Theatron 2.0 è un’impresa culturale composta da professionisti specializzati in diversi settori dello spettacolo dal vivo. Opera in molteplici ambiti delle performing arts sviluppando progetti orientati a promuovere la cultura teatrale.

Biennale di Venezia: nominati i direttori artistici per il quadriennio 2021-2024

La Biennale di Venezia comunica l’avvenuta nomina dei Direttori artistici dei settori Teatro, Cinema, Danza e Musica per il quadriennio 2021-2024.

Questi gli incarichi deliberati: 

  • Alberto Barbera è stato confermato alla Direzione del Settore Cinema 
  • Wayne McGregor è stato nominato alla Direzione del Settore Danza
  • Lucia Ronchetti è stata nominata alla Direzione del Settore Musica
  • ricci/forte (Stefano Ricci e Gianni Forte) sono stati nominati alla Direzione del Settore Teatro 

Il Cda della Biennale ha ringraziato e ha espresso la sua più viva gratitudine a Marie ChouinardIvan Fedele e Antonio Latella per il grande impegno e gli ottimi risultati conseguiti nei loro incarichi pluriennali quali Direttori rispettivamente dei Settori Danza, Musica e Teatro. Relativamente alle direzioni dei Settori Architettura e Arti Visive, come noto sono già in carica rispettivamente Hashim Sarkis per la prossima 17. Mostra Internazionale di Architettura (22 maggio > 21 novembre 2021) e Cecilia Alemaniper la 59. Esposizione Internazionale d’Arte (23 aprile > 27 novembre 2022). Nel 2021, successivamente all’apertura della Biennale Architettura, si terranno la Biennale Teatro (2 > 11 luglio), la Biennale Danza (23 luglio > 1 agosto), la 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (1 > 11 settembre), la Biennale Musica (17 > 26 settembre).

CENNI BIOGRAFICI

Alberto Barbera

Nato a Biella nel 1950, dopo la Laurea in Lettere Moderne con tesi su Storia e Critica del Cinema all’Università di Torino, ha iniziato la sua collaborazione con l’A.I.A.C.E. (Associazione Italiana Amici Cinema d’Essai) di cui è stato presidente dal 1977 al 1989. Dal 1980 al 1983 è stato critico per il quotidiano La Gazzetta del Popolo, e dal 1982 è membro del Sindacato Giornalisti. Ha collaborato con numerosi quotidiani e periodici (Città, La Stampa, Essai, Altro Cinema, Bianco & Nero, Cineforum), con programmi televisivi e radiofonici come CinemaScoop (RAI 3), La lampada di Aladino (RAI – DSE), Hollywood Party (Radio3 RAI). Nel 1985 ha co-diretto il documentario Cineasti del Nord-Ovest per RAI 3. Nel 1982 ha iniziato la collaborazione con il Festival Internazionale Cinema Giovani (ora Torino Film Festival), diventandone Direttore dal 1989 al 1998.  Dal dicembre 1998 al marzo 2002 è stato direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2000 è stato insignito del titolo di “Chevalier des Arts et des Lettres”, l’importante riconoscimento culturale della Repubblica Francese. Dal 2002 al 2006 è stato co-direttore di RING! Festival della Critica di Alessandria. Nel 2002 è divenuto consulente per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e da giugno 2004 sino a dicembre 2016 ne è stato il Direttore. Dal 2012 è nuovamente Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2019 è stato inserito da Variety fra le 500 persone più influenti al mondo dell’industria dello spettacolo. Dal 2020 fa parte dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences.

Wayne McGregor 

Nato a Stockport (Gran Bretagna) nel 1970, Wayne McGregor CBE (Commander of the Order of the British Empire) è un coreografo e regista britannico. Dirige lo Studio Wayne McGregor, una rete creativa che allarga le frontiere dell’intelligenza del corpo attraverso la danza, il design, la tecnologia. Il lavoro di McGregor affonda le radici nella danza, ma abbraccia una molteplicità di ambiti che includono la tecnologia, le arti visive, il cinema, l’opera e la formazione, al pari della compagnia omonima di danzatori, Company Wayne McGregor, che presenta i suoi spettacoli in tutto il mondo.  Wayne McGregor è Resident Choreographer presso The Royal Ballet, il primo e l’unico a provenire dalla danza contemporanea a ricoprire quel ruolo, firmando 18 lavori che hanno ridisegnato il linguaggio classico: da Chroma, Olivier Award for Best New Dance Production, a Woolf Works, sulla vita e le opere di Virginia Woolf. I suoi lavori sono in repertorio nelle compagnie di tutto il mondo, fra cui Ballet de l’Opéra national de Paris, Alvin Ailey American Dance Theater, New York City Ballet, Bolshoi Ballet, Royal Danish Ballet e San Francisco Ballet. Ha realizzato coreografie per il teatro (Old Vic, National Theatre, Royal Court), l’opera (La Scala/Royal Opera House Dido and AeneasAcis and Galatea), il cinema (Harry Potter and the Goblet of FireSing, Mary Queen of Scots), video musicali (Radiohead, The Chemical Brothers), la moda (Nick Knight for SHOWstudio, Soma for COS, Gareth Pugh alla London Fashion Week), campagne pubblicitarie (Selfridges, Boots No 7) e TV. È professore di coreografia al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance. Fra I tanti premi e riconoscimenti: due Time Out Awards, due Olivier Awards, un prix Benois de la Danse e due Golden Mask awards. Ha, inoltre, una laurea con lode presso la Leeds University, un Honorary Doctor of Science presso la Plymouth University, un Honorary Doctor of Letters presso l’Università di Leeds, Dottorati onorari della UAL e dell’Università di Chester (2019) e fa parte del Circle of Cultural Fellows del King’s College di Londra. Nel 2017 è stato insignito di una Honorary Fellowship della British Science Association. 

