Biennale di Venezia: nominati i direttori artistici per il quadriennio 2021-2024

La Biennale di Venezia comunica l’avvenuta nomina dei Direttori artistici dei settori Teatro, Cinema, Danza e Musica per il quadriennio 2021-2024.

Questi gli incarichi deliberati: 

  • Alberto Barbera è stato confermato alla Direzione del Settore Cinema 
  • Wayne McGregor è stato nominato alla Direzione del Settore Danza
  • Lucia Ronchetti è stata nominata alla Direzione del Settore Musica
  • ricci/forte (Stefano Ricci e Gianni Forte) sono stati nominati alla Direzione del Settore Teatro 

Il Cda della Biennale ha ringraziato e ha espresso la sua più viva gratitudine a Marie ChouinardIvan Fedele e Antonio Latella per il grande impegno e gli ottimi risultati conseguiti nei loro incarichi pluriennali quali Direttori rispettivamente dei Settori Danza, Musica e Teatro. Relativamente alle direzioni dei Settori Architettura e Arti Visive, come noto sono già in carica rispettivamente Hashim Sarkis per la prossima 17. Mostra Internazionale di Architettura (22 maggio > 21 novembre 2021) e Cecilia Alemaniper la 59. Esposizione Internazionale d’Arte (23 aprile > 27 novembre 2022). Nel 2021, successivamente all’apertura della Biennale Architettura, si terranno la Biennale Teatro (2 > 11 luglio), la Biennale Danza (23 luglio > 1 agosto), la 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (1 > 11 settembre), la Biennale Musica (17 > 26 settembre).

CENNI BIOGRAFICI

Alberto Barbera

Nato a Biella nel 1950, dopo la Laurea in Lettere Moderne con tesi su Storia e Critica del Cinema all’Università di Torino, ha iniziato la sua collaborazione con l’A.I.A.C.E. (Associazione Italiana Amici Cinema d’Essai) di cui è stato presidente dal 1977 al 1989. Dal 1980 al 1983 è stato critico per il quotidiano La Gazzetta del Popolo, e dal 1982 è membro del Sindacato Giornalisti. Ha collaborato con numerosi quotidiani e periodici (Città, La Stampa, Essai, Altro Cinema, Bianco & Nero, Cineforum), con programmi televisivi e radiofonici come CinemaScoop (RAI 3), La lampada di Aladino (RAI – DSE), Hollywood Party (Radio3 RAI). Nel 1985 ha co-diretto il documentario Cineasti del Nord-Ovest per RAI 3. Nel 1982 ha iniziato la collaborazione con il Festival Internazionale Cinema Giovani (ora Torino Film Festival), diventandone Direttore dal 1989 al 1998.  Dal dicembre 1998 al marzo 2002 è stato direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2000 è stato insignito del titolo di “Chevalier des Arts et des Lettres”, l’importante riconoscimento culturale della Repubblica Francese. Dal 2002 al 2006 è stato co-direttore di RING! Festival della Critica di Alessandria. Nel 2002 è divenuto consulente per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e da giugno 2004 sino a dicembre 2016 ne è stato il Direttore. Dal 2012 è nuovamente Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2019 è stato inserito da Variety fra le 500 persone più influenti al mondo dell’industria dello spettacolo. Dal 2020 fa parte dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences.

Wayne McGregor 

Nato a Stockport (Gran Bretagna) nel 1970, Wayne McGregor CBE (Commander of the Order of the British Empire) è un coreografo e regista britannico. Dirige lo Studio Wayne McGregor, una rete creativa che allarga le frontiere dell’intelligenza del corpo attraverso la danza, il design, la tecnologia. Il lavoro di McGregor affonda le radici nella danza, ma abbraccia una molteplicità di ambiti che includono la tecnologia, le arti visive, il cinema, l’opera e la formazione, al pari della compagnia omonima di danzatori, Company Wayne McGregor, che presenta i suoi spettacoli in tutto il mondo.  Wayne McGregor è Resident Choreographer presso The Royal Ballet, il primo e l’unico a provenire dalla danza contemporanea a ricoprire quel ruolo, firmando 18 lavori che hanno ridisegnato il linguaggio classico: da Chroma, Olivier Award for Best New Dance Production, a Woolf Works, sulla vita e le opere di Virginia Woolf. I suoi lavori sono in repertorio nelle compagnie di tutto il mondo, fra cui Ballet de l’Opéra national de Paris, Alvin Ailey American Dance Theater, New York City Ballet, Bolshoi Ballet, Royal Danish Ballet e San Francisco Ballet. Ha realizzato coreografie per il teatro (Old Vic, National Theatre, Royal Court), l’opera (La Scala/Royal Opera House Dido and AeneasAcis and Galatea), il cinema (Harry Potter and the Goblet of FireSing, Mary Queen of Scots), video musicali (Radiohead, The Chemical Brothers), la moda (Nick Knight for SHOWstudio, Soma for COS, Gareth Pugh alla London Fashion Week), campagne pubblicitarie (Selfridges, Boots No 7) e TV. È professore di coreografia al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance. Fra I tanti premi e riconoscimenti: due Time Out Awards, due Olivier Awards, un prix Benois de la Danse e due Golden Mask awards. Ha, inoltre, una laurea con lode presso la Leeds University, un Honorary Doctor of Science presso la Plymouth University, un Honorary Doctor of Letters presso l’Università di Leeds, Dottorati onorari della UAL e dell’Università di Chester (2019) e fa parte del Circle of Cultural Fellows del King’s College di Londra. Nel 2017 è stato insignito di una Honorary Fellowship della British Science Association. 

