AS-SAGGI DI DANZA #6 – Nederlands Dans Theater

Gen 29, 2017

Negli ultimi cinquant’anni la scena europea della danza contemporanea è stata rivoluzionata dalla presenza attiva in palcoscenico di molte compagnie che, corroborando l’elevatissimo livello tecnico e la pregnante componente interpretativa, hanno aggiunto alla Storia “enciclopedica” della coreografia diversi “volumi” dallo spessore piuttosto rilevante.

Uno fra questi recita certamente il nome del Nederlands Dans Theater, fondato nel 1959 da Benjamin Harkarvy, Aart Verstegen e Carel Birnie insieme a un gruppo di 18 danzatori, componenti dell’Het Nederlands Ballet, il corpo di ballo numero uno in rappresentanza dello Stato olandese. Fino a quel momento, almeno.

Lo scopo primigenio, infatti, che ha spinto i tre coreografi a dare vita al NDT è stata la rivalsa dalle convenzioni, dall’unico punto di vista sulla danza che ottenebrava lo sguardo degli spettatori autoctoni, dalla gretta convinzione che il linguaggio danzato potesse essere “esplicato” nella sola partitura di determinate sequenze dinamiche.

E quale migliore influenza, nel raggiungimento di tali obiettivi, poteva essere se non la modern dance americana? Gli anni Sessanta ne erano profusi e la neo-compagnia dei Paesi Bassi per eccellenza non era di certo incline a evitarne il “contagio”! Naturalmente senza abbandonare del tutto l’imprinting classico-accademico radicato profondamente.

Il risultato, dunque, è un connubio perfetto tra il virtuosismo elegante del balletto e l’energia sempre strabiliante della variante più moderna.

Così strabiliante da prendere forma attraverso le tre “anime” del NDT, i tre ensemble che dalle origini sino ad oggi hanno donato sfumature differenti alla medesima danza: NDT I, fondato nel ’59 e composto da 30 danzatori che hanno lasciato (e lasciano ancora) un segno indelebile sui palcoscenici di tutto il mondo, grazie anche alla guida di sapienti menti quali quelle di Jiří Kylián, Paul Lightfoot, Sol León, Nacho Duato, Mats Ek, William Forsythe e Ohad Naharin, per citarne alcuni; NDT II, la compagnia “junior” (i 16 danzatori hanno un’età compresa tra i 17 e i 22 anni), che non ha nulla da invidiare alla “senior”; e infine NDT III, compagine composta da danzatori ultraquarantenni, sfortunatamente non più attiva da un decennio, ma comunque in cantiere per una probabile rinascita.

Insomma, quasi sessant’anni di anticonformismo, avanguardia estetica e nello stesso tempo progressismo performativo, votato interamente a regalare visioni di una danza senza precedenti, sempre inaspettate, sempre coinvolgenti, sempre irruenti nelle menti degli estimatori più che sulle travi del palcoscenico.

Una compagnia unica nel suo genere, difficile (se non difficilissima) da pareggiare. Bisognerebbe davvero capire il significato del termine “rivoluzione” per riuscire a farlo.

 

Link utili

http://www.ndt.nl/en/home.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Nederlands_Dans_Theater

https://www.youtube.com/user/neddanstheater

 

Videografia

https://www.youtube.com/watch?v=nZjVjKNOk_4 [Shoot the Moon, 2006]

https://www.youtube.com/watch?v=4_kMaFHNzZE [Gods and Dogs, 2008]

 

Foto

NDT / Shoot the Moon

http://https://youtu.be/rragD1P34NA

[embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=rragD1P34NA[/embedyt]

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