Agis incontra il ministro Franceschini su possibile riapertura. Il comunicato stampa

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dall’Agis a seguito dell’incontro di questa mattina tra il Ministro Franceschini, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, Bonaccini e Gibelli, dell’Anci, De Caro e Nardella ed il Presidente dell’Agis, Carlo Fontana, di Federvivo, Filippo Fonsatti e dell’Anfols, Francesco Giambrone. Al centro del confronto la ripartenza del settore dello Spettacolo dal Vivo.

COMUNICATO STAMPA

L’Agis, ha presentato una memoria (leggi la memoria), nel quale viene espresso apprezzamento per una possibile ripresa, segnalando alcune specificità, insieme a possibili criticità.

Ha ricordato, innanzitutto, come prima ancora di rendere possibili le riaperture al pubblico delle attività, sia prioritario poter consentire la riattivazione dei servizi generali e tecnici dei teatri ed immediatamente dopo garantire l’attività produttiva – prove, allestimento, classi di danza – necessaria all’esecuzione. Rimandando a quanto scritto nel documento “Lo Spettacolo in Italia nella Fase 2 – Proposte per la ripartenza delle attività e per la riapertura al pubblico”, presentato alla stampa lo scorso 29 aprile, si conferma quindi l’esigenza di un dettagliato cronoprogramma di riaperture, con una priorità in favore delle attività con il pubblico per gli spettacoli outdoor.

Il documento Agis segnala, inoltre, come la paventata limitazione a 200 persone per le attività indoor, (che, tra l’altro non sembra tener conto delle diverse cubature e caratteristiche strutturali delle differenti realtà) sia di complessa realizzazione, oltre che non sostenibile sotto il profilo economico. Basti pensare alle Fondazioni Lirico Sinfoniche che raggiungerebbero tale soglia anche solo con orchestra, coro e tecnici impegnati nell’attività. Infine, l’uso dalla mascherina anche per i musicisti, gli attori e i cantanti, appare di difficile applicazione. I rappresentanti della Conferenza delle Regioni, unitamente ai rappresentanti dell’ANCI, hanno espresso condivisione rispetto al documento elaborato dall’AGIS. 

Al termine dell’incontro, il Ministro Franceschini, condividendo le riflessioni poste, ha sollecitato l’AGIS ad esprimere il parere ed a fornire indicazioni sulle prescrizioni inserite nel verbale del Comitato tecnico scientifico non appena sarà trasmesso, al fine di riprendere le attività il prima possibile, ma in sicurezza per lavoratori e spettatori.  

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Il carnevale di Arlecchino - Joan Mirò 1925

Tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo dal vivo: una mappatura

Il carnevale di Arlecchino - Joan Mirò 1925
Il carnevale di Arlecchino – Joan Mirò 1925

Lo spettacolo dal vivo, la cui spina dorsale è l’assembramento – di condivisione e di presenza si sarebbe parlato fino a qualche mese fa – è stato messo in pausa dalla tempesta pandemica che si è abbattuta su ogni parte del mondo. Privati dei propri luoghi di lavoro, deputati o meno che siano, i lavoratori e le lavoratrici delle arti sceniche stanno vivendo una crisi senza precedenti che ha ricadute economiche sull’intero settore culturale, smembrato, snaturato, messo in quarantena. Accanto a organizzazioni preesistenti, come associazioni sindacali, coordinamenti e federazioni, che da tempo si adoperano per garantire la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, sono fioriti raggruppamenti spontanei, associazioni di categoria, petizioni e tavoli di lavoro che instancabilmente formulano proposte e richiedono l’attuazione di diritti spettanti a una categoria professionale storicamente poco tutelata. 

Non c’è smartworking che tenga: senza spettacolo non c’è lavoro, senza lavoro non c’è sostentamento. La grande quantità di forme aggregative sorte in questo tempo sospeso, è segno di un’urgenza, di una necessità condivisa: il sostegno statale e una nuova normativa che tuteli i lavoratori. L’obiettivo perseguito è comune a tutti, ma la frammentarietà emersa in questi mesi potrebbe rappresentare un ennesimo ostacolo.

Allo scopo di creare una bussola che sia d’orientamento per i lavoratori dello spettacolo, proponiamo una mappatura parziale in continuo aggiornamento. La definizione di una rete che accorpi le istanze destinando maggiori forze alla causa condivisa, potrebbe amplificare il diapason di una voce che si fa coro e che, rinvigorendosi, contribuirebbe a tradurre in azioni determinanti il mayday lanciato dal comparto artistico.

Alla mail theatron2.0@gmail.com potranno essere inviate segnalazioni e suggerimenti per aggiornare questa parziale mappatura che raggruppa, in ordine alfabetico, associazioni sindacali e di categoria, Federazioni, Coordinamenti, gruppi e pagine Facebook, chat Telegram, tavoli virtuali, impegnati in azioni di tutela per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo dal vivo.

Associazioni Sindacali e di categoria, Federazioni, Progetti

AGI Spettacolo – Organizzazione sindacale di natura programmatica, unitaria, laica, democratica, plurietnica, di donne e uomini, che promuove la libera associazione e l’autotutela solidale e collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori. L’adesione all’AGI Spettacolo è volontaria.

AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo – Riunisce associazioni di categoria, federazioni e fondazioni ed è presente sul territorio nazionale con Unioni regionali e interregionali. L’AGIS rappresenta gli imprenditori nei settori dell’esercizio cinematografico e delle attività, pubbliche e private, della prosa, della musica, della danza, dello spettacolo popolare, come il circo, lo spettacolo viaggiante e la musica popolare contemporanea. L’AGIS costituisce per i vari settori dello spettacolo lo strumento di dialogo con tutte le istituzioni nazionali e locali, e di coordinamento e promozione delle esigenze delle singole categorie. In particolare, in sede nazionale e territoriale, l’AGIS assolve la duplice funzione di ente rappresentativo degli interessi del mondo dello spettacolo e di organizzazione sindacale che offre ai propri associati servizi di carattere tecnico, amministrativo, sindacale, fiscale, giuridico, e legati alla comunicazione.

AIDAF – Italian Family Business è stata fondata nel 1997 e raggruppa oggi più di 200 aziende familiari, rappresentando il 15% circa del PIL del nostro Paese, raccogliendo più di 600 mila collaboratori.

AIDAP – Associazione Italiana Danza Attività di Produzione, è l’Associazione Nazionale che raggruppa, in seno a Federvivo – Agis, le realtà professionali di produzione della danza ed è la loro voce ufficiale in tutte le sedi istituzionali: dal MIBACT alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, una funzione che AIDAP interpreta cercando di rappresentare gli interessi di tutta la categoria, in funzione di un sistema dello spettacolo trasparente, equo, sostenibile ed efficiente.

