni Lirico Sinfoniche che raggiungerebbero tale soglia anche solo con orchestra, coro e tecnici impegnati nell’attività. Infine, l’uso dalla mascherina anche per i musicisti, gli attori e i cantanti, appare di difficile applicazione. I rappresentanti della Conferenza delle Regioni, unitamente ai rappresentanti dell’ANCI, hanno espresso condivisione rispetto al documento elaborato dall’AGIS. 

Al termine dell’incontro, il Ministro Franceschini, condividendo le riflessioni poste, ha sollecitato l’AGIS ad esprimere il parere ed a fornire indicazioni sulle prescrizioni inserite nel verbale del Comitato tecnico scientifico non appena sarà trasmesso, al fine di riprendere le attività il prima possibile, ma in sicurezza per lavoratori e spettatori.  

Condividi:

DOCUMENTI: verbale del Comitato Tecnico Scientifico del 06/05/2020

Condividiamo il verbale del Comitato Tecnico Scientifico del 06/05/2020. La parte evidenziata in giallo riguarda gli spettacoli in sale teatrali all’aperto o al chiuso.

Si legge: «Per quanto concerne gli spettacoli organizzati in sale teatrali e sale da concerto all’aperto o al chiuso con posti seduti preassegnati e inamovibili, il CTS valuta che essi possano aver corso a partire dalla prima settimana di giugno, a condizione che vengano imprescindibilmente garantite tutte le condizioni atte a minimizzare il rischio di diffusione di SARS-CoV-2.

In particolare, gli spettatori dovranno mantenere una distanza tra di loro di almeno 1 metro ed indossare la mascherina di comunità, oltre ed evitare di accedere in presenza di sintomi respiratori e/o temperatura corporea >37,5°C; lo stesso criterio dovrà essere applicato agli artisti, alle maestranze e ogni altro tipo di lavoratore presente nel luogo dove lo spettacolo si tiene.

Dovrà, inoltre, essere fatto obbligo agli organizzatori dei sopramenzionati spettacoli, di garantire l’accesso contingentato in maniera ordinata, garantendo, anche al momento dell’accesso e dell’uscita, il distanziamento fisico sopramenzionato. Gli organizzatori degli spettacoli dovranno, inoltre, assicurare la presenza di dispenser con sostanze igienizzanti all’ingresso dello spazio aperto o chiuso dove avranno corso gli spettacoli. Dovrà essere promossa un’adeguata comunicazione che indichi le corrette modalità di comportamento del pubblico, ivi compresa un’appropriata gestione dei dispositivi di protezione. Il personale di servizio a contatto con il pubblico dovrà utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale. Infine, il CTS raccomanda che la vendita dei biglietti e il loro controllo per l’accesso vengano realizzati evitando materiale cartaceo e favorendo modalità telematiche attraverso l’uso di app funzionali allo scopo, anche al fine di evitare aggregazioni presso biglietterie, atrii, anditi di accesso alle strutture [..] »

> LEGGI TUTTO IL VERBALE <

Condividi:

I lavoratori e i luoghi dello spettacolo dal vivo. Quali prospettive reali?

Pubblichiamo la lettera inviata da C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini in data 07/05/20.

C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – con i suoi oltre 150 soci, rappresenta un arcipelago di imprese e lavoratori dello spettacolo dal vivo che fa dell’eterogeneità la sua forza. Sin dall’inizio dell’emergenza Covid_19 C.Re.S.Co ha lavorato di concerto con altre sigle del settore all’elaborazione di proposte concrete che in numerose occasioni abbiamo presentato a Lei e al Governo.

Comprendiamo la difficoltà di prevedere con certezza l’andamento dell’emergenza sanitaria indotta dal coronavirus, così come l’attenzione prioritaria del Governo nei confronti della salute delle cittadine e dei cittadini e mai vorremmo che venisse trascurata. Vogliamo tuttavia ragionare insieme a Lei su quale sia la definizione di “cittadino in salute”.

