Antonin Artaud e i suoni della crudeltà – Presentazione del libro ed esposizione a cura di Antonello Cassinotti

Antonin Artaud e i suoni della crudeltà – Presentazione del libro ed esposizione a cura di Antonello Cassinotti

Mercoledì 29 novembre 2023 alle ore 21:00, presso lo Spazio culturale heart di Vimercate, verrà presentato il libro Antonin Artaud e i suoni della crudeltà di Antonello Cassinotti con esposizione delle sue opere, edito da Ponte43 e delleAli Teatro.

L’attore e performer Antonello Cassinotti, dall’esperienza dell’opera artaudiana, raccoglie frasi e parole relative alla musicalità e alla concezione del suono, per poi comporre o scomporre ognuna in un collage fatto di immagini dello stesso Artaud, dei suoi disegni: poesie visive che recano sinestesie attraverso il gesto che si fa carne in parola.

«Nelle mie letture dei libri di Antonin Artaud”, dichiara l’autore Cassinotti, “ho cominciato anni fa a sottolineare tutte quelle frasi che contenevano termini quali la musicalità, la voce, il suono, le sonorità, quelle più o meno palesi e quelle frasi espressamente riferite alle questioni musicali e più in generale a una concezione musicale e le ho poi composte o scomposte ognuna in un collage unitamente a delle immagini di Artaud, suoi disegni o immagini che lo riguardino direttamente, una sorta di poesia visiva. Il formato è uguale per tutti, le sinapsi formali si rincorrono, la bocca è espressione astratta preverbale, scoppio e la parola spesso incomprensibile a guisa di basta con i capolavori, un esercizio di stile forse. E continuo a farlo (sono arrivato a 80 opere). Fare poesia visiva non è il mio mestiere. E tanto mi piacerebbe fare musica».

Per l’occasione verranno esposte alcune delle opere al pubblico per la prima volta presso lo Spazio heart di Vimercate in via Manin 2. L’esposizione sarà visitabile dal giovedì alla domenica dalle 16:00 alle 19:00, fino al 23 dicembre.

Durante la presentazione del libro, l’autore dialogherà con i fondatori di Ponte43 – Simona Bartolena (Storica dell’arte) e Armando Fettolini (Artista e curatore di mostre e progetti culturali) e la ricercatrice e studiosa di teatro Vincenza Di Vita e presenterà una performance in duo con il clarinettista Giancarlo Nino Locatelli con il quale da molti anni lavora attorno alla relazione tra teatro e musica.

Nella pubblicazione sono presenti 5 saggi e 40 contributi di artisti e studiosi di rilievo nazionale, chiamati a intervenire in maniera personale sul tema: un vero e proprio libro d’artista con interventi, tra gli altri, di Florinda Cabria, Franco Ruffini, Simona Bartolena, Oliviero Ponte di Pino, Samantha Marenzi, Giovanni Fontana, Roberto Latini, e Rita Frongia. 

heart – pulsazioni culturali è un’associazione di promozione sociale che opera in ambito culturale a vari livelli: organizzazione di mostre ed esposizioni d’arteconcerti e performance live, spettacoli teatrali e cinematografici, corsi tematici per adulti e bambini, convegni, dibattiti, presentazioni e incontri, raccolta documentazione e realizzazione di materiale divulgativo quali libri e prodotti editoriali.

Ponte43 è lo pseudonimo con cui Simona Bartolena e Armando Fettolini firmano i progetti realizzati insieme. Ha già al suo attivo una lunga serie di eventi, tra i quali il progetto La bellezza resta. e numerose mostre in spazi pubblici e privati.