Lucia Ronchetti 

Nata a Roma nel 1963, ha studiato Composizione e Musica elettronica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e si è laureata in Storia della Musica all’Università La Sapienza di Roma. A Parigi, a partire dal 1994, ha studiato con Gérard Grisey, seguito il Corso annuale dell’Ircam e discusso una tesi di dottorato in musicologia all’École Pratique des Hautes Études en Sorbonne, sotto la direzione del Prof. François Lesure. Nel 2005 è stata Visiting Scholar (Fulbright fellow) alla Columbia University di New York, su invito di Tristan Murail. Nel 2021 l’Oper Frankfurt produrrà la nuova opera Inferno. L’opera da camera Pinocchios Abenteuer sarà presentata dalla Staatsoper Unter den Linden di Berlino e in una nuova produzione all’Oper Frankfurt. Una nuova opera debutterà alla Deutsche Oper am Rhein nei teatri di Düsseldorf, Duisburg e Dortmund a fine 2021. L’Ensemble Vocale Sequenza 9.3, diretto da Catherine Simonpietri, ha realizzato nel 2020 la creazione di Sangu di rosa, Commande de l’Etat del Ministero della Cultura Francese, in diretta dagli studi di Radio France e nell’ambito del Défilé Dior nello spazio del Jardin des Tuileries. L’Ensemble Modern ha presentato un ritratto di Lucia Ronchetti nella serie “Happy New Ears” nella sala dell’Oper Frankfurt. La sua ultima opera corale Inedia prodigiosa è stata realizzata da Romaeuropa con i cori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e alla Nouvelle Philharmonie di Parigi. Nel 2020-21 Lucia Ronchetti sarà docente di composizione ai Ferienkurse di Darmstadt e Professore di composizione invitato presso la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst Frankfurt.

Stefano Ricci e Gianni Forte 

Autori e registi, Stefano Ricci e Gianni Forte si formano all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico con Luca Ronconi e alla New York University con Edward Albee. È del 2005 la formazione dell’ensemble omonimo che debutta nel 2006 con Troia’s Discount. L’anno seguentedebutta il primo dei 7 episodi del progetto Wunderkammer Soap (da Christopher Marlowe) che si concluderà nel 2011 al Romaeuropa Festival: uno sguardo lucido e feroce sul mondo contemporaneo che trova forma in un linguaggio onirico destinato a imporli sulla scena nazionale e internazionale. Seguiranno Ploutos (da Aristofane, premio della Critica come migliore drammaturgia alla Biennale Teatro 2008), Macadamia Nut BrittleAbbastarduna (regia di David Bobée), Pinter’s AnatomySome Disordered Christmas Interior GeometriesGrimmlessImitationofdeath100% Furioso al NET Festival di Mosca, Still LifeDarling (ipotesi per un’Orestea), TroiloVSCressida (da Shakespeare). La ramificazione del pidocchio e PPP Ultimo inventario prima di liquidazione, entrambi sull’universo poetico di Pier Paolo Pasolini, e Easy To Remember (omaggio alla poetessa russa Marina Cvetaeva) sono fra i loro ultimi lavori. Still Life si è aggiudicato l’Oscar come miglior spettacolo straniero nel 2017 al Festival Internazionale Teatro Mercosur di Cordoba in Argentina. Nel 2015 l’incontro con il mondo della lirica: scrivono il libretto e dirigono A Christmas Eve, che debutta a Spoleto. A seguire le regie di Turandot di Puccini al Macerata Opera Festival (Premio Abbiati 2018), Le Château de Barbebleu di Bartók e Die Glückliche hand di Schoenberg al Teatro Massimo di Palermo, infine Nabucco di Verdi al Teatro Regio di Parma. Quest’anno hanno ideato, scritto, condotto e diretto Hic Sunt Leones, un programma in cinque puntate per Rai3.

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Sospensione di spettacoli aperti al pubblico. Firmato il nuovo Dpcm

La sospensione di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto e cinematografiche fino al 24 novembre 2020 è rimasta un punto fermo per il governo nel nuovo Dpcm, il ventiduesimo del premier Giuseppe Conte e il terzo solo a ottobre per l’emergenza Coronavirus, firmato questa mattina come riporta il Corriere della Sera. Dal vertice a palazzo Chigi finito a notte inoltrata, la riunione tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione dei partiti e il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia fissa una linea sotto la quale il governo non aveva intenzione di andare nella trattativa serrata con i presidenti delle Regioni.

