Il teatro come spazio di formazione, espressione artistica e inclusione per persone non vedenti e ipovedenti

Il teatro come spazio di formazione, espressione artistica e inclusione per persone non vedenti e ipovedenti

C’è un teatro che non ha bisogno degli occhi per esistere. Che si costruisce con il corpo, con la voce, con il coraggio di abitare uno spazio sconosciuto.
È il teatro di Murìcena Teatro, associazione culturale e compagnia napoletana che dal 2017 porta avanti Fare Teatro… oltre lo sguardo, progetto di teatro sociale e formazione artistica rivolto a persone non vedenti e ipovedenti, oggi punto di riferimento nel panorama del teatro di inclusione in Campania, con il sostegno del Ministero della Cultura, in collaborazione con Manovalanza ETS, Baracca Dei buffoni e con la cura artistica della Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice. 

Nato presso il teatro dell’Istituto per non vedenti e ipovedenti “P. Colosimo” di Napoli, Fare Teatro… oltre lo sguardo è molto più di un laboratorio: è un percorso permanente di crescita artistica e umana, crocevia tra azione artistica, vocazione sociale e ricerca pedagogica. 

L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: offrire ai partecipanti non vedenti e ipovedenti gli strumenti per intraprendere un autentico percorso formativo nelle arti sceniche. Non come terapia, non come intrattenimento compensativo ma come opportunità di espressione artistica. Il percorso formativo è professionalizzante e abbraccia recitazione e scrittura scenica, spazio e movimento, improvvisazione e gioco teatrale, drammatizzazione della voce, espressione corporea.

Per chi non vede, il palcoscenico è un enigma da risolvere ogni volta. Murìcena Teatro lo sa, e ha costruito una metodologia specifica: linguaggi descrittivi, evocativi e anticipatori per orientarsi nello spazio; lavoro sulla corporeità e sulla gestualità sociale – quella che chi vede acquisisce spontaneamente e chi non vede deve invece costruire consapevolmente. La drammatizzazione diventa così non solo strumento artistico, ma percorso di scoperta di sé e del gruppo.

Il progetto è stato selezionato dal Ministero della Cultura tra i 12 vincitori a livello nazionale del bando dedicato agli organismi di spettacolo che impiegano professionalmente artisti con disabilità (gennaio 2026), riconoscimento che ha certificato la rilevanza dell’iniziativa nel panorama italiano. Dal laboratorio sono nati diversi spettacoli, tra cui Buio andato in scena al Teatro Nuovo di Napoli nell’ambito della rassegna Quartieri di Vita promossa dalla Fondazione Campania dei Festival, e Invisibile, l’ultimo lavoro, già presentato al Teatro San Ferdinando di Napoli nell’ambito del Festival delle Persone promosso dalla Scuola Elementare del Teatro e Teatro di Napoli, e al Campania Teatro Festival 2025. La drammaturgia e la regia sono di Raffaele Parisi; un nuovo spettacolo è in preparazione e sarà presentato prossimamente.

In scena presso il Teatro Sala Molière di Pozzuoli (NA), sabato 16 maggio 2026 alle ore 21:00 e domenica 17 maggio 2026 alle ore 19:00, Invisibile è la sintesi di un intero percorso di ricerca sulle tematiche di devozione, diversità e sogno, elaborate nelle fasi del laboratorio permanente. È il risultato più maturo – e più coraggioso – di ciò che “Fare Teatro… oltre lo sguardo” ha costruito nel tempo.

Con la cura artistica di Scuola Elementare del Teatro, al centro della storia c’è Rosaria: una donna che vive il quotidiano ad occhi chiusi, e ad occhi aperti abita i suoi sogni. Affetta da una retinopatia progressiva, nel giorno del suo matrimonio si guarda allo specchio e si accorge di non vedere quasi più. In preda allo sconforto, decide di non sposarsi e di fuggire.
Vuole riuscire a guardare il mare un’ultima volta – ma affrontare la città al buio non è semplice. Come un’Alice di Carroll che non riesce ad adattarsi al mondo che la circonda, Rosaria è catapultata in un universo surreale, dove le cose e le persone non sono ciò che sembrano. Un labirinto in cui trovare l’uscita significherà trovare una nuova consapevolezza.La drammaturgia inedita è arricchita da parole, sogni, incursioni sonore, proiezioni di luce, immagini suggestive e musica dal vivo. Un’enorme illusione capace di immergere il pubblico in un autentico percorso sensoriale nel miracoloso mondo dell’invisibile. Invisibile è un viaggio onirico. È un sogno senza luce. È teatro che sfida ogni sguardo.