Antonello Cassinotti ’61. È attore e performer e membro fondatore de Il Gruppo Tealtro e delleAli Teatro. Esplora con particolare passione il mondo dei suoni e nello specifico della voce attraverso il corpo/strumento. Lo stimolo di partenza in ogni suo lavoro da solo e/o in collaborazione con altri è dettato, a volte da un immaginario visivo, a volte sonoro e in altre occasioni alle pratiche del movimento. Nel complesso è teso a elaborare atti performativi che possano definirsi SONORI, dove il gesto, l’oggetto, la luce e tutta la macchina scenica rispondano ad una sorta di composizione. Con queste premesse realizza installazioni o contesti visivi in cui agisce in prima persona, letture di poesia sonora, sia come interprete sia come autore e partecipa a numerosi eventi legati all’improvvisazione in interazione con danza, pittura, musica e video. Ha al suo attivo collaborazioni con numerosi gruppi teatrali sia come attore che come performer e la partecipazione a festival e rassegne. Svolge inoltre attività di insegnamento con l’intenzione di portare alla consapevolezza dei suoi allievi lo stretto rapporto che intercorre tra voce e corpo performativo. Si riconosce nelle pratiche Fluxus.

INGRESSO GRATUITO

Per ulteriori informazioni
Antonello Cassinotti – 3408562427 (WhatsApp)
Associazione Heart – pulsazioni culturali
366.2281208 – info@associazioneheart.it

Al via la terza edizione del Festival Lucca Visioni. Teatro e Contaminazioni

Al via la terza edizione del Festival Lucca Visioni. Teatro e Contaminazioni

Dal 18 al 25 novembre avrà luogo a Lucca la terza edizione di Lucca Visioni. Teatro e Contaminazioni, festival multidisciplinare organizzato da MAT-Movimenti Artistici Trasversali. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione del Teatro del Giglio e il contributo del Comune di Lucca, di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e di Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Lucca Visioni. Teatro e Contaminazioni propone un ecosistema di eventi volti a consolidare una forte sinergia con il territorio; dopo aver approfondito la tematica dell’io (edizione 2021) e il tema dell’alteritas (edizione 2022), il direttore artistico Jonathan Bertolai intende proseguire questo percorso di ricerca approfondendo le relazioni e le comunità di appartenenza. 

«Con l’edizione di quest’anno si va a chiudere il cerchio del primo triennio tematico di Lucca Visioni: dopo aver lavorato sull’individuo, arriviamo ad approfondire il tema della comunità, che, come è noto, definisce l’individuo. Rifletteremo dunque sui rischi e sui benefici del sentirsi parte di una comunità, presentando al pubblico una molteplicità di linguaggi e punti di vista, cifra distintiva della programmazione di MAT».

L’edizione 2023 intende dunque raccontare la comunità attraverso una pluralità di linguaggi che alimentano la multidisciplinarietà della proposta artistica con una programmazione volta a coinvolgere nuove fasce di pubblico. Ad affiancare il palinsesto degli spettacoli teatrali ci saranno incontri con le Compagnie ospiti, un laboratorio attoriale, un progetto di audience engagement (in collaborazione con Lucca Creative Hub), e una sezione dedicata alle contaminazioni tra teatro e arti visive (sotto la curatela di Giacomo Pecchia).

Fra gli spettacoli teatrali in palinsesto, (tutti presentati al Teatro San Girolamo alle ore 21), martedì 21 novembre andrà in scena SID – Fin qui tutto bene con Alberto Boubakar Malanchino, una produzione Cubo Teatro vincitrice del Premio In-Box- Rete di sostegno del teatro emergente italiano 2023. La storia è quella di un ragazzo immerso nel mondo drogato della società dello spettacolo. Per uscire dalla disperazione e dalla noia di nascosto legge, ascolta musica, vede film. Recita. Recita sempre. Fino a dimenticare di essere Sid.

Il gruppo RMN presenta Rimini, spettacolo finalista del bando Radar, promosso da ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, vincitore della VIII Edizione di Direction Under 30 del Teatro Sociale Gualtieri e finalista del Premio In-Box- Rete di sostegno del teatro emergente italiano 2022. Attraverso l’obiettivo silenzioso della sua macchina fotografica, il protagonista dello spettacolo trascina il pubblico alla scoperta di una realtà dove luci e ombre, stereotipi e fantasmi, tradizioni e contraddizioni si trovano a convivere sotto quel velo di spensieratezza felliniana che caratterizza la metropoli balneare (mercoledì 22 novembre). 

Giovedì 23 novembre sarà la volta di Trucioli, spettacolo de Gli Omini prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. Una performance colma di frammenti sparsi: minuscole scene di minuscoli personaggi per ricostruire un’Italietta in miniatura, tutta abitata dai più piccoli; due attori e una valanga di voci, storie, caratteri, in uno spazio che è una casa, una strada, un’intera città.

