TESI DI LAUREA: Danza in video. Forme e modelli della danza televisiva dal 1954 ad oggi

Raffaella Carrà, Canzonissima ’71 (1971), foto di Francesco Vezzoli.
Raffaella Carrà, Canzonissima ’71 (1971), foto di Francesco Vezzoli.

TITOLO DELLA TESI > DANZA IN VIDEO: FORME E MODELLI DELLA DANZA TELEVISIVA DAL 1954 AD OGGI

ISTITUTO > UNIVERSITÀ DI ROMA LA SAPIENZA – DIPARTIMENTO DI ARTI E SCIENZE DELLO SPETTACOLO

AUTRICE > CATERINA GIANGRASSO

INTRODUZIONE DELL’AUTRICE:

Analizzare criticamente i rapporti intercorsi tra danza e televisione è l’obiettivo che si prefigura questa ricerca, l’interesse per questo specifico ambito è spinto dalla curiosità di storicizzare e riflettere su un tema ancora poco esplorato dagli studi di danza italiani. La motivazione mai velata del presente lavoro, inoltre, è anche quella di voler legittimare storicamente qualcosa che tuttavia non è mai stato ritenuto all’altezza degli studi di settore sulla danza, i quali non hanno contemplato l’intrattenimento come parte integrante di un processo che ha contribuito allo sviluppo di stili e tendenze dell’arte tersicorea.

L’obiettivo del presente studio non è da intendersi come volto a indagare le ragioni delle mancanze del genere coreutico sui teleschermi italiani, quanto quello di valorizzare quello che c’è stato per riconoscere delle solide basi e augurarsi delle prospettive di produzione per il futuro. Esaminando – come è stato fatto per questo elaborato – il rapporto tra danza e televisione nel nostro paese, si ha la misura del valore attribuito generalmente all’arte coreutica in Italia, se è vero che il mezzo televisivo funge da specchio della società. Per le mutate condizioni culturali del nostro paese, la televisione italiana può oggi valorizzare l’arte della danza più di quanto abbia fatto finora.

Difatti, al pari di altre forme artistiche, alla qualità e vastità del fenomeno non è ancora corrisposta, se non con rare – anche se significative – eccezioni, un’offerta televisiva adeguata a rappresentare la ricchezza e la complessità della danza. Lo sviluppo di prospettive – tra i canali tematici, i live dei grandi balletti al cinema, l’appeal esercitato dalle tecnologie digitali – e soprattutto un rinnovato interesse del pubblico nei confronti della danza, lasciano intravedere un futuro sviluppo per la programmazione televisiva su questo argomento.

Fermo restando che non si è mai intesa sminuire la modalità di fruizione primaria della danza – la performance live – questo lavoro propone l’idea che l’attrazione per la danza negli ambiti culturali possa costituire la causa e l’effetto di una reale maturazione del pensiero artistico e produttivo. Essendo – a tutti i livelli, da quello elitario a quello popolare – un’arte teatrale, la danza rivendica altri spazi oltre ai palcoscenici, in virtù del fatto che questi spazi esistono e che vanno sfruttati con coscienza, senza pregiudizio alcuno.

Del resto la televisione, in un paese composto come il nostro, ha avuto una sua importanza per la distribuzione della conoscenza e, nella fattispecie, ha permesso la riproduzione dell’offerta teatrale in quelle realtà dove non era – e in taluni casi ancora non è – attuabile. Senza la televisione impiegata come mezzo di trasmissione e divulgazione della danza, non si sarebbero compiute determinate operazioni per la formazione di intere generazioni di danzatori – e di studiosi – mosse da una passione che nasce proprio dal luccichio di uno schermo.

L’estratto selezionato è tratto dal 3° capitolo, una parte prevalentemente incentrata su alcune delle pratiche della divulgazione della danza individuate e analizzate durante il percorso di ricerca. Si va a trattare la questione del gusto per la danza maturato grazie all’ampia diffusione garantita dalla televisione e di qui una serie di riflessioni e analisi sulla dimensione dello spettatore, sul concetto di popolarità per la danza in tv e sull’uso del corpo danzante in questa precisa circostanza.

LEGGI LA TESI DI LAUREA > DANZA IN VIDEO: FORME E MODELLI DELLA DANZA TELEVISIVA DAL 1945 AD OGGI

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Si avvicina alla danza fin dai 5 anni di età, consegue la maturità classica a Cava de’ Tirreni. Si laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno e, con lode, in Spettacolo e Produzione multimediale alla Sapienza – Università di Roma. Collabora dal 2013 con magazine regionali e nazionali, curando rubriche e approfondimenti di cultura e spettacolo. Per Cinematographe/FilmIsNow è stata editor e inviata ai grandi eventi. Dal 2017 a febbraio 2020 è responsabile comunicazione e assistente di direzione al Balletto di Roma. Nel 2017 fonda con un gruppo di amici la Skratch.fab, start-up creativa che produce e distribuisce contenuti per il web, videoclip, commercial e cortometraggi. Ha pubblicato un saggio edito da La Biennale di Venezia.

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