Taglio contributi FUS per Emilia Romagna Teatro

In data 12 luglio 2019, la Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha notificato le assegnazioni del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo), ambito Teatro, per l’anno in corso.

Il Presidente di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Giuliano Barbolini, e il Direttore, Claudio Longhi, registrano con viva soddisfazione la positiva valutazione riconosciuta all’operato della loro struttura. Coronando il percorso di costante incremento del punteggio complessivo attribuito ad ERT dall’avvio della riforma del sistema teatrale nazionale ad oggi (2015 = 73,76 punti / 2016 = 80,20 punti / 2017 = 88,11 punti / 2018 = 91,69), in base alle nuove tabelle valutative, con i suoi 95,85 punti la Fondazione è infatti pubblicamente riconosciuta come il primo Teatro Nazionale del Paese. «Un traguardo importante», spiegano il Presidente e il Direttore, «raggiunto grazie al sostegno costante e attento dei soci, all’impegno diuturno e appassionato dei dipendenti, alla generosa disponibilità degli artisti che hanno scelto di abbracciare il nostro progetto, così come al vivace apporto della fitta rete di interlocutori locali, nazionali e internazionali (teatrali, ma non solo) con cui da decenni ERT dialoga nel quadro di un sistema artistico-culturale mobile e aperto, sensibile alle esigenze del territorio, ma in costante rapporto con il più vasto orizzonte del Paese e della scena internazionale».

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Nell’esprimere la loro sincera gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile il conseguimento di questo risultato, la Presidenza e la Direzione della Fondazione sono altresì costrette a denunciare l’esito sconcertante che la rigorosa applicazione dell’attuale sistema di riparto del FUS produce, spia dello stato avvilente in cui versa il sistema teatrale nazionale. A fronte dell’apprezzamento della qualità e della dimensione quantitativa dell’operato dell’ente, oggi che siamo oltre la metà della gestione corrente, con impegni già fissati per la conclusione dell’esercizio, ERT patisce un taglio per il secondo anno consecutivo. Dopo la decurtazione subita nel 2018 di € 68.561,00 (ridotta a € 35.090,00 con la seriore integrazione disposta dal Ministro Bonisoli), per il 2019 (anno, tra l’altro, del primo aumento del 5% delle retribuzioni dei lavoratori dello spettacolo in base al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale) la Fondazione riceve un contributo di € 1.858.212,00, registrando così un taglio di € 91.476,00 rispetto al contributo dell’anno precedente. Anche in questo caso il risultato si inscrive purtroppo in una ormai consolidata tendenza post-riforma. Nel periodo 2014-2018 ERT Fondazione (dal 2016 il terzo Teatro Nazionale italiano per punteggio, e dal 2017 il secondo), a fronte di aumenti percentuali di contributo di altri teatri affini svarianti da +50% a +134%, così come a fronte di un vertiginoso incremento della propria attività, ha infatti registrato un aumento della contribuzione statale dello 0,42%.

«È inaccettabile che in un Paese civile l’entità del pubblico finanziamento a un Teatro Nazionale sia come sempre comunicata ai soggetti destinatari a metà dell’anno di gestione in corso», dichiarano ancora il Presidente e il Direttore di ERT, di concerto con i Soci della Fondazione. «Si tratta di una mancanza di considerazione che rivela la totale incomprensione del ruolo cruciale che la cultura può e deve rivestire nella vita di una nazione e di un popolo». Alla prova dei fatti, del tutto inefficace risulta poi essere il meccanismo di riparto delle risorse.

«Posto che il criterio su cui si regge l’attuale sistema di distribuzione del FUS dovrebbe essere di carattere competitivo – e conseguentemente meritocratico –, difficile riuscire a giustificare il taglio patito da una struttura di cui si riconosce l’eccellenza quali-quantitativa mentre altri soggetti con punteggi inferiori vedono aumentare il proprio finanziamento». «Per un verso su questa decurtazione pesa sicuramente l’esiguità delle risorse messe a disposizione del sistema teatrale nazionale, palesemente insufficienti a ricoprire il fabbisogno di quella mole di attività che la logica competitiva del tutto ingiustificatamente ha generato in questi ultimi anni (per il 2019 l’ammontare globale del FUS è di € 345.966.856,00 con un aumento rispetto lo scorso anno di soli € 2.025.058,00). Una penuria di risorse, per inciso, che ancora una volta è spia del totale disinteresse in cui versano la cultura e segnatamente il teatro in Italia. Ma a questa insufficienza di risorse si associa anche un meccanismo di riparto dei finanziamenti altrettanto palesemente inefficiente, per non dire “sbagliato”, dal momento che con ogni evidenza premia, nei fatti, gli ottimi risultati con dei tagli. Non è nostra intenzione, quindi», concludono Barbolini e Longhi, «mettere in discussione l’opportunità di applicare meccanismi competitivi, né vogliamo rifiutare le logiche valutative, né tantomeno vogliamo sollevare dubbi circa la correttezza procedurale dell’attribuzione, ma se con la competizione e con la valutazione ci dobbiamo confrontare ci parrebbe coerente che il merito riconosciuto venga (e vada) premiato. Prima ancora che per la tutela degli interessi della nostra struttura, il profondo rispetto che nutriamo per il lavoro teatrale e la consapevolezza di avere in cura la gestione di un bene comune prezioso come il teatro (insostituibile dispositivo generatore di comunità e socievolezza), uno dei valori fondativi della nostra identità culturale italiana ed europea, ci impongono di chiedere ragione di quanto sta accadendo nella quasi assoluta mancanza di attenzione da parte dei più».

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Dal 3 al 10 Agosto torna nella suggestiva cornice del Castello Cantelmo di Alvito (FR) CastellinAria – Festival di Teatro Pop, ideato e promosso dalla Compagnia Habitas

Laboratorio di Audience Development & Digital Storytelling a cura di Theatron 2.0 per il Festival Castellinaria

Dal 3 al 10 Agosto torna nella suggestiva cornice del Castello Cantelmo di Alvito (FR) CastellinAria – Festival di Teatro Pop, ideato e promosso dalla Compagnia Habitas. Dopo il successo dello scorso anno, l’edizione 2019 intitolata “Segnali di Fumo” conferma la sua vocazione al dialogo con il paesaggio che l’accoglie per proporre un osservatorio aperto e privilegiato sui linguaggi performativi e sulle drammaturgie contemporanee.
Otto giorni di festival con spettacoli serali, laboratori, concerti, aperinAria, attività extra, che vedono partecipi artisti internazionali, nazionali e locali, gruppi e solisti musicali, pubblico e maestranze della Val di Comino, oltre a tanti progetti e workshop che costelleranno CastellinAria.

Audience development & digital storytelling

Per questa seconda edizione, Theatron 2.0 proporrà un percorso gratuito di avvicinamento alle arti performative rivolto a studenti, operatori culturali e appassionati. L’obiettivo del laboratorio, coordinato da Edoardo Borzi e Ornella Rosato, è articolare un percorso di comunicazione digitale atto a costruire una narrazione mediatica durante lo svolgimento del Festival, raccontando analiticamente la kermesse e le performing arts attraverso l’utilizzo degli strumenti offerti dal web 2.0.

Durante i giorni del festival, la redazione produrrà contenuti digitali dando vita a una narrazione transmediale del processo di organizzazione e programmazione di CastellinAria con focus relativi al progetto: approfondimenti tematici integrati da foto, video, interviste. Il resoconto integrale dello storytelling con raccolta dei materiali prodotti sarà reperibile in un report unico sul sito di Theatron 2.0 .

Storia delle arti performative e analisi degli elementi dello spettacolo dal vivo

Il percorso laboratoriale offerto da Theatron 2.0 prevede, inoltre, un approfondimento di carattere storico circa le arti performative. Gli snodi storiografici più interessanti del Novecento teatrale, saranno assunti come lente d’ingrandimento per indagare gli elementi costitutivi degli spettacoli in programmazione presso il Festival Castellinaria. I partecipanti saranno accompagnati in un percorso di allenamento alla visione e di costruzione di un pensiero critico intorno agli spettacoli. Inoltre, saranno prodotte interviste agli artisti, articoli di cronaca degli eventi, recensioni critiche e focus dedicati all’organizzazione festivaliera.

Modalità di partecipazione e costi

Dal 4/08 al 10/08 il progetto si articolerà nel seguente modo (con possibili variazioni di orario e/o attività in base alle richieste dei partecipanti e alle disponibilità dell’organizzazione del Festival):

h 18 (Castello Cantelmo) > incontri dedicati alla sezione teorica del laboratorio.
h 19 (Castello Cantelmo) > AperInAria – i partecipanti potranno assistere agli eventi in programmazione e mettere in pratica le conoscenze acquisite e sperimentare le arti performative attraverso nuovi linguaggi digitali.
h 21.30 (Castello Cantelmo) > Visione degli spettacoli in programmazione

Il corso è gratuito. L’alloggio è offerto dall’organizzazione mentre vitto e spostamenti sono a carico dei partecipanti. Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito con offerta libera.

Per candidarsi, inviare una mail a theatronduepuntozero@gmail.com, allegando CV.

