La stagione in due fasi del Piccolo Teatro di Milano

Il Piccolo Teatro di Milano riaprirà in autunno con una stagione modellata sulle esigenze delle norme sul Covid e articolata in due fasi: la prima, fino a fine anno, è stata modellata tenendo conto di tutte le regole sul distanziamento (che prevedono ad esempio l’obbligo di stare a due metri di distanza sulla scena o altrimenti di indossare mascherine ffp2), e i biglietti saranno in vendita dal 14 settembre. La seconda invece ipotizza un allentamento delle misure al fine di evitare che il distanziamento sanitario necessario per le norme anticovid diventi “distanziamento sociale”.

“Una risposta responsabile” – ha spiegato alla presentazione il direttore uscente Sergio Escobar, che dopo 22 anni lascerà la guida del teatro a fine mese – alla drammatica contingenza, in profonda sintonia con lo sforzo potente di tutta la città che sulla cultura ha sempre puntato, investito come strumento di ricostruzione sociale.

“Siamo chiamati a un impegno senza precedenti. Sarà una battaglia difficile”, ha aggiunto il sindaco di Milano Giuseppe Sala riconoscendo al Piccolo di avere “dimostrato di non arrendersi”. D’altronde questo è nel dna del teatro fondato nel dopoguerra da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, di cui nel 2021 si celebrano i cento anni dalla nascita.

“La riapertura – ha sottolineato il presidente del Piccolo Salvatore Carrubba – è un grande atto di speranza e di fiducia per la città”. Non a caso, ospiterà anche spettacoli di altri teatri di Milano (il teatro i e il teatro della cooperativa) che avrebbero faticato a far entrare gli spettatori nelle loro sedi. “L’augurio – ha aggiunto Andrea Rebaglio vicedirettore area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo – è che il Piccolo possa farsi interprete e capo fila di una nuova proposta”.

E allora ecco che – accantonate tre produzioni che erano in progetto e a cui si è dovuto rinunciare, fra cui una con protagonista Toni Servillo – il teatro ospiterà dall’11 settembre Tramedautore – festival internazionale delle drammaturgie, il festival Mix di cinema Gaylesbico e Queerculture, (mentre sarà a novembre il progetto Next di Regione Lombardia, realizzato con Cariplo). Il sipario si alzerà il 6 ottobre per ‘Con il vostro irridente silenzio’ ideato da Fabrizio Gifuni a partire dalle lettere e dal memoriale di Aldo Moro, ma in programma figura anche Franco Branciaroli con la Notte dell’Innominato, Paolo Rossi con Pane o libertà. Su la testa, e Lella Costa, per i cento anni dalla nascita di Franca Valeri, a interpretare La vedova di Socrate.

Sono quattro le produzioni del Piccolo in questa prima fase di stagione: Storie di Stefano Massini, andato in anteprima nella programmazione estiva del teatro, la ripresa della Tragedia del vendicatore di Declan Donnellan, ma anche la prima assoluta di Edificio 3 con la regia dell’autore argentino Claudio Tolcachir e una versione particolare di Natale in casa Cupiello in cui ha interpretare tutti i ruoli è Fausto Russo Alesi. Non senza difficoltà (date le diffidenze verso il Nord Italia e le limitazioni ai viaggi) ci saranno anche ospitalità straniere come l’anteprima del Milano Flamenco Festival, e De Living, creazione del regista Ernsan Mondtag realizzato dal teatro belga NTGent. Fra gli spettacoli previsti nel 2021 c’è invece Hamlet di Antonio Latella, che avrebbe dovuto debuttare lo scorso febbraio dopo oltre un mese di prove.

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Fuori Programma, Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Dal 28 al 30 luglio al Teatro India

Fuori Programma, con la direzione artistica di Valentina Marini, torna in scena nell’estate 2020 con la sua quinta edizione. Il Festival è prodotto da European Dance Alliance/Valentina Marini Management con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo e V Municipio. 

Il calendario, che si divide quest’anno in due sezioni itineranti per la città, assolve a una vocazione che risponde alla partecipazione e alla relazione tra luoghi, persone e geografie disegnando una diversa traiettoria attraverso i quartieri e i Municipi coinvolti per ribaltare il rapporto tra centro e periferie. La prima parte del Festival si svolge a fine luglio, dal 28 al 30, attraversando gli spazi esterni del Teatro India con tre eventi nell’arena, per poi proseguire, nel mese di settembre, con performance urbane itineranti nei cortili e giardini del Quartiere Quarticciolo (Municipio V).

I tre appuntamenti programmati nei rinnovati spazi esterni del Teatro India sono progetti esclusivi riscritti dagli autori in versione site specific da fruire all’ora del tramonto.  Lava Bubbles (28 luglio ore 19.45) di Roberto Zappalà e Nello Calabrò affida a Compagnia Zappalà Danza e due batteristi live la serata di apertura. La pièce, che parte del progetto Nella città, la danza, esplora il rapporto tra la performance e il territorio che la accoglie. Le “bolle” citate nel titolo oltre a evocare l’Etna, simbolo naturale della regione in cui la compagnia risiede, vogliono essere metafora del ritmo della vita quotidiana, di un magma incessante che scorre ridefinendo continuamente il tessuto urbano e sociale delle città contemporanee e, in questo caso auspicio, di un nuovo fermento, di una nuova vitalità che insieme andremo a riscoprire. Il secondo appuntamento è affidato alla scrittura coreografica di Fabrizio Favale che presenta un riallestimento del dittico Ibis Tanz e Lute-arrivo delle scintille e dei bagliori in ogni cosa (29 luglio ore 19.45), creazione per due danzatori de Le Supplici e coprodotto da MilanOltre. Chiude il terzo giorno di programmazione Last Space (30 luglio ore 19.45), un progetto di Marco Di Nardo per Frantics Dance Company accompagnato dal live set a cura di Molotoy-Andrea Buttafuoco. Il collettivo con sede a Berlino sintetizza la ricerca di un gruppo di performer la cui esperienza fonde B-boying, Hip-hop, tecniche di improvvisazione e tecniche contemporanee. Chiude questa prima parte del Festival, il live set Musique d’ameublement  (30 agosto ore 22.00), illuminata intuizione del celebre compositore Erik Satie, dove l’elettronica di Andrea Buttafuoco incontra il violoncello di Carmine Iuvone, polistrumentista per Nicola Piovani, Francesco Motta, Danilo Rea e la tromba di Domenico Rizzuto, jazzista che vanta numerose collaborazioni internazionali quali Craig Haynes, Bob Quaranta, Pete Locket. Tape loops. 

