Segnali di Fumo per la II edizione di CastellinAria – Festival di Teatro Pop

Dal 3 al 10 Agosto torna nella suggestiva cornice del Castello Cantelmo di Alvito (FR) CastellinAria – Festival di Teatro Pop, ideato e promosso dalla Compagnia Habitas. Dopo il successo dello scorso anno, l’edizione 2019 intitolata “Segnali di Fumo” conferma la sua vocazione al dialogo con il paesaggio che l’accoglie per proporre un osservatorio aperto e privilegiato sui linguaggi performativi e sulle drammaturgie contemporanee. Otto giorni di festival con spettacoli serali, laboratori, concerti, aperinAria, attività extra, che vedono partecipi artisti internazionali, nazionali e locali, gruppi e solisti musicali, pubblico e maestranze della Val di Comino, oltre a tanti progetti e workshop che costelleranno CastellinAria. Parliamo delle tante novità presenti in questa II edizione con Livia Antonelli della Compagnia Habitas.

 Dal 3 al 10 Agosto torna nella suggestiva cornice del Castello Cantelmo di Alvito (FR) CastellinAria – Festival di Teatro Pop, ideato e promosso dalla Compagnia Habitas

Come e perché è nata l’idea di organizzare CastellinAria – Festival di Teatro Pop presso la Valle di Comino?

L’idea di creare CastellinAria – Festival di Teatro Pop è nata per caso, per destino direi. Essendo originaria di Casalvieri, un paese vicino Alvito, andammo un giorno d’estate del 2017 a fare un giro su al Castello Cantelmo di Alvito e lì nacque l’idea di fare un Festival. Rimanemmo affascinati dalla magia del posto e dalla sua perfetta acustica. Parlammo con Ivano Capocciama, teatrante alvitano e durante la prima edizione co-direttore artistico, a cui si illuminarono gli occhi non appena proponemmo di fare un Festival nel suo paese, con lui. La nostra compagnia ha sempre avuto la spinta e la curiosità di provare ad organizzare un Festival. E’ bastato un pomeriggio d’estate perché questa curiosità si concretizzasse.

A partire dal claim “Segnali di fumo” della II edizione di CastellinAria – Festival di Teatro Pop, quali sono le linee programmatiche della direzione artistica a cura della Compagnia Habitas?

“Segnali di fumo” il claim di quest’anno ha l’intento pop di accendere segnali di fumo dedicando un’intera sezione del Festival (AperinAria) alle associazione della Valle e portando spettacoli nazionali  e uno internazionale la sera. Per noi questi sono i segnali di fumo pop che partono dal castello. Da associazioni locali a spettacoli che mai sarebbero arrivati in Valle. Un intento nobile che però porta con sé il senso della festa, del Festival, della partecipazione attiva degli spettatori, del confronto con i teatranti ospiti con la provincia e la provincia con il nazionale.

Quali saranno le novità più rilevanti di questa II edizione del Festival?

Come anticipato nella risposta precedente le grandi novità sono l’aver coinvolto attivamente le associazioni della Valle, con spettacoli, concerti, gite a cavallo, laboratori didattici e l’immancabile enogastronomia locale, nonché essere riusciti a portare uno spettacolo tedesco, grazie alla preziosissima partnership di Fabulamundi – Europa Playwriting a cura di PAV. Quest’anno siamo riusciti a fare quello che nella storia degli indiani d’America non è successo: collaborare con le tribù autoctone, portare del teatro e ospitare ciò che la Valle riserva per noi stranieri. Siamo tribù amiche che vogliono fare festa, vogliono fare teatro e musica, creare una comunità di autoctoni e ospiti più o meno lontani ma amici, con l’intento di crescere insieme.

Il Festival può vantare un legame molto forte con il territorio: in che modo avete sviluppato, in sinergia con l’amministrazione pubblica, una rete di partnership con cittadini, produttori e imprenditori locali?

La bellezza della provincia è che la politica, l’amministrazione culturale è accessibile. Venendo da Roma, dove un dialogo con le istituzioni per noi compagnie indipendenti è pressoché impossibile, nella Valle di Comino c’è stata una grande curiosità e apertura alle nostre proposte. La partnership con i cittadini, imprenditori locali, associazioni culturali è nata grazie ad un lavoro di scouting e a bellissimi fine settimana in Val di Comino. Nell’era di instagram, con le persone bisogna parlarci dal vivo, conoscerle e scambiare opinioni.

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