AS-SAGGI DI DANZA #9 – Alain Platel

Gen 29, 2017

È possibile pensare che un tassello pregnante della storia della danza contemporanea europea e mondiale possa essere stato partorito da un professionista di tutt’altro genere? Ebbene sì, e la carriera del signor Alain Platel ne è la dimostrazione.

Ex terapista ortopedico, il coreografo di origine belga (classe 1956) ha approcciato in tenerissima età al mondo dello spettacolo seguendo lezioni di teatro e, soprattutto, di mimo alla scuola di Marcel Hoste e, nello stesso tempo, praticando danza moderna nella classe della canadese Virginia Meyers. Nel 1980 ha messo in scena le sue prime creazioni, che sin da subito hanno manifestato il suo atteggiamento assai estroso di fusione delle discipline artistiche: dal teatro alla danza, dalla musica alle arti circensi.
Proprio per questo, il gruppo di lavoro con cui ha plasmato in scena le manifestazioni del suo genio creativo lungo tutta la sua carriera non è stato definitivo come una “compagnia”, bensì come un “collettivo”, che nel 1984 viene fondato ufficialmente a Gand (Belgio) sotto il nome di Les Ballets C de la B (ovvero Les Ballets Contemporaines de la Belgique). 
Tre elementi hanno composto (e compongono tutt’oggi) le fondamenta del collettivo: la tridimensionalità della scena, la presenza di musica dal vivo, la multidisciplinarità e eterogeneità dei performer. Spazio, sottofondo e azione in palcoscenico studiati con cura certosina per condurre lo spettatore alla visione di se stesso, non diretta come nel riflesso di uno specchio, bensì più profonda, recondita, come esaminata al microscopio. Platel offre al pubblico lo spettacolo delle emozioni dell’umano, senza riserve, senza inganni, senza preoccuparsi di quanto l’esasperazione dei movimenti (danzati o recitati) e delle parole (cantate, impersonificate o comunicate) riesca a sconvolgere l’animo di chi vi assiste. 
Inevitabilmente è comprensibile il lungo e intenso processo di creazione che viene attuato per ogni pièce, dove l’improvvisazione e il contributo attivo dei danzatori è assolutamente prioritario. Platel agisce, dunque, al pari di un mosaicista, incasellando i singoli tasselli performativi al posto giusto affinché la perfetta composizione possa essere mostrata. Ciò, comunque, non esclude affatto che l’apparato tecnico-espressivo sia di altissimo livello: ogni performer coinvolto nei progetti deriva da un percorso di formazione e professionismo pregresso di grandissimo pregio, sia che si tratti di ambito classico o contemporaneo. 
La danza di Alain Platel trova, quindi, la sua ragion d’essere nel mélange di diverse tradizioni artistiche, spazianti in lungo e in largo negli stili performativi ritenuti più adatti a inscenare il sentimento umano, l’emozione più oscura, quella parte (a volte) dimenticata nonostante sia la più vera.
Assistere a uno spettacolo de Les Ballets C de la B equivale ad avere coraggio, coraggio di accettare se stessi, coraggio di comprendere un linguaggio che dalla danza scivola nettamente alla vita.
 
 
Foto
Les Ballets C de la B / Tauberbach © Les Ballets C de la B
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