Un cittadino che vive nella paura si può considerare un cittadino in salute?Un cittadino che sostituisce il reale col virtuale – dopo anni di campagne contro le dipendenze digitali – è un cittadino in salute?Una comunità – che è l’insieme dei suoi cittadini – senza il rito collettivo del teatro è una comunità in salute?

Non si può immaginare che tutto torni così com’era. Serve un distanziamento fisico compensato da una grande vicinanza sociale. È necessario evitare assembramenti.

Sono tutte affermazioni sacrosante, che condividiamo in pieno e, pur leggendole e rileggendole, non troviamo – nemmeno tra le righe – la connessione tra esse e il silenzio assoluto su qualsiasi ipotesi concreta di ripresa delle attività teatrali. Sarebbe evidente il nesso se considerassimo i teatri come centri commerciali e consumifici di massa, ma confidiamo che il Governo abbia ben presente che il ruolo degli spazi di pubblico spettacolo somiglia molto di più a quello di presidi culturali e civici di prossimità sui territori, pronti ad attrezzarsi per rispondere, nel rispetto di ogni vincolo imposto, alla “domanda di comunità” che oggi si leva dalle cittadine e dai cittadini di questo Paese. Siamo tutti coscienti che la fase 2 è scaturita dall’urgenza di non aggravare il presente portando al collasso l’intero Paese. Non possiamo che essere d’accordo, poiché riscontriamo giorno dopo giorno l’aggravarsi delle condizioni di imprese e lavoratori dello spettacolo, tale da poter comportare il fallimento di moltissime realtà medio piccole che contribuiscono al grande fermento artistico del nostro Paese.

Come certamente Lei sa, per molti lavoratori dello spettacolo, ogni giorno senza lavoro è un giorno senza reddito, nonostante le misure di tutela previste dal Decreto Cura Italia: non esistono ancora certezze, ad esempio, sull’indennità di aprile sia per i lavoratori dello spettacolo sia per gli autonomi, che non potranno certo sopravvivere a lungo con 600 euro al mese.

Consapevoli che dovremo attendere le prossime settimane per una ragionevole tempistica sulla ripartenza delle attività aperte al pubblico in spazi chiusi, richiamiamo intanto la Sua attenzione sulla ripresa di:

• attività che si svolgono in assenza di pubblico, in primis il lavoro negli uffici – al fine di tornare a progettare il futuro dello spettacolo dal vivo;

• le prove delle compagnie per la realizzazione di nuove produzioni;

• attività per cui le misure di contenimento del virus risulterebbero di facile gestione, come le attività formative laboratoriali;

• attività di spettacolo all’aperto, prioritarie tanto per permettere ai lavoratori dello spettacolo di tornare al lavoro quanto per invitare gli spettatori/cittadini a superare la paura che l’isolamento protratto ha determinato, ricreando così le comunità.

Arriverà poi il momento, che tutti aspettiamo, della riapertura dei teatri al pubblico. Le chiediamo di dedicare particolare attenzione agli spazi con capienza inferiore a 200 posti, che non saranno nelle condizioni di riaprire a meno che non vengano garantite misure che definiremmo ammortizzatori sociali per il pubblico – ovvero specifici dispositivi di ristoro che possano compensare i mancati incassi da botteghino.

È necessario comprendere che non è immaginabile un futuro per il Sistema dello spettacolo dal vivo in Italia che non si occupi di sostenere oggi i soggetti più fragili e spesso più generativi; in questo senso probabilmente è stata immaginata la dotazione di 20 milioni di euro destinati ai soggetti extra Fus, le cui misure purtroppo hanno tutto l’aspetto di un’azione finalmente rivoluzionaria ma rimasta intentata fino in fondo: quella di mappare organicamente tutto quel sistema che sta fuori dal Sistema e che paradossalmente lo sostiene.