Lucia Ronchetti 

Nata a Roma nel 1963, ha studiato Composizione e Musica elettronica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e si è laureata in Storia della Musica all’Università La Sapienza di Roma. A Parigi, a partire dal 1994, ha studiato con Gérard Grisey, seguito il Corso annuale dell’Ircam e discusso una tesi di dottorato in musicologia all’École Pratique des Hautes Études en Sorbonne, sotto la direzione del Prof. François Lesure. Nel 2005 è stata Visiting Scholar (Fulbright fellow) alla Columbia University di New York, su invito di Tristan Murail. Nel 2021 l’Oper Frankfurt produrrà la nuova opera Inferno. L’opera da camera Pinocchios Abenteuer sarà presentata dalla Staatsoper Unter den Linden di Berlino e in una nuova produzione all’Oper Frankfurt. Una nuova opera debutterà alla Deutsche Oper am Rhein nei teatri di Düsseldorf, Duisburg e Dortmund a fine 2021. L’Ensemble Vocale Sequenza 9.3, diretto da Catherine Simonpietri, ha realizzato nel 2020 la creazione di Sangu di rosa, Commande de l’Etat del Ministero della Cultura Francese, in diretta dagli studi di Radio France e nell’ambito del Défilé Dior nello spazio del Jardin des Tuileries. L’Ensemble Modern ha presentato un ritratto di Lucia Ronchetti nella serie “Happy New Ears” nella sala dell’Oper Frankfurt. La sua ultima opera corale Inedia prodigiosa è stata realizzata da Romaeuropa con i cori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e alla Nouvelle Philharmonie di Parigi. Nel 2020-21 Lucia Ronchetti sarà docente di composizione ai Ferienkurse di Darmstadt e Professore di composizione invitato presso la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst Frankfurt.

Stefano Ricci e Gianni Forte 

Autori e registi, Stefano Ricci e Gianni Forte si formano all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico con Luca Ronconi e alla New York University con Edward Albee. È del 2005 la formazione dell’ensemble omonimo che debutta nel 2006 con Troia’s Discount. L’anno seguentedebutta il primo dei 7 episodi del progetto Wunderkammer Soap (da Christopher Marlowe) che si concluderà nel 2011 al Romaeuropa Festival: uno sguardo lucido e feroce sul mondo contemporaneo che trova forma in un linguaggio onirico destinato a imporli sulla scena nazionale e internazionale. Seguiranno Ploutos (da Aristofane, premio della Critica come migliore drammaturgia alla Biennale Teatro 2008), Macadamia Nut BrittleAbbastarduna (regia di David Bobée), Pinter’s AnatomySome Disordered Christmas Interior GeometriesGrimmlessImitationofdeath100% Furioso al NET Festival di Mosca, Still LifeDarling (ipotesi per un’Orestea), TroiloVSCressida (da Shakespeare). La ramificazione del pidocchio e PPP Ultimo inventario prima di liquidazione, entrambi sull’universo poetico di Pier Paolo Pasolini, e Easy To Remember (omaggio alla poetessa russa Marina Cvetaeva) sono fra i loro ultimi lavori. Still Life si è aggiudicato l’Oscar come miglior spettacolo straniero nel 2017 al Festival Internazionale Teatro Mercosur di Cordoba in Argentina. Nel 2015 l’incontro con il mondo della lirica: scrivono il libretto e dirigono A Christmas Eve, che debutta a Spoleto. A seguire le regie di Turandot di Puccini al Macerata Opera Festival (Premio Abbiati 2018), Le Château de Barbebleu di Bartók e Die Glückliche hand di Schoenberg al Teatro Massimo di Palermo, infine Nabucco di Verdi al Teatro Regio di Parma. Quest’anno hanno ideato, scritto, condotto e diretto Hic Sunt Leones, un programma in cinque puntate per Rai3.

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Sospensione di spettacoli aperti al pubblico. Firmato il nuovo Dpcm

La sospensione di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto e cinematografiche fino al 24 novembre 2020 è rimasta un punto fermo per il governo nel nuovo Dpcm, il ventiduesimo del premier Giuseppe Conte e il terzo solo a ottobre per l’emergenza Coronavirus, firmato questa mattina come riporta il Corriere della Sera. Dal vertice a palazzo Chigi finito a notte inoltrata, la riunione tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione dei partiti e il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia fissa una linea sotto la quale il governo non aveva intenzione di andare nella trattativa serrata con i presidenti delle Regioni.

In queste ore le associazioni di categoria, consapevoli della drammaticità della situazione in vista della sospensione di tutti gli spettacoli dal vivo, hanno intensificato i contatti con parlamentari e istituzioni politiche senza tuttavia ricevere ascolto.

A sostegno delle attività che subiranno limitazioni, dalla ristorazione alle strutture sportive, passando per quelle dello spettacolo, il governo starebbe valutando delle misure di ristoro da 1,5 a 2 miliardi di euro.

>LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL NUOVO DPCM

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Teatro: Franceschini, altri 9 milioni di euro per sostenere spettacolo dal vivo

“Altri 9 milioni di euro per i teatri e le produzioni teatrali: con questo intervento il Governo continua a sostenere il settore dello spettacolo dal vivo che è stato fortemente colpito dall’emergenza sanitaria e merita il giusto aiuto”. Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, che ha firmato il decreto che stanzia ‪9 mln di euro che provengono dai fondi emergenza cinema e spettacolo istituiti con il DL Cura Italia e potenziati dal DL Rilancio e che verranno destinati al ristoro dei mancati incassi da biglietteria dei teatri in considerazione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria tuttora vigenti.

Alla luce del nuovo decreto, i 9 mln di euro verranno ripartiti nel modo seguente:

– Una quota pari a 5 mln di euro per sostenere i mancati incassi da biglietteria del 2020 dei Teatri di rilevante interesse culturale, dei Centri di produzione teatrale, dei Teatri di Tradizione e dei Centri di produzione danza. 