ARTEC – Associazione Regionale Teatrale della Campania – Associazione di categoria aderente all’Unione Regionale Agis Campania, rappresentativa degli organismi professionali operanti nel settore del teatro. È una rete dinamica, costituita da vari soggetti dell’ambito teatrale e attiva sul territorio con la finalità di favorire economie di scala, progettualità e sviluppo al servizio degli associati.

A.S.N.A.I. – Associazione Sindacato Nazionale Artisti Italiani – Associazione Sindacale che raggruppa associati contraddistinti dal prestare attività lavorativa professionale e non e/o titolari di apposite certificazioni qualificative nell’ambito del settore artistico considerato nella più ampia accezione del termine. Principale scopo è quello connesso all’aspetto sindacale, giuridico, economico, morale e professionale di tutti gli artisti. Tale scopo si concreta nel volgere attività precipuamente volta a migliorare le condizioni di lavoro, ad adeguare il sistema previdenziale alla realtà della categoria; a garantire un sistema di sicurezza sociale relativamente alla malattia, infortunio, invalidità e disoccupazione; alla protezione della salute e della integrità psico-fisica, nonché alla prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni. Il tutto garantendo, anche patrocinio ed assistenza, giuridica e fiscale per tutti gli iscritti.

AssoDanza Italia – Associazione che riunisce le scuole di danza e gli insegnanti che si riconoscono nella Formazione Coreutica di Base con la finalità di rappresentare a livello nazionale gli interessi del settore, chiedendo maggiori tutele e ascolto per le relative istanze.

Assolirica – Associazione professionale nata con l’obiettivo di riunire tutti i professionisti della Lirica che svolgono la professione all’interno del panorama teatrale italiano, europeo e mondiale.

Asso Musica – Associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo. Conta oltre centoventi imprese associate su tutto il territorio nazionale che coprono circa l’80% dei concerti dal vivo in Italia. Dalla nascita di Assomusica i nostri associati hanno promosso migliaia di concerti e manifestazioni a pagamento dall’estremo nord alle isole, con la presenza di milioni di spettatori. Esercitiamo una costante attività di sensibilizzazione per l’approvazione di una Legge che sancisca il valore culturale, sociale e civile della musica in tutte le sue forme ed espressioni, spronando il Parlamento ed il Governo Italiano all’attenzione verso il nostro settore. Inoltre riteniamo essenziale che vengano ricercate e finanziate soluzioni e progetti per costruire nuovi spazi polivalenti per la musica contemporanea.

C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – Arcipelago che unisce lavoratori e imprese di tutto il territorio nazionale: per questo la nostra rappresentanza a livello istituzionale costituisce un unicum potendo dare voce a realtà eterogenee e assai differenti tra loro. Assieme ai promotori continuiamo a costruire ogni giorno un percorso plurale, trasparente e coraggioso in grado di dare vita a una nuova sensibilità poetica e politica, funzionale alla difesa della nostra dignità lavorativa, alla valorizzazione del nostro ruolo sociale che contribuisce alla ricchezza materiale e immateriale di questo Paese. Ai promotori sono riservate comunicazioni relative al piano normativo così come ai bandi e alle opportunità in corso. I nostri tavoli di lavoro sono lo strumento democratico che abbiamo scelto per definire le nostre azioni e attraverso l’impegno comune ognuno di noi è portatore di visioni innovative.

Docservizi – Insieme di professionisti che gestiscono la propria attività in cooperativa per fare rete. Realizzano piattaforme, strumenti e servizi innovativi per ottenere più vantaggi e tutele per il settore.

Federvivo – Federazione dello Spettacolo Dal Vivo – Le associazioni aderenti all’AGIS rappresentano l’intero comparto dello spettacolo italiano. A rappresentare lo spettacolo dal vivo è Federvivo, presieduta da Filippo Fonsatti, di cui fanno parte, tra le altre, le fondazioni lirico sinfoniche, i teatri nazionali e  quelli di rilevante interesse culturale a iniziativa pubblica e privata, le istituzioni concertistiche orchestrali, gli esercizi teatrali, i circuiti multidisciplinari, i festival, le società concertistiche, le compagnie teatrali private, le compagnie e i teatri di innovazione, le imprese di produzione, distribuzione, promozione e formazione della danza.

Fed.It.Art. – Federazione Italiana Artisti  – Federazione composta da compagnie teatrali, musicali e di danza ed ha il fine di tutelare gli interessi collettivi della categoria dello spettacolo dal vivo e di rappresentarli nei confronti delle Istituzioni.

FNAS – Federazione Nazionale delle Arti in Strada Associazione a carattere nazionale, iscritta all’AGIS, che riunisce le realtà che hanno a cuore l’utilizzo artistico dello spazio pubblico, con particolare riferimento all’arte e allo spettacolo di strada, affinché ne venga riconosciuto il valore sociale, storico, culturale, artistico, educativo, economico e turistico presso le istituzioni dello Stato sia a livello locale sia nazionale.

Note legali – Associazione di Promozione Sociale fondata a Bologna nel 2006 per tutelare e migliorare la professione del musicista. Con oltre 1.000 associati è oggi la più importante “union” italiana di musicisti e la più prolifica struttura di formazione e consulenza legale in ambito musicale.Note Legali può contare tra i propri associati (lavoratori autonomi) i più importanti musicisti della musica leggera italiana e può inoltre vantare la maggiore rappresentanza di soci in seno al NUOVOIMAIE.

P.l.a.tea. – La Fondazione per l’Arte Teatrale P.l.a.tea. si è costituita nel 2008 su iniziativa dei 17 teatri stabili pubblici italiani, dei quali è organismo di rappresentanza istituzionale presso gli organi di governo, le pubbliche amministrazioni, gli enti locali nonché presso le associazioni sindacali di datori di lavoro e i prestatori d’opera. Ha sede a Roma, presso l’Agis, con la quale è convenzionata fin dalla sua nascita.Ha come scopo la formazione, la promozione e la diffusione della cultura e dell’arte, con particolare riferimento alla cultura teatrale anche tramite lo sviluppo di forme di interdisciplinarietà di linguaggio e produttive.

SAI – Sezione Attori Italiani – Confluita in SLC_CGIL, la Sezione Attori Italiani entra in sinergia con musicisti, danzatori, tecnici, traduttori e figure autorali, uniti in un’unica direzione. Gli attori iscritti alla SLC_CGIL e alla sezione SAI hanno partecipato alla trattativa di rinnovo del CCNL degli scritturati e a quello dei teatri come delegazione trattante, e si auspica di formarne una anche per la trattativa sull’audiovisivo.

