La storia e i protagonisti della Giornata mondiale del Teatro 2019

Mar 30, 2019

È un messaggio sferzante e impetuoso quello che è arrivato in occasione della Giornata mondiale del Teatro, una ricorrenza che viene festeggiata il 27 marzo in tutto il mondo. Istituita nel 1961 a Vienna durante il IX Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro, organo fondato, su iniziativa dell’Unesco, nel 1948.

Promossa dai Centri Nazionali dell’Interntional Theatre Institute (I.T.I.), la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti sceniche, la Giornata Mondiale del Teatro, è stata celebrata per la prima volta a Parigi, su iniziativa di Jean Cocteau.

Da quel momento in poi, personalità illustri come Peter Brook, Eugène Ionesco, Luchino Visconti, Maurice Bejart, Pablo Neruda, Hélèn Weigel, Arthur Miller, Jean Cocteau, Judi Dench, Dario Fo e tanti altri ancora, hanno scritto e affidato alla comunità internazionale i loro messaggi.

Nacque così la tradizione di leggere in contemporanea e in tutti i teatri, le biblioteche, le scuole del mondo, la riflessione scritta e firmata da autori, artisti, Premi Nobel. Concepita, di volta in volta, per promuovere le diverse sensibilità artistiche, il dialogo tra culture diverse e la Pace tra i popoli.

Poco più di mezzo secolo di coinvolgimento e responsabilizzazione da un lato, di educazione e di informazione dall’altro perché l’obiettivo che persegue l’I.T.I. è quello di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro, sensibilizzare l’opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell’amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall’U.N.E.S.C.O.

L’autore del messaggio internazionale per la Giornata del 27 marzo 2019 è Carlos Celdràn, regista teatrale e drammaturgo internazionale nato a L’Avana, Cuba, dove vive e lavora.

[…] Il mio paese teatrale, mio e dei miei attori, è un paese intessuto di questi momenti, in cui mettiamo da parte le maschere, la retorica, la paura di essere ciò che siamo, e uniamo le nostre mani nel buio […] .

(Dal messaggio internazionale)

Celdràn è stato presente come ospite speciale in diversi appuntamenti, tra cui quello del 26 a Pesaro. L’I.T.I. ha scelto, infatti, di celebrare la Giornata del Teatro un giorno prima, insieme con i detenuti e gli operatori teatrali che svolgono azioni riabilitative nella casa circondariale di Villa Fastiggi.

 Carlos Celdràn

Carlos Celdràn

L’evento è avvenuto in concomitanza con la Sesta Giornata Nazionale del Teatro in Carcere, curata dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere insieme al Ministero della Giustizia.

 

[…] La tradizione teatrale è orizzontale. Non c’è nessuno che possa affermare che il teatro esista in un qualsiasi luogo del mondo, in una qualsiasi città o edificio privilegiato.
Il teatro, così come l’ho recepito, si diffonde attraverso una geografia invisibile che fonde le vite di chi lo compie e il mestiere teatrale in un unico gesto unificante […] .

(Dal messaggio internazionale)

Da 17 anni, il Teatro Aenigma di Urbino organizza e promuove laboratori e produzioni teatrali con i detenuti di case di reclusione e di strutture psichiatrico-giudiziarie, fino a diventare, nel corso del tempo, una vera e propria eccellenza nel campo. Il Teatro svolge anche una funzione di facilitazione e di riabilitazione per il reintegro sociale e la lotta all’emarginazione. Grazie ai suoi 30 anni di attività, è così che Aenigma è diventato il capofila del Coordinamento nazionale teatro in carcere, con 59 progetti in 15 regioni italiane.

La giornata del 27 marzo, a Roma, è stata ricca di momenti e di incontri interessanti che hanno avuto luogo presso il Teatro Vascello.

Nella mattinata c’è stata la premiazione dei testi vincitori della quarta edizione concorso “Scrivere il Teatro” indetto dal Miur e rivolto agli studenti delle scuole di tutta Italia. Anche in questa occasione Celdràn ha partecipato all’incontro insieme con Tobias Biancone e Fabio Tolledi, rispettivamente il direttore e il presidente dell I.T.I. Con loro c’erano anche il dirigente del Miur Giuseppe Pierro e la giornalista di Radio3 Rai Laura Palmieri.

Al Vascello di Roma, i ragazzi hanno messo in scena opere scritte, dirette e interpretate da loro. Più di 200 sono state le scuole italiane coinvolte, che hanno sviluppato il tema del disagio giovanile con un taglio di attualità, con leggerezza e riflessioni profonde. Insegnando molto agli “addetti ai lavori”, come ha dichiarato Fabio Tolledi. Dagli studenti della Scuola Primaria ai ragazzi della Secondaria, i giovani attori si sono alternati sul palcoscenico del teatro romano.

A vincere il premio del concorso “Scrivere il Teatro” sono stati le ragazze e i ragazzi dell’istituto ‘Majorana’ di Rossano Calabro, che hanno messo in scena Ti ho trovato! – la storia di Giuseppe, adolescente orfano di madre che vive un rapporto conflittuale con il padre.

In serata, poco prima delle 21, sempre al Teatro Vascello, prima dello spettacolo Abitare la battaglia diretto da Pierpaolo Sepe ci sono stati gli interventi di Fabio Tolledi, Tobias Biancone e Carlos Celdràn e la lettura del messaggio curata dall’attrice salentina Roberta Quarta che ha anche tradotto il testo.

 

[…] Quando ho capito che il teatro era un paese in sé, un grande territorio che copre il mondo intero, è sorta in me una determinazione, che è stata anche il compimento di una libertà: non devi andare lontano o spostarti da dove sei, non devi correre o muoverti. Il pubblico c’è ovunque tu esisti. I colleghi di cui hai bisogno sono là al tuo fianco. Là, fuori da casa tua, c’è la realtà quotidiana opaca e impenetrabile.

Lavorerai, quindi, da quell’apparente immobilità per progettare il più grande viaggio di tutti, per ripetere l’Odissea, il viaggio degli Argonauti sei un viaggiatore immobile che non cessa mai di accelerare la densità e la rigidità del tuo mondo reale. Il tuo viaggio è verso l’istante, il momento, verso l’incontro irripetibile con i tuoi simili. Il tuo viaggio è verso di loro, verso il loro cuore, la loro soggettività. Tu viaggi dentro di loro, nelle loro emozioni, nei loro ricordi che risvegli e met in moto. Il tuo viaggio è vertiginoso e nessuno può misurarlo o metterlo a tacere. Né qualcuno può riconoscerlo nella giusta misura.

È un viaggio attraverso l’immaginazione della tua gente, un seme che viene seminato nelle terre più remote; la coscienza civica, etica e umana dei tuoi spettatori. Perciò, non mi muovo, rimango a casa, con i miei cari, in una quiete apparente, lavorando giorno e note, perché ho il segreto della velocità […]

Dal messaggio internazionale)

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