La proposta di C.Re.S.Co prevedeva l’individuazione di semplici fasce o di scaglioni oggettivi all’interno dei quali assegnare un medesimo contributo, perché si operasse attribuendo parti eguali a soggetti eguali, così da far corrispondere a ogni segmento un indennizzo quanto più adeguato e rispettoso delle differenze. Facendo seguito a queste riflessioni di carattere generale, riconfermiamo la volontà di mettere a servizio del Paese la nostra visione e le nostre proposte tecniche, affinché lo spettacolo dal vivo possa recuperare il valore politico che ricopre da 2.500 anni, essendo fondamentale nella vita di ogni polis.

Il Coordinamento C.Re.S.Co

Condividi:

L’UE sostiene i settori culturali e creativi in risposta alla crisi determinata dal COVID-19

La Commissione europea ha pubblicato un elenco di misure che l'UE ha adottato per sostenere i settori culturali e creativi

La Commissione europea ha pubblicato un elenco di misure che l’UE ha adottato per sostenere i settori culturali e creativi in risposta alla crisi determinata dal COVID-19. L’elenco comprende sia le misure orizzontali che incidono sui vari settori, sia le informazioni relative a specifici programmi culturali e creativi previsti per affrontare la crisi.

Tra i punti salienti del documento rilevano l’intervento per mitigare i rischi di disoccupazione (SURE) che consentirà protezione e sostegno al reddito sia per i dipendenti che per i lavoratori autonomi, nonché gli adattamenti del programma Europa Creativa che consentiranno maggiore flessibilità.

Consulta l’elenco pubblicato dalla Commissione europea > https://bit.ly/35zgKpq

Condividi:

Teatro Biblioteca Quarticciolo: al via la nuova gestione con direzione condivisa e coordinamento scientifico

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma in merito alla nuova gestione.

La programmazione artistica e culturale e dei servizi connessi agli spazi del Teatro Biblioteca Quarticciolo del circuito Teatri in Comune di Roma Capitale, per il triennio 2020-22, è stata affidata, tramite bando indetto dal Teatro di Roma, all’RTI costituito da E.D.A. e Spell Bound, con la direzione di Giorgio Andriani, Antonino Pirillo, Valentina Marini e con il coordinamento scientifico di Valentina Valentini. Entrambe le strutture vantano una lunga esperienza nella produzione culturale romana, nazionale e internazionale, e coinvolgono operatrici e operatori culturali che hanno ricoperto ruoli centrali nelle due ultime gestioni del Teatro Biblioteca Quarticciolo (2016-2017 e 2018-2019).

Per la prima volta è stato presentato un modello di direzione condivisa perché “elaborare, realizzare e verificare degli strumenti di co-abitazione alla base di un programma culturale comporta decostruire il ruolo della direzione artistica, intesa come competenza di una singola figura, per aprirla a visioni diversificate che operano in sinergia, assumendo una metodologia che abbia delle fondamenta scientifiche, nel senso di un metodo sperimentale per prova ed errore.” 

“Quindi di conseguenza il coordinamento scientifico è volto a garantire la coerenza del progetto rispetto ai parametri di natura estetica che lo strutturano; a guidare i processi operativi, dalla fase di elaborazione del progetto alla verifica in itinere dei risultati; a operare affinché l’intreccio di competenze settoriali arrivi ai fruitori sotto forma di una proposta organica; a estendere l’incidenza della programmazione di ‘Teatro’ nelle sue articolazioni e implicazioni culturali.”