S.I.A.M. – Sindacato Italiano Artisti della Musica Il SIAM cerca di migliorare la situazione lavorativa dei musicisti facendo proposte come indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e altre iniziative, perché pensiamo che esista una relazione direttamente proporzionale fra condizione professionale dei musicisti e qualità dell’offerta culturale ma anche fra qualità dell’offerta culturale e qualità della vita.

SLC-Cgil Nazionale – SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) è il sindacato di categoria della CGIL nato nel 1996 dall’accorpamento tra la FILPT (Federazione Italiana Lavoratori Poste e Telecomunicazioni) e la FILIS (Federazione Italiana Lavoratori dell’Informazione e dello Spettacolo). Oggi sono circa 40 i CCNL di riferimento per i vari settori che fanno capo al SLC ed oltre 100.000 gli iscritti fra i lavoratori delle rispettive aziende.

Smart Italia – SMart è una cooperativa di tutela e gestione di progetti creativi.

S.O.S. no profit cultura Questo appello, il sito e tutta la campagna di comunicazione sono ideati e promossi da un gruppo di associazioni no profit che non rivendicano alcuna priorità particolare ma cercano il coinvolgimento di tutte le associazioni, della cittadinanza, di enti, organi e servizi dell’intero settore cultura in senso trasversale e con spirito di democrazia partecipativa. Siamo persone fisiche e figure professionali che stanno dedicando energie, pensieri e azioni con l’obiettivo di tutelare un settore socialmente strategico per la crescita culturale nazionale, nei piccoli comuni come nelle città e nelle metropoli, attraverso un lavoro spesso lontano dai riflettori della cronaca ma che è tangibile per i territori, in forma capillare e accessibile.

Pagine e gruppi Facebook

A.S.S.O. Nazionale- Ammortizzatori Sociali Spettacolo Organizzati Chiediamo al nostro sindacato di aprire un tavolo di confronto con il governo, per una legittima richiesta di ammortizzatori sociali.

Attrici Attori Uniti Siamo una comunità di lavoratrici e lavoratori professionisti dello spettacolo, in tutte le sue declinazioni, che si riconoscono nella cultura etica del lavoro, nei suoi oneri e onori, nei suoi doveri e nei suoi diritti.

Autorganizzati dello spettacolo roma – Siamo le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo di Roma. Insieme a centinaia di migliaia di precari ci troviamo senza stipendio. Chiediamo il Reddito di quarantena, incondizionato, universale per tutte e tutti.

CCNL lavorator_spettacolo_danza Questo gruppo nasce per fornire informazioni e soluzioni ai lavoratori dello spettacolo ma principalmente per ottimizzare la conoscenza dei propri diritti e del proprio contratto collettivo nazionale. Attraverso il contatto diretto con gli organi sindacali è emersa la necessità che sia l’artista stesso a monitorare il rispetto del proprio contratto collettivo, e laddove ci siano anomalie scegliere di non accettare la proposta lavorativa o trattare per soluzioni economiche alternative, eventualmente con l’ausilio del proprio sindacalista.

Crepino gli artisti – Gruppo che vuole promuovere la dignità lavorativa di artisti, tecnici e lavoratori dello spettacolo nella sua interezza. Un gruppo indipendente creato da lavoratori dello spettacolo senza ingerenze partitiche o istituzionali, che possa accrescersi nel tempo e diventare strumento  di tutela per gli operatori del settore. 

E…come ERESIA: la Rivoluzione siamo noi? Un nuovo modello di sostegno e sviluppo per il teatro e la musica dal vivo, la danza, le arti performative.

FACCIAMOLACONTA – Un gruppo di attori e attrici professionisti che si è liberamente costituito per presentare alle Istituzioni richieste di tutela che riconoscano all’attore la centralità che gli spetta nello spettacolo dal vivo.

Fondazione Centro Studi Doc – La Fondazione Centro Studi Doc svolge attività di ricerca, documentazione, formazione e condivisione per sostenere la dignità del lavoro, con particolare attenzione all’arte, alla creatività, alla cultura, alla conoscenza e alla tecnologia, e comunque in tutti i settori economici e sociali antichi o nuovi in cui scarse sono le tutele e dove il lavoro non viene riconosciuto. 

La cultura siamo noi? Le avversità di questa pandemia possono far sorgere un sistema immunitario culturale del tutto nuovo, per questa ragione abbiamo convertito questo gruppo, nato nell’esperienza di Eruzioni Festival, in uno spazio per aggregare articoli, approfondimenti e spunti di riflessione al fine di stimolare un confronto costante in tempo di crisi. Se da un lato abbiamo gli scienziati che lavorano per arginare il contagio e guarire i malati, dall’altro abbiamo l’urgenza di stimolare l’attività del pensiero, affinchè si possano individuare rapidamente vaccini sociali e culturali per salvare quel che resta dell’umanesimo. Usiamo questa community come se fosse una bottega cognitiva, mettiamo in circolazione pensieri, anche grezzi, e proviamo a distillare traiettorie, visioni e immaginari.

L’attore visibile – Questo documento vuole creare un largo fronte unitario di colleghe e colleghi che porti alla stipula di un contratto nazionale di categoria per l’audiovisivo e ad una rinegoziazione di quello per lo spettacolo dal vivo, salvaguardando le tutele nazionali minime degli artisti interpreti. È nostra intenzione rinnovare il SLC rifondando il SAI (Sindacato Attori  Italiani), con una chiara e forte azione di condizionamento della sua agenda sindacale.

Lavoratori E Lavoratrici Dello Spettacolo

Lavoratori e Lavoratrici Dello Spettacolo Lombardia 

Lavoratrici e Lavoratori per dello spettacolo per il sostegno al reddito – Siamo un gruppo di lavoratori dello spettacolo uniti autonomamente con l’intento di chiedere un sostegno al reddito che ci traghetti fino alla ripresa delle attività, il riconoscimento della professione di tecnici, il ritorno al sostegno della ASPI, provvedimento che già esisteva ed era più vicino alle nostre esigenze. Queste sono solo alcune delle iniziative che porteremo all’attenzione della politica, non possono più ignorarci, non abbiamo molto da perdere ormai, è il momento di cambiare una volta per tutte e tutti insieme potremmo ottenere grandi cose.

