Anno Zero, il nuovo festival di Scena contemporanea spagnola a Roma

Anno Zero è un nuovo festival di Scena contemporanea spagnola a Roma organizzato dalla Real Academia de España in collaborazione con Acción Cultural Española (AC/E), La Pelanda – Mattatoio e Teatro di Roma, a cura di Pablo Fidalgo.

Il festival nasce con l’intento di raccogliere la pluralità di voci delle arti dal vivo e, allo stesso tempo, con una vocazione di continuità nei prossimi anni. Questa prima edizione si svolge tra l’11 e il 15 dicembre in diverse location – la Real Academia de España, La Pelanda – Mattatoio, il Teatro India e infine il quartiere di Garbatella con un’opera itinerante. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero fino a esaurimento posti su prenotazione (info@accademiaspagna.org / tel. 06 581 2806)

L’Academia de España occupa un territorio mitico. Tra il Gianicolo, Villa Pamphilj e Trastevere: un colle unico e un paesaggio che ridefinisce in ogni istante la sua relazione e la sua condizione nei confronti della città. L’Academia è sopravvissuta a repubbliche, monarchie, dittature e circostanze storiche di ogni genere. È un simbolo di resistenza, un luogo eccezionale – continuerà ad esserlo anche se lo si dirà mille volte. Concepisco questo ciclo come un’opportunità di presentare artisti spagnoli su una scena, quella romana, che soltanto in questi ultimi anni sembra affacciarsi sull’Europa. Per la prima volta uno degli artisti concettuali più importanti del Paese, Isidoro Valcárcel Medina, sarà ospite dell’Academia de España e creerà un’opera site specific intitolata Confluencias y contraseñas. Collaborare con La Pelanda-Mattatoio e Teatro India-Teatro di Roma è un avvenimento per noi. Proseguendo sulle linee di lavoro dell’Academia degli ultimi anni, concepiamo questa come una collaborazione naturale – e non semplicemente istituzionale – con i due spazi, così interessati negli ultimi tempi alla scena non spettacolare e alla partecipazione del pubblico. Anche il recupero di lavori profondamente spagnoli di artisti che vivono all’estero da anni sembra importante per contribuire all’ossatura di una scena che soffre l’esilio e la precarietà da sempre.

Pertanto, Light years away di Edurne Rubio ci presenta un’opera che è un’esplorazione e al contempo una visita guidata nel buio totale: una discesa nella grotta di Ojo Guareña, e un percorso nella storia dell’essere umano sin dalle sue origini. Celso Fernández Sanmartín presenta A cama do meu avó Manuel Sanmartín, un’opera fatta di memorie orali, di lavoro sul campo, e di interesse profondo nei confronti della verità e dei segreti delle proprie origini. Leonor Leal lavora in Ahora bailo yo, la memoria di suo zio Mario Maya, che nel ’76 reinventò il flamenco con l’opera Camelamos naquerar. Roger Bernat ci invita a ricordare il lavoro Numax-Fagor-plus, ispirato al film di Joaquim Jordà, un regista cinematografico imprescindibile che visse a Roma per sette anni in esilio dal franchismo. Il ciclo si conclude domenica 15, con Storywalker Garbatella, di Fernando Sánchez-Cabezudo. Una passeggiata in questo quartiere storico che recupera i ricordi degli abitanti, attraverso i testi di Luca Oldoni, Pablo Remón, Alberto Conejero, Denise Despeyroux e Pablo Fidalgo. Pertanto, Catalogna, Murcia, Madrid, Galizia, Castilla León, Andalusia… Memoria del lavoro, della vita in campagna, dell’arte, della filosofia, memoria dell’esilio, memoria per mantenersi vigili, memoria vitale. In questo modo il ciclo è un modo per situare, collocare e far conoscere una realtà scenica, la scena contemporanea spagnola, e per suggerire un racconto comune tra artisti molto diversi.

