Resistenze. Racconti in serie, Storie in Parallelo a SpinOff

Apr 26, 2019

È tutto pronto per “premere il pulsante” e dare ufficialmente inizio a Resistenze, un festival- evento in un’unica data. Il giorno dopo la festa nazionale della Liberazione dell’Italia, il 26 aprile. Un’unica parola il titolo, declinata al plurale. Segno dei tempi, di quelli che da sempre sono corsi e ricorsi storici. Significa forse che sono diventate tante le lotte, non più una sola. Ogni anno che passa diventa sempre più duro e difficile. Ecco allora che il contesto è quello in cui la deriva nazionale, europea, mondiale tende ad ingrossarsi, come il trend di un fenomeno sociale e di massa.

Spin time labs è lo spazio che ospiterà le attività e le persone coinvolte. In un circuito e in uno scambio di idee, u-topie ed espressioni artistiche. Una sede, quella di via Statilia a Roma, che vuole essere una realtà che “si sta trasformando in un luogo”. Vissuta, dalle persone coinvolte in questo progetto, come un laboratorio, un “cantiere di rigenerazione urbana”, una casa e una comunità. In palazzo occupato di cinque piani convivono 18 nazionalità diverse. Le abitazioni sono nei piani alti, mentre i livelli sotterranei vengono adibiti a dedicati a tutte le attività culturali. Molto è quello che viene fatto da un gruppo di sognatori che sentono ancora la necessità, l’urgenza e l’orgoglio di definirsi così.

Un collettivo di 25 persone circa, quello di Spin Off. Un nucleo efficiente e cooperativo, costituito da generazioni ed età differenti, dai 20 anni in su. L’auditorium di 180 posti è diventato un teatro, con un cartellone di spettacoli che è iniziato il 17 febbraio e proseguirà fino a giugno. L’intenzione che ha ispirato tutto ciò era quella di muovere e scuotere la realtà romana. Vengono Inoltre realizzati e sviluppati anche progetti di co-housing a cura della facoltà di Architettura di Roma3. È anche lì che ha la sede la redazione del giornale Scomodo.

Spin Time Labs è l’ambiente di riferimento da cui nasce Resistenze, la prima produzione di Spin Off, con un sottotitolo: Racconti in serie- Storie in parallelo. Saranno molti gli artisti che verranno coinvolti in diversi momenti della giornata. Si inizierà con la presentazione del libro di Simone Amendola Teatro nel diluvio, Editoria & Spettacolo 2019. Il testo racconta l’esperienza e la “resistenza” teatrale di Amendola, vissuta insieme con Valerio Malorni. Interverranno con l’autore Il giornalista e critico Sergio Lo Gatto, il drammaturgo Giacomo Sette e l’operatrice culturale Floriana Pinto. Teatro nel diluvio è un libro composto da cinque testi che spaziano dalla vita della periferia urbana, dalla violenza maschile sulle donne, al sogno dell’Europa che muove i migranti, passando per argomenti universali come l’amore, lo stare al mondo.

“Sopra il livello del mare” è un’installazione a cura di Emiliano Valente e Roberto Andolfi per Spin Off. Mostra una buona parte di tutto quello a cui siamo inevitabilmente sottoposti. Un’altra forma di resistenza quotidiana, la contraddizione assurda dei nostri tempi. Aiutare chi soffre per alcuni è ancora un dovere morale, un valore e una traccia di umanità. Per molti altri, invece, è riprovevole è inaccettabile. Resistere agli slogan “Aiutiamoli a casa loro”, “La pacchia è finita”, “Prima gli italiani” è diventato un atto di coraggio o di eroismo quasi, nella consapevolezza che ad essere intollerabile è solo l’intolleranza verso ogni forma di discriminazione e di razzismo.

Giuseppe Fenoglio, detto Beppe, è stato uno scrittore, traduttore, drammaturgo e partigiano d’Italia. Alla sua opera letteraria si ispira lo spettacolo Milton, prodotto dalla compagnia Teatro Macondo. Fenoglio nacque nel cuore delle Langhe, in Piemonte, la regione che è stata la matrice, la cellula dell’Unità d’Italia. Dopo l’esperienza della lotta armata e della Liberazione, ritornò definitivamente nella sua amata città, Alba. Il suo esordio letterario, la sua prima pubblicazione risale al 1952 : “I ventitré giorni della città di Alba”. Il suo romanzo principale “Il partigiano Johnny”, vincitore del premio Prato nel 1968, è stato trovato nei manoscritti conservati nel Fondo Fenoglio e pubblicato postumo, dopo la sua morte.

Autore della drammaturgia di Milton è Emilio Barone, presente in scena insieme con Francesco Petti. Alessandra Chieli cura la regia. Il protagonista è un ragazzo ventenne che parte alla ricerca del suo amico Giorgio, partigiano come lui, e per scoprire tutto sui rapporti con la ragazza di cui sono entrambi innamorati, Fulvia. Quella verità, per quanto dolore possa arrecare, è il pretesto per un’indagine sul Sé, ben più consistente di quanto il ritrovamento di una persona fisica possa rappresentare. La ricerca di Fenoglio è caratterizzata dall’utilizzo di un linguaggio crudo che restituisce immagini nitide sulla vita dei Partigiani, sulle condizioni rilevabili di un ambiente rurale come quello delle Langhe. E ciò permette, a distanza di più di settant’anni, alle nuove generazioni soprattutto, un contatto senza retorica con quella esperienza letteraria e con quel periodo storico.

In chiusura ci sarà Giorgia Frisardi con un concerto per voce e organetto. Una combinazione originale tra ricerca sonora e performance poetica. Anche perché solo la musica può mettere insieme, unire definitivamente le identità con le provenienze. Le voci e i volti possono essere diversi, ma le emozioni sono universali. Tutti hanno conosciuto l’amore e il dolore. Il grido, i suoni e i silenzi rappresentano una condivisione che abbatte le differenze. In fondo è anche questo l’obiettivo di Emiliano Valente e dei venticinque sognatori di Spin Off. Non solo storie di partigiani e di memoria, ma continuare a resistere a tutte le nuove, incresciose forme di resistenze. Di assalto e di aggressione al bene più grande dell’umanità: la libertà.

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