«Non c’è soggetto senza, in qualche modo, afanisi del soggetto. (…) Il soggetto appare qui come senso e altrove come fading, ovvero sparizione» (J. Lacan, Il seminario – Libro XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi) 

«Che la natura imiti l’arte è una massima troppo prudente. La natura è un prodotto dell’arte e del discorso» (Nelson Goodman, I linguaggi dell’arte) 

Si può fare uno spettacolo in cui non c’è niente da vedere? Si può chiedere a te che leggi – sì esatto proprio tu, tu che ora te ne stai qui con queste parole davanti: cosa vuoi vedere? Qual è la prima cosa che ti viene in mente? Ecco, quella. Questo spettacolo parla di quella. E di molte altre che ancora non hai pensato.

Afànisi è una performance che rovescia i rapporti tra spettatore e spettacolo, tra realtà e sguardo che la osserva. Lo spettatore non è più fruitore passivo ma creatore attivo dell’opera che ha di fronte. Gli viene proprio chiesto: cosa vuoi vedere? E poi lo si invita a rispondere privatamente, tra sé e sé, ma in modo fulmineo, non meditato. Libera associazione, la più classica delle regole della psicoanalisi: pensare la prima cosa che passa per la testa, quale che sia. Ciascuno spettatore risponderà dentro di sé a una sequenza di domande, con cui andrà materialmente a disegnare – con l’aiuto dei performer – il proprio spettacolo nello spazio vuoto. Le sue scelte improvvise, apparentemente immotivate, si riveleranno presto personali, lo riguarderanno in modo inatteso. Ciascuno vedrà uno spettacolo diverso da chi gli siede accanto. Ecco il rovesciamento: teatro non è più ciò che si guarda. Ma ciò da cui si è guardati.

Anno di stesura: 2021

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Numero pagine: 41

Numero personaggi: almeno 3

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Testo già rappresentato: SI

2024/22 - Premio della Critica a DU30, Finalista In-Box, Vincitore Odiolestate - Carrozzerie n.o.t.

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