Il Festival prevede Incontri a cura di Casa dello spettatore (28 luglio ore 18:30; 29 e 30 luglio ore 19) tra opere, spettatrici e spettatori nel tempo disteso dell’estate, un’occasione per ri-trovarsi in un fuori programma che, a partire dall’esperienza di vedere la danza contemporanea, riattiva dopo una lunga e forzata pausa, una conversazione in presenza tra città e creatività; e subito dopo gli spettacoli, incontri a cura di Viviana Raciti con i protagonisti: Roberto Zappalà (28 luglio) e Marco Di Nardo & Andrea Buttafuoco (30 luglio). 

Fuori Programma prosegue l’indagine creativa iniziata nel 2016 intorno al vasto paesaggio della scena contemporanea internazionale. La recente emergenza virale, che ha coinvolto lo stato di salute fisica, economica, artistica nazionale e internazionale, carica di nuove urgenze e significati il Festival esaltando la potenza dell’imprevisto, del fuori programma appunto, in relazione alla prossimità tra i corpi e al loro movimento libero nella città. 

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A Genova il teatro viaggiante arriva in TIR

Un camion che magicamente si apre e diventa palcoscenico, con luci e scenografie come in un vero teatro, pronto a portare un carico di bellezza e spettacoli nelle piazze di Genova e della Liguria. È questo il fulcro di TIR – Teatro In Rivoluzione, il progetto ideato da Davide Livermore e promosso dal Teatro Nazionale di Genova in partnership con il Comune di Genova e la Regione Liguria.

Tre tappe a Genova – Piazza della Vittoria, Villa Bombrini a Cornigliano, Fascia di Rispetto di Prà – una a Savona al Priamar e tra fine agosto e settembre tappe in diversi Comuni liguri (da Santo Stefano Magra alla Valle Scrivia), con spettacoli che vanno dall’opera di Mozart “Bastiano e Bastiana” ai recital di Paolo Rossi, Laura Marinoni, Elisabetta Pozzi, Ugo Dighero, sino alle serate Homo Ridens, pillole di comicità letteraria animate da attori e musicisti.

L’ingresso sarà gratuito, anche se per rispondere alle normative anti Covid, in questa estate così diversa dalle altre, gli spettatori dovranno prenotare tramite il sito del teatro (scegliendo tra posti singoli o affiancati a seconda delle proprie esigenze).

Il programma sarà inaugurato da “Bastiano e Bastiana” di Mozart con la regia di Davide Livermore. Il direttore del Teatro Nazionale di Genova riprende la produzione originale “Bastià i Bastiana”, che aveva realizzato a Valencia per il Palau de les Arts Reina Sofia (da lui diretto dal 2015 al 2017). Completamente tradotto in italiano e messo in scena con un nuovo cast che comprende 4 attori, 3 cantanti e 6 musicisti (con la direzione musicale di Aida Bousselmà), lo spettacolo, che sarà presentato in tutte le località toccate dal TIR, è coprodotto dal Teatro Nazionale di Genova con il Teatro Carlo Felice.

«Il teatro itinerante esiste da sempre, quando avevo realizzato “Bastià i Bastiana” sul camion teatro, in Spagna come paragone avevano citato nientemeno che La Barraca di Garcìa Lorca» commenta Davide Livermore. “Certo per il pubblico è un elemento di sorpresa e di fascino vedere quello che da fuori sembra un normale tir trasformarsi in un teatro su ruote. Il valore aggiunto è che ci permette di muoverci agilmente da un posto all’altro, portando direttamente sotto casa dei cittadini liguri l’esperienza dello spettacolo dal vivo. In questo frangente della nostra storia e della nostra vita è più importante che mai che sia il teatro ad andare incontro al pubblico”.

Fornito da una ditta specializzata, il TIR chiuso è lungo 9,25 mt. e largo 2,35 mt. Si apre grazie a un complesso sistema idraulico, che sviluppa un palcoscenico di tutto rispetto, largo 15 metri, profondo 8,5 mt. e altrettanto alto.

Alcune tappe del TIR sono ancora in fase di definizione. Il programma completo sarà disponibile a breve su www.teatronazionalegenova.it

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Fuori Fuoco. Al via la VII edizione del Festival Dominio Pubblico

Dominio Pubblico_La Città agli Under 25, il festival interamente dedicato alla creatività dei più giovani, giunge alla suasettima edizione per due weekend consecutivi, dal 24 luglio al 2 agosto 2020, al Teatro India – Teatro di Roma ed eccezionalmente allo Spazio Rossellini. 

Dopo il successo registrato nella precedente edizione con oltre 5000 spettatori, anche quest’anno la manifestazione offre più di 30 eventi: 7 spettacoli di teatro, 6 di danza, 6 eventi di musica dal vivo, 2 spettacoli di circo, esposizioni e installazioni di artisti visivi, 6 proiezioni di cortometraggi, 3 performance.