Programma:

• Mercoledì 11 alle ore 19 presso la Real Academia de España en Roma (Piazza San Pietro in Montorio, 3). Celso Fernández Sanmartín presenta A cama do meu avó Manuel Sanmartín Méndez, un’opera fatta di memorie orali, di lavoro sul campo, e di interesse profondo nei confronti delle origini. LINGUA: Spagnolo e gallego

• Giovedì 12 alle ore 20.30 presso La Pelanda, Mattatoio (Piazza Orazio Giustiniani, 4). Light years away di Edurne Rubio ci presenta un’opera che è un’esplorazione, la discesa nella grotta di Ojo Guareña, e un percorso nella storia dell’essere umano sin dalle sue origini. LINGUA: Spagnolo, sottotitoli in italiano

• Venerdì 13 alle ore 20.30 presso La Pelanda, Mattatoio (Piazza Orazio Giustiniani, 4). Leonor Leal lavora sulla memoria di suo zio Mario Maya, che nel ’76 reinventò il flamenco con l’opera Ahora bailo yo. LINGUA: Spagnolo, sottotitoli in italiano

• Sabato 14 alle ore 12 presso la Real Academia de España en Roma (Piazza San Pietro in Montorio, 3). Isidoro Valcárcel Medina, uno degli artisti concettuali più importanti del Paese, sarà ospite dell’Academia per la prima volta e presenterà un’opera creata ad hoc, Confluencias y Contraseñas. LINGUA: Italiano

• Sabato 14 alle ore 18.30 presso Teatro India (Lungotevere Vittorio Gassman, 1). Roger Bernat ci invita a ricordare il lavoro Numax-Fagor-plus, ispirato al film di Joaquim Jordà, un regista cinematografico imprescindibile che visse a Roma per sette anni in esilio dal franchismo. LINGUA: Italiano

• Domenica 15 alle ore 11.30 e alle ore 15 presso 10b Photography (Via San Lorenzo da Brindisi, 10b). Il festival finisce con Storywalker Garbatella, di Fernando Sánchez-Cabezudo nell’ambito del progetto Garbatella Images, presentato da 10b Photography e curato da Sara Alberani, con la direzione artistica di Francesco Zizola. Una passeggiata nel quartiere storico di Garbatella, che recupera le memorie degli abitanti, attraverso i testi di Luca Oldoni, Pablo Remón, Alberto Conejero, Denise Despeyroux e Pablo Fidalgo. LINGUA: Italiano

Gli artisti:

Celso Fernández Sanmartín. Nato nel 1969, Celso Fernández Sanmartín, di Lalín, si è laureato in Filosofia presso l’università di Santiago. Oltre a essere poeta, è cantastorie di racconti della tradizione orale, aspetto professionale che lo porta in diversi luoghi del mondo. Per molti anni, a Lalín, ha lavorato come animatore socioculturale in una casa di riposo. La sua opera poetica è stata pubblicata in gran parte in edizioni d’autore e a bassissima tiratura, il che non le ha impedito di essere enormemente apprezzata dai lettori e dalla critica. Quest’ultima è solita inquadrarlo nella cosiddetta Generazione dei ’90, decennio in cui si è fatto conoscere.

Edurne Rubio. (Spagna, 1974) è un’artista visuale che lavora nel campo delle mostre, performance, cinema e architettura. Realizza frequentemente progetti in situ nello spazio pubblico. La sua ricerca è sempre stata collegata alla percezione individuale o collettiva del tempo e dello spazio. Interessata a contesti che fanno della percezione una variabile data e mutante, dimenticata o archiviata, cerca di associare o contrastare forme di percezione della realtà con l’obiettivo di creare una seconda realtà composta. Negli ultimi anni, il suo lavoro si è avvicinato al documentario e all’antropologia, utilizzando interviste e immagini d’archivio sulla comunicazione orale.

Leonor Leal. Nasce a Jerez de la Frontera. È diplomata al Conservatorio Superior de Danza Clásica y Española, nonché in Magisterio Musical presso l’Università di Siviglia. Decide un giorno di dedicarsi interamente al flamenco e da allora calca le scene internazionali da più di 15 anni collaborando con diverse compagnie come quella di Andrés Marín, Cristina Hoyos o Javier Barón, tra le molte altre. Comincia la sua carriera da sola nel 2008. Premiata come Artista rivelazione dal Festival di Jerez nel 2011, nonché come Artista eccellente dal Concorso coreografico di Madrid. Porta avanti il suo lavoro di ricerca con il Master di Práctica Escénica y Cultura Visual dell’Università di Cuenca in collaborazione con il Museo Reina Sofía. Nel gennaio del 2018 porta in scena per la prima volta, al Teatro Le Garonne di Toulose, il suo spettacolo intitolato Nocturno insieme al chitarrista Alfredo Lagos e al percussionista Antonio Moreno.