Lavoratori pugliesi dello spettacolo Siamo tra quei cittadini a cui spetterà il compito prezioso e difficile di contribuire a ri-creare la comunità, non solo artistica ma prima di tutto civile, quando questa emergenza sarà passata e arriverà il momento di ridisegnare il mondo così come non lo abbiamo mai immaginato. E non sappiamo se quando quel momento verrà noi saremo ancora in piedi, come imprese e come lavoratori, per poter fare la nostra parte.

MOVIMENTO LAVORATORI DELLO SPETTACOLO Tutti i lavoratori dello spettacolo possono suggerire idee per migliorare la vita, dobbiamo cominciare a camminare sulle nostre gambe: bisogna confrontarsi, condividere un percorso.

Mujeres nel Cinema – gruppo di cui fanno attualmente parte quasi 9000 professioniste coinvolte nel settore dell’audiovisivo. Lo scopo è quello di mettere in relazione le donne che lavorano nel cinema per far nascere nuove sinergie e nuove opere, nuovi linguaggi e per dare visibilità alle registe e alle autrici, che realizzano i loro film in Italia e all’estero. Tra gli obiettivi del gruppo, vi è quello di dare voce e visibilità alle istanze, le necessità, e le problematiche delle lavoratrici dello spettacolo e in particolare delle lavoratrici del settore audio-visivo, particolarmente care in questo periodo di emergenza a tutto il settore. I direttivi di Mujeres nel Cinema e Mujeres nel Teatro si interfacciano costantemente, promuovendo iniziative congiunte.

Mujeres nel Teatro – Gruppo di genere di attiviste di categoria. Lavora sulla parità di genere in seno alla categoria del mondo dello spettacolo dal vivo, sull’emergenza scaturita dalla crisi da Covid-19, sul riconoscimento giuridico dell’intera categoria spettacolo, non solo Teatro e anche non di genere, comprendendo tutte le figure professionali coinvolte nel settore. Organizza Tavoli di Concertazione e di Sintesi con altri gruppi , associazioni, raggruppamenti spontanei, sigle sindacali.

Professionist* dello spettacolo Pagina dell’assemblea nazionale permanente delle Lavoratrici e dei Lavoratori dello Spettacolo italiano. Per la tutela dei diritti dei Professionist* della Cultura, dell’Arte e dell’Intrattenimento. Strumento per dar voce a tutte e a tutti.

Professionist* dello spettacolo – Emergenza continua – Sarebbe utile approfittare di questa situazione di smarrimento e incertezza per intraprendere finalmente una strada comune verso il riconoscimento dei diritti e del valore sociale ed economico del settore attraverso un sindacato che finalmente ci dà ascolto. Sfruttiamo questo gruppo per coordinarci e raccogliere idee utili.

Reddito di Quarantena 

Registro di categoria attori Campani – Lo scopo di questa pagina è di sensibilizzare la categoria degli attori, rispetto alle tematiche del lavoro. Tale piattaforma ha lo scopo di raccogliere idee, pareri e contributi rispetto al raggiungimento di uno status lavorativo ben definito della figura dell’attore in Campania.

Rinascita Digitale – Cambiare si può – Gli avvenimenti dell’ultimo periodo hanno inevitabilmente portato tutti noi a cambiare radicalmente la nostra vita ed il modo in cui ognuno di noi pensa al lavoro.Ripensare il futuro aziendale si può. Dal 16 Marzo, Rinascita Digitale trasmetterà un mese di formazione gratuita su: smart working e digital transformation, comunicazione digitale e marketing. In questo mese di live troverete tutto ciò che può servire all’impresa ed i suoi dipendenti per poter riprogettare il futuro del lavoro in ottica principalmente digital. Con noi professionisti del settore, esperti, ricercatori e Case History.

Vivere da Artisti – autonomi spettacolo, far fronte ai problemi pratici – Il gruppo, dedicato ai lavoratori autonomi dello spettacolo, vuole essere luogo per uno scambio di informazioni ed esperienze in campo pratico, burocratico, legale e qualsiasi altro aspetto gestionale che ogni giorno siamo costretti ad affrontare da soli nella giungla di oscure norme e cavilli.

ZO-NA ROSSA – Proseguiamo nell’intento di connettere i vari focolai di pensiero che si stanno sviluppando su piattaforme diverse, per tentare di elaborare una “road map” da proporre alle istituzioni, non solo in termini di diritti e tutele, ma anche in termini progettuali. La funzione sociale dell’arte, sarà quanto mai centrale per ricomporre il tessuto sociale e psicologico di piccole e grandi comunità. La funzione pubblica del teatro e dell’arte attiene in questo momento più al Ministero della Salute che al Mibact, come strumento terapeutico. Da qui un progetto di creazione di residenze, focolai, centri territoriali, zone rosse, che in sicurezza consentano la ripresa delle attività di creazione, relazione, pedagogia, socialità, inclusione.

Gruppi Telegram 

Attori e attrici uniti – Le persone di questa chat sono attori e attrici (no maestranze o datori di lavoro). Qui solo ed esclusivamente notizie riguardanti il lavoro e le problematiche ad esso interconnesse.

Spazio pubblico dal vivo – Legato agli obiettivi FNAS.

Emergenza lavoratori spettacolo – Canale che unisce i professionisti della Lombardia.

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Marc Chagall, Introduzione al teatro ebraico, 1920

Lo Spettacolo violato. Intervista a Emanuela Bizi, Segretaria Nazionale di SLC-CGIL

Marc Chagall, Introduzione al teatro ebraico, 1920
Marc Chagall, Introduzione al teatro ebraico, 1920

È trascorso poco più di un mese dalla chiusura dei teatri sull’intero territorio nazionale in ottemperanza al DPCM del 4 marzo. A un primo momento di spaesamento e di preoccupazione per il futuro del settore, è seguita la certezza che la crisi indotta dalla diffusione dell’epidemia è una bestia di inaudita ferocia con cui tutti i lavoratori e le lavoratrici devono fare i conti. Se da un lato il Decreto “Cura Italia”, riconoscendo la tipicità dei lavoratori dello Spettacolo dal Vivo, ha amaramente confortato circa l’inadeguata considerazione di cui godono i professionisti del settore nel mondo del lavoro, dall’altro ha gettato altra benzina sul fuoco dell’incertezza divampato con l’emergenza sanitaria.