– 4 mln di euro, ad integrazione di quanto già stanziato con decreto ministeriale 10 luglio 2020, per il sostegno degli esercizi teatrali che hanno inoltrato richiesta di contributo ai sensi dei decreti ministeriali 10 luglio 2020 e 17 agosto 2020. Il contributo è riconosciuto fino ad un massimo del 100% dei mancati incassi relativi alla sala o alle sale gestite, nel periodo di riferimento e, comunque, in misura non superiore a euro ‪200.000‬ euro per ciascuna sala nel caso di sale con capienza compresa tra 100 e 299 posti, in misura non superiore a euro ‪400.000‬ per ciascuna sala nel caso di sale con capienza compresa tra 300 e 600 posti e in misura non superiore a euro ‪800.000‬ euro per ciascuna sala nel caso di sale con capienza superiore ai 600 postI.

Il decreto è stato inviato agli organi di controllo e sarà disponibile sul sito del MiBACT ad avvenuta registrazione

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È tempo di risposte: C.Re.S.Co. lancia un SOS per il teatro italiano

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso oggi da C.Re.S.Co. coordinamento delle realtà della scena contemporanea.

Il coordinamento C.Re.S.Co. sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria internazionale ha risposto alle numerose sollecitazioni da parte delle Istituzioni avanzando senza sosta proposte e suggerimenti, con l’obiettivo di salvaguardare il sistema dello spettacolo dal vivo nazionale prestando particolare attenzione ai soggetti più fragili. 

Non abbiamo mai nascosto una profonda perplessità per alcune misure, certamente dettate dall’emergenza e adottate nel tentativo di accontentare tutti, senza però tenere conto delle enormi differenze del comparto: si pensi ad esempio all’indennità INPS erogata ai lavoratori dello spettacolo per i mesi di marzo, aprile e maggio, quando chi aveva 7 giornate lavorative versate e chi ne aveva 150 si è visto corrispondere la stessa cifra pari a 600 euro (ad oggi siamo ancora in attesa di sapere cosa ne sarà dell’indennità una tantum di 1.000 euro prevista dal DL rilancio); si consideri ancora il contributo destinato a soggetti diversi come gli extra FUS, imprese di dimensioni molto differenti che forse non c’è stato il tempo (e la volontà) di mappare davvero, preferendo assegnare 10.000 euro alle piccole realtà emergenti così come alle imprese più strutturate ma non finanziate dallo Stato. 

Pur riconoscendo la bontà delle intenzioni messe in campo dal Governo, dobbiamo ammettere che le ripercussioni pratiche delle misure citate non hanno avuto un impatto così decisivo sul settore, infatti oggi le piccole e medie imprese, che rappresentano spesso la parte più dinamica e innovativa della scena contemporanea, sono sul punto di implodere, trascinando via con sé il sogno di un ricambio generazionale che pure gli obiettivi strategici del DM avevano promesso.

Stanno chiudendo (se non l’hanno già fatto) molti piccoli teatri che, applicando le misure di distanziamento sociale, vedono ridursi drasticamente la sostenibilità delle stesse strutture; molte imprese di produzione indipendenti, che non avranno la possibilità di circuitare in Italia e all’estero, non potranno più contare sulle entrate che ne hanno garantito ad oggi la sopravvivenza, non riuscendo di conseguenza ad assicurare il tasso occupazionale fin qui faticosamente mantenuto; i festival stanno lottando per recuperare intere programmazioni cancellate e per garantire agli artisti la possibilità di fare il proprio lavoro.

A fare le spese di tutto ciò non sono solo i lavoratori dello spettacolo, ma tutti i cittadini e le cittadine italiane che non godranno più della stessa offerta culturale, soprattutto nelle aree più periferiche del Paese. Il cd Cura Italia (DL 17/03/2020 n.18) ha istituito il Fondo Emergenze, raddoppiato di fatto dal DL del 19 maggio 2020 n. 34: come si è scelto di impegnare quelle cifre che possono davvero dare ossigeno all’intero sistema? 

Inoltre tutti i soggetti finanziati dal Fus non sanno ancora come dovranno rendicontare il contributo ministeriale, garantito per tutti in misura pari all’80% del contributo 2019: chi valuterà l’operato delle imprese, considerato che il restante 20% sarebbe dovuto essere erogato “tenuto conto dell’attività svolta a fronte dell’emergenza sanitaria da Covid_19, della tutela dell’occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli”? Cosa ne sarà dei soggetti finanziati dal Fus e degli extra Fus nel prossimo triennio e quale destino aspetta le residenze teatrali nel 2021?

Cosa ne è del Codice dello Spettacolo e dei suoi decreti attuativi, che attendiamo da anni dopo aver considerato una vittoria l’approvazione della L.107 del 22 novembre 2017? Come saranno usati i fondi del Recovery Fund e che ruolo avrà la cultura – e lo spettacolo dal vivo – nella ripartizione delle risorse di cui l’Italia potrà giovare per la ripartenza? 

In queste ore delicate, dopo che i correttivi messi in campo fin qui hanno lasciato spazio all’incertezza più profonda, rischiamo che gli slanci progettuali e le istanze di cambiamento espresse dal settore cedano il passo allo sconforto. Siamo altrettanto convinti che solo assieme sia possibile disegnare il teatro che vorremmo, affrontare i cambiamenti e cogliere le opportunità che questo tempo difficile può comunque regalarci, in primis favorendo un ripensamento profondo di funzioni e responsabilità dell’intero settore. 

Perché non accada, perché non si perda l’alta qualità artistica che questo Paese ha raggiunto e perché le attività garantite ai cittadini possano continuare a contrastare la povertà educativa che diventa sempre più un pericolo anche per la nostra democrazia, crediamo che sia necessario che le Istituzioni tornino ad ascoltare il comparto attraverso le sue forme di rappresentanza e che rispondano presto alle domande che da troppo tempo ci stiamo ponendo. C.Re.S.Co è come sempre a disposizione per continuare il dialogo avviato da tempo nelle sedi istituzionali. 