In queste ore le associazioni di categoria, consapevoli della drammaticità della situazione in vista della sospensione di tutti gli spettacoli dal vivo, hanno intensificato i contatti con parlamentari e istituzioni politiche senza tuttavia ricevere ascolto.

A sostegno delle attività che subiranno limitazioni, dalla ristorazione alle strutture sportive, passando per quelle dello spettacolo, il governo starebbe valutando delle misure di ristoro da 1,5 a 2 miliardi di euro.

>LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL NUOVO DPCM

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Primavera dei Teatri

Anche a ottobre può essere primavera. Conclusa la XXI edizione di Primavera dei Teatri

Articolo a cura di Caterina Giangrasso

Primavera dei Teatri

Anche a ottobre può essere primavera.

In quest’anno poi, così particolare per tanti aspetti, il senso della “stagione teatrale” è stato completamente capovolto, calpestato e superato. Per cui nulla in contrario se anche la “stagione climatica” le fa eco, dando vita così – e nonostante tutto – a uno degli appuntamenti più attesi per il mondo teatrale contemporaneo: Primavera dei Teatri si è svolto dall’8 al 14 ottobre a Castrovillari (CS)

La XXI edizione dello storico festival ha ospitato venti compagnie, tra debutti e spettacoli ospiti, con uno sguardo sempre puntato sul presente. Un programma intenso che riflette su relazioni, tecnologia, politica e sulle conseguenze generate dal Covid-19, evento che ha inevitabilmente segnato l’inizio di una nuova epoca socioculturale. 

Primavera dei Teatri è, da ormai oltre vent’anni, un punto di riferimento al Sud per i nuovi linguaggi della scena contemporanea e la nuova drammaturgia.  

Il festival diretto da Scena Verticale si avvale della direzione artistica di Dario De Luca e Saverio La Ruina e della direzione organizzativa di Settimio Pisano, i quali hanno nonostante tutto deciso di confermare la città ai piedi del Pollino un punto di riferimento dei nuovi linguaggi scenici e un luogo privilegiato di confronto tra artisti e operatori, anche di generazioni diverse. 

«Non abbiamo pensato mai, nemmeno per un attimo di poter saltare l’edizione numero 21» hanno commentato in apertura di festival gli ideatori Dario De Luca, Saverio La Ruina e Settimio Pisano.

7 giornate di Primavera dei teatri 

7 giornate per 7 prime nazionali, un’anteprima, ma anche performance, mise en éspace, progetti internazionali all’interno di più spazi e luoghi all’aperto e al chiuso: il Castello Aragonese; il Teatro Sybaris; l’Accademia dei Saperi e dei Sapori (Ex Mattatoio); il Chiostro S. Bernardino a Morano; il Chiostro del Protoconvento; il Circolo Cittadino.

Sono state ospitate 20 compagnie teatrali, tra le più innovative e premiate d’Europa e tra le più riconosciute tra gli emergenti dell’ultima generazione: Angelo Campolo / DAF Teatro; LAB121 / Fabrizio Sinisi / Claudio Autelli; Teatro delle Ariette; Angelo Colosimo; Anagoor; Lopardo-Russo / Nostos Teatro/ Collettivo ITACA; Gianluca Vetromilo / Mammut Teatro; Compagnia Oyes; Piccola Compagnia Dammacco; Maurizio Rippa; Marcello Cotugno / Teatri Associati Di Napoli/ Interno 5; Liberaimago; Eco Di Fondo; Paolo Mazzarelli; I Sacchi Di Sabbia/ Roberto Latini; Babilonia Teatri; Scena Verticale / Saverio La Ruina; Agrupación Senõr Serrano; Teatro Delle Albe.

Ad arricchire il cartellone artistico incontri, laboratori, concerti e Primavera Kids, programmazione dedicata ai piccoli spettatori. 

Un programma intenso quello di Primavera dei Teatri 2020 che, tenendo fede al fulcro della drammaturgia contemporanea, ha seguito il tema dell’indagine sui rapporti e sulla crisi delle relazioni, in senso largo.

L’8 ottobre, in apertura, c’è stata l’anteprima nazionale del nuovo lavoro di Fabrizio Sinisi, diretto da Claudio Autelli, La fine del mondo, opera inedita che riflette sull’emergenza ambientale, in cui la catastrofe climatica si intreccia a quella della vita privata dei protagonisti. Tra le prime nazionali, la Compagnia Oyes ha presentato Vivere è un’altra cosa, drammaturgia collettiva liberamente ispirata a Oblomov di Ivan Gončarov, con l’ideazione e la regia di Stefano Cordella. Un racconto a cinque voci sul tempo sospeso vissuto durante l’emergenza sanitaria in corso. Due compagnie napoletane hanno presentato due prime nazionali.