La sezione dedicata alla contaminazioni fra teatro e arti visive curata da Giacomo Pecchia, racchiude Poema della Fine (Capitolo IV) di Opera del Rosso, un progetto performativo a carattere progressivo prodotto da MAT – Movimenti Artistici Trasversali. Il suo sviluppo ruota intorno ai quattordici capitoli della poesia di Marina Cvetaeva e si sviluppa attraverso una partitura sonora molto complessa: la quarta stanza è la cruda messa in scena della più lubrica delle feste, un tripudio di banalità e reiterazioni assassine di vita (sabato 18 e domenica 19 novembre ore 18.30, Scuderie Ducali).

Alice Consigli e Niccolò Gonnella, presentano Concerto per pugile, un progetto sostenuto da Fondazione Fabbrica Europa, Teatro Solare e MAT Movimenti Artistici Trasversali, in collaborazione con Asd S.P Pugilistica Lucchese: una ricerca compositiva che parte dai linguaggi della musica e la danza per attraversare una tecnica sportiva. Il progetto nasce dall’idea di sperimentare le potenzialità sonore, ritmiche e compositive dei sacconi all’interno di un contesto sportivo insieme a dei giovani pugili. Il progetto si avvarrà della collaborazione tecnica dell’Accademia Cinema Toscana (sabato 25 novembre, ore 21:00).

La sezione dedicata alle attività laboratoriali, a cura di MAT – Movimenti Artistici Trasversali, prevede invece Perdersi è meraviglioso, un laboratorio attoriale su Amleto, condotto da Andrea Baracco (20-25 Novembre 2023, Scuderie Ducali | 25 Novembre ore 18: apertura al pubblico del lavoro svolto) e Voci nelle mura. Teatro e comunità, quali relazioni? Laboratorio di investigazione teatrale, progetto di audience engagement in collaborazione con Lucca Creative Hub, rivolto alle scuole secondarie superiori cittadine. I partecipanti (provenienti dal liceo classico Machiavelli e liceo artistico Passaglia di Lucca) presenteranno una mise en espace il 24 novembre alle ore 17, presso le Scuderie Ducali di Lucca (ex Museo del Fumetto).  

Il Festival continuerà anche durante il mese di dicembre con gli appuntamenti della rassegna Lucca Visioni Kids (II edizione), coinvolgendo i bambini e le loro famiglie in attività e spettacoli teatrali alle Scuderie Ducali di Lucca. In programma il debutto de Il Cielo in un Baule, una produzione MAT – Movimenti Artistici Trasversali e La Terra Galleggiante, uno spettacolo che si ispira a Il Pozzo delle meraviglie di Pitrè e una drammaturgia che attinge all’immaginario fiabesco (6 e 7 dicembre riservato alle scuole, 8 e 9 dicembre in orario pomeridiano aperto a tutti, in scena alle Scuderie Ducali). Parlami Terra invece, prodotto da Cranpi e MAT – Movimenti Artistici Trasversali, è una storia danzata in un ambiente sonoro immersivo per indagare in modo poetico il legame indissolubile tra noi e la Natura (14 e 15 dicembre riservato alle scuole, 16 e 17 dicembre in orario pomeridiano aperto a tutti). Parallelamente al palinsesto degli spettacoli, a dicembre continueranno gli incontri del laboratorio “Nel Bosco”, riservato a partecipanti tra i 6 e i 10 anni.


Info e Contatti

MAT-Movimenti Artistici Trasversali
direzione@movimentiartisticitrasversali.it
tel 0583 48684

Bando Aria Aperta Teatro Festival 2024 per spettacolo teatrale

Bando Aria Aperta Teatro Festival 2024 per spettacolo teatrale

Quinta Parete è un’associazione di promozione sociale con sede a Sassuolo (MO) nata nel 2006 fondata da Enrico Lombardi che da sempre porta avanti l’idea del teatro come strumento di cambiamento personale, sociale e civile operando su tre fronti: produzione, programmazione, formazione.