Dominio Pubblico sarà uno tra i primi festival in Italia e nella Capitale a ripartire dopo il lockdown, offrendo un evento culturale pubblico, sperimentando nuovi modi per accogliere gli artisti, gli operatori e gli spettatori. Il progetto che si dimostra, anno dopo anno, essere il più significativo evento italiano focalizzato sulla creatività di artisti con meno di 25 anni, nato tra le pareti del teatro Argot Studio e del teatro dell’Orologio, ha tra i suoi principali obiettivi quello di configurarsi come un percorso di audience developement pensato per un gruppo di giovani spettatori attivi, anche loro under 25, chiamati non solo a selezionare e programmare tutti gli eventi presenti all’interno del festival, ma anche a occuparsi di ogni singolo aspetto della sua organizzazione. 

Lo spirito del progetto, quello di sperimentare nuovi linguaggi, quest’anno si concretizza in un festival ibrido in cui gli artisti scelti si sono resi disponibili da subito a riadattare i loro spettacoli per non perdere l’occasione ad andare in scena, pur con modalità differenti dettate dalle disposizioni anti Covid-19.

Come sottolinea Tiziano Panici, direttore artistico: “La nuova direzione artistica composta da 20 membri tra ragazzi e ragazzecosì come tutta la settima edizione dell’evento è stata però messa a dura prova da quello che il mondo intero sta vivendo da circa tre mesi. La pandemia globale ha inevitabilmente cambiato il modo di vivere di ciascuno di noi. Il mondo dello spettacolo ha subìto una fortissima battuta d’arresto che ha portato tanti rappresentanti della categoria a chiedere alle istituzioni di discutere su come poter ricominciare, su come poter riattivare il mondo artistico, adesso congelato, che non deve essere considerato meno importante degli altri perché costituisce un fondamentale alleato per potersi riprendere da questo stato di impasse”.

Grazie alla storica collaborazione con il Teatro di Roma, Dominio Pubblico prenderà vita negli spazi esterni del Teatro India con il teatro, le performance, la musica dal vivo, le mostre e le installazioni. Lo Spazio Rossellini, nuovo Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio, ospiterà gli eventi di danza e teatro fisico che non potranno essere fruiti in presenza (se non per un limitatissimo numero di spettatori, 40) ma che verranno trasmessi in live streaming, su DPlay, sulla pagina Facebook di Dominio Pubblico. (www.facebook.com/dominio.teatro).

Spazio anche al circo con Bigup e la Compagnia Can Bagnato, che animeranno l’area esterna del Teatro India con due eventi buskers, e alle arti visive con l’esposizione Fuori Fuoco – collective exibitionrealizzata in collaborazione con UP – Urban Prospective Factory, allestita presso lo spazio esterno del Teatro India e visitabile gratuitamente nei giorni e negli orari di programmazione del festival. E ancora, la sezione Nuovo cinema under 25, che propone una rassegna di corti e documentari grazie alla fertile collaborazione portata avanti con Girogirocorto Film Festival Le giornate di Cinema Queer, in programmazione dal 27 al 30 luglio in live streaming su DPlay.

Oltre a essere stato riconosciuto dal MIBAC come una delle 20 realtà meritevoli di finanziamento nel capitolo Promozione/Formazione del pubblico, il progetto, anno dopo anno, ha ampliato sempre di più i suoi orizzonti, consolidando numerose collaborazioni con importanti network teatrali, partner nazionali e internazionali che consentono agli artisti di entrare a far parte di un circuito sempre più stimolante. Dominio Pubblico, infatti, è stato promotore di una rete nazionale, il network RisoИanze, composta dalle direzioni artistiche under 30 del Festival 20 30 di Bologna e del premio Direction Under 30 del Teatro Sociale di Gualtieri con il preciso obiettivo della diffusione e della tutela delle giovani realtà italiane.

Questa settima edizione vede il coinvolgimento di KRAYON, uno dei più noti pixel artist italiani. Il tema dell’incerto, dello sfuocato, dell’indeterminato è stato ripreso dall’artista che ha realizzato l’immagine grafica del tutto innovativa, incentrando il suo lavoro sul tema del Fuori Fuococlaim di Dominio Pubblico 2020. Come spiega l’artista “la generazione degli under 25, che da anni convive con un senso di incertezza sul futuro, è oggi, inevitabilmente, ancora più fragile e ulteriormente smarrita. Nell’immaginare come possa essere interpretato un nuovo evento mi sono posto nei panni di uno spettatore di fronte a un canale disturbato, dove il flusso di dati si muove a velocità diverse e in alcuni casi mantiene un’impressione dell’immagine precedente, in altri crea un rumore visivo di sottofondo.

TUTTO IL PROGRAMMA > http://www.dominiopubblicoteatro.it

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Un gesto per il presente. Presentato il programma del Romaeuropa Festival

È stato presentato il programma del Romaeuropa Festival 2020 rimodulato in stretta aderenza alle direttive vigenti sul distanziamento in scena e in sala e nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.

Il Festival si svolgerà dal 18 settembre al 15 novembre. L’inaugurazione del festival è affidata a una creazione speciale di Sasha Waltz con i suoi danzatori nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica a cui seguiranno, nello stesso spazio all’aperto, il concerto monografico di Bryce Dessner con Katia e Marielle Labèque e il Parco della Musica Contemporanea Ensemble, le tecnologie sonore di Robert Henke, le celebrazioni di Wim Mertens e uno speciale Ascanio Celestini insieme al PMCE Tonino Battista per la riscrittura di testo e musica di “Pierino e il Lupo” di Prokof’ev e di “Pulcinella” di Stravinskij.

REf2020 riafferma con forza, anche in una situazione di ridotta mobilità transnazionale, la vocazione internazionale con due spettacoli di Bashar Murkus e il Khashabi Theatre di Haifa, Elli Papakonstantinou e l’OCD Ensemble, Azkona & Toloza, due spettacoli di Arkadi Zaides, Kat Válastur, Ersan Mondtag/NTGent, Viktor Černicky, Iris Karayan, Joy Alpuerto Ritter, Pianohooligan con Silesian String Quartet, tutti per la prima volta al REf.

