Cosa succede se il dispositivo teatrale viene piratato da un galeone? Può la pratica drammaturgica accogliere l’acqua salata come spazio politico di una democrazia radicale? Come e attraverso quali movimenti?
aka Jolly Roger è un progetto di scrittura per la scena dal vivo, orientato al di dentro e al di fuori del Jolly Roger, bandiera pirata – simbolo transnazionale, transculturale, extraterritoriale sotto cui si riconoscono comunità in lotta per la libertà, ovvero la liberazione. All’ombra di una bandiera con un teschio che sventola, il testo si interroga su cosa sia necessario dirsi prima di compiere un’azione rivoluzionaria e su quali siano le condizioni di possibilità di pensiero da immettere nelle lotte. Nel tentativo di scardinare politiche terra-centriche che obbligano all’appartenenza a un territorio e a un continuo “atterraggio” – basti pensare al lessico terrestre con cui il linguaggio ha circoscritto il nostro modo di rappresentare il mondo: well-grounded, background, field of research – la drammaturgia sperimenta una pre-scrittura mobile e trasversale, affidata a un equipaggio pirata che, nelle sue voci e corpi multilingue, ridefinisce continuamente il mondo al di fuori del teatro.
È una scrittura che si passa di mano in mano come monito di lotte intersezionali con cui ridisegnare confini, giurisprudenze, imperativi e prospettive alternative – muovendosi, non per gerarchia ma per inciampo contemporaneo, dal Manifesto di Ventotene (1941) e dal suo stratagemma: un pollo arrosto. Le idee sulle terre si diffondono anche così, con un pollo come mezzo di trasporto di ciò che non si può dire – come personaggio che tiene insieme discorsi che, per omonimia, si intrecciano a Polly, ballata del 1729 scritta da John Gay e unica opera di riferimento in cui la protagonista è una donna pirata.
Navigando per mari e isole, sotto una bandiera che non delimita e continuamente muta forma, la drammaturgia sperimenta un’impaginazione clandestina che spinge e attende di uscire al di là della pagina per incontrare tutti quei corpi che, disobbedienti, abitano lo spazio scenico.
Anno di stesura: 2026
Numero pagine: 41
Numero personaggi: indefinito
Testo già rappresentato: Testo già rappresentato: Mise en espace Giugno 2026, Biennale Teatro Venezia
2025 - A.K.A. Jolly Roger – testo vincitore college biennale teatro 2025
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