Marcello Cotugno ha curato la regia di un testo tedesco, di Roland Schimmelpfennig – Peggy Pickit Guarda Il Volto Di Dio  scrittura sincopata con una serie di stop&go narrativi, nel tempo di un aperitivo, tra i quattro di una doppia coppia. Un progetto a cura di Marcello Cotugno, Valentina Acca, Valentina Curatoli prodotto da Teatri Associati Napoli. Fabio Pisano, già premio Hystrio per la drammaturgia, con Liberaimago ha presentato A.D.E.,A.lcesti D.i E.uripide, una riscrittura di Pisano che ne ha curato anche la regia. In scena Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Raffaele Ausiello e le suggestioni sonore, eseguite dal vivo, di Francesco Santagata. 

In prima nazionale anche la compagnia Eco di Fondo con La notte di Antigone; scritto a quattro mani da Giacomo Ferraù e Giulia Viana. Lo spettacolo diretto da Ferraù si ispira alla figura contemporanea di Ilaria Cucchi. 

Paolo Mazzarelli ha presentato una rieaborazione di Shakespeare sotto forma di monologo in musica con Soffiavento. Una navigazione solitaria con rotta su Macbeth

Ha debuttato, inoltre, Into Latino Roberti, un ensemble inedito che vede insieme I Sacchi di Sabbia e Roberto Latini. Una miniserie ispirata al film di fantascienza di Isaac Asimov che coniuga scrittura e performance – quella in presenza di Latini e de I Sacchi in remoto – in cui si torna a riflettere, con misurata ironia, su questo particolare momento storico. Una produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi realizzata con il sostegno di Primavera dei Teatri. 

La compagine che ha ideato il festival e da sempre lo cura – Scena Verticale – ha presentato l’ultima creazione di Saverio La RuinaMario e Saleh, la storia di un occidentale cristiano e un musulmano che si ritrovano a convivere. Una convivenza che si muove tra differenze e agnizioni, opposizioni e conciliazioni. 

Tra gli spettacoli ospiti, quello premiato a In-Box 2020, Stay Hungry. Indagine di un affamato di e con Angelo Campolo e Trent’anni di grano. Autobiografia di un campo  del Teatro delle Ariette. Il lavoro di Paola Berselli e Stefano Pasquini, in scena insieme a Maurizio Ferraresi, è nato per Matera 2019 ed è ispirato ai pani del Mediterraneo. 

Nostos Teatro ha presentato Trapanaterra, spettacolo ideato da Dino Lopardo, in scena insieme a Mario Russo. Anagoor, invece, ha portano a Castrovillari l’ultima creazione, Mephistopheles. Un viaggio per immagini – scritto, diretto e montato da Simone Derai – in cui video inediti, raccolti in otto anni di ricerche, trovano nuova composizione nella forma di concerto cum figuris, con il live set elettronico di Mauro Martinuz. 

Lilith, la performance ideata da Gianfranco De Franco, Cecilia Lentini e Massimo Bevilacqua, ha dato vita a una visione sulla figura della donna simbolo della patologia sociale della repressione. 

Piccola Compagnia Dammacco ha presenta Spezzato è il cuore della bellezza, spettacolo scritto, ideato e diretto da Mariano Dammacco, con Serena Balivo, Mariano Dammacco ed Erica Galante.

In scena anche lo spettacolo vincitore della VI edizione de I Teatri del Sacro 2019, Piccoli Funerali di e con Maurizio Rippa accompagnato alla chitarra da Amedeo Monda e Babilonia Teatri con Natura Morta di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. In chiusura il debutto del nuovo lavoro del Teatro delle Albe, un poemetto scenico scritto da Marco Martinelli  Madre – che tiene a battesimo un processo di creazione, nato dall’incontro di Ermanna Montanari, Stefano Ricci, Daniele Roccato (tutti e tre in scena) tra testo e illustrazioni live a cura di Stefano Ricci e la musica dal vivo del contrabbasso di Daniele Roccato.

L’ultimo giorno di festival ha visto anche la presenza del gruppo catalano Agrupación Senõr Serrano con il loro The Mountain. L’originale creazione di Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal parte dalla montagna come metafora che ripercorre la storia delle idee per interrogarsi sul mondo e sul concetto di verità.

Come è nella tradizione di Primavera dei Teatri c’è stato spazio dedicato per le nuove drammaturgie europee e la produzione artistica calabrese con Europe Connection il progetto realizzato da Primavera dei Teatri in collaborazione con Fabulamundi. Playwriting Europe, quest’anno in versione ridotta: Angelo Colosimo, diretto da Roberto Turchetta e in scena con Rossella Pugliese e Peppe Fonzo ha presentato una mise en éspace di Se io vivessi tu moriresti. L’opera dell’autore portoghese Miguel Castro Caldas si pone come indagine su uno dei limiti del teatro: il testo. 

Gianluca Vetromilo ha portato in scena, invece, in prima assoluta uno studio di Corpo/Arena, dal testo dell’autrice portoghese Joana Bértholo. Mauro Failla, Riccardo Lanzarone e Francesco Rizzo interpretano tre uomini, in una dimensione sospesa, alle prese con una delle grandi sfide del corpo contemporaneo: la fame.  