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Dieci festival d’Arte di Strada invadono le province di Roma e Campobasso

Dieci festival italiani dedicati all’Arte di Strada hanno già iniziato a riempire di eventi unici e irripetibili l’estate della penisola, con perfomer italiani e internazionali, e una partecipazione aperta al pubblico rigorosamente a ingresso gratuito. Dai quartieri romani Corviale a Centocelle al fenomeno della città di Tolfa, da Segni a Civitavecchia conquistando anche il comune di Mirabello Sannitico in Molise. Senza dimenticare gli eventi appena conclusi ad Anguillara Sabazia e al Castello di Santa Severa, dove si è tenuto un vero e proprio incontro “al vertice” tra istituzioni e festival del settore.

festival d’Arte di Strada

Dietro la loro realizzazione, il più grande collettivo multi-artistico italiano: Scuderie MArteLive, che ha selezionato centinaia di artisti e buskers di diverse discipline (teatro, circo contemporaneo, danza,  musica, arte visiva, cortometraggi, poesia) dall’enorme bacino di progetti artistici accumulato in quasi 20 anni di attività. Il collettivo nato come spin-off del festival multi-artistico MArteLive, si conferma una realtà capace di unire in una gigantesca rete luoghi distanti, con particolare attenzione per quei contesti periferici che durante l’anno faticano a ricevere il loro necessario apporto di arte e cultura. L’estate di Scuderie MArteLive travalica così i confini e scende in piazza raggiungendo attivamente il pubblico delle province e delle periferie.

Per questa estate 2019 si inizia con una rassegna prevista per tutti i weekend di luglio a Civitavecchia: ARTE… in centro. Si continua il 12 e il 13 luglio alla Galleria Mitreo di Roma con l’atteso ritorno del Corviale Urban Lab: una ricchissima due giorni tra mostre d’arte, fotografia e artigianato artistico, concerti, spettacoli, eventi di live painting, reading letterari, poesie nel quartiere e laboratori. Il 20 luglio è il turno di ArteInSigna a Segni, in provincia di Roma: dedicato a Buskers e artisti di strada, si tratta di un evento unico e pensato su misura per il contesto in cui si trova.

Tanti ancora i festival di agosto, eventi essenziali non solo per i residenti, ma anche risorse per lo sviluppo turistico del luogo. In primis, dal 1 al 4 agosto, la XV edizione di TolfArte: il Festival Internazionale dell’Arte di Strada e dell’Artigianato Artistico dai numeri record, che in 4 giorni richiama a Tolfa, nell’Alto Lazio, più di 60.000 spettatori e performer da tutto il mondo. Anche il Molise in prima linea nell’estate italiana con la manifestazione Arte in Strada che si terrà il 9 agosto a Mirabello Sannitico (Cb). A settembre si saluta l’estate con la XI edizione di Buskers in Town, il busker festival metropolitano ormai habitué del quartiere romano di Centocelle, che si terrà dal 27 al 29 settembre. Un vero e proprio punto di riferimento per l’arte di strada a Roma, capace di trasformare in un enorme palcoscenico una delle periferie più popolate d’Italia.

festival d’Arte di Strada

Il lavoro di Scuderie MArteLive non si fermerà ovviamente per tutto il resto dell’anno, con particolare attenzione per la Biennale MArteLive, prevista dal 3 all’8 dicembre, dove oltre ai 300 eventi previsti in  oltre 40 location sparse su tutti il Lazio, continuerà il processo di scouting e selezione di artisti. Il collettivo, infatti, è alla continua ricerca di talenti da valorizzare, principalmente attraverso la partecipazione al concorso nazionale MArteLive, vero cuore di tutto il MArteLive System, con i suoi numerosi premi in palio. MArteLive, così come Scuderie, si sforza di rispondere alle esigenze espressive di qualsiasi tipo d’artista, aprendo le porte a ben 16 discipline diverse. Le parole d’ordine sono qualità, multidisciplinarietà e varietà, in una complessa rete di collaborazioni pensata su scala nazionale. Un approccio originale che viene avvalorato da una crescita costante fin dalla sua nascita, nel lontano 2001.

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Opera di Roma, stagione di svolta con Daniele Gatti

Sarà una stagione, quella 2019-2020, di svolta per il Teatro dell’Opera di Roma, di “passo decisivo in avanti”, come lo ha chiamato il sovrintendente Carlo Fuortes, nel consolidamento del processo di sviluppo organizzativo e artistico, grazie anche all’arrivo di Daniele Gatti come direttore musicale, e, come ha detto la sindaca Virginia Raggi, con il “ripristino dei premi produzione per le maestranze che hanno sinora subito la criticità della situazione economica mentre oggi le cose vanno costantemente migliorando” con i ricavi dello sbigliettamento (raddoppiati dal 2014, arrivando a 15 milioni di euro) e l’arrivo di nuovi sponsor (Camera di Commercio, su richiesta della sindaca, interviene con un milione di euro) e la soluzione di fitti passivi, come quelli per i magazzini di Via dei Cerchi, trasferiti al Quarticciolo.

Gatti dirigerà quattro opere nella prossima stagione, a cominciare naturalmente da quella d’apertura il 10 dicembre: ‘Les Vespres siciliennes’, esordio parigino di Verdi nel 1855, con la regia di Valentina Carrasco e con Roberto Frontali, Dario Russo e Roberta Mantegna. Sarà poi la volta de ‘I Capuleti e i Montecchi’ di Bellini con regia di Denis Krief, titolo belcantistico che Gatti ha detto di aver diretto da giovane nel 1989 e che gli piace ripensarlo con l’esperienza di oggi. Infine due opere contemporanee di Stravinsky, ‘The Rake’s Progress’, su “quel mondo buffo, crudele, affascinante e osceno di Hoggart”, come sottolinea sempre Gatti, con regia di Graham Vick, e ‘Oedipus Rex’ in forma di concerto.

Nome di punta di questa stagione sarà poi il debutto all’opera del grande artista cinese Ai Weiwei, che firmerà regia, scene e costumi di una nuova ‘Turandot’ con Alejo Perez direttore e Anna Pirozzi protagonista, impegno accettato anche perché da giovane senza soldi fece a Parigi la comparsa proprio nell’opera di Puccini firmata da Zeffirelli. Per la prima volta arrivano poi sul podio dell’Opera di Roma David Robertson per dirigere un raro Janacek, ‘Kat’a Kabanova’ con regia di Richard Jones (in coproduzione col Covent Garden); Bertrand De Billy per una nuova ‘Carmen’ con regia di Emilio Sagi, i costumi Fendi e Veronica Simeoni protagonista; e quindi Myung-Whun Chung con la verdiana ‘Messa da Requiem’.

La stagione operistica che, come si vede, “cerca di giocare tra grande tradizione e ricerca e rinnovamento per avvicinare un nuovo pubblico”, come ha detto il direttore artistico Alessio Vlad, prevede poi un altro grande titolo ‘Evgenij Onegin’ di Cajkovskij con James Conlon (allestimento canadese nato per il Metropolitan con regia di Robert Carsen) e quindi ‘Luisa Miller’ di Verdi con Roberto Abbado e regia di Damiano Micheletto (dall’Opernhaus di Zurigo), oltre alle riprese di ‘Tosca’ e ‘La traviata’ con regia di Sofia Coppola. Cinque infine gli spettacoli di balletto, annunciati dalla direttrice Eleonora Abbagnato che, annunciando il suo abbandono della scena dell’Opera di Parigi il 23 dicembre, spiega che avrà più tempo per lavorare col copro di ballo di Roma: ‘Il lago dei cigni’ di Petipa; ‘Il corsaro’ in una nuova coreografia affidata a Martinez; ‘Suite en blanc/Serenade/Bolero’ di Lifar/Balnachine/Pastor; ‘Notre Dame de Paris’ di Petit e poi una serata omaggio a Jerome Robbins con tre suoi classici ‘Glass pieces/In the night/The concert’. A questi lavori si aggiungerà, nell’estate di Caracalla, un grande balletto-musical in cui convivono vari generi di ballo e musica ‘Strictly Gershwin’ di Gareth Valentine e Derek Deane. Sempre a Caracalla tre le opere: ‘Aida’, ‘Il barbiere di Siviglia’, ‘La vedova allegra’. Mentre le prove dell’opera si apriranno al mondo del volontariato romano e della Protezione civile, sarà incrementato il progetto ‘Opera camion’ che porterà ‘Tosca’ e ‘L’opera da tre soldi’ in giro per le periferie e ‘Fabrica – Young Artist Program’ corsi di perfezionamento per giovani talenti che vengono poi inseriti nelle produzioni del teatro.

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Teatro Nazionale di Genova: Angelo Pastore annuncia il ritiro

Teatro Nazionale di Genova

Cambio della guardia al Teatro Nazionale di Genova. Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo cartellone Angelo Pastore, direttore dal 2015, ha annunciato che alla conclusione del suo mandato a fine anno, non chiederà il rinnovo e si ritirerà. Nel ringraziare l’ambiente genovese per l’accoglienza ricevuta, ha avuto parole dure nei confronti della politica nazionale: “Giochiamo con regole demenziali. Ventisei teatri hanno da spartirsi un fondo davvero misero mentre in altri Paesi la situazione della cultura è assai diversa. Ci mandano ancora una volta a fare la campagna di Russia con le scarpe di cartone! E purtroppo le prospettive sono drammatiche.

Una riforma del settore non arriverà prima del 2024. Siamo costretti a resistere in un Paese incivile”. Nelle scorse settimane è andato in pensione Marco Sciaccaluga, colonna portante del teatro dall’epoca di Chiesa e di Squarzina: rimarrà comunque nel prossimo triennio come direttore della Scuola e come regista. Nei prossimi mesi uscirà dunque un bando per reperire il sostituto di Pastore in un ruolo chiave per la cultura cittadina. Non va dimenticato che il Teatro di Genova è fra le realtà più importanti a livello nazionale e in città svolge la propria attività su ben quattro palcoscenici.

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Al via la XIII edizione di Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival

Mirabilia Festival è un progetto in divenire. Nato con il teatro di strada inteso come forma artistica urbana e soprattutto come strumento di audience engagement, il festival si è evoluto verso il circo contemporaneo e negli anni ha formato il pubblico, indirizzandolo verso altri linguaggi a prima vista meno immediati, quali la danza e il teatro.