Il festival torna quest’anno nel magnifico piazzale di Villa Medici, dov’è nato 35 anni fa, con una serie di lectures “Dialoghi sulla paura” di Sandro Veronesi, Alessandro Piperno, Michela Murgia, Melania Mazzucco Edoardo Albinati curati da Francesco Siciliano e Francesca d’Aloja e sono confermate tutte le sezioni: Anni Luce a cura di Maura Teofili, Dancing Days a cura di Francesca Manica, Digitalive a cura di Federica Patti, Kids&Family a cura di Stefania Lo Giudice.

La necessaria attenzione alla scena italiana si articola con Filippo Andreatta/OHT, presente con due creazioni, Anagoor, Virgilio Sieni, Enzo Cosimi, Frosini/Timpano, Muta Imago/Alvin Curran, Bartolini/ Baronio, Andrea Belfi, Quayola, Stefano Pilia Massimo Pupillo, Fabrizio Ottaviucci, Fabiana Iacozzilli, la Compagnia Quattrox4, il Teatro del Carretto, Simona Bertozzi, senza dimenticare le nuove proposte con Luna Cenere, Masako Matsushita, Camilla Brison, Francesco Alberici, il doppio progetto di Martina Badiluzzi, le compagnie Dromosofici Locomoctavia, TeatroViola, Lorem, Collettivo Mine, Matteo Marchesi, i vincitori delle call Opera 4.0, Sounds of Silences, Vivo d’Arte DNA Appunti Coreografici e il focus sulla nuova drammaturgia con il progetto Situazione Drammatica a cura di Tindaro Granata con Caroline Baglioni(vincitrice Biennale College Teatro 2019 – Autori Under40), Tatjana Motta (vincitrice Premio Riccione per il Teatro 2019) Fabio Pisano (vincitore Premio Hystrio, Scritture di Scena 2019).

Assieme compongono quello spirito multidisciplinare che da sempre anima il REf e che attraverso le opere degli artisti vuole restituire una visione e un racconto originale del nostro presente con un forte rinnovamento generazionale che attraversa l’intero programma 2020: circa il 70% sono al REf per la prima volta.

Per le misure di distanziamento che limitano fortemente la capienza delle sale ci saranno circa 40.000 posti in meno ma ciò nonostante la Fondazione Romaeuropa ha optato per una politica di riduzione dei prezzi dei biglietti per tutti gli spettacoli in programma con l’intenzione di garantire una maggiore accessibilità e possibilità di condivisione.

L’agorà di REf2020 si estenderà anche negli spazi virtuali del web con progetti speciali ad hoc come lo streaming live dell’edizione “quarantena” dei Complete Works/Table Top Shakespeare di Forced Entertainment che si svilupperà durante tutte le nove settimane del REf presentando live tutti i 36 testi del Bardo, oltre alle opere di Myriam Bleu & LaTurbo Avedon, Alexander Whitley, Mara Oscar Cassiani e il nuovo percorso di contenuti settimanali on line del REf: EXTRACT.

> SCARICA IL PROGRAMMA

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Regione Lazio: risorse inadeguate e burocrazia eccessiva

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal Coordinamento dello Spettacolo dal Vivo della Regione Lazio costituito da oltre 60 realtà che lavorano nel campo delle arti sceniche.

Il Coordinamento dello Spettacolo dal Vivo della Regione Lazio nasce nei mesi dell’emergenza sanitaria scoppiata in seguito al diffondersi del Covid-19. È formato da 60 realtà che lavorano nel campo delle arti sceniche (teatro, danza, musica, circo e multidisciplinari): operatori culturali, artisti, produttori e distributori. Strutture che coinvolgono oltre 16.000 lavoratori e lavoratrici dello spettacolo. In questi mesi le vite di tutti noi sono state stravolte e profondamente mutate.

Durante i mesi di lockdown il Coordinamento ha lavorato alla creazione di un “Documento Condiviso di proposte” sottoponendolo alla Presidenza e agli Uffici competenti della Regione Lazio. La Presidenza della Regione e il suo Gabinetto hanno accolto alcune delle proposte inserendole nelle “Disposizioni transitorie per lo spettacolo dal vivo connesse all’emergenza da Covid-19”. Ma su due aspetti fondamentali e vitali per il nostro settore nulla è cambiato: le economie messe a disposizione e le tempistiche per le assegnazioni.

Sulle tempistiche: abbiamo aspettato 9 mesi per la pubblicazione delle graduatorie per i progetti triennali e annuali destinati a finanziare le nostre attività nel 2020 e nei tre anni a venire (l’avviso pubblico a cui abbiamo partecipato scadeva il 30 settembre 2019 e le graduatorie sono state pubblicate il 30 giugno 2020, dopo 9 mesi!). 

Un ritardo che mette in ginocchio l’attività di molte imprese nell’anno della crisi più terribile che abbia mai colpito il nostro Paese.

Sulle economie: la totale inadeguatezza delle risorse messe in campo per il FURS (Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo dal Vivo) ha causato l’esclusione di moltissimi soggetti che operano nel campo della cultura da molti anni e altre realtà che rappresentano importanti esperienze d’innovazione: 18 strutture, anche se raggiungono il punteggio richiesto per accedere al contributo non saranno finanziate per mancanza di risorse. E moltissimi altri progetti importanti rimangono in attesa fuori dalla porta. Un impoverimento dello sviluppo culturale in tutta la Regione. 

Anche quest’anno il nostro settore ha segnalato la scarsità delle risorse destinate allo Spettacolo dal Vivo nella Regione Lazio: 1.465.251 € per il 2020 per finanziare una legge che regolamenta l’intero comparto dello spettacolo regionale: Festival e rassegne, Centri di Produzione, Produzioni, Orchestre ed ensemble musicali, Progetti per l’accesso dei giovani allo spettacolo dal vivo, Educazione e formazione musicale, teatrale e coreutica.