IL FESTIVAL
Aria Aperta Teatro Festival, nato nel 2021, è un festival di teatro contemporaneo con la direzione artistica di Enrico Lombardi che si svolge tutti gli anni durante i mesi estivi (giugno-luglio-agosto-settembre).
Il Festival è suddiviso in 3 sezioni: KIDS (spettacoli per bambinə e famiglie) YOUNG (spettacoli consigliati per adolescenti e giovani adultə) e BIG, l’obiettivo è quello di intercettare un nuovo e diversificato pubblico di tutte le età.
Gli spettacoli programmati, attraverso il linguaggio e i contenuti, sono capaci di raccontare il presente e contribuiscono alla diffusione di una cittadinanza responsabile attraverso i temi affrontati.
Il Festival ha il riconoscimento del Mic (Art.17) e della Regione Emilia Romagna (Legge 13). E’ finanziato anche dal Comune di Casalgrande, il Comune di Fiorano Modenese e dalla Fondazione di Modena.

Cosa cerchiamo
Quinta Parete è alla ricerca di n.1 spettacolo teatrale da inserire nella sezione YOUNG della programmazione del festival. Per questo motivo i candidati dovranno proporre uno spettacolo che, per linguaggio e contenuti, si rivolga ad adolescenti e giovani adulti, non necessariamente di teatro ragazzi.
Inoltre lo spettacolo selezionato avrà la possibilità di essere inserito all’interno di “Generazione Risonanze” e partecipare al Premio “Cantiere Risonanze” organizzato da Network Risonanze. Per info sul Premio Cantiere Risonanze: https://www.risonanzenetwork.it/cantiere-risonanze/

A chi è rivolto
La ricerca è rivolta a compagnie o singoli artisti professionisti Under 35* che operino nel teatro, in grado di adempiere alle pratiche amministrativo-burocratiche necessarie per realizzare una replica di un proprio spettacolo.
Sono esclusi gruppi amatoriali o saggi di laboratorio.

* Per under 35 si intende che la media dell’età degli artisti coinvolti nella produzione sia uguale o inferiore ai 35 anni. In questo calcolo non devono essere presi in considerazione tecnici ed organizzatori.

Modalità di partecipazione
Ogni compagnia/ artista dovrà compilare in ogni sua parte il modulo al link https://forms.gle/iezYUvn3p9RUnU6j7 entro le ore 18:00 dell’07/12/2023.
Una volta completata correttamente l’iscrizione, la piattaforma invierà una email di conferma contenente una copia del modulo compilato all’indirizzo email inserito. Ciascun ente può presentare un solo spettacolo.

Entro il 31 gennaio 2024 verrà data comunicazione dei progetti selezionati.

Modalità di selezione
I progetti verranno valutati, a giudizio insindacabile, dalla Direzione Artistica Partecipata dell’Aria Aperta Teatro Festival, all’interno del progetto di audience development “11/30 Platea Aperta. Laboratorio per spettatori in erba”.
I partecipanti della direzione artistica partecipata, un gruppo di ragazzə dagli 11 anni ai 35 anni, selezioneranno lo spettacolo attraverso la visione dei materiali e video inviati.

Condizioni
Presentando la candidatura a questo bando si accettano le condizioni di seguito proposte dall’organizzazione:

1- Condizione necessaria per partecipare alla selezione è compilare in tutte le sue parti il modulo, in cui verrà chiesto di inserire il link al video integrale e ad un video teaser.
2- La data in cui si svolgerà lo spettacolo sarà vincolante e verrà assegnata dall’organizzazione a seguito della selezione (le date non sono ancora state confermate, ma saranno nei mesi di giugno-luglio-agosto-settembre). Nel caso in cui la Compagnia fosse impossibilitata a rappresentare lo spettacolo nella data proposta, decadrà la vittoria al bando, cedendo il diritto alla partecipazione al festival al secondo in graduatoria.
3 – La scheda tecnica dello spettacolo proposto dovrà essere semplificata e adattabile ad un festival all’aperto con un palco 6×4 mt.
4 – L’organizzazione riconosce alla compagnia / artista un compenso artistico che deve essere inserito all’interno del modulo di selezione, tenendo conto che viaggio, vitto e alloggio sono a carico della Compagnia.
5- La scheda tecnica dello spettacolo, da concordare con l’organizzazione, e la SIAE sono a carico dell’organizzazione
6- Alla compagnia/artista selezionati verrà richiesta la possibilità di emettere fattura e di fornire agibilità per tutte le persone coinvolte in scena per lo spettacolo.
La compagnia dovrà inviare, entro e non oltre una settimana prima della replica, il certificato di agibilità.
7 – Ogni nucleo artistico può partecipare al presente bando con una sola proposta.

