Il coaching di Giorgia Valenti: aumentare la fiducia in sé stessi per raggiungere il successo

Giu 2, 2022

Giorgia Valenti è una artist coach e una life e business coach ICF – International Coaching Federation.
La sua attività professionale nasce dopo un’esperienza di molti anni nell’ambito della comunicazione e delle pubbliche relazioni. Come coach professionista, si dedica al supporto di organizzazioni culturali, artisti e creativi con percorsi dedicati alla crescita professionale e personale.

I suoi clienti mirano a migliorare le proprie prestazioni lavorative attraverso un lavoro concreto di valorizzazione del talento, miglioramento della performance artistica e di rafforzamento della fiducia in sé stessi e dell’autostima. Obiettivi che vengono raggiunti attraverso un ciclo di incontri online e, in alcuni casi, in presenza della durata di circa due mesi e mezzo.

Il lavoro svolto a fianco del cliente in un ambiente protetto ed empatico, nel quale il cliente esprime se stesso liberamente ed in assenza di giudizio, è la chiave del successo dell’attività di coaching proposta, rivolta ai professionisti ma anche alle organizzazioni culturali, al fine di diffondere la cultura del coaching e quindi un’evoluzione del singolo con ricadute benefiche sull’intero settore.

Ne abbiamo parlato con Giorgia Valenti che in questa intervista svela metodi e finalità del suo lavoro di artist coach.

Come nasce la tua attività di artist coach e in cosa si sostanzia nello specifico?

Ho scelto di diventare coach dopo un lungo percorso di consulenza nella comunicazione e nelle pubbliche relazioni. Il coaching mi permette di aiutare gli altri in un modo più completo e profondo rispetto alla semplice consulenza. Sono una coach professionista ICF – International Coaching Federation, una delle più importanti organizzazioni di coaching al mondo. Il mio lavoro di Artist e Creativity Coach consiste nel supportare artisti, creativi, imprenditori ed organizzazioni del settore artistico e culturale. Il termine artista, in questo caso, è riferito a chiunque lavori con la creatività e l’arte, quindi attori, designer di moda, scrittori, musicisti, pittori, fotografi e così via. I miei percorsi facilitano la crescita personale e professionale permettendo di ottenere risultati concreti e sostenibili nel lungo periodo. Aiuto artisti e creativi ad essere focalizzati sui loro obiettivi, sbloccando il potenziale creativo, superando i blocchi e le insicurezze che li stanno rallentando, rafforzando la fiducia in sé stessi, migliorando la performance e massimizzando il talento. 

Quali sono gli obiettivi che intendono raggiungere le persone che usufruiscono dei tuoi servizi di coaching? 

Con il coaching aiuto chi si rivolge a me per realizzarsi come artista e come persona, a guardare alla propria carriera da una nuova prospettiva, liberandosi dalla paura del giudizio e del fallimento per vivere appieno la vita che merita e dare una svolta alla propria carriera. Tra gli obbiettivi che più frequentemente mi trovo ad affrontare con i mie clienti c’è sicuramente lo sviluppo e il rafforzamento dell’autostima, della fiducia in se stessi, nel proprio talento e nelle proprie capacità, il potenziamento delle prestazione e quindi della performance, la gestione delle emozioni e la preparazione di un provino, la realizzazione di un progetto artistico da troppo tempo in un cassetto, fare della propria arte e passione un lavoro a tutti gli effetti, migliorare la comunicazione e la capacità di promozione.

Lavori anche con gli attori. Quale metodo di acting coach utilizzi?

Nel caso degli attori, dopo aver letto e studiato la sceneggiatura, lavoro sulla persona o sul personaggio a seconda delle esigenze. Nel primo caso aiuto l’artista a lavorare su se stesso, fornendo strumenti utili a trovare dentro di se le risorse e le potenzialità per interpretare al meglio il personaggio che gli è stato affidato. Nel secondo caso, lavoro direttamente sul personaggio supportandolo in un viaggio che lo porti ad indagare sé stesso, la realtà nella quale si muove, il suo mondo interiore e le criticità connesse. Il mio lavoro è focalizzato sull’obiettivo dell’attore tenendo naturalmente sempre in considerazione le esigenze del regista e cercando di creare una sinergia tra le parti tale da permettere un risultato ottimale per tutti.

Un’esperienza positiva della tua carriera professionale che ricordi con piacere?  

Il momento più bello del mio lavoro è quando il cliente inizia a vedere il cambiamento, quando ottiene quello che all’inizio del percorso di coaching si era posto come obiettivo. Una delle esperienze che ricordo sempre con piacere e gioia è il lavoro fatto con un’artista arrivata da me convinta che nulla nella sua professione potesse cambiare in meglio, si definiva “impantanata” ed effettivamente era bloccata dalle sue convinzioni limitanti. Dopo meno di due mesi ha ottenuto un lavoro importante a New York ma soprattutto ha cambiato il suo mindset e l’approccio mentale al lavoro, trasformando le fragilità in punti di forza e riuscendo a trovare nuove strade e opportunità per mostrare il suo talento al mondo.

 Come si articolano i percorsi che offri?

Ho scelto di lavorare con poche persone al mese per offrire il servizio migliore possibile ed un’esperienza unica di trasformazione. I miei percorsi sono personalizzati in base alle esigenze del cliente e durano circa 2 mesi e mezzo. Gli incontri sono online e prevedono una prima chiamata conoscitiva offerta da me utile a capire su cosa vuole lavorare il cliente e come posso essergli concretamente di aiuto. In alcuni casi gli incontri online sono integrati da incontri di persona.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta a occuparsi di arte e creatività?

Ho iniziato a lavorare nel settore creativo quando mi occupavo di comunicazione e pubbliche relazioni ed ho subito capito che quello era il mio ambiente, che artisti e creativi erano le “mie” persone, forse perché anche io ho uno spirito creativo. Dopo anni di esperienza ho capito che uno strumento potente e sorprendente come il coaching poteva essere molto utile nel settore artistico e culturale italiano e che il lavoro per diffondere la cultura del coaching nel nostro paese era necessario per facilitare un percorso di cambiamento ed evoluzione non solo nelle persone ma anche nelle organizzazioni di settore.

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