Mitomaniaco nasce come esercizio di stile, senza un vero perché. Raccontare di un uomo, di una donna e del loro primo incontro non è di certo una novità, quantomeno una cosa interessante. Raccontare di questi due esseri umani e del loro modo di non fare conoscenza mi sembrava sicuramente più stimolante. Così, questi due personaggi, invece di giocare a raccontarsi le proprie rispettive vite, giocano ad estraniarsi. Per complicarmi le cose ho scelto di utilizzare una struttura rigida, talvolta asfissiante e paradossalmente inutile, ma che rendesse il tutto ridondante e ripetitivo come una litania. Ho scelto di raccontare questa storia come se fosse una preghiera, prendendo in prestito dal cattolicesimo i misteri e le corone del rosario e utilizzandoli in una forma più o meno laica. La storia, di per sé, non è interessante, ma tutte le storie e i temi che vengono più o meno esplicitamente citati sicuramente sono meritevoli di attenzione.

(Ian Bertolini)

Anno di stesura: 2019

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Numero pagine: 40

Numero personaggi: 2

R

Testo già rappresentato: NO

2019 | testo finalista – Premio Hystrio Scritture di Scena.

SINOSSI

Come in Ultimo tango a Parigi, casualmente, un uomo ed una donna si incontrano in un appartamento sfitto. A differenza dei personaggi del film, la conversazione diventa sin da subito assurda: l’uomo si professa essere un Dio e quell’incontro sembrerebbe essere un disegno divino. La donna riconosce nelle parole dell’uomo il disegno divino e si lascia condurre in una vicenda fuori dagli schemi.
Analizzando pedissequamente i misteri del rosario e tentando, per quanto possibile, di laicizzarne le vicende, sulla scena si consuma una storia d’amore perversa che piano piano conduce alla morte.

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