Chissà perché, riesce sempre più facile dire ciò che un corpo non è, più che ciò che è. Quel corpo non è sano, non è uomo, non è bello. Su ciò che poi significhi sano, uomo o bello si preferisce lasciare la parola a 3000 anni di indecisione. 

Iniziamo malissimo, allora, sintetizzando ogni negazione: Corpora è un corpo. O meglio, più corpi. 

Corpora è l’insieme di storie di altri corpi un tempo vivi, ora morti, che sono collimati col mio. Sono corpi di persone che ho conosciuto, sono corpi trascritti in libri che hanno incontrato il mio. 

Corpora è un corpo che si è fatto testo per capire che non è dentro una bara la storia che cerchiamo, ma ovunque, in una pelle che si è fatta ricordo, immagini, parole, odori, in un corpo che si fa racconti. Questo corpo non è il bell’animale di Aristotele, non è il suo unico animale intero, ma un corpo ammaccato che si disgrega e lo accetta senza voltare la faccia, senza chiudere gli occhi, fino ad abbracciare la vita anche dopo di sé. 

Corpora è un corpo che dà fastidio, come i punti di sutura che si rimarginano. 

Corpora è un corpo che spaventa perché non è guarito, perché sanguina, perché è ferito, perché è aperto, perché non è liscio, perché ha paura, perché spera, perché lotta. 

Corpora non è la cicatrice guarita, è la ferita fresca appena ricucita, nella carne e nel corpo anche dopo il corpo, nella carne che si fa tanti corpi, come nel titolo, per tutte le bocche che racconteranno queste vite. Il mio corpo sarà tutti i corpi che collimeranno con il mio e io sarò tutti i corpi di cui riuscirò a raccontare la storia.

In fondo, senza gli altri, non siamo che mortali. 

Anno di stesura: 2021

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Numero pagine: 37

Numero personaggi: È un testo senza personaggi assegnati da drammaturgia

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Testo già rappresentato: SI

Finalista premio Tondelli 2021

Menzione speciale Premio Inedito XX edizione

SINOSSI

Corpora è un testo che cerca di dar vita a corpi che non esistono più. Nel momento in cui incontriamo un corpo e lo conosciamo, a volte lo amiamo, è come se ci entrasse dentro, come se diventasse parte del nostro organismo. Anche quando quel corpo muore, una parte di esso rimane dentro di noi, la nostra memoria di quel corpo lo fa sopravvivere nel momento in cui raccontiamo la sua storia. Corpora parte da qui, dal concetto di Verbo, e quindi di parola, che si fa Corpo. La parola viene pronunciata da un corpo che ancora vive, che racconta di un altro corpo scomparso, riportandolo, per un secondo, in vita, conservandolo dall’oblio del tempo, esattamente come fa il corpo dell’attore quando dà vita ai personaggi di un’opera teatrale. Il testo attraversa le varie fasi dell’ultimo tratto di vita di alcuni corpi, dall’arrivo della malattia, il suo decorso, fino alla fine. Una diagnosi, un referto, un ricovero, un’operazione chirurgica. Diverse situazioni accadono in scena come schegge di vite differenti, che trovano il loro modo, sulla scena, di non morire.

Premi e motivazioni

FINALISTA PREMIO TONDELLI 2021

“Una bara vuota permette poetiche e spiazzanti riflessioni sulla morte e sul morire. Una voce a tratti di assoluta liricità, originale e al tempo collettiva, indubbiamente profonda. Un talento scritturale dichiarato che ribolle nel tema e nella forma.

MENZIONE SPECIALE PREMIO INEDITO XX EDIZIONE

“Se morissi ora, vi ricordereste il mio volto? Frammenti di storie di corpi, appunto, che ci si parano davanti vinti dalla malattia, a un passo dal buio. Il testo è quasi una ballata in versi, dal ritmo serratissimo, musicale, una centrifuga che gira su se stessa fino a restituirci, intatto e spietato, il mistero della morte. Scrittura potente, raffinata, ritmo impeccabile.”

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