Bando di programmazione per il Festival Martesoff

Bando di programmazione per il Festival Martesoff

Una commissione di selezione formata da alcuni membri della Consulta Giovani e dal collettivo Produzioni Y Teatro si occuperà di individuare i progetti più innovativi e rilevanti dal punto di vista artistico – culturale, che avranno la possibilità di esibirsi in occasione del festival “Martesoff” a Cernusco Sul Naviglio (MI). Una giuria tecnica e il pubblico che assisterà agli spettacoli (esprimendo il proprio gradimento) selezioneranno poi lo spettacolo vincitore a cui verrà assegnato un contributo di produzione di 800€ , vincolato alla realizzazione di una data al Teatro Casa delle Arti di Cernusco sul Naviglio nella stagione 2026/27. Il pubblico potrà assistere agli spettacoli a titolo gratuito. 

FUNZIONAMENTO DELLA CHIAMATA:

Il festival si svolgerà per la durata di due giorni nelle date di Sabato 20 GIUGNO 2026 e domenica 21 GIUGNO 2026, la competizione verrà organizzata nell’arco dei due giorni di festival e le esibizioni verranno divise nei giorni e nei luoghi adibiti a palco/spazio scenico, tenendo conto anche delle esigenze delle compagnie partecipanti. 

La domanda di ammissione potrà essere inoltrata tramite email all’indirizzo direzione.martesoff@gmail.com entro e non oltre le 23:59 di Venerdì 22 MAGGIO 2026, corredata di tutti gli allegati richiesti. 

LA DOMANDA 

LA DOMANDA (MAX 2 CARTELLE) DOVRÀ CONTENERE: 

1. Presentazione e sinossi dello spettacolo; 

2. Info generali (durata, interpreti, regia, drammaturgia, produzione, etc.) 

3. Link al trailer e/o al video integrale dello spettacolo o video di una prova se lo spettacolo è inedito/debuttante ( facoltativo ma consigliato ); 

4. Codice di iscrizione SIAE se il testo e/o le musiche sono tutelati, dichiarazione di esenzione SIAE se l’autore del testo o delle musiche non è iscritto SIAE o altro eventuale documento che regolarizzi gli aspetti di diritto d’autore; 

5. Scheda tecnica dello spettacolo, specificando i requisiti minimi indispensabili e quelli facoltativi; 

6. Biografi a e curriculum degli artisti e della compagnia con eventuale link a sito web o social network; 

7. Autorizzazione al trattamento dei dati (se non esplicita verrà considerata data al momento della sottoscrizione della domanda). 

CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA’ 

Ai fini di ammissibilità alla call, la totalità dei partecipanti allo spettacolo deve aver compiuto il 18esimo anno di età e almeno il 51% degli artisti in scena non deve aver compiuto il 35esimo anno di età nell’anno solare 2026 (il 100% dei partecipanti devono essere nati dopo il 1° gennaio 2007, e almeno il 51% non deve essere nato oltre il 31 dicembre 1991). Con “partecipanti” di intende la totalità complessiva dei prendenti parte (es. regista, aiuto regia, drammaturg*, performer, costumist* etc). Il Festival ammetterà in concorso diverse categorie performative del panorama teatrale Off nazionale e internazionale. Verranno ammessi gli spettacoli appartenenti ai seguenti generi: 

• TEATRO (DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA, RIVISITAZIONE DEI CLASSICI, COMEDY, DRAMEDY) 

• MONOLOGHI E STAND UP COMEDY 

• TEATRO FISICO, CLOWNERIE, TEATRO VISUALE 

• SPETTACOLI MUSICALI, TEATRO CANZONE 

• SPETTACOLI DI DANZA 

• SPETTACOLI PER RAGAZZI E BAMBINI 

Le performance devono avere una durata massima di 60 minuti, e le tempistiche di montaggio e smontaggio verranno concordate con la direzione artistica, considerata la compresenza di altre compagnie nel medesimo spazio; orientativamente ogni spettacolo avrà a disposizione un massimo di 1,5 ore in totale tra montaggio, spettacolo e smontaggio. 

