MM Contemporary Dance Company: tra poesia, musica e pittura

Mar 12, 2026

Al Teatro Nuovo di Napoli la scena si apre su un’atmosfera sospesa in cui il tempo sembra dilatarsi. La danza della MM Contemporary Dance Company introduce lo spettatore in un universo di raffinata ricerca gestuale e delicatezza d’intenti. Sin dal principio, i corpi virtuosi dei danzatori si muovono in maniera impeccabile, orientandosi con precisione tra soli ed ensemble, attraverso una fluidità che rivela una piena maturità scenica. 

Il dittico mette in dialogo due scritture coreografiche diverse ma complementari: Elegia, firmata da Enrico Morelli, e Vivaldi Umane Passioni del coreografo e direttore artistico Michele Merola. Due lavori distinti ma che condividono un medesimo scopo: trasformare lo spazio scenico in una esplorazione dell’esperienza umana. Ne consegue, in questo modo, un percorso emotivo e drammaturgico in cui il pubblico è guidato attraverso un’attenta alternanza di luci, silenzi, partitura musicale e sequenza coreografica. I corpi, così armonici, divengono strumenti sensibili capaci di trasformare lo spazio che abitano in un’intensa esperienza condivisa. 

«Non preoccuparti, è tutto ok» sussurra la voce in sottofondo. 

«[…] È breve il tempo che resta. Poi 
saremo scie luminosissime. 
E quanta nostalgia avremo 
dell’umano. Come ora ne 
abbiamo dell’infinità. […] 
Maneggiami con cura. 
Abbi la cautela dei cristalli 
con me e anche con te. 
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei 
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere […]»
Sii dolce con me. Sii gentile – Mariangela Gualtieri

I motivi coreografici entrano in risonanza con la poetica di Mariangela Gualtieri – in particolare con raccolte come Bello mondo e Bestia di gioia – in cui la parola poetica si configura come pratica di attenzione al presente e come esercizio di consapevolezza sulla fragilità. Nei suoi testi, infatti, la voce poetica è manifesto dell’esperienza individuale – e collettiva – dello smarrimento. Una prospettiva che ben dialoga con l’impianto coreografico di Elegia, in cui i corpi sembrano attraversare la stessa tensione tra perdita di orientamento e ricerca di relazione. La danza diviene così medium di esplorazione e persistente possibilità di incontro. 

Morelli crea con cura la propria pièce – in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena – e mette in dialogo otto performer che ben spaziano tra tecniche di contact, delicatissimi passaggi sequenziali, promenade e salti. Il fumo scenico avvolge progressivamente lo spazio, quasi dissolvendone i contorni. I corpi, di cui la vita ha bisogno, ricercano un contatto reciproco e si muovono sospesi tra un impulso e un altro, tramite tecnicismi ben resi, complessi lifts e passaggi di partnering. I gesti, insieme a pause pensate e calibrate con attenzione, generano un senso di attesa che culmina nell’emergere del fondale stellato, evocazione visiva di quelle scie luminosissime di cui scrive la poetessa. 

Se Elegia si muove prevalentemente nel territorio della perdita e dello smarrimento, la coreografia di Merola intesse invece una dimensione ancora dinamica ma più vitale. In Vivaldi Umane Passioni – prodotto dal Teatro Ristori di Verona – il coreografo mette al centro l’energia e la complessità della musica barocca di Vivaldi, utilizzando brani celebri come La FolliaL’InquietudineL’Estro Armonico e Il Favorito. In questo lavoro la relazione tra danza e musica è senza dubbio peculiare: il movimento non si limita a seguire la partitura ma ne amplifica le vibrazioni, trasformando le variazioni ritmiche in dinamici impulsi corporei. La scena si anima così di una danza attraversata da traiettorie incrociate, slanci e improvvise accelerazioni che restituiscono, tramite l’atto coreutico, la complessità delle passioni umane.

L’ispirazione alla pittura di Chagall – come dichiara il coreografo nelle note di regia – gli permette di avvicinarsi alla materia poetica. Come nelle tele dell’artista, i corpi dei danzatori sembrano dispiegarsi e talvolta sfidare la gravità verso una dimensione quasi onirica. «L’eleganza nel vivere» è il messaggio che il coreografo mira a trasmettere. Abiti colorati, corpi tesi e incalzanti in base alle tonalità musicali, restituiscono e rispecchiano le pulsioni proprie dell’esistenza. La MMCDC, la cui cifra stilistica si fa chiara e sempre riconoscibile, incarna un’energia che dalla vita si riversa sulla scena e che nella danza torna a farsi pura esperienza umana.

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