Il settore dello spettacolo dal vivo, debole e ferito, sta subendo un’erosione che ne scopre la carne viva fino a mostrare i nervi. E i nervi sono coloro che in questa crisi hanno perso tutto: gli invisibili. I nervi sono tutti quelli che a causa delle consuetudini vigenti nei rapporti lavorativi che, scavalcando le norme, si sono sedimentate in quella che viene letta come la normalità, non trovano menzione nelle categorie che hanno accesso a un sostegno statale. I nervi sono i lavoratori che contribuiscono allo scrosciare degli applausi al termine della performance ma che, di fatto, legalmente non esistono. La piaga del lavoro nero è venuta a galla, i bulloni arrugginiti di questo sistema sono saltati. Forse è davvero giunto il momento di dare alla cultura ciò che le spetta: la dignità della sua funzione sociale. Perché non si può affidare alla sola imperitura resistenza dell’arte il destino di migliaia di uomini e di donne. 

Con una lettera, lo scorso 7 aprile il Sindacato SLC-CGIL ha informato i giornalisti del settore circa il trattamento che artisti e maestranze stanno ricevendo. Si tratta di un’accorata richiesta di aiuto e di limpidità per garantire allo Spettacolo dal Vivo la tutela delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori. Emanuela Bizi, Segretaria Nazionale di SLC-CGIL, fa il punto della situazione.

A un mese dalla chiusura dei teatri sopraggiunta nel mese di marzo, e tenuto conto delle misure varate nel Decreto “Cura Italia”, come si configura ad oggi la situazione dei lavoratori dello spettacolo dal vivo?

La situazione dei lavoratori dello spettacolo dal vivo è drammatica. Anche se riteniamo importante che il Decreto “Cura Italia” abbia riconosciuto, per la prima volta, la tipicità dei lavoratori dello spettacolo, le misure messe in campo non sono sufficienti. Spero che si rendano conto del fatto che, al di là dei correttivi che abbiamo richiesto e che non so se verranno messi in atto, è evidente che alcuni dei criteri proposti rappresentano degli ostacoli insormontabili che, in questo momento, stanno lasciando fuori dalle tutele troppi lavoratori.

Volendo ripercorrere l’intervento di SLC-CGIL a tutela della categoria, quali richieste sono state avanzate da parte del Sindacato al MIBACT e al Ministero del Lavoro? Che tipo di risposta avete ricevuto? 

Il problema è generale, riguarda sia le imprese sia i lavoratori. Per questo abbiamo tentato di trovare fin da subito un asse comune. La prima lettera che abbiamo inviato al Ministero ha raggruppato l’intero settore dello Spettacolo, comprendendo, oltre al Sindacato, Agis, ANICA, Confartigianato, le cooperative, per effettuare una richiesta congiunta. Ho sperato che quella lettera potesse rappresentare l’inizio di un percorso comune, in realtà tutto si è bruscamente interrotto. A quel punto ho provato ad avere alcuni colloqui telefonici per segnalare l’errore di interpretazione dell’Articolo 19 ma, essendo granitica la posizione, abbiamo deciso di inviare una lettera ad Agis e al Ministero. 

Non abbiamo ricevuto risposta. L’unico modo per riportare alla normalità questo Paese è dare vita a un’imponente operazione trasversale di sostegno della cultura. C’è bisogno di permettere un accesso egualitario al mondo della cultura: in questo momento ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, come dimostrano i dati ISTAT. Il lavoro è la trave su cui poggia l’intero settore perciò è giusto aprire un dialogo con le imprese, delle quali comprendo le esigenze ma non le modalità adottate rispetto al trattamento dei lavoratori.

Quali conseguenze ha comportato l’infrazione, da voi segnalata, della Legge sui Licenziamenti da parte di alcune imprese?

Le imprese stanno licenziando senza tenere conto delle norme sui licenziamenti, ecco perché non possiamo trovare un’intesa con le imprese pur avendola sempre cercata. Adesso basta partire dalle imprese: bisogna dare garanzie al lavoro. Di queste garanzie anche le imprese beneficeranno. La complessità sta nelle abitudini sbagliate del settore, ad esempio: se le prove vengono conteggiate in maniera forfettaria, si ledono le 30 giornate lavorative utili all’accesso ai contributi. Il 90% dei contratti di lavoro non tiene conto delle regole imposte dal CCNL: viene applicata una modalità che prevede una sorta di contratto a termine, attivato solo nelle giornate di scrittura. È una forma di contratto che esiste da sempre ma che adesso non è più utilizzabile. 

Quello che mi meraviglia è l’assenza del Ministero: ho segnalato la problematica dei licenziamenti in violazione delle norme ma non c’è stata alcuna risposta, il Ministero non è intervenuto sulle imprese. Abbiamo chiesto di abbassare la soglia dei 30 giorni non perché il lavoro non venga svolto per almeno 30 giorni in un intero anno ma perché, spesso, gli artisti svolgono anche mansioni d’insegnamento che però vengono conteggiate in gestione separata. E poi, vogliamo dirci finalmente che in questo settore, in particolare nell’ambito musicale, c’è un’enorme quantità di lavoro nero? 

Uno dei punti su cui, con la vostra lettera, avete sollevato l’attenzione riguarda la cattiva interpretazione dell’Art.19 del CCNL. Ciò ha previsto l’applicazione del Comma relativo alla Causa di Forza Maggiore invece del Comma inerente alla Causa di Forza Maggiore in presenza del Provvedimento di Pubblica Autorità, che ha comportato la possibilità di risoluzione del contratto nel giorno successivo al versamento di 12 giornate di paga al minimo sindacale. Rispetto al Fondo di Integrazione Salariale di cui si stanno avvalendo le imprese, cosa sta accadendo? 

La cosa più grave che è successa, e che sancisce l’impossibilità di creare un rapporto con le imprese, è che da un lato è avvenuta una cattiva applicazione dell’Articolo 19 per i lavoratori assunti, dall’altro nei contratti in essere con le compagnie è stato specificato che, in caso di Causa di Forza Maggiore, l’impresa ospitante non avrebbe dovuto corrispondere alcun contributo. È come se i Teatri Nazionali, le Fondazioni lirico-sinfoniche, i Tric si fossero chiusi espellendo tutto quello che non ritengono organico, garantendo invece alle proprie masse fisse, cioè ai propri dipendenti, ammortizzatori e integrazioni. Se il teatro ospitante interrompe il rapporto con la compagnia senza garantire alcun sostegno, come può la stessa compagnia che deve rispettare l’Articolo 19 – seppur con il comma errato – pagare i suoi lavoratori?

Rispetto alle Fondazioni è accaduta una cosa simile: tutti i lavoratori non contrattualizzati come mimi, danzatori, figuranti speciali, assunti con obbligo di Partita Iva o con forme di collaborazione autonoma, non possono avvalersi di alcuna tutela. Proprio questi teatri, che vivono di soldi pubblici, avrebbero dovuto essere i primi a dare il buon esempio. Sono sicuri che i lavoratori non insorgeranno mai e di questo si fanno scudo. Perché su questo il Ministero non prende una posizione netta?