Isidoro Valcárcel Medina. Isidoro Valcárcel Medina è nato a Murcia nel 1937 ed è indubbiamente uno degli artisti concettuali spagnoli di maggior levatura di pensiero e visione, nell’entroterra e oltremare. L’estensione della sua opera ha il valore incalcolabile della sua intangibilità: immensa.

Roger Bernat. Inizia la sua formazione nel campo dell’architettura, ed è a partire da qui che si interessa al teatro. Studia Regia e Drammaturgia presso l’Institut del Teatre di Barcellona dove si laurea con il Premio Extraordinario 1996. Nel 2008 comincia a creare spettacoli in cui il pubblico occupa la scena e diventa protagonista: “gli spettatori attraversano un dispositivo che li invita a obbedire o a cospirare e, in ogni caso, a pagare con il proprio corpo e a impegnarsi”.

Fernando Sánchez-Cabezudo. Madrid, 1979. Gestore culturale, regista, attore e scenografo. Lega la sua carriera professionale nelle arti sceniche a un discorso socio-culturale che cerca la partecipazione del pubblico nei processi creativi. Il suo lavoro nella sala Kubrik a Usera e i suoi progetti di creazione sono un punto di riferimento nella gestione di spazi di inclusione con il contesto locale e la cittadinanza.

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Teatro Nazionale di Genova, Alessandro Giglio nuovo presidente

Alessandro Giglio è il nuovo presidente del Teatro Nazionale di Genova. Succede a Gian Enzo Duci che era stato nominato nel marzo di tre anni fa. La decisione è stata presa all’unanimità dall’Assemblea composta da rappresentanti di Comune, Regione, Camera di Commercio.

Genovese, classe 1965, Alessandro Giglio opera da sempre nel mondo dello spettacolo e del settore radiotelevisivo. Maggiore azionista, ricopre la carica di amministratore delegato di Giglio Group spa, leader nel settore del broadcast radio televisivo, che ha sviluppato soluzioni digitali all’avanguardia e rappresenta, nel fashion online, un market place digitale a livello globale, approvvigionando i quaranta principali digital retailer del mondo. Giglio Group produce, inoltre, contenuti multimediali ed è anche l’unico network italiano autorizzato a trasmettere in Cina dove è editore, di tre canali televisivi, trasmessi su tutte le piattaforme digitali del Paese

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Il Teatro attraversa un momento di crisi economica non semplice. La promozione a “teatro nazionale” avvenuta di pari passo con la complessa operazione di fusione fra lo Stabile e l’Archivolto portata a termine da Angelo Pastore non ha portato in termini economici a quei vantaggi che sarebbe stato lecito attendersi. In pratica il finanziamento dello Stato non è superiore a quello che i due teatri percepivano prima di unirsi.
Va ricordato che la fusione è stata effettuata garantendo la piena occupazione di tutti i dipendenti per cui ora il Teatro si trova un organico importante e la gestione di quattro sale.

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Riapre il Teatro Piccinni: tre giorni di festa e maratona di eventi

«Signori e Signore, il Piccinni»: è l’invito tutto teatrale che il Comune di Bari ha rivolto alla città per annunciare la riapertura il 5 dicembre prossimo del teatro comunale chiuso da circa nove anni per lavori di restauro e adeguamento alle normative sulla sicurezza. 
L’evento sarà celebrato con tre giorni di festa, che coincideranno con la ricorrenza di San Nicola che – ha sottolineato il sindaco Antonio Decaro – «per i baresi rappresenta sempre un momento di coesione, di appartenenza, di orgoglio cittadino». Gli eventi, la cui organizzazione è stata curata dalla regista Licia Lanera, si svolgeranno fuori e dentro il teatro, saranno dedicati alla città ma soprattutto avranno per protagonisti i baresi e saranno gestiti da artisti baresi e prevedono una maratona di musica classica e jazz e spettacoli di prosa. 
Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini, dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il ‘nuovo’ Piccini ha 775 posti a sedere, dei quali 290 in platea, e 485 tra i tre ordini di palchi e il loggione.

