Mio padre è Sylvester Stallone: la vita da film di un lottatore livornese

Lug 10, 2026

Un campione del mondo di braccio di ferro che, dopo aver attraversato numerose peripezie, ha incontrato Sylvester Stallone sul set di Over the Top e un figlio attore che decide di raccontarne la vita sul palco per provare a ricomporre un legame familiare rimasto irrisolto. Da questa storia realmente straordinaria nasce Mio padre è Sylvester Stallone, monologo della Compagnia A.D.D.A., finalista al Premio Scenario 2025, in scena al Radicondoli Festival il 24 luglio 2026.

Prodotto da Pilar Ternera e Teatro Nazionale di Genova, lo spettacolo, interpretato da Davide Niccolini, scritto da Leonardo Ceccanti e con la regia di Matteo Ceccantini, ripercorre la vicenda di Riccardo Niccolini, livornese, olimpionico di lotta libera alle Olimpiadi di Mosca 1980 e in seguito campione e cinque volte vicecampione del mondo di braccio di ferro. Una vita che sembra una sceneggiatura cinematografica: l’infanzia segnata dall’abbandono, la povertà nei quartieri popolari di Livorno, l’ascesa sportiva, il grave incidente automobilistico che interrompe la carriera e la sorprendente rinascita attraverso il braccio di ferro.

Tra biografia reale e immaginario cinematografico, lo spettacolo segue i “tentativi di esistenza” di una storia che oscilla tra epica quotidiana, memoria personale e cultura pop. Il protagonista attraversa l’eredità paterna indossando simbolicamente la maglia ufficiale della Nazionale italiana di lotta libera. Tra gesto atletico e narrazione, Davide Niccolini trasforma il palcoscenico in un campo di confronto generazionale. La voce di Sylvester Stallone, evocata attraverso inserti sonori, apre uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione, in cui la vita viene continuamente riscritta come un film.

La messinscena unisce in modo organico parola e corpo: l’attore si allena in scena come un lottatore, trasformando la disciplina sportiva in autentica pratica teatrale. Lo spazio è ridotto all’essenziale: una sola materassina da lotta che muta funzione durante lo spettacolo. L’intera struttura assume la forma di un vero e proprio “match”, di cui gli spettatori diventano arbitri e testimoni di questa lotta per l’emancipazione e il riconoscimento. Attraverso la voce e il corpo del figlio, la storia diventa una riflessione profonda sul rapporto padre-figlio, sul bisogno di comprendere l’altro e sulla possibilità di riscrivere una vicenda familiare segnata da una ferita originaria e da una tenace volontà di affermazione.

Collettivo under 30 nato a Livorno nel 2017 e attivo presso il Nuovo Teatro delle Commedie, la Compagnia A.D.D.A. sviluppa drammaturgie originali e progetti di teatro contemporaneo che intrecciano scrittura, performance e ricerca fisica. Le sue produzioni sono state presentate in numerosi festival nazionali e contesti di residenza artistica.

Maggiori informazioni su: https://radicondoliarte.org/eventi/mio-padre-e-sylvester-stallone/ turismo@radicondolinet.it

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