SELEZIONE DEGLI SPETTACOLI 

Il comitato artistico del Festival opererà una prima selezione delle domande ricevute secondo criteri di valore artistico, rispetto delle tempistiche richieste, schede tecniche compatibili con gli spazi performativi, completezza degli allegati richiesti e rispetto delle condizioni di ammissibilità di carattere anagrafi co. 

LA GIURIA 

La scelta della compagnia vincitrice verrà effettuata tenendo conto delle preferenze di giurie così composte: 

1. GIURIA TECNICA: Presieduta da Gianpiero Borgia, composta da altr* professionist* operanti sul territorio nazionale e estero. 

2. GIURIA POPOLARE: Attraverso un sistema di comunicazione delle preferenze, gli spettatori al termine di ogni spettacolo potranno esprimere il loro gradimento in una scala da 1 a 5. 

TRASPARENZA 

In auge al principio di trasparenza, la comunicazione della compagnia vincente verrà pubblicata anche online con annesse motivazioni, ogni compagnia selezionata potrà richiedere via email alla direzione artistica (entro 15 giorni dalla data di comunicazione della compagnia vincente) un parere scritto circa la sua performance. Si fa altresì salva la possibilità, anche in caso di non vittoria, di future collaborazioni con la Direzione in ambito comunale. Tramite la candidatura alla seguente call le compagnie si impegnano a rispettare le scelte della giuria, mantenendo un comportamento etico adeguato e consono allo spirito della sana competizione, astenendosi da commenti social avversi al Festival e ai colleghi.

FerMENTInFesta: residenze laboratoriali in Toscana

FerMENTInFesta: residenze laboratoriali in Toscana

Fare – del luogo – teatro, e non solo teatro in un luogo. FerMENTInFesta si fonda sul concetto di abitare artisticamente luoghi e paesaggi che apparentemente teatrali non sono, spazi stimolanti e suggestivi, dalle grandi potenzialità e poetiche. Luoghi nei quali creare l’incontro tra la performance ed il pubblico, favorire la comunione tra arte vivente e spettatore. Un percorso formativo residenziale nel cuore della Toscana, in uno dei luoghi più belli e suggestivi del territorio della Val di Chiana Senese, riconfermata per il 2026, per il secondo anno consecutivo, Capitale Toscana della Cultura.

24 agosto – 6 settembre 2026

L’iniziativa si articola in due fasi: una residenza laboratoriale intensiva, dal 24 agosto al 6 settembre,rivolta a giovani allievi attori, provenienti da Accademie, Scuole e istituzioni Teatrali, amatori appassionati e artisti, e un festival diffuso, nei fine settimana del 29 e 30 agosto e 5 e 6 settembre, nella città di Chianciano Terme.

Gli allievi – individuati tramite bando – lavoreranno intensivamente per 6-7 giorni, in laboratori condotti da maestri di fama internazionale, sperimentando contaminazioni tra teatro, danza, musica, teatro di strada e di figura. I laboratori, aperti anche al pubblico, si svolgeranno in spazi urbani e naturali trasformati in atelier creativi, e saranno dedicati alla creazione di micro-drammaturgie site-specific, performance, eventi itineranti, ispirati al territorio.

Calendario delle Residenze Laboratoriali Intensive

Le residenze laboratoriali saranno suddivise in due settimane, e coinvolgeranno allievi provenienti da tutta Italia.

La prima settimana di residenze laboratoriali intensive, avrà inizio dal lunedì 24 agosto e termineranno domenica 30 agosto. 

  • Dal 24 al 30 agostoLaboratorio Teatrale Il corpo necessario, docente Luca Pizzurro, rivolto ad allievi attori e danzatori. Inoltre, a queste lezioni si aggiungerà domenica 30 agosto, la Master Class tenuta da un Maestro delle Arti Sceniche di fama internazionale. 
  • Dal 25 al 29 agostoLaboratorio PHERSU, percorso teatrale legato agli ambienti e al contenuto del Museo Etrusco di Chianciano Terme, tenuto da Renato Preziuso, Lorenzo Meacci, Chiara Berichillo. Inoltre, a queste lezioni si aggiungerà domenica 30 agosto, la Master Class tenuta da un Maestro delle Arti Sceniche di fama internazionale.
  • Dal 27 al 30 agostoLa bottega dei suoni e delle parole – Spazi, gesti, voci e strumenti, a cura di Paolo Scatena, Enrico Strobino e Matteo Frasca, in collaborazione con Istituto Musicale “Bonaventura Somma” di Chianciano Terme, CSMDB – Centro Studi Maurizio Di Benedetto Proteo Fare Sapere – Sezione Provinciale di Siena.
  • Dal 24 al 27 agosto, Disabilità, cultura e partecipazione, un percorso formativo intensivo curato da Enrico Lombardi, rivolto a operatori e operatrici che lavorano in ambito culturale, artistico, educativo e formativo.
  • Dal 24 al 29 agostoLaboratorio di Musical per Bambini “Musical Summer Camp”, docenti Guido Saudelli (recitazione e canto) e Luana Iaquaniello (danza). Rivolto a bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.