Questa dotazione economica non è sufficiente per rispondere alle esigenze di attività di spettacolo dal vivo di un territorio vasto come la Regione Lazio, formato da 5 province e popolato da quasi 6 milioni di persone, soprattutto in questo periodo così complesso.

CHIEDIAMO al Presidente Nicola Zingaretti e al Capo di Gabinetto Albino Ruberti un impegno concreto verso il nostro settore attraverso:

– l’implementazione delle risorse economiche del FURS 2020 per un immediato reintegro dei 18 progetti risultati idonei al contributo ma a oggi ingiustamente esclusi per mancanza di fondi, come annunciato dal Presidente Zingaretti nel comunicato del 2 luglio;

– strumenti finanziari che consentano, tenendo presente l’ampio numero e la qualità della proposta di spettacolo dal vivo creata dalle imprese operanti nella Regione, un ampliamento dei soggetti ammessi al contributo per l’annualità 2020 e il triennio 2020/2022;

– snellimento burocratico per una concreta semplificazione amministrativa, in particolare ora, nelle variazioni e rimodulazioni dei progetti causate dall’emergenza sanitaria, che si attui nell’eliminazione di un’ulteriore approvazione dei programmi da parte della Commissione di valutazione;

 implemento della dotazione economica del FURS per il 2021 e per gli anni a seguire per dare dinamicità al sistema: sia attraverso bandi annuali per lo spettacolo dal vivo, per le strutture che sono state escluse dal triennio, sia per supportare maggiormente le attività triennali in corso. Affinché tutte le strutture possano proseguire la loro attività e non rischiare il collasso, vanificando il lavoro di anni e l’impatto culturale, sociale ed economico sul territorio regionale. 

Vogliamo che i nostri interlocutori politici e la pubblica amministrazione riconoscano attraverso azioni concrete e il giusto supporto economico il valore strategico del nostro settore, cercando di prendere in seria considerazione il rafforzamento di un sistema complesso che garantisce lavoro a moltissime persone e a diverse fasce generazionali di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo che da sempre animano la bellezza del nostro territorio.

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Il Cirque du Soleil ha annunciato la bancarotta assistita

Purtroppo il Coronavirus non fa sconti: il Cirque du Soleil si sarebbe dovuto esibire in Cina all’inizio del 2020, ma a quel tempo la Repubblica Popolare stava già fronteggiando l’epidemia e così la compagnia si è dovuta fermare. A marzo, la situazione è peggiorata con la diffusione del Covid-19 in tutto il mondo: il che ha significato non potersi esibire, ma anche trovarsi costretti a gestire il rientro dei tanti dipendenti (quasi duemila) in vari Paesi e quello delle attrezzature che dovevano tornare in Canada. Come ha ben esplicitato l’amministratore delegato Daniel Lamarre“Il nostro mondo è cambiato in una notte”. A fronte di tutto il Cirque du Soleil ha fatto ricorso alla bancarotta assistita puntando a ristrutturare il proprio debito.

“Negli ultimi 36 anni – afferma Daniel Lamarre – il Cirque du Soleil è stata un’organizzazione di grande successo. Con i ricavi zero legati alla forzata chiusura di tutti gli spettacoli per il Covid-19, il management ha deciso di agire in modo deciso per tutelare il futuro della società”.

Il circo si è affacciato alla pandemia già appesantito da un forte debito accumulato negli ultimi anni per finanziare una serie di acquisizioni decise per diversificare la sua offerta. Nel 2017 ha infatti acquistato Blue Man Production, nel 2018 la società di intrattenimento per bambini VStar Entertainment Group. Nel 2019 ha aggiunto al suo portafoglio Works Enetrtainment e la sua troupe di prestigiatori chiamata Illusionists. Quando la pandemia è scoppiata il Cirque du Soleil aveva solo sulla Strip di Las Vegas, per la quale è un’istituzione da anni, sei spettacoli su 44 a livello globale.

Nato sul successo di diversi artisti di strada del Quebec, il Cirque du Soleil – controllato dal fondo di private equity TPG Capital – ha presentato la sua richiesta di bancarotta in Canada. La richiesta di fallimento sarà esaminata oggi, martedì 30 giugno, dalla Corte superiore del Quebec. I maggiori azionisti, in base all’accordo proposto, inietteranno 300 milioni di dollari di liquidità nel Cirque du Soleil ristrutturato per facilitare la sua ripartenza, aiutare i dipendenti e farsi carico di alcuni degli oneri della società, fra i quali il rimborso dei biglietti per gli spettacoli cancellati.

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Teatro, musica e danza: i programmi della Biennale di Venezia per il 2020

I programmi di Danza Musica Teatro della Biennale di Venezia si svolgeranno quest’anno senza soluzione di continuità:

  • dal 14 al 25 settembre il 48. Festival Internazionale del Teatro, quarto atto del progetto del Direttore Antonio Latella, quest’anno pensato come una sorta di “collettiva” di artisti italiani, sollecitati a comporre tutte nuove opere attorno all’unico tema della censura
  • dal 25 settembre al 4 ottobre il 64. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, che il Direttore Ivan Fedele ha focalizzato sul dialogo tra generazioni, grandi personalità della musica del passato recente in dialogo con autori della più stringente contemporaneità
  • dal 13 al 25 ottobre il 14. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard, che completa il suo quadriennio di direzione perseguendo un’idea di danza inclusiva, praticata come un territorio senza limiti.

“La collaborazione virtuosa fra Teatro, Danza e Musica rappresenta l’esempio più calzante di un progetto più ampio che prevede di sviluppare il dialogo fra le arti che costituiscono l’anima della Biennale” afferma Roberto Cicutto, Presidente della Biennale di Venezia. E prosegue: “Le condizioni imposte dalla pandemia hanno dato anche qualche frutto involontariamente positivo. E’ infatti una buona cosa che in un periodo concentrato da fine agosto a fine novembre si svolgano la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica seguita, come in un passaggio di testimone, dai Festival di Teatro, Musica e Danza. E che ciò avvenga attraverso un legame profondo con Architettura e Arte che, se pur rinviate al 2021 e al 2022, saranno presenti nella Mostra curata dai sei direttori (Hashim Sarkis, Cecilia Alemani, Alberto Barbera, Antonio Latella, Ivan Fedele e Marie Chouinard) che al Padiglione Centrale dei Giardini racconterà i momenti chiave della storia della Biennale lunga 125 anni (1895-2020). In questo modo la Biennale si ripresenta al mondo dando un segnale importante e forte di unità e compattezza nella promozione della ricerca nel campo delle arti contemporanee”.

