Lo Stronzo in scena a Spazio Diamante. Intervista ad Andrea Lupo

Apr 3, 2019

È la sera del decimo anniversario di matrimonio di Luca e Lilli. Ma una parola sbagliata, una reazione scomposta: lei si spaventa, si allontana, sbatte una porta. Ci si chiude dietro. E a nulla servono le imprecazioni e le preghiere per farla tornare.

In quanti modi e a quanti livelli può un uomo usare violenza nei confronti della donna che ama? Cosa fa di un uomo un uomo?

Si susseguono tre distinti piani narrativi: Luca che prova a farsi sentire da Lilli malgrado l’immensa porta chiusa; Luca che ci mostra, in una sorta di estremo riassunto, il proprio rapporto con il femminile in casa, sul lavoro e fra gli amici; Luca che cerca in se e nella propria storia famigliare quali esempi di maschile lo hanno portato ad essere quello che è diventato.

Luca esasperato dal silenzio e dall’assenza di Lilli infuriato contro di lei e contro la propria incapacità colmo di sensi di colpa e frustrato da una opprimente sensazione di inadeguatezza da alla fine sfogo a tutta la propria rabbia e trova nell’aggressività l’unica valvola di sfogo, l’unico modo per uscire da quella situazione per lui ormai insostenibile.

In occasione della replica de Lo Stronzo presso Spazio Diamante di Roma, intervistiamo l’attore e regista, Andrea Lupo – vincitore del Premio Ubu nel 2000, Fringe Festival 2017, Premio In Box 2018 – direttore artistico della compagnia Teatro delle Temperie.

Lo Stronzo di e con Andrea Lupo

Lo Stronzo di e con Andrea Lupo

Produzione dello spettacolo Lo Stronzo : qual è la chiave drammaturgica utilizzata per raccontare le turbolente – spesso cruente – relazioni fra uomo e donna?

Attraverso un lungo percorso di ricerca e documentazione ho cercato il luogo dove trova terreno fertile quella rabbia inspiegabile, quella violenza terrificante. Mi sono immaginato un uomo non aggressivo, tranquillo, un uomo comune. Ho cercato di costruire un personaggio senza alcuna specifica caratteristica che lo rendesse particolare. Senza alcun alibi e senza scuse! Poi l’ho inserito in un contesto lavorativo di successo e soddisfazione in modo che anche questo aspetto non potesse dare alcun appiglio o pretesto. Poi gli ho assegnato una lunga e felice storia d’amore con Lilli (la sua compagna di sempre). Quindi ho cercato di sperimentare, il più profondamente possibile, il suo essere maschio, uomo, marito.

In quanti modi e a quanti livelli può un uomo usare violenza nei confronti della donna che ama? Quanti atteggiamenti o comportamenti che vengono da chiunque riconosciuti come “normali” e non particolarmente violenti sono in realtà veri e propri soprusi? Ho poi messo Luca in una situazione stressante che lo portasse a scontrarsi con tutte le proprie certezze e le proprie forme culturali e mentali.

Ne è venuto fuori un viaggio massacrante in cui ogni caratteristica del maschile comunemente reiterata nella nostra cultura, viene smascherata fatta a pezzi, ridicolizzata, banalizzata. Messo alle strette da una moglie che se ne vuole andare Luca ha solo due possibilità: cercare di ricostruire un sé maschile differente e nuovo e personale, oppure richiudersi, irrigidirsi, rifiutare l’evoluzione e scacciare ogni dubbio e ogni possibilità di cambiamento e crescita, eliminare ciò che lo fa sentire così inadeguato e incapace, abbattere quella maledetta porta che lo separa dal femminile che non riesce a comprendere né a tollerare più. Luca sceglie la violenza, l’aggressività, sceglie di non capire.

Una sconfitta per ognuno di noi. Una vergogna per ogni uomo, uno spunto di riflessione spero perché mi piacerebbe che usciti da teatro gli uomini ripensassero a tutti quei piccoli gesti quotidiani in cui il loro essere e sentirsi uomini prevede in qualche modo l’umiliazione o l’oppressione dell’essere femmina; perché mi piacerebbe che le donne uscendo da teatro riconoscessero di essere ferite un poco ogni giorno e non lo permettessero più a nessuno.

Lo Stronzo di e con Andrea Lupo

Lo Stronzo di e con Andrea Lupo

Dal punto di vista visivo, la regia ha immaginato e creato un impianto scenografico di grande impatto. Qual è la relazione che si instaura fra gli oggetti scenici, il performer e la storia narrata?

Lo Stronzo di e con Andrea Lupo

Lo Stronzo di e con Andrea Lupo

In scena c’è al centro una enorme porta chiusa a simboleggiare il diaframma impenetrabile che separa Luca da sua moglie, ma per estensione anche il mondo maschile da quello femminile ed un cubo sul lato sinistro a indicare quanto spigolosa e monolitica sia la formazione culturale maschile di cui anche Luca è intriso.

Luca è bloccato da quella porta che si renderà conto di non essere in grado di aprire non perché Lilli l’abbia realmente chiusa ma perché è a lui che mancano i mezzi culturali ed emotivi per capirne i meccanismi e scardinarne l’impenetrabilità.

Luca non tocca mai la porta, mai cercherà di aprirla. Ne è terrorizzato in realtà, ne è sopraffatto.

In che modo, a partire dalle vicende di Luca e Lilli, la pratica teatrale può condurre a una riflessione sui temi della violenza psicologica e fisica, in ambito domestico?

Una delle più grandi soddisfazioni l’ho provata alla fine di una replica de Lo Stronzo durante la scorsa stagione. Uno spettatore sui sessant’anni mi ha raggiunto in camerino alla fine della rappresentazione. Era rimasto molto colpito dal personaggio di Luca e insisteva a più riprese a dirmi che lui ne conosceva tanti di uomini così come Luca. Ad un certo punto, si è bloccato ed una luce gli si è accesa negli occhi. Pausa: “Forse, sono così anch’io?!”. Mi ha stretto la mano, mi ha ringraziato e se n’è andato assorto nei suoi pensieri. Una enorme soddisfazione.

Questo è lo scopo dello spettacolo: far sì che ogni uomo di qualunque età possa riconoscere un pezzetto di se in Luca e questo lo possa portare ad una profonda riflessione sul suo rapporto prima di tutto con l’essere un uomo ed in seconda istanza lo faccia interrogare sul suo rapporto col femminile.

 

LO STRONZO

di e con Andrea Lupo
aiuto regia Giovanni Cordì
elementi di scena Matteo Soltanto realizzati nel laboratorio E.R.T. suoni e musiche originali D.A.A.D.
foto di scena Roberto Cerè

Produzione Teatro delle Temperie
Promozione e distribuzione: Theatron 2.0

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