TESI DI LAUREA: Il Decameron nella commedia del Cinquecento

TITOLO TESI > Il Decameron nella commedia del Cinquecento
ISTITUTO > Università degli studi di Messina – Corso di laurea Scienze dello spettacolo e della produzione Multimediale
AUTRICE > Valeria Minciullo

Decameron
Des cas des nobles hommes et femmes – Jean Foquet, 1458
INTRODUZIONE DELL’AUTRICE

Lo studio che ho condotto con la mia tesi attesta una ripresa massiccia della tradizione boccacciana nella commedia rinascimentale, che tuttavia, lungi dal risolversi in un’imitazione pedissequa del modello, riprende e ricompone secondo rinnovati parametri i motivi maggiormente confacenti al pubblico del Cinquecento, ben lieto di rivivere attraverso la commedia quell’edonismo tanto demonizzato nel Medioevo, quanto ampiamente consacrato nelle novelle del Boccaccio. Partendo da una esaustiva introduzione e panoramica sul contesto entro cui nasce e si sviluppa la commedia del Cinquecento, ovvero quello della festa, si andranno ad analizzare le motivazioni per cui i commediografi hanno attinto alla tradizione classica e di conseguenza umanistica e novellistica.

Configurandosi il Decameron come una sorta di “teatro mascherato”, ricco di tematiche e di personaggi fissi che ben si adattavano al sentire dell’epoca, si individueranno i punti di contatto e i richiami più o meno marcati nei testi messi a confronto, che di volta in volta prendono in riferimento argomenti quali: le forme d’amore, la filoginia e la misoginia, il naturalismo, la beffa, la magia e il soprannaturale; e ancora i personaggi ricorrenti della malmaritata, del religioso, della ruffiana e del pedante. Ciò che emergerà sarà la presenza, all’interno dei testi teatrali, di un gran numero di innamorati che smaniano e si disperano, di malmaritate che si lamentano della loro condizione, di coniugi infedeli che organizzano incontri amorosi avvalendosi di figure mezzanesche, di astute beffe, anche fini a se stesse, a danno di sciocchi individui.

E la presenza, infine, non soltanto di analogie tra i due modelli presi in esame, ma anche di sostanziali differenze, che fanno della commedia cinquecentesca un condensato di imitazione e originalità. La ripresa della novellistica boccacciana, naturale, del resto, in un contesto culturale in cui il Decameron veniva letto, studiato e sinceramente ammirato, non è altro, quindi, che un richiamo al modello più vicino, reso operativo anche per avvalorare la tesi tutta umanistica secondo la quale l’uomo, nonostante le diverse situazioni contingenti che vive, è mosso sempre dagli stessi istinti, conservando una natura che rimane sostanzialmente immutata, al punto da potersi adattare persino ai giorni nostri.

LEGGI LA TESI DI LAUREA > IL DECAMERON NELLA COMMEDIA DEL CINQUECENTO

Valeria Minciullo ha studiato a Roma, Messina e Bologna, laureandosi rispettivamente in Scienze della comunicazione, Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale e conseguendo il master in Imprenditoria dello spettacolo. Si è occupata di comunicazione in ambito teatrale, con attività di promozione, giornalismo e critica. Attualmente collabora con Sipario, per cui scrive recensioni e approfondimenti sul teatro di prosa. Ha pubblicato una raccolta di poesie con la casa editrice Ensemble (Preludio, 2019) e i suoi componimenti sono presenti sul web e in varie antologie.

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