Si avvicina una nuova fase: un processo di espansione e territorializzazione che porterà il festival ad abbracciare un intero territorio. Un processo iniziato sette anni fa e che è valso a Mirabilia il riconoscimento di Festival Culturale Europeo 2012 da parte della Commissione Europea. L’edizione 2019, come si evince dal titolo One Land One Festival, sarà giocata sul movimento nel territorio, che quest’anno coinvolgerà non solo la provincia di Cuneo ma anche Torino e Alessandria. Mirabilia si estenderà quindi su tre province, distribuendo la programmazione e creando una mobilità nuova e innovativa. Si partirà il 21 giugno da Torino e da Piozzo per proseguire poi il 23 giugno presso il Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano. Saranno Fossano, città natale del Festival, e Busca a fare da cornice alla cinque giorni centrale di Mirabilia, dal 25 al 30 giugno. Grandi spettacoli proseguiranno poi fino al 30 agosto tra Piozzo, Castelmagno, Saluzzo e Vignale Monferrato.

Il Festival si aprirà il 21 giugno a Torino presso il cortile del Polo del ‘900 con il concerto/spettacolo Rotabile Felliniana, in collaborazione con Alba Film Festival. L’evento vedrà l’adattamento e l’esecuzione dal vivo di musiche di ispirazione circense di Nino Rota tratte dai titoli più significativi film di Federico Fellini. A condurre sarà il Maestro flautista Giuseppe Nova, alla guida del quartetto Gli Archimedi*.

Sempre il 21 giugno, presso l’Open Garden Baladin di Piozzo, si terrà il primo appuntamento con il Focus Kids di Mirabilia con Giochi d’Aria della compagnia Erewhon, l’esibizione di tessuti e discipline aeree Cadute dalle nuvole con The Performers e lo scoppiettante Teatro Viaggiante con La Famiglia Mirabella.

Il 22 giugno Torino si popolerà dei cani di cartapesta del progetto speciale The Dog Project di Tom Campbell. I cani realizzati animeranno un divertente momento lungo via Po per poi essere protagonisti di un flash mob in Piazza Castello.

Due i progetti speciali pensati per il Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, che farà da cornice agli spettacoli di domenica 23 giugno. Con il Balletto Teatro di Torino la danza si snoderà non solo fra locomotive e piattaforme girevoli ma anche dentro vagoni e carrozze. Anche la compagnia brasiliana Circo No Ato porterà il suo A Salto Alto tra le rotaie del Museo, adattando l’acrobatica al luogo con un linguaggio fisico travolgente e azioni al limite della capacità umana.

Il 25 giugno si entrerà nel vivo del festival con l’inaugurazione delle mostre di Nicolò Canova e Tom Campbell presso la Chiesa di San Giovanni a Fossano. A Busca saranno due grandi spettacoli ad animare la serata: per la danza Intro, uno short format del Balletto Teatro di Roma, il più importante corp

o di ballo italiano che debutterà per la prima volta a Mirabilia e che è stato selezionato per la Nid Platform, piattaforma della Danza Italiana 2019; per il circo So-ham, solo di danza e trapezio aereo di Vanessa Pahud, uno spettacolo sotto forma di rito dionisiaco, violento e trascinante in anteprima italiana. Gli spettatori verranno letteralmente trasportati da Busca a Fossano da un divertentissimo spettacolo, Hostress dei PEM Teatro, pensato appositamente per i viaggi in navetta tra le due città. A chiudere la giornata saranno, a Fossano, gli attesissimi Rasposo, che porteranno in scena il meraviglioso e oscuro La Devorée di Marie Molliers, una favola feroce, incongrua, violenta e struggente in cui musicisti e circensi mescolano una sensualità straordinaria con una prestazione fisica fenomenale e brutale.

 

 

Questo lavoro sull’arancia di Marco Chenevier, che gioca sul confine tra la danza e il circo, continuamente in bilico tra la provocazione e l’ironia, dopo essersi aggiudicato riconoscimenti in Italia e all’estero e dopo aver vinto il “Best Mirabilia Show 2018”, tornerà al festival mercoledì 26 giugno a Fossano. Sempre a Fossano si terrà in serata anche una replica de La Devorée della compagnia Rasposo.

Giovedì 27 giugno sarà il momento di alcune creazioni di danza site-specific. Si partirà con Veduta di Michele di Stefano della compagnia MK, in collaborazione con La Fabbrica dei Suoni e con Palazzo Sarriod de La Tour di Costigliole di Saluzzo. Il pubblico vivrà la performance in cuffia, la veduta urbana verrà trasformata dall’ascolto in un luogo galleggiante tra il presente e il possibile: una modalità alternativa di abitare i luoghi più prestigiosi del panorama dei Beni Culturali Italiani. EgriBiancoDanza ricostruirà il suo Fuga in uno spazio meraviglioso, misterioso e affascinante: le Cave di Alabastro di Busca. Sarà uno spettacolo dedicato a un pubblico ristretto, dotato di calzature adatte al luogo. Caschetti, torce e corde verranno fornite in collaborazione con il Comune di Busca e il CEGAT.

In collaborazione con Alba Film Festival si terrà l’evento Assurdi, grotteschi, esagerati, anche amabili – Divagazioni (quasi) filosofiche in ordine sparso su un’umanità scomposta, una proiezione di sequenze editate da film di varia natura ed autori, a volte irriverenti, a volte riflessivi, comici o tragici, su vari disagi e condizioni esistenziali, con personaggi inseriti ma spesso non ben integrati nella società. Ogni sequenza sarà preceduta da un’introduzione del critico cinematografico e presidente di Alba Film Festival Pier Mario Mignone.

L’ultimo spettacolo della giornata sarà Minuetti di Fabbrica C, uno dei principali lavori di circo contemporaneo d’Italia, innovativo e complesso, sorprendente e folle, che mette in discussione con ironia ed intelligenza la stessa percezione temporale dello spettatore, e con essa anche i suoi modelli sociali più profondi.

La giornata di venerdì 28 giugno vedrà protagonista la città di Fossano. Si inizierà nel pomeriggio con Le Bagnanti, progetto speciale che Marco Chenevier svilupperà per Mirabilia nella piscina di Fossano, una performance tra nuotatori e danzatori che lascerà gli spettatori, obbligatoriamente in costume da bagno, asciugamano e ciabatte, stupiti e divertiti. Sempre nel pomeriggio la Fanfara Taurinense si esibirà in Piazza Castello e Piazza Duomo e poi sarà il momento di John Fisherman, in prima italiana, con il suo eclatante, spettacolare e innovativo show #MoneyForFree. L’artista coinvolgerà il pubblico attraverso apparizioni improvvise in città per accendere le coscienze in modo insolito, irriverente e assolutamente non convenzionale su luci e ombre della nostra società. In una location segreta, sempre a Fossano, la compagnia Fattoria Vittadini metterà in scena Grip 2.0 con cui, attraverso i diversi linguaggi della danza, del video e della musica, ci si interrogherà giocando su come e perché si arriva a perdere il “grip”, l’aderenza alla realtà. Il chiostro trecentesco del Castello degli Acaja di Fossano farà da cornice a Memorie di Pietra della compagnia EgriBiancoDanza, un’installazione coreografica ideata da Raphael Bianco, e diretta per la parte musicale dal Maestro Pietro Pirelli, che utilizzerà le sculture sonore di Pinuccio Sciola e proporrà una partecipazione attiva del pubblico nella generazione dei suoni. La serata vedrà alternarsi i linguaggi del circo e della danza: Sosta Palmizi insieme alla giovane coreografa Olimpia Fortuni porterà in scena Do Animals go to Heaven? in cui, attraverso un lavoro fisico accuratissimo sull’animalità dei corpi dei danzatori, la compagnia porrà lo spettatore di fronte agli eccessi del nostro stile di vita e al nostro rapporto con la natura e gli altri esseri viventi; Thunar Circus presenterà il suo Hung Tung’s Fantasy in prima europea direttamente da Taiwan, uno spettacolo che va immaginato come un puro, naturale, futuristico dipinto in cui la mente, vagando in un paese delle meraviglie un po’ naif, si nutre di fantasia e di stupore; Diversity is wealth, in prima italiana, è il titolo del travolgente show di danza, acrobatica e hip-hop di Surprise Effect, una delle migliori compagnie urbane della Francia; per i “Mirabilia’s Midnight Show”, che ospitano gli eventi più azzardati del Festival, andrà in scena Heretico – Dopo questo apparente nulla della compagnia Leviedelfool, spettacolo antidogmatico e graffiante che viola sistematicamente tutto il “politically correct”.

 

Sabato 29 giugno, si svilupperà contemporaneamente su due città. Presso il Parco Francotto di Busca verrà allestita l’Area Zen dove, al tramonto, si potrà assistere a Cerchio in preghiera di Ambra Bergamasco e Uno in uno di Francesca Cola, tra danza butoh e danza contemporanea. A Fossano si terrà il secondo appuntamento con il Focus Kids, dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie, tornerà Il grande piano di Faber Teatro (che replicherà domenica a Busca), ci sarà The final walk a conclusione del The Dog Project di Tom Campbell e, in prima italiana, Dulces Bestias di Roberto Torres, spettacolo onirico che porterà gli spettatori in una dimensione marina, un distillato della migliore danza spagnola e simbolo dei nuovi linguaggi di danza delle Canarie.