La seconda settimana di residenze laboratoriali intensive avrà inizio da domenica 30 agosto e terminerà domenica 6 settembre.

  • Dal 30 agosto al 6 settembreAZIONE! Laboratorio di esplorazione attoriale, un lavoro sul corpo, sull’azione e sulla verità interpretativa, docenti Sandro Mabellini (regista) e Cristina Rizzo (coreografa), rivolto ad allievi attori. 
  • Dal 29 agosto al 5 settembreDalla competenza alla narrazione, percorso residenziale intensivo rivolto a ricercatrici e ricercatori scientifici ed universitari; docenti, Andrea Brunello e Manfredi Rutelli. Alla fine del percorso formativo, sarà proposto, a titolo dimostrativo di come si possa comunicare tematiche scientifiche, l’anteprima nazionale dello spettacolo Naufragio con spettatore, sul tema dei cambiamenti climatici. 
  • Dal 30 agosto al 6 settembreCreature Infernali – dalla materia alla scena – Laboratorio di Teatro di Figura ispirato a Dante Alighieri, docente Maria Arena, Alessia Zamperini e Davide Ingannamorte, rivolto ad attori, performer e danzatori.

Anche gli allievi di questi laboratori parteciperanno alla Master Class tenuta da un Maestro delle Arti Sceniche di fama internazionale, domenica 30 agosto.

  •  Dal 31 agosto al 5 settembreLaboratorio di Musical per Bambini “Musical Summer Camp”, docenti Guido Saudelli (recitazione e canto) e Luana Iaquaniello (danza). Rivolto a bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.

Il Festival della Città di Chianciano Terme

FerMENTInFesta – Festival della formazione teatrale di Chianciano Terme, si concretizzerà nei due fine settimana compresi nei 15 giorni di lavoro; negli specifici giorni del sabato 29 e domenica 30 agosto, e del sabato 5 e domenica 6 settembre. In questi quattro giorni, i risultati del percorso formativo saranno restituiti alla cittadinanza attraverso spettacoli, performance, concerti, passeggiate narrative ed immersive e lezioni aperte, animando i luoghi simbolo di Chianciano Terme. Alla fine dei vari percorsi formativi, infatti, nei due fine settimana del festival, i diversi laboratori potranno, se i docenti lo riterranno opportuno, offrire delle dimostrazioni di lavoro, delle restituzioni, delle piccole performance, delle lezioni aperte, per condividere e confrontarsi con il pubblico, condividendo il percorso fatto e l’esperienza acquisita durante il lavoro formativo. Queste dimostrazioni di lavoro saranno effettuate in luoghi specifici e diversi del comune di Chianciano Terme: dal Centro Storico, al Parco dell’Acqua Santa, dal Teatro Caos ai Giardini B.Somma, dal Parco Fucoli al Museo Etrusco e altri luoghi individuati con le associazioni coinvolte ed il Comune.

A questo link troverete tutti i diversi Laboratori proposti, e scaricando i bandi avrete tutte le necessarie informazioni sui docenti, sul percorso didattico, sul periodo e sul costo di ogni laboratorio, sarà inoltre possibile compilare i moduli per le iscrizioni. cliccare qui: https://lst-teatro.it/formazione/

Intervista a Francesco Cortoni sulla nuova direzione plurale de La Città del Teatro di Cascina

Intervista a Francesco Cortoni sulla nuova direzione plurale de La Città del Teatro di Cascina

La nomina di Francesco Cortoni nella nuova direzione artistica della Fondazione Sipario Toscana – La Città del Teatro di Cascina apre una fase significativa per uno dei luoghi di riferimento della produzione teatrale toscana e nazionale, in particolare nell’ambito del teatro rivolto alle nuove generazioni.