Per quanto riguarda i lavori previsti da adesso ai mesi a venire, i cui contratti non erano ancora stati sottoscritti secondo la consuetudine vigente di firmare il contratto nel primo giorno di prove, quali azioni potrebbero essere intraprese per garantire ai lavoratori un compenso, riferendomi anche a coloro i quali hanno già svolto la parte autorale dello spettacolo? 

Credo che andrebbe attivato un ragionamento sulla distribuzione dei 130 milioni destinati al settore: una parte di quei compensi dovrebbe essere finalizzata a una sorta di ristoro automatico per chi aveva un contratto che è stato annullato. Abbiamo chiesto di convertire l’indennità di 600 euro in un reddito di ultima istanza in modo da sostenere i lavoratori nel tempo. Tante, troppe persone sono state tagliate fuori da queste dinamiche, a partire dagli autori. Ciò è accaduto – e bisogna ribadirlo – perché quello dello spettacolo è un mondo che rispetta poco le regole.

L’ENPALS ha prodotto due circolari per richiedere il pagamento dei contributi ENPALS anche agli autori, che sono per lo più in gestione separata. I meccanismi di evasione sono enormi in questo settore e adesso li stiamo davvero pagando tutti. Forse è arrivato il momento di ripensare completamente il sistema. Noi vogliamo provare a proporre un diverso modello di lavoro ma ci scontriamo con la difficoltà di destinare gli ammortizzatori a causa del lavoro nero.

Tra i lavoratori dello spettacolo c’è molta disinformazione e poca coesione: tutti i lavoratori sono deboli presi singolarmente, anche gli operai di una fabbrica. Gli attori fanno una professione diversa dalle altre, che implica anche delle ricadute sulla persona, ma nel rapporto di lavoro deve valere la stessa regola per tutti. Spero che questa situazione permetta ai lavoratori di unirsi e di approfondire i temi che li riguardano, perché un lavoratore che non conosce i propri diritti non è in grado di esercitarli. Questo è un grande problema della categoria, tanti non sanno nemmeno che esiste un CCNL di riferimento. Questa crisi ha portato alla luce tutti i nodi del settore.

L’esclusione di molti attori dalla richiesta di indennizzo, per via delle date vincolanti che sanciscono o meno la possibilità di accedere al contributo in base all’avvio o alla conclusione del rapporto lavorativo, riguarda anche i lavoratori intermittenti particolarmente presenti nel Teatro Ragazzi. Vista la situazione, è da ritenere reale e incombente la minaccia di estinzione di un genere come il Teatro Ragazzi che rappresenta un’eccellenza del teatro italiano?

Il Teatro Ragazzi è quello che per primo ha subito il contraccolpo della crisi per via della chiusura delle scuole. Avevamo chiesto al Mibact di stabilire un intervento congiunto con il Miur. La battuta d’arresto del Teatro Ragazzi rischia di essere mortale. Il problema dell’intermittenza, più diffusa nel Teatro Ragazzi per la tipologia di lavoro richiesta, è che le norme che la regolano non garantiscono alcuna tutela. Anche le cooperative dello spettacolo utilizzano molto l’intermittenza, che per le imprese risulta molto costosa. Lo stesso Teatro Ragazzi ci aveva segnalato questa problematica e abbiamo provato a trovare insieme una soluzione. Sono necessarie regole diverse a seconda dei soggetti.

L’intermittenza a tempo indeterminato rende la situazione ancora più complessa: con un contratto di questo tipo, pur essendo intermittente, per l’INPS il lavoratore è a tempo indeterminato, viene quindi inserito nella classe C dell’ENPALS, deve accumulare 112 giornate lavorative per conseguire un anno contributivo e non ha diritto ad alcun ammortizzatore. Per questo abbiamo chiesto di non assumere a tempo indeterminato: paradossalmente un contratto a termine prevede maggior tutela. I vincoli delle date 23 febbraio (solo se si stava lavorando da prima o da quel giorno si può accedere a Fondo di Integrazione Salariale o Cassa in Deroga) e 17 marzo (se il rapporto di lavoro termina dopo questo giorno non si può chiedere l’indennità di 600€) escludono un gran numero di lavoratori, anche gli intermittenti a tempo determinato. Il blocco delle attività non è partito unitariamente in tutta Italia, interessando originariamente solo le quattro regioni in cui è stato dichiarato lo stato di crisi.

Successivamente al 23 febbraio, quindi, sono stati attivati nelle restanti regioni dei contratti di lavoro che rilegano i lavoratori in un limbo temporale che non dà diritto ad alcun ammortizzatore. Per quel che riguarda gli intermittenti c’è un’altra particolarità: le aziende con un numero di dipendenti superiore a 5 devono pagare il Fondo di Integrazione Salariale. L’INPS non ha mai disciplinato il calcolo dell’indennità agli intermittenti per cui, in presenza di una circolare che obbligava tutti coloro che pagavano il FIS a non chiedere l’ammortizzatore in deroga, anche le domande per il FIS sono state respinte. Il calcolo dell’indennità del lavoratore intermittente è basata su una circolare dell’INPS del 2006. La situazione degli intermittenti è molto aggrovigliata ma l’INPS, attraverso questa norma, sta escludendo scientemente migliaia di lavoratori. 

In attesa del nuovo Decreto di aprile, su quali fronti sta lavorando il Sindacato? Questo lavoro si sta avvalendo della sinergia con gli altri Sindacati?

Le nostre principali richieste sono: la possibilità di risarcire i contratti accesi e l’emissione di un reddito minimo che duri nel tempo. In questo momento CISL e UIL non stanno ascoltando la mia proposta di collaborazione. Sto lavorando in solitudine, per cui mi sto muovendo autonomamente. Non c’è un protagonismo forte da parte delle due organizzazioni sindacali in questo momento. Forse perchè SLC-CGIL sta accelerando i tempi per le pressioni dei lavoratori. Il sindacato in questo momento deve stare dalla parte dei più deboli. Il vero problema sopraggiungerà il prossimo anno: per quest’anno i grandi teatri ce la faranno avendo risorse garantite ma la cultura dei comuni, che si sostiene con le tasse di soggiorno, vive una grande complessità per il blocco del turismo. 

Una possibile ripartenza potrebbe verificarsi con l’intrattenimento nelle città, anche in luoghi non deputati. Quali sono in questo senso le ipotesi che stanno avanzando le realtà regionali e comunali?