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Fuori Programma, seconda parte. Tra i giardini del Quartiere Quarticciolo e del Parco Alessandrino

Fuori Programma, con la direzione artistica di Valentina Marini, alla sua quinta edizione torna in scena nell’estate 2020. Il Festival è prodotto da European Dance Alliance/Valentina Marini Management con il contributo di Roma Capitale e in collaborazione con Siae, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo e V Municipio. 

Dopo la prima parte svoltasi a fine luglio negli spazi esterni del Teatro India, il Festival prosegue dal 17 al 30 settembre con performance urbane, laboratori e incontri nei cortili e giardini del Quartiere Quarticciolo e del Parco Alessandrino (Municipio V). Le attività previste al Quartiere Quarticciolo sono tutte intese in forma immersiva nell’ambiente urbano, siano i cortili o il Parco Alessandrino, alla luce naturale del giorno senza alcun elemento esterno. Non sono dunque previste pedane, palchi o strutture di alcun tipo e le performance sono tutte concepite come percorsi e creazioni itineranti nel Parco e nel Quartiere per condividere l’esperienza dell’attraversamento degli ambienti come parte integrante dell’azione performativa. Tutte le attività previste al Quartiere Quarticciolo sono a ingresso gratuito. 

Tre le compagnie in programma: Zerogrammi in Elegia delle cose perdute (Parco Alessandrino, 17 e 18 settembre ore 19.00 e 20.00, prima romana), progetto multidisciplinare, a firma del coreografo e regista Stefano Mazzotta, è ispirato al romanzo I Poveri dello scrittore portoghese Raul Brandao, e si articola e sviluppa in forme e linguaggi distinti e complementari, in parte video-fotografico e in parte spettacolo dal vivo in cui i quadri che compongono la narrazione diventano, nella sua forma site specific, la mappa di un viaggio nei luoghi (interiori) dei personaggi del testo di Brandao: 8 figure derelitte e però goffe al limite del clownesco, accomunate dal medesimo sentimento di malinconica nostalgia e desiderio di riscatto. Balletto Civile in MAD (Parco Alessandrino, 19 e 20 settembre ore 21.00 e 21.30, prima regionale), performance site specific itinerante, che dopo il debutto in settembre a Oriente Occidente approda a Roma in esclusiva per Fuori Programma. La performance intende tracciare un percorso drammaturgico che gli spettatori, organizzati in gruppi di dieci, sono invitati a seguire dai personaggi-performer coordinati dalle guide nelle diverse tappe di MAD. Ogni danzatore/attore è protagonista del proprio capitolo fisico accomunato agli altri da una Sinfonia che risuona come una preghiera laica, un sottofondo comune su cui, come in una partitura orchestrale, emergono le musiche, le parole, i canti di ogni figura che è autonoma. Un museo all’aperto, fatto di storie di uomini e donne che hanno dedicato il loro corpo al tempio sacro della Danza. Spellbound Contemporary Ballet in Spiazzato (Cortili del Quarticciolo, 28 e 29 settembre ore 19.30 e 20.00, prima assoluta), progetto che rientra nelle produzioni che festeggiano il venticinquennale della Compagnia che ricorre proprio nel 2020. La performance site specific, a firma di Mauro Astolfi, è immaginata in tre stazioni nei cortili del Quartiere Quarticciolo (Municipio V), che diventano eccezionalmente ambienti domestici, a partire dallo stato d’animo di scoramento e smarrimento che ci ha colto alla sprovvista nei mesi della pandemia; tre diversi ambienti casalinghi trasposti negli spazi esterni dei lotti adiacenti a via Manfredonia e via Ostuni per ospitare tre momenti performativi della nota compagnia romana; è infine un omaggio agli abitanti del quartiere che possono partecipare alla visione affacciati alle loro finestre. Ultimo appuntamento il 30 settembre ore 20.30, online sulla pagina facebook del Festival, il docufilm Spiazzato a cura di Spellbound Contemporary Ballet. 

Tra le attività dedicate all’avvicinamento alle pratiche dirette del corpo è previsto il laboratorio Il corpo ricorda (20 e 21 settembre ore 11.00, Parco Alessandrino) a cura di Michela Lucenti. Il laboratorio, immaginato come pratica di danza di comunità, è rivolto a donne e uomini over 60 del Quartiere Quarticciolo che saranno guidati dall’esperienza e dalla capacità dell’autrice, da molti anni vicina attraverso la sua pratica creativa e compositiva non solo a professionisti ma anche a corpi di amatori.

Il Festival, anche in questa Seconda Parte, prevede tre incontri: due a cura di Casa dello Spettatore presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo, prima delle performance di Zerogrammi (17 settembre ore 18.00), e Balletto Civile (19 settembre ore 20.00), un’occasione per ri-trovarsi in un fuori programma che, a partire dall’esperienza di vedere la danza contemporanea, riattiva dopo una lunga e forzata pausa, una conversazione in presenza tra il quartiere Quarticciolo, la città e creatività. Il terzo incontro a cura di Dalila D’Amico in dialogo con Michela Lucenti (20 settembreore 12.30), diversamente dai precedenti incontri con pubblico in presenza, è immaginato in versione online sulla pagina facebook del Festival.

Fuori Programma prosegue l’indagine creativa iniziata nel 2016 intorno al vasto paesaggio della scena contemporanea internazionale. La recente emergenza virale, che ha coinvolto lo stato di salute fisica, economica, artistica nazionale e internazionale, carica di nuove urgenze e significati il Festival esaltando la potenza dell’imprevisto, del fuori programma appunto, in relazione alla prossimità tra i corpi e al loro movimento libero nella città. 