Attore, regista, formatore, organizzatore e progettista culturale, Cortoni ha costruito negli anni un percorso capace di tenere insieme ricerca artistica, pedagogia teatrale, attenzione ai territori e costruzione di reti. Dal lavoro con Pilar Ternera alla direzione del Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno, la sua esperienza si è sviluppata attorno a un’idea di teatro come spazio vivo, accessibile e attraversabile: non soltanto luogo di programmazione, ma presidio culturale, educativo e comunitario.

Il suo arrivo a Cascina si inserisce in un modello di direzione artistica condivisa, pensato per mettere in dialogo competenze, linguaggi e sensibilità diverse. Una sfida che riguarda non solo la scelta degli artisti e delle produzioni, ma anche il rapporto con il pubblico, con le nuove generazioni, con la formazione e con il ruolo che un centro di produzione può assumere nel paesaggio culturale contemporaneo.

Abbiamo intervistato Francesco Cortoni:

La Città del Teatro inaugura una nuova fase fondata su una direzione artistica plurale. Che cosa significa per te lavorare dentro un modello in cui la visione non nasce da una sola figura, ma dal confronto tra più sensibilità?

È stato uno degli aspetti che mi ha convinto di più a partecipare alla selezione. Non credo molto nelle direzioni costruite attorno a una sola figura. I progetti più forti nascono quasi sempre dal confronto tra sensibilità, competenze e immaginari differenti.

La Città del Teatro attraversa ambiti molto diversi — teatro, formazione, territorio, comunità — e per questo una struttura plurale mi sembra naturale.
Lavorare insieme significa anche accettare il confronto, mettersi in discussione e cambiare idea. Non è sempre semplice, ma credo produca visioni più ricche e più aderenti al presente.

Mi interessa una direzione artistica intesa come responsabilità condivisa, non come rappresentanza individuale. Allo stesso tempo credo sia importante che, anche dentro una struttura plurale, ci siano figure capaci di assumersi con chiarezza responsabilità e visione. In questo senso avrò un ruolo cardine all’interno della direzione artistica.
Alcune esperienze, come Short Theatre o il lavoro curatoriale di ruangrupa per documenta fifteen, hanno già provato a mettere in discussione il modello del curatore-star a favore di pratiche più collettive.

Il tuo percorso intreccia da sempre creazione artistica, pedagogia, organizzazione e cura dei processi culturali. Quale parte della tua esperienza senti più urgente portare oggi a Cascina?

Negli anni ho capito che il lavoro più importante non è solo produrre spettacoli, ma creare le condizioni perché possano nascere relazioni, percorsi e possibilità. Per questo non sento separate creazione artistica, pedagogia e organizzazione. Sono aspetti che devono dialogare continuamente.

Oggi sento urgente costruire contesti reali di incontro: luoghi in cui artisti, cittadini e giovani generazioni possano sentirsi parte attiva di un’esperienza culturale e non semplicemente pubblico. Allo stesso tempo porto con me un’attenzione concreta alla sostenibilità dei progetti. Senza una struttura solida, le visioni rischiano di restare dichiarazioni di intenti.
Mi piacerebbe che La Città del Teatro diventasse sempre di più un luogo aperto, capace di creare connessioni reali tra artisti, cittadini, anche i più fragili, e territorio.

Hai lavorato a lungo sulla formazione, dai laboratori per bambini e ragazzi fino ai percorsi per giovani artisti. Che ruolo avrà la pedagogia teatrale nella nuova progettualità artistica?

Il teatro non serve solo a produrre spettacoli, ma anche a creare esperienze condivise, spazi in cui le persone possano prendere parola, mettersi in gioco e costruire qualcosa insieme.
Mi interessa lavorare su due dimensioni parallele.
Da una parte una dimensione collettiva e comunitaria, capace di coinvolgere cittadini, giovani generazioni e territori attraverso pratiche condivise di partecipazione, ascolto e creazione.
Dall’altra una dimensione più specifica di alta formazione e accompagnamento artistico, capace di sostenere percorsi di crescita più approfonditi e di affiancare alcuni processi anche verso una possibile evoluzione artistica. Poi sarà il tempo a dire se da questi percorsi nasceranno anche le basi per progetti produttivi veri e propri. Ma credo che, in entrambe le dimensioni, il fatto artistico debba restare la bussola.

