Questa lettera sul pagliaccio morto è la storia di un macchinista che investe con il suo treno un pagliaccio su un monociclo, che cammina contromano sui binari. È la lettera che il macchinista scrive ai suoi superiori per raccontare quello che è successo.
In punto di morte, il pagliaccio investito chiede al macchinista una sola cosa: posso raccontarti la mia vita? E il macchinista, semplice e ingenuo, gli dice di sì.
E l’intera vita di quest’uomo in punto di morte gli si riversa addosso, da un’infanzia in una carovana rom al lavoro come pagliaccio in un circo che ritrova a transitare vicino Černobyl, fino alla morte di un bambino e di un amico, e poi al suicidio, sotto un treno che attraversa il centro Italia.
La storia di un uomo che ha vissuto una vita normale, ma che come tutte le vite “normali” è in realtà tragica e unica, travolge il macchinista, che adesso non può più vivere la vita di prima. Chi investe è in realtà chi viene investito. La morte del pagliaccio apre gli occhi a chi resta in vita, e niente può significare più ciò che significava prima.
Il macchinista del treno da cui Zebbo Brkyglash si lascia investire lascia che lui gli racconti la sua vita per poi raccontarla a noi, nel tentativo di scrivere una lettera ai suoi superiori che spieghi come sia stato possibile che quel pagliaccio sia finito sotto il suo treno.
Anno di stesura: 2019
Numero pagine: 15
Numero personaggi: 1 (o 2)
Testo già rappresentato: SI
2019 – Vincitore di odiolestate (Carrozzerie_n.o.t.)
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