> BANDO COMPLETO

Le memorie di Ivan Karamazov. Il viaggio di Dostoevskij nel teatro italiano

Le memorie di Ivan Karamazov. Il viaggio di Dostoevskij nel teatro italiano

Articolo a cura di Annateresa Mirabella

De I fratelli Karamazov, ultimo capolavoro di Fëdor Dostoevskij, il teatro italiano sembra non averne mai abbastanza. Tra i lavori degli ultimi decenni ispirati al romanzo, uno ha la firma di Luca Ronconi, che nel 1998 realizza uno spettacolo in due parti, I lussuriosi e Il grande inquisitore, ciascuna della durata di quattro ore. 

Quella che Gianfranco Capitta definì la «Maratona Dostoevskij», e che ottenne il plauso e la reticenza della critica, era nell’intenzione del regista un tentativo di «Estendere la teatralità del romanzo». Al 2019 risale invece l’adattamento della compagnia Mauri-Sturno, diretto da Matteo Tarasco

Nel 1953, Glauco Mauri aveva vestito i panni di Smerdjakov diretto da André Barsacq, per poi calarsi, più di sessant’anni dopo, nella parte di Fëdor Pavlovic.

Il richiamo dell’autore russo, anche a distanza di tempo, sembra irresistibile: così anche per Umberto Orsini, che è tornato quest’anno nei teatri con Le memorie di Ivan Karamazov, una produzione della Compagnia Umberto Orsini. 

L’incontro dell’attore con Ivan Karamazov risale al fortunato sceneggiato trasmesso dalla Rai nel 1969, dalla regia di Sandro Bolchi; qualche anno fa, Orsini era già tornato a teatro con La leggenda del grande inquisitore, diretto da Pietro Babina. Babina porta in scena la fragilità dell’uomo messo a nudo dinanzi al proprio rimorso: in poco più di un’ora, la vicenda è attraversata dagli  occhi di uno solo dei tre fratelli.

Il processo irrisolto di Ivan Karamazov

Protagonista assoluto, diretto da Luca Micheletti (con il quale co-firma la drammaturgia), ne Le memorie di Ivan Karamazov Umberto Orsini incarna ancora una volta un personaggio controverso e profondamente umano. 

La scena solenne che si presenta allo spettatore restituisce un’atmosfera di incuria e abbandono: nella semioscurità troneggia un’ampia struttura in legno riconducibile all’aula di un tribunale, che ospita il banco dei testimoni e una piccola scala che conduce a una porticina. 

A destra, gradini ricoperti di ciarpame; a sinistra due botole sbucano dal pavimento. Per terra, batuffoli bianchi, polvere o forse neve; sul proscenio, una pila di volumi malconci. Un tendaggio blu copre per metà il palcoscenico, nascondendo un uomo seduto, chino su un libro, con in testa un cilindro. 

Illuminato da un fascio di luce bianca dall’alto, l’uomo prende a leggere ad alta voce e a strappare le pagine, mentre il drappo scorre dietro le quinte e ne rivela le sembianze: alto, magro e canuto, indossa un lungo cappotto scuro e calza stivali neri. Si alza in piedi, il monologo ha inizio.

A distanza di anni, Ivan Karamazov, ripercorre così il dramma familiare, soffermandosi sui tragici eventi collegati al parricidio. Un racconto che si fa sempre più concitato, che porterà rivelazioni non soltanto allo spettatore ma al personaggio stesso, e lo vedrà dialogare con i suoi demoni. 

Alla ricerca di risposte, e desideroso di dimostrare l’innocenza del fratello Dmitrij, Ivan arriverà infatti pian piano ad ammettere la propria colpevolezza. 