Oggi queste pratiche sono particolarmente necessarie, perché mancano sempre di più luoghi reali di confronto, ascolto e costruzione collettiva. In questo senso il teatro può avere anche una funzione sociale e politica: creare comunità attraverso esperienze vissute insieme.

Parli spesso di scambio di pratiche e di apertura ai linguaggi. Quali artisti, quali discipline o quali forme di collaborazione ti interessano di più in questo momento?

Più che i singoli spettacoli, mi interessano i percorsi degli artisti e il modo in cui i linguaggi si trasformano nel tempo. A Livorno, insieme a gruppi come Dimitri Canessa, Unterwasser e A.D.D.A., ho cercato di creare occasioni reali di confronto e contaminazione tra pratiche diverse. Credo che il risultato più importante non siano stati soltanto i lavori prodotti, ma anche la crescita umana e artistica delle persone coinvolte lungo il percorso.

Quando gli artisti escono dai propri confini abituali e si confrontano con altri linguaggi, spesso nascono le cose più interessanti. In questo momento sto incontrando molti artisti e collettivi per capire quali urgenze stanno attraversando oggi. Allo stesso tempo sto ereditando relazioni che La Città del Teatro ha costruito negli anni, ed è naturale partire anche da lì.

Vengo da un approccio molto legato alle residenze artistiche, che considero prima di tutto spazi di ricerca. Credo profondamente nella necessità di dare tempo ai processi. Senza tempo, si rischia di produrre soltanto oggetti culturali usa e getta.

La Città del Teatro ha una storia forte nel teatro per le nuove generazioni e nella ricerca. Quali eredità senti di voler custodire e quali aspetti, invece, vorresti spingere verso nuove direzioni?

La Città del Teatro è stata un luogo fondamentale per il teatro dedicato all’infanzia e alle nuove generazioni, capace di tenere insieme ricerca artistica e pedagogia. Per me questa relazione è anche personale: nel 2003 ho realizzato qui una tesi sul rapporto tra teatro e scuola e successivamente ho lavorato con gli insegnanti. Per questo mi interessa rafforzare il dialogo tra teatro e scuola, riattivando anche percorsi di incontro e confronto con insegnanti e ragazzi che, a mio parere, negli anni si sono un po’ affievoliti. Naturalmente con strumenti e linguaggi diversi rispetto a vent’anni fa.

C’è poi una questione urgente: il futuro del teatro per le nuove generazioni. Oggi vedo poco ricambio generazionale, sia tra gli artisti sia tra gli operatori. Mi piacerebbe intercettare artisti che scelgano davvero di confrontarsi con l’infanzia e l’adolescenza, anche arrivando da linguaggi differenti. Il teatro ragazzi è sempre stato uno spazio fertile di sperimentazione, e credo debba continuare a esserlo.

Allo stesso tempo penso sia importante non perdere ciò che il teatro può offrire di unico: l’incanto, la poesia, la possibilità di aprire spazi immaginativi autentici senza semplificare l’intelligenza dei bambini.
Il rapporto tra scena regionale e circuiti nazionali è uno dei nodi più importanti per un centro di produzione.

Come immagini il ruolo della Città del Teatro dentro questa rete più ampia?

Mi interessa partire da un ascolto reale del territorio, delle persone e delle trasformazioni che lo attraversano, per poi mettere questo dialogo in relazione con percorsi, urgenze e tematiche che emergono anche a livello nazionale. Credo sia importante costruire un confronto costante tra le diverse parti del sistema teatrale: produzione, circuitazione, residenze, festival e progettualità formative.

Oggi sappiamo quanto il sistema sia sbilanciato verso una logica di iperproduzione. Per questo penso che un centro di produzione non debba limitarsi a generare nuovi titoli, ma debba anche interrogarsi su come sostenere davvero i percorsi artistici nel tempo. Mi piacerebbe lavorare in dialogo con le altre strutture del settore per intercettare e accompagnare le esperienze più forti e significative, creando continuità e possibilità di crescita reale.

Credo che i centri di produzione dovrebbero essere luoghi capaci di dare forza a percorsi artistici validi, riconoscerne la qualità e offrire maggiore stabilità a chi dimostra una ricerca autentica e necessaria.

C’è un tema che oggi senti particolarmente urgente per il teatro contemporaneo, soprattutto quando si rivolge alle nuove generazioni?