Osserva ancora Cicutto: “Teatro Musica e Danza hanno mantenuto i loro programmi (salvo qualche cambiamento per Danza che contava su presenze internazionali provenienti da Paesi che non possono ancora garantire la totale mobilità) allineandosi alla conferma di date e programmi della Mostra del Cinema. Da subito è stato chiaro che non ci saremmo “accontentati” di Mostre e Festival on line, ritenendo la presenza fisica un elemento fondamentale e insostituibile della piena fruizione dell’offerta della Biennale. Una scelta dettata anche dal rispetto per il grande lavoro fatto in questi anni con dedizione e passione dai Direttori Artistici delle tre discipline che oggi presentano i loro programmi”.

BIENNALE TEATRO

Con 27 artisti, 28 titoli – tutte novità assolute – per un totale di 40 recite, Antonio Latella allestisce il suo “Padiglione Teatro Italia che costituisce il 48. Festival Internazionale del Teatro (14 > 25 settembre). Dichiara il Direttore Antonio Latella: “Abbiamo cercato di costruire una mappatura di artisti che sono al di fuori di queste leggi e che raramente vengono programmati dai teatri istituzionali, ma che si stanno imponendo all’attenzione della critica e degli operatori; artisti che, soprattutto, stanno costruendosi un loro pubblico, fortemente trasversale e che esce dalla costrizione dell’abbonamento. Molti artisti invitati sono giovani, alcuni giovanissimi usciti dal College di Regia della Biennale(per valorizzare il percorso fatto in questi anni, che si è preso la responsabilità di provare a lanciare nuovi talenti italiani), altri più grandi ma solo per questioni anagrafiche”.

Provengono dal vivaio di Biennale College: Leonardo Lidi, Fabio Condemi, Leonardo Manzan, Giovanni OrtolevaMartina Badiluzzi, vincitrice dell’edizione 2019/2020 di Biennale College Registi Under 30 con The Making of Anastasia, frutto di un percorso biennale che vede il tutoraggio di Antonio Latella, e  Caroline Baglioni, vincitrice di Biennale College Autori Under 40 con Il lampadario, che debutta nel Festival dopo un percorso lungo l’arco di un triennio (2018/2019/2020) con il tutoraggio di due importanti autrici del panorama nazionale: Linda Dalisi e Letizia Russo. Vicini, per generazione, sono anche Pablo Solari e Alessandro Businaro. Mentre alla generazione immediatamente precedente (primi anni ’80) appartengono Daniele BartoliniFilippo CerediLiv Ferracchiati, Antonio Ianniello, Giuseppe Stellato. Fra le compagnie, nate tutte nel nuovo millennio, ci sono: AstorriTintinelliBiancofangoIndustria IndipendenteBabilonia TeatriNina’s Drag QueensTeatro dei GordiUnterWasser. E ancora: figure consolidate nel panorama nazionale come Fabiana IacozzilliGiuliana MussoJacopo Gassmann. Infine, Mariangela Gualtieri, poetessa, attrice, autrice, cui è affidata l’inaugurazione del 48. Festival Internazionale del Teatro con uno dei suoi preziosi “riti sonori”, come sempre guidato da Cesare Ronconi, un rito pensato come inaugurale.

A tutti gli artisti – scrive Latella – è stato proposto di lavorare sul tema della censura, cercando di uscire dall’ovvietà di questa proposta per pensarla come valore “alto” da proporre al pubblico e agli operatori, pensando che i teatranti italiani faticano a entrare in un mercato internazionale e che quindi, in qualche modo, vengono censurati o nascosti, per il solo fatto di essere teatranti italiani”. Da autori come Fassbinder, D’Annunzio e Nabokov a personaggi storici come George W. Bush o il regista Elia Kazan, tantissime, diversificate e sorprendenti sono state le risposte che gli artisti hanno dato alla sollecitazione del tema.

Come ogni anno, le masterclass di Biennale College sono parte integrante del festival, pensate in funzione del tema comune affrontato. Una mastercalss sarò dedicata alla direzione artistica con Umberto Angelini e una sulla critica teatrale con  Claudia Cannella. Avrà esito pubblico la terza masterclass tenuta dal regista, coreografo e pedagogo Alessio Maria Romano, Leone d’argento di questa edizione del festival. 

Il bando di Biennale College – Masterclass è on line all’indirizzo: www.labiennale.org/it/biennale-college  fino al 12 luglio.

I Leoni del Teatro quest’anno vogliono premiare “artisti che danno e fanno tantissimo per il teatro ma che spesso restano in seconda linea, anche per responsabilità del regista, troppo spesso accentratore, che dimentica quanto il risultato finale sia spesso legato ai collaboratori che sceglie” (A. Latella). Il premio alla carriera è attribuito a Franco Visiolisound designer al fianco di Thierry Salmon, Peter Stein, Massimo Castri, Antonio Latella, autore di drammaturgie sonore che diventano parte essenziale di uno spettacolo sempre più polifonico, dove ogni elemento concorre ugualmente alla sua definizione. Il Leone d’argento è assegnato ad Alessio Maria Romano, regista e coreografo che ha lavorato ai movimenti scenici di spettacoli di Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Valter Malosti, Sonia Bergamasco, fra gli altri, oltre a impegnarsi nella pedagogia del movimento per la formazione degli attori. 

