TITOLO TESI > Sapere corporeo. Pratiche eco-somatiche per una pedagogia della corporeità
ISTITUTO > Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Corso di laurea in Discipline della musica e del teatro
AUTRICE > Beatrice Gatti
INTRODUZIONE DELL’AUTRICE
La cornice teorica di riferimento di questa tesi abbraccia differenti ambiti del sapere che convergono in un unico asse tematico: la corporeità. Indagandone il significato da una prospettiva fenomenologica e neuroscientifica, si evidenziano gli aspetti percettivi, soma-sensoriali, neuro-affettivi e immaginativi del corpo, mettendone in luce il carattere molteplice e intermodale. Ne emerge una visione olistica del soggetto, inteso come entità in costante relazione con il mondo. Gli assi portanti del discorso sono il corpo come unità integrale, l’esperienza corporea come atto di soggettivazione, il movimento come strumento di conoscenza, espressione e relazione ecosistemica, e la danza come fonte di sapere. Il quadro teorico si fonda sulle riflessioni fenomenologiche di M. Merleau-Ponty, gli studi neuroscientifici di F. J. Varela, E. Thompson ed E. Rosch, S. Gallagher, G. Lakoff e M. Johnson, sulle teorie pedagogiche del corpo, del movimento, dell’esperienza artistica e di arte somatica.
Attraverso la nozione di percezione come motore dell’essere nel mondo, si ricompone l’unità corpo-mente tradizionalmente scissa nella filosofia classica, estendendola all’interrelazione corpo-mente-ambiente. La concezione di coscienza percettiva incarnata apre alle teorie dell’embodiment: l’intreccio tra fenomenologia e neuroscienze restituisce alla mente la sua dimensione situata ed esperienziale, cioè incarnata, e chiama inevitabilmente in causa la ricerca pedagogica. La dipendenza dei processi cognitivi dal corpo e l’interdipendenza corpo-mente-ambiente rappresentano infatti le premesse per ripensare le modalità di apprendimento e gli approcci educativi. In questa prospettiva, le arti somatiche sono proposte come metodologie attive di apprendimento secondo un’embodied education che valorizza il ruolo del corpo nel lavoro sull’identità personale e sulla relazione nella presa di coscienza di sé e dell’altro da sé. La pratica della Contact Improvisation e l’approccio del coreografo Virgilio Sieni alla trasmissione del gesto e del movimento, rappresentano esempi di come la danza possa diventare uno strumento di crescita personale e collettiva nei contesti professionali, comunitari e socio-culturali.
Si propone infine una riflessione sul possibile carattere ecologico delle pratiche somatiche e di movimento, nella misura in cui favoriscono il reinserimento della soggettività corporea nella sua trama di relazioni con il mondo, permettendo che possa percepirsi un ecosistema in dialogo con altri sistemi e possa instaurare dinamiche di reciprocità con l’ambiente.
Ricostruire l’unità corpo-mente-educazione-espressione e soggetto-natura-ambiente-cultura consente così di immaginare un progetto comune ed ecologico di società orientato alla cura, al risanamento e all’emancipazione, per una rinnovata armonia con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente.
LEGGI LA TESI DI LAUREA > Sapere corporeo. Pratiche eco-somatiche per una pedagogia della corporeità
Beatrice Gatti, danzatrice e performer laureata presso l’Accademia Nazionale di Danza in Coreografia e presso l’Università di Bologna in Scienze dello spettacolo, direziona la sua ricerca artistica verso il corpo come fenomeno relazionale, sviluppando interesse verso gli aspetti pedagogici del movimento, della danza e dell’esperienza estetica da una prospettiva ecologica che riconosce la conoscenza incarnata come principio di emancipazione socio-culturale. Lavora come freelancer per progetti performativi e di ricerca, gestisce le attività di comunicazione e organizzazione per Harmony Danza (AQ) e facilita laboratori educativi esperienziali con un approccio somatico e inclusivo.

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