È quindi l’accezione del Fuori a tracciare il sentiero del percorso creativo di questa edizione che propone un programma inteso ad accogliere gli spettatori andando verso, raccogliendolo intorno, abbracciando idealmente l’artista negli spettacoli volutamente allestiti in una dimensione circolare nell’Arena Teatro India a luglio. Per il mese di settembre, nel Quartiere Quarticciolo, performance, letture, e laboratori che rovescino la tradizionale traiettoria che ci vede spostarci dai luoghi di fruizione culturale, per portare gli stessi contenuti direttamente “a casa” delle persone. 

Posti contingentati a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: fuoriprogrammafestival@gmail.com

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Festival Quartieri dell’Arte: Vago Fiore in occasione della festa di Santa Rosa

Quest’anno, per le esigenze imposte dall’emergenza covid, a Viterbo non si terranno, come è tradizione antica, le manifestazioni legate alla Festa di Santa Rosa, tra cui la processione e il trasporto della celebre “Macchina di Santa Rosa”, evento unico al mondo riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità.

Il Festival Quartieri dell’Arte ha voluto trasformare il primo dei progetti teatrali presentati in questa XXIV edizione in un omaggio ai viterbesi e alla festività a loro più cara. Centrale nel programma 2020 sarà infatti la commissione al pittore Francesco De Grandi – esponente di spicco della scuola palermitana contemporanea – di 9 disegni che facciano fare al pubblico un’esperienza connessa al passato remoto della Macchina e della Festa di Santa Rosa. A De Grandi è stato chiesto di riprodurre attraverso l’intensa drammaticità della sua pittura e del suo tratto, alcuni momenti del trasporto della Macchina del 1690 (il primo di cui si abbia una rappresentazione grafica). L’artista palermitano – che vanta un curriculum internazionale consolidato, con alcune esposizioni alla Biennale dell’Arte di Venezia – ha immaginato una sorta di corteo grafico ideale che riassumesse in sé gli elementi distintivi della Festa di Santa Rosa.

“Francesco De Grandi è palermitano” – dichiara il drammaturgo Gian Maria Cervo, direttore artistico di Quartieri dell’Arte – “e Palermo e Viterbo sono legate da due feste sacre di grande spettacolarità, in cui cultura popolare e fede si fondono: Santa Rosalia e Santa Rosa. Per questo vorremmo che l’apertura della mostra a Viterbo, il cui titolo “Vago fiore” cita un inno elevato alla Santa e alla sua Macchina, possa essere anche occasione simbolica di incontro tra due comunità. De Grandi colloca le sue opera all’interno di un’installazione che rappresenta la versione postmoderna di una biblioteca rinascimentale o barocca. E per questo spazio ho creato un tappeto vocale-sonoro per cui hanno prestato la loro voce star del cinema e del teatro italiano che hanno calcato i palcoscenici del festival nel corso degli anni. E’ questa un’ulteriore contestualizzazione dell’ opera che riproduce voci da fiera e espressioni di incitamento usate nel Seicento desunte in gran parte da un ciclo di commedie di Michelangelo Buonarroti jr. andate in scena prima di questa riproposta in forma di riscrittura, solo a Firenze, agli Uffizi, nel 1617.”

La mostra andrà a costituire un ambiente all’interno del quale ci saranno interventi performativi di teatro e danza, costituirà dunque una esperienza sensoriale a 360 gradi. Alla mostra, con curatela di Marcello Carriero, cui aderiscono anche il Monastero di Santa Rosa e il Centro Studi intitolato alla Santa, con l’apporto della studiosa Eleonora Rava e a cui ha dato il patrocinio il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, è abbinato anche un catalogo esclusivo, realizzato in 400 esemplari con interventi originali di Francesco De Grandi. Una parte consistente del ricavato degli ingressi alla mostra sarà donato al Monastero di Santa Rosa e al Sodalizio dei Facchini per la realizzazione di iniziative benefiche. I cataloghi numerati potranno essere acquisiti, oltre che attraverso il semplice acquisto, per eventuali aziende che volessero contribuire, anche attraverso il meccanismo dell’Art Bonus che dà diritto di recuperare il 65% delle donazioni effettuate in favore del Festival come credito di imposta.

MAGGIORI INFORMAZIONI > https://quartieridellarte.it/vago-fiore/

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PerformAzioni. Festival Internazionale sulle arti performative

Al via la nuova edizione del Festival Internazionale sulle arti performative PerformAzioni, con la direzione artistica della compagnia Instabili Vaganti, realizzato in collaborazione con Mismaonda e con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna. 

Il titolo di questa nona edizione sarà “Superare i confini”: confini di genere, geografici, stilistici, culturali, con particolare attenzione al rapporto tra performance art e Performing Arts. Mai come quest’anno, il tema scelto riflette i difficili tempi in cui stiamo vivendo e la capacità degli artisti di trovare nuovi linguaggi, soluzioni, strategie per affrontare il cambiamento. Abbiamo deciso di trasformare la necessità in un’opportunità, dando vita ad un programma fluido, in cui i confini tra le arti si mescolano e soprattutto quelli geografici si dissolvono. Questa edizione del Festival combina quindi spettacoli, incontri e workshop dal vivo con eventi e performance online. La partecipazione a distanza di artisti da ogni parte del mondo ci ha permesso quindi di produrre e ospitare performance e contributi di pensiero originali, alcuni dei quali creati appositamente per il Festival. 

