Sognando Lady Tourette. Intervista a Noemi Giulia Fabiano

La Tourette è un disturbo poco conosciuto che si manifesta attraverso tic sonori o motori, pensieri ossessivi, gesti ritualistici ripetitivi. La sindrome (con esordio nell’infanzia) è frutto di un processo neurologico che tuttavia ha anche delle ripercussioni psico-comportamentali a cui si aggiunge una spiccata intelligenza creativa dai risvolti spesso geniali.

Dopo il debutto al Teatro Verdi di Milano lo scorso maggio, torna in scena il 3 ottobre al Teatro Gobetti di Torino lo spettacolo Lady Tourette a cura di BisLuck Company, con il sostegno di AIST (Associazione Italiana Sindrome di Tourette) e il patrocinio della Citta di Torino. Il progetto-spettacolo nasce come sfida artistica e sociale orientata ad affrontare con il linguaggio teatrale la complessa tematica della sindrome di Tourette.

Abbiamo intervistato Noemi Giulia Fabiano, regista dello spettacolo Lady Tourette e co-fondatrice della BisLuck Company insieme a Flavio Visone.

Iniziamo con una domanda curiosità. Perché BisLuck?

BisLuck ” ha una duplice origine : la prima, piuttosto intuitiva è l’assonanza con la parola “bislacco”. La seconda è l’unione di Bis e Luck, dove per Bis si intende la doppia anima di questo gruppo (gialla e celeste, difforme e metodica, dissacrante e rispettosa, ironica e… IRONICA, lucida e desiderosa di uova – per citare Allen). Una parte di BisLuck ha una forte idiosincrasia con tutto ciò che impone la linearità e adotta metodi poco comuni anche per aprire le porte (come quando una volta, ad un congresso, provai a bedgiare su un maniglione antipanico..!) L’altra è razionale e pragmatica (se hai bisogno di tutto questo rivolgiti a Flavio Visone). “Luck” sta per doppio buon augurio!

Con quale scopo nasce l’associazione e qual è il background dei suoi componenti?

Quando fondammo BisLuck io e Flavio avevamo tanto da indagare, volevamo costruire un contenitore che abbracciasse molteplici progetti culturali. Lui si occupa della parte manageriale, ma ha un passato da attore e contribuisce sempre ai lavori grazie al suo sguardo attento. Io sono laureata in comunicazione pubblica e d’impresa (e in sociologia alla triennale) ma ho sempre studiato teatro, ho conseguito il diploma di mimo all Icra project, ho spaziato dalla clownerie, alla danza aerea, all’improvvisazione, alla drammaturgia e ho conseguito un diploma di perfezionamento come formatore teatrale presso l’università suor Orsola Benincasa. Nella compagnia ci sono attori, danzatori classici e contemporanei, musicisti, coreografi, ognuno di loro ha un mondo, siamo tutti diversi per età e percorsi di vita. Riteniamo che la fusione di queste diversità, molto più dei lati che ci accomunano, permetta ai nostri lavori di arricchirsi.

Tra i vostri ultimi lavori emerge per vocazione sociale e sfida artistica il progetto Lady Tourette realizzato con il supporto di AIST (Associazione Italiana Sindrome di Tourette). Ci parli di questa collaborazione e degli obiettivi che vi siete preposti?

Se volevamo maturare e portare un progetto al di là della consueta messa in scena in terra conosciuta dove esaurire entusiasmo ed energie alle prime repliche, dovevamo rischiare tutto, anche rischiando porte in faccia. Non fu assolutamente questo il caso! AIST ci ha accolto a braccia aperte. Tutto è partito da una telefonata: così conobbi Donatella Comasini. Presi fiato e le spiegai che desideravamo portare in scena uno spettacolo sulla sindrome di Tourette. Donatella mi ascoltó e mi parlò delle attività che svolgono da anni per sostenere i tourettici e a fornire supporto alle famiglie. La loro mission e il loro desiderio risiede nel diffonderne la conoscenza, perché è una sindrome complessa e, nelle sue forme più gravi, socialmente invalidante (sono sicura che nessuno immagina quanto sia comune e di cosa si tratti realmente).
Così dopo mesi di mail, telefonate e viaggi Napoli – Milano unimmo le forze! Il teatro è un canale comunicativo dal potere inesauribile, ed è soprattutto un luogo di incontro! Così abbiamo lavorato duramente per realizzare uno spettacolo completamente inedito, Bislacco, empatico, che parlasse davvero di Tourette senza inciampare nei luoghi comuni, entrando nelle vite delle persone. Obiettivo comune : farlo girare devolvendo in beneficenza il ricavato dei biglietti!