Il blocco dei teatri, causa emergenza Covid-19, impone uno stop dell’attività di spettacolo dal vivo e un doveroso ripensamento di una differente fruizione della proposta culturale. Questa condizione emergenziale impone ancora di più la necessità di ricreare un centro per la discussione artistica affinché il TBQ diventi un punto di riferimento culturale della capitale, un luogo dove si rifletta e discuta su questioni del presente. In quest’ottica si intende promuovere la vocazione di un teatro attento alle differenti sperimentazioni drammaturgiche, del corpo, del suono, della vocalità, dei dispositivi tecnologici e letterari, con una programmazione che guardi alla città e alla produzione nazionale e internazionale, attraverso non solo spettacoli ma incontri, dibattiti, laboratori in pieno ascolto degli spettatori con i quali ricostruire il senso del fare teatro.

Continuo sarà il dialogo con le Associazioni del territorio e con le Istituzioni di Roma e nazionali come Teatro di Roma e Teatri in Comune, Biblioteche di Roma, Romaeuropa Festival, ATCL, Accademia di Spagna, Fabbrica Europa, In-box. Grazie alla collaudata sinergia con il Municipio V, il Teatro con le sue esperienze attraverserà altri luoghi del quartiere e del municipio come la piazza, le case, il mercato, la metro, il parco, il bar, la Biblioteca, la bocciofila, il centro anziani, i lotti.

A realizzare il progetto una consolidata squadra di lavoro che vede la programmazione Teatro curata da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani, la programmazione Danza da Valentina Marini, la sezione Teatro ragazzi e il rapporto con le scuole da Federica Migliotti; le Relazioni esterne, Organizzazione e Promozione da Dalila D’Amico; l’Organizzazione da Dario Alberti; il reparto tecnico da Raffaella Vitiello e Antonio Belardi. A questa si integra la funzione di coordinatrice scientifica di Valentina Valentini.

Condividi:

Teatro Greco di Siracusa: “faremo l’impossibile per salvare la stagione 2020”

A causa dell’emergenza Covid-19 nel mese di marzo il Cda dell’Inda aveva deliberato lo slittamento del debutto della Stagione 2020 delle rappresentazioni classiche nel Teatro Greco di Siracusa al 28 maggio. Oggi però anche quella data sembra verosimilmente “compromessa” data l’incertezza di quella che il Governo chiama “fase 2”. Mancherebbero i tempi tecnici per provvedere all’allestimento della del Teatro Greco.

Faremo il possibile e anche l’impossibile per mantenere la stagione”. A dirlo è Marina Valensise, consigliera delegata dell’Inda che con queste parole lascia intendere come da parte della Fondazione del dramma antico non vi sia alcuna voglia di gettare la spugna per la stagione teatrale 2020.

Non sappiamo ancora quando inizierà questa fase 2 – prosegue – né come sarà. L’unica cosa che posso fare è quella di chiedere a tutti di pazientare visto che al momento siamo alla mercé di fattori imponderabili. Noi da parte nostra stiamo attendendo e stiamo avanzando ipotesi per come sviluppare la stagione”. Ipotesi che ovviamente verranno valutate durante il prossimo Consiglio di amministrazione che dovrebbe riunirsi nei primi giorni di maggio per delineare quale strada seguire.

Bisognerà affrontare lo spinoso problema dell’accesso al pubblico, che si presume dovrà essere contingentato, ma la consigliera delegata non sembra sfiduciato dal momento. “Sono sempre in stretto contatto con gli altri membri del Consiglio – dice – e stiamo valutando come riproporre la stagione e come modularla, perché vogliamo salvarla ma ovviamente non dipende solo da noi, ma anche dalle determinazioni che darà il Governo. Sono certa che faremo fronte alle difficoltà con i nostri mezzi e con l’entusiasmo del nostro pubblico, degli artisti e delle nostre maestranze (circa 680) il tutto ovviamente garantendo l’esigenza primaria che è quella del diritto alla salute”.