Dodici assessori dei comuni delle città più grandi d’Italia hanno avuto un incontro con il Ministro Franceschini per avere risposte circa il futuro dei loro territori. Questi assessori sono consapevoli di poter essere gli autori della ripartenza e, in virtù di ciò, hanno chiesto dei fondi. Penso che una parte di quei 130 milioni debba essere destinata ai Comuni e alle Regioni che conoscono veramente le piccole realtà che non sono riconosciute dal FUS. La norma che regola il Terzo Settore permette al comune di accedere al lavoro gratuito per le attività culturali, per questo ho già redarguito gli assessori per scongiurare la gratuità.

È più che mai necessario che tutti capiscano che chi lavora nello spettacolo non lo fa per divertimento e che deve essere pagato adeguatamente. Il compito delle Regioni, anche in nome del Titolo V, è di guardare alla sua rete e garantirla. I lavoratori dello spettacolo hanno una funzione sociale: come si sostiene la scuola pubblica così vanno sostenute le attività culturali. Il Sindacato deve imparare a riconoscere l’atipicità dei lavoratori dello spettacolo: il lavoro non è sempre precario, può essere dignitoso anche se fatto in modo atipico. Mi auguro che avvenga un grande cambiamento, per tutti noi. Questa crisi è stata mortale e temo che lascerà molte macerie. Spero in un appoggio maggiore da parte del Ministero che ha un ruolo importante.

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Il Decreto “Cura Italia” e i lavoratori dello spettacolo. Intervista al Presidente dell’ANTAC Ruggero Sintoni

L’emergenza sanitaria nazionale, provocata dalla diffusione del contagio da Covid-19, ha paralizzato l’Italia. I lavoratori sono in crisi, le aziende sono in ginocchio, il sistema sanitario è al collasso. A due settimane dalla chiusura dei teatri, ingenti problematiche si rilevano anche nel settore dello spettacolo dal vivo, apparato fragile che storicamente risente della delicata condizione di precarietà vissuta dai suoi lavoratori e dalle sue lavoratrici. Dopo l’ondata di soluzioni sperimentali messe in campo dagli artisti italiani per far fronte all’impossibilità delle rappresentazioni pubbliche, in molti restano in attesa di concrete misure statali di sostegno al mondo della cultura.

Lo scorso 11 marzo, l’Agis – Associazione Generale Italiana dello spettacolo ha inviato una lettera al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, al fine di segnalare gli interventi urgenti di cui necessita il settore spettacolo a causa della crisi in atto. Gran parte degli interventi economici e normativi richiesti da Agis, hanno trovato riscontro nel Decreto-legge “Cura Italia” emanato il 17 marzo. Un primo passo per soccorrere artisti e imprese auspicando un rapido ritorno alla normalità.

Quella che, per l’assurda riformulazione tout-court della vita di ciascuno di noi, sembra essere una pièce teatrale dai tratti distopici, è una realtà sacrilega che priva anche il teatro della sua essenza: la presenza dell’altro.  Nel lungo processo di riattivazione sull’intero tessuto nazionale delle pratiche artistiche, risultano necessarie risposte chiare, flessibili, immediate. Risposte che tutelino i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo dal vivo e che, nel lungo termine, siano capaci di rinvigorire il rapporto di fiducia tra i pubblici e i luoghi della cultura, oggi dilaniato dalla paura dell’infezione. 

Ruggero Sintoni, Presidente dell’associazione nazionale dei Teatri Stabili d’Arte Contemporanea (A.N.T.A.C.)

A fare il punto della situazione è Ruggero Sintoni, Presidente dell’associazione nazionale dei Teatri Stabili d’Arte Contemporanea (A.N.T.A.C.) che, in seno all’Agis, riunisce i Centri di produzione teatrale operanti in Italia con il proposito di sostenerne lo sviluppo e la diffusione nell’ambito del sistema teatrale nazionale e internazionale.

Nella lettera inviata da Agis al Ministro Franceschini la richiesta di interventi statali, di natura economica e normativa, si origina dall’aggravarsi dell’emergenza sanitaria che ha indotto il blocco totale delle attività culturali su tutto il territorio nazionale. Tenendo conto del Decreto “Cura Italia”, ritiene che la diffusa sofferenza di cassa generatasi e l’impossibile computazione dei danni contabili reali rendano necessaria la costituzione di una commissione tecnica ad interim, per formulare nuove strategie di contrasto al collasso del sistema produttivo e distributivo? 

Assolutamente sì. In alcune regioni le compagnie sono ferme e i teatri sono chiusi dal 24 febbraio, in altre dall’8 marzo. Le attività sono state bloccate fino al 3 aprile, speriamo di poter ripartire già dal 4 aprile ma fare la conta dei danni adesso non è possibile. In questo momento le compagnie e i teatri continuano a spendere ma non incassano. L’intervento che il Decreto “Cura Italia” ha approvato è assolutamente compatibile e coerente con le richieste fatte da Agis. Sicuramente lo spettacolo dal vivo è uno dei settori che sta vivendo con maggiore difficoltà questa crisi.

Basti pensare che solo in Emilia Romagna ci sono quasi 12.000 lavoratori dello spettacolo dal vivo. Moltiplicando questo numero per tutte le regioni d’Italia si può avere una stima di quanti lavoratori si trovino in una condizione di estrema difficoltà in questo periodo. Ma a essere in crisi non sono solo i lavoratori dello spettacolo, perché va considerato tutto l’indotto generato dal teatro: un teatro che funziona fa vivere una quantità immensa di economie; una compagnia che gira l’Italia crea lavoro per ristoranti e alberghi, ad esempio. In Italia i teatri non sono concentrati solo nelle grandi metropoli, ma anche nei centri più piccoli.

Nelle città di provincia il teatro rappresenta un valore immenso. Questo Decreto è stato assolutamente fatto con criterio, ma non sono sicuro che le risorse basteranno. Io dirigo un Centro di Produzione che si chiama Accademia Perduta/Romagna Teatri, se devo essere sincero, e credo di poter parlare anche a nome dei miei colleghi, condividiamo tutti l’immenso timore che le risorse non basteranno. Nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare una condizione simile che coinvolge autori, attori, registi, tecnici, maestranze. Siamo in tantissimi a essere in crisi.

Alla luce delle nuove misure varate dal Decreto “Cura Italia” per i lavoratori dello spettacolo, cosa ci si può aspettare dalle future manovre statali e a che tipo di proposte sta lavorando l’Agis per i prossimi Decreti?