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Premio Riccione per il Teatro: ecco i vincitori

Domenica 3 novembre, allo Spazio Tondelli di Riccione, si è celebrata la 55a edizione del Premio Riccione per il Teatro, il più longevo concorso italiano di drammaturgia. Alla serata, culminata con la premiazione dei vincitori del concorso, ha partecipato anche la giuria, presieduta da Fausto Paravidino e composta da Renata M. Molinari, Isabella Ragonese, Graziano Graziani e Claudio Longhi.

Assegnato con cadenza biennale all’autore di un testo teatrale italiano ancora non rappresentato in pubblico, il Premio Riccione per il Teatro (5000 euro) è andato a Tatjana Motta, che con Notte bianca ha superato gli altri finalisti dell’edizione 2019: Emanuele Aldrovandi (La morte non esiste più)Elvira Frosini-Daniele Timpano (Ottantanove), Christian Gallucci (La vita delle piante) e Renato Sarti (Il rumore del silenzio). Tutti i finalisti restano comunque in gara per un premio di produzione da 15.000 euro, assegnato per favorire la rappresentazione dell’opera presentata in concorso.

Come accade da molti anni, il concorso – organizzato da Riccione Teatro con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Riccione – riserva un riconoscimento a sé agli autori under 30, il prestigioso Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” (3000 euro). In questa categoria Tommaso Fermariello, con Fantasmi, ha avuto la meglio su Stefano Fortin (George II), Valeria Patota (Minotauropatia), Pablo Solari (Woody è morto) e Luca Tazzari (Il gallo del mal di testa). I finalisti partecipano anche in questo caso all’assegnazione di un premio di produzione (10.000 euro).

Come accade in ogni edizione dal 2011, per ricordare una delle figure storiche del Premio Riccione, tra tutti i finalisti delle due categorie è stato selezionato anche il vincitore della menzione speciale “Franco Quadri” (1000 euro). Riservata al testo che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria, la menzione è andata al duo Elvira Frosini-Daniele Timpano per Ottantanove.

Durante la cerimonia è stato ufficialmente consegnato anche il Premio speciale per l’innovazione drammaturgica, attribuito fuori concorso a personalità capaci di aprire nuove prospettive al mondo del teatro. A decidere i vincitori, che saranno protagonisti di una retrospettiva al Riccione TTV Festival 2020, è stato un comitato scientifico ad hoc formato da critici delle riviste StratagemmiTeatro e CriticaAltre VelocitàDoppiozero e Il Tamburo di Kattrin. Il premio, già definito nelle settimane scorse, è stato assegnato a Daria Deflorian Antonio Tagliarini “per il loro sguardo acuto sulla realtà e sull’arte, per la capacità di raccontare la febbre di un tempo stanco ma ancora carico di desiderio, attraverso drammaturgie originali che dai dettagli minuti di vite singolari fanno fiorire la sostanza più autentica del presente”. 

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Davide Livermore direttore del Teatro Nazionale di Genova

È Davide Livermore il nuovo direttore del Teatro Nazionale di Genova. Lo ha deciso il Consiglio d’Amministrazione del Teatro. Livermore subentra a Angelo Pastore che aveva assunto l’incarico nel 2015. Torinese di nascita, 53 anni, dal 2015 al 2017 è stato sovrintendente e direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. Attivo come regista d’opera e di prosa dal 1998, nella sua eclettica carriera ha lavorato anche come scenografo, costumista, lighting designer, ballerino, sceneggiatore, attore e insegnante, oltre a esibirsi come cantante nei più importanti teatri del mondo accanto ad artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras o Mirella Freni, con registi quali Luca Ronconi, Andrei Tarkovsky o Zhang Yimou. Tra i suoi lavori più recenti segnaliamo la regia dello spettacolo “Elena” di Euripide, presentato lo scorso maggio al Teatro Greco di Siracusa con un caloroso successo di critica e di pubblico.