Si comincia il 2 settembre alle 19.00 con l’evento online di apertura Beyond the screen in cui verrà introdotta questa edizione del Festival e presentate una serie di performance in video, realizzate durante il periodo di quarantena, attraverso collaborazioni a distanza tra artisti di differenti paesi. Verranno mostrate le video performance realizzate nell’ambito dei Progetti “Beyond Borders” di Instabili Vaganti e “My Face is my memory” di Lalish Theaterlabor (Austria). L’evento sarà trasmesso in anteprima sui canali social della compagnia con un’introduzione a cura dei direttori artistici del Festival, Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola. Tra gli artisti e gli studiosi coinvolti in video vi saranno: Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Maria Francesca Stancapiano, Riccardo Nanni, (Italia), Sun Young Park (Corea del sud), Cecilia Seaward (USA), Fatih Genckal (Turchia), Danial Kheirkhah e Ali Shams (Iran), Anuradha Venkataraman (India), Juliana Spinola (Brasile), Nigar Hasib e Shamal Amin ( Kurdistan/Austria).

Il 3 settembre alle 19.00, presso l’Oratorio san Filippo Neri, si terrà la presentazione dei libri The Global City – In viaggio nella città globale di Instabili Vaganti di Simona Maria Frigerio edito da Cue Press e Leggere uno spettacolo multimediale – La nuova scena tra video mapping, interaction design e Intelligenza Artificiale di Anna Maria Monteverdi edito da Dino Audino editore. Il libro The Global City, racconto il percorso compiuto da Instabili Vaganti nel progetto internazionale Megalopolis, dal 2012 ad oggi, per ricostruire un’avventura teatrale e di vita che ha portato la compagnia a lavorare nelle maggiori metropoli del pianeta e a relizzare infine l’omonimo spetttacolo. Il testo della Monteverdi, apre invece uno sguardo sul videoteatro degli anni Ottanta, il teatro digitale degli anni Novanta, il periodo che va dalle prime coreografie interattive con uso di motion capture per arrivare alle ultime sperimentazioni contemporanee con sistemi di Intelligenza Artificiale.

Il 4 settembre alle 20.30 Instabili Vaganti presenterà in anteprima, sempre nell’Oratorio san Filippo Neri, il nuovissimo progetto internazionale di condivisione artistica Beyond Borders, nato durante la fase di lockdown al fine di mantenere attivo il dialogo tra artisti di differenti paesi. Un forum di riflessione e confronto interculturale, un luogo virtuale capace di generare una “memoria globale condivisa” e soprattutto di fotografare il particolare periodo storico che stiamo attraversando. Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola intrecciano in questa conferenza performativa le voci molteplici degli artisti che, attraverso confessioni, riflessioni, dubbi e visioni, esprimono diverse istanze socio-politiche provenienti da ogni angolo del mondo: dalle proteste negli Stati Uniti alla rivolta in Cile, dall’esodo di massa dalle megaolpoli indiane al ritorno alla normalità, dopo la tragedia, nella città di Wuhan. La regia è di Anna Dora Dorno, in scena con Nicola Pianzola. Le musiche originali sono di Riccardo Nanni, i contributi video sono curati da Instabili Vaganti con la partecipazione dei performers internazionali: Sun Young Park (Corea del sud), Cecilia Seaward (USA), Danial Kheirkhah (Iran), Anuradha Venkataraman (India), Jesus Quintero (USA) Jialan Cai (Cina).

Il 5 settembre alle 20.30, è la volta dell’artista visiva e performer Francesca Fini che presenta la performance Blind, in una versione pensata appositamente per i suggestivi spazi dell’Oratorio San Filippo Neri. Un lavoro che materializza il processo virtuale nel corpo dell’artista, che diventa mediatore di un’esperienza immersiva e sinestetica sul colore. In questa performance Francesca Fini utilizza la computer vision, attraverso una webcam collegata ad un patch di Isadora che l’artista ha programmato per riconoscere quattro diversi colori primari. L’informazione prodotta viene poi elaborata e inviata a un sintetizzatore digitale, che attiva in tempo reale una specifica combinazione di suoni e di elementi grafici per ogni colore individuato. Muovendosi davanti alla webcam, con il corpo che si ricopre di vernici colorate, in una danza non-danzante, Francesca si trasforma in uno strumento musicale e in un proiettore organico di immagini.

Il festival si chiude il 6 settembre alle 15.00 con il Forum internazionale on line  Beyond Borders, ideato da Instabili Vagantiin collaborazione con American Laboratory Theatre, un incontro internazionale per “Superare i confini” imposti dalla pandemia e continuare a confrontarsi con artisti, operatori, ricercatori e studiosi da ogni parte del mondo, attorno ai temi che hanno alimentato le discussioni internazionali sul teatro e l’arte in generale in questi ultimi mesi. Un confronto globale su strategie, progetti, nuovi linguaggi e formati per continuare a creare e collaborare a livello internazionale ai tempi del Covid-19. All’incontro moderato da Jesus Quintero, parteciperanno gli artisti del progetto Beyond Borders di Instabili Vaganti ed una serie di ospiti internazionali in collegamento da Cile, Malesia, India, USA, Colombia, Argentina, Messico, Cina, Corea del Sud, Pakistan, Bangladesh, Australia. L’evento, sarà trasmesso live sui canali social di Instabili Vaganti, sarà possibile partecipare alla conversazione, registrandosi via mail all’indirizzo promozione@instabilivaganti.com

Infine per continuare ad offrire percorsi di alta formazione nelle arti performative e continuare a condividere insegnamenti, tecniche, esperienze in un periodo di restrizioni imposte dalle misure per contrastare il Covid-19, il programma di quest’anno prevede due workshop: Azioni Visionarie Superari i Confini, che si svolgeranno dal 31 agosto all’11 settembre, diretti rispettivamente da Francesca Fini e Instabili Vaganti. Sarà possibile frequentare i workshop sia in presenza che in modalità on line. Grazie al contributo della fondazione del Monte di Bologna e Ravenna i giovani del territorio potranno inoltre accedere a borse di studio per la frequenza gratuita dei percorsi.

