#FocusOn: Roberto Gandini e il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli

Mag 25, 2017

Il Laboratorio Teatrale Integrato “Piero Gabrielli” è un’attività promossa e realizzata in collaborazione tra Roma Capitale – Assessorato al Sostegno Sociale e Sussidiarietà – l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e il Teatro di Roma. Il Laboratorio è tenuto da professionisti del Teatro e della Scuola con la collaborazione di specialisti della riabilitazione ed è rivolto a ragazzi con e senza disabilità. L’obiettivo del laboratorio “Piero Gabrielli” è quello di promuovere un percorso di integrazione attraverso lo strumento teatrale, coinvolgendo professionalità e istituzioni diverse.

Abbiamo intervistato Roberto Gandini, coordinatore artistico del progetto:

• Ciao Roberto, da quale esigenza nasce il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, progetto rivolto a ragazzi con e senza disabilità?

All’inizio nasce per dare una possibilità reale di integrazione ai ragazzi con disabilità. Poi con il tempo si è evoluto e cerca di dare a tutti i ragazzi la possibilità di accettare le proprie difficoltà e farle convivere con quelle degli altri attraverso il teatro. Il Laboratorio Gabrielli è diventato un modo di pensare, di vivere, di fare cultura.

• Quali tappe sono state fondamentali per la gestazione di questo progetto dal 1995 fino ad oggi?

Direi che la più importante è stata trovare una sede dove rendere visibile, passato il momento dello spettacolo, questa esperienza e chi la fa, ragazzi, teatranti e docenti. In questi 23 anni abbiamo vissuto fasi alterne, perché quando cambiano i referenti politici e istituzionali devi ricominciare da capo. Ti devi far conoscere, devi far capire che tipo di lavoro fai e con quali procedure. Insomma uno stress. Ma  la posta in gioco è alta e quindi occorre giocare con attenzione e coraggio. Per adesso è sempre andata bene. Diceva un mio vecchio Maestro (Franco Parenti) che il vero lavoro del teatrante è cercare lavoro, in questi anni abbiamo lavorato molto.

• Venerdì 28 Aprile 2017 è stato presentato il trailer de La grammatica del lavoro. Saremo curiosi di avere delle anticipazioni sull’uscita del documentario e sulla tua linea registica.

La Grammatica del lavoro non ha ancora una data di presentazione proprio per quelle difficoltà di cui accennavo prima. Il video ultimato da diversi mesi è stato girato  in collaborazione con Gian Luca Rame che ne ha curato le riprese e il montaggio. Racconta l’esperienza di un gruppo di giovani attori cresciuti all’interno del Laboratorio Gabrielli che ora fanno parte della “Piccola Compagnia del Piero Gabrielli”. Le immagini raccontano le difficoltà, le gioie e i risultati ottenuti durante il percorso delle prove e degli spettacoli. Le riprese sono anche  avvenute durante gli incontri “Lezioni di Grammatica della fantasia” che i giovani, con e senza disabilità, facevano nelle scuole. Per questi incontri, come per gli spettacoli della Piccola Compagnia,  i ragazzi sono stati scritturati dal Teatro di Roma, e questo è sicuramente un grande risultato, per loro e per il Gabrielli.

• Giovani attori e ragazzi disabili: che relazioni hanno sviluppato durante questo progetto?

Le relazioni dei ragazzi sono alla pari, nel senso che spesso si tratta con le pinze o non  si tratta per niente la disabilità perché se ne ha paura. Ma la disabilità non esiste, esistono le persone che hanno la disabilità. Come io e lei, che se avremo la fortuna di diventare vecchi, saremo un po’ disabili, o una donna incinta che è meglio che non faccia i cento metri. Potremmo dire che la puerpera ha una disabilità alla corsa. Ecco esistono le persone. Persone che vogliono vivere e per vivere qualche fatica tocca farla. Noi stiamo affrontando l’impegno di andare in scena all’Argentina e le garantisco che è molto difficile come prova, più delle relazioni fra disabili e no.

• Quale aggettivo può identificare il tuo “Teatro” e perché?

Direi necessario e gioioso, perché chi va in scena al Gabrielli, ci va con una voglia, con una necessità di comunicare che prescinde qualsiasi altro aspetto. Spesso vedendo dei professionisti notiamo che spicca l’esibizione del se, delle doti tecniche recitative. Nella nostra esperienza quello che conta è la storia che raccontiamo, e se questo raccontare fa stare bene noi e il pubblico al quale ci rivolgiamo. Il resto è silenzio o noia.

• Quali progetti sono in procinto di nascere per il prossimo anno?

Presentare il video “La grammatica del lavoro”, poi dovremmo avviare le prove del nuovo spettacolo della Piccola Compagnia che dovrebbe essere uno Shakespeare, forse Amleto. Poi in estate partirà un laboratorio sulla fiaba, rivolto a piccoli e grandi. Sempre però che arrivino le risorse economiche. Quest’anno non sono partiti i dieci laboratori decentrati che da sempre coinvolgono tantissimi ragazzi di tutta Roma e noi speriamo di poterlo fare a settembre.

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Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli

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