Gli eventi collaterali di Primavera dei teatri 2020

Tra le grandi novità dell’edizione numero 21 del Festival, l’installazione ALLA LUCE DEI FATTI. FATTI DI LUCE. Opera di teatro/architettura in cinque atti simultanei di Giancarlo Cauteruccio. Un’opera realizzata per Primavera dei Teatri 2020 dall’artista, fondatore di Teatro Studio Krypton, che ha segnato la storia della seconda avanguardia teatrale italiana. Cauteruccio ha ideato per la città un viaggio di percezioni rappresentato da alcune realtà architettoniche cittadine, che raccontano le particolarità più rappresentative del sistema urbano, non solo dal punto di vista estetico e storico ma anche sul piano delle funzioni che svolgono.

Numerosi gli incontri e gli spazi di riflessione, tra cui Lo stato dell’arte a cura di C.Re.SCO e La scena dell’incontro. Dialoghi di civiltà nella drammaturgia italiana contemporanea a cura di Dario Tomasello con interventi di Luca Doninelli, Marco Martinelli e Saverio La Ruina. Uno spazio a parte ha avuto il progetto BeyondtheSud, alla sua 2° edizione e che quest’anno, in via del tutto eccezionale per le sua modalità di svolgimento, ha visto la restituzione dei lavori creati durante la pandemia da giovani registi e drammaturghi.

BeyondtheSud (aka BETSUD), vincitore del bando MiBAC “Boarding pass plus”, è realizzato in rete da Teatro della Città – Catania (capofila del progetto); Teatro Libero Palermo – Palermo; Scena Verticale – Castrovillari; Nuovo Teatro Sanità – Napoli;  Sardegna Teatro – Cagliari, con l’obiettivo diffondere buone pratiche e di favorire il percorso di internazionalizzazione di giovani artisti e operatori under 35.

Spazio dedicato ai piccoli spettatori con Primavera Kids, un cartellone realizzato in collaborazione con Menodiunterzo e Apustrum che ha visto in scena il Pinocchio di Teatro della Maruca, un laboratorio dedicato al riciclo, due mostre e la presentazione del libro L’alfabeto di Gianni di Pino Boero e Walter Fochesato.

La XXI edizione del Festival si è conclusa con il live delle Glorius4. Il quartetto siciliano tutto al femminile presenta brani tratti dal loro disco PLAY e dal Tour virtuale intorno al mondo nato durante il lockdown.

Nonostante la difficoltà è stato possibile percepire la gioia degli ideatori e direttori Dario De Luca e Settimio Pisano che, insieme a Saverio La Ruina, guidano il festival e ne stabiliscono le molteplici direzioni da seguire.

In particolare, per Settimio Pisano «è stato fondamentale poter dare continuità al progetto dopo 20 anni e 20 edizioni di festival nella sua naturale configurazione primaverile. A maggio era impossibile capire quali direzioni seguire. Abbiamo ragionato sulle modalità, sulla quantità e anche sull’ipotesi di rimodulare e stravolgere la nostra solita modalità operativa. Il festival per noi continua ad essere un miracolo e quest’anno forse lo è stato ancora di più. Un modo per dare un segnale e per confermare di essere parte integrante di un mondo che ha sofferto, soffre e continuerà a soffrire ma che nonostante questo non molla.

Abbiamo deciso di prenderci la responsabilità nei confronti di tutti quegli artisti, tecnici e maestranze che quest’anno hanno visto un’intera stagione di spettacoli annullati, tour e produzioni saltate. Abbiamo fatto in modo di lavorare e far lavorare comunque e nonostante tutto, rispettando tutti i protocolli. Ora più che mai è fondamentale darsi un orizzonte di lavoro e provare ad arginare le difficoltà, per dare una degna prosecuzione a quei tanti lavoratori che devono poter continuare a fare il proprio mestiere». 

Dello stesso parere anche Dario De Luca: «è stato importante fare il festival anche quest’anno, soprattutto nei termini del coraggio che ha richiesto. Primavera dei Teatri, del resto, ha il coraggio nel proprio DNA, poiché è nato e cresciuto con l’intento di dare un senso al mondo del teatro inteso come un mondo fatto da persone e per persone che lavorano e credono in qualcosa.

A edizione conclusa posso dire che è stata un’edizione piena e densa nonostante il momento storico. La risposta del pubblico è stata buona, c’è stata attenzione e rispetto e una grande prova di civiltà».

La XXI edizione di Primavera dei Teatri è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e a valere sull’avviso pubblico della Regione Calabria per l’attribuzione del marchio regionale dei grandi eventi calabresi annualità 2020. 

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Teatro: Franceschini, altri 9 milioni di euro per sostenere spettacolo dal vivo

“Altri 9 milioni di euro per i teatri e le produzioni teatrali: con questo intervento il Governo continua a sostenere il settore dello spettacolo dal vivo che è stato fortemente colpito dall’emergenza sanitaria e merita il giusto aiuto”. Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, che ha firmato il decreto che stanzia ‪9 mln di euro che provengono dai fondi emergenza cinema e spettacolo istituiti con il DL Cura Italia e potenziati dal DL Rilancio e che verranno destinati al ristoro dei mancati incassi da biglietteria dei teatri in considerazione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria tuttora vigenti.