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FuturaMemoria, nuova rassegna sui temi dell’inclusione e della memoria

FuturaMemoria, prodotto da Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini, dal 31 ottobre al 28 novembre 2019, vede protagonisti molti luoghi del Municipio V di Roma, dal Teatro Biblioteca Quarticciolo a La Pecora elettrica, dal Centro Anziani Villa Gordiani al Mercato Iris, da La Cantina di Dante al Mercato Villa Gordiani. L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

FuturaMemoria, prodotto da Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini, dal 31 ottobre al 28 novembre 2019

FuturaMemoria, alla sua puntata zero, pone subito in essere un contenitore aperto che si prefigge di fare da cassa di risonanza nelle stagioni a venire di tematiche e questioni in cui lo strumento artistico possa aiutare a recuperare da un lato la verità delle memorie di un passato che si possa dire autentico e dall’altro a farle presente per dare luogo a un dibattito che ribalti i valori di nord e sud, di nero e bianco, di vecchio e giovane, per lasciare alle generazioni a venire un archivio del nostro presente artistico capace di parlare scevro da giudizi di valore. Il tempo presente ci sollecita inoltre l’urgenza di riportare la produzione contemporanea sul piano seppur scomodo della necessaria messa in discussione dell’oggi, per costruire un pensiero collettivo che trasformi la paura e l’incertezza in un viaggio a favore della scoperta e dell’inclusione.

In questa edizione la rassegna nasce accogliendo un programma multidisciplinare che pone all’attenzione del pubblico le tematiche inerenti la relazione tra cultura africana e cultura occidentale, tra integrazione e identità, tra memoria e un futuro possibile. Il cuore del progetto è sollecitato dall’interrogativo posto dall’ultima creazione di Roberto Castello per Aldes, Mbira: quanto ha contribuito l’Africa a renderci quelli che siamo? In questo quesito si traccia da subito il solco che lega il tema della memoria insieme all’aspetto geografico e temporale. L’idea di una rassegna su questa sollecitazione impone un pubblico in dialogo circolare con le tematiche proposte e per questo da un lato la scelta di organizzare una rassegna la cui fruizione sia totalmente gratuita e dall’altro l’ubicazione non solo periferica ma in spazi e orari generalmente non abituali per le azioni artistiche. Le tematiche che compongono i contenuti del progetto FuturaMemoria sono legate in primis ai temi dell’integrazione, della cultura africana e colonialismo, della relazione tra cultura occidentale e cultura africana.

Il 31 ottobre alle ore 12.00 il progetto è presentato alla stampa e al pubblico presso il ristorante La cantina di Dante in via degli Olivi 51 (Centocelle). Intervengono il coreografo Roberto Zappalà, Elvira Frosini e Daniele Timpano, Valentina Marini, Johanne Affricot, Guido Di Palma, Danila Blasi, Casa dello spettatore, i rappresentanti della mostra Nobody – Odysseo is my name, Monica Faia e Adama Jallow. Contestualmente è inaugurata la mostra Nobody – Odysseo is my name realizzata in collaborazione con la curatela di Ivan Terranova e Gilda Raiti con un gruppo di studenti e docenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania. La mostra nasce da un’attività laboratoriale volta a favorire l’incontro e il dialogo tra giovani stranieri e studenti di fotografia, realizzando una mostra fotografica/narrativa che racconta al pubblico storie di accoglienza, identità e partecipazione. L’iniziativa è a firma dell’Associazione Isola Quassud start-up nel campo dell’intercultura, delle arti e dello spettacolo già finanziata nel 2016 per il progetto MIGRARTI.

MAGGIORI INFORMAZIONI: https://www.facebook.com/events/2484278335189257/

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Nasce OperaStreaming, palco virtuale delle opere in scena nei teatri dell’Emilia-Romagna

Nasce Operastreaming, un portale e un cartellone stagionale di opere trasmesse in video in diretta streaming, realizzate nei principali teatri ed enti di produzione dell’Emilia-Romagna (la Fondazione Lirico Sinfonica bolognese, i Teatri di tradizione di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Ravenna, il Teatro Amintore Galli di Rimini) in collaborazione con Edunova-Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel portale in italiano e in inglese, on line da oggi, all’indirizzo www.operastreaming.com,  si troveranno approfondimenti sul teatro, sulle opere trasmesse in streaming nell’omonimo canale di YouTube, sugli interpreti e notizie sulle città in verranno eseguite. Il progetto, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e di durata triennale (2019-2021), prenderà il via il 13 ottobre con la diretta streaming dell’opera La Bohèmedal Teatro Comunale di Modena.

“OperaStreaming – afferma l’assessore alla Cultura, Massimo Mezzetti – intende promuovere l’Emilia-Romagna a livello internazionale quale territorio di tradizione lirica e di produzione operistica di grande prestigio. Qui, del resto, operano non solo grandi artisti ma vengono conservati mestieri e tecniche antiche e originali nella costruzione degli allestimenti del teatro all’italiana. OperaStreaming può inoltre dare un ulteriore impulso alla promozione e all’innovazione della produzione lirica, un settore dalle notevoli potenzialità anche per ciò che riguarda l’attrazione turistica”.

