Human made festival: BTTF al quartiere Adriano di Milano

Mag 13, 2022

Dodici giovani under 30 da ottobre 2021 hanno lavorato con diversi professionisti del settore dello spettacolo dal vivo, per ideare, organizzare e promuovere un evento culturale aperto alla città. Hanno incontrato alcune direzioni artistiche di festival nazionali, diversi operatori culturali, una giornalista e critica teatrale. 

Da nove mesi si sono incontrati ogni sabato e, accompagnati dalle professioniste di Ecate, hanno attraversato un lungo percorso di formazione, ma soprattutto hanno sperimentato concretamente la co-progettazione e la realizzazione di un festival.

Un modo nuovo di vivere la cultura e il teatro, prendendosi cura di ogni aspetto dello spettacolo dal vivo, dalla selezione delle proposte artistiche, all’organizzazione degli eventi collaterali, dalla logistica alla comunicazione e promozione.

Il progetto, dal titolo Back to the future!, nasce nell’ambito di Lacittàintorno un programma di Fondazione Cariplo, in un luogo significativo: Magnete, uno spazio unico di relazione e pluralità, un luogo di cura e cultura, che ha saputo accogliere e supportare questo progetto innovativo. Magnete si trova nel quartiere Adriano a Milano, all’interno dell’Adriano Community Center di Proges che comprende una RSA (Residenza Sanitaria per Anziani), diversi appartamenti protetti e di social housing, ambulatori, un auditorium – Magnete – e presto anche una piazza e una caffetteria a completare la struttura.

Back to the future! vuole creare nuove alleanze tra cultura e cittadinanza, nuove relazioni tra diverse comunità, tra persone di generazioni diverse, sperimentando l’arte e il teatro come condivisione e cooperazione, come possibilità di interpretare insieme il presente e immaginare un futuro in cui ci sia ancora spazio per l’utopia.

Back to the future! è composto da una direzione artistica partecipata under30 – Catch Up! – e da un un gruppo intergenerazionale impegnato in un processo di co-creazione – Let’s Keep In Touch.

Il progetto prende spunto dalle migliori esperienze nazionali di partecipazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo, in primis Dominio Pubblico di Roma e Up To You Festival di Bergamo con i quali Ecate ha creato uno scambio di buone pratiche per confrontarsi costantemente sulle metodologie e sui processi messi in atto nel percorso dedicato alla formazione della Direzione artistica partecipata under 30.

Diversi i compiti affidati a questo gruppo di giovani, come quello di individuare e coinvolgere alcune abitanti del quartiere disposte a mettersi in gioco in un processo di co-creazione artistica a cura dell’artista Marcello Gori. A seguito di questa azione, si è quindi formato un secondo gruppo intergenerazionale, Let’s Keep In Touch, che ha ideato e realizzato una performance immersiva, coinvolgendo altre persone del territorio.

Il secondo compito fondamentale è stato quello di selezionare le proposte artistiche da presentare all’interno del palinsesto del Festival.

Il gruppo ha potuto contare sul Dossier della Rete Risonanze, network per la tutela del teatro under 30 nato ad opera di un insieme di realtà, disseminate su tutto il territorio nazionale, che hanno individuato nella promozione e nel sostegno delle nuove generazioni di artisti e artiste del teatro contemporaneo il fulcro della propria attività. Il Dossier è un documento che raccoglie ogni anno tutti gli spettacoli scelti dalle direzioni artistiche partecipate nazionali che aderiscono alla rete. All’interno del Dossier sono raggruppate quelle opere che si sono distinte per un linguaggio scenico innovativo e per l’originalità della proposta artistica. La scelta ha quindi l’obiettivo di valorizzare la produzione performativa emergente. Un meccanismo virtuoso, in cui giovani spettatori e spettatrici, operatori e operatrici culturali di domani, supportano con la loro scelta le compagnie emergenti del panorama nazionale.

La Direzione artistica partecipata under 30 di BTTF Festival ha scelto dal Dossier ben due proposte artistiche: Entanglement_Studio 2 ed Eroicamente scivolato. Mentre lo spettacolo d’apertura, Supersocrates di Teatro Elettrodomestico, è stato selezionato dopo numerose uscite teatrali, nello specifico in questo caso andando insieme al Teatro Caverna di Bergamo, una sera di marzo. 

Sempre per quanto riguarda il palinsesto, la Direzione artistica partecipata ha scelto di festeggiare la Giornata dell’Africa, la domenica a chiusura del Festival, ospitando un workshop di danza e musica africane e lo spettacolo Yele di Sinitah, associazione del territorio fondata da Abdoul Kader Traore e da un gruppo di artisti dell’Africa Occidentale.

Allo stesso modo, grande attenzione è stata data alla scelta degli eventi collaterali: due incontri, due workshop, una mostra e un brindisi di apertura.

Le tematiche affrontate negli incontri, Sport e cultura per la democrazia e The future is now, sono rispettivamente la partecipazione e l’accessibilità per il primo e le buone pratiche intergenerazionali per il secondo. Si tratta di temi prioritari per le nuove generazioni per poter essere davvero protagoniste della costruzione del proprio futuro.

Ho paura di non riuscire, laboratorio esperienziale gratuito a cura di Federica Vittori, affronta il tema del fallimento ed è rivolto specificatamente a giovani tra i 18 e i 30 anni, per andare contro la retorica del successo e imparare a gestire l’ansia di sbagliare. Un tema quello del fallimento, del sentirsi inadeguati e insignificanti, che è un leit motiv di questa prima edizione.

“Due anni così hanno strascichi che stiamo ancora cercando di capire, ma è evidente che ci sia la necessità di andare oltre. Noi abbiamo invitato il gruppo a fermarsi, a riallacciare delle relazioni in presenza, a pensare prima di agire. L’abbiamo fatto con il teatro, perché per noi il teatro, più di qualsiasi altra arte, è fatto innanzitutto di persone, di relazione, di cooperazione.”

Ecate

BTTF Festival è questo, la capacità di costruire ponti, di mettere in connessione buone pratiche nazionali con la cittadinanza e le numerose realtà che gravitano intorno a Magnete e che vivono nel quartiere Adriano, rafforzando le competenze e sviluppando le potenzialità territoriali. L’innovazione di un festival partecipato, costruito dal basso, sta proprio nella capacità di stimolare una partecipazione attiva che diventa sapersi prendere cura di un territorio.
Ed è anche una dichiarazione d’amore per l’arte e la cultura, perché siano ancora capaci di rimettere in discussione le nostre idee, perché siano sempre generatrici di pensiero critico e di bellezza, perché siano strumenti per interpretare e ridisegnare il mondo. Ecco perché BTTF si autodefinisce un festival fatto da esseri umani che si interrogano, si confrontano e agiscono in sinergia con la collettività e l’ambiente..

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