BIENNALE MUSICA

10 giorni con 18 appuntamenti che riservano 28 novità, di cui 15 in prima assoluta (7 commissionate dalle Biennale) e 13 in prima nazionale compongono il 64. Festival Internazionale di Musica Contemporanea.

Il Direttore Ivan Fedele ha voluto ricordare gli anniversari di Bruno MadernaLuigi NonoFranco DonatoniLudwig Van Beethoven. Con il FontanaMix e il Collettivo In.Nova Fert, autori e interpreti di Sette Canzoni per Bruno; con il violino di Francesco D’Orazio, il pianoforte di Francesco Prode e la tuba del giovanissimo Arcangelo Fiorello per tre brani di Nono per strumento solo ed elettronica; il Divertimento Ensemble di Sandro Gorli per Donatoni; i pianisti Leonardo ColafeliceWilliam GrecoPasquale Iannone per i tre concerti dove “trait d’union” è l’opera di Beethoven, proposta in un gioco di scambi con pagine della letteratura pianistica del secondo novecento di Karlheinz Stockhausen, Pierre Boulez, Franco Donatoni.

Sul fronte del teatro musicale: I Cenci di Giorgio Battistelli, opera che trova la sua prima versione in italiano a oltre 20 anni dal suo debutto con l’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera Italiana diretto da Francesco Bossaglia; e il visionario teatro di suoni di Instrumental Freak Show di Giovanni Verrando, ideatore di nuovi strumenti che vanno oltre l’orchestra acustica occidentale, interpreti i componenti dell’Interface Ensemble di Francoforte diretti da Francesco Pavan

Fra gli ensemble, gli undici elementi del Cairn Ensemble, fondato nel 1998 dal compositore Jérôme Combierl’Ensemble Fractales, nata a Bruxelles nel 2012, fra le più giovani e dinamiche formazioni della scena europea; l’Oktopus Ensemble che la compositrice, direttrice d’orchestra e docente Konstantia Gourzi ha avviato nel 2003 alla Hochschule für Musich und Theater di Monaco. 

Infine, l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius per il concerto inaugurale dedicato a Luis De Pablo e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Timothy Redmond, con un trittico di autori di prestigio (Fabio Vacchi Fabio NiederDai Fujikura).

Per Biennale College – Musica, quest’anno debutteranno 4 composizioni multimediali originali, grazie all’attività inaugurata lo scorso anno dal CIMM – Centro di Informatica Multimediale Musicale della Biennale di Venezia. Opere originali firmate da compositore e video artista: Matteo Gualandi e Silvio PetronzioLuca Guidarini e Andrea OmodeiMatteo Tomasetti Filippo Gualazzi, Francesco Pellegrino e Roberto Cassano

Sempre per Biennale College, sono in corso al CIMM di Mestre – Bissuola, l’infrastruttura che la Biennale, dallo scorso anno, ha dedicato alla multimedialità e alle tecnologie digitali, workshop dedicati a dj e producer di base, cui si aggiunge per la prima volta quest’anno un workshop per producer – performer.

Per la Musica il Leone d’oro alla carriera va al magistero del più grande compositore spagnolo vivente, Luis De Pablo, classe 1930, autore onnivoro e originalissimo, determinante nel rinnovamento musicale del suo Paese; e il Leone d’argento al compositore francese Raphaël Cendo, classe 1975, fondatore di un vero e proprio movimento estetico, il “saturazionismo”, che ha rivoluzionato il modo di concepire e scrivere musica attirando tanti giovani compositori. A De Pablo è dedicato il concerto inaugurale con la prima assoluta di Concierto para viola y orquesta e la prima italiana diFantasíasUn’altra prima italiana per Raphaël Cendo: Delocazione.

BIENNALE DANZA

Due settimane (13 > 25 ottobre) di spettacoli per il 14. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard con 19 coreografi autori di 23 titoli (7 in prima assoluta e 5 in prima nazionale), ma anche incontri e film.

Nel solco delle edizioni passate, i coreografi invitati, fra cui molti appartenenti alle generazioni degli anni ’80 e ’90, fanno della danza un territorio senza limiti, fra i più permeabili all’ibridazione, una danza che trova spazio in teatri, gallerie, musei e anche fiere. 

Il Festival vedrà ospiti: Olivier Dubois con Pour sortir au jour, un assolo intimo sulla memoria del corpo in cui si inscrive la storia stessa dell’arte della danza; la catalana Maria Campos e il libanese Guy Nader, con Times Takes the Time Time TakesNoè Soulier, apripista di una nuova generazione di coreografi,  con The Waves e Portrait of Frédéric Tavernini,; Lisbeth Gruwez, proveniente dal laboratorio artistico di Jan Fabre dopo una formazione nel classico, con Piano Works Debussy Lisbeth Gruwez dances Bob Dylan; la basca Jone San Martín conLegitimo/Rezo, il suo personale “diario di appunti” degli oltre vent’anni di lavoro con William Forsythe; Claudia Catarzi, interprete per i maggiori coreografi ma anche autrice di raffinati assoli e duetti, come Posare il tempo.

E ancora saranno ospiti del Festival: Matteo Carvone che rivisita un classico della danza con (Faun); Silvia Gribaudicon il successo di Graces, un’apoteosi della potenza liberatoria dell’imperfezione; Chiara Bersani, artista attiva nell’ambito delle arti performative e visive, con Gentle Unicornspettacolo manifesto della sua ricerca sul corpo politico; Marco D’Agostin, attivo in proprio dal 2010,  alla Biennale con Avalanche, che ha debuttato ai Recontreschorégraphique internationale de Seine-Saint-Denis.

Dopo l’esordio dello scorso per Biennale College, tornano sul palcoscenico del Festival Sofia Nappi e Adriano Bolognino, autori di una commissione della Biennale per due nuove opere, rispettivamente Ima Your Body is a Battleground.