Per informazioni workshop@instabilivaganti.com

Tutti gli eventi del festival sono a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti. È gradita la prenotazione a oratoriosanfilipponeri@mismaonda.eu

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Paesaggi del Corpo. A Velletri un festival internazionale dedicato alla danza contemporanea

Dal 19 settembre al 12 dicembre 2020, si svolgerà a Velletri, il Festival internazionale di danza contemporanea Paesaggi del Corpo con l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza della danza contemporanea in tutte le sue declinazioni con particolare attenzione a quei lavori che si collocano in un crocevia dove si incontrano le arti, innovando e dando vita a nuovi linguaggi. Radici, titolo evocativo dell’edizione 2020 del Festival, rimanda all’aspirazione del progetto a radicarsi e a intessere una fitta rete di relazioni con il territorio, la città, le comunità e i cittadini che li abitano mettendo in primo piano la danza ovvero l’arte che predilige il corpo per raccontare l’uomo nella sua fragilità, grandezza e diversità e il suo tempo, grazie alla sua forza poetica. Il Festival verrà realizzato dall’associazione culturale La Scatola dell’Arte, sotto la Direzione artistica di Patrizia Cavola, con il contributo di Regione Lazio Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili, in collaborazione con FONDARC Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri e con il patrocinio del Comune di Velletri.

Paesaggi del Corpo vuole dialogare con un pubblico ampio e trasversale che includa varie generazioni, invitando i cittadini a riscoprire i luoghi attraverso la poesia della danza. Il progetto trimestrale prevede vari interventi e differenti modalità di presentazione e incontro con il pubblico: spettacoli, performance site specific e di danza urbana, residenze artistiche, laboratori con esiti pubblici, incontri, progetti speciali a carattere multidisciplinare rivolti ai giovani e agli studenti, volti a creare momenti di relazione tra la danza e altre arti, come l’arte visiva, la scrittura, la musica, le nuove tecnologie. 

La rassegna, interamente dedicata al contemporaneo, cerca di raccogliere al suo interno una rosa ampia di proposte artistiche differenti, ognuna caratterizzata dalla propria ricerca stilistica e poetica e dal proprio linguaggio innovativo, per dare una visione ampia e variegata, che vuole comprendere stili e percorsi di ricerca diversificati. Il programma prevede produzioni di compagnie italiane, internazionali e di autori e coreografi emergenti anche under 35.

Tra le molte partecipazioni, si annoverano nomi di punta nel panorama italiano come Compagnia Zappalà Danza, EgriBianco Danza, Gruppo e-Motion, Compagnia ASMED Balletto di Sardegna, DNA, Megakles Ballet – Petranura Danza, Ariella Vidach AiEP, Compagnia Atacama e la coreografa Adriana Borriello e formazioni internazionali di grande prestigio tra cui Compagnie Irene K, Cia Pe Mellado ed EnClave Danza & ES.ARTE.

Le attività di Paesaggi del Corpo si svolgeranno in differenti spazi, scelti per valorizzare il patrimonio culturale della città: il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté,  sede degli spettacoli; la Casa delle Culture e della Musica, struttura seicentesca dell’ex Convento del Carmine, luogo denso di attrattive storiche e artistiche, che all’interno offre diversi spazi: l’Auditorium, il corpo centrale dell’ex chiesa medievale, il Chiostro, quadrangolare, coperto da un porticato con volte a crociera dove viene allestito un palco, il Giardino adornato da colonne ottocentesche, la Sala degli Affreschi, ex refettorio attualmente trasformato in spazio espositivo e sala conferenze. L’intera struttura è un luogo di ritrovo cittadino, pensato per ospitare eventi a sfondo culturale ed esso stesso monumento alla cultura da vivere quotidianamente nel silenzio del chiostro o del giardino, in un sereno sodalizio tra arte e natura. 

Accanto alla programmazione di spettacoli, il Festival metterà in atto progettualità speciali e attività di laboratorio e didattica per creare nuove opportunità per avvicinarsi alla danza contemporanea, assimilarne i nuovi linguaggi e processi creativi con il preciso scopo di formare nuovi artisti e nuovi spettatori. Tra le altre attività culturali organizzate volte a educare e promuovere il pubblico il programma prevede la messa in atto di Progetti Multidisciplinari Speciali indirizzati ai giovani in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, sede di Velletri, che coinvolgerà studenti e docenti delle triennali di Pittura e Grafica Editoriale nelle attività del festival e con l’IISS C. Battisti di Velletri. 

Programma completo su: paesaggidelcorpo.it 

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Nasce BrancaccioDanza: formazione dai 4 ai 24 anni al centro di Roma

Un’oasi della formazione al centro di Roma per studiare e apprendere i diversi linguaggi della danza, destinata ad accogliere bambini/e e ragazze/i dai 4 ai 24 anni con una scuola e un triennio professionale dove incontrare coreografi e danzatori di fama internazionale. Un centro specializzato, creato per coltivare e trasmettere l’amore per la danza e l’arte performativa: BrancaccioDanza nasce dalla volontà di Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, di promuovere la danza non solo in forma didattica ma favorendo l’accesso al lavoro. 

Un’oasi della danza che prenderà vita in uno spazio culturale davvero speciale: si tratta del Teatro Brancaccio e dei suoi meravigliosi giardini adiacenti al Brancaccino che includono una serie di aree adibite a studio danza, luogo perfetto per valorizzare il benessere degli allievi. Il Teatro Brancaccino sarà una luminosa sala polifunzionale aperta agli appassionati e agli aspiranti professionisti per intraprendere un’esperienza formativa completa. BrancaccioDanza, ben collegato e facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici, unirà architettura sostenibile, pratica artistica ed esperienze immersive nella natura, in un luogo incantevole.

