TITOLO TESI > Riproduzione dialettica e politicizzazione dell’arte in Walter Benjamin e Bertolt Brecht
ISTITUTO > Università di Roma La Sapienza – Corso di laurea in Filosofia
AUTRICE > Giulia di Paolo
INTRODUZIONE DELL’AUTRICE
Parlare congiuntamente di Walter Benjamin e Bertolt Brecht non significa solo rievocare una duratura amicizia, ma anche riportare l’attenzione su due dei maggiori contributi al dibattito artistico del Novecento. Essi compaiono nel titolo del progetto accanto a due concetti – riproduzione dialettica e politicizzazione dell’arte – che si è voluto assumere quali categorie guida della ricerca. Al centro di quest’ultima sta infatti un problematico nesso, quello tra arte e realtà, che, seguendo e interpretando a confronto l’opera di Benjamin e Brecht si è proposto di intendere proprio nei termini di riproduzione dialettica, categoria nella cui ottica si è ritenuto poter interpretare la funzione politica che entrambi destinano all’arte. La posizione dei due autori emerge del resto per antitesi rispetto a quella teoria del “rispecchiamento” invalsa quale canone interpretativo, in campo marxista, non solo del rapporto tra arte e realtà ma, più in generale, anche del vincolo struttura-sovrastruttura, nodo cruciale del materialismo storico.
La proposta è dunque quella di intendere il concetto di riproduzione in modo diverso rispetto a quanto invalso nell’uso comune, in cui è divenuto sinonimo di “produrre una copia di qualcosa”, e di considerarlo piuttosto come un produrre di nuovo, un produrre diversamente, in vari possibili livelli di declinazione dell’espressione. Associare in senso funzionale il ri-produrre all’ambito sovrastrutturale significa riconoscere a quest’ultimo il pieno statuto di prassi, di produzione, avente facoltà di agire a livello storico-sociale; significa al tempo stesso attribuirvi funzione politica nella misura in cui quel riprodurre si fa espressione di esigenze storico-produttive che mettono in crisi un assetto vigente. L’arte come ri-produzione intrattiene un rapporto dialettico con la realtà che rappresenta in quanto mostra la possibilità del suo darsi altrimenti. Ad un secondo livello, diviene maggiormente evidente il tenore dialettico del procedimento riproduttivo: la trasparenza che l’arte stabilisce con il proprio essere prodotto si riverbera infatti sulla realtà stessa, la quale pure appare frutto di una prassi umana, e non un dato di natura incontrovertibile. Infine, parlare di riproduzione evoca anche la potenzialità di un produrre di nuovo come un produrre diversamente: ad emergere nel fare artistico è in questo senso una modalità diversa del produrre, fondata su un’interdipendenza tra pensiero e azione che assimila di fatto la prassi a una dimensione ludica, la cui rilevanza politica emerge per antitesi rispetto all’impostazione produttiva capitalista. La funzione politica dell’arte si misura, in questo senso, nella sua capacità di rappresentare un elemento di discontinuità rispetto ad un assetto ideologico vòlto a mantenere una logica di divisione del lavoro, sfruttamento e alienazione.
LEGGI LA TESI DI LAUREA > Riproduzione dialettica e politicizzazione dell’arte in Walter Benjamin e Bertolt Brecht
Giulia di Paolo è nata a Roma, dove ha studiato filosofia laureandosi in estetica filosofica con una tesi su Walter Benjamin e Bertolt Brecht. Compaiono attualmente tra i suoi campi di interesse in ambito filosofico teoria dei media, estetica del performativo, estetica marxista. All’attività teorica affianca da anni esperienza pratica soprattutto in ambito teatrale: collabora al momento come animatrice di teatro nero presso la compagnia Teatro dei Colori di Avezzano. Nel progetto di scrittura collettiva Composto (Substack) mette invece un po’ quello che le passa per la testa.

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