Diversi sono gli appuntamenti di quest’anno con Biennale College – Danza. Silvia Giordano,  Emese NagyMelina Sofocleous, vincitori del bando coreografi, presenteranno tre creazioni libere e originali a conclusione di due mesi di lavoro, ricerca ed elaborazione con 7 danzatori professionisti e il confronto con esperti del settore. Tre i lavori presentati anche dai 12 danzatori del relativo College, al termine di un percorso intensivo di oltre tre mesi: una nuova creazioneideata da Marco D’Agostin, In Museum dal repertorio di Marie Chouinard e una nuova versione, ideata appositamente per i danzatori del College, del celebre Sacre du printemps di Xavier Le Roy. 

Infine, i Leoni della Danza premiano la dinamicità e la permeabilità di questa disciplina, con il Leone d’oro alla carriera all’artista ispano-elvetica La Ribot, personalità unica nel mondo dell’arte coreografica in cui si è imposta costruendo pezzo dopo pezzo, nell’arco di oltre un ventennio, quei Piezas distinguidas che la imporranno dalla Tate Modern al Théâtre de la Ville di Parigi, passando per il Museo Reina Sofia, il Centre Pompidou e tutti i maggiori festival. Il Leone d’argento premia Claudia Castellucci, drammaturga, coreografa e didatta che ha costruito un’architettura teorico-pratica di assoluto rigore. La Ribot presenterò in prima italiana Panoramix e Another Distinguée; Fisica dell’aspra comunione è il titolo presentato da Claudia Castellucci in prima assoluta.

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Ritardi delle indennità per i mesi di aprile e maggio. La lettera di C.Re.S.Co

C.Re.S.Co chiede chiarimenti in merito ai ritardi nell’erogazione delle indennità Covid_19 previste per i mesi di aprile e maggio. Pubblichiamo il comunicato stampa  relativo alla lettera aperta inviata ai responsabili INPS.

C.Re.S.Co. – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – rappresenta un arcipelago di oltre 150 imprese e lavoratori dello spettacolo dal vivo diffusi su tutto il territorio nazionale: in virtù di tale composizione eterogenea C.Re.S.Co. ha privilegio di disporre di una visione vasta e articolata relativa alle complesse condizioni con cui i settori produttivi e culturali si stanno confrontando, nel tentativo di rimettere in marcia le attività dell’intero Paese. 

Il Coordinamento sostiene da tempo la necessità di una strutturale riforma del welfare, al fine di riconoscere le specificità di un settore contrassegnato da un’assenza di tutele che l’emergenza epidemiologica causata dal Covid_19 ha reso ancora più evidente. A tale proposito, lo scorso 23 giugno, in occasione dell’audizione indetta dalla VII Commissione Permanente del Senato sull’impatto del Covid_19 sul settore della Cultura, il Coordinamento ha espresso la propria preoccupazione e la massima solidarietà nei confronti di tutti i lavoratori dello spettacolo che in questo momento versano in una gravissima condizione economica, in quanto al momento nessuno dei beneficiari delle misure di sostegno previste dall’art.89 del Dl rilancio ha ricevuto l’indennità prevista per i mesi di aprile e maggio 2020. 

Per tale motivo C.Re.S.Co. ha inviato, mercoledì 24 giugno, una lettera al presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, dottor Pasquale Tridico e alla direttrice dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, dottoressa Gabriella Di Michele, in cui ha chiesto un immediato riscontro rispetto ai tempi di erogazione delle indennità previste, che ad oggi non sono stati comunicati nonostante le numerose richieste da parte del comparto. In un momento di emergenza in cui sono incerti e precari i tempi di ripresa, la mancata erogazione della indennità in oggetto pesa fortemente sulla possibilità di sopravvivenza dei lavoratori dello spettacolo che, oltre al danno subito dal blocco totale delle attività, attendono il sostegno previsto con un ritardo di due mesi. Si rende pertanto necessario porre rimedio a una situazione che, se non risolta tempestivamente, rischia di compromettere in modo irreversibile la salute del sistema dello spettacolo dal vivo e dei lavoratori di questo Paese. 

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Un concerto per sole piante al Gran Teatre Liceu di Barcellona

Lunedì 22 giugno il quartetto d’archi Uceli è salito sul palco del Gran Teatre Liceu di Barcellona per suonare, davanti a migliaia di piante, l’elegia “I Crisantemi” dell’italiano Giacomo Puccini.

Con questa iniziativa, intitolata Concerto per il biocene, il teatro dell’opera catalano ha deciso di ripartire dedicando il primo concerto post lockdown al regno vegetale. Oltre duemila piante di specie differenti sono state sistemate in sala per ascoltare le struggenti note dell’elegia. Sono state le uniche spettatrici dal vivo. Online, invece, gli umani hanno avuto comunque la possibilità di seguire il concerto in streaming.

Successivamente all’iniziativa le oltre duemila piante troveranno una nuova casa: come forma di ringraziamento saranno infatti donate a 2.292 operatori sanitari impegnati negli ultimi mesi nella durissima battaglia contro il Covid-19.

Eugenio Ampudia che ha preparato l’evento non ha dubbi: il concerto è stato originale e unico, ma soprattutto ha lanciato un forte messaggio sociale. Il quartetto d’archi del Gran Teatre Liceu di Barcellona ha eseguito non a caso per un pubblico vegetale costituito dei vivai della zona I Crisantemi di Puccini proprio pochi giorni dopo la fine del lockdown, che anche in Spagna è stato particolarmente duro.

Il direttore del Liceu, Víctor Garcia de Gomar, ha spiegato come questo concerto “green” sia un messaggio per riflettere sulle condizioni umane attuali. In pratica, bisogna capire che la natura si è ripresa i suoi spazi mentre eravamo rinchiusi in casa, seguendo un ritmo ben preciso e il proprio ciclo biologico. Altri teatri d’opera potrebbero replicare questa sorta di esperimento, in fondo non esiste un pubblico più silenzioso e rispettoso di quello delle piante.

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