OperaStreaming è, di fatto, la prosecuzione di TeatroNet, iniziativa lanciata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna nel 2012 e rivolta alla trasmissione in streaming di spettacoli musicali dai Teatri e istituzioni del territorio, anche grazie alla dotazione della rete a fibre ottiche di Lepida Spa.

IL CARTELLONE

Il cartellone di 8 spettacoli, dei maggiori compositori del melodramma, vede come prima opera della stagione 2019-20 La Bohème di Giacomo Puccini, in diretta on line dal Teatro Comunale di Modena (domenica 13 ottobre alle 15,30). Il programma seguirà con Falstaff, di Giuseppe Verdi dal Teatro Municipale di Piacenza (venerdì 24 gennaio 2020 alle 20,30), Turandot, di Giacomo Puccini, dal Teatro Regio di Parma, (domenica 19 gennaio 2020 ore 15,30); Cavalleria Rusticana e Pagliacci,  di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo, dal Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia (domenica 9 febbraio ore 15,30); Lucrezia Borgia, di Gaetano Donizetti dal Teatro Alighieri di Ravenna (domenica 8 marzo ore 15,30),  l’Elisir d’amore sempre di Donizetti dal Teatro Comunale di Bologna (venerdì 10 aprile 2020 ore 18 ), Madama Butterfly di Giacomo Puccini dal Teatro Comunale di Ferrara (lunedì 4 maggio ore 20) e infine Otherness, Fear and Discovery, l. Cinque, V. Ruckebier, J. Mitrusic Djeric, dal Teatro Comunale di Modena (venerdì 8 maggio  ore 20). Le opere verranno trasmesse sul canale YouTube di OperaStreaming e resteranno poi disponibili on demand.

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TheaterTelling: strategie comunicative per la promozione del Teatro. Corso di formazione a cura di Theatron 2.0 presso Teatro Argot Studio di Roma.

TheaterTelling: strategie comunicative per la promozione del Teatro

TheaterTelling: strategie comunicative per la promozione del Teatro. Corso di formazione a cura di Theatron 2.0 presso Teatro Argot Studio di Roma.

TheaterTelling è un corso di formazione rivolto a studenti e studentesse, comunicatori e operatori culturali, interessati al settore delle arti performative, che prevede un ciclo di lezioni nell’ambito della comunicazione digitale e di approfondimento allo spettacolo dal vivo, nel periodo compreso tra novembre 2019 e gennaio 2020. 

Brand Journalism, Social Media Marketing e Audience Engagement sono alcune delle parole-chiave del corso di formazione TheaterTelling, progetto di Theatron 2.0 presso il Teatro Argot Studio, in cui verranno affrontati i temi relativi al coinvolgimento dei pubblici attraverso la pianificazione e la produzione di strategie comunicative multimediali.

Come comunicare le arti performative? 

TheaterTelling mira alla creazione di un percorso di narrazione prima, durante e dopo lo svolgimento di eventi culturali raccontando analiticamente le performing arts attraverso l’utilizzo degli strumenti offerti dal web 2.0. Per rafforzare il percorso formativo, verrà proposta un’esperienza di visione di 6 spettacoli, presenti nella programmazione del Teatro Argot Studio e del Piccolo Eliseo, accompagnati da momenti di incontro e confronto tra artisti e pubblico coordinati dai responsabili di Theatron 2.0, Edoardo Borzi e Ornella Rosato, insieme ai partecipanti.

TheaterTelling: strategie comunicative per la promozione del Teatro. Corso di formazione a cura di Theatron 2.0 presso Teatro Argot Studio di Roma.

Il progetto si prefigge di mettere a fuoco i seguenti temi:

Brand Journalism & Digital Marketing

Durante la stagione 2019/2020, la redazione di netizens produrrà contenuti digitali dando vita a una narrazione transmediale del processo di organizzazione e programmazione della stagione 2019/2020 di Teatro Argot Studio con focus relativi al progetto, con approfondimenti tematici integrati da foto, video e interviste. Il resoconto integrale dello storytelling con raccolta dei materiali prodotti sarà reperibile in un report unico sul sito di Theatron 2.0.