Intanto a Busca, in collaborazione con lo Sci Club, si assisterà al coinvolgente spettacolo di Marco D’Agostin First Love, scelto per la NID Platform italiana del 2019. Nel Convento dei Cappuccini la compagnia torinese di danza Tecnologia Filosofica metterà in scena Verso une flèche. Le piazze della città si animeranno di decine di spettacoli tra cui Y entre otras cosas dei costaricani Los Innato, compagnia di danza urbana programmata in collaborazione con Interplay Festival, i francesi Surprise Effect e La Compagnia Begheré, mentre nel Teatro Comunale andrà in scena Walking Dad di Dario Benedetto, dedicato a tutti i giovani genitori. Il tardo pomeriggio sarà il momento dello sfarzoso Younak degli slovacchi Novvy Cirkus, in prima italiana. Nel nuovo grande lavoro di Adrian Schvarzstein, storico regista dell’acclamato Circus Kletzmer, si esibiranno 15 tra attori e acrobati oltre a un nutrito gruppo di musicisti per mettere in scena uno dei maggiori spettacoli di circo in Europa.

Tra gli ultimi eventi del giorno la più importante compagnia spagnola di giocoleria contemporanea, Nueveuno Circo, in prima italiana di nuovo a Fossano, con il suo complesso e spettacolare Sinergia 3.0, un mix travolgente di oggetti volanti e giochi di luce con 7 giocolieri in scena. E per chiudere la serata a Fossano, tre eccezionali pillole di circo a cura di FLIC: Il posto da dove si vede di Samuel De Oliveira Reise, creazione in cui le tecniche di acrodanza, palo cinese e manipolazione di oggetti creano un’atmosfera barocca anche attraverso l’uso di alcuni oggetti scenici e di musiche dell’epoca; Pelle di Aisha Britto, frutto della sua ricerca artistica sulla fragilità e sulla forza del corpo femminile a partire dalla pelle e dalla sua interazione di contatto e frizione con diversi materiali, soprattutto con il palo oscillante; Lei-là di Karla Arevalo, performance con i tessuti aerei nata da un lavoro di ricerca tecnica e artistica basata sull’esplorazione di un corpo che, insieme a vari pezzi di stoffe e tessuti, esplora sé stesso dentro uno spazio tridimensionale.

Domenica 30 giugno il Focus Kids approderà ai Giardini Comunali di Busca, per coinvolgere grandi e piccini. Al Santuario di Val Mala andrà in scena lo Stabat Mater di Faber Teatro, compagnia torinese che esplorerà le sonorità e atmosfere del grande edificio religioso con un interessante lavoro tra movimento, teatro e canto a cappella. Sempre a Busca andrà in scena la parata Street Experience dei taiwanesi Thunar Circus; Maze di Unterwasser, live performance di teatro fisico, oggetti ed ombre nella quale sculture e corpi tridimensionali saranno proiettati costruendo una storia toccante; Tom Cambell concluderà The Dog project con l’ultimo The Dog Walk proprio nella città che ha visto nascere i sui primi cani; T.N.T. di Skapigliati Street, mirabolante performance di tre strampalati atleti pronti a mettersi in gioco e reinterpretare i canoni della ginnastica moderna. Insieme a numerose altre compagnie di strada e di danza urbana, si replicherà Younak  per consentire al pubblico buschese di assistere a questo grande spettacolo e anche a vari altri appuntamenti: La felicità è uno schiaffo di Giorgia Goldini, spettacolo sulla felicità, sulle piccole cose importanti e il Gran Cabaret Sauvage – The Final Show con la regia di Riccardo Massidda. La Devorée di Rasposo sarà protagonista dell’ultima replica nella serata fossanese.

Il Festival proseguirà anche nei mesi successivi. Il 3 luglio, all’Open Garden Baladin di Piozzo, Circo Pacco proporrà il suo 100% paccottiglia, spettacolo clownesco in cui Frank Duro e Gustavo Leumann si sfideranno a colpi di numeri tra piogge di pop-corn, magia comica, sequenze di giocoleria e acrobatica eccentrica. Il 15 agosto il funambolo Andrea Loreni affiancherà i Lou Dalfin presso il Santuario di San Magno a Castelmagno, in una spettacolare traversata a 1800 metri di quota: l’impresa richiederà al funambolo una grande preparazione fisica e psicologica per consentirgli di affrontare i rischi aggiuntivi della scarsa ossigenazione causata dall’altezza. A Saluzzo andrà in scena, il 29 agosto, Stabat Mater di Faber Teater, spettacolo concepito e scritto da Antonella Talamonti per sei attori cantanti che utilizzeranno lingue e dialetti diversi. A concludere la programmazione della XIII edizione di Mirabilia Festival sarà l’importante progetto di Ugo Pitozzi, Reunion Phase 2019, Phase 1, una complessa costruzione coreografica di grandi dimensioni che verrà creata in diverse fasi tra Italia, Portogallo e Francia. Un progetto ambizioso e visionario sulla danza contemporanea e sulle sue possibilità espressive di cui Mirabilia sostiene e programma la prima delle varie fasi previste, che debutterà a Vignale il 30 agosto all’interno del nuovo spazio di creazione, il progetto “Ovest\\Transcodex”.

Il programma completo al sito: http://www.festivalmirabilia.it/

I biglietti sono in prevendita su https://www.liveticket.it/festivalmirabilia

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Per fare isola: seconda edizione di Performare Festival dal 15 al 23 giugno

“Per fare Isola” è il tema della seconda edizione di Performare Festival, kermesse dedicata all’arte performativa della scena contemporanea e alla giovane danza d’autore a cura del Collettivo SicilyMade/In Arte in partenariato con Zo centro nazionale di programmazione multidisciplinare, che dal 15 al 23 giugno si svolgerà tra il Teatro Comunale A. De Curtis di Serradifalco (Caltanissetta) e Zo centro culture contemporanee a Catania.

10 sono gli artisti nazionali e internazionali invitati, 8 le coreografie in programma di cui 2 prime assolute, a cui si aggiungono 3 brevi creazioni originali frutto del lavoro dei coreografi di Performare Project per i partecipanti dei workshop. Inoltre, sono previsti diversi incontri con il pubblico e una tavola rotonda che metterà in relazione la tematica del festival con i confini della scena contemporanea.

PER FARE ISOLA

La seconda edizione di Performare Festival, dal titolo Per Fare Isola, si caratterizza per la scelta precisa di voler attivare dei processi in grado di mettere in relazione arte, ricerca e territorio. Il Festival, inoltre, intende essere un luogo in cui danzatori, attori, performer e pubblico possano incontrarsi e condividere strumenti ed idee. In questa ottica nasce la collaborazione con il Marosi Festival di Stromboli, per creare da subito un network di lavoro condiviso, che parta non a caso dal Mediterraneo, con l’intento di favorire la mobilità e la circuitazione di artisti internazionali e nazionali nel territorio siciliano. L’altra novità di questa seconda edizione è proprio il tema: “Per Fare Isola”, che pone l’attenzione sull’isola come geografia e come immaginazione. «In questa edizione – spiegano Simona Miraglia e Amalia Borsellino del Collettivo SicilyMade – vogliamo affrontare un percorso sul processo creativo in costante contatto con il limite, vogliamo esplorare il limite come possibilità, come origine, come punto di partenza per una nuova creazione. I confini si trasformano, alterano lo spazio, le possibilità del corpo e della voce. Vogliamo affrontare con lucida curiosità la nostra condizione originaria; l’essere isolani, distanti, ma allo stesso tempo meta di approdo».

PERFORMARE PROJECT – WORKSHOP

Il festival, come già nella scorsa edizione, si struttura secondo una modalità che integra l’ospitalità di interpreti della scena contemporanea con i laboratori di “Performare Project”. Nato per offrire a danzatori e performer l’occasione di sperimentare collaborazioni con coreografi di fama internazionale destinate alla creazione, “Performare Project” è la colonna vertebrale di Performare Festival. I coreografi ospiti, oltre a presentare la loro opera, lavorano parallelamente con un gruppo di danzatori alla creazione di una breve performance che diventa parte integrante della programmazione del festival. Quest’anno “Performare Project” si articola in due percorsi connessi alla tematica “Per Fare Isola”: uno aperto ai non professionisti che coinvolgerà un’intera comunità di cittadini, dai bambini agli adolescenti e gli anziani, e uno destinato a danzatori, performer e giovani coreografi. Il primo percorso, della durata di tre giorni, si svolgerà negli spazi del Teatro De Curtis di Serradifalco e sarà articolato in due laboratori: “Arcipelaghi” condotto da Simona Miraglia, Amalia Borsellino, Rosada Letizia Zangrì del Collettivo SicilyMade che indaga l’insularità come paradigma della plurarità; “Corpo Ludico” a cura della compagnia francese Cie MF di Maxime Freixas e Francesco Colaleo, un laboratorio in cui il gioco come azione ricreativa si tramuta in atto creativo. Il secondo percorso si sviluppa in cinque giornate, negli spazi di Zo centro culture contemporanee a Catania e prevede tre workshop paralleli condotti da Peter Jasko, Clara Furey, Elisa Pagani, volti alla creazione di due performance originali. Peter Jasko, danzatore e coreografo slovacco, condurrà “Deep Movement Consciousness”; Clara Furey, nata a Parigi ma di origine canadese, propone “Constellations” un laboratorio in cui il canto è usato come un atto coreografico, come uno strumento utile per aprire degli spazi nella mente e nel corpo. Insieme, Peter e Clara lavoreranno per portare alla luce un’azione performativa originale in sintonia con la tematica del festival e con la loro fine poetica, basata sulla coesistenza di linguaggi artistici differenti. La performance verrà presentata in apertura dello spettacolo che li vede protagonisti, Untied Tales (The vanished power of the usual reign) in scena domenica 23 giugno da Zo, a Catania. La coreografa italiana Elisa Pagani si occuperà, invece, di un percorso in site-specific, “While I disappear”, che nasce da una riflessione sul concetto di confine. Inoltre, il laboratorio di Elisa Pagani varrà come audizione per il percorso APP/APP stage o, una possibile futura collaborazione con la compagnia DNA.

Per iscriversi e richiedere informazioni scrivere a performarefestival@gmail.com.

IL PROGRAMMA DEl FESTIVAL

• Serradifalco, Teatro De Curtis.

Sabato 15 giugno dalle 11 alle 12.30 il Laboratorio Isola Kids del Collettivo SicilyMade, dalle 15 alle 17 Dance Training a cura del Collettivo SicilyMade, dalle 17 alle 19 il Laboratorio Arcipelaghi |ancora a cura del Collettivo SicilyMade, quindi l’aperitivo di apertura del festival e, alle 21.15, lo spettacolo Shifting Island di e con Amalia Borsellino, Simona Miraglia, Rosada Letizia Zangrì a cure del Collettivo SicilyMade.

Domenica 16 giugno dalle 11 alle 12.30 Laboratorio Corpo Ludico di Cie MF con Maxime e Francesco, dalle 16 alle 19 Laboratorio Arcipelaghi a cura del Collettivo SicilyMade, dalle 19 alle 20 Koshido Budo a cura di Michele Lattuca | Centro Sportivo Falco; alle 20.30 Site Specific Arcipelaghi di Collettivo SicilyMade (realizzato con i partecipanti al workshop), alle 21 gli spettacoli Stizza (short time) di e con Luigi Villotta del Collettivo SicilyMade e Call Me Monster  (short time) di e con Amanda Rubio Sanchez di MoDem CZD giovane compagnia zappalà danza.

Lunedì 17 giugno, dalle 11 alle 12.30 Koshido Budo Kids a cura di Michele Lattuca del Centro Sportivo Falco, dalle 17.30 alle 19 Dance Training del Collettivo SicilyMade, alle 19.30 Site Specific Arcipelaghi a cura del Collettivo SicilyMade; alle 20.00 lo spettacolo Chenapan di e con Francesco Colaleo, Maxime Freixas | Cie MF/Artemis Danza; alle 21 lo spettacolo Shame In Italy  (short time) di e con Simona Argentieri | Babel Crew.

• Catania: da mercoledì 19 giugno la carovana del Performare festival si sposta da Zo centro culture contemporanee a Catania.

Mercoledì 19 giugno dalle 13 alle 18 Laboratorio While I Disappear | Compagnia DNA Elisa Pagani; dalle 18 alle 20 l’incontro Arcipelago Festival, un vero e proprio focus su festival della creazione contemporanea che sarà ospitato da SpiazZo, lo spazio all’aperto di Zo; dalle 18.30 alle 19.30 il laboratorio Corpo Ludico di Cie MF | Maxime e Francesco; alle 20 lo spettacolo Shame In Italy  (short time) di e con Simona Argentieri | Babel Crew e alle 20.45 lo spettacolo Chenapan di e con Francesco Colaleo, Maxime Freixas | Cie MF/Artemis Danza.

Giovedì 20 giugno si comincia dalle 10 alle 13 con il workshop Deep Movement Consciousness con Peter Jasko; dalle 14 alle 15,30 il workshop Constellations con Clara Furey; dalle 16 alle 18 il laboratorio While I Disappear con la Compagnia DNA Elisa Pagani.

Venerdì 21 giugno dalle 10 alle 13 il workshop Deep Movement Consciousness con Peter Jasko; dalle 13.30 alle 15,30 il workshop Constellations con Clara Furey; dalle 16 alle 18 il laboratorio While I Disappear con la Compagnia DNA Elisa Pagani; alle 20.45 Site specific While I Disappear di Elisa Pagani con i partecipanti al workshop  e alle 21 gli spettacoli Stizza  (short time) di e con Luigi Villotta e Cori.0  (short time) di e con Letizia Rosada Zangrì (in prima assoluta) del Collettivo SicilyMade.

Sabato 22 giugno, dalle 10 alle 13 il workshop Deep Movement Consciousness con Peter Jasko; dalle 13.30 alle 15,30 il workshop Constellations con Clara Furey; alle 20.45 gli spettacoli Cll Me Monster (short time) di e con Amanda Rubio Sanchez | MoDem CZD giovane compagnia zappalà danza e, a seguire, Tentativo N° 1  (short time) di e con Lorenzo Covello (prima assoluta).

Si chiude domenica 23 giugno: dalle 14 alle 17 ultima classe del workshop Deep Movement Consciousness di Peter Jasko e dalle 17 alle 19 ultima classe anche per il workshop Consetllations condotto da Clara Furey. Alle 20.45 lo spettacolo Untied Tales (The vanished power of the usual reign) di e con Peter Jasko e Clara Furey. | Lo spettacolo sarà anticipato dalla performance dei partecipanti al workshop. Alle ore 22 Closing Party a cura di Ristoro.

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Santarcangelo Festival, 49esima edizione. Da venerdì 5 a domenica 14 luglio 2019

Torna dal 5 al 14 luglio il Santarcangelo Festival, kermesse dedicata al teatro giunta alla sua 49/a edizione e terza tappa della direzione artistica di Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino. La rassegna intitolata ‘Slow & Gentle’ punta, con una programmazione articolata, a volgere uno sguardo lento e delicato – ‘Slow & Gentle’ appunto – sul presente e a accogliere nuove prospettive fra spettacoli, indagini sulla realtà, riti collettivi.

ORIZZONTI DELLA PERFORMANCE E CREATURE FANTASTICHE, TRA FANTASCIENZA, MITOLOGIA E SPORT

L’articolato programma di questa 49esima edizione rilancia la vocazione del Festival come piattaforma in cui produrre e presentare progetti artistici innovativi, che mixano linguaggi e formati, estetiche e pratiche in un’ottica radicalmente post-disciplinare. La proposta di spettacolo del Festival, molteplice e abbondante, spazia dunque tra i diversi orizzonti della performance, interrogando la nozione di contemporaneo e esplorando ambiti inaspettati, abitati da creature meravigliose, come la fantascienza, la mitologia, lo sport e il folklore. È il caso della straordinaria performance di apertura Dragon, rest your head on the seabed dei madrileni Pablo Esbert Lilienfeld & Federico Vladimir Strate Pezdirc, per la prima volta in Italia, che combina la pratica coreografica contemporanea con l’abilità e la tecnica di sei nuotatrici sincronizzate in un immaginario fantascientifico. Lo spettacolo è incluso nel fitto calendario di appuntamenti della Notte Rosa, il capodanno della riviera che porta nel primo weekend di luglio numerosi spettacoli e eventi su 60 km di costa adriatica. La superficie dell’acqua diventa lo schermo su cui scorre la storia: una creatura magnifica viene scomposta e ricomposta, producendo straordinari effetti visivi, in uno spettacolo che gioca con la meraviglia. Altre apparizioni del dragone e dei workshop dedicati al nuoto sincronizzato sono previsti alla Piscina Acquadiccia di Santarcangelo (dal 6 all’8/07). Dopo un sirenetto nel 2017, un unicorno nel 2018, un drago marino chiude un triennio dedicato anche alla fantasia e al gioco: l’incontro con queste creature permette di aprire mondi altri, con umorismo e grazia. Lo stesso umorismo e la stessa grazia che contraddistinguono il lavoro di Silvia Gribaudi: nella sua performance Graces (Lavatoio, dal 5 all’8/07) le convenzioni estetiche e di genere vengono rovesciate, giocando con la spettacolarizzazione del corpo. Le creature meravigliose di Silvia Gribaudi sono esilaranti, irriverenti: sul palco tre Grazie maschili e la Gribaudi stessa strizzano l’occhio alla tradizione, tra virtuosismo e ironia, in uno spettacolo gioioso e sorprendente. In questo universo contemporaneo anche lo sport diviene habitat di creature straordinarie, dal nuoto sincronizzato allo sci di fondo. In First Love (Lavatoio, dal 10 al 14/07) il giovane coreografo e performer Marco D’Agostin, Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35, esplora la relazione con il suo mito, la campionessa olimpica Stefania Belmondo. Una rilettura epica della celebre gara alle Olimpiadi di Salt Lake City nel 2002, che lancia un grido di vendetta e di disperata esultanza: in un’atmosfera di nostalgia e sfida, D’Agostin racconta la sua storia e quella della Belmondo, legate da un agonismo implacabile.

LE CREAZIONI DEL FESTIVAL: TESSERE RELAZIONI, ATTIVARE IL TERRITORIO

L’edizione 2019 del Festival è la terza tappa della direzione artistica di Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino: dopo tre anni di impegno e ricerca, giunge a compimento l’intenso dialogo tra le curatrici e gli artisti, il pubblico, gli operatori del settore, il territorio. La chiusura di un cerchio che sancisce l’importanza di tempo e cura nella costruzione di spazi di relazione profonda, in cui mettere in discussione abitudini e visioni consolidate, dare spazio alla complessità e alla stratificazione dei significati. In questo contesto Slow & Gentle hanno preso forma le produzioni del Festival, progetti frutto di percorsi artistici articolati, creati ad hoc per questo ecosistema, da tre artiste molto diverse per poetiche e pratiche. Kristina Norman (Estonia) ha realizzato una video/performance sulla figura delle badanti, incontrando le donne migranti del territorio che si dedicano ad attività di cura degli anziani, giunte a Santarcangelo e a Bologna da diversi Paesi dell’Europa Orientale. Lighter Than Woman (Teatrino della Collegiata, dal 5 all’9/07 e dal 12 al 14/07) è un progetto emotivamente complesso, commissionato dal Festival e realizzato in coproduzione con Emilia Romagna Teatro Fondazione / Atlas of Transitions Biennale e alcune altre importanti istituzioni estere. Risultato di 3 anni di confronti con l’artista estone, la creazione racconta come questa forte e determinata comunità di donne riesca ad affrontare il peso del lavoro e la difficoltà delle circostanze, imparando a convivere con l’ambivalenza della propria condizione. La performance unisce proiezioni e interventi dal vivo, intrecciando una narrazione toccante e inaspettata, che celebra la tenacia dello spirito umano. Francesca Grilli (Belgio/Italia), artista associata del triennio, con Sparks (Porta Cervese, 6, 7 e dal 10 al 13/07) ha creato un progetto che coinvolge alcuni bambini del territorio, ribaltando la relazione di potere tra infanzia e mondo adulto: cosa accade se ci mettiamo nelle loro mani, se gli affidiamo la facoltà di prevedere il futuro? In questa performance i piccoli oracoli, portatori di una conoscenza mistica, detentori di poteri magici, offrono un’esperienza unica ad adulti curiosi e coraggiosi.

Da Tel Aviv/Berlino, Public Movement è stato invitato a creare la performance site-specific per uno spettatore alla volta Debriefing Session: Santarcangelo Festival (luoghi vari, dal 6 al 14/07): Dana Yahalomi ha tracciato un’affascinante ricerca sull’arte moderna palestinese precedente al 1948, tragicamente assente dalla memoria istituzionale. Esplorando la relazione tra sistema dell’arte e ideologia, e i meccanismi che il Potere mette in atto per costruire la Storia, la performance prende la forma di un’indagine: allo spettatore vengono presentati alcuni esempi di arte italiana realizzati tra il 1909 e il ’45, persi, distrutti o scomparsi durante la II Guerra Mondiale.

NARRAZIONI ALTERNATIVE, FAKE NEWS E COSTRUZIONE DELLA REALTÀ

Se Public Movement porta in evidenza il ruolo che l’ideologia gioca nei processi di riscrittura della Storia, tutto il Festival è un allenamento delle nostre capacità di indagine, un invito ad andare oltre le fake news, a cercare le fonti, a non cadere nei tranelli mediatici, a reagire al sovraccarico di informazioni, ad andare in profondità e cercare le omissioni che possano determinare nuove versioni della realtà. Di questa urgenza porta una forte testimonianza Domínio Público, progetto dei brasiliani Elisabete Finger, Maikon K, Renata Carvalho e Wagner Schwartz, per la prima volta in Europa (Sferisterio, dal 10 al 12/07). Nel 2017 i 4 artisti sono stati oggetto, ciascuno per motivi diversi, di un acceso dibattito sulla libertà di espressione e i limiti morali in campo artistico, subendo attacchi, persecuzioni e censure da parte del potere politico e giudiziario: il progetto collettivo, un reading asciutto e tagliente, riflette su questi fenomeni prendendo spunto da un’icona della storia dell’arte, La Gioconda, e evidenziando le contraddizioni che ogni narrazione di un’opera porta con sé, in relazione all’epoca storica. L’inarrestabile flusso di notizie sui nostri dispositivi ci rende testimoni perenni di situazioni complesse ma molto lontane da noi, generando un crescente senso di disagio nei confronti della realtà tragica a cui veniamo esposti: una spirale di senso di colpa e vergogna che non risparmia nessuno. L’olandese Studio Dries Verhoeven indaga questa dinamica nell’installazione video Guilty Landscapes (Spazio Saigi, dal 5 al 14/07), portando provocatoriamente in primo piano la sgradevole realtà trasmessa dai telegiornali, e invitando a domandarsi quale connessione individuale possa innescarsi con i protagonisti delle news. Stimola il dibattito sulla produzione di immagini nell’era della sorveglianza e propone un allenamento allo sguardo disobbediente la videoinstallazione Liquid Violence (Piazza Ganganelli, dal 5 al 14/07) del collettivo Forensic Oceanography, che dal 2011 con ONG, scienziati, giornalisti e attivisti produce mappe, video, rapporti e siti web per documentare le violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo. Al Festival viene presentata per la prima volta nello spazio pubblico la dettagliata ricerca di Lorenzo Pezzani e Charles Heller sul caso Iuventa, nave della ONG tedesca Jugend Rettet sequestrata dalla magistratura italiana nell’agosto 2017, i cui operatori sono stati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Combinando le testimonianze di violazioni dei diritti umani con sofisticate tecnologie digitali, l’opera indaga criticamente il regime di militarizzazione di questa contesa area marina, analizzando le condizioni che hanno causato la morte di oltre 16.500 persone negli ultimi 20 anni.

LA COREOGRAFIA CHE ABITA E CREA LO SPAZIO PUBBLICO

Da 49 anni in occasione del Festival tutto il paese si trasforma in un palcoscenico diffuso. L’edizione 2019 compie un passo in avanti nella relazione tra arte e spazio pubblico, prestando un ascolto più profondo alla natura dei luoghi attraversati dalle performance in programma. In particolare lo Sferisterio, grande anfiteatro naturale e palco urbano, che integra l’architettura del paese nell’esperienza del pubblico, quest’anno accoglie il lavoro di artisti che hanno re-immaginato i propri progetti proprio per questo spazio. La prima è Cristina Kristal Rizzo con il suo ULTRAS sleeping dances (Sferisterio, 6 e 7/07), performance che incarna la contemporaneità e ne materializza l’ambiguità, essendo allo stesso tempo leggendaria e intenzionalmente ridicola, suscitando ilarità e tristezza, ponendo il pubblico in uno stato di confusione emotiva, di incertezza ma anche di speranza. In scena parrucche e strani oggetti, alieni, forse vampiri, portano al pubblico un’autoironia che improvvisamente si rovescia in una danza libera e toccante. Duplice l’intervento di mk, compagnia romana guidata dal coreografo e performer Michele di Stefano, che dal ’99 ha sviluppato un approccio fluido e aperto alla pratica artistica, tra ricerca coreografica, sperimentazione sonora e curatoriale. Bermudas (Sferisterio, 13/07) e la sua seconda versione espansa, continuativa, collettiva, Bermudas Forever (Sferisterio, 14/07) generano uno scambio di relazioni e dinamiche corporee, creando in tempo reale un sistema di corpi: i danzatori entrano, escono, cambiano, girano, risucchiati nel turbinio gioioso dei tropici. Nella seconda versione il pubblico è invitato a prendere parte al loop ipnotico e a restare nella turbolenza, imparando sul momento lo schema coreografico. In paese durante il Festival altri spazi performativi nascono, si trasformano, scompaiono, perché a determinare l’ambiente è l’azione coreografica stessa. È il caso di Pelat (luoghi vari, 5, 7 e 9/07) dell’artista spagnolo Joan Català, performance concepita per la piazza con l’obiettivo di costruire una comunità temporanea attraverso la fiducia, metafora di tutto il Festival. Lo spettacolo è dedicato ai cittadini di Santarcangelo, al loro orgoglio e alla loro responsabilità nei confronti della propria città: Pelat è un’azione artistica rischiosa, con tecniche circensi, sincera e necessaria, che crea un’esperienza condivisa, trasformando una cerchia di estranei in una comunità viva e gioiosa. Pelat è calore, aspettativa, tensione, spontanea partecipazione, poesia del corpo, innovazione, movimento e azione collettiva. Català porterà poi altri interventi a sorpresa nello spazio pubblico (luoghi vari, 6 e 8/07). Anche Trigger (luoghi vari, dall’11 al 13/07) di Annamaria Ajmone, giovane e talentuosa coreografa e danzatrice, esplora lo spazio e lo determina grazie al contributo del pubblico: all’interno di un perimetro geometrico, la partitura fisica, fissata ma istantanea, porta la performer in relazione con gli spettatori che la circondano, in un ascolto intimo e profondo. Così anche Andamento unico (luoghi vari, dall’11 al 13/07) di Elena Giannotti, assolo ispirato dal dipinto La Visione di Sant’Agostino di Vittore Carpaccio e interpretato da una danzatrice adolescente che esplora la relazione con la matassa coreografica, generando una scultura corporea potente. Elena Giannotti, coreografa e danzatrice, è anche esperta di medicina tradizionale cinese e in alcune mattine del Festival guiderà delle pratiche di Qi Gong (Parco del Clementino, 11 e 12/07).

CURA, GUARIGIONE E CATARSI, TRA INDIVIDUO E COMUNITÀ

Dallo spazio al corpo, dal corpo allo spazio, in un Festival slow & gentle entrano necessariamente in gioco anche cura e catarsi, tanto delle persone quanto dei luoghi che abitano: dal Qi Gong di Elena Giannotti alle pratiche di Valentina Medda, che con Healing interventions for domestic wounds propone una performance continuativa (Contrada dei Fabbri, performance 11/07, installazione dal 11 al 13/07) concepita per attivare la memoria di un luogo attraverso l’agopuntura, con aghi applicati agli elementi architettonici. Paragonando la pelle umana alla superficie di una parete, la distanza tra corpo e spazio si annulla, la cura dell’ambiente diviene quella dell’Io. Il pubblico è poi invitato a prendere parte anche a Untitled# in cui dedicarsi a cura della pelle, tattoo e piercing in una location segreta (dall’11 al 13/07). Rituale e catartico è anche Azdora’s Temple: greetings to Eva Britt Niemi (Scuola Elementare Pascucci, dal 5 al 14/07), progetto che coinvolge le azdore, gruppo di donne di Santarcangelo che dal 2015 collabora con l’artista svedese Markus Öhrn, e gli spettatori in un rito collettivo in omaggio alla nonna di Markus, invitando a un momento di solitudine e raccoglimento in una cappella dedicata ad Eva. Ad agosto le azdore eseguiranno un ultimo rituale sulla tomba di Eva in Lapponia, nell’anniversario della sua morte. Prosegue la collaborazione con MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano, con un progetto che mette a disposizione del pubblico una vasca di deprivazione sensoriale in cui immergersi per attivare un reset fisico e mentale, preparando corpo e mente ad accogliere l’intensità del Festival. The Floaters (Supercinema, dal 5 al 14/07), per uno spettatore alla volta, è un allenamento al non fare nulla, un momento di tregua e decompressione, un’opportunità per entrare in contatto con la dimensione profonda di sé. A riattivare corpo e sensi ci penserà poi la crew di Tropicantesimo, collettivo musicale con base a Roma Est, per il terzo anno al Festival, che propone delle sessioni di Bagno di Suono (Palestra della Scuola Elementare Pascucci, dall’8 al 12/07): immersioni nelle frequenze sonore dalle prime ore del mattino fino a mezzogiorno.

TRA RICERCA E FORMAZIONE: LA TRASMISSIONE E LA CONDIVISIONE DEL DESIDERIO

Oltre alle produzioni, il Festival ospita alcuni percorsi di ricerca che, prendendo lo slancio da alcuni speciali desideri degli artisti, trasmettono impulsi, conoscenze e stimolano all’azione a tutti quelli che sono disponibili all’incontro. È il caso di Save the last dance for me (ITC Molari, dal 5 al 13/07), ideato da Alessandro Sciarroni, progetto aperto a tutti coloro che vogliano impegnarsi nella missione di salvare dall’estinzione l’antica Polka Chinata. Danza dalle origini misteriose tipica di Bologna, con due ballerini che roteano sulle ginocchia piegate, questa tradizione è portata avanti da solo 5 persone nel mondo. Il gruppo che prenderà parte all’allenamento, negli ultimi giorni di Festival irromperà nel programma con 3 momenti danzanti (luoghi vari 11 al 13/07). Kiss (ITC Molari, dal 5 al 13/07) nasce dal desiderio di Ilenia Caleo e Silvia Calderoni che, dopo l’esperienza alla Biennale di Venezia 2018, coinvolgono 23 performer in uno spazio di lavoro e vita, annullando la separazione tra pubblico e privato, giorno e notte: nell’accampamento creato a Santarcangelo, ci si bacerà senza sosta; il pubblico è invitato a seguire il processo di creazione, dalle prove quotidiane all’esplosione di baci durante le tre presentazioni pubbliche (aperture pubbliche 6, 7 e 9/07; performance dall’11 al 13/07). Kiss non è uno spettacolo ma una proposta radicale di convivenza sul palco: dove termina la performance, dove inizia la realtà? Kiss è la riproduzione serializzata e moltiplicata di un gesto che si propaga viralmente, il bacio. Kiss, come il film di Warhol del ’64, è pura celebrazione di desiderio e libertà: oggi un bacio è ancora un manifesto? A includere il pubblico e a confondere i ruoli arriva anche Chiara Bersani, migliore attrice italiana under 35 agli ultimi Premi UBU, performer e autrice-portatrice di un pensiero poetico sul corpo politico. Chiara sarà in residenza a Santarcangelo durante il Festival con il progetto Il Canto delle Balene (luoghi vari, dal 7 al 11/07), per lavorare alla sua nuova creazione. Prima dell’inizio di alcuni appuntamenti in programma, solo sulla scena, Matteo Ramponi avrà mezz’ora di tempo per compiere una magia: trasformare il pubblico in un coro e portare ogni fruitore dell’opera a scegliere di diventare parte di un rito collettivo.

LA MUSICA IN UNA DIMENSIONE UNPLUGGED

Francesca Morello e Stefania Pedretti curano per il terzo anno consecutivo il programma musicale che, in dialogo costante con la programmazione artistica, si manifesta in questa edizione con una dimensione inedita, unplugged. Le due artiste saranno anche protagoniste di un doppio live (Piazza delle Monache, 13/07 ore 22.30) dal titolo ?Alos Ritual “The Chaos Awakening” + R.Y.F., in cui interpretano da due prospettive diverse le tematiche queer: R.Y.F., aka Francesca Morello, con un approccio intimo e personale, ?Alos, aka Stefania Pedretti, con una ricerca del lato mistico e magico della musica. Termine generalmente riferito al riadattamento di un brano o di uno showcase in formato acustico, diventato popolare negli anni ’90 grazie a un programma di MTV, unplugged al Festival identifica una strategia culturale e estetica per costruire una relazione intima attraverso la sottrazione e la semplificazione dei mezzi produzione.

Il programma musicale si apre con la “piccola strega scozzese più fortunata del mondo”, come lei stessa si definisce, Kathryn Joseph (Piazza delle Monache 5/07 ore 22.30), creatura magica ed eterea la cui musica è saldamente radicata nel sangue e nelle ossa. Segue l’intervento Ronin plays The Unknown by Tod Browning (Piazza Ganganelli, 6/07 ore 21.30), in cui il leggendario film horror muto del ’24 viene accompagnato da una colonna sonora alternativa creata da una delle più prolifiche indie band italiane. Portatrice di un blues nuovo, fatto di slide selvaggi e contaminato da influenze punk e dalla musica indiana, Elli de Mon (Piazza delle Monache, 7/07 ore 22.30), one woman band vicentina, propone un live che è amore sconfinato per il blues. Il concerto di Angelo Maria Santisi (Pieve di San Michele Arcangelo, 9/07 ore 21.30) invita a immergersi in un viaggio che crea un ponte tra la musica bachiana e il repertorio del ‘900, da Ligeti a Hindemith, fino a Berio e Sollima. Seguono gli Alternative Station (Piazza delle Monache, 10/07 ore 22.30), quartetto riminese nato nel 2013, primo gruppo protagonista del progetto Wash Up, guidato da un team di ragazzi di Santarcangelo che in questi anni ha presentato incontri inediti tra musicisti locali e artisti legati al Festival. Maurizio Abate, musicista che spazia tra blues, folk, elettronica e psichedelia, e Lucia Gasti, violinista di formazione classica, diplomata in musica elettronica propongono un live (Piazza delle Monache, 11/07 ore 22.30) con brani tratti dall’album solista di Maurizio, che sancisce l’inizio della loro collaborazione. Kaelan Mikla (Piazza delle Monache, 12/07 ore 22.30) è un giovane trio islandese tutto al femminile dedicato al synth/post-punk, il cui ultimo album è considerato tra le migliori uscite del 2018: una miscela di reminiscenze post-punk e no-wave in una cornice eterea, oscura e neoromantica. Dopo concerti con artisti del calibro di The Cure e Placebo, il trio porta a Santarcangelo un live ammaliante, gotico e malinconico, capace d’incantare il pubblico grazie alla sua intensità e al carisma delle protagoniste. Cosmesi fa un roof concert (Centro Anziani Franchini, 14/07 ore 21.30) di Eva Geatti, Nicola Toffolini e Marcello Batelli: un concerto sul terrazzo, un esperimento musicale con 8 canzoni pop, suonate, scritte e cantate da artisti che non hanno mai suonato uno strumento, e un vinile distribuito da un’etichetta discografica. Irena Kotvitskaya presenta a cappella l’arcaica ma vivissima tradizione canora della Bielorussia (concerto Piazza delle Monache 14/07 ore 23.00, conferenza Piazza Ganganelli, 12/07 ore 21.30): con video, immagini e registrazioni raccolte durante i suoi viaggi, l’etnomusicologa e cantante folk offre una narrazione storica di questo territorio, canzone per canzone.

LA NOTTE DEL FESTIVAL: I DJ-SET DI IMBOSCO

Sotto un tendone da circo nascosto tra gli alberi, ai piedi del Parco Cappuccini a fianco del fiume Uso, Imbosco è lo spazio che accoglie il pubblico alla fine del programma di spettacoli, proponendo ogni notte un dj-set diverso: 05/07 Bronson Produzioni con Call me, serata disco anni ’80; 06/07 Playgirls from Caracas, frizzante fritto misto al femminile, lancia in pista trash, pop, cantautorato, elettroclash, punk, rrriot, synth pop e molto altro; 07/07 Ubi Broki, aka F. De Isabella, co-fondatrice del collettivo milanese Strasse, anima un party di matrice electro-romantic-queer; 08/07 Wodevi crea un mosaico di musiche da tutto il mondo, tempi e generi, legate da sintetizzatori, drum machine, campionatori e poesie; 09/07 ClashDisko, aka Massimiliano Renzi, spazia dalla musica concreta al pop, dai suoni d’avanguardia al puro intrattenimento; 10/07 WoWo, queer e femministe non binarie, Stefania ?Alos Pedretti e Francesca R.Y.F. Morello ai vinili e ai notebook, per una selezione con brani dagli anni ’20 ai ’90; 11/07 Dani, tra sensuale hip-hop queer e musica elettronica araba, apre uno spazio sicuro per reclamare la complessità di tutte le identità; 12/07 Palm Wine, progetto di Simone Bertuzzi, è un dj-set dalle calde sonorità border-crossing, con suoni e immaginari post-globali; 13/07 Tropicantesimo Circus, in cui i colori e i calori della foresta tropicale animano un rituale musicale, con interventi Irena Kotviskaya, Holiday Inn e Alessandro Sciarroni; 14/07 Silvia Calderoni propone un dj-set coinvolgente in cui il corpo e la musica si fondono in un mash-up di electropunk, 80’s, new wave e trash, con interventi di R.Y.F.

I PROGETTI DEI RAGAZZI E ALTRI APPUNTAMENTI DEDICATI AL TERRITORIO

Quasi 500 ragazzi, bambini e adolescenti del territorio, fanno parte della comunità del Festival, recitando, partecipando ai workshops, curando il programma annuale, portando il loro contributo come volontari, festeggiando, discutendo. Appuntamenti fissi del Festival sono i progetti realizzati con loro: gli spettacoli che aprono una finestra sulle loro attività annuali saranno presentati in una speciale anteprima la sera del 4 luglio allo Sferisterio. La non-scuola / Teatro delle Albe presenta Don Chisciotte, dedicato al poeta Gianni Fucci, frutto del lavoro di un gruppo di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che ha lavorato sul romanzo di Miguel de Cervantes, tra suggestioni letterarie, dialoghi, immagini e improvvisazione. Let’s Revolution! è un laboratorio per studenti dai 13 ai 18 anni, portato avanti dal 2016 da Teatro Patalò con il sostegno di Santarcangelo Festival e Comune di Santarcangelo, che quest’anno ha dedicato il proprio percorso di ricerca ai futuri possibili, con la guida di Luca Serrani e Isadora Angelini (Fino alla fine del mondo). In aggiunta al programma di arti performative, oltre ad alcuni workshop e ai momenti di condivisione di pratiche con gli artisti ospiti del Festival, la programmazione del Festival comprende una serie di talk a cura di Eva Geatti dal titolo Conferenze Santarcangioline, la presenza degli Artigiani del Corpo e della Mente, che porteranno i loro servizi dedicati alla cura e al benessere in Piazza Ganganelli durante i weekend, alcuni tour del territorio realizzati con Valmatrek e le visite guidate agli allestimenti, dedicate agli appassionati di cantieri (aka Umarel). Inoltre come ogni anno il Festival ospita un mercatino artigianale e propone un’offerta di ristorazione vegan-friendly, con alimenti eco-sostenibili locali. Il programma include anche un calendario di proiezioni gratuite all’aperto ogni sera in Piazza Ganganelli.

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Volterra: bloccata la costruzione del teatro. Il garante regionale minaccia sciopero della fame

Un milione di euro per un teatro da 200 posti nel carcere di Volterra. I soldi ci sono già da un anno, ma del teatro neppure l’ombra. È il paradosso che lascia perplessi i detenuti e la Compagnia della Fortezza, che da trent’anni organizza attività teatrali all’interno del penitenziario in provincia di Pisa, dove molti reclusi (tra i 162 complessivi) non sono soltanto spettatori degli eventi teatrali, ma attori protagonisti.

«In un momento di crisi del carcere ci deve essere spazio per l’arte, la bellezza e la cultura. L’esperienza di 30 anni della compagnia di Armando Punzo è così starordinaria che deve essere valorizzata e merita una sede di teatro stabile nel carcere di Volterra». Così il garante regionale dei diritti dei detenuti Franco Corleone è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dei progetti per la costruzione di un teatro stabile nella fortezza medicea. «Il progetto è bloccato a causa della burocrazia, del temporeggiamento delle istituzioni e dei dubbi di alcuni degli attori coinvolti, tra cui la sovrintendenza pisana che ha cambiato guida recentemente» aggiunge Corleone. Sul carcere di Volterra ci sono alcuni vincoli architettonici vista la storicità del penitenziario, che sorge all’interno di un’antica fortezza. Ma il garante Corleone non ci sta e annuncia lo sciopero della fame: «Dentro quel carcere, in questi anni, è stato costruito di tutto, non capiamo perché non si possa realizzare un teatro, sono stati presentati tre progetti e almeno uno di questi deve essere realizzato perché il teatro costituisce una grande opportunità culturale e rieducativa sia per chi vive il carcere sia per chi sta fuori. Voglio dare 15 giorni di tempo alle istituzioni coinvolte (Provveditorato opere pubbliche, Sovrintendenza e Dap), dopodiché, se non arriveranno risposte concrete, comincerò il digiuno».
L’architetto Ettore Barletta, direttore dell’ufficio tecnico dell’amministrazione penitenziaria ha presentato anche un ulteriore studio per la realizzazione di una sala con 200 posti per la fruizione del pubblico, un progetto che ancora deve essere sottoposto ai pareri tecnici e della Sovrintendenza. Si tratterebbe di costruire una sala teatro nel Bastione del Cassero, una zona che al momento non viene utilizzata.
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Fuori Programma. Festival internazionale di danza contemporanea a Roma

Fuori Programma, con la direzione artistica di Valentina Marini, alla sua quarta edizione torna in scena nell’estate 2019 appunto con un “Fuori Programma” tracciando un itinerario di spettacoli e laboratori diffusi per la città. Dalla precedente sede del Teatro Vascello a Monteverde si sposta per abitare gli spazi del Teatro India, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Daf Dance Arts Faculty. Dieci artisti provenienti dall’Italia, Germania, Francia, Spagna condividono con il pubblico visioni e creazioni che ci accompagnano dal 27 giugno al 7 settembre. Il Festival è prodotto da European Dance Alliance/Valentina Marini Management con il contributo di Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili , con il sostegno di Teatro di Roma, Teatro Biblioteca Quarticciolo e CrAnPi.

Derivazioni di Salvo Lombardo
Derivazioni di Salvo Lombardo

Il Festival apre il 27 giugno alle ore 19.30 con il percorso urbano Derivazioni (Teatro Biblioteca Quarticciolo) a firma di Salvo Lombardo (IT) per Chiasma, parte di un ciclo di performance urbane numerate progressivamente e realizzate in diverse città italiane. I temi principali del lavoro nascono da un’indagine che Salvo Lombardo sta conducendo negli ultimi anni sulla percezione e la memoria del gesto in rapporto all’idea di spazio pubblico. L’1 luglio alle ore 21.00, Thomas Noone (ES) in After the party (Teatro Biblioteca Quarticciolo), debutto assoluto della sua nuova creazione, co-prodotta dal Festival in cordata con le principali istituzioni spagnole: è una creazione che, oltre a segnare una breve pausa di creazione per la sua compagnia, è anche un’inflessione nella sua carriera di performer che si misura con il teatro di figura. Il 2 luglio alle ore 19.30, Noone è protagonista della pièce site specific As if I (Daf Dance Arts Faculty). È ancora lo spazio urbano del quartiere Quarticciolo e il palco dell’omonimo teatro a ospitare l’8 luglio alle ore 20.30 e 21.30 Variation n.1 a firma di Camilla Monga (IT), parte dello spettacolo Golden Variations -pièce per un trombettista e due performer -e creata appositamente per Fuori Programma Festival in attesa del debutto in versione completa a Bolzano Danza. Dal 10 luglio si apre la sezione Festival ubicata al Teatro India che ospita in apertura l’anteprima del nuovo atteso progetto di e con Michela Lucenti Concerto Fisico,uno spettacolo che celebra i 15 anni della ricerca artistica del collettivo Balletto Civile (IT); a seguire il 21 luglio alle ore 21.00, un altro appuntamento importante, Erectus di Abbondanza/Bertoni (IT), secondo capitolo del progetto Poiesis di cui abbiamo ospitato lo scorso anno, con risultati straordinari, il primo lavoro, La Morte e la Fanciulla. Il 24 luglio segue una serata doppia, pensata per gli spazi di India e dedicata alla prima nazionale di Equal Elevations (ore 21.00) del visionario Marcos Morau e il suo gruppo La Veronal (ES) seguito da un Inedito (ore 21.45) in esclusiva per Fuori Programma a firma di Mauro Astolfi per Spellbound Contemporary Ballet (IT). Il 27 luglio alle ore 21.00 è in calendario il quarto e ultimo spettacolo a India, che vede in scena per la prima volta a Roma e in esclusiva italiana la Sita Ostheimer Company (DE) in Us-Two, progetto nato per spazi industriali e perfetto per l’ambiente urbano del Teatro India; lo spettacolo che fa tappa a fine luglio a Bolzano Danza. Ancora un progetto vicino ai processi e alle stesure laboratoriali, le restituzioni, il 31 luglio ore 19.00 negli spazi del Daf, del risultato creativo del Summer Intensive dell’acclamato autore Emanuel Gat (FR). La chiusura del programma riporta il pubblico il 6 e 7 settembre ore 18.00 e 21.00 negli spazi del Teatro Biblioteca Quarticciolo per le quattro recite di Anima di Emanuele Soavi In Company (DE), una performance site specific di danza e video arte già nominata al Premio Danza Volonia 2017.

Fuori programma  propone dunque uno sguardo sul vasto paesaggio della scena internazionale, raccogliendo una gamma di creazioni espressione di linguaggi differenti, legate a una geografia altrettanto variegata per portare in scena negli appuntamenti del Festival, una sintesi delle più interessanti e recenti produzioni coreografiche. L’approccio alla danza contemporanea diventa quindi un atto di fiducia per rinnovare i propri interessi, per ridisegnare la poetica e il senso estetico che appartiene alla nostra civiltà, e si pone come dispositivo per riscoprire, attraverso l’uso del corpo e la musica, una sensibilità volta alla pluralità e alle differenze.” La scelta, non facile, di collocare la programmazione durante il periodo estivo, nasce dalla volontà di creare una continuità nell’offerta culturale cittadina e non condizionare l’immaginario dei mesi estivi alle sole proposte pop en plen air ma permettere ai tantissimi romani che ancora in estate risiedono in città, così come ai turisti che affollano la nostra meravigliosa Roma, di usufruire di una proposta artistica che che guardi all’Europa riuscendo a fare da ponte tra questa e gli altri Festival estivi nazionali.

Fuori Programma rinnova anche quest’anno la collaborazione con Casa dello Spettatore che curerà INCONTRO ALLA DANZA_fuori programma. Tre appuntamenti con il pubblico l’1, 21 e 27 luglio, per percorrere insieme un cammino condiviso dentro gli angoli di un’arte antica, costantemente elaborata e ripensata. Gli incontri si terranno a partire dalle ore 19.00 al Teatro Biblioteca Quarticciolo l’1 luglio e Teatro India il 21 e 27 e sono a ingresso gratuito. Per partecipare e richiedere informazioni è possibile scrivere a info@casadellospettatore.it.

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