Alla luce del nuovo decreto, i 9 mln di euro verranno ripartiti nel modo seguente:

– Una quota pari a 5 mln di euro per sostenere i mancati incassi da biglietteria del 2020 dei Teatri di rilevante interesse culturale, dei Centri di produzione teatrale, dei Teatri di Tradizione e dei Centri di produzione danza. 

– 4 mln di euro, ad integrazione di quanto già stanziato con decreto ministeriale 10 luglio 2020, per il sostegno degli esercizi teatrali che hanno inoltrato richiesta di contributo ai sensi dei decreti ministeriali 10 luglio 2020 e 17 agosto 2020. Il contributo è riconosciuto fino ad un massimo del 100% dei mancati incassi relativi alla sala o alle sale gestite, nel periodo di riferimento e, comunque, in misura non superiore a euro ‪200.000‬ euro per ciascuna sala nel caso di sale con capienza compresa tra 100 e 299 posti, in misura non superiore a euro ‪400.000‬ per ciascuna sala nel caso di sale con capienza compresa tra 300 e 600 posti e in misura non superiore a euro ‪800.000‬ euro per ciascuna sala nel caso di sale con capienza superiore ai 600 postI.

Il decreto è stato inviato agli organi di controllo e sarà disponibile sul sito del MiBACT ad avvenuta registrazione

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Ok boomer

Ok, Boomer. Al Teatro India l’Open day di Dominio Pubblico

Ok boomer

Ok, Boomer è il grido della Generazione Z contro i figli del Boom Economico. Non una chiusura al dialogo e al confronto ma una presa di posizione. Under 25 Ribellati! Vieni a Teatro con Dominio Pubblico.

Il progetto di formazione del pubblico e orientamento professionale Dominio Pubblico è di nuovo attivo ed è giunto alla sua ottava edizione. DOMINIO PUBBLICO è un’associazione culturale con base a Roma, che si occupa di creare strategie culturali e progetti di audience development e di cittadinanza attiva rivolta a ragazzi Under 25. L’Associazione nasce dal know-how e dalla collaborazione tra due realtà indipendenti e attive a Roma nella promozione delle arti contemporanee da più di trent’anni: il Teatro dell’Orologio e il Teatro Argot Studio. Il progetto è stato poi sostenuto dalle più importanti istituzioni del territorio quali il Mibact, Comune di Roma – Municipi di Roma – Regione Lazio – Circuito Regionale ATCL ed è anche promotore della nascita della rete RisoИanze! Network per la diffusione e tutela del Teatro Under 30. 

La rinnovata collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale ci permette di presentare l’offerta di un abbonamento ai principali spettacoli della stagione, adatto per studenti Under 25, anche se alcune date o titoli presenti nell’offerta potrebbero variare a causa dell’emergenza sanitaria Covid – 19 ancora in atto.  Al percorso di visione, guidato dall’organizzazione Dominio Pubblico ed altri esperti del settore, si aggiungono molte attività partecipate che daranno la possibilità ai ragazzi di avvicinarsi al mondo dello spettacolo e delle arti performative, venendo in contatto diretto con i protagonisti della nostra scena nazionale ed internazionale. 

Un unicum del progetto è sicuramente il Festival “Dominio Pubblico – La città agli Under 25” che si propone di essere il più significativo evento italiano focalizzato sulla creatività under 25 nell’ambito delle arti sceniche performative multidiscipinari attraverso un percorso formativo e inclusivo grazie al quale i ragazzi saranno in grado di curare ogni aspetto organizzativo, logistico, amministrativo, promozionale dell’evento.

Non meno importante è un’altra missione del progetto: far interagire i giovani partecipanti con i diversi territori urbani di riferimento. Il progetto MA®T è finalizzato appunto a produrre un’azione contemporanea di performance urbaneproduzione artistica urbana e un laboratorio sulle giovani generazioni attento alle tematiche della formazione e del lavoro comunitario.

Nel corso di 7 anni di attività, il progetto ha formato diverse generazioni di spettatori Under 25, alcuni di essi hanno continuato a essere attivi nel campo della creazione di eventi culturali. Oggi il progetto può contare su una comunità di oltre 700 ragazzi formatasi attraverso il processo di formazione e coinvolgimento attivo.

Giovedì 22 Ottobre alle ore 17:00, presso la Sala A del Teatro India si svolgerà l’OPEN DAY di presentazione del progetto presenziato dai responsabili del progetto e dai ragazzi che hanno preso parte al progetto nelle precedenti edizioni. Un’occasione per entrare da subito nel vivo di Dominio Pubblico e conoscerlo attraverso la voce di chi lo ha vissuto.

Nel rispetto del contenimento dell’emergenza sanitaria, è richiesta la presenza già dalle 16:30 per completare le procedure anti Covid-19. Inoltre, sarà possibile accedere all’evento soltanto previa registrazione accedendo a questo link: http://bit.ly/OpenDayDP

Dominio Pubblico – La città agli Under 25

Siamo alla ricerca di Under 25 che entrino a far parte della squadra. A questi giovani verrà data la possibilità di cimentarsi in un’operazione davvero stimolante e viva, entrando in contatto diretto con il terreno fertile e sempre incandescente dello spettacolo dal vivo e del management degli eventi culturali.