Credo che oggi una delle questioni più urgenti sia capire come stanno cambiando la percezione, l’attenzione e l’immaginario delle nuove generazioni. Bambini e adolescenti attraversano continuamente linguaggi multipli, in una dimensione in cui esperienza fisica e digitale convivono costantemente.

Mi interessa capire come il teatro possa attraversare questa trasformazione senza perdere la propria forza: quella di creare un’esperienza reale, condivisa e presente.

Mi interessa molto anche lavorare sul tema della verità. Da una parte il teatro come spazio in cui poter essere autentici, esporsi e mettersi realmente in relazione con gli altri. Dall’altra la verità come dimensione da interrogare dentro il presente che viviamo. Oggi siamo continuamente attraversati da narrazioni costruite da prospettive diverse, spesso artificiali o manipolate. Viviamo immersi in comunicazioni simultanee, punti di vista multipli e realtà sempre più frammentate. Districarsi dentro questa complessità è sempre più difficile.

Credo che il teatro possa essere uno spazio capace di attraversare criticamente queste contraddizioni attraverso esperienze vive, fisiche e collettive.
Non per offrire risposte semplici, ma per creare occasioni di presenza, ascolto e consapevolezza condivisa.

La compagnia KOMOCO cerca un/a direttore/trice prove e manager artistico a partire dalla stagione 2026/27

La compagnia KOMOCO cerca un/a direttore/trice prove e manager artistico a partire dalla stagione 2026/27

KOMOCO, compagnia di danza con sede in Italia, attiva a livello internazionale con tournée, residenze artistiche e programmi di formazione, è alla ricerca di una figura professionale essenziale, dotata di forte sensibilità artistica e capacità organizzative, che lavori a stretto contatto sia con la direzione sia con i danzatori, in collaborazione con l’ufficio produzione.

La ricerca è volta a individuare una persona interessata a costruire un percorso a lungo termine all’interno della compagnia, con una forte capacità di comunicazione, capacità di gestire e assistere i danzatori/trici durante le prove e affiancare il coordinamento artistico.

MANSIONI

  • guidare e organizzare le prove della compagnia durante i periodi di prova e in tournée;
  • mantenere e trasmettere il repertorio coreografico;
  • supportare i danzatori durante il processo creativo e performativo;
  • garantire la qualità artistica e la coerenza del lavoro;
  • collaborare strettamente con la coreografa Sofia Nappi durante le creazioni e i ri-allestimenti;
  • coordinare la pianificazione artistica e la logistica insieme all’ufficio produzione;
  • gestire la comunicazione interna tra direzione e danzatori;
  • supervisionare la programmazione di prove e residenze insieme all’ufficio produzione;
  • supportare lo sviluppo dei progetti artistici;
  • mantenere relazioni professionali con artisti, partner e istituzioni;
  • contribuire allo sviluppo strategico della compagnia in termini di risorse umane e visione artistica

REQUISITI

  • Minimo 3 anni di esperienza in una compagnia professionale di danza in un ruolo affine, oppure esperienza come danzatore/trice professionista interessato/a a una significativa transizione di carriera, con comprovate capacità organizzative (gestione sala, coordinamento, comunicazione);
  • cittadinanza e residenza UE, con idoneità al lavoro in Europa;
  • forte interesse a costruire un processo collaborativo a lungo termine;
  • eccellenti capacità relazionali e di problem solving;
  • disponibilità completa per tutti i periodi lavorativi indicati nella call e disponibilità a viaggiare per residenze artistiche, tournée, ecc.
  • buona conoscenza della lingua inglese

Modalità di candidatura:
Per partecipare alla selezione è necessario inviare un’e-mail a komoco.audition@gmail.com con oggetto: “Rehearsal Director / Artistic Manager Application 2026 + nome e cognome”, allegando:

  • CV (massimo 1 pagina, specificando residenza attuale e nazionalità, includendo una foto ritratto)
  • Lettera motivazionale (massimo 1 pagina) che spieghi le ragioni della candidatura

Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 29 maggio 2026
Le persone selezione per il colloquio verranno contattate entro il 31 maggio 2026
I colloqui si svolgeranno dal 1° al 5 giugno, e i risultati delle selezioni saranno comunicati l’8 giugno 2026.

Solo i/le candidati/e selezionati/e saranno contattati/e e invitati/e a un colloquio online/in presenza, in base alla disponibilità del team direttivo.

Maggiori informazioni: https://www.komocodance.com/rd-am-call-2026