Una città affacciata sul mare, una collina da cui si avvistano balene, mucchi di scarpe senza più padrone e una vicina che se ne va in giro con un fucile carico. Questa è la vita delle due sorelle di Mai home. Una vita fatta di certezze e di divieti mossi da un atavico terrore nei confronti di tutto ciò che è diverso. Un giorno, però, dal mare arriva una straniera. Mai home
racconta di come l’uomo, in un mondo sempre più ostile, tenti di proteggersi da una fine che sente imminente. I personaggi di Mai home inventano stratagemmi per sentirsi più sicuri e,
così facendo, diventano ogni giorno più soli. Trattengono le redini con forza quando invece
basterebbe solo lasciarsi andare, lasciar andare.

(Valentina Gamna)

Anno di stesura: 2022

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Numero pagine: 37

Numero personaggi: 4

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Testo già rappresentato: SI

Segnalazione speciale - Premio Hystrio Scritture di Scena 2018

SINOSSI

Due sorelle prendono il caffè, ridono. Ognuna ha i propri riti: Prima ha molte scarpe che lucida e dispone con cura. Seconda si arrampica in cima a una collina per contare le balene che passano al largo. Sono sorelle per gioco e lo sono in un modo molto serio, con regole precise e ferree, regole che impongono anche a tutto ciò che le circonda. Per esempio, c’è un modo giusto per abbracciarsi così come è assolutamente insensato lasciare la porta di casa aperta. Eppure, la porta viene lasciata aperta ed è da lì che, dal mare, arriva Ultima. Ultima non dovrebbe essere lì, non sarebbe dovuta entrare nella città ma, ancor più, in casa loro. Ultima rappresenta un grandissimo problema per le sorelle. Una soluzione sarebbe ucciderla ma poi, si sa, quando si perde l’attimo è più difficile procedere a mente fredda. Un’altra soluzione sarebbe quella di farla evadere alle prime luci dell’alba. Ultima – che dal canto suo vorrebbe solamente mangiare e dormire – si mostra d’accordo. Lei, infatti, non ha intenzione di rimanere, il suo viaggio è molto più lungo di quello che le sorelle immagino ma loro non la ascoltano nemmeno, tutte prese come sono dall’escogitare un piano per farla evadere.
Quando tutto sembra deciso, ecco che arriva Vicina, munita di un fucile carico dal quale non si separa mai. Vicina chiede chi sia l’ospite delle sorelle, si tratta infatti di una faccia nuova. Prima e Seconda si affrettano a dire di essere sorelle, tutte e tre, e, anche se la parentela non risulta chiarissima dai discorsi delle due, la vicina sembra credere alla loro versione. Prima di tornare, per poco, a casa sua, Vicina dice che le hanno detto che qualcuno, una persona, uomo o donna ancora non è chiaro, ha superato il confine. La notizia dunque è già trapelata. Cresce la paura delle sorelle di essere scoperte, accusate e, quindi, uccise. Non c’è tempo da perdere: bisogna addestrare Ultima a essere come loro. L’addestramento è durissimo, Ultima ha fame e vorrebbe solo dormire. Vicina si mostra sempre più curiosa e, di conseguenza, sospettosa. Ora difficilmente lascia la casa delle sorelle, non dorme e non mangia, e poi c’è la festa da preparare. Si è deciso, infatti, di organizzare una festa alla quale nessuno ballerà, perché alle feste di solito non si balla nonostante quello che pensa Ultima, ma in compenso si mangerà moltissimo. Le sorelle, quindi, iniziano a cucinare. Da frusta e farina al ballo è un attimo. E così le sorelle, che ormai sono diventate tre, ballano all’unisono per poi sperimentare forme assolutamente identiche di muoversi nella casa. Vicina viene circondata da tre marionette marcianti, unite nella forma se anche non nella sostanza, e si trova così costretta a sparare un colpo in aria. Un colpo di fucile è una cosa seria eppure adesso loro sono tre, uguali in tutto e per tutto, riuscirà la vicina a prendere la mira e a “impallinare” la sorella giusta? Confusa e stremata, Vicina prova un colpo di fucile che, però, è scarico.
Vicina viene legata a una sedia mentre le altre si preparano a partire. Partire, andare, si ma dove? L’unica ad avere un piano ben preciso è Ultima che, infatti, va. Prima e Seconda vorrebbero partire insieme, ma non sanno nemmeno fare una valigia e poi lì ci sono le scarpe e la terra che un tempo è stata casa. Prima non se la sente di partire e sceglie di rimanere, di stare, nell’attesa del momento in cui si potrà costruire di nuovo. Seconda si allontana via mare e, navigando, si accorge che quelle che vedeva dalla cima della collina non erano balene, ma barche. Si era confusa.

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