Frugando tra gli atti del tribunale, rivolgendosi alla giuria assente, l’uomo cade vittima dell’ennesima replica di un ciclo infinito: da tempo incalcolabile attende il momento in cui potrà raccontare la sua versione, preparandosi a chiudere un processo rimasto troppo a lungo irrisolto.

I lussuriosi – Luca Ronconi

La psicologia di un personaggio tormentato

Nel suo saggio Il giudizio su Ivan Karamazov, Vladimir Lakšin commentava così il personaggio: «È indiscutibile che nel progetto dell’autore proprio Ivan è il principale perturbatore della quiete, l’istigatore al parricidio […] L’autore condurrà Ivan su un patibolo morale, gli preparerà un tormentoso appuntamento col diavolo, il diavolo della sua immaginazione scissa e malata». 

Proprio come nel romanzo, nel lavoro di Micheletti Ivan deve confrontarsi con la voce diabolica nella sua testa: nascosto dalla porta di legno dietro lo scranno – che talvolta si illumina di rosso – l’interlocutore indesiderato insinua in lui dubbi e sofferenze. 

Esplorando lo spazio circostante come se lo conoscesse a fondo, esamina i ricordi (voci registrate, pagine che piovono dall’alto), li commenta, talvolta li smentisce. Si viene così sfiorati dall’intuizione che quel luogo solitario e imponente, non sia altro che la psiche del personaggio, consumata dall’ossessione

Il foglio che lo inchioda alla colpevolezza viene affisso sullo scranno dallo stesso Ivan: è la confessione di Smerdjakov, il fratello illegittimo che nelle sue parole aveva letto un’esortazione a commettere l’omicidio. 

Ivan Karamazov è così posto di fronte a un dilemma, che mette in discussione le sue certezze: negando l’immortalità dell’essere umano e persino l’importanza delle sue azioni, a quali conseguenze si va incontro?

La leggenda del grande inquisitore – Pietro Babina

La trappola del nichilismo

È lo stesso Orsini a ricordare, a proposito della trasposizione televisiva, l’impegno profuso per ritagliare uno spazio maggiore al suo personaggio e al capitolo del Grande Inquisitore, «inizialmente dato per troppo cerebrale e dunque probabilmente indigesto al grande pubblico». 

Dopo il progetto con Babina, l’Inquisitore – che per molti è la chiave di lettura dell’opera di Dostoevskij – trova spazio anche ne Le memorie di Ivan Karamazov, in una virtuosistica interpretazione dello stesso Orsini. 

Rivolgendosi a una sedia vuota, che crede occupata dal fratello Aleksej, Ivan rievoca la leggenda da lui ideata calandosi nelle parti dell’Inquisitore e di Cristo. 

Il disvelamento di un grande specchio, al sollevarsi di un pannello di legno, sdoppia la figura del protagonista. Facilitando la resa del dialogo, lo specchio identifica in un solo personaggio il peccato e l’innocenza, intrecciati nella figura di Ivan Karamazov a indicare la complessa condizione umana, su cui grava la libertà di scelta.

È a una sedia vuota che Ivan domanda ascolto, ascolto che può trovare soltanto nella figura di Aleksej – l’unico Karamazov capace di bontà – che comunque non riesce a salvare il fratello dalla prigione della solitudine. 

Aleksej è poi l’unico in grado di comprendere la sua malattia: «Era venuta a chiarirglisi la malattia di Ivan: torture d’una decisione orgogliosa: anima profonda! Dio, a cui non credeva, e la verità di Lui, s’andavano impossessando di quel cuore, che ancora non voleva assoggettarvisi». 

Quest’ultimo rimette alla volontà divina la guarigione di Ivan, credendola possibile soltanto attraverso la riconoscenza dell’esistenza di Dio. Ricerca cara a Dostoevskij e che, nel Karamazov di Orsini, si può ritrovare appieno e che nel romanzo resta sospesa, allo stesso modo rimane nell’adattamento, dove però sembra ribadita la necessità di non arrendersi al nichilismo.

I fratelli Karamazov – (miniserie televisiva) Sandro Bolchi

Il rapporto con il romanzo

Nel dibattito circa la possibilità e le strategie di adattamento di un testo non teatrale, I fratelli Karamazov è fra i romanzi che maggiormente si è prestato a diverse forme di sperimentazione. 

