Nuovo IMAIE, oltre i diritti connessi. Intervista a Gino Auriuso

Mag 20, 2026

In vista del rinnovo dell’Assemblea del Nuovo IMAIE, in programma dal 14 al 16 giugno, torna al centro un tema che riguarda migliaia di interpreti ed esecutori, ma che resta ancora poco conosciuto e spesso percepito come distante dalla vita quotidiana degli artisti.

Il Nuovo IMAIE, infatti, non è soltanto l’ente che si occupa della raccolta e della redistribuzione dei diritti connessi. Negli anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante anche attraverso bandi, contributi, misure mutualistiche e strumenti di sostegno professionale. Risorse che possono incidere concretamente sulla vita di attrici, attori e artisti, soprattutto in un settore segnato da discontinuità lavorativa, fragilità economica e scarsa tutela.

Il paradosso è proprio qui: da un lato l’Istituto rappresenta uno strumento potenzialmente decisivo per la categoria; dall’altro, una parte significativa della sua base associativa continua a viverlo con distanza, scarsa informazione e limitata partecipazione. Un dato, più di altri, racconta questa frattura: alle ultime elezioni ha votato solo circa un terzo degli aventi diritto.

Per capire meglio che cos’è oggi il Nuovo IMAIE, quali opportunità offre agli associati, perché il voto non sia un passaggio meramente formale e quali criticità restino aperte nel rapporto tra ente e artisti, abbiamo intervistato Gino Auriuso, membro uscente dell’Assemblea.

Per molti artisti il Nuovo IMAIE resta un ente poco chiaro. Come funziona concretamente, dalla raccolta dei diritti alla ripartizione dei compensi?

Il Nuovo IMAIE è la prima collecting al mondo per quanto riguarda l’audiovisivo. Questo significa che è tra le realtà più importanti a livello internazionale nella raccolta e nella redistribuzione dei diritti connessi.
L’Istituto opera sulla base delle leggi dello Stato italiano che disciplinano questa materia e, attraverso questi strumenti normativi, si rivolge ai diversi utilizzatori — Rai, Mediaset, Netflix e altri soggetti — per richiedere ciò che, in termini di diritto connesso, spetta agli artisti interpreti ed esecutori.

I diritti raccolti vengono poi ripartiti due volte l’anno tra i soci, ai quali vengono riconosciute somme più o meno significative in base ai ruoli ricoperti — principali o comprimari — all’interno delle opere audiovisive, come film, fiction, doppiaggi e altri prodotti.

Per molti il Nuovo IMAIE è associato solo ai diritti connessi, ma in realtà mette in campo anche bandi, contributi e sostegni. Quali sono oggi le opportunità più concrete, sia economiche sia professionali, per un associato?

Nel suo stesso acronimo, il Nuovo IMAIE contiene il riferimento alla funzione mutualistica. La maggior parte delle risorse che in questi anni abbiamo destinato ai bandi va proprio in questa direzione: sostenere le socie e i soci che si trovano in condizioni di difficoltà.

Penso, ad esempio, al bando per gli artisti indigenti, che per molti ha rappresentato un aiuto concreto nella vita quotidiana. Oppure ai bandi dedicati alle attrici madri e alla genitorialità. Spesso un’attrice che diventa madre è costretta a interrompere la propria attività per dedicarsi al figlio e, di conseguenza, resta senza reddito. In alcuni casi questo riguarda anche i padri. Attraverso questi bandi, i partecipanti hanno ricevuto – e continueranno a ricevere – ristori importanti, che in alcuni casi hanno raggiunto contributi vicini ai 4.000 euro.

Non ci siamo concentrati, però, soltanto sulla dimensione mutualistica. Abbiamo cercato anche di stimolare il lavoro. Un esempio è il bando dedicato alla realizzazione di cortometraggi, che offre ai soci la possibilità di sviluppare una propria opera, magari destinata altrimenti a restare chiusa in un cassetto.

C’è poi il bando dedicato alla professione, che fornisce un aiuto concreto per migliorare gli strumenti del mestiere, come ad esempio il book fotografico. Il terzo aspetto riguarda la formazione: in questo ambito l’Istituto fa molto. Tra le varie attività c’è il bando formazione, affidato a soggetti terzi – società, cooperative e altri organismi – ma rivolto esclusivamente ai soci, che possono così studiare e aggiornarsi gratuitamente.

Il mio consiglio a tutte le socie e a tutti i soci è di consultare con regolarità il sito dell’Istituto e i canali social del Nuovo IMAIE. Lì vengono pubblicati in tempo reale tutti i bandi e le relative caratteristiche. Si tratta di strumenti importanti, perché nessun altro soggetto riconosce contributi di questo tipo ad attrici e attori.

In vista del voto per gli organi dell’ente, perché partecipare è una scelta importante non solo sul piano formale, ma anche su quello politico e professionale?

Il Nuovo IMAIE, come tutti gli enti democratici, riconosce i soci come soggetti sovrani. Sono le socie e i soci i protagonisti dell’indirizzo politico dell’Istituto e sono loro, attraverso il voto, a eleggere l’Assemblea dei Delegati.

L’Assemblea è l’organo di rappresentanza interno: potremmo definirla il “parlamentino” dell’Istituto. Per questo esercitare il proprio voto è un diritto e un dovere di tutte le socie e di tutti i soci. Partecipare significa incidere sulle scelte dell’Istituto, anche in termini di indirizzo professionale per la nostra categoria. È un indirizzo concreto, che si manifesta anche attraverso i tanti bandi che mettono a disposizione contributi economici importanti per noi soci lavoratori dello spettacolo.

Se dovessi indicare tre cambiamenti urgenti per rendere il Nuovo IMAIE più utile, più vicino e più credibile agli occhi degli artisti, da dove partiresti?

Il primo punto riguarda una maggiore accessibilità ai bandi. Bisogna ridurre gli adempimenti burocratici e, allo stesso tempo, incrementare l’impegno economico annuale. Oggi parliamo di circa 3 milioni e mezzo di euro: l’obiettivo dovrebbe essere portare questa cifra almeno a 4 milioni e mezzo.

Il secondo punto è la necessità di risolvere l’annosa questione della corretta identificazione dei comprimari, attraverso criteri più semplici da leggere e da applicare.

Il terzo punto riguarda il ruolo culturale e politico dell’Istituto. Il Nuovo IMAIE dovrebbe impegnarsi maggiormente nella vita culturale del Paese, diventando anche un soggetto capace di avanzare proposte e sollecitazioni nei confronti delle istituzioni pubbliche: dal Ministero della Cultura all’INPS, fino alle Regioni.

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Bandi  e opportunità

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