Inaugura la stagione lirica del Teatro alla Scala. Diretta su RaiUno e Radio 3

Dic 3, 2017

Il 7 dicembre il Teatro alla Scala di Milano inaugurerà la stagione lirica con Andrea Chénier di Umberto Giordano diretto da Riccardo Chailly, con la regia di Mario Martone e sul palco la star Anna Netrebko insieme al marito tenore Yusif Eyvazov. I biglietti (che arrivano a tremila euro con la prevendita internet) sono andati da subito a ruba e adesso rimangono solo una trentina di posti liberi. Chi non potrà sedersi in sala, comunque potrà vedere l’opera al cinema o in diretta su RaiUno (e radio 3). Come già lo scorso anno, saranno Milly Carlucci e il direttore di Rainews Antonio Di Bella a condurre la trasmissione realizzata da Rai Cultura sulla rete ammiraglia e in contemporanea su RaiHD.

Pare certo che nemmeno questa volta sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal 5 al 7 dicembre impegnato in una visita in Portogallo. E’ confermato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, probabilmente tornerà il presidente del Senato Pietro Grasso e si parla della possibilità che nel palco reale sieda anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In città sono già iniziati gli appuntamenti dedicati all’opera scaligera.

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Andrea Chénier

La Stagione lirica della Scala si inaugura con Andrea Chénier di Umberto Giordano (pugliese di nascita, milanese d’adozione, scaligero per assidua frequentazione) nel centocinquantenario della sua nascita: un titolo che in realtà non avrebbe bisogno di ricorrenze per essere rappresentato. Torna con la direzione di Riccardo Chailly che aveva diretto quest’opera, appartenente al repertorio verista, nella Stagione 1982-1983. Più di trent’anni di silenzio per un capolavoro in cui Chailly crede profondamente.

“Datemi un bel libretto e mi prenderò la responsabilità di un bel successo”. Così Giordano, ma la situazione non era facile dopo l’insuccesso di Regina Diaz. Alla nascita dell’opera contribuirono due padrini d’eccezione, due amici come Alberto Franchetti e Pietro Mascagni, che con la loro influenza riuscirono a dissipare i dubbi iniziali esistenti (per irrappresentabilità) sia da parte dell’editore Sonzogno sia della Scala. Il libretto scritto da Luigi Illica si ispirava alla vita del poeta André Chénier al tempo della Rivoluzione francese: in realtà il soggetto era difficilmente immaginabile per un’opera in quel periodo, in quegli anni verso la fine dell’800. Significava l’abbandono del ’700 non solo musicale. Andrea Chénier è un “dramma storico” sulla Rivoluzione francese, un archetipo dell’opera romantica “fin de siècle”.

“La musica di Giordano nasce dalla realtà, dal vero. È piena di sangue, di ardore, di passione”, così dice il direttore Carmen Battiante che ha curato, con altrettanta passione, la pubblicazione dei Diari di Giordano presentati da lei e da Armando Torno al Museo Teatrale della Scala.

L’opera andò in scena alla Scala il 28 marzo 1896. Il successo fu grande e rapidamente si estese all’estero. Riscosse subito l’ammirazione di Richard Strauss e soprattutto di Gustav Mahler, che colpito da un autore “tanto innovativo nell’armonia e potente nel pathos” diresse una straordinaria esecuzione di Chénier ad Amburgo nel 1897.

L’apertura della Stagione scaligera è dedicata al grande direttore Victor de Sabata (a 50 anni dalla morte), che durante la sua sovrintendenza alla Scala portò la serata inaugurale dal 26 al 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano.

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