Ribadisco, stiamo spendendo e non stiamo incassando per cui è necessario che vengano immediatamente liquidati i saldi dei contributi per il 2019 e gli anticipi del 2020. Siamo a metà del 2020, in questi mesi buona parte delle attività è stata già portata a termine. Nel nostro settore gennaio, febbraio, marzo e aprile sono i momenti di maggior fervore lavorativo per cui queste risorse devono essere urgentemente erogate.

In questa situazione di crisi, oltre a richiedere l’intervento dello Stato, su che tipo di azioni verte la tutela dei lavoratori dello spettacolo dal vivo promossa da Agis?

I teatri sono un grande patrimonio e sono indispensabili alla cultura della città, per questo occorre che, oltre allo Stato, anche le Regioni e le amministrazioni comunali mettano a disposizione tutte le risorse in loro possesso. Io vivo in Emilia Romagna, mercoledì scorso ho incontrato il nuovo assessore alla cultura che si è messo in una posizione di ascolto e di studio, costituendo un tavolo permanente per capire quali strategie mettere in campo. Ripeto, i contributi pubblici devono essere liquidati il prima possibile perché le imprese sono in ginocchio e se l’Italia perde il patrimonio dello spettacolo dal vivo, perde una parte della sua identità culturale. Non potremo continuare a parlare di radici e di territorio se il patrimonio dello spettacolo dal vivo verrà distrutto.

Nella lettera dell’Agis al Ministro Franceschini si legge della preoccupazione per l’incrinatura del rapporto fiduciario tra gli spettatori e i luoghi fisici in cui si svolgono gli spettacoli. Attraverso quali strategie si potrà far fronte a questo rapporto mutato?

In Italia il rapporto fra i teatri e il loro pubblico è un rapporto sano che, in questo momento, è stato intaccato dalla paura. Un biglietto o un abbonamento a teatro, non sono solo un contratto di tipo economico. Oltre a una valenza commerciale, questi titoli hanno anche una valenza emotiva e sentimentale molto forte perché corrispondono a delle aspettative che hanno a che fare con le emozioni, con la crescita, con la formazione dello spirito critico, di una coscienza di massa. Ecco perché è fondamentale ricucire questo rapporto. Sono necessarie grandi azioni di “pubblicità progresso” che tendano a rivitalizzare il rapporto tra gli spettatori e i loro teatri. Oggi i teatri sono un luogo della paura: a teatro si sta seduti vicini, si parla agli altri stando a pochi centimetri.

Bisognerà fare delle azioni di promozione per ricostruire il rapporto fiduciario tra gli spettatori e gli artisti, tra gli spettatori e i luoghi dello spettacolo, tra gli spettatori stessi. Oltre a un grande intervento di promozione, dobbiamo chiedere allo Stato una ricognizione continua rispetto a ciò che sta accadendo, almeno finché non si saranno riprese a pieno le condizioni nelle quali eravamo tre mesi fa. Mi spiego: non basterà, finita l’emergenza virus, riaprire i teatri e fare un grande spot nazionale, sarà necessario anche monitorare la situazione quotidianamente poiché abbiamo la necessità di andare a riprendere mano per mano, cuore per cuore i nostri pubblici. Dobbiamo pretendere che lo Stato ci accompagni in questo percorso perché la cultura è un grande pezzo dell’identità nazionale di un Paese.

Oltre alla richiesta avanzata da Agis di una revisione straordinaria dei criteri di assegnazione dei contributi del Fus, nonché della metodologia di valutazione non meramente tecnica a preventivo della consuntivazione per il 2020, quali misure di agevolazione potrebbero essere previste dal Decreto Ministeriale relativo al triennio 2021-2023?

Occorrerà istituire un tavolo Agis-Ministero e un tavolo Ministero-Conferenza delle Regioni che, a lungo termine, tengano presente quanto inaudito sia quel che è accaduto. Il sistema dello spettacolo dal vivo italiano è fatto di Teatri Nazionali, di Teatri di rilevante interesse culturale, di Centri di produzione teatrale, di Enti lirici, di compagnie di prosa e di danza e le ripercussioni negative che scaturiscono da questa emergenza hanno colpito indistintamente, per cui devono essere prese in considerazione rispetto al lavoro tutti. Per questo, le valutazioni dovranno essere semplici e immediate. L’algoritmo va bene ma deve essere semplificato. Tenendo conto che i territori, le compagnie, i teatri e gli artisti sono diversi tra loro, con la sola coscienza algoritmica si rischia di creare delle grandi disuguaglianze.

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DOCUMENTI: Lettera dell’Agis al Ministro Franceschini

Pubblichiamo la lettera inviata l’11 marzo dall’Agis (Associazione Italiana Generale dello Spettacolo) al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, al fine di segnalare gli interventi urgenti di cui necessita il settore spettacolo a causa della crisi in atto.

Alla luce degli accadimenti delle ultime ore, l’Agis – che rappresenta oltre mille organismi, dalle grandi istituzioni pubbliche alle piccole compagnie e associazioni private – chiede di ricevere segnali forti e chiari, che non sono ancora giunti, e propone un elenco di interventi economici e normativi giudicati indispensabili per soccorrere le imprese e gli artisti in questa fase acuta sia per innescare e sostenere, appena sarà possibile, un rapido ritorno alla normalità.

> LEGGI LA LETTERA DELL’AGIS

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DOCUMENTI: Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

Il contratto collettivo nazionale di lavoro (abbreviato CCNL) è, nel diritto del lavoro italiano, un tipo di contratto di lavoro stipulato a livello nazionale tra le organizzazioni rappresentanti dei lavoratori dipendenti ed i loro datori di lavoro ovvero dalle rispettive parti sociali in seguito a contrattazione collettiva e successivo relativo accordo.

Il 9 dicembre 2004, presso la sede dell’Agis in Roma, tra l’Associazione nazionale teatri d’arte drammatica ANTAD, l’Associazione nazionale teatro privato indipendente – ANTPI la TEDARCO E il SLC CGIL il SAI SLC CGIL la FISTEL CISL il FAI FISTEL CISL la UILCOM UIL il Coordinamento attori UILCOM UIL è stato stipulato il contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per gli attori, i tecnici, i ballerini, gli orchestrali ed i coristi scritturati dai teatri stabili e dalle compagnie professionali teatrali di prosa, commedia musicale, rivista e operetta. Il CCNL 9\12\2004 è stato rinnovato nel 2008.

 

LEGGI IL TESTO DEL CCNL 9\12\2004 

LEGGI IL RINNOVO DEL 20\11\2008

 

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