Nel momento in cui ho scritto questo testo vivevo la realtà intorno a me come un grande nemico, pronto ad azzannarmi o a giudicarmi ad ogni curva, ad ogni decisione. Ho voluto raccontare la giornata tipo di un qualsiasi uomo occidentale, piena di situazioni implicitamente violente, zeppa di momenti in cui la più incoerente, distruttiva natura dell’essere umano rischia di uscir fuori e di manifestarsi in tutto il suo squallore e in tutta la sua marcia essenza. Il protagonista vorrebbe uscire da questo circolo vizioso, e disperatamente cerca di trovare un senso in tutta la sequela di sensazioni e di impulsi che gli vengono dall’esterno. Troverà rifugio solo in un mondo tutto suo in cui le cose importanti si scambiano con quelle effimere, e in cui tutta la contraddittorietà di se stesso (e di tutto il mondo) si armonizza in domande filosofiche e senza attuazione realistica. Un minuetto pessimista fatto di monologhi e di situazioni realistiche fino all’estremo.

(Francesco Bianchi)

Anno di stesura: 2019

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Numero pagine: 60

Numero personaggi: 14 + gruppi di persone non specificati

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Testo già rappresentato: SI

Vincitore della segnalazione al Premio Extrême Contemporain 2021

SINOSSI

La vita ordinaria di un uomo, trentenne, bianco, eterosessuale, in un mondo che solo apparentemente sembra innocuo. La giornata tipo, il susseguirsi di viaggi e di constatazioni che attraversano come un flusso di coscienza la mente di un essere umano in preda alle ansie e alle nevrosi del nostro tempo, verso una risoluzione tutt’altro che confortante. Svegliandosi in preda ai rimasugli di un sogno inquietante, un uomo decide di partire per un viaggio che lo porta verso una donna che forse è la sua compagna, forse è qualcun altro, forse è solo un’idea. Nel suo viaggio, incontra tutti i clichés della nostra vita, tutti i pensieri prefabbricati, tutte le storture che il nostro tempo ci costringe a dover affrontare nel nostro percorso verso una consapevolezza mai completa e sempre imperfetta. Ansie che vengono concretizzate in azioni violente che sono dietro l’angolo di ogni vita, di ogni situazione, e che accompagnano il nostro essere in modo più vicino di come vorremmo. Il risultato sarà un’esistenza troppo frammentata e corrotta per poter essere definita reale, eppure il viaggio continua e il dilemma più importante rimarrà lo stesso: vale la pena vivere in un mondo che ci pone così tante domande e così tanti ostacoli?

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