Condividi:

Teatro dell’Opera di Roma, ogni giorno uno spettacolo in streaming fino al 26 aprile

Il Teatro dell’Opera di Roma proporrà ogni giorno, senza soluzione di continuità fino al 26 aprile un nuovo appuntamento digitale: una ampia e varia selezione, a titolo gratuito, degli spettacoli applauditi nelle ultime stagioni

Si riparte con Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi. Grazie alla collaborazione con Rai Play sarà possibile vedere il grand opéra verdiano, nell’edizione originale in lingua francese, titolo che ha inaugurato la stagione 2019-20 lo scorso dicembre con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Valentina Carrasco. Per chi ha voglia di approfondire, sul sito operaroma.it, è disponibile il podcast della “Lezione di Opera” con Giovanni Bietti.

Giorni di programmazione: martedì 14 e venerdì 17 aprile.

Segue il balletto più classico del repertorio romantico, La bella addormentata che, grazie alla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, non smette mai di far sognare il pubblico di grandi e piccoli. La versione è quella di Jean-Guillaume Bart, andata in scena nel settembre 2018, con Marianela Nuñez, principal dancer al Royal Ballet di Londra, per la prima volta al Teatro dell’Opera, e Vladislav Lantratov, con le magnifiche scene e i preziosi costumi di Aldo Buti.

Giorni di programmazione: mercoledì 15 e sabato 18 aprile.

Completa la settimana un titolo raro ma di grande interesse nel teatro musicale del Novecento, L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev, andato scena nel maggio 2019 in una nuova produzione affidata a due fuoriclasse: il direttore Alejo Pérez e la regista Emma Dante, che spiega, “un’opera esoterica, magica, che mi permetterà di esplorare il mondo parallelo dei sogni, il mondo oscuro della mente infestato dai fantasmi”. Mercoledì 15 sarà possibile approfondire l’opera con il podcast della “Lezione di Opera”.

Giorni di programmazione: giovedì 16 e domenica 19 aprile.

Nella settimana prossima sarà possibile lasciarsi incantare dal capolavoro di Vincenzo BelliniLa sonnambula andato in scena nel febbraio 2018, in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari, e che ha segnato il ritorno di tre grandi protagonisti delle ultime stagioni al Costanzi: sul podio Speranza Scappucci, alla regia Giorgio Barberio Corsetti e in scena una regina di questo repertorio, Jessica Pratt.

Giorni di programmazione: martedì 21 e venerdì 24 aprile.

Per gli amanti della danza un titolo che è da subito diventato un’icona della nuova danza di fine ottocento, Le Parc che Angelin Preljocaj – coreografo francese d’origine albanese appartenente alla seconda generazione della “nouvelle danse” – ha creato per i ballerini dell’Opéra di Parigi. Al Costanzi è andato in scena nel maggio 2016 con Eleonora Abbagnato e Stéphane Bullion protagonisti dei raffinati e delicati giochi nei sentieri dell’amore.

Giorni di programmazione: mercoledì 22 e sabato 25 aprile.

In chiusura Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (Ascesa e caduta della città di Mahagonny) di Kurt Weill, libretto di Bertolt Brecht, andato in scena nell’ottobre 2015 con nuovo allestimento firmato da Graham Vick, regista tra i più inventivi nel panorama odierno. Alla direzione dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro John Axelrod. Nel ruolo dei tre fuggiaschi fondatori di Mahagonny, la città dell’oro dove tutto è possibile, Iris Vermillion (Leokadja Begbick), Dietmar Kerschbaum (Fatty, der “Prokurist”) e Willard White (Dreienigkeitsmoses). Measha Brueggergosman è Jenny Hill, una delle ragazze chiamate ad allietare la vita della nuova città.

Giorni di programmazione: giovedì 23 e domenica 26 aprile.

Oltre alle interviste-video ai protagonisti, da non perdere la nuova rubrica “Opera in pillole”, due appuntamenti settimanali con Giovanni Bietti. Dieci minuti per approfondire il meraviglioso mondo dell’Opera: mercoledì 15 “La melodia di Puccini” e sabato 18 “Il crescendo rossiniano”.

Condividi: