Spettacolo dal vivo: ulteriori 27 milioni di euro per organismi extra FUS

“Sono stati destinati ulteriori 27 milioni di euro per sostenere tutte quelle realtà del mondo della musica, del teatro, della danza, del circo e dello spettacolo viaggiante che ancora non attingono alle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo. Ma che lo potranno fare grazie alle nuove regole per il 2021. All’interno di un settore dell’industria creativa italiana particolarmente colpito dalla pandemia, queste realtà, fuori dal perimetro dei sostegni statali ordinari, meritano particolare attenzione, perché esprimono la vitalità, la ricchezza e la diversità del panorama nazionale dello spettacolo. Ora più che mai, anche in vista della prossima riapertura di cinema e teatri, il sostegno delle istituzioni deve proseguire, fin quando si tornerà a una situazione di piena normalità”.

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha firmato il decreto che alloca 27 milioni di euro del fondo emergenza cinema, spettacolo e audiovisivo, istituito già dal decreto legge Cura Italia e rifininziato più volte in questi mesi, al sostegno degli organismi operanti nei settori della musica, del teatro, della danza e del circo che non sono stati destinatari di contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo nell’anno 2019, portando così il totale delle risorse impiegate nel sostegno a queste realtà a 80,6 milioni di euro e a quasi 600 milioni di euro la somma complessiva finora destinata all’emergenza dello spettacolo dal vivo in oltre un anno di pandemia.

Le risorse previste da quest’ultimo decreto verranno ripartite tra i soggetti beneficiari in parti uguali e, comunque, in misura non superiore a 10 mila euro per ciascun beneficiario. Per accedere al contributo possono presentare domanda i soggetti che possiedono i seguenti requisiti: prevedere nell’atto costitutivo o nello statuto lo svolgimento di attività di spettacolo dal vivo nei settori teatro, musica, danza o circo; avere sede legale in Italia; non aver ricevuto, nell’anno 2019, contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo; aver svolto, tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020, un minimo di 15 rappresentazioni e aver versato i contributi previdenziali per almeno 45 giornate lavorative; ovvero, in alternativa, aver ospitato nel medesimo periodo un minimo di 10 rappresentazioni ed essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Entro 10 giorni dalla data di registrazione del decreto da parte degli organi di controllo, la Direzione generale Spettacolo pubblicherà un avviso con le modalità e le scadenze per la presentazione delle domande di contributo, nonché per le verifiche documentali e per l’assegnazione dei contributi. L’erogazione dei contributi verrà disposta dalla Direzione Generale Spettacolo entro il 15 luglio 2021. Il provvedimento è stato inviato agli organi di controllo per la registrazione.

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indennità

In pagamento le indennità per intermittenti ex art.44

indennità

Emergenza Continua informa che le indennità per lavoratrici e lavoratori intermittenti ex art.44, in riferimento al DL 41, risultano in pagamento, in data 8 aprile.

Info tecniche

Per verificare bisogna entrare nella propria area personale sul sito INPS (con spid o pin) e proseguire cliccando:

-“fascicolo previdenziale del cittadino”;
-“prestazioni”;
-“pagamenti”.

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Piccolo Teatro Grassi

Coordinamento Spettacolo Lombardia occupa il Piccolo Teatro Grassi

Piccolo Teatro Grassi

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, giornata di mobilitazione in tutto il territorio nazionale, il Coordinamento Spettacolo Lombardia ha deciso di intraprendere l’occupazione pacifica di un luogo simbolico come il Piccolo Teatro Grassi di via Rovello (Milano). È stato scelto questo luogo per la sua storia. Il Teatro Grassi è “il primo teatro comunale di prosa d’Italia”, nato con l’impegno di essere “un teatro d’arte per tutti”.
Come dicono le parole dei fondatori, il teatro è “il luogo dove una comunità, liberamente riunita, si rivela a se stessa: il luogo dove una comunità ascolta una parola da accettare o da respingere, perchè, anche quando gli spettatori non se ne avvedono, questa parola li aiuterà a decidere nella loro vita individuale e nella loro responsabilità sociale”.
In queste parole si riconosce il Coordinamento che ha dato vita a questa azione.

Viene quindi istituito un Parlamento Culturale Permanente come luogo di incontri, assemblee, dibattiti, laboratori e proposte artistiche. Sono chiamati a partecipare le lavoratrici e i lavoratori, le imprese culturali, le piccole e medie compagnie, le istituzioni e tutte le realtà che compongono il settore, per un’assunzione di responsabilità condivisa.
Per costruire una ripartenza sostenibile da tutti, a partire dai più fragili, considerando il lavoro come centralità e motore di tutte le categorie, non solo del settore culturale.

A questa azione partecipano anche le studentesse e gli studenti delle Scuole, delle Università e delle Accademie di Milano come parte integrante e fruitrice del mondo della Cultura. Saranno al nostro fianco oggi per non diventare i precari di domani. “Prove per uno spettacolo vivo” è un gesto artistico e politico che rivendica lo spazio che da più di un anno è stato negato alla Cultura, per discutere/denunciare le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere duramente nella nostra società. 

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Piano Operativo

Approvato il Piano Operativo 2021 per lo Spettacolo dal Vivo del Lazio

È stato approvato il nuovo Piano Operativo 2021 per lo Spettacolo dal Vivo del Lazio che vedrà uno stanziamento di oltre 1,9 milioni di euro, il 23% in più rispetto al 2020, a cui si aggiunge oltre 1 milione per progetti di valorizzazione, officine, residenze, bande e cori e manifestazioni folkloristiche. Il Programma 2021, inoltre, prevede la predisposizione di nuove misure per venire incontro alle difficoltà dei tanti operatori del settore derivanti dalle misure per il contenimento della pandemia. Sono allo studio, infatti, ulteriori forme di sostegno e, come già avvenuto nel 2020, verrà valutata la possibilità di concedere deroghe al regolamento regionale e agli avvisi in corso. Così in un comunicato la Regione Lazio.

“L’approvazione di questo nuovo Piano Operativo per lo Spettacolo dal Vivo è fondamentale per dare una risposta concreta alla crisi di tanti operatori del settore e per preparare insieme la ripresa quando ci saremo lasciati alle spalle l’emergenza sanitaria”, ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Nel corso del 2020, abbiamo sostenuto tutte le realtà dello spettacolo con contributi per il pagamento dei canoni di locazione, per la realizzazione di attività di promozione culturale e sociale, anche in remoto, e con contributi una tantum a fondo perduto per mitigare gli effetti negativi dovuti alla chiusura delle sale teatrali e dei luoghi della cultura.

Ma abbiamo anche promosso investimenti innovativi per rafforzare la competitività del settore, favorendo l’adozione di tecnologie digitali e per l’efficientamento energetico: strumenti fondamentali per promuovere il teatro, la musica, la danza perché le porte delle sale si aprano presto a un pubblico ancora più vasto e variegato. Per il 2021, abbiamo intenzione di fare ancora di più perché vogliamo tornare a vivere la Bellezza e per farlo c’é bisogno del lavoro e della passione di ognuno di noi”.

Oltre 1,9 milioni del Piano Operativo sono destinati alle produzioni di spettacolo dal vivo, ai centri di produzione di teatro e danza, ai festival e alle rassegne teatrali, musicali, di danza ma anche circensi e di teatro di strada; ai circuiti regionali, orchestre ed ensemble musicali, ai progetti per favorire l’accesso dei giovani allo spettacolo dal vivo in collaborazione con le istituzioni scolastiche; all’educazione e formazione musicale, teatrale e coreutica; al teatro di figura e alle iniziative di spettacolo dal vivo destinate ai bambini e all’infanzia. A queste risorse si aggiungeranno anche nel 2021, 600mila euro per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale attraverso lo Spettacolo dal Vivo destinati alle associazioni che operano nel settore per la realizzazione di progetti in specifici luoghi della cultura del Lazio.

Inoltre, 200mila euro saranno destinati alle Officine culturali e di teatro sociale: progetti biennali che riguardino l’attivazione e gestione di centri di promozione di spettacolo dal vivo e di ‘teatro sociale’; ancora, 91 mila euro verranno investiti per le Residenze artistiche a cui si aggiungono 120mila euro di risorse del Ministero della Cultura, 100mila euro per le bande musicali, i cori, la coreutica e il teatro amatoriale e altri 100mila per i festival del folklore nel Lazio.

Circa 6 milioni di euro saranno destinati, inoltre, a importanti Fondazioni e Associazioni del territorio partecipate dalla Regione Lazio: le Fondazioni dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro dell’Opera di Roma Capitale, l’Associazione Teatro di Roma, le Fondazioni Musica per Roma e RomaEuropa Arte e Cultura e ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio. Si tratta di enti di rilevanza sia statale che regionale colpiti, come tutto il resto del settore, dalle restrizioni imposte per l’emergenza epidemiologica che hanno condizionato il regolare svolgimento delle attività di spettacolo dal vivo.

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Protocollo

Firmato Protocollo di rete tra le Imprese di Teatro d’Innovazione

Protocollo

Firmato il Protocollo di rete tra le Imprese di Teatro d’Innovazione. Nato da un’idea di alcune compagnie associate ad ANCRIT (l’associazione che in seno all’AGIS riunisce gli enti che agiscono nell’ambito del teatro di innovazione) ed esteso a tutte le realtà nazionali del settore, come concreta risposta alla perdurante crisi economica  e di sistema dettata dalla pandemia Covid-19, il protocollo si pone l’obiettivo di coinvolgere  le Imprese italiane del Teatro di Innovazione, sia dell’ambito della Sperimentazione e Ricerca, che di quello dell’Infanzia e Gioventù, in un percorso straordinario di collaborazione e reciproco sostegno, quanto mai necessario, data l’eccezionalità del momento. 

Un programma di cooperazione che cerca di garantire a tutti gli aderenti la circuitazione  dei propri spettacoli e il raggiungimento dei minimi di giornate recitative richiesti dal DM  31 dicembre 2020.  Al protocollo hanno aderito 66 imprese teatrali che, nell’autonomia delle linee artistiche, si sono impegnate ad ospitare prioritariamente all’interno delle proprie programmazioni spettacoli di imprese aderenti, nonché a rappresentare i propri spettacoli ad un cachet ridotto  pari ai soli costi vivi. 

Lungi dal voler attuare logiche di scambio, il Protocollo si rivolge a tutte le compagnie, non  solo a quelle che svolgono pura attività di produzione, ma anche a quelle che affiancano  all’attività di produzione la programmazione di stagioni, festival e rassegne. In questo periodo estremamente difficile, infatti, in cui paiono ridursi le risorse messe a disposizione dagli Enti Locali e conseguentemente si corre il rischio di vedere vanificati  sui territori anni di lavoro di progettazione culturale e di formazione dei pubblici, l’avere a disposizione un ricco repertorio di produzioni a costi “calmierati”, vuol dire perseguire il  duplice obiettivo di salvaguardare la capillarità e la qualità dell’offerta culturale sui territori e consentire all’intero sistema del Teatro contemporaneo il superamento di questa fase di  crisi. 

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campania teatro festival

Campania Teatro Festival, la 14° edizione dal 12 giugno all’11 luglio 2021

159 eventi per un mese di programmazione in luoghi all’aperto e in totale sicurezza. 10 sezioni, 70 debutti assoluti e 3 nazionali. Anteprima il 19 marzo con il Maestro Riccardo Muti al teatro Mercadante. A settembre spazio alla sezione Danza e a quella Internazionale con gli spettacoli della regista argentina Marina Otero, del coreografo greco Dimitris Papaioannou e del regista svizzero Cristoph Marthaler.

Campania Teatro Festival

Stesso slogan, nuovo Festival. Stesso slogan, Il teatro rinasce con te, perché a distanza di un anno la vera rinascita del settore teatrale appartiene ancora alla categoria degli annunci e dei buoni propositi. Nuovo Festival perché questa edizione 2021, la quinta diretta da Ruggero Cappuccio, passerà alla storia per essere quella dove il Napoli Teatro Festival diventa il Campania Teatro Festival.

Un modo per anticipare il futuro di una manifestazione che dal 2022 estenderà sempre più la sua azione culturale da Napoli all’intera regione, rendendo organico il legame e l’unitarietà tra i beni paesaggistici e architettonici, ma anche per ribadire e meglio specificare l’impegno concreto della Regione Campania a sostegno di una rassegna multidisciplinare, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano, che sa coniugare la cultura nazionale e internazionale con la bellezza di alcuni dei luoghi più suggestivi e simbolici del territorio campano.

Una ricchezza che viene esaltata, valorizzata e veicolata non solo attraverso il coinvolgimento di tante importanti realtà del panorama teatrale italiano ed estero, ma anche con l’attenzione al talento e alle professionalità di molte produzioni e compagnie che operano da anni in Campania, con un impegno che in alcuni casi non è solo artistico ma anche sociale. Saranno più di 1500 i lavoratori dello spettacolo della nostra Regione che faranno parte del Campania Teatro Festival 2021. Un segnale concreto di sostegno non formale a chi continua a subire quotidianamente sulla sua pelle le dure conseguenze economiche della pandemia in un settore da sempre in difficoltà. In attesa, e con l’auspicio, che lo Stato faccia stabilmente la sua parte, come accade in altri Paesi d’Europa, riconoscendo diritti che al momento sono ancora negati.

Sede principale del Festival, con l’allestimento di ben otto palchi, sarà quest’anno il Real Bosco di Capodimonte, che ospiterà per un mese una vera e propria cittadella teatrale tra Cortile della Reggia, Casino della Regina, Giardino Paesaggistico di Porta Miano, Manifattura della Porcellana, Giardino Paesaggistico Pastorale, Praterie della Capraia, il Giardino dei Principi e lo spazio del Cisternone, dove si terranno gli eventi del DopoFestival. Una scelta dettata da tre motivi, tutti egualmente importanti: la vastità degli spazi, fondamentale per i tempi che ancora viviamo, la felice esperienza della precedente edizione e il rapporto di grande collaborazione con il direttore Sylvain Bellenger.

Gli altri eventi si svolgeranno nel Teatro Grande di Pompei, al Belvedere di San Leucio a Caserta, a Montesarchio (in piazza Umberto I e nel Museo Archeologico del Sannio Caudino), nel Teatro Naturale di Pietrelcina, nell’Anfiteatro di Avella e a Salerno, nel Chiostro del Duomo e all’esterno del teatro Ghirelli. Appuntamenti a Napoli ci saranno anche nell’Archivio di Stato di Napoli, nel Refettorio del Chiostro di San Domenico Maggiore, a Made in Cloister e, sempre a Capodimonte, nella Sala Causa. L’anteprima del 19 marzo con il Maestro Riccardo Muti si terrà al teatro Mercadante, mentre gli spettacoli di settembre andranno in scena in tre diversi teatri cittadini: il Bellini, il Trianon e il Politeama.

Capodimonte, luogo tra i più rappresentativi dell’Epoca Borbonica, sarà anche centrale ne “Il sogno reale. I Borbone di Napoli”, un Progetto Speciale di Ruggero Cappuccio curato da Marco Perillo, che, rispondendo alla mission della Fondazione di promuovere e valorizzare i beni del patrimonio culturale materiale e immateriale della Regione, vuole coinvolgere, attraverso un focus storico e artistico sul secolo del Regno, alcuni dei principali siti borbonici della Campania. Il progetto, oltre a sette storie inedite redatte da narratori e interpretate da sette diversi attori, che andranno in scena nel Giardino dei Principi, prevede anche la pubblicazione di una guida stampata degli stessi siti, a cura dello stesso Marco Perillo, che sarà distribuita gratuitamente al pubblico che seguirà gli spettacoli in programma al Festival.

Il Campania Teatro Festival viaggia nel segno della continuità rispetto al passato, adottando ancora una volta uno schema che ne ha fatto in poco tempo una delle realtà culturali più riconosciute e riconoscibili del nostro Paese, apprezzata sempre di più in ambito internazionale come testimonia la costante e rilevante presenza nella rete Italia Festival e nell’EFA ( European Festival Association). Anche quest’anno sui 38 spettacoli di prosa nazionale saranno 29 i debutti assoluti, ribadendo quell’attenzione alle drammaturgie contemporanee che è ormai uno dei tratti distintivi della manifestazione. L’85% dei testi teatrali rappresentati al Campania Teatro Festival sono di autori viventi.

Confermate le 10 Sezioni (Prosa Italiana, Internazionale, Osservatorio, SportOpera, Danza, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Progetti Speciali), a riprova di una multidisciplinarità che ha caratterizzato tutte le edizioni dirette da Ruggero Cappuccio e rappresenta la vera e propria anima del Festival. Otto di queste sezioni sono programmate tra giugno e luglio, mentre quelle dedicate alla Danza e agli spettacoli Internazionali sono previste nel mese di settembre.  In particolare, per le Compagnie straniere sono già fissati tre debutti nazionali che hanno date e luoghi definiti: l’8 e il 9 al teatro Bellini di Napoli lo spettacolo della regista argentina Marina Otero, il 16 e il 17 il nuovo lavoro del coreografo greco Dimitris Papaioannou al teatro Politeama di Napoli, mentre il 23 e il 24 andrà in scena al teatro Bellini l’ultima creazione del regista svizzero Cristoph Marthaler, con Graham F. Valentine.

Protagonisti di questa edizione, che si aprirà in anteprima il 19 marzo al teatro Mercadante di Napoli con il concerto dell’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti (disponibile gratuitamente dal 26 marzo in streaming su live.napoliteatrofestival.it, cultura.regione.campania.it, ansa.it e ravennafestival.live), saranno, tra gli altri:

Massimo Andrei, Laura Angiulli, Valeria Apicella, Virginia Acqua, Corrado Ardone, Lello Arena, Euridice Axen, Roberto Azzurro, Nadia Baldi, Marco Baliani con I Filarmonici di Busseto, Marianella Bargilli, Consuelo Barillari, Peppe Barra, Mariano Bauduin, Maria Vittoria Bellingeri, Sonia Bergamasco, Giovanni Block, Alessio Boni, Andrea Bonioli, Simona Boo, Simone Borrelli, Luca Brignone, Elena Bucci, Roberto Caccioppoli, Fortunato Calvino, Capone & Bungt Bangt, Pino Carbone, Renato Carpentieri, Benedetto Casillo, Marianna Celia, Alì Chahrour, Daniele Ciprì, Roberto Colella (La Maschera), Paolo Coletta, Marina Confalone, Antonello Cossia, Emilia Costantini, il poeta e drammaturgo Giuseppe Conte, Enzo Curcurù, Laura Curino, Floriana D’Ammora, Roberto D’Avascio, Alessandra D’Elia, Emanuele D’Errico, Elio De Capitani, Rosaria De Cicco, Eduardo De Crescenzo, Concita De Gregorio, Ettore De Lorenzo, Massimo De Matteo, Francesca De Nicolais, il Maestro Roberto De Simone, Roberta Lidia De Stefano, Marco Dell’Acqua, Francesco Di Bella (24 Grana), Pino Di Buduo, Claudio Di Palma, Cristina Donadio, Igor Esposito,  Lalla Esposito, Gina Ferri,  Vincenzo Fiorillo, Flo, Gianluigi Fogacci, Adriana Follieri, Peppe Fonzo, Iaia Forte, Simona Fredella, Francesca Gammella, Mario Gelardi, Lello Giulivo, Gnut, Gianluca Gobbi, Enzo Gragnaniello, Yari Gugliucci, Paolo Iammarrone, Davide Iodice, Antonella Ippolito, Karima, Lamberto Lambertini, Gaetano Liguori, Teresa Ludovico, Claudio Malangone, Maldestro, Valter Malosti, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Milva Marigliano, Christoph Marthaler, Gea Martire, Leopoldo Mastelloni, Juan Olivier Mazzariello, Luciano Melchionna, Peppe Miale, Manuele Morgese , Enzo Moscato, Erica Mou, Massimo Munaro, Barbara Napolitano, Roberto Nobile, Marina Otero, Davide Paciolla, Ginestra Paladino, Alessandro Palladino, Ivo Parlati,  Daniel Pennac, Silvio Perrella, Luca Persico in arte ‘O Zulù (99 Posse), Riccardo Pippa con la Compagnia I Gordi, Alessio Pizzech, Alessandro Preziosi, Francesco Procopio, Carlotta Proietti, il violinista Alessandro Quarta, Raiz (Almamegretta), Danilo Rea, Dario Rea, Stefano Reali, lo psicanalista Massimo Recalcati, Maria Rippa, Stefania Rocca, Francesco Roccasecca, Michele Rossiello, Gabriele Russo, Davide Sacco e Agata Tomšič, Davide Sacco (non è un refuso, ma semplice omonimia), Renato Salvetti, Dario Sansone (Foja), Lara Sansone, Lina Sastri, Irene Scarpato (Suonne d’Ajere), Davide Scognamiglio, James Senese, Peppe Servillo, Marco Sgrosso, Benedetto Sicca, Virgilio Sieni, Giuseppe Sollazzo, Marina Sorrenti, Gianni Spezzano, Gabriella Stazio, Marina Turco, John Turturro, Stefano Valanzuolo, Graham F. Valentine, Patricia Zanco, Roberto Zappalà, Francesco Zecca e Luca Zingaretti.

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disposizioni

Ddl, disposizioni sul riconoscimento della figura professionale dell’artista e sul settore creativo

disposizioni

Tutelare i lavoratori dello spettacolo e del settore creativo, valorizzandone il lavoro in maniera omogenea. E’ la missione che si propone il disegno di legge “Disposizioni sul riconoscimento della figura professionale dell’artista e sul settore creativo” depositato in Senato dalla maggioranza. A firmare il provvedimento, infatti, definito anche “Statuto delle Arti”, sono il presidente della commissione Cultura, Riccardo Nencini (Iv-Psi) e i capigruppo nella 7a di Palazzo Madama dei partiti che sostengono il governo: Danila De Lucia (M5S), Maria Saponara (Lega), Roberto Rampi (Pd), Andrea Cangini (FI), Daniela Sbrollini (Iv) e Albert Laniece (Autonomie). 

E’ necessario “definire cosa si intende per artista, quale sia la peculiarità del lavoro dell’artista e quali siano i tratti tipici dei cosiddetti settori creative – spiegano i firmatari del ddl -. Ciò porrà le basi per un progetto di riforma del sistema di tutela previdenziale e sociale in tale ambito, partendo da riflessioni emerse nel dibattito nazionale ed europeo da oltre due decenni, come dimostrano gli studi, le ricerche, le proposte di risoluzione del Parlamento europeo e i programmi specifici di intervento per il settore culturale e creativo dell’Unione europea”.

La mancata attuazione della legge n. 175 del 2017, sottolineano i senatori della maggioranza, “richiede un nuovo intervento legislativo che offra il perimetro giuridico entro cui restituire certezze normative ad un settore particolarmente provato dalla situazione emergenziale che si protrae da oltre un anno”.

L’articolo 1 elenca i principi costitutivi. Lo Stato “promuove e sostiene la figura dell’artista, nella pluralità delle sue diverse modalità e forme espressive, anche tenendo conto delle prospettive offerte dalle tecnologie digitali in termini di espressioni culturali; riconosce il ruolo sociale dell’artista, quale vettore indispensabile per lo sviluppo della cultura e strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell’arte italiane in Europa e nel mondo, nonché quale componente dell’imprenditoria culturale e creativa e dell’offerta turistica nazionale; riconosce che la flessibilità e la mobilità sono elementi indissociabili nell’esercizio delle professioni artistiche e rende effettive le tutele per i lavoratori del settore; riconosce le specificità della prestazione artistica, ancorché resa in un breve intervallo di tempo, che richiede tempi di formazione e preparazione in genere più lunghi rispetto alla durata della performance riferita alla singola prestazione o alla successione di prestazioni analoghe;

riconosce l’importanza dei periodi di ripetizione, che costituiscono a pieno titolo ore di lavoro effettivo nella carriera degli artisti e di cui è necessario tener conto; riconosce le peculiarità del settore creativo, che ricomprende le attività aventi ad oggetto le opere, i prodotti, i beni e i servizi, indipendentemente dal loro carattere materiale o immateriale, frutto di processi artistici, culturali o creativi; promuove e sostiene le arti quali strumenti per preservare e arricchire l’identità culturale e il patrimonio spirituale della società, quali forme universali di espressione e comunicazione; riconosce il valore formativo ed educativo delle arti, anche per favorire l’integrazione e per contrastare il disagio sociale; promuove lo studio, la conoscenza storico-critica e la pratica delle arti, in base a quanto previsto dal decreto legislativo n. 60 del 2017; riconosce l’utilità sociale dello spettacolo, anche ai sensi della legge 6 giugno 2016, n. 106”. 

L’articolo 2 disciplina la figura professionale dell’artista. Per artista si definisce “qualsiasi persona che crea o dà espressione creativa a, o ricrea, le opere d’arte, che considera la sua creazione artistica come una parte essenziale della sua vita, che contribuisce in tal modo allo sviluppo di arte e cultura, indipendentemente dal fatto che sia vincolato da qualsiasi rapporto di lavoro o associazione”. Per professione artistica si intende “una prestazione  lavorativa che si svolge nell’ambito delle attività di spettacolo, indipendentemente dalla natura del rapporto di lavoro o del contratto di lavoro”.

Per attività di spettacolo si intende “un’attività caratterizzata  dalla compresenza di professionalità artistiche e tecniche e di un pubblico, in un contesto unico e non riproducibile riguardanti: le attività teatrali; le attività liriche, concertistiche, corali; le attività musicali popolari contemporanee; le attività di danza classica e contemporanea; le attività circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione, nonché le attività di spettacolo viaggiante; le attività a carattere interdisciplinare e multidisciplinare quali espressioni della pluralità dei linguaggi artistici; i carnevali storici e le rievocazioni storiche”.

L’articolo 3 delinea il perimetro del settore creativo che comprende “l’insieme delle attività riguardanti o connesse alle fasi di creazione, progettazione, produzione, realizzazione, messa in scena, allestimento tecnico, distribuzione, diffusione, promozione, divulgazione di opere, prodotti, beni e servizi, frutto o che includono e si avvalgono di processi artistici, culturali e creative”.

Nel settore creativo sono ricomprese “le attività, anche qualora siano compiute nell’ambito di un’organizzazione aziendale, imprenditoriale e industriale, che hanno per oggetto la creazione, la progettazione, la produzione, la realizzazione, l’allestimento tecnico, la distribuzione, la diffusione, la promozione, lo studio e la ricerca, la divulgazione e l’utilizzazione di opere, prodotti, beni e servizi artistici, culturali e creativi, indipendentemente dal loro carattere materiale o immateriale e dalle modalità, dalle tecnologie, dalle piattaforme tecnologiche, ivi compresi il digitale e la multimedialità, di realizzazione, produzione, diffusione, distribuzione, accesso, fruizione da parte del pubblico, quali, in particolare, il cinema, l’audiovisivo, la musica, l’editoria, i servizi media audiovisivi e radiofonici, i videogiochi, l’insegnamento delle discipline artistiche e delle discipline comunque connesse allo spettacolo e alle arti performative”. 

L’articolo 4, al fine di garantire la trasparenza, la completezza, l’affidabilità e la sicurezza, istituisce presso il Ministero della Cultura uno “Sportello unico per lo spettacolo e il settore creativo” destinato a raccogliere tutte le informazioni riguardanti: le diverse professioni artistiche, eventualmente catalogate in appositi Registri che ne delineino i tratti peculiari, distinguendo anche tra attività amatoriali e quelle dei professionisti; le diverse professioni rientranti nei settori creativi, eventualmente catalogate in appositi Registri; le condizioni di lavoro, mobilità, disoccupazione, salute, ricostruzione di carriera e pensione degli artisti e dei lavoratori dello spettacolo e del settore creative; le procedure per l’organizzazione degli eventi di spettacolo e il relativo svolgimento, in Italia e all’estero; i datori di lavoro o i prestatori di servizi che ingaggiano gli artisti”.

Le modalità di costituzione, di articolazione in Registri, di raccolta delle informazioni e di tenuta dello Sportello unico sono definite con decreto del Ministro della Cultura, previo parere della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Lo Sportello unico, gestito dal Ministero della Cultura “con le risorse umane e finanziarie disponibili a legislazione vigente, è alimentato dalle amministrazioni interessate, le quali collaborano al fine di migliorare il coordinamento e lo scambio di buone pratiche”.

L’articolo 5 istituisce presso il Ministero della Cultura un Tavolo di confronto con gli operatori dello spettacolo e del settore creativo, con lo scopo di avviare un dialogo permanente per la soluzione delle criticità del comparto, anche sui temi del precariato storico e delle prospettive di ripresa dopo la fase connessa alla pandemia da Covid-19. Diversi gli obiettivi del Tavolo: l’elaborazione di proposte finalizzate a definire i contratti di lavoro nel settore dello spettacolo e nel settore creativo; l’analisi della condizione previdenziale e assicurativa dei lavoratori dello spettacolo e del settore creativo, al fine di avanzare eventuali proposte di miglioramento o integrazione della disciplina vigente; l’approfondimento sulle peculiarità della prestazione artistica considerata la natura atipica dei metodi di lavoro dell’artista; il monitoraggio e il riconoscimento delle nuove professioni connesse al settore dello spettacolo, tra cui anche le attività di insegnamento di arti e mestieri, da assoggettare all’obbligo assicurativo con le modalità previste dall’articolo 3, secondo comma, del decreto legislativo n. 708 del 1947, come modificato dall’articolo 43 della legge n. 289 del 2002.

Il Tavolo è presieduto dal ministro della Cultura o da un suo delegato ed è composto da rappresentanti designati dalle associazioni maggiormente rappresentative, nominati dal ministro stesso. Un decreto del MiC determinerà le modalità di funzionamento, incluse le modalità di espressione dei pareri, nonché la durata del Tavolo. Ai componenti del Tavolo non spettano compensi, indennità, rimborsi di spese o gettoni di presenza comunque denominati. L’attuazione dell’articolo 5 non devono produrre “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

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Prender-si cura, residenze d’arte al Mattatoio di Roma

Marina Donatone. Nell’ambito di Prender-si cura, Mattatoio di Roma, 2020. Credits: Monkeys Video Lab e Azienda Speciale Palaexpo

Un luogo di creatività e condivisione, in cui il dialogo, lo scambio, l’accoglienza e la commistione costituiscono le condizioni essenziali per la ricerca e la produzione artistica: torna Prender-si cura, il programma di residenze d’arte ospitato dal Mattatoio di Roma negli spazi de La Pelanda. Ideato e curato da Ilaria Mancia e giunto alla seconda edizione, il progetto approfondisce il concetto di “cura” a partire proprio dalle relazioni messe in atto in un contesto di ospitalità, dedicato alla ricerca e alla produzione, con l’obiettivo non solo di favorire la sperimentazione ma anche di dare agli artisti un concreto supporto di fronte alle difficoltà imposte da questi mesi di pandemia.

Dopo le prime residenze che hanno visto protagonisti con esiti inediti il coreografo Alessandro Sciarroni, il drammaturgo e sound designer Riccardo Fazi insieme allo scrittore Matteo Nucci e il duo Brutal Casual Magazine composto dalla dj Lady Maru e dal fotografo Jacopo Benassi, saranno tanti gli artisti che si avvicenderanno nei prossimi mesi in questa edizione 2021 del progetto: Annamaria Ajmone, Gianmaria Borzillo, Marina Donatone, Silvia Calderoni e Ilenia Caleo, Giulia Crispiani, Roberto Fassone, Valentina Furian, Sara Leghissa, Zapruder filmmakersgroup. Muovendosi tra performance, video, musica, teatro, danza, arti visive, gli artisti saranno chiamati a sperimentare ed esplorare le diverse possibilità di utilizzo dello spazio sia scenico che museale, in una ricerca costantemente aperta a nuove declinazioni e alla collaborazione anche con i curatori e altre istituzioni culturali a livello nazionale e internazionale.
   

In attesa di poter organizzare occasioni di incontro e attraversamento delle residenze, quando potranno essere superate le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, il Mattatoio offre la possibilità di vivere le attività artistiche nel loro sviluppo curiosando nel work in progress grazie allla documentazione sui profili social ufficiali e soprattutto al Diario, curato in collaborazione con Paola Granato (https://medium.com/prender-si-cura): il progetto, oltre a permettere di osservare le varie fasi di ricerca e di creazione dell’opera d’arte, in genere precluse al pubblico, consente anche di ripercorrere online il lavoro già svolto nel 2020 con Annamaria Ajmone, Rä di Martino, Marina Donatone, Giuseppe Vincent Giampino, Sara Leghissa, Jacopo Jenna con Roberto Fassone, Claudia Pajewski, Luigi Presicce, Cristina Kristal Rizzo, Michele Rizzo, Alexia Sarantopoulou con Ondina Quadri.

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Occupato il Teatro Odeon di Parigi, la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura

I lavoratori e le lavoratrici della cultura e del turismo francesi hanno occupato il Teatro Odeon di Parigi per chiedere più sostegno al governo dopo un anno di pandemia che ha devastato i loro redditi.

Con sacchi a pelo e cibo, si sono sistemati all’interno della hall decorata e dei balconi dell’Odeon Theatre del XIX secolo per richiamare l’attenzione sulle loro richieste. Circa 50 persone hanno occupato il teatro a partire da giovedì e hanno srotolato striscioni in cima alla sua facciata a colonne con la scritta “Cultura sacrificata” e “Sei lavoratori disoccupati su 10 non risarciti – Scandalo!”.

I manifestanti chiedono, tra le altre cose, un altro anno di aiuti statali speciali per i lavoratori teatrali stagionali, che spesso lottano per sbarcare il lunario ma sono rimasti particolarmente penalizzati da quando il virus ha colpito il Paese. I teatri, i cinema, i musei e i siti turistici francesi, al pari di quelli italiani, sono rimasti chiusi per gran parte dello scorso anno e non sono stati annunciati piani di riapertura.

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Confini e sconfinamenti

Confini e sconfinamenti, la scena contemporanea siciliana si racconta

Confini e sconfinamenti

Rete Latitudini presenta “Confini e Sconfinamenti”, ciclo di sei incontri-bio-interviste con gli autori della Nuova drammaturgia, in diretta streaming, ideato e curato da Filippa Ilardo e Simona Scattina, con il patrocinio di ANCT (Associazione Nazionale Critici Teatrali). 

Un vero e proprio viaggio nella drammaturgia siciliana contemporanea per “raccontare” le poetiche, definire le ragioni delle scritture teatrali, confrontarsi con gli autori, con attori, con studiosi, critici e organizzatori.

Il primo appuntamento, condotto da Filippa Ilardo sabato 27 febbraio alle 18.30, che avvierà questo affascinante progetto, è la conversazione sul tema “Tra le pieghe del sottinteso”, tra il drammaturgo Tino Caspanello e gli autori Stéphane Resche e Christine Resche, docenti de l’Université Paris Est Creteil.

La critica teatrale Filippa Ilardo descrive così Confini e Sconfinamenti: “Viaggiare tra i testi e le parole per offrire uno strumento didattico, divulgativo, di comprensione e riflessione sulle pratiche di scritture e su come queste siano in dialogo con le pratiche sceniche, con l’arte attoriale. Da questo nasce questo ciclo di incontri.

La voglia di offrire uno strumento di confronto utile a chi voglia immergersi nell’arte della scrittura scenica, e di raccontare al pubblico, dal di dentro le motivazioni, le ragioni, le coordinate delle poetiche dei drammaturghi più rappresentativi della nostra terra, del nostro tempo.

Simona Scattina, docente di Discipline dello spettacolo presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, chiarisce: “in questi primi sei incontri ospitiamo alcuni tra i protagonisti e le protagoniste di quella che possiamo definire una parabola teatrale dirompente, che dall’ultimo decennio del Novecento ha rilanciato le quotazioni della Sicilia come fucina creativa della scena teatrale contemporanea.

Artisti che spiccano all’interno della scacchiera della drammaturgia siciliana per ingegno drammaturgico, voglia di rinnovamento e audacia. Gli incontri saranno un modo per conoscerli meglio, ma per interrogarsi anche sul ruolo delle arti performative in un periodo di così profonde trasformazioni”. 

Gigi Spedale, Presidente della Rete Latitudini,conclude: “Occorre anche mettere a frutto costruttivamente questo, ormai troppo lungo, periodo di clausura imposta e dolorosa. Latitudini, grazie alla collaborazione scientifica dell’Università di Catania e dell’ANCT, dà vita a questa preziosa occasione di analisi e riflessione sulla scrittura dei nostri autori.

Sarà naturale prosecuzione e approfondimento del mirabile lavoro avviato con WRITE, l’avvio di un discorso organico che penso ci porterà lontano, esplorando la miniera della drammaturgia siciliana, levando lo sguardo oltre i nostri “confini”. 

Gli incontri verranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram di Latitudini.

Calendario di Confini e sconfinamenti

SABATO 27 FEBBRAIO ORE 18.30

TINO CASPANELLO: TRA LE PIEGHE DEL SOTTINTESO
Conversazione con l’autore e Stéphane e Christine Resche (Università Paris Est Creteil)
Coordina FILIPPA ILARDO

SABATO 6 MARZO ORE 18.30            

TURI ZINNA: IBRIDARE LA NARRAZIONE
Conversazione con l’autore e Anna Maria Monteverdi (Università degli Studi di Milano – La Statale)
Coordina SIMONA SCATTINA

SABATO 13 MARZO ORE 18.30

LINA PROSA: PERFORMARE IL MITO
Conversazione con l’autrice e Jean-Paul Manganaro (Professore emerito di Letteratura italiana contemporanea – Université de Lille III)
Coordina SIMONA SCATTINA

SABATO 20 MARZO ORE 18.30

ROSARIO PALAZZOLO: SCENA MULTIPLA E ALTRE METAFISICHE
Conversazione con l’autore, Gerardo Guccini (ALMA MATER STUDIORUM – Università di Bologna) e Martina Vullo
Coordina FILIPPA ILARDO

SABATO 10 APRILE ORE 18.30

VUCCIRÌA TEATRO: COREOGRAFIE DEL SÉ
Conversazione con la Compagnia e Stefano Tomassini (Università IUAV di Venezia)
Coordina SIMONA SCATTINA

SABATO 17 APRILE ORE 18.30

CUTINO – PETYX: LA PAROLA DEL CORPO |  IL SUONO DELLA CARNE
Conversazione con la Compagnia M’arte, Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Massimo Marino (Corriere di Bologna – Doppiozero)
Coordina FILIPPA ILARDO

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