  • Analisi dei linguaggi e dei sistemi di comunicazione nell’ambito del web 2.0;
  • Promozione e Comunicazione Culturale;
  • Digital Storytelling;
  • Copywriting & Seo Content;
  • Social Media Marketing.

Storia delle arti performative e analisi degli elementi dello spettacolo dal vivo

Il percorso laboratoriale proposto da Theatron 2.0 prevede, inoltre, un approfondimento di carattere storico in merito alle arti performative. Gli snodi storiografici più interessanti del Novecento teatrale, saranno assunti come lente d’ingrandimento per indagare gli elementi costitutivi degli spettacoli in programmazione.  I partecipanti saranno accompagnati in un percorso di allenamento alla visione e di costruzione del pensiero critico intorno agli spettacoli. Saranno prodotte interviste agli artisti, articoli di cronaca degli eventi, recensioni critiche e focus dedicati all’organizzazione.

  • Approfondimento storico alle Arti Performative;
  • Audience Engagement: incontri con gli artisti e con il pubblico;
  • Produzione contenuti giornalistici scritti e digitali.

Modalità e costi

10 appuntamenti formativi da novembre 2019 a gennaio 2020 + 6 spettacoli da vedere:

150€ per tutto il percorso formativo rateizzabili in quote mensili di 50 € al mese per partecipante.

LEZIONE DI PROVA GRATUITA 16 NOVEMBRE // DALLE 16:00 ALLE 18:00 // TEATRO ARGOT STUDIO VIA NATALE DEL GRANDE 27 (ROMA)

Per iscriversi o per maggiori informazioni scrivere a: formazione.theatron@gmail.com

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Premio Riccione 2019 e Premio Tondelli: annunciati i finalisti

Individuati i finalisti del 55/o Premio Riccione per il Teatro, concorso dedicato ai testi teatrali in lingua italiana o in dialetto non ancora rappresentati in pubblico. A contendersi il più antico riconoscimento italiano per la drammaturgia sono 5 autori: Emanuele Aldrovandi con ‘La morte non esiste più’; il duo Elvira Frosini-Daniele Timpano con ‘Ottantanove’; Christian Gallucci con ‘La vita delle piante’; Tatjana Motta con ‘Notte bianca’ e Renato Sarti con ‘Il rumore del silenzio’.
Il vincitore sarà proclamato domenica 3 novembre allo Spazio Tondelli di Riccione. Alla cerimonia parteciperanno i componenti della giuria, presieduta da Fausto Paravidino e composta da Renata M. Molinari, Claudio Longhi, Isabella Ragonese e Graziano Graziani.

Il concorso – con cadenza biennale, diretto da Simone Bruscia – attribuisce, inoltre, il 13/o Premio Riccione ‘Pier Vittorio Tondelli‘ al miglior testo di un autore under 30. Cinque, anche in questo caso, i finalisti: Tommaso Fermariello con ‘Fantasmi’; Stefano Fortin con ‘George II’; Valeria Patota con ‘Minotauropatia’; Pablo Solari con ‘Woody è morto’ e Luca Tazzari con ‘Il gallo del mal di testa’.

Nella cerimonia del 3 novembre, sarà consegnato il Premio speciale per l’innovazione drammaturgica dedicato a personalità o compagnie che abbiano aperto nuove prospettive al mondo della scena. A Chiara Lagani, vincitrice nel 2017, succedono Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, premiati “per il loro sguardo acuto sulla realtà e sull’arte, per la capacità di raccontare la febbre di un tempo stanco ma ancora carico di desiderio, attraverso drammaturgie originali che dai dettagli minuti di vite singolari fanno fiorire la sostanza più autentica del presente”.
Al loro lavoro, nel 2020, sarà dedicata una retrospettiva all’interno del 25/o ‘Riccione TTV Festival’, la manifestazione biennale che si alterna al ‘Premio Riccione per il Teatro’.

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Conferito a Peter Handke il premio Nobel per la letteratura per l’anno 2019

Conferito il doppio premio Nobel per la Letteratura. L’Accademia svedese ha tributato il riconoscimento per l’anno 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, nata nel 1962. All’autore austriaco Peter Handke, nato nel 1942, è stato assegnato il Nobel per l’anno 2019. L’ultimo Nobel per la Letteratura era stato assegnato nel 2017 a Kazuo Ishiguro. Dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault e travolto l’Accademia di Svezia portando a una serie di dimissioni, il premio era stato sospeso e rimandato al 2019.