Ronconi e Tarasco, ad esempio, scelgono di preservare l’intreccio, pur affidandosi a soluzioni differenti. Il lavoro di Orsini e Micheletti nasce dalla manipolazione del testo originale ma non altera o riscrive la trama. 

Le novità – trattasi soprattutto di citazioni integrate nel monologo – arricchiscono la drammaturgia di sfumature esistenziali, non di risvolti narrativi: una sorta di spin-off, la cui novità è rappresentata dalla collocazione cronologica, diversi anni dopo gli eventi narrati nel romanzo, in uno spazio-tempo indefinito, teatro del logorio incessante di uno dei personaggi principali.  

L’angoscia di Ivan Karamazov rischia tuttavia di giungere attutita a uno spettatore estraneo alla trama o alla lettura del romanzo, ostacolando l’immedesimazione. 

Se ripercorrere i momenti salienti può dare l’impressione di inquadrare la vicenda, non è detto che riesca a garantire una reale comprensione del discorso morale e religioso che permea l’intera opera.

 Le memorie di Ivan Karamazov resta un lavoro molto accurato (con il contributo di Giacomo Andrico per le scene, di Daniele Gelsi per i costumi, di Alessandro Saviozzi per il suono, di Carlo Pediani per le luci e di Francesco Martucci, assistente alla regia), in grado di ravvivare quella scintilla che, secondo Ronconi, accende il romanzo, ovvero «la necessità della fede in un mondo che ha perduto finanche la possibilità della fede stessa».

Bibliografia e link di riferimento:

Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov, traduzione di Agostino Villa, con un saggio introduttivo di Vladimir Lakšin, Giulio Einaudi Editore, 2014.

Marta Marchetti, Guardare il romanzo – Luca Ronconi e la parola in scena, Rubbettino Editore, 2016.

L’anima al nero, Gianfranco Capitta, Il manifesto, martedì 27 gennaio 1998, https://lucaronconi.it/storage/filemedia/rassegna-stampa-karamazov-2.pdf

https://www.piccoloteatro.org/it/2022-2023/le-memorie-di-ivan-karamazov

https://lucaronconi.it/scheda/teatro/i-fratelli-karamazov

https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2021/11/I-fratelli-Karamazov-77e2804a-f445-4f6b-ac9e-ac7045d7842f.

htmlhttps://www.mauristurno.it/it/teatrografia/i-fratelli-karamazov/

Laboratorio di audizione con C&C Company

Laboratorio di audizione con C&C Company

Per imminente Produzione di teatro-danza, con sessioni di prova intensive previste tra marzo e settembre 2024 e conseguente debutto, si ricercano performer professionistə di comprovata esperienza interessatə a prendere parte ad un progetto multidisciplinare condiviso, che preveda il dialogo trasversale tra differenti linguaggi performativi.

La Creazione richiede abilità e padronanza nell’utilizzo del corpo danzante e della voce parlata e cantata; è richiesta inoltre spiccata capacità improvvisativa e compositiva, eventuali capacità acrobatiche, nonché interesse alla ricerca di gruppo.

Se corrispondenti al profilo proposto ed interessatə, potete inviare la vostra candidatura entro e non oltre il 21 Novembre a: info@ceccompany.org citando in oggetto:

“Candidatura per audizione” + nome e cognome

Si richiede di allegare esclusivamente:

–    Curriculum o Biografia (PDF)
–    Fotografia mezzobusto (Jpeg o Jpg)
–    Link (YouTube o Vimeo) ad un video recente creato su partitura coreografica contemporanea
–    Link (Youtube o Vimeo) ad un video recente di improvvisazione in cui si mescolino liberamente gli elementi corpo-voce e si mettano in luce le proprie abilità/caratteristiche espressive

Entro il giorno 22 Novembre, esclusivamente i/le candidatə selezionatə verranno invitatə ad un Laboratorio di Audizione che si terrà a Rovereto (TN) nei giorni 2-3 Dicembre. NB: si richiede totale disponibilità oraria. per le due giornate di selezione.
Entro dicembre sarà definito e confermato il cast completo della Produzione, precisati i periodi prova (retribuiti secondo CCNL) ed elaborata la proposta contrattuale.