TESI DI LAUREA: Ritornello e territorio tra Deleuze e Guattari

TITOLO TESI > Ritornello e territorio tra Deleuze e Guattari

ISTITUTO > Università di Roma La Sapienza – Corso di laurea magistrale in Filosofia

AUTRICE > Lucrezia Ercolani

Ritornello
Gilles Deleuze e Félix Guattari

INTRODUZIONE DELL’AUTRICE

Il concetto di ritornello occupa un posto speciale nel pensiero di Deleuze e Guattari: è una sorta di  modello che sta lì a esemplificare la natura di ogni concetto. Questo ruolo paradigmatico è dato dalla quantità di tratti diversi, seppur legati tra loro, che il ritornello ha saputo accogliere: dall’eterno ritorno nietzschano alla Recherce di Proust, è divenuto una preziosa chiave  interpretativa, dall’utilizzo molteplice. In questo lavoro ho cercato di inseguire il ritornello nei suoi tanti rivoli, per ottenerne una visione quanto più possibile completa.  

Nel primo capitolo mi sono soffermata sul piano 11 di Mille Plateaux, intitolato 1837. De la  ritournelle. Qui il nostro concetto trova la sua trattazione più organica, in relazione a una delle sue componenti più importanti, quella di territorio (e quella relativa di deterritorializzazione).  Si dà vita a un territorio e lo si abita grazie all’emergenza delle materie d’espressione, con un gesto artistico che appartiene a tutto ciò che vive, e che genera una casa. Si apre qui una possibilità di studio estremamente interessante nelle intersezioni tra abitazione, arte e territorio. Il tempo “battuto” corrisponde all’appropriazione di uno spazio, tramite l’espressione di qualità individualizzanti. Questo processo segna un confine tra un interno “proprio” e un esterno “altro”, l’individuo e il suo ambiente sono una cosa sola, in un continuo processo fatto di rotture e  aggiustamenti.  

Una volta messo da parte con il piano 11 di Mille Plateaux l’unico riferimento certo, la ricerca si è ampliata a diversi testi “solisti” dei due autori in cui il ritornello fa capolino, dove per brevi accenni e dove in modo più esteso. Ho rintracciato la genesi del concetto nei lavori giovanili di  Guattari, influenzati direttamente da Lacan, e seguito via via il suo sviluppo negli anni, in cui ha assunto sempre più un senso esistenziale e politico.  

Quello di ritornello diviene però un concetto importantissimo anche per Deleuze, perché gli permette di condensare e dare una nuova veste ai tre tipi di ripetizione che aveva trattato nel suo Différence et répétition. Il nostro concetto si carica allora di tanti sensi diversi, quasi mai espliciti, e sembra a volte essere sfuggente, poco comprensibile. Per “cartografarlo” è stato indispensabile introdurre tanti degli altri concetti della fabbrica Deleuze/Guattari, come liscio e striato, cristallo, virtuale, caos, cosmo…  

Nell’ultimo capitolo ho trattato un’ulteriore componente del ritornello, che appare in Qu’est ce que la philosophie?, ovvero quella relativa all’architettura. Si è tentato di farla interagire con diverse questioni già emerse nel corso della ricerca, come quella dell’abitare, dell’arte,  dell’organizzazione dello spazio e del tempo, della ri- singolarizzazione dell’esistenza e dell’opposizione tra forze territorializzanti e deterritorializzanti, al fine di cercare una via “minore”  e “leggera” in architettura. 

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Lucrezia Ercolani è nata a Roma nel 1992. Interessi e mondi diversi hanno sempre fatto parte del  suo percorso, senza mai riuscire a sceglierne uno definitivamente. Ci sono però alcuni punti fermi:  la passione per le arti, soprattutto quelle dal vivo; l’attenzione per le espressioni sotterranee,  d’avanguardia, fuori dai canoni. Laureata in Filosofia all’Università La Sapienza, è stata redattrice  per diverse riviste online (Nucleo Artzine, Extra! Music Magazie, The New Noise, Filmparlato) e  ha lavorato al Teatro Spazio Diamante. Ultimamente collabora con Il Manifesto.

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