Piccoli comuni si raccontano. Intervista a Gianpaolo Nardi, vicepresidente ANCI Lazio

Piccoli comuni si raccontano
Piccoli comuni si raccontano

Fin dalla sua prima edizione, il progetto Piccoli comuni si raccontano di Regione Lazio, sviluppato in collaborazione con ATCL Lazio e Lazio Crea, ha rappresentato un momento di scoperta e valorizzazione per i territori coinvolti. Mission del progetto, infatti, è la diffusione capillare della cultura in quei luoghi che, seppur già noti per le bellezze paesaggistiche e architettoniche, restano esclusi dai circuiti di distribuzione ufficiali. 

Piccoli comuni si raccontano, coinvolgendo circa quaranta comuni in tutto il Lazio, non solo ha permesso alle comunità locali di poter usufruire di un’offerta culturale di rilievo, ma anche di generare un indotto per il territorio: se la città di Roma tende a inglobare il turismo nazionale e internazionale, rassegne come questa sono in grado di dare una spinta concreta al turismo di prossimità, con una ricaduta benefica sull’economia dei luoghi e sul consolidamento dell’attività comunitaria. 

Come accaduto a marzo, durante la prima fase della pandemia, un nuovo blocco è stato imposto al pubblico spettacolo, arrestando anche la proposta messa in campo da Piccoli comuni si raccontano a partire dal mese di ottobre. Ragionare dunque sulla eco e sul valore di eventi culturali come questo, a due anni dalla sua ideazione, risulta interessante per comprendere le prospettive del progetto e i benefici concreti che l’arte è in grado di apportare. Intervistato a proposito di questi temi, Gianpaolo Nardi, sindaco di Castel San Pietro Romano e vicepresidente dell’ANCI Lazio, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, racconta l’esperienza di Piccoli comuni si raccontano.

Dal 2017 Castel San Pietro Romano fa parte dei Borghi più belli d’Italia. La bellezza paesaggistica e architettonica ha condotto il grande cinema italiano in questo comune, fin dagli anni ‘50, facendolo diventare set di film che hanno fatto il giro del mondo. Qual è il rapporto di Castel San Pietro Romano con la cultura?

Sicuramente un rapporto bellissimo e sostanziale. La cultura, in tutte le sue sfumature, ha da sempre arricchito il nostro paese e rappresentato potenziali e importanti opportunità di crescita, di sviluppo, di valorizzazione e promozione del nostro territorio. Castel San Pietro nasce, potremmo dire, come paese del cinema: set del celebre film Pane Amore e Fantasia, conosciuto per essere “il paese più scassato”, lo vediamo oggi rivestito di luce nuova ma sempre strettamente legato al panorama culturale che lo arricchisce e lo coinvolge.

In questa prospettiva, sono orgoglioso di rappresentare un territorio così ricco come Castel San Pietro Romano, che proprio sulla bellezza non solo paesaggistica ma anche artistica e culturale, ha fatto leva per ricevere importanti certificazioni, come quella di Borgo più bello d’italia e Borgo più bello del Mediterraneo.

Castel San Pietro Romano, coinvolto sin dalla prima edizione nel progetto Piccoli comuni si raccontano, ha ospitato grandi artisti come il M° Nicola Piovani e Michele Placido. Considerando che tra le due edizioni è intercorsa una pandemia che ha inciso sulle modalità di partecipazione degli spettatori, qual è stata la risposta della comunità agli eventi di quest’anno?

La comunità ha risposto in maniera straordinaria. Come giustamente è stato messo in luce, le modalità di partecipazione sono variate, il numero di spettatori è variato per far fronte al alle nuove normative dettate dall’emergenza COVID-19. Una cosa,però, non è cambiata: il calore della nostra comunità. I cittadini di Castel San Pietro Romano e tutti i partecipanti, accolgono sempre entusiasticamente ogni iniziativa che vede coinvolto il nostro amato paese.

Il concerto che ha visto protagonista il Maestro Nicola Piovani si è svolto in un momento storico diverso, più leggero e meno rigido in fatto di normative, e la partecipazione è stata davvero numerosa. L’evento che ha coinvolto Michele Placido, attore di fama internazionale, essendo ambientato in un oggi che, purtroppo, ben conosciamo, ci ha costretto a ridimensionare la quantità degli spettatori, per garantire il dovuto distanziamento, e a svolgere la serata all’aperto. Nonostante le più rigide normative, è stata una serata straordinaria che ha disteso pensieri e animi. 

In qualità di vicepresidente dell’Anci Lazio, associazione dei Comuni del Lazio, potrebbe raccontare come ha influito complessivamente il progetto Piccoli comuni si raccontano sulle realtà coinvolte e che valore ha assunto per i diversi comuni una più consistente circuitazione culturale? 

È sicuramente una grande opportunità per i piccoli comuni ma anche per la Regione Lazio. I comuni considerati “piccoli” nel Lazio costituiscono ben il 70% del territorio regionale. Valorizzare e promuovere i piccoli comuni significa promuovere i territori più belli della nostra regione. In questi luoghi ci sono delle bellezze paesaggistiche, monumentali e archeologiche che meritano di essere conosciute.

È necessario incentivare quel turismo di prossimità. Nel Lazio, troppo spesso, si guarda soltanto alla magnifica città di Roma. Promuovere questi territori ci consente di spostare il turismo di massa della Capitale verso le nostre province. Roma Capitale è un’opportunità importante per le province.

A due anni dall’adesione alla rassegna Piccoli comuni si raccontano, quali sono le prospettive progettuali e quali gli obiettivi futuri da raggiungere?

Auspico che possa continuare questa straordinaria rassegna. Mi permetto di dare un suggerimento: chiediamo anche ai grandi artisti che partecipano come protagonisti ai diversi eventi, di aiutarci a promuovere i territori che li ospitano. Non circoscrivere la rassegna al singolo evento ma cercare di prolungare l’effetto che gli spettacoli hanno sui piccoli comuni, istituendo un collegamento con i grandi artisti che sia duraturo nel tempo.

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