La doppia direzione artistica affidata ad Alessia Gatta, coreografa della [RITMI SOTTERRANEI] contemporary dance company nonché docente internazionale, e ad Alessandro Rende, docente di danza classica e danzatore del teatro dell’Opera di Roma, connota la qualità della proposta. Formare un danzatore completo, colto, versatile, che sappia muoversi in un panorama variegato di linguaggi differenziati e che, seppur specializzato nel classico o nel contemporaneo, venga fin dalla scuola abituato a studiare e a confrontarsi  con diversi stili e forme di comunicazione, avendo cura del suo benessere psicofisico.

La formazione, motore pulsante di tutta l’attività, è articolata su più livelli e diversificata nei programmi e negli intenti. La scuola, fino ai 18 anni, offre programmi e corsi distinti per disciplina e intensità: danza baby, propedeutica, modern e break dance per adolescenti, fino ad arrivare a un ciclo di studi di otto anni, indirizzo classico e contemporaneo, in grado di fornire ai giovani una formazione adeguata per inserirsi in ambito lavorativo o per proseguire gli studi nel triennio professionale. 

Rebecca Bianchi Étoile internazionale e prima ballerina del teatro dell’opera di Roma. ©Viola Pantano

Il corso triennale W.O.M. – where opposites meet (dove gli opposti si incontrano) è riservato a danzatori dai 18 ai 24 anni, ed è volto ad assicurare un’adeguata padronanza di metodi e tecniche in ambito coreutico, nonché l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali, lavorando sulla ricerca, la sperimentazione, l’intersezione e lo scambio di differenti linguaggi. Un corso professionale, dove danzatori classici e contemporanei condivideranno lo studio delle discipline fondamentali e delle materie teoriche, per poi continuare a formarsi ciascuno nel proprio ambito. 

Un luogo unico nel suo genere con programmi di formazione innovativi e trasversali, docenti altamente qualificati e un respiro internazionale che guideranno lo studente a scoprire una propria identità artistica che sia riconoscibile e matura, anche attraverso workshop e masterclass. Al termine del progetto formativo, BrancaccioDanza si prenderà cura dei propri allievi, tutelando l’inserimento nelle produzioni di spettacoli e performance, attivando network professionali e favorendo esperienze formative con artisti e organizzazioni affermate nel panorama nazionale e internazionale. 

Audizioni corsi pre-professionali: 10 e 19 settembre al Teatro Brancaccio

Audizioni triennio professionale W.O.M: 20 settembre al Teatro Brancaccio

La scuola comincerà il 23 settembre, il corso professionale avrà invece inizio il 12 ottobre. 

Programma, costi e convenzioni su www.brancacciodanza.com; per maggiori informazioni chiamare 377 5515549 o scrivere a info@brancacciodanza.com.

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Franceschini: esteso alle piccole sale teatrali l’accesso al fondo da 10 milioni

“Anche le piccole sale teatrali godranno del sostegno dello Stato per fronteggiare l’emergenza. Si tratta di realtà importanti, autentici presidi di cultura e spettacolo sul territorio, spesso portatrici di innovative sperimentazioni”.

Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha dichiarato firmando il decreto che estende l’accessibilità ai 10 milioni di euro stanziati per gli esercizi teatrali anche alle sale tra 100 e 299 posti destinate a teatro, musica, danza o circo e incrementa la misura massima dei contributi già previsti. Le risorse provengono dai fondi emergenza cinema e spettacolo istituiti con il DL Cura Italia e potenziati dal DL Rilancio e verranno destinate al ristoro dei mancati introiti da biglietteria e abbonamenti degli esercizi teatrali privati. 

“Il teatro e lo spettacolo dal vivo hanno sofferto e continuano a soffrire molto per le limitazioni previste dalle misure per il contenimento del contagio. È giusto pertanto – ha sottolineato il Ministro – estendere il più possibile il sistema di aiuti, ammortizzatori sociali e indennizzi ai settori che stanno riscontrando maggiori criticità”. Alla luce del nuovo decreto, i 10 milioni di euro verranno ripartiti secondo criteri aggiornati tra i beneficiari in misura proporzionale ai minori incassi nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, in rapporto agli incassi ottenuti nello stesso periodo nel corso del 2019. Il contributo viene aumentato fino al massimo del 20% dei mancati incassi e in misura non superiore a 30.000 euro per ciascuna sala con capienza tra 100 e 299 posti, in misura non superiore a 60.000 euro per ciascuna sala con capienza compresa tra 300 e 600 posti e in misura non superiore a 100.000 euro per ciascuna sala con capienza superiore ai 600 posti.
Qualora un beneficiario abbia ricevuto risorse dal FUS nel 2019, allora il contributo sarà pari alla differenza tra quanto ricevuto dal FUS e gli importi massimi previsti in base alla capienza delle sale.

Per presentare domanda è necessario avere sede legale in Italia; essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali; avere almeno una sala di proprietà o in gestione con agibilità per lo spettacolo dal vivo e capienza di almeno 100 posti; aver versato nel 2019 contributi previdenziali non inferiori a 300 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza compresa tra 100 e 299 posti, non inferiori a 1.000 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza tra 300 e 600 posti e non inferiori a 1.300 giornate lavorative per ciascuna sala con più di 600 posti; aver ospitato nel 2019 almeno 30 rappresentazioni di spettacolo dal vivo per sale tra 100 e 299 posti,  almeno 60 rappresentazioni per sale tra 300 e 600 posti e almeno 80 rappresentazione per sale con più di 600 posti.

Il decreto è stato inviato agli organi di controllo e sarà disponibile sul sito del MiBACT www.beniculturali.it ad avvenuta registrazione. Entro cinque giorni dalla data di registrazione, la Direzione generale Spettacolo provvederà a integrare con le nuove disposizioni l’avviso pubblico contenente le modalità e le scadenze per la presentazione delle domande di contributo.

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