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Decameron

TESI DI LAUREA: Il Decameron nella commedia del Cinquecento

TITOLO TESI > Il Decameron nella commedia del Cinquecento
ISTITUTO > Università degli studi di Messina – Corso di laurea Scienze dello spettacolo e della produzione Multimediale
AUTRICE > Valeria Minciullo

Decameron
Des cas des nobles hommes et femmes – Jean Foquet, 1458
INTRODUZIONE DELL’AUTRICE

Lo studio che ho condotto con la mia tesi attesta una ripresa massiccia della tradizione boccacciana nella commedia rinascimentale, che tuttavia, lungi dal risolversi in un’imitazione pedissequa del modello, riprende e ricompone secondo rinnovati parametri i motivi maggiormente confacenti al pubblico del Cinquecento, ben lieto di rivivere attraverso la commedia quell’edonismo tanto demonizzato nel Medioevo, quanto ampiamente consacrato nelle novelle del Boccaccio. Partendo da una esaustiva introduzione e panoramica sul contesto entro cui nasce e si sviluppa la commedia del Cinquecento, ovvero quello della festa, si andranno ad analizzare le motivazioni per cui i commediografi hanno attinto alla tradizione classica e di conseguenza umanistica e novellistica.

Configurandosi il Decameron come una sorta di “teatro mascherato”, ricco di tematiche e di personaggi fissi che ben si adattavano al sentire dell’epoca, si individueranno i punti di contatto e i richiami più o meno marcati nei testi messi a confronto, che di volta in volta prendono in riferimento argomenti quali: le forme d’amore, la filoginia e la misoginia, il naturalismo, la beffa, la magia e il soprannaturale; e ancora i personaggi ricorrenti della malmaritata, del religioso, della ruffiana e del pedante. Ciò che emergerà sarà la presenza, all’interno dei testi teatrali, di un gran numero di innamorati che smaniano e si disperano, di malmaritate che si lamentano della loro condizione, di coniugi infedeli che organizzano incontri amorosi avvalendosi di figure mezzanesche, di astute beffe, anche fini a se stesse, a danno di sciocchi individui.

E la presenza, infine, non soltanto di analogie tra i due modelli presi in esame, ma anche di sostanziali differenze, che fanno della commedia cinquecentesca un condensato di imitazione e originalità. La ripresa della novellistica boccacciana, naturale, del resto, in un contesto culturale in cui il Decameron veniva letto, studiato e sinceramente ammirato, non è altro, quindi, che un richiamo al modello più vicino, reso operativo anche per avvalorare la tesi tutta umanistica secondo la quale l’uomo, nonostante le diverse situazioni contingenti che vive, è mosso sempre dagli stessi istinti, conservando una natura che rimane sostanzialmente immutata, al punto da potersi adattare persino ai giorni nostri.

LEGGI LA TESI DI LAUREA > IL DECAMERON NELLA COMMEDIA DEL CINQUECENTO

Valeria Minciullo ha studiato a Roma, Messina e Bologna, laureandosi rispettivamente in Scienze della comunicazione, Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale e conseguendo il master in Imprenditoria dello spettacolo. Si è occupata di comunicazione in ambito teatrale, con attività di promozione, giornalismo e critica. Attualmente collabora con Sipario, per cui scrive recensioni e approfondimenti sul teatro di prosa. Ha pubblicato una raccolta di poesie con la casa editrice Ensemble (Preludio, 2019) e i suoi componimenti sono presenti sul web e in varie antologie.

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Il Teatro di Napoli indice il Premio Leo de Barardinis per artisti e compagnie Under 35

È intitolato a Leo de Berardinis – tra i maggiori protagonisti del teatro contemporaneo italiano dalla seconda metà del 900, maestro autorevole e riferimento alto per intere generazioni nella cui copiosa parabola artistica un ruolo centrale è stato l’immaginario della tradizione teatrale napoletana – il bando, promosso dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, a sostegno della produzione teatrale di compagnie e artisti Under 35 per promuovere nuovi talenti emergenti operativi sul territorio regionale.

Il bando prevede un contributo economico e un tutoraggio produttivo a sostegno dei progetti selezionati. Saranno scelti tre progetti di nuova creazione, due dei quali saranno programmati al Ridotto del Teatro Mercadante, ed uno, selezionato per il suo particolare carattere interdisciplinare, sarà programmato al Museo Madre, spazio con la quale il Teatro di Napoli ha stabilito una collaborazione.

>> LEGGI IL BANDO COMPLETO <<

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Bando AiR – Artisti in residenza. Call per coreografi, coreografe e compagnie di danza

È online il bando AiR – Artisti in residenza 2021, per selezionare due progetti creativi per una residenza alla Lavanderia a Vapore di Collegno.

La call ha carattere nazionale e si rivolge a coreografi, coreografe e compagnie di danza residenti sul territorio nazionale (con sede legale e operativa sul territorio nazionale), senza limiti di età. I progetti che saranno selezionati dalla RTO della Lavanderia a Vapore avranno a disposizione una residenza creativa di 15 giorni anche non consecutivi nella casa della danza di Collegno nel corso del 2021. Invio candidature entro il 12 novembre 2020 h.12

Info https://www.lavanderiaavapore.eu/2020/10/03/bando-air-artisti-in-residenza-2021/

Inoltre in collaborazione con Zerogrammi viene lanciata la call per Permutazioni 2021, coworking coreografico, un osservatorio sulla produzione coreografica che mette in dialogo artisti operanti nell’ambito dei linguaggi coreutici, uno spazio ospitale per sviluppare la propria idea creativa dedicato alla ricerca, al perfezionamento e alla produzione artistica, mettendo in relazione esperienze, competenze e buone pratiche.

Anche per questo bando, a carattere nazionale, non ci sono limitazioni di età ma è richiesta una presenza costante presso lo spazio Casa LUFT di Torino per prendere parte alle iniziative del coworking e dei suoi partner. La commissione selezionerà un progetto che risiederà a Casa Luft nel periodo indicativo tra febbraio e dicembre 2021. Invio candidature entro 12 novembre 2020 h. 12.

Info https://www.lavanderiaavapore.eu/2020/10/03/bando-permutazioni-2021/

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Teatro Fraschini di Pavia: audizione per danzatori e danzatrici

La Fondazione Teatro Fraschini di Pavia cerca 5 danzatrici e 5 danzatori professionisti per una nuova produzione, Can’t believe the way we flow, con la coreografia di Oliviero Bifulco, che andrà in scena tra il 21 e il 23 dicembre 2020.

L’audizione è su invito e si terrà lunedì 19 ottobre 2020 dalle 11.00 alle 14.00. Si richiede disponibilità su novembre e dicembre 2020, ma il calendario prove sarà comunicato successivamente.

REQUISITI:
  • forte base classica
  • esperienza in danza contemporanea
  • maggiore età

Le audizioni si terranno presso il Teatro Fraschini di Pavia. Le spese viaggio da e per Pavia non sono rimborsate.

Per candidarsi, inviare entro e non oltre le 12.00 del 15 ottobre 2020 a produzione@teatrofraschini.org indicando in oggetto nome, cognome e la dicitura “Candidatura produzione danza” i seguenti materiali:

  • curriculum vitae
  • video di un solo preferibilmente contemporaneo
  • una foto in primo piano e una a figura intera.

I candidati selezionati riceveranno una convocazione via mail entro il 16 ottobre 2020.

www.teatrofraschini.it

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Andrea, mio figlio

Una tremenda vigliaccheria. Recensione del libro Andrea, mio figlio di Alfonso Russi

Articolo a cura di Luca Schiavoni, prodotto in collaborazione con l’osservatorio Dodici/Decimi, progetto di Audience Development proposto da Strabismi Festival

Non immaginavo che in questi tiepidi giorni di fine estate avrei incontrato una storia come questa. Mi ritengo molto fortunato a essere lontano dalle dinamiche di ricatto e paura che uomini come Andrea devono affrontare.

Nella mia vita però mi sono trovato tantissime volte di fronte a ingiustizie di ogni genere. Mentre si cammina per strada se ne possono incontrare tante; da una madre che ingiustamente sgrida il figlio solo perché rivendica l’essere nato libero e vivace; un ragazzo che in un momento di debolezza cede alla più facile violenza con la sua compagna; gente che per le più svariate ragioni è frustrata e si sfoga con vicini innocenti.

Davanti a queste scene quali emozioni ho provato? Cosa mi ha spinto a non fare nulla?

Forse una tremenda vigliaccheria.

Leggendo la storia di Andrea mi sono sentito così: un inutile vigliacco.
Una densa rabbia si è fatta strada in me mentre sfogliavo le pagine di questa storia. Rabbia nei miei confronti per non essere stato abbastanza coraggioso con le piccole ingiustizie di cui sono stato testimone.
Non ho idea di come avrei reagito al posto suo; ma io, davanti le piccole ingiustizie che quotidianamente ho davanti, perché non faccio nulla? Che scusa ho?

La brillante narrazione di Alfonso Russi mi ha fatto immedesimare nel mondo ingiusto a cui Andrea ha detto basta. Ho sentito anch’io quel peso opprimente sulla bocca dello stomaco. Ho stretto anche io i pugni per essermi sentito impotente.

Ci vuole un coraggio sovrannaturale per ribellarsi ad un’organizzazione criminale che sembra controllare non solo tutti i punti nevralgici dell’economia di Sant’Andrea dello Ionio, ma anche e soprattutto le menti dei suoi abitanti. Ci vuole una resistenza interiore da eroe mitologico per farsi carico di tutto ciò che viene dopo una deposizione. Raccontare la verità è come illuminare le ombre di chi pretende per il solo fatto di usare la forza bruta e l’intimidazione.

È come se la sua forza e determinazione a denunciare avessero creato un’onda d’urto. Adesso mi lascio trasportare con piacere e inizierò a moltiplicare dentro di me quel coraggio nella speranza di trasmetterlo a mia volta. Un’ingiustizia è un’ingiustizia, grande o piccola che sia. Dopo questa storia non posso che fare ammenda e promettere a me stesso di non restare indifferente.


Nel momento in cui si ignora il Male se ne diventa complici.

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