TESI DI LAUREA: L’uso della maschera nella pedagogia teatrale di Copeau

Lug 8, 2023

TITOLO TESI > L’uso della maschera nella pedagogia teatrale di Copeau
ISTITUTO > Università degli studi di Pavia – Corso di Laurea in Lettere
AUTRICE > Benedetta Carrara

INTRODUZIONE DELL’AUTRICE

Alla stagnazione dell’arte, l’inizio del Novecento ha spesso risposto con delle vere e proprie rivoluzioni, dei moti repentini di negazione della tradizione a favore di formule nuove, diverse, incentrate su tutto quello che differenzia la nuova epoca da quelle passate. Anche il Teatro, come le altre arti, si ritrova nella necessità di cambiare i propri paradigmi per sottrarsi a una lenta, inesorabile decadenza. I protagonisti di questo processo, i cosiddetti «Padri Fondatori» del teatro del Novecento, lavorano spesso sulla spinta di comuni fenomeni culturali, come la riscoperta del corpo e della ginnastica, o l’ideazione di uno spazio nuovo . Ma soprattutto, in questi anni la figura dell’attore viene messa alla prova da nuovi percorsi di formazione che lo rendano un artigiano, un artista, o in certi casi una macchina della scena.
Jacques Copeau, intellettuale e regista francese, nella sua opera di rinnovamento del teatro si rifà a diverse componenti tradizionali del teatro occidentale e orientale. Attinge alla tradizione del coro greco e a quella della maschera, svolgendo un lavoro di ricerca che mira alla riscoperta e alla rinascita della tradizione stessa, tramite la formazione di attori disciplinati e dediti al teatro come i fedeli di una religione. Nei tre capitoli della tesi, quindi, seguiremo la storia della maschera nella pedagogia teatrale di Copeau: dalla fondazione del Vieux Colombier a quella dell’omonima scuola; da Parigi alla Borgogna; da esercizio a linguaggio. Un viaggio che segue la difficoltà del rapporto di Copeau con il mondo del teatro e con i propri allievi, scorgendo quella «porzione di fallimento che c’è in ogni opera» .

LEGGI LA TESI DI LAUREA> L’uso della maschera nella pedagogia teatrale di Copeau

Benedetta Carrara, classe 2000, nasce a Sondrio. Nel 2020 debutta con l’atto unico “Una cosa bella” (Divergenze), ispirato agli ultimi giorni di John Keats, collaborando poi con Matrice Teatro alla messa in scena; lo spettacolo continua ad essere portato in scena nei teatri e per le scuole. Nel 2021, il suo testo “Monstrum” è incluso nella Biblioteca Virtuale di Teatro-i. Nel 2022 si laurea in Lettere presso l’Università di Pavia, con una tesi sulla maschera nella pedagogia teatrale di Copeau. Nello stesso anno fa il suo debutto alla regia con “Rosmunda”, di cui è anche autrice, con il Collettivo MAB. Prende anche parte al progetto “Kobarid” di Gioele Rossi e Alberto Camanni (Matrice Teatro), con una sua composizione al pianoforte. Negli anni collabora con diverse blog e riviste, tra cui Bottega di Idee, Efemera, Il Libraio e Rivista Orizzonti Culturali Italo-Romeni; è anche parte del Coordiamento per il Diritto allo
Studio – UDU, Pavia, e dell’Osservatorio Antimafie di Pavia, per il quale si occupa dell’organizzazione di eventi teatrali e della realizzazione di podcast divulgativi. Attualmente frequenta la magistrale Scritture e Progetti per le Arti Visive e Performative,
sempre a Pavia.

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