Di Ornella Rosato e Jovana Malinaric
Interrogare l’ambiguità terminologica che circonda la figura professionale del Dramaturg per esaminarne ruoli e funzioni all’interno del panorama artistico italiano, è il cuore della ricerca affrontata in Dramaturg. Pratiche di definizione, terzo numero monografico della rivista «Lo Scandaglio».
L’oscillazione tra ruolo specialistico e funzione trasversale allarga il ragionamento ben oltre il censimento delle diverse manifestazioni del Dramaturg, con l’obiettivo di tracciare un percorso di comprensione e di legittimazione, convocando il racconto diretto di professioniste e professionisti della scena.
L’affondo mira a mappare le sfaccettature e gli svuotamenti di significato che ne rendono complessa un’identificazione univoca.
Ad aprire la riflessione, un articolo di Davide Carnevali che pone l’accento sulla portata etica e politica della Dramaturgie. Si prosegue con Jovana Malinaric che, nell’affrontare la matrice pedagogica del ruolo, invita ad assumere il pensiero drammaturgico come modalità esplorativa, oltre che analitica.
Per Stefano Fortin (la) Dramaturg è una presenza che obbliga a ridisegnare la planimetria urbanistica e gerarchica della scena: attraverso la metafora della Tokyo di Barthes, la Dramaturg diventa la proiezione cartografica di un nuovo paradigma.
Il Dramaturg come catalizzatore dell’intelligenza collaborativa all’interno dei processi di co-creazione è il fulcro dell’intervento di Simona Gonella.
Ripercorrendo la propria esperienza, Elisabetta Consonni si concentra sulla convergenza tra la drammaturgia espansa e la pratica curatoriale come strumenti per l’attivazione del pensiero critico.
Con Mariasole Brusa, l’indagine si estende al Teatro di figura: il Dramaturg come architetto invisibile, come curatore di senso che media tra idea, forma e materia.
Nella danza contemporanea italiana, la Dramaturgie sta incontrando molteplici applicazioni. Eliana Rotella, in dialogo con i coreografi Pablo Ezequiel Rizzo ed Elisa Sbaragli, interroga la semantica dei corpi per una ridefinizione orizzontale della figura presa in esame.
Con un’immersione pratica e auto-riflessiva nel lavoro di Dramaturg, Margherita Scalise sottolinea il carattere spurio della disciplina drammaturgica documentando, in forma di diario di bordo, le pratiche di collaborazione affrontate nel corso di una residenza con il maker Marco Merenda.
Chiude Francesca Santamaria che, a partire da un inquadramento pratico e teorico, analizza l’intervento del Dramaturg nei processi creativi, proponendo spunti di riflessione che investono lo specifico della produzione coreutica.Dramaturg. Pratiche di definizione è una forma di confronto collettivo che, superando la pagina, propone il tentativo di muovere verso una definizione consapevole della Dramaturgie.

La webzine di Theatron 2.0 è registrata al Tribunale di Roma. Dal 2017, anno della sua fondazione, si è specializzata nella produzione di contenuti editoriali relativi alle arti performative. Proponendo percorsi di inchiesta e di ricerca rivolti a fenomeni, realtà e contesti artistici del contemporaneo, la webzine si pone come un organismo di analisi che intende offrire nuove chiavi di decodifica e plurimi punti di osservazione dell’arte scenica e dei suoi protagonisti.