(EPA/DRAGAN TATIC/Ansa)

Le motivazioni dell’Accademia di Svezia

Il premio Nobel per la letteratura 2019 è stato assegnato a Peter Handke “per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana”. L’austriaco Peter Handke, classe 1942, è  scrittore poliedrico: drammaturgo, saggista,  poeta, reporter di viaggio e sceneggiatore

Olga Tokarczuk, vince il riconoscimento per aver costruito i “propri romanzi con una tensione tra aspetti culturali opposti: natura vs cultura, ragione vs follia, uomini vs donne, etc”, e per la sua “immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita”, recitano le motivazioni del premio.

Mats Malm, segretaria permanente dell’Accademia svedese, sottolinea che la scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha appreso la notizia del premio mentre guidava in Germania, dove è in impegnata in un ciclo di conferenze, mentre il vincitore del 2019 Peter Handke è stato raggiunto dalla notizia nella sua casa. Ovviamente entrambi i vincitori sono attesi alla cerimonia di premiazione del 10 dicembre a Stoccolma.

Chi sono i vincitori del Nobel per la Letteratura:

Olga Tokarczuk è nata nel 1962 a Sulechów in Polonia e oggi vive a Wroclaw. E’ una delle scrittrici polacche più famose della sua generazione ed è una grande viaggiatrice. Poetessa oltre che narratrice, con il romanzo ‘I vagabondi’, pubblicato in Italia da Bompiani, è stata la prima polacca a vincere l’International Man Booker Prize nel 2018. “Oggi il libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che non c’è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento”, raccontava la scrittrice che ha scritto questo libro 12 anni fa. In Italia sono usciti tra l’altro per E/O “Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli”, pubblicato poi da Nottetempo con il titolo ‘Nella quiete del tempo” e per Fahrenheit 451 “Casa di giorno, casa di notte”. Laureata in psicologia, si considera una discepola di Carl Gustav Jung e la sua formazione si riflette nelle sue opere. La Tokarczuk ora è impegnata a scrivere un “romanzo epico” dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia. 

Peter Handke è considerato tra i più importanti autori contemporanei ed è noto per vari e provocatori successi teatrali (“Insulti al pubblico”, 1966; “Kaspar”, 1968) e per alcuni romanzi (“Breve lettera del lungo addio”, 1972; “Infelicità senza desideri”, 1972; “La donna mancina”, 1976), opere che hanno caratterizzato sia il clima fenomenologico del nouveau roman della neoavanguardia europea, sia quella sorta di minimalistica estenuazione psicologica tipica della crisi dello sperimentalismo di fine Novecento.  

Handke è nato a Griffen, in Carinzia, il 6 dicembre 1942 e attualmente vive a Chaville, nei pressi di Parigi. Fra le numerose opere tradotte in Italia, figurano “Infelicità senza desideri” (Garzanti, 1976), “Esseri irragionevoli in via d’estinzione” (Einaudi, 1976), “La donna mancina” (Garzanti, 1979), “L’ora del vero sentire” (Garzanti, 1980), “Lento ritorno a casa” (Garzanti, 1986), “Il cinese del dolore” (Garzanti, 1988), “Saggio sulla stanchezza” (Garzanti, 1991), “Saggio sul juke-box” (Garzanti, 1992), “Saggio sulla giornata riuscita” (Garzanti, 1993), “Canto alla durata” (Einaudi 1995, ultima edizione Collezione di poesia 2016), “Il mio anno nella baia di nessuno” (Garzanti, 1996), “Un viaggio d’inverno” (Einaudi, 1996), “Appendice estiva a un viaggio d’inverno” (Einaudi, 1997), “In una notte buia uscii dalla mia casa silenziosa” (Garzanti, 1998), “Lucia nel bosco con quelle cose lì” (Garzanti, 2001) e “Un disinvolto mondo di criminali” (Einaudi, 2002).  Handke ha inoltre firmato la sceneggiatura di alcuni film con il regista Wim Wenders, tra cui spicca “Il cielo sopra Berlino” (1987). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2009 è stato insignito del Premio Franz Kafka.

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