Lo scorso maggio lo spettacolo Lady Tourette ha debuttato al Teatro Verdi di Milano. Come avete il processo creativo e come avete lavorato alla drammaturgia?

Ti parlo di un processo lungo e in costruzione e non manchevole di qualche crisi. Per mesi ho intervistato numerosi tourettici: bambini, ragazzi, adulti, familiari, amici, e ho attraversato le vite di moltissime persone. Poi gli domandavo: se potessi fare una domanda alla tua sindrome di Tourette quale sarebbe?
Sulle loro esperienze ho immaginato i tratti del protagonista dello spettacolo: Mike, un sedicenne con sindrome di Tourette. Inoltre, ho chiesto a tutti loro come immaginassero la loro Tourette, se avessero potuto personificarla, e dalle loro risposte ho immaginato Lady Tourette (interpretata da 4 donne).
A dicembre 2018 abbiamo partecipato ad un pranzo sociale organizzato da AIST dove tutta la compagnia Bisluck ha potuto incontrare tourettici e scambiare storie, episodi. È stato un momento molto forte. Nessuno avrebbe ripreso le prove senza considerare il peso specifico di quel pranzo natalizio così importante, dove un ragazzino (che non aveva mai studiato pianoforte) suonava Mozart andando a memoria (Rondò alla Turca. Un bimbo di 8 anni).
Per quanto riguarda la drammaturgia desideravo che Mike e Lady Tourette si incontrassero e insieme alla compagnia abbiamo immaginato le modalità. Nel frattempo la compagnia studiava sui libri del Dott. Porta la Tourette, e si provava a darle dei corpi, una forma, delle voci, una credibilità concreta. Ma non bastava! Per dare spessore a Mike bisognava costruire tutto il suo mondo, fatto di legami, affetti, passioni, problematiche. Inoltre, più provavamo e più volevamo che Mike affrontasse un antagonista. Per diventare grande. Per sentirlo più vicino a noi e meno uscito dal “Fantabosco”. Così dopo mesi di blocco abbiamo capito che l’antagonista di Mike non poteva essere la Tourette, ma… he faccio, mi metto a fare spoiler?! No, ma ti garantisco che è pericoloso e seducente e che tutti, anche tu, lo dico senza presunzione, lo hai affrontato almeno una volta nella vita.

Il 23 settembre sarà pubblicata una campagna crowdfunding per raccogliere fondi utili a sostenere la tournée dello spettacolo. Qual è lo scopo della circuitazione nazionale e cosa significa per lo spettacolo Lady Tourette e soprattutto per la sua compagnia?

È un momento davvero emozionante perché vuol dire restituire al teatro la sua principale funzione, a mio modestissimo avviso, di conoscenza e unione. L’1% della popolazione in Italia ha la Tourette, parliamo di 600.000 persone, e lo ha scoperto dopo anni di sofferenze, diagnosi sbagliate, terapie inefficaci, bullismo, incontri sbagliati. Immagina quanti la vivono e non sanno di averla. Immagina quanti sanno di averla e quanto sia difficile spiegarla a un compagno di classe, un datore di lavoro, un professore, uno sconosciuto sull’autobus che li vede muoversi in maniera ingiustificata. Questo spettacolo spiega tutto questo con un taglio rispettoso, ma assolutamente inconsueto. Permette a noi di confrontarci con spettatori diversi, con accenti sconosciuti, risate da scoprire, è una crescita prima umana, e poi artistica. E soprattutto ci permette di dare la possibilità ad una ragazzina di Cagliari o di Milano, che siede nel pubblico, di sentir parlare di se, di riconoscere qualche minuscolo aspetto della sua vita dentro al nostro lavoro. E di sentirsi meno sola, porca miseria. Io ci credo tantissimo, non ci fermeremo mai.

Quale sarà la prossima occasione per assistere in scena allo spettacolo Lady Tourette?

Saremo al Teatro Gobetti di Torino il 3 ottobre alle 20.30. Emozionatissimi, ancora più pronti! Il comune ci accoglierà patrocinando lo spettacolo. Abbiamo